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Torino, bruciata una foto di Giorgia Meloni in Piazza Castello

Una grande foto di Giorgia Meloni è stata bruciata in piazza Castello a Torino, dove si sono ritrovati i partecipanti alla manifestazione odierna. Uno di loro, incappucciato, è salito sul monumento al Duca d’Aosta, dando fuoco all’immagine. I manifestanti hanno intonato cori e slogan contro la presidente del Consiglio. In piazza sventolavano prevalentemente bandiere di Rifondazione comunista e della Palestina.

Proprio a Torino, successivamente, ci sono state più cariche della polizia contro i manifestanti. Alla manifestazione partecipano anche famiglie e studenti. Poi sono arrivati anche gruppi di giovani incappucciati. Nel frattempo il corteo, dopo alcune cariche di alleggerimento delle forze dell’ordine, ha cambiato percorso, procedendo verso via Pietro Micca.

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Torino, cariche della polizia contro i manifestanti in Piazza Castello

Momenti di tensione a Torino quando la polizia ha impedito ai manifestanti che si sono ritrovati in piazza Castello di procedere verso via Po. Gli agenti hanno respinto i manifestanti con una carica di alleggerimento, con gli scudi e i manganelli. La polizia aveva invitato partecipanti a procedere verso l’area Nord della città, attraverso i Giardini reali. Lo striscione d’apertura del corteo recita ‘Noi la guerra non la paghiamo, Torino è contro il riarmo, no datacenter e caro benzina’. Tra gli slogan scanditi anche ‘Tout le monde déteste la police’.

Dopo la prima carica, manifestanti e agenti si sono divisi. Quindi sono partite altre due cariche di alleggerimento, che hanno permesso alla polizia di avanzare di alcuni metri. In testa al corteo ci sono gli autonomi, tutti a volto scoperto. Alla manifestazione partecipano anche famiglie e studenti. Poi sono arrivati anche gruppi di giovani incappucciati. Nel frattempo il corteo, dopo alcune cariche di alleggerimento delle forze dell’ordine, ha cambiato percorso, procedendo verso via Pietro Micca.

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Accoltellamento al Parco Dora di Torino: ucciso un ragazzo, caccia all’aggressore

Un ragazzo ventenne è stato accoltellato a Parco Dora, nella periferia di Torino: trasportato in ospedale in condizioni gravi, è morto poco dopo a causa delle lesioni. Secondo quanto riferito da La Stampa, la vittima è stata ritrovata venerdì intorno alle 18.30 vicino ad un monopattino elettrico e con l’addome gravemente ferito. L’allarme è stato dato da un residente della zona che ha visto un’altra persona allontanarsi di corsa. Il colpevole non è ancora stato individuato e non si conosce il movente dell’atto: sulla vicenda indaga la squadra mobile della questura di Torino.

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Da Felice Genero a Napoleone Leumann: i mecenati che hanno lasciato il segno a Torino

Ho già scritto di Augusto Abegg, che finanziò gran parte della costruzione delle Molinette, e anche di Riccardo Gualino ma la storia di benefattori e mecenati a Torino è lunga e densa di sorprese.

Ad esempio la vita di Felice Genero (1819-1885), deputato del Regno di Sardegna poi del Regno d’Italia: nella vita banchiere, fu Presidente del Banco di Sconto e della Sete di Torino e fu coinvolto nel più grande scandalo bancario del XX secolo, secondo solo a quello della Banca Romana, è una storia di postumo mecenatismo. L’Istituto bancario fallì clamorosamente, a causa dei finanziamenti sconsiderati al gruppo Ansaldo, dei fratelli Perrone, durante e dopo la prima guerra mondiale. Finito il conflitto, il colosso industriale entrò in crisi, non riuscendo a restituire le ingenti somme avute in prestito: la notizia mise nel panico i correntisti che corsero a chiudere i conti esaurendone tutte le risorse. La Banca d’Italia non intervenne e l’Istituto fu messo in liquidazione e sostituito con un nuovo soggetto, la Banca Nazionale di Credito.

Questa vicenda ebbe risvolti non solo nel mondo finanziario ma anche politico: Genero non resse il peso dello scandalo ed entrò in una profonda depressione che sfociò in una sindrome psichiatrica, soprattutto dopo una lunga detenzione per l’accusa di smercio di banconote false mosse da un faccendiere, da cui fu assolto solo il 13 maggio del 1870.

