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Ugandans Who Travel DRC Will Spent 21 Quarantine Days at Come Back Due Ebola

All Ugandan citizens returning to their country with a history of travel to the neighboring Democratic Republic of Congo (DRC) will have to undergo 21 days of quarantine, the Ugandan government announced this Sunday, after the detection of cases in several countries linked to the Ebola epidemic in the DRC.

Kenya Reports Its Second Ebola Dead in the Country: Ugandans Who Travel DRC Will Spent 21 Quarantine Days at Come Back Due Ebola

“If you are a Ugandan citizen returning to Uganda and have a history of having been in the DRC, we will subject you to a 21-day quarantine (the incubation period of the Ebola virus), at your expense,” said Ugandan Health Minister Chris Baryomunsi at a press conference.

Likewise, he noted, “movement across the Uganda-DRC border is restricted to essential travelers, including humanitarian workers and commercial truck drivers.”

The minister disclosed this decision after his ministry announced on Friday that the country will not allow people who have traveled to the DRC to transit through its territory, warning that “relevant provisions of the Public Health Act will be invoked in case of non-compliance” and that “people who enter the country through unauthorized routes will be referred to the competent authorities.”

🎙️#UNDERWAY

BRIEFING BY THE HON. MINISTER OF HEALTH @CHRISBARYOMUNS1 ON THE  PROGRESS IN NATIONAL EBOLA PREPAREDNESS AND RESPONSE EFFORTS. #MOHatWork https://t.co/1fBKmdZKQb

— Ministry of Health- Uganda (@MinofHealthUG) October 25, 2026

Uganda has announced these measures after Nigeria confirmed last Tuesday an imported case of the disease corresponding to a Swiss citizen of Ugandan origin who returned to Nigeria after a vacation in Uganda.

Kenya, for its part, has detected nine Ebola infections so far, after confirming its first imported case on October 5, that of a Kenyan man who returned to his country via Uganda, after having lived the last seven years in the DRC.

That man and another patient have died so far, while the other seven patients are still receiving medical attention.

The DRC declared its seventeenth Ebola outbreak on May 15 – the second deadliest in history globally – affecting eight Congolese provinces and, according to the latest official balance, with data collected until October 23, has caused 9,876 confirmed cases and 4,803 deaths so far.

It also spread to Uganda, where the World Health Organization (WHO) declared the end of the outbreak on August 26, after counting 20 confirmed cases, including 15 imported from the DRC, among which there were two deaths.

Along with Uganda, Kenya, and Nigeria, cases linked to this epidemic have been detected in the Netherlands (one) and France (one).

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ACLU, Common Cause file motion against DOJ over Alaska election certification block

Nonprofit watchdog group Common Cause, represented by attorneys from American Civil Liberties Union (ACLU), has filed a motion to intervene in the Department of Justice’s (DOJ) lawsuit over Alaska’s Senate election. The DOJ filed a lawsuit Thursday claiming the presence of a candidate with the same name as incumbent Sen. Dan Sullivan (R) could give…

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Blanche: DOJ lawsuit not trying to ‘stop the certification of Alaska’s election’

Attorney General Todd Blanche said Saturday that the Justice Department is not trying to stop the certification of Alaska’s election, referring to a recently filed lawsuit that claimed to “protect the integrity” of the election. The lawsuit, filed Thursday in the U.S. District Court for the district of Alaska, claims that the inclusion of a candidate with…

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In Alaska, Some Early Voting Sites in Rural Villages Have Not Yet Opened

“There is no legal excuse” for the failure of 18 polling sites to open for early voting, a state lawmaker said.

© Kerry Tasker/Reuters

Senator Dan Sullivan finished second in the primary to Representative Mary Peltola and has trailed her in polls since.
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Padova, genitori in corteo per la scuola: “Vogliamo che gli spazi siano degni. Diventi una priorità della politica”

“Tutti in piazza per l’edilizia scolastica”. Con questo slogan, sabato 24 ottobre, circa cinquecento genitori di Padova sono scesi in piazza per chiedere più investimenti per rendere le scuole sicure, accoglienti, a misura di bambino e soprattutto adeguate al cambiamento climatico. Tra licei e istituti occupati oltre le manifestazioni degli studenti in tutt’Italia, nella città di Sant’Antonio, hanno deciso di farsi sentire anche le mamme e i papà.

