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Festa del Cinema e Alice nella Città: 5 film imperdibili di cui si è parlato poco

Chissà se i pesci negli acquari sono a disagio. Sembra chiederselo spesso con il suo sguardo Kamei, adolescente di Okinawa che galleggia tra le sue giornate estive prima di scegliere il suo futuro. The Color of the Sun è l’opera prima di Xavier Tera. Ci apre lo sguardo su un litorale asiatico dove basi militari e angherie post-coloniali Usa limitano i rintocchi della vita fin dai rombi dei caccia, che tuonano dal cielo neanche fossero campanili. Kamei si destreggia tra le prime esperienze sessuali con una ragazza, suo primo amore, e le prove di coraggio con la nuova amicizia simbiotica di un ragazzo americano legato alle basi.

Mentre sullo sfondo Okinawa manifesta, ambisce all’indipendenza e sviluppa forte diffidenza verso l’arroganza stelle e strisce. Con un rapporto di silenzi tra il protagonista e una madre in affanno, l’istantanea realista su questa piccola frazione di mondo così lontana presenta virtù e fragilità di tante opere prime veraci e giovanilistiche. Da una parte vivida e vibrante anche nei respiri lunghi, e con un finale aperto a varie letture. Ha esordito alla Mostra del Cinema Venezia, Orizzonti, mentre ad Alice nella Città era in sezione Sintonie.

Il primo film in lingua inglese di Kantemir Balagov è anche ambientato a Newark, Usa. Butterfly Jam racconta di un giovane padre, Barry Keoghan, alle prese con un figlio adolescente con un talento incredibile e un futuro probabile nella lotta libera. “Io posso fare marmellata con qualsiasi cosa”, dice il personaggio di Keoghan quando cucina a dei tipi loschi interessati al suo ristorante in difficoltà. Il titolo del film è proprio “marmellata di farfalle”.

La famiglia che andiamo a conoscere fa parte della comunità circassa, etnia russo-caucasica, e in un sol colpo, questo regista tra i promettenti in circolazione cuce intorno a quel fenomeno di Keoghan una messa in scena palpitante che si sposta tra la crescita accellerata del ragazzo, l’ottimo Talha Akdogan, e il passo rischioso del giovane padre che metterà a rischio ogni cosa.

Il rapporto padre/figlio, la lotta alla sopravvivenza, il discorso sull’identità culturale dell’immigrato e la genialità attoriale di Keoghan – uno che anche stavolta inventa nuove espressioni e movenze per il suo ragazzo padre – sono i punti di forza di questo film dal ritmo pizzicato su musiche folk caucasiche. Il film ha aperto quest’anno la Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes, è stato in concorso ad Alice nella Città e sarà nelle nostre sale dal 26 novembre. Da mettere in lista se amate registi come Arnolds e Baker.




Torniamo in Italia, anzi a Roma, dov’è ambientata questa liaison tra un ragazzo e una ragazza che negli anni ottanta si fiutano, si desiderano, ma si trovano troppo tardi. Poi diversi anni dopo, il nuovo incontro in età adulta li porterà su un terreno molto più complesso e imprudente.

Michela Cescon con Desiderio firma un’opera seconda ricca di dettagli precisi per la narrazione quanto preziosi per il transfer dello spettatore, e sceglie Enrico Borello e Romana Maggiora Vergano come protagonisti. Sfiorandosi l’anima come fossero piume, i due costruiscono piccoli momenti da Nouvelle Vague. Dal mood crepuscolare che solo certe storie d’amore incompiute regalano, per i nostalgici di Rohmer e Demy sarà un raggio di luce. Proiettato in sezione Grand Public alla Festa del Cinema di Roma, uscirà in sala nel marzo 2027 con Fandango.

