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“Ero convinta che l’Europa fosse migliore della mia città natale. Mi ci sono trasferita ma dopo cinque anni sono tornata indietro anche perché, per lo stesso lavoro, guadagnavo molto meno”: la storia di Maria Polansky

“Ero convinta che l’Europa fosse migliore della mia città natale, Vancouver: più bella dal punto di vista estetico, più interessante. Mi ero ripromessa di tornarci il più spesso possibile”. Sono le parole che Maria Polansky scrive su Business Insider, in un articolo nel quale racconta la sua decisione di lasciare il Canada per trasferirsi in Europa. Un sogno coltivato per anni, che però, una volta diventato realtà, si è rivelato diverso da come lo aveva immaginato.

Tutto comincia con un viaggio tra Mosca e Londra insieme alla madre. Da quel momento, per Maria l’Europa diventa una vera passione e ogni estate raggiunge la sorella, trasferitasi in Francia: “Andavo a trovarla a Parigi e, successivamente, a Tolosa, approfittandone anche per visitare altre destinazioni, come la Spagna e l’Italia”. La possibilità di vivere in un luogo “dove lo stile di vita era complessivamente più sano, il cibo più buono e tutto più bello” arriva grazie all’amore, quando ha 26 anni: “Ho conosciuto un ragazzo britannico che viveva a Vancouver e me ne sono innamorata. Quando il suo visto canadese per vacanza-lavoro è scaduto, abbiamo iniziato una relazione a distanza. Così ho richiesto un visto per il Regno Unito, per poter stare insieme a lui”.

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Vendono casa per vivere in crociera “per sempre”: dopo 8 ore di preavviso li sbarcano tutti in Cambogia. I passeggeri hanno speso fino a 440mila dollari per una cabina a vita

Doveva essere la vita dei sogni: niente affitto, niente bollette, solo il mare e il giro del mondo in crociera. Per i residenti della Villa Vie Odyssey, invece, la sveglia di martedì 27 ottobre è stata brutale. Alle 6 del mattino è arrivata la comunicazione dell’amministratore delegato: tutti giù dalla nave entro le 14. Lo riporta Business Insider.

La società che gestisce la “crociera infinita”, la Villa Vie Residences, ha sospeso le operazioni in Cambogia. Il motivo è il carburante. Il costo mensile per cabina, che di solito si aggirava sui 1.800 dollari, in alcune zone dell’Asia è salito fino al 344%, arrivando a una stima di 6.000-8.000 dollari. A far impennare i prezzi dell’energia è stata la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata a febbraio, seguita dalla chiusura iraniana dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il petrolio mondiale.

L’azienda sostiene di aver provato a correre ai ripari, rallentando l’itinerario e trascorrendo più tempo in porto, ma non è bastato a compensare le perdite. Scaricare l’aumento sui residenti, ha spiegato, “non è una soluzione realistica”. Ora è in corso un tentativo di ristrutturazione e ricapitalizzazione da completare nei prossimi 60 giorni, senza alcuna garanzia di successo: nessun finanziamento o accordo è stato ancora definito. Intanto la società dice di lavorare con i residenti per organizzare lo sbarco e trovare sistemazioni temporanee.

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Ha 16 anni e ha inventato un prototipo che spegne le fiamme con il suono: studentessa messicana vince una fiera internazionale di scienza

È la scoperta di una sedicenne messicana ad aver vinto l’International Science and Invention Fair, che si è tenuto quest’anno in Indonesia. A essere premiato tra i 110 progetti in concorso provenienti da 25 diversi paesi è stato quello presentato dalla studentessa Ángela Karime Hernández Venegas, che frequenta il liceo CETis 78 di Altamira, nello stato messicano di Tamaulipas.

Il progetto che ha ottenuto il primo premio, oltre che il riconoscimento dell’IYSA Semi Grand Award, presenta un prototipo in grado di spegnere un incendio tramite il suono. Si tratta del “Vortex Tech”, che utilizza onde sonore a bassa frequenza per disturbare l’ambiente di combustione di una fiamma senza l’impiego di acqua, schiuma o polveri chimiche.

Al momento, però, Vortex Tech è solamente un prototipo sperimentale realizzato da studenti: il premio assegnatogli al concorso non attesta la conformità agli standard professionali di protezione antincendio. Vortex Tech non ha ancora ottenuto la certificazione commerciale come estintore.