A promuovere il corteo sono stati in primis l’associazione Genitori per l’Arcella che hanno collaborato con il gruppo Genitori Scuole Guizza-Salboro, il Comitato Palestro 10 e Lode, Priorità alla Scuola, il comitato Genitori della scuola primaria “Martiri della Vittoria”, Padova Scuola Aperta, “Quale scuola per il futuro?”, la Polisportiva San Precario, oltre che le organizzazioni sindacali Flc e Fp-Cgil, Adl-Cobas, Usb e Cobas Scuola. Un corteo promosso ben prima che scoppiassero le tensioni sociali degli ultimi giorni soprattutto a Milano e Torino. E una campagna simile a quella lanciata da il Fatto quotidiano – “Il futuro non si arma, si insegna” (firma qui) – con una petizione per chiedere stipendi dei docenti adeguati all’Europa e una maggiore attenzione per la scuola. Chi vuole può raccontarci la sua storia a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it.

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Una manifestazione pacifica, ma sorvegliata persino da un elicottero della Polizia. “Ci sono scuole con muri che cadono a pezzi, pareti con infiltrazioni, bagni inagibili, finestre rotte, giardini che con la pioggia diventano pozze d’acqua, aule invivibili appena la temperatura sale, guasti permanenti. Il nostro appello – ha spiegato l’associazione Genitori per l’Arcella – è chiaro: vogliamo scuole più belle, accoglienti, funzionali, funzionanti, calde in inverno e fresche d’estate. Vogliamo che ci sia attenzione e cura affinché gli spazi scolastici siano degni di tutti coloro che li vivono e all’altezza dell’enorme compito che la scuola ha. La scuola deve diventare una priorità nell’agenda politica di questa città”.

In piazza anche l’amministrazione: “In questi anni abbiamo fatto molto, non c’è dubbio che si possa fare di più – ha sottolineato l’assessora comunale Margherita Colonnello a “Padova Oggi” -. Come Comune, andiamo a confermare il nostro impegno e a incrementarlo. Chiediamo comunque sempre al Governo e alla Regione di fare anche loro la propria parte”.

Mamme e papà che hanno sfilato fino a piazza delle Erbe chiedono un piano straordinario di interventi e uno ordinario di manutenzione superando l’approccio emergenziale. “È stata una manifestazione molto partecipata e vivace. Le famiglie e molti bambini sono scesi in piazza – spiega Caterina Benato di Genitori della Guizza a “Il Fatto Quotidiano.it”- chiedendo di prendersi cura di uno dei beni più preziosi che abbiamo, le scuole. Noi chiediamo un Piano di manutenzione degli interventi ordinari e straordinari, per scuole più datate e di recente costruzione, perché non deperiscano e diventino un problema di sicurezza per chi è dentro. Più soldi alla scuola vuole dire investire nel nostro futuro”. Anche il sindaco della città, Sergio Giordani, ha voluto dir la sua a “Padova Oggi”: “I genitori e le famiglie che aiutano, come hanno fatto oggi, a mettere un faro sul tema degli asili e delle scuole vanno ringraziati. Ci impegniamo a un piano straordinario a 360 gradi sul tema della scuola. Una scuola accogliente, inclusiva, per tutti è la chiave di volta per un futuro più sereno e bello per la comunità. Continueremo il dialogo”.

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Agressão de recluso deixa guarda com lesão craniana em Grândola

Um guarda da prisão de Pinheiro da Cruz, no concelho de Grândola, sofreu uma lesão craniana, por ter sido agredido com murros violentos por um recluso considerado perigoso (que está na secção de segurança do estabelecimento prisional, a cumprir uma medida disciplinar de reclusão), segundo noticia avançada pelo website do Correio da Manhã (CM), que acrescenta, o ataque violento ter ocorrido quando o preso estava a ser retirado do pátio de recreio, tendo o guarda sido submetido a um período indeterminado de internamento hospitalar.