Programmato invece come Special Screening, Il gioco del silenzio è tra i documentari italiani più coraggiosi degli ultimi anni. Ha sempre vissuto in un’hinterland del Nord Italia Vincenzo De Caro, circondato dalla sua numerosa famiglia siciliana che ha ricreato negli anni una micro-comunità del Sud senza mai tornare a casa. Nel suo film decide di scavare nelle sue origini, dove il fratello della sua amata nonna è Gaspare Mutolo, ex-autista di Totò Riina che testimoniò al Maxi Processo voluto da Falcone e Borsellino. Con candore e dignità il regista percorre sterrati difficilissimi da rivangare per i suoi cari, in primis per suo padre, che era un ragazzo emigrante negli anni ottanta, e per sua nonna, donna tutta d’un pezzo da giovane, poi vecchina coccolata da figli e nipoti negli anni recenti.

Documentario in prima persona che gioca a tutto campo tra migrazione interna, collaboratori di giustizia, memoria e cancellazione, verità e silenzio dei famigliari, fughe e ritorni (d)alla terra d’origine, con un suo stile pop e molta scorrevolezza anche visiva di tramonti pittorici e archivi di videocassette, tocca con delicatezza non scontata il contrasto tra la dignità e la vergogna.

Concludiamo con Brianza, opera prima di Simone Catania, in concorso Progressive Cinema. A nord di Milano e a sud della Svizzera si intreccia la vicenda sporca di un ricco negoziante d’armi prossimo al fallimento dal carattere ingenuo e serioso, Fausto Russo Alesi, e di un imprenditore in carburanti traffichino e narcisista, Paolo Pierobon. Tra loro la mogliettina viziata Marina Rocco e lo spezzapollici istrionico Giovanni Calcagno. L’incontro e il gioco per arraffare denaro farà scintille e continui capovolgimenti di fronte dall’inizio alla fine.

In questa provincia tra pistole e Caravaggio la morale ha sempre molti zeri, così il regista ci mostra con stile notturno tra western e crime una danza scomposta tra business di armi e benzina, presepi in cosmogonie quasi blasfeme e una corsa disperata alla salvezza economica da debiti contrapposta alla vergogna per la povertà, tutto condito da forze dell’ordine pure un po’ corrotte. Succulento meccanismo drammaturgico e personaggi per un bel Guy Ritchie all’italiana.

Con il suo luciferino faccendiere brianzolo Pierobon ha vinto come Migliore attore, ex aequo con Anthony Boyle per I See Buildings Fall Like Lightning. Il film però non ha ancora un distributore, speriamo arrivi presto, insieme a una data d’uscita. Lo dico per il film, ma pure per gli amanti di un cinema graffiante e pieno di ritmo. #PEACE




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Duplice femminicidio Villa Pamphilj, la Procura chiede l’ergastolo per Francis Kaufmann: “Manipolatore narcisista”

Chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Francis Kaufmann, presunto autore di un duplice femminicidio nel giugno 2025 a Villa Pamphilj. La Procura di Roma contesta al 47enne il duplice omicidio aggravato della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda di appena 14 mesi: secondo l’accusa, l’uomo ha soffocato la prima e strangolato la seconda. I corpi delle donne furono trovati nel parco romano a distanza di pochi metri l’uno dall’altro. Nella requisitoria il pm Antonio Verdi ha sostenuto che l’imputato è un “persona lucida, un narcisista patologico con capacità manipolatorie, un impostore”, e ha puntato il dito contro gli agenti della polizia che non hanno agito come avrebbero dovuto: Kaufmann era stato fermato in strada dalle forze dell’ordine due giorni prima del ritrovamento dei corpi, quando la compagna era già morta, visibilmente ubriaco e in compagnia della piccola Andromeda.

Nel processo, la difesa ha chiesto e ottenuto una perizia psichiatrica: la salute mentale di Kaufmann, che in aula si era presentato con il nome di Rexal Ford, non sarebbe stata compromessa al punto da rinvenire limitazioni alla capacità di intendere e di volere del soggetto; tuttavia, lo scorso maggio il giudice aveva deciso di sospendere il processo e di trasferire l’uomo in una struttura del servizio psichiatrico. Sono inoltre stati sentiti quattro testimoni che sostengono di aver visto l’imputato con in braccio una bambina aggirarsi nei dintorni di villa Pamphili poche ore prima del ritrovamento dei due cadaveri.