La sua efficacia dipende dalle dimensioni della fiamma, dal tipo di combustibile, dalla distanza dal dispositivo, dall’intensità acustica e dal flusso d’aria circostante, tutti aspetti riguardo ai quali i dati al momento forniti per “Vortex Tech” non attestano le sue prestazioni in ogni eventualità.

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Si siede sulla tomba del padre, ma la copertura cede e precipita per 3 metri e mezzo: muore a 48 anni e viene sepolto lì

Era andato al cimitero per partecipare al funerale di un amico, morto dopo essere stato investito. Poi, prima di andare via, Adilson Marcaro, 48 anni, ha deciso di fermarsi alla tomba del padre, a pochi metri di distanza. Un gesto che, secondo quanto ricostruito dal quotidiano brasiliano A Gazeta, faceva spesso.

Ma mercoledì 21 ottobre le cose sono andate diversamente. Adilson si è seduto sulla copertura della sepoltura e a quel punto la struttura ha ceduto: l’uomo è precipitato all’interno della tomba. La caduta è stata di circa tre metri e mezzo. Secondo uno dei vigili del fuoco intervenuti per recuperare il corpo, Adilson ha battuto violentemente la testa contro le pareti di cemento della sepoltura ed è morto sul colpo.

I dipendenti del cimitero hanno raccontato che l’uomo andava spesso a trovare il padre e che era solito sedersi proprio sopra la tomba. Il sergente Ramlow ha spiegato che coperture di questo tipo possono non avere una vera soletta sottostante in grado di sostenere il peso di una persona: “Evitate il più possibile di appoggiarvi a queste parti delle tombe, soprattutto alle coperture, perché nella maggior parte dei casi non hanno una soletta che le sostenga. C’è soltanto la parte in granito che, con il passare del tempo, può essersi crepata e non essere più in grado di sostenere il peso di una persona”.

Il Comune di Linhares ha precisato che la manutenzione e la conservazione delle tombe, compresa la responsabilità di mantenerle chiuse e in condizioni di sicurezza, spettano ai familiari. “Quando una tomba presenta problemi strutturali che possono mettere in pericolo le persone, i familiari vengono avvisati affinché prendano i provvedimenti necessari“, si legge in una nota. La vicenda ha avuto un epilogo ancora più drammatico: poche ore dopo l’incidente, Adilson Marcaro è stato sepolto nello stesso sepolcro del padre in cui è precipitato e ha perso la vita.

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“Sono caduta in ginocchio davanti a 300 ordini in una mattina”: la storia di Natendrea Jones, la parrucchiera diventata regina dei piatti di mare per un video virale

Otto anni di tentativi per mettere a punto un sugo. Poi, a maggio, bastano quaranta secondi di video e la vita cambia. Natendrea Jones, 36 anni, South Carolina, si è svegliata una mattina con più di 300 ordini sul suo profilo commerciale e ha mollato il telefono per la sorpresa. “Sono caduta in ginocchio”, racconta a Business Insider. Fino a quel momento, la sua cucina era stata per oltre dieci anni un’attività di contorno: piatti di pesce per gli amici, qualche teglia venduta ogni tanto, mentre a pagare le bollette erano i capelli e le unghie delle clienti.

A far cambiare tutto è stato Gabriel Rivera, recensore di cibo con oltre due milioni di follower su TikTok, ordina i suoi pasti attraverso Facebook Marketplace e li assaggia dentro la propria auto. Quando si imbatte nell’annuncio di Jones, le offre 200 dollari per cucinargli quello che vuole. Lei pensa a uno scherzo. Non lo è.

Jones prepara una teglia traboccante di zampe di granchio delle nevi, aragosta, gamberi e ostriche. Non è ancora nel menu, ma diventerà presto il “Gabriel Special”. Il verdetto di Rivera, tra un boccone e l’altro, è netto: il suo condimento è “su un altro livello”.

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“Vivo con 700 euro al mese e faccio fatica, ora basta”: Vicky a 40 anni scopre che lo “zio” era suo padre, vuole una parte dell’eredità milionaria e un assegno mensile

C’è una frase che Vicky ripete con amarezza, e racconta meglio di ogni cifra la distanza che la separa dai fratellastri: “Non ho una casa e guadagno 700 euro al mese”. Eppure, secondo quanto ha scoperto da poco, è la figlia di un uomo d’affari milionario, proprietario di quasi un centinaio di immobili sparsi per il mondo. Lo riporta Antena 3.