Felice Genero al culmine della sua carriera aveva acquistato la Vigna Colla in strada Santa Margherita ed in seguito la moglie unì la vicina vigna di Baldissero che comprendeva una villa, un rustico, una cappella. L’ex deputato e banchiere muore in Liguria nel 1885 e, 5 anni dopo la vedova, Giuseppina Gola, dona al Comune di Torino la villa, circondata da un parco di 60.000 mq, con l’intento di farne una sede per un un “ginnasio ricreativo” destinato a ragazzi di salute malferma e il complesso fu eletto Ente morale. Fu resa poi parco pubblico negli anni 30 e nel 1932 il Podestà, il Conte Thaon de Revel, diede l’avvio ad importanti opere per rendere fruibile da tutta la cittadinanza il vasto complesso.

Purtroppo negli anni l’incuria è sempre stata più presente e gli atti di vandalismo si sono moltiplicati, così statue e tempietto non sono più godibili allo stato originale anche se l’anno scorso il Comune è intervenuto con un modesto finanziamento di poco più di 300.000 euro. C’è da dire che la manutenzione e soprattutto pulizia del parco, è garantita da gruppi di volontari, attivi anche in altre realtà, purtroppo altri parchi cittadini versano in uno stato di desolante degrado, i più noti Parco Sempione e Parco Europa a Cavoretto. Stante la vastità del parco e la posizione invidiabile di Villa Genero, potrebbe essere presa in considerazione anche l’installazione di una struttura precaria, in armonia con il contesto, adibita a bar, per dar modo ai tanti torinesi e turisti di godere ancor più di questo rigoglioso parco.

Altro personaggio notevole come benefattore è un altro banchiere Alberto Geisser, Presidente della CRT, nato a Torino nel 1859 da padre svizzero ed amministratore delegato della Cartiera italiana nonché consigliere comunale della sua città.
Incessante fu il suo impegno filantropico, finanziando l’Opera Pia Lotteri e promuovendo la realizzazione di un convalescenziario e di una casa famiglia per avviare al lavoro le ragazze di famiglie disagiate ma la sua più geniale invenzione fu l’istituzione delle biblioteche circolanti, fondando poi il Consorzio delle Biblioteche. Fu a lui dedicata la trasformazione di un edificio anni 50 a Parco Michelotti e sede dell’Associazione Macellai, per cui Giacomo Soffiantino dipinse una pittura murale, ancor oggi presente e dedicata al Bue Api.

Dopo anni di degrado la palazzina è stata oggetto nel 2023 di un intervento di messa a norma e riqualificazione ed è molto frequentata soprattutto da anziani data la posizione amena.

Come Geisser è da ricordare un altro imprenditore anch’egli di origine svizzera, Napoleone Leumann che trasferì la sua azienda di lavorazione del cotone da Voghera alle porte di Torino precisamente a Collegno, dove in circa 60.000 mq di terreno organizzò nel 1875, su progetto di Pietro Fenoglio, un vero e proprio capolavoro urbanistico e di welfare mediante la costruzione di un villaggio completo di tutto il necessario per rendere la vita di operai ed impiegati,più gradevole ed appagante e così sorsero 59 villini suddivisi in 120 alloggi.

Stante la speculazione edilizia che ha devastato l’intero corso Francia, sembrava ineluttabile una cancellazione della memoria ma provvidenziali interventi del Comune di Collegno ne hanno scongiurato il pericolo, Il villaggio è risorto vivo ed abitato con molte attività commerciali. Al giorno d’oggi rare le singole personalità in veste di benefattori, più gli Enti come le Fondazioni Bancarie mentre resta un caso isolato, ma come mecenate, la figura di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.

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Da Milano a Roma, sabato città blindate | La mappa. E nelle chat si organizzano le piazze: “Mezz’ora prima vi diremo dove andare. Be water”

Un mix di attesa, tensione e preoccupazione accompagna la vigilia dell’annunciata mobilitazione nelle piazze italiane. E con una sorpresa. Il profilo social del “Movimento 17 ottobre” annuncia un cambio di strategia. Dopo avere annunciato una serie di piazze nei luoghi simbolo di Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Bari e Genova, annulla tutto. Ma non la mobilitazione.