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“Mi ha tradito con prostitute. Chiedeva il numero anche alle ragazze in fila per il bagno, quando beve non ha autocontrollo”: la moglie Amanda Martins mette nei guai Wesley

“Chiedeva il numero ad altre ragazze mentre erano in fila per il bagno. Quando beve non ha autocontrollo”. È uno degli episodi raccontati da Amanda Martins, moglie separata di Wesley Franca, calciatore brasiliano della Roma, che ha deciso di rompere il silenzio sulla fine del loro matrimonio. Attraverso una serie di storie pubblicate su Instagram, la donna ha ricostruito alcuni momenti della relazione, accusando il giocatore di averla tradita ripetutamente, anche con prostitute. I due, che hanno avuto una figlia, da tempo non vivono più insieme.

La donna ha spiegato di aver scelto di raccontare pubblicamente la propria versione dei fatti dopo aver letto numerosi commenti e indiscrezioni sulla loro separazione. Una decisione maturata nonostante la riservatezza che, come ha sottolineato, ha sempre cercato di mantenere sulla propria vita privata. “Non avrei mai pensato di arrivare qui sul mio Instagram e di aprirmi su una parte molto importante della mia vita – esordisce Martin -. Parlo del mio matrimonio, anche perché sono sempre stata molto riservata. Ma, davanti ai pettegolezzi che leggo sui social e sui siti di gossip, sono venuta a parlarvi e a spiegarvi un po’ di quello che è successo”.

Amanda Martins ha voluto raccontare tutto ciò che sarebbe accaduto durante il matrimonio, ritenendo di essere stata più volte tradita. “Io e lui oggi siamo separati e quindi può fare quello vuole, non mi interessa se si diverte oppure no. E non che questo faccia la differenza, perché quando lui mi doveva qualcosa comunque mi ha mancato di rispetto. Non mi ha tradito una, non sono state due, non sono state tre volte, sono state varie. E non è stato con una, non sono state con due, non sono state tre ragazze, sono state varie, incluse delle prostitute”.

Rivelazioni che arrivano in un momento in cui di Wesley – che intanto continua a sfrecciare sulla fascia nella Roma di Gasperini – si parla tanto anche e soprattutto per robe extra campo. Perché oltre alle rivelazioni di tradimento della moglie, il calcatore giallorosso è molto chiacchierato su Tik Tok per aver postato una serie di immagini in cui si vedono tantissimi soldi (banconote da 50 euro), orologi di lusso e automobili. La particolarità? Le automobili non hanno nemmeno la targa oscurata. Gli utenti sui social così si lasciando andare a commenti abbastanza espliciti: “Fossi un ladro, starei già organizzando una rapina. Veramente stupido“.

Martins ha sostenuto di non basare le proprie accuse su semplici indiscrezioni, ma su quanto avrebbe scoperto personalmente. Secondo la sua versione, avrebbe avuto accesso al telefono del calciatore, trovando immagini e video relativi agli incontri che ritiene dimostrino i tradimenti. “Lo so non per voci o confidenze ma perché l’ho visto coi miei occhi. Ho avuto accesso al suo telefono. In quegli incontri ha fatto foto, ha filmato, quindi ho passato tutto sul mio telefono. Persino in quei momenti mostrava la fede nunziale al dito, senza rispetto”.

La donna ha raccontato anche di aver chiesto più volte al marito di ammettere quanto sarebbe successo. “Quando mi accorgevo di certe cose, lui giurava su Dio e sulla figlia. Non avevo prove all’inizio, era la sua parola contro la mia. Io ho già pianto tutto quello che avevo da piangere e oggi è persino strano pensarci, io che lo amavo tanto, no? Che dormivo con una persona che che amavo tutti i giorni della mia vita. Per me è stato uno shock. Io neanche so se altre donne avrebbero lo stomaco che ho avuto io di vedere tutto e essere fredda, di parlare nel momento giusto. Io ho dato varie opportunità a lui di confessare quello che lui aveva fatto e lui non ha mai confessato”.