Segundo o CM, a violência desencadeou-se na tarde de sexta-feira, quando o guarda agredido, por falta de efetivos, estava a vigiar sozinho o preso no período de recreio. Depois de receber ordens nesse sentido, o agressor mostrou-se renitente em regressar à cela. Colocou-se mesmo de cócoras, e a agressão ocorreu quando o guarda o tentou fazer levantar-se. Depois de agarrar a vítima por trás, com um golpe de ‘mata-leão’, desferiu-lhe uma sucessão de murros na cabeça. Só com o apoio de mais guardas foi possível manietar o agressor, e colocá-lo, de novo, na secção de segurança da cadeia.

O guarda, por seu turno, foi assistido por bombeiros ainda no estabelecimento prisional. Depois de passar por um hospital na zona, foi decidido que teria de ser transferido para o Hospital de São José, em Lisboa, devido à lesão craniana sofrida.

Contactado pelo CM, Frederico Morais, presidente do Sindicato Nacional da Guarda Prisional, confirmou a ocorrência. “A gravidade da situação é diferente. O nosso colega foi atacado numa secção de segurança. Os serviços prisionais geraram um caos tão grande a nível de segurança, colocando guardas a trabalharem sozinhos. Para haver todos os objetivos de atividades que os senhores diretores dos estabelecimentos prisionais querem, limitamos as condições de segurança no interior dos mesmos“, considerou o responsável sindical. 

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Kenya Reports Its Second Ebola Dead in the Country

The Government of Kenya announced a second Ebola death, after the detection of at least nine infections in the country so far, including the index case, a Kenyan citizen who also died and who had traveled from the Democratic Republic of Congo (DRC), a country that declared an outbreak last May.

Africa CDC Urges Global Help as Ebola Spreads: Kenya Reports Its Second Ebola Dead in the Country

As detailed in a statement late Friday by the Kenyan Ministry of Health, the deceased patient was a 65-year-old woman who was the third confirmed case in Kenyan territory.

“She was a direct contact and close family member of the first (deceased) case and was in quarantine when she developed symptoms on October 13, 2026,” the Ministry explained.

After being admitted to a hospital infectious disease unit and receiving care from specialized medical teams, the woman succumbed to the disease on Friday afternoon.

The Ministry of Health mourns the death of a 65-year-old woman who was receiving care for Bundibugyo Ebola and extends heartfelt condolences to her family, friends and community. Seven patients continue to receive care. All nine cases remain within one cluster, with no evidence… pic.twitter.com/HSWQcC0mck

— Ministry of Health (@MOH_Kenya) October 23, 2026

The Ministry assured that it would facilitate a “safe and dignified burial” for the patient, in accordance with public health protocols.

“This loss raises the number of deaths to two among the nine confirmed cases. The seven remaining patients continue to receive care in the two isolation facilities,” the Executive specified, reiterating that “all cases are part of the same group of known contacts and there is no evidence of community transmission.”

“Her death is a painful reminder that Ebola is a serious disease that can be fatal and that the condition of patients can change suddenly,” the Ministry concluded.

Kenya confirmed its first imported Ebola case on October 5, corresponding to a forty-year-old man who had lived the last seven years in the DRC.

Patient zero received treatment in several Congolese hospitals before traveling by road to Kampala (Uganda’s capital) and, subsequently, flying to Nairobi, where he landed on October 3 and died two days later.

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Intelligenza collettiva in corso. L’open day della Scuola di cittadinanza del Fatto

La Scuola del Fatto di Cittadinanza “Domenico De Masi” si prepara a inaugurare il nuovo anno accademico 2026/2027, con tanti nuovi corsi, grandi temi da approfondire e docenti d’eccezione. Sabato 24 ottobre, dalle 12 alle 14, è in programma l’Open Day “Intelligenza collettiva IN CORSO”, in diretta streaming su www.scuoladelfatto.it e sul canale YouTube de Il Fatto Quotidiano.

Sarà l’occasione per conoscere i nuovi percorsi formativi e ascoltare direttamente i docenti e i responsabili scientifici che ci accompagneranno durante l’anno accademico. Tra i protagonisti dell’incontro: Pino Arlacchi, Nicola Armaroli, Marco D’Eramo, Vittorio Agnoletto, Gabriele Guzzi, Giulio Di Donato, Emiliano Bosio, Jeffrey Sachs e Massimo Di Felice e la Direttrice della scuola Miriam Mirolla.