La verità le è arrivata a 40 anni, e di colpo ha riscritto la sua storia. Quello che per tutta la vita aveva considerato suo zio era in realtà suo padre. A svelarle il segreto è stata una zia: un silenzio durato quattro decenni, legato a due matrimoni e a separazioni avvenute all’interno della famiglia. Nella ricostruzione compare anche un dettaglio sorprendente: al momento del parto, in clinica, c’era proprio il padre biologico, che all’epoca esercitava la professione di medico.

Vicky non si è accontentata del racconto. Ha fatto esaminare in un laboratorio privato un campione contenente materiale genetico dell’uomo, e il risultato è stato inequivocabile: era lui il suo vero padre.

Con questa prova ha rivendicato la quota di eredità che la legge riconosce a ogni figlio. Non è cresciuta come tale, ma pretende gli stessi diritti degli altri eredi. I fratellastri, però, si sono opposti, e la contesa è approdata in tribunale. I legali della donna parlano di “manovre fittizie e fraudolente”, architettate secondo loro per svuotare il patrimonio ereditario ed evitare che i beni finissero a una figlia tenuta nascosta per quarant’anni.

Ora Vicky alza il tiro. Oltre alla sua parte di patrimonio, chiede un assegno mensile superiore ai 2.000 euro, per poter vivere come i fratelli. Secondo lei, finché la partita ereditaria non sarà chiusa, la famiglia dovrebbe garantirle un sostegno economico o concederle l’uso di una delle proprietà rimaste vuote, in modo da avere almeno un tetto sopra la testa. Il contrasto è tanto più doloroso se si pensa alla vita dorata in cui sono cresciuti i fratellastri, con cui dovrà dividere il patrimonio del padre.

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“Ho sei figli. Al più piccolo racconto più storie della buonanotte che al grande. Non tratto tutti allo stesso modo”: senso di colpa (e svolta) di Nicole Schildt

Per anni Nicole Schildt, mamma di sei figli, ha pensato che essere una buona madre significasse “essere una madre giusta” e che giusto volesse dire trattare tutti allo stesso modo: stesso orario per andare a letto, stessi compiti in casa, stesse conseguenze, stessi privilegi alla stessa età. Con il tempo ha capito che quella regola non funzionava, perché sotto il suo tetto “non crescevano sei versioni dello stesso bambino, ma sei persone completamente diverse”.

Oggi Nicole racconta di aver smesso di inseguire l’uguaglianza a tutti i costi: la sua missione, dice “è conoscere ogni figlio abbastanza da dargli l’infanzia di cui ha bisogno”. E ammette che anche lei è cambiata: la mamma che cresce l’ultimo nato non è più quella che ha cresciuto il primo. Lo riporta Business Insider.

Uno dei suoi figli dà il meglio quando gli viene concessa indipendenza: gli si affida una responsabilità, gli si lascia un po’ di spazio, e di solito risponde alle aspettative. Un altro ha bisogno di più struttura, più promemoria, più verifiche. Questo non rende uno più responsabile e l’altro meno capace: semplicemente hanno esigenze differenti.

Lo stesso vale per i privilegi. Nicole pensava che, se un figlio si era guadagnato un orario di rientro più tardi a una certa età, tutti gli altri avrebbero dovuto ottenerlo automaticamente al compimento di quell’età. Oggi sa che l’anagrafe non è l’unico criterio. La fiducia si costruisce attraverso le scelte: un ragazzo che ha dimostrato con costanza di essere responsabile può essere pronto a una libertà che un fratello della stessa età non è ancora in grado di gestire.

(Immagine inserita a scopo illustrativo, generata con AI)

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“Ci rammarichiamo profondamente coi passeggeri per il disagio causato”: scontro tra una nave da crociera e due navi portacointener. Annullato il viaggio

Nel porto di Bremerhaven, in Germania, nella giornata di domenica 25 ottobre, si è registrato lo scontro tra la nave da crociera Mein Schiff 3 e due navi portacontainer che erano ormeggiate. A causare questo scontro sarebbe stata una raffica di vento che avrebbe investito l’imbarcazione da crociera intorno alle 17:30, in prossimità della banchina fluviale.

