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Netanyahu wins Israel elections, but his coalition falls short of a majority

Benjamin Netanyahu’s party won the legislative elections held Tuesday in Israel, but even with the support of his ultra-nationalist and religious allies, the prime minister will not secure the majority of seats in parliament needed to continue governing.

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© JEWEL SAMAD / POOL (EFE)

Benjamin Netanyahu speaks to the media after voting in Jerusalem on Tuesday.
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Nazionalisti, liberali, ultrareligiosi: il “Blocco del cambiamento” sfida Netanyahu alle elezioni. Ma sulla Palestina la pensa (quasi) come lui

Un mese prima del voto del 27 ottobre, i maggiori esponenti politici israeliani fuori dall’attuale governo si sono ritrovati nella casa di Tel Aviv del leader di Yesh Atid, Yair Lapid, per suggellare un patto: rimanere uniti con l’obiettivo di escludere Benjamin Netanyahu dall’esecutivo israeliano. Riuniti intorno a un tavolino da caffè ci sono il padrone di casa insieme al suo alleato Naftali Bennett nella coalizione Yachad, il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, quello dei Democratici, Yair Golan, e di Yisrael Beiteinu, Avigdor Lieberman. Promettono un radicale stravolgimento delle politiche portate avanti dall’esecutivo Netanyahu, insieme ai suoi alleati estremisti Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, e per questo sono già stati ribattezzati Change Bloc, il blocco del cambiamento. Ma basta leggere i loro programmi elettorali e ascoltare le loro dichiarazioni per capire che sul tema diventato di gran lunga il più importante per il futuro dello Stato di Israele, ossia il rapporto con il popolo palestinese, poco cambierà anche in caso di loro vittoria. Nessuno di loro si batterà per liberare i territori illegalmente occupati e nella campagna ellettorale non trova spazio nemmeno l’idea di un percorso di pacificazione tra popolazione ebraica e palestinese.

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Israel votes again but the arithmetic hasn’t changed

TEL AVIV – Every Israeli election of the past decade has been sold as the last chance to save the country, and every one has ended in the same place: a long night of counting, followed by weeks of bargaining among men who swore they would never sit together. The vote on October 27 has a stronger […]

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