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What to Know About Alaska’s Senate Race

President Trump told the Justice Department to intervene in the race, where polling shows Republicans at risk of losing a seat.

© Kerry Tasker/Reuters

Dan Sullivan, the incumbent Republican senator in Alaska.
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Assemblee, picchetti e barricate: da Milano a Palermo, la mappa delle occupazioni nelle scuole di tutta Italia

Da Palermo a Milano passando per Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova, decine di scuole sono occupate. Gli studenti protestano contro il carovita, la destra di governo, le scuole fatiscenti, il decreto Scuola e tanto altro. E a Roma c’è persino chi scende in piazza contro chi manifesta a difesa delle lezioni. Gli studenti si preparano al prossimo sciopero proclamato da Usb, l’Unione sindacale di base, per il 30 ottobre e allo sciopero internazionale del 20 novembre. Ad alimentare la rabbia anche le parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni nelle scuole non ha un fondamento razionale. Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”.

La mappa delle occupazioni ha bandierine su ogni regione. A Palermo i ragazzi del liceo “Meli“, del “Rutelli“, del “Catalano“, del “Cannizzaro” e del “Duca degli Abruzzi” hanno manifestato davanti alla scuola con un sit-in, mentre al “Regina Margherita” è stata organizzata un’assemblea permanente. Al “Cascino” è stato bloccato un ingresso con cassonetti rovesciati, petardi e lanci di uova. Così all’”Umberto I” e al “Vittorio Emanuele II“, dove da giorni non si fanno più lezioni ma assemblee e momenti di confronto, cercando di coinvolgere anche i docenti.

A Napoli sono occupate 25 scuole. All’Istituto Orientale è stato organizzato anche un collegamento con gli autotrasportatori parlando di caro affitti, di guerra in Palestina, riarmo e Cpr. Anche al “Mazzini” al Vomero, al “Vico”, al “Canova”, al “Fonseca” e all’istituto “Elena di Savoia” le lezioni sono sospese. Al “Mazzini” si sono registrate anche devastazioni, armadietti svuotati, libri stracciati e palloni scaraventati contro i soffitti. Una vicenda sulla quale stanno facendo luce gli investigatori, dal momento che i danni ammontano a trentamila euro. La protesta è arrivata anche fuori dal centro e in provincia: a Fuorigrotta sono occupato il professionale “Rossini”, lo scientifico “Labriola” e l’artistico “Boccioni”; a Torre del Greco il “De Bottis”e il “Nobel”; il “Flacco” a Portici; il “Pitagora” e il “Majorana” a Pozzuoli e il “Segre” a Marano.

Nel Lazio l’onda della mobilitazione è arrivata in decine di scuole oltre a quelle della Capitale. A Firenze è scattato l’allarme per la presenza in città, lunedì, del ministro Valditara. Allo stato attuale, nel capoluogo toscano sono occupati il “Gramsci”, il “Michelangelo”, il “Galileo”, l’”Alberti Dante”, il “Castelnuovo”, il “Peano”, il “Rodolico”, il “Pascoli”, il “Duca d’Aosta” e il “Macchiavelli”, dove la preside ha presentato denuncia. Occupazioni anche all’“Enriques” di Castel Fiorentino e al “Pacinotti” di Pisa. A Novoli, al “Sassetti”, il dirigente ha dovuto fare i conti con corridoi allagati, lavagne rotte e barricate. A Bologna il collettivo del “Minghetti” ha bloccato l’entrata. Proteste anche a Genova al professionale “Odero” di Borzoli, al liceo “Klee Barabino”, al “Filippo Buonaroti”, al “Gastaldi”, al “Majorana” e all’”Einaudi”.

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Why Legal Experts See the Justice Dept.’s Alaska Election Challenge as Dubious

No obvious legal authority supports a pre-emptive effort to block the certification of Alaska’s Senate election if the Republican incumbent narrowly loses.

© Kerry Tasker for The New York Times

Senator Dan Sullivan with Mary Peltola, his Democratic challenger, during a debate in Kodiak, Alaska, last month.
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Trump Officials Seek Block on Alaska Senate Race Results if the Republican Dan Sullivan Loses

The department, in a highly unusual lawsuit, argued that confusion over candidates with similar names could taint the election result.