La crociera per i passeggeri che erano a bordo della Mein Schiff si è così interrotta, ben prima di arrivare alle Isole Canarie che avrebbero dovuto essere la destinazione del viaggio. “Sappiamo quanto i nostri ospiti attendessero con impazienza questa crociera e ci rammarichiamo profondamente per il disagio causato” ha spiegato ai media locali la compagnia tedesca di navigazione TUI Cruises, che ha sede ad Amburgo.

La notizia dell’interruzione della crociera sarebbe stata comunicata ai passeggeri solo nel corso della mattinata di lunedì 26 ottobre, dopo un’attenta valutazione del danno riportato dalla nave. Si sarebbe, infatti, compreso come per la nave sia necessaria la riparazione all’interno di un cantiere navale, che avrebbe quindi reso impossibile il proseguimento della crociera.

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“A 90 anni mi preparo per la mia prima gara di Hyrox. Dopo la morte di mio marito ho deciso che la mia vita non era finita”: la storia di Margie Hennesy

A 83 anni ha deciso che la sua vita non sarebbe finita con la morte di suo marito e così oggi che ne ha 90 di anni si prepara per affrontare la sua prima gara di Hyrox. La protagonista di questa storia è Margie Hennesy, che ha deciso di raccontarla in prima persona su Women’s Health.

Il bivio di fronte a cui si è trovata a scegliere è arrivato quando è morto suo marito: “Avrei potuto cedere all’enorme dolore e lasciarmi sopraffare, oppure andare avanti e assumermi alcune delle sue responsabilità. Ho scelto la seconda opzione e, per la prima volta, ho iniziato a tagliare il prato, a trasportare pesanti sacchi di pacciame in giardino e a occuparmi delle faccende domestiche”.

La scelta di confrontarsi con l’Hyrox è arrivata, però, solo qualche mese fa, dopo che la donna aveva già compiuto 90 anni. “Mia nuora, che è un’atleta di alto livello, mi ha visto sollevare con disinvoltura un sacco di pacciame da 18 chili. Ha deciso che ero pronta per qualcosa di più impegnativo: Hyrox , una competizione di fitness che combina la corsa con esercizi funzionali come la spinta della slitta, i wall ball e gli ski erg”. Margie Hennesy non si è sottratta a questa sfida.

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“Sono stata licenziata dopo 30 anni in una azienda. A 60 anni mi sono trasferita tra i ghiacci dell’Antartide per un nuovo lavoro”: la svolta di Amy Lee

Per trent’anni la sua vita professionale ha avuto un solo nome: la multinazione informatica HP. May Lee, oggi sessantenne, ci è arrivata da giovane e ci è rimasta fino a ricoprire il ruolo di responsabile marketing e comunicazione. Poi il licenziamento. E la scelta, invece di cercare un altro impiego nel settore, di guardare altrove. Altrove, per lei, significava il ghiaccio. Lee aveva già visitato l’Antartide due volte in vacanza, e ne era rimasta conquistata. Allora ignorava che fosse possibile lavorarci. Quando ha scoperto che lo era, non ha avuto dubbi: doveva candidarsi. Lo riporta Business Insider.

Il Programma antartico degli Stati Uniti è gestito dalla National Science Foundation, che affida il supporto operativo a diverse aziende, ciascuna con un ambito specifico.

A metà aprile Lee ha inviato tre candidature: coordinatrice alloggi, tecnico di assistenza al service desk e vice supervisore alle forniture. Lo ha fatto con il curriculum che aveva usato per anni con l’elenco dei suoi vari incarichi.

La risposta più rapida è stata anche la più amara. Nel giro di una o due settimane è arrivata una mail di rifiuto per il ruolo di coordinatrice: non possedeva, si leggeva, “i requisiti minimi”. Un esito che l’ha sorpresa. Solo allora si è messa a studiare come funzionano le selezioni in Antartide, scoprendo, un po’ tardi, quanto siano competitive. Dai blog ha appreso che chi non adatta il curriculum alla lettera all’annuncio viene scartato. Ed è convinta che sia andata così.

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“Non ho tempo per cucinare per mio marito e i miei due figli. Ho assunto una ‘zia’ con 130 euro a visita per cibi sani e razionati in freezer”: la storia di Elizabeth Wong

Il rientro in ufficio dopo la seconda maternità ha lasciato alla famiglia pochissimo tempo libero. Elizabeth Wong e il marito lavoravano entrambi nella finanza a Londra, con giornate scandite da videochiamate dalle sette del mattino alle nove di sera. Lo riporta Business Insider.

