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Neil Young fa causa al comitato di Donald Trump per 10 milioni di dollari: il brano “Rockin’ in the Free World” suonato ancora, nonostante l’accordo del 2020

Sei anni dopo la prima battaglia legale, Neil Young torna in tribunale contro Donald Trump o meglio contro la macchina che ne finanzia la politica. Lunedì 26 ottobre il cantautore ha citato in giudizio per 10 milioni di dollari il comitato congiunto di raccolta fondi del presidente, davanti a un tribunale federale della Virginia, sostenendo che il comitato abbia violato un accordo del 2020 usando senza licenza “Rockin’ in the Free World” a un comizio in Ohio.

Secondo l’atto, il brano del 1989 sarebbe stato diffuso senza licenza poco prima che Trump salisse sul palco a Youngstown, in Ohio, il 12 ottobre.

Il difensore del comitato, per ora, tace. Alla richiesta di commento non hanno risposto per il momento né la Casa Bianca, né il Trump 47 Committee, né il Comitato nazionale repubblicano, che ha costituito con Trump il comitato congiunto.

Il querelante sostiene inoltre che l’uso non si sia fermato a quella sera: la registrazione sarebbe stata utilizzata anche in altri comizi repubblicani del 2026, ma il documento non indica quali.

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Chris Brown è stato condannato per rissa dal Tribunale di Londra. Il giudice: “Era chiaramente pericoloso”. L’artista evita il carcere, ecco perché

Chris Brown evita il carcere per l’aggressione al produttore musicale Abraham Diaw, colpito con una bottiglia di vetro in un nightclub di Londra nel febbraio 2023. Il cantante statunitense, 37 anni, è stato condannato dalla Southwark Crown Court di Londra a otto mesi di reclusione con sospensione della pena per 12 mesi, dopo essersi dichiarato colpevole di rissa, reato previsto dall’ordinamento britannico che sanziona l’uso o la minaccia di violenza illegale in luogo pubblico. La stessa accusa ha travolto anche Omololu Akinlolu, rapper e vocal coach di Brown, condannato a quattro mesi con analoga sospensione. Entrambi sono stati inoltre condannati al pagamento di 1.500 sterline ciascuno a titolo di spese processuali.

Secondo quanto ricostruito in aula, come riporta la Bbc, l’aggressione è avvenuta nelle prime ore del 19 febbraio 2023, all’interno del Tape, un club privato nel quartiere londinese di Mayfair. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, mostrate durante l’udienza, documentano Brown mentre colpisce Diaw quattro volte con una pesante bottiglia di tequila, raggiungendolo due volte alla testa e una volta alla spalla. Akinlolu si sarebbe poi unito all’aggressione, sferrando pugni alla vittima.

Il giudice Tony Baumgartner ha definito l’episodio un atto di violenza grave, sottolineando la pericolosità dell’uso ripetuto di una bottiglia di vetro contro la testa. “Era chiaramente pericoloso”, ha affermato, evidenziando che la violenza avrebbe potuto provocare conseguenze ben più serie. Il magistrato ha inoltre precisato che l’aggressione, pur non essendo stata pianificata, è stata caratterizzata da un’intensità significativa e si è verificata in un locale affollato, mettendo potenzialmente a rischio anche le altre persone presenti.

Brown e Akinlolu si erano dichiarati colpevoli di nel luglio scorso. Le accuse più gravi inizialmente contestate al cantante, tra cui aggressione, tentativo di provocare lesioni personali gravi e possesso di un’arma offensiva, erano state successivamente ritirate.
Al termine dell’udienza, i due imputati si sono stretti la mano prima di lasciare l’aula. All’uscita dal tribunale, Brown è stato accolto da alcuni fan e si è fermato a firmare autografi.

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L’asino Marcello fa troppo “rumore” e divide il paese: i potenti ragli, l’esposto e la petizione. Il 7 novembre si decide il suo destino e intanto diventa una star tv

Nei giorni in cui l’Italia discute di tutto, c’è un protagonista che non parla ma si fa sentire benissimo. Si chiama Marcello, è un asino e il suo “difetto”, almeno per qualcuno, è quello di ragliare. Un verso che a Gargallo, piccolo comune collinare del Novarese, è diventato il centro di una disputa che ha superato di slancio i confini del paese. Lo riporta La Prealpina.

Marcello è un asinello di quasi quattro anni arrivato dalla Valsesia. La sua storia comincia a Scopello, dove viveva prima di essere adottato da una famiglia: Mattia, Chiara e lo zio Orlando. A Gargallo, un paese collinare vicino a Borgomanero, noto per l’agricoltura e per la produzione di miele, ha trovato un prato e una routine fatta di passeggiate e visite. Nel terreno, raccontano le cronache locali, può muoversi liberamente mentre bambini, famiglie e passanti si fermano a salutarlo, e il suo menu è fatto di carote, finocchi e mele.

IIl guaio, per alcuni, è la colonna sonora di Marcello. I ragli hanno spinto alcuni cittadini a presentare un esposto in Comune perché le autorità intervenissero per allontanare l’animale. Da una parte ci sono dunque i residenti che chiedono più tranquillità, dall’altra chi si è affezionato a Marcello al punto da considerarlo parte della comunità. Il confronto, come spesso accade, è presto uscito dai tavoli istituzionali per approdare sui social e in televisione.

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“Vive gratis in casa mia da 38 anni. Non fa entrare gli ispettori”: Stevie Wonder trascina l’ex fidanzata Carmen Efferson in tribunale. Lei replica: “Mi sento molestata”

Quasi quarant’anni di affitto mai pagato, un’ispezione negata e una battaglia a colpi di avvocati. Stevie Wonder ha deciso di andare in tribunale per sfrattare Carmen Efferson, che da luglio 1988 occupa senza versare un euro una casa di sua proprietà a Studio City, quartiere di Los Angeles.

Il cantante, 76 anni, il cui vero nome è Stevland Morris, ha depositato giovedì una denuncia presso la Corte superiore della contea di Los Angeles. La donna, secondo il sito TMZ, sarebbe stata in passato la sua promessa sposa. I legali di Wonder non hanno commentato né chiarito la natura del loro rapporto. Efferson, contattata più volte dal Los Angeles Times, non ha risposto. Il musicista è sposato dal 2017 con Tomeeka Bracy.

Stando agli atti, nel 1988 i due avevano stretto un accordo verbale: Efferson avrebbe potuto vivere nell’immobile di Oak Glen Drive senza pagare alcun canone mensile. A rompere l’equilibrio sarebbe stata, la scorsa estate, la richiesta dei rappresentanti di Wonder di accedere alla casa “per aggiornare e mantenere la polizza assicurativa“.

Il 23 luglio un avvocato del cantante ha comunicato un’ispezione fissata per la settimana successiva. La risposta, via email il 25 luglio, è stata durissima: Efferson ha accusato il legale di un tono “razzista” e “a sangue freddo”, parlando di “privilegio maschile bianco”. “Mi sento molestata”, ha scritto, ribadendo di non dare alcun consenso all’ingresso nell’abitazione. Due giorni dopo è arrivata la replica dei legali di Wonder: l’avvocato in questione “non è né razzista, né a sangue freddo, né bianco, né uomo“.

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