© Doug Mills/The New York Times

Senator Dan Sullivan, the Alaska Republican incumbent, at a rally this month. The ballot in the Senate race also features Daniel J. Sullivan Jr.
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Millennium, “Operazione Report”: il nuovo numero del mensile analizza il caso Ranucci-Lavitola

OPERAZIONE REPORT: Tutte le carte, gli interrogativi e i sospetti sul caso Ranucci-Lavitola

Il direttore anticipa i temi del nuovo numero di MillenniuM, disponibile in libreria e negli store online.

Una trasmissione d’inchiesta invisa al potere. Una bomba cosiddetta “amica”. Un faccendiere specializzato in torbidi servizi alla politica. Partiti che invadono la tv pubblica. Sono gli ingredienti di quella che abbiamo chiamato “Operazione Report”, di cui conosciamo in parte lo svolgimento e in tutto l’esito: quello di allontanare il giornalista Sigfrido Ranucci dalla conduzione della più importante trasmissione di giornalismo investigativo della Rai, dopo nove anni di conduzione (salvo il successo dei ricorsi dell’interessato al Tribunale del lavoro di Roma). Nove anni in cui molte puntate di Report hanno scatenato gli attacchi della politica, in particolare dal centrodestra e dalla frangia renziana. Che si sono via via trasformati in una vera e propria campagna, amplificata dalla stampa di destra. Parte da qui “Operazione Report”, titolo di copertina del numero di ottobre di MillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez. Il racconto prende il via dall’altro protagonista, il faccendiere Valter Lavitola, con il ritratto approfondito e documentato a firma di Marco Lillo. Sul personaggio i media tendono a far prevalere aspetti quasi folcloristici, ma la sua biografia racconta ben altro: relazioni coi potenti, processi e condanne, intrighi politici ai massimi livelli, che hanno cambiato la storia di questo Paese, dalla caduta del governo Prodi nel 2008 alle manovre contro politici sgraditi. Una parabola in cui affiorano contatti stretti con i servizi segreti, un leitmotiv della sua fulminante ascesa, come scrive il direttore Peter Gomez. Sulla “Operazione Report” Millennium parte dai fatti, vale a dire l’inchiesta giudiziaria sulla bomba esplosa davanti a casa di Ranucci, a Torvaianica, il 16 ottobre 2025: l’individuazione dell’arruffata manovalanza campana, l’improvvisa entrata in scena di Lavitola, la “amicizia fraterna” rivendicata a sorpresa dal conduttore, la sequenza di “affettuosi” moventi snocciolati dal faccendiere. Ma oltre le carte c’è di più: gli affari, africani e non solo, che portano a Marco Dell’Utri, figlio del senatore che è stato la mente organizzativa di Forza Italia e ha scontato una condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. L’Operazione Report ci fa riflettere sul rapporto tra informazione e potere, ma anche sui fili trasversali del potere. Che possono passare anche per un piatto di vongole. Sgusciate o meno.

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Mystery over source of Ebola infection in Nigeria fuels concern about spread of virus

Switzerland says patient is wife of Swiss diplomat and believed to have contracted virus while travelling in Uganda

Health officials across Africa are racing to determine how Nigeria’s first Ebola patient ⁠in more than a decade ⁠became infected, amid fears ​the outbreak could spread further after reaching a fourth African country.

The Swiss foreign ministry said on Friday the patient in Nigeria, the Ugandan-born wife of a Swiss diplomat based in Abuja, had not travelled to the Democratic Republic of ⁠Congo, where the outbreak was first detected in mid-May before spreading to Uganda, Kenya and now Nigeria. The woman was believed to have contracted Ebola while travelling with her husband in Uganda, the ministry added.

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© Photograph: Sodiq Adelakun/Reuters

© Photograph: Sodiq Adelakun/Reuters

© Photograph: Sodiq Adelakun/Reuters

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Crescere in Italia: una generazione, ma esperienze diverse

Crescere nello stesso paese e frequentare le stesse scuole non garantisce le stesse esperienze di inclusione sociale. Perché deve esserci anche la possibilità di costruire relazioni, non essere discriminati, partecipare e avere voce nella società.

