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“La cosa più importante della mia infanzia è stata la perdita di mia madre a 17 anni, è stato un cataclisma. Ma c’era anche spensieratezza. Credo che la vita delle persone sia spesso questo: spensieratezza e dolore, e tanto lavoro”: parla Jean Reno

Jean Reno, attore. Ma anche scrittore, perché prima con Emma e ora con Evasione, entrambi pubblicati da Longanesi, il successo è arrivato anche come narratore di thriller, dopo i 75 anni. Perché non si è messo a scrivere prima? “Non so dirlo. Penso che il Covid sia stato un segnale. Quando ci si definisce con il proprio lavoro, alla domanda ‘che cosa fai?’ si risponde ‘l’attore’. E tutt’a un tratto: ‘Che cosa fai?’. ‘Niente, resto a casa’. E non sei più niente. È un errore. Si può fare la giornalista in una rivista fantastica e coltivare le patate. L’ho scoperto in quel momento, ed è per questo che ho osato. Altrimenti mi proibisco molte cose, perché penso che gli altri abbiano talmente tanto più talento“.

Reno non si sente ancora uno scrittore, semmai un “narratore di storie”. E a Vanity Fair racconta: “Conosco molto bene Marc Levy, abita a dieci minuti a piedi da casa mia. A lui le idee escono come da un vulcano, a me girano in testa per molto tempo. Per lui scrivere è vitale, se non scrive muore. Per me è una gioia, non un bisogno. Lui è un vero scrittore“. Il successo nel cinema non lo ha vissuto come accade a tanti, da giovani, tra soldi, donne, foto e viaggi. “Non sono caduto nella droga, nell’alcol, nel sesso. Venivo dal teatro, ho considerato che fosse un lavoro”.

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Ha 315.000 anni e “passerebbe inosservato tra la folla”: ricostruito in 3D il volto dell’Homo sapiens più antico del mondo

Immaginatelo vestito con abiti contemporanei, mentre cammina per strada in una qualsiasi metropoli odierna. A un primo sguardo distratto, passerebbe del tutto inosservato. Soltanto osservandolo da vicino si noterebbero lineamenti insolitamente robusti, un’arcata sopracciliare marcata, un naso largo e una mascella leggermente sporgente. Eppure, quest’uomo non appartiene al nostro secolo: è vissuto in Nord Africa circa 315.000 anni fa ed è, a tutti gli effetti, il più antico rappresentante conosciuto dell’Homo sapiens.

Oggi, il volto di questo nostro lontanissimo antenato è tornato alla luce grazie a una sensazionale ricostruzione digitale 3D, pubblicata sulla rivista scientifica Heritage, realizzata da un team internazionale che vanta una forte impronta italiana.

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La Rally Dakar 2027 non si correrà in Arabia Saudita: le tensioni a Riad cambiano i piani. Possibile ritorno in Africa dopo 20 anni

Il Rally Dakar, una delle gare fuoristrada più dure e note al mondo, il prossimo anno non si terrà in Arabia Saudita, a causa di quelli che gli organizzatori definiscono “recenti sviluppi nella regione”. Il rally, inizialmente previsto per gennaio, si svolgerà ora “in un altro territorio” – che verrà annunciato in seguito – per poi fare ritorno in Arabia Saudita nel 2028, come dichiarato dagli organizzatori, Amaury Sport Organisation e Saudi Motorsport Company. Si tratta dell’ultimo di una serie di eventi sportivi che quest’anno sono stati trasferiti altrove, lontano dall’Arabia Saudita, a causa del conflitto che coinvolge l’Iran e dei sanguinosi attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti da Teheran.

L’Arabia Saudita ospita la Dakar dal 2020. Secondo alcune indiscrezioni, si starebbe valutando il trasferimento in Marocco, con partenza dalla Spagna. Qualora ciò avvenisse, sarebbe la prima volta che la Dakar si tiene in Africa dal 2007. La competizione nacque originariamente come un percorso da Parigi a Dakar, capitale del Senegal; nel 2008 fu annullata all’ultimo momento per motivi di sicurezza nel Nord Africa. Da allora, si è svolta prima in Sud America e successivamente in Arabia Saudita. Negli ultimi mesi diversi appuntamenti motoristici previsti in Medio Oriente sono stati rinviati o cancellati sempre per le tensioni che hanno interessato la regione, tra cui il WEC, che ha scelto di rinunciare al Gran Premio in Qatar rimodulando la fase conclusiva del calendario.

Formula 1 e MotoGp, al momento, hanno confermato i propri appuntamenti nella regione: per quanto riguarda la MotoGp, il gran premio del Qatar è ancora regolarmente programmato per l’8 novembre, mentre in Formula 1 gli ultimi due appuntamenti previsti sono quelli sempre in Qatar il 29 novembre e quello di Abu Dhabi del 6 dicembre. Più delicata è la posizione dell’Arabia Saudita, soprattutto dopo i recenti attacchi rivendicati dagli Houthi contro diverse infrastrutture del Paese, tra cui anche l’aeroporto a Riyadh. Una situazione che ha portato anche il tennis a rivedere i propri programmi, con il Six Kings Slam – inizialmente previsto per il 21-24 ottobre – che è stato rinviato a fine dicembre in attesa di ulteriori sviluppi.

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Crisi migratoria di Ceuta: cronaca di una tempesta in un bicchiere d’acqua

Il nostro governo ha sospeso il sistema Schengen sugli arrivi dalla Spagna dopo i fatti di Ceuta. Una decisione che solleva dubbi di legittimità. Perché il provvedimento non sembra né necessario né proporzionato rispetto alla minaccia individuata.

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