Durante la settimana la routine era quella di tante coppie con figli piccoli: corse tra asilo e uscite, riunioni su Teams, cena, riordino, bagnetto e nanna, con faccende domestiche e pratiche personali da infilare negli spazi rimasti. C’era una tata a tempo pieno, ma nessun altro aiuto, perché le famiglie d’origine vivevano lontano.

Tra le coppie di genitori che conosceva, la soluzione più comune erano i piatti pronti del supermercato o il cibo da asporto. Opzioni che a lei sembravano troppo ricche di sale e zuccheri e poco varie. Così, nel 2020, in piena pandemia, ha scritto in un gruppo Facebook di mamme malesi nel Regno Unito per cercare qualcuno che cucinasse per la famiglia.

Non cercava uno chef personale, il budget non lo permetteva. Le bastava una brava cuoca casalinga disposta a preparare, in poche ore, grandi quantità di piatti da congelare e riscaldare nei giorni più frenetici.

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Tendine su o giù in aereo? L’ex hostess non ha dubbi: “Il passeggero migliore è quello che dorme”. Ecco il galateo che divide chi viaggia

Nelle cabine degli aerei si combatte da tempo una “guerra” silenziosa e il campo di battaglia è la tendina del finestrino. A chi spetta decidere? A chi occupa il posto accanto all’oblò, al personale di bordo o all’intera fila? Le opinioni, tra dibattiti virali e discussioni infinite sul galateo in volo, restano divise.

Ma a schierarsi con decisione è un’ex assistente di volo, Alona Vasylieva, che per quasi dieci anni ha lavorato per una compagnia internazionale e che di tendine ne ha controllate migliaia. Lo riporta Business Insider.

Prima di decollo e atterraggio, spiega, il suo compito era verificare che fossero alzate, proprio come si controlla che gli schienali siano in posizione verticale. Una regola che molte compagnie impongono e che, a suo giudizio, ha una logica precisa.

In caso di emergenza una visuale libera verso l’esterno è utile e permette ai soccorritori a terra di guardare dentro la cabina. Raggiunta la quota di crociera, però, le norme di sicurezza si fermano e subentra la sua regola personale: tendine abbassate.

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“Dove sono finiti i loro valori morali? Dove sono i loro principi morali?”: fidanzato muore prima delle nozze, negato alla compagna il rimborso per la location

No, nessun rimborso per la somma già versata per assicurarsi la location, nonostante il suo futuro marito nel frattempo era morto. Questo è quello che si sarebbe sentita rispondere Zoe Vandeloo, che insieme a Diego Hernandez, poi tragicamente scomparso prima delle nozze, aveva deciso di sposarsi nella location per matrimoni e grandi eventi Posey Meadows, nelle vicinanze di Austin, in Texas.

Le nozze per la coppia erano in programma per il prossimo 20 novembre, ma questo giorno di festa non si potrà celebrare, dal momento che alla fine dello scorso aprile Hernandez ha perso la vita all’improvviso. La donna è stata così costretta ad annullare l’evento, ma non si aspettava certamente di dover affrontare una battaglia legale per vedere riconosciuto il diritto a essere risarcita per la cifra versata per la location.

La coppia aveva, infatti, già dato circa 16.000 dollari per il luogo in cui avrebbe voluto sposarsi. Quando allora Vandeloo ha comunicato alla proprietà di Posey Meadows di voler ottenere indietro la somma già versata, la proprietaria Julie Campbell, stando a quanto visionato da KSAT, avrebbe proposto come opzioni l’utilizzo della location in un’altra data o per un altro evento oppure un parziale rimborso nel caso in cui fosse riuscita ad affittare la location per il giorno in cui era stata tenuta occupata per la coppia.

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“Mio marito pensava a uno scherzo”: crociera parte per le Bahamas, ma sbarca in Canada tra freddo, cappotti e sorpresa. Ecco cos’è successo

Cercavano sole, spiagge e brezza tropicale, hanno trovato il freddo canadese. Migliaia di passeggeri della Oasis of the Seas, nave di punta della Royal Caribbean, hanno visto stravolgersi l’itinerario a causa del maltempo: invece di Florida e Bahamas, la rotta è stata deviata verso Halifax, in Nova Scotia, in Canada.