“Le piazze annunciate sono annullate“. “Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro“, si legge nel comunicato. In pratica sabato alle 14.30, sui social, verranno comunicati tre luoghi di ciascuna città dove si invitano i manifestanti a presentarsi in gruppo (“non andate da soli”, viene specificato). Dopo un’ora (alle 15.30), verrà comunicato un altro luogo, una grande piazza, da raggiungere in corteo. “Quando lo diremo noi, dove lo diremo noi”, è la frase che chiude il comunicato con il motto “Be water” (sii come l’acqua).

Un cambio di strategia che rischia di complicare – e non poco – la gestione dell’ordine pubblico nelle città coinvolte. Una “mobilitazione permanente contro il governo dei padroni”, viene definita. Da Nord a Sud sono tante le città coinvolte tra manifestazioni e cortei autorizzati o iniziative solamente convocate sui social. Le scene di guerriglia urbana dello scorso weekend a Milano, con protagonisti giovanissimi e minori incappucciati, hanno alzato in livello di allerta. E mentre la Digos ha effettuato perquisizioni in 18 città italiane e a Bari la procura dei minori ha interrogato un gruppo di minori che “preparava saccheggi a negozi”, ecco quali sono le città coinvolte tra manifestazioni ufficiali e le piazze inizialmente annunciate sui social.

Milano

Sabato il capoluogo lombardo sarà blindato e presidiato dalla stazione fino al centro, anche dai 500 militari in più inviati dal governo. Il sindaco Giuseppe Sala da inizio settimana va ripetendo che “c’è preoccupazione“, anche se al momento non sono stati annunciati cortei e manifestazioni, che in ogni caso difficilmente sarebbero stati autorizzati in centro città, dopo le scene di guerriglia del weekend scorso. L’appuntamento noto, quello degli anarchici in Conciliazione, è stato annullato. Ciò però non significa che i gruppi, provenienti da Milano, ma anche da altre città del Nord Italia, non saranno in piazza. La scelta di annullare il corteo, infatti, “non è un passo indietro”, ma è stata al contrario motivata con l’obiettivo di “non frammentare le piazze“, data la concomitanza con il probabile raduno di giovani e giovanissimi a partire dalle 15. Sono invece due i presidi autorizzati dalla Questura. In piazza Cavour, la mattina ci sarà un sit-in dei sindacati di base contro il carovita. Un altro presidio autorizzato è quello Pro-Palestina che siterrà in piazza Leonardo Da Vinci, nei pressi del Politecnico, dove è prevista la partecipazione di circa 300 persone. In mattinata, in piazza XXV aprile, sarà monitorato un presidio di esponenti di studenti di estrema destra, questo non preannunciato alla Questura. La preoccupazione principale, però, riguarda quanto potrà accadere nel pomeriggio dopo l’appello lanciato dal “Movimento 17 ottobre”: inizialmente il luogo di raduno comunicato era stato piazza Duomo e dintorni, teatro di devastazioni lo scorso fine settimane. Adesso, però, i nuovi luoghi di raduno si conosceranno sabato. Intanto i controlli saranno tanti: un primo filtraggio ci sarà nelle stazioni ferroviarie di tutta la Lombardia. Sarà controllato dalle forze dell’ordine chi non ha un biglietto e sarà verificato se ha precedenti, oppure che non abbia oggetti impropri come petardi o coltellini. Chi sarà in queste condizioni non sarà fatto partire.

Roma

Anche nella Capitale l’allerta è alta. Sui social era stata annunciata una manifestazione al Circo Massimo. Nello stesso luogo, tra l’altro, è presente il Villaggio della Difesa per la festa dell’Esercito che inizierà il 30 ottobre. L’attenzione delle forze dell’ordine è concentrata in particolare su piazza Venezia, piazza del Popolo e, appunto, il Circo Massimo. Sempre domani si svolgerà la manifestazione nazionale per la pace “Fuori l’Italia dalla guerra“, a cui sono attesi circa 10mila partecipanti, con appuntamento alle 14 in piazza della Repubblica. Alle 15 il corteo dell’Asse Imperialista si dirigerà ai Fori Imperiali. Le associazioni di destra, Azione Universitaria e Gioventù Nazionale, ha organizzato invece il corteo “Sblocchiamo tutto”, che partirà alle ore 10.30 da piazza della Libertà con arrivo in piazza Risorgimento. Manifestazioni ufficiale che si sommano a quelle annunciate sui social, ma non preavvisate, con appuntamento che verranno comunicati sui social domani.