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Scuola, 22 anni da supplente nonostante i posti di ruolo disponibili: il ministero risarcirà 100mila euro

Per ventidue anni ha svolto la funzione di docente supplente pur in presenza di posti a disposizione per il ruolo. È la storia di un insegnante savonese di religione cattolica che dovrà essere risarcito con centomila euro. A deciderlo è stato il Tribunale di Savona, che ha condannato il ministero per “abusiva reiterazione dei contratti di lavoro a tempo determinato”. Una sentenza che fa scuola. L’insegnante, infatti, dopo anni di precariato ha deciso di affidarsi ai legali dell’Anief per denunciare lo “stanziamento coatto nelle graduatorie dei supplenti”. Ed è anche per denunciare storie come questa che il Fatto quotidiano ha lanciato la campagna “Il futuro non si arma, si insegna” (firma qui) con una petizione per chiedere stipendi dei docenti adeguati all’Europa e una maggiore attenzione per la scuola. Chi vuole può raccontarci la sua storia a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it.

La giudice ha esaminato il caso e ha accertato che l’amministrazione avrebbe potuto e dovuto assumere da tempo il docente. Invece non lo ha fatto che di recente, creando un danno umano e patrimoniale all’insegnante, che ora deve essere equamente risarcito. Il Tribunale ha calcolato due distinte quote risarcitorie: gli scatti di anzianità che negli anni avrebbe dovuto ricevere, pari a 30.848,08 euro, oltre ai relativi maggiori ratei di tredicesima e agli interessi legali o alla rivalutazione monetaria. La giudice del lavoro ha quindi accordato al docente il vero e proprio risarcimento del danno, corrispondente a “un’indennità onnicomprensiva pari a 22 mensilità dell’ultima retribuzione ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria ed interessi, dalla cessazione dell’ultimo contratto al saldo”.

Un caso che richiama l’attenzione sulla dignità dei docenti, per la quale Il Fatto Quotidiano.it si sta battendo con la campagna “Il futuro non si arma, si insegna” e la petizione per chiedere che gli stipendi dei professori siano adeguati alle medie europee: “Mentre l’Italia decide di investire miliardi in più nella spesa militare, è necessario definire chiaramente le priorità del Paese. La professione docente richiede preparazione universitaria, aggiornamento professionale continuo, responsabilità educative e formative, lavoro di progettazione, valutazione, relazione con studenti e famiglie: un impegno che non si esaurisce certo nelle ore trascorse in aula. Nonostante tali responsabilità, gli insegnanti italiani continuano a percepire retribuzioni molto più basse rispetto a quelle dei colleghi di numerosi Paesi europei”.

Una battaglia condivisa da tutte le organizzazioni sindacali, tra cui l’Anief, che ha sostenuto il docente di religione precario. “L’aver fatto recuperare una cifra così importante a favore di un precario con una sola sentenza ci riempie di orgoglio – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, perché 100 mila euro restituiti corrispondono in media a due liquidazioni, un terzo della pensione in più. Ora, significa anche che se tutti i precari della scuola ricorressero al giudice non ci sarebbero più abusi per gli alti costi. E avrebbero le loro carte per vincere, considerando i precedenti e il già alto numero di sentenze favorevoli sull’abuso dei contratti a termine, per chi ha svolto oltre 36 mesi di servizio”.

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New York City Passes Horse Carriage Ban, Ending a Central Park Tradition

A passenger’s death in June became the impetus for the City Council to ban the practice, but the bill will likely face a court challenge before being implemented in 2028.

© Eduardo Munoz/Reuters

The proposed ban on horse carriages gained steam after the death of Romanch Mahajan, an 18-year-old passenger who was thrown from a carriage.
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Crédito Agrícola revela os finalistas da 13.ª edição do Prémio Empreendedorismo e Inovação

Edição recorde, com 316 candidaturas, destaca projetos inovadores que estão a transformar o futuro da agricultura, do setor agroalimentar e da floresta. Os vencedores serão conhecidos a 24 de novembro, numa cerimónia aberta ao público, em Lisboa. O Crédito Agrícola revela os nove projetos finalistas da 13.ª edição do Prémio Empreendedorismo e Inovação, uma iniciativa […]

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European Parliament Awards Sakharov Prize to ICC Amid Escalating US Sanctions

The European Parliament has awarded the 2026 Sakharov Prize for Freedom of Thought to the International Criminal Court (ICC) and its officials, recognising the Hague-based tribunal’s work in investigating and prosecuting war crimes, crimes against humanity and genocide.