La modifica è arrivata a ridosso della partenza dal New Jersey. Secondo quanto riferito, ai viaggiatori sono state concesse appena poche ore di preavviso. “Mio marito mi ha chiesto se fosse uno scherzo”, ha raccontato Marie Durning, residente nel New Jersey, all’emittente canadese CTV News. Tra cappello di lana e paraorecchie, ha ammesso di aver dimenticato solo la sciarpa.

Il piano originario prevedeva una crociera di sette giorni con mezza giornata a Port Canaveral e poi le Bahamas. «Poi il tempo è peggiorato e siamo finiti qui», ha spiegato Ron Green, della Virginia, parlando con la stessa testata mentre la nave era ormeggiata a Halifax.

La sosta canadese è durata una sola giornata. Per compensare il cambio di programma, la compagnia avrebbe riconosciuto a tutti i passeggeri un buono viaggio pari al 50% e il rimborso delle escursioni a terra non più fruibili. A bordo c’è stato così tempo per una passeggiata sul lungomare, un po’ di shopping e un giro in barca nel porto.

La partenza era fissata per le 18 di mercoledì. Seguiranno tre giorni di navigazione, con rientro nel New Jersey domenica.

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“L’idea è quella di aggiungere l’olfatto alle informazioni visive e sonore che già condividiamo a distanza per esperienze più coinvolgenti”: così ricercatori dell’Ohio State University

Finora gli uomini hanno imparato a condividere le stesse percezioni uditive e visive anche a distanza di migliaia di chilometri, tramite immagini, video e registrazioni audio. Ora forse potrebbe diventare possibile anche condividere odori e profumi.

A rendere anche solo immaginabile questo nuovo tipo di comunicazione è un lavoro di ricerca che sta venendo compiuto dai ricercatori dell’Ohio State University, e in particolare dalla dottoranda Chunyu Yang, nell’ambito della cosiddetta “Scentronic“, ovvero la tecnologia digitale degli odori.

“L’idea è quella di aggiungere l’olfatto alle informazioni visive e sonore che già condividiamo a distanza, rendendo queste esperienze più coinvolgenti” ha spiegato Yang. Come dovrebbe funzionare questo meccanismo studiato dall’università americana? Servirebbero due diversi dispositivi, collegati tra loro per unire il “sentire un odore qui” con il “ricreare l’odore corrispondente da qualche altra parte”.

Da una parte ci sarebbe, infatti, un naso elettronico, un dispositivo che utilizza una serie di sensori di gas per rilevare i composti chimici associati a diversi odori, e dall’altra un generatore di fragranze, che a sua volta rilascia profumi per ricreare l’aroma nel punto di ricezione.

Il naso elettronico, per come è stato ora concepito dai ricercatori, ha un diametro di circa 15 centimetri ed è portatile, sebbene non sia progettato per essere indossato. Per il generatore di odori, invece, sono stata ideati diversi modelli, tra cui alcuni da polso, altri a forma di collana, tutti ovviamente portatili.

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“Ho un mandato d’arresto”: sposini fermati dalla polizia durante il viaggio di nozze. Sorpresa e poi risate

Una luna di miele dai risvolti inaspettati per Kara Lewis Webb e West Webb, sposi l’11 ottobre nel Tennessee: pochi minuti dopo aver lasciato il luogo della cerimonia e pronti per il viaggio di nozze, la coppia è stata fermata dalle forze dell’ordine. L’agente ha dichiarato che a carico dello sposo risultavano una multa per eccesso di velocità non saldata in California e un mandato di arresto.

La realtà dei fatti, tuttavia, si è rivelata ben diversa da quanto inizialmente sembrava. Il filmato dell’episodio, diventato rapidamente virale, ha totalizzato oltre 9 milioni di visualizzazioni su Instagram, trasformando quella che avrebbe dovuto essere una romantica prima notte di nozze in un momento decisamente memorabile e del tutto fuori dal comune.

Una notte di nozze da ricordare per Kara Lewis Webb e West Webb che, dopo aver celebrato il loro matrimonio il 11 ottobre nel Tennessee, si sono ritrovati protagonisti di un episodio inaspettato.

A pochi minuti dalla partenza verso la meta della luna di miele, la coppia è stata fermata dalla polizia. L’agente, avvicinatosi al finestrino, ha chiesto allo sposo se avesse mai ricevuto una multa per eccesso di velocità in California, aggiungendo con tono serio che a suo carico risultava un mandato di arresto.