Torino

A Torino diverse realtà – studenti, collettivi e movimento per il diritto alla casa – parteciperanno alla manifestazione organizzata dal coordinamento ‘Torino è contro il riarmo“, che vede gli autonomi del centro sociale Askatasuna, sgomberato il 18 dicembre scorso, tra i principali promotori. L’appuntamento è alle 15 in piazza Castello. Stesso luogo e orario inizialmente annunciato dal “Movimento 17 ottobre”. Gli studenti delle scuole superiori si ritroveranno alle 14 in piazza Arbarello per raggiungere successivamente piazza Castello. Da Palazzo Nuovo partiranno invece gli universitari e i collettivi. A quanto si apprende, l’intenzione è quella di far convergere tutti i gruppi nella piazza, da dove dovrebbe partire il corteo, per poi tornare nello stesso luogo al termine della manifestazione.

Bologna

A Bologna l’appuntamento del “Movimento 17 ottobre” era in piazza Nettuno. “Insieme alla Questura e il prefetto stiamo lavorando affinché sabato il centro storico sia protetto e stiamo dialogando anche con i commercianti per organizzarci al meglio. Però occorre fare anche la parte che ritengo sia più importante: dialogare con i ragazzi, ascoltare le loro istanze”, ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore.

Genova

Nel capoluogo ligure c’è massima attenzione, ma nessun allarme in vista della manifestazione annunciata per sabato. È quanto emerso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in prefettura. All’incontro ha partecipato anche il presidente di Confcommercio Genova, Alessandro Cavo. “Ci è stato detto di stare aperti e vigili nel caso succedesse qualcosa. Ovviamente saremo pronti a chiudere nel caso la situazione dovesse degenerare, ma ci è stato assicurato che il dispositivo messo in piedi sarà adeguato a quello che potrebbe accadere”, ha riferito. Il primo appuntamento a Genova era stato dato in piazza De Ferrari.

Firenze

Cresce l’attenzione anche a Firenze dove erano state annunciate sui social due manifestazioni in piazza della Signoria e piazza Santa Maria Novella. Gli appelli, diffusi su Telegram e Instagram da gruppi “Movimento 17 ottobre” e “Noi il popolo”, anche in questo caso, non risultano preannunciati alla Questura.

Padova

Sono due le manifestazioni studentesche preavvisate a Padova sabato, una al mattino e una al pomeriggio, organizzata dalla sigla “Federazione Italiani Liberi”. Mentre sui social l’appuntamento era stato dato in piazza Mazzini. Perquisizioni della Digos e Daspo urbani sono stati effettuati e notificati dalla Questura nei confronti di 11 giovani, otto dei quali minorenni, che avrebbero pianificato via chat saccheggi in vista dei cortei. La Procura dei Minorenni di Venezia procede per istigazione alla disobbedienza alle leggi di ordine pubblico e all’odio tra le classi sociali. In particolare, gli agenti hanno intercettato su Instagram una chat in cui si programmavano danneggiamenti e razzie contro pubblici esercizi del centro storico.

Bari

Anche in Puglia ci sono state perquisizioni e interrogatori di giovanissimi. Secondo l’ipotesi investigativa “un folto gruppo di giovani e giovanissimi era pronto a colpire e saccheggiare, sull’onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi” del centro di Bari. Qui sono due le mobilitazioni lanciate sui social: quella convocata dal “Movimento 17 ottobre”, in un primo momento in piazza Umberto alle ore 15, e l’appuntamento lanciato su Tik Tok da “Noi siamo il popolo”, allo stesso orario ma in piazza del Ferrarese. “Cosa vogliamo? – scrivono gli organizzatori della mobilitazione nazionale -. Presente e un futuro migliore”.

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Lavoce.info al Festival Internazionale dell’Economia di Torino 2026

Anche quest’anno, Lavoce.info collabora con il Festival Internazionale dell’Economia di Torino dal titolo “Salvare lo stato sociale”. I nostri redattori e collaboratori parteciperanno a eventi che seguono per lo più il format dello scorso anno, chiamato “I dialoghi della voce”. Si confronteranno con rappresentanti di istituzioni legate a sanità, pensioni e welfare in generale. Per […]

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