Announcing the decision in Strasbourg on Thursday, 22 October, European Parliament President Roberta Metsola said the award reflected the European Union’s commitment to multilateralism and international institutions.

Metsola praised the Court for its work in upholding international law and justice. The announcement was met with a standing ovation in the parliamentary chamber.

The decision comes amid an escalating confrontation between the European Union and the administration of US President Donald Trump over the ICC’s jurisdiction and independence.

Washington’s sanctions against the Court

On 9 October, the United States imposed sanctions on the ICC as an institution, extending measures previously directed against individual judges and prosecutors.

The restrictions place the Court under the US Treasury’s sanctions regime, limiting financial transactions involving American individuals, businesses and institutions. Washington has issued several temporary and limited exemptions intended to allow specified operations to continue.

The measures followed earlier sanctions against senior ICC officials, including Court President Tomoko Akane, and form part of Washington’s campaign to prevent the tribunal from exercising jurisdiction over American personnel.

US Secretary of State Marco Rubio has argued that the ICC threatens American sovereignty by asserting authority over nationals of countries that have not accepted its founding treaty.

The Court rejected the latest restrictions, describing them as an attempt to obstruct the administration of international justice.

Established under the Rome Statute, the ICC operates independently of national governments and investigates serious international crimes where its jurisdictional requirements are satisfied.

Neither the United States nor Israel is a party to the Rome Statute.

Arrest warrants involving Russia and Israel

The dispute with Washington has intensified since the ICC issued arrest warrants in November 2024 for Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu and former Defence Minister Yoav Gallant over alleged war crimes and crimes against humanity connected with military operations in Gaza.

Israel rejects the Court’s jurisdiction and disputes the allegations. Washington has similarly opposed the proceedings against Israeli officials.

The ICC has also pursued investigations into Russia’s invasion of Ukraine. In March 2023, its judges issued arrest warrants for Russian President Vladimir Putin and Maria Lvova-Belova, Russia’s commissioner for children’s rights, over the alleged unlawful deportation and transfer of Ukrainian children.

Further warrants followed in 2024 against senior Russian military commanders and officials in connection with attacks on Ukraine’s civilian infrastructure.

The proceedings demonstrate the geographical scope of the Court’s investigations, although its ability to secure arrests depends heavily on cooperation from individual states.

The ICC has no independent police force and relies on national authorities to execute its warrants.

European Parliament backs international justice

The ICC’s nomination for the Sakharov Prize was submitted by the Socialists and Democrats group in the European Parliament.

Its selection comes as European lawmakers examine how the EU should respond to American sanctions affecting the Court and organisations supporting its activities.

The October restrictions have raised practical questions about access to banking, technology services and other infrastructure required by the tribunal.

European governments must also consider how to support an institution established through an international treaty while maintaining relations with Washington.

The Sakharov Prize carries no legal authority to reverse American sanctions or compel governments to cooperate with ICC investigations. Nevertheless, the award represents an explicit institutional endorsement of the tribunal at a time when its operations face increasing external pressure.

Other nominees and award ceremony

The ICC was selected from three finalists announced earlier this month.

The other nominees were Tanzanian opposition leader Tundu Lissu and Iranian sisters Taraneh and Romina Rahimi, whose cases have attracted international attention over political persecution and judicial proceedings.

The Sakharov Prize, established by the European Parliament in 1988, is named after Soviet physicist, dissident and Nobel Peace Prize laureate Andrei Sakharov.

It recognises individuals and organisations defending human rights, freedom of expression and fundamental liberties. The award includes €50,000.

Previous recipients include Nelson Mandela, Malala Yousafzai and imprisoned journalists.

In 2025, the prize was awarded jointly to Belarusian journalist Andrzej Poczobut and Georgian journalist Mzia Amaglobeli.

The formal presentation of the 2026 prize is scheduled for 16 December at the European Parliament in Strasbourg.

The award places the ICC alongside previous Sakharov laureates while drawing further attention to the unresolved dispute between Washington and European governments over international criminal jurisdiction.

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