La tensione è durata però pochissimi istanti: l’uomo in divisa ha subito rivelato che si trattava di uno scherzo, congratulandosi poi con i novelli sposi. L’intera scena, ripresa in un video pubblicato dalla sposa sui social media, ha totalizzato circa 9 milioni di visualizzazioni su Instagram.

“Una cosa è certa- ha dichiarato Kara a People -racconteremo questa storia per il resto della nostra vita».

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“È ora. Mi sono goduta ogni singolo minuto. Non si può andare più in alto”: l’assistente di volo di American Airlines va in pensione dopo più di 63 anni di servizio

Dopo 63 anni e mezzo di servizio, a 83 anni, Carol Fair, assistente di volo dell’American Airlines, lunedì 26 ottobre compirà il suo ultimo volo, da Londra a Charlotte, in Nord Carolina, prima di andare in pensione. Fu proprio lei, nel 1987, a fare da assistente di volo nel primo volo sulla tratta Charlotte-Londra, che fece comprendere come la città del North Carolina sarebbe diventata uno degli hub aeroportuali più importanti del paese.

Su circa 30.000 assistenti di volo di cui dispone American Airlines, Fair andrà in pensione ricoprendo il primo posto per anzianità. “È ora. Mi sono goduta ogni singolo minuto. Sono arrivata prima su 30.000. Non si può andare più in alto, quindi tanto vale che mi ritiri” ha motivato la sua scelta di andare ora in pensione.

La sua carriera da assistente di volo è iniziata nel 1963, presso la Piedmont Airlines, poco dopo che la compagnia aerea aveva iniziato ad assumere donne. Così oggi si ritrova a volare con piloti molto più giovani di lei. “Volo da molto più tempo di quanto alcuni di loro sono nati, ma se ho bisogno di aiuto mi sostengono al 100%” ha raccontato la donna.

Per lungo tempo, però, ha lavorato al suo fianco Meba Thompson, anche lei assistente di volo per la Piedmont Airlines, ora assorbita da American Airlines. L’ex collega negli ultimi anni ha ospitato spesso Carol Fair, che preferisce dormire a casa di Thompson, nella zona sud di Charlotte, piuttosto che affrontare le tre ore di macchina per raggiungere la sua abitazione a Johnson City, nel Tennessee.

Le due colleghe hanno condiviso anche battaglie sulla propria pelle. Ai tempi in cui avevano iniziato a lavorare le assistenti di volo si battevano infatti contro le restrizioni lavorative che le obbligavano a pesarsi per entrare in servizio, a non sposarsi e ad andare in pensione a 32 anni.

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“Hanno perso il controllo e lo hanno lasciato cadere, si è rotto vicino all’Antartide”: danneggiato il mappamondo di Eisenhower che Pete Hegseth voleva nel suo ufficio

Il segretario della Difesa (e della Guerra, così come è stato ribattezzato da Donald Trump) Pete Hegseth avrebbe voluto nel proprio nel suo studio al Pentagono uno storico mappamondo, che risale ai tempi di Eisenhower, generale a cinque stelle dell’esercito statunitense ai tempi della seconda guerra mondiale e poi presidente degli Stati Uniti dal 1953 al 1961.

Quel mappamondo è stato però danneggiato per via di un improvvido spostamento realizzato dallo stesso staff del segretario della Difesa, come ha documentato con tanto di foto il Washington Post. Al Pentagono, infatti, venivano conservati due mappamondi da terra utilizzati dal generale Eisenhower nel corso del secondo conflitto mondiale.

A colpire Hegseth sarebbe stato il valore storico di questi mappamondi e da qui sarebbe nato il desiderio di averne uno all’interno del proprio studio. In particolare il suo staff – non è chiaro se dietro una precisa richiesta del segretario della Difesa o per la volontà di un altro funzionario del suo ufficio – ha deciso di tentare di spostare il mappamondo che ha un diametro di 76 centimetri.

Per trasportare oggetti di questo tipo normalmente l’iniziativa viene affidata a dei curatori specializzati, che realizzano l’opportuno imballaggio e la documentazione necessaria per effettuare lo spostamento. Il coinvolgimento gli esperti del Centro di storia militare dell’esercito americano è stato però accantonato quando la loro attività è stata sospesa dalla parziale chiusura delle attività governative, provocata dallo stallo sulle politiche migratorie dell’amministrazione Trump.

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