Nel suo sfogo, Amanda ha fatto riferimento anche al periodo della gravidanza, sostenendo di aver attraversato momenti difficili senza rendere pubblica la situazione. Ha raccontato di aver provato a salvare il matrimonio, perdonando e concedendo nuove possibilità al marito, con l’obiettivo di costruire una famiglia stabile. “Anche durante la gravidanza sono stata tradita e abbandonata. Ma non sono mai andata su Internet a rendere pubblica nessuna di queste cose. Ho accettato tutto in silenzio, ho perdonato, ho cercato davvero di costruire una famiglia, di avere un matrimonio solido. Ma non ha funzionato. E non è stata nemmeno colpa mia. Perché penso che quando una persona è fatta così, non ci sia nessuno che possa farla cambiare. Qualsiasi relazione avrà, sarà sempre così. La persona che starà con lui passerà quello che ho passato io, o anche peggio”.

Secondo il suo racconto, i presunti tradimenti si sarebbero verificati anche durante uscite pubbliche, nei ristoranti e nei locali, al punto da farle perdere la serenità persino nelle occasioni più comuni. “Vi sto raccontando solo una piccolissima parte di tutto quello che è successo. Perché ero arrivata al punto di non sentirmi più a mio agio nemmeno a uscire di casa. Quando andavamo al ristorante, mi è capitato di assistere a scene in cui lui chiedeva il numero di telefono alla cameriera. Oppure chiedeva il numero ad altre ragazze mentre erano in fila per il bagno. Perché quando beve non ha autocontrollo“.

Le dichiarazioni arrivano mentre la separazione tra i due continua a far parlare sui social: “Ho cominciato a soffrire di crisi d’ansia, una cosa che non mi era mai successa prima. Sono arrivata persino a darmi la colpa, alcune volte. Sono arrivata a pensare che avrei dovuto prendermi più cura di me stessa, per fare in modo che lui non sentisse nemmeno il bisogno di guardare altre persone per strada. Ma quando un uomo è un poco di buono, non importa“.

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I giovani usano i social per organizzarsi e vincere, i miei coetanei per insultare: un paragone impietoso

Una settimana fa, qui, ho scritto che i cattivi maestri non hanno il passamontagna ma il microfono. Sabato ho fatto un video di un minuto per dire a mio figlio, sceso in piazza a Roma, che non deve chiedere permesso a nessuno per reclamare i suoi diritti. Settemilacinquecento persone l’hanno visto. Un record, per me.

Poi ho letto i commenti. “Zecche di padre in figlio”. “Se te lo riportano a pezzi non chiedere il permesso”. “Speriamo che debba chiedere il permesso per il pronto soccorso”. “Vorrei vedere la casa dietro, imbecille”. E la mia preferita: “Ve le fate le docce ogni tanto?”.

Non erano ragazzi. Dalle foto profilo, dalle date di nascita nei nickname, erano quasi tutti della mia età. Gente che ha la mia faccia, i miei capelli bianchi, probabilmente figli grandi quanto il mio. Gente che su un social ha trovato il modo di augurare la testa rotta a un ventiseienne che non ha mai visto, e di firmarsi con nome e cognome.

Ecco, io non so dire meglio di così quello che intendevo con “cattivi maestri”. La violenza che vent’anni di comizi hanno sdoganato non è rimasta sul palco: è scesa nei commenti, ed è arrivata esattamente alla generazione che ha applaudito dal palco. La mia.

Poi è arrivata la domenica.

In Brasile Lula ha vinto un ballottaggio che i sondaggi davano perso, con una rimonta fatta anche da migliaia di ventenni col telefono in mano, uno a uno, su quei social dove la destra pensava di giocare in casa. In Serbia gli studenti hanno vinto le elezioni. Non “hanno fatto bene”: hanno vinto. Hanno mandato a casa Vučić dopo quattordici anni. Erano partiti due anni fa da sedici morti sotto una pensilina crollata a Novi Sad e da un governo che li chiamava teppisti stranieri. Si sono organizzati, hanno usato la rete per contarsi, hanno tenuto le piazze pulite e piene, e alla fine le hanno svuotate per riempire le urne.

Stessa domenica, stessi strumenti. Da una parte dei ragazzi che con un telefono hanno cambiato due Paesi. Dall’altra dei sessantenni che con lo stesso telefono scrivono “zecca” sotto il video di uno sconosciuto. Non è una questione di età, lo so: ci sono sessantenni in piazza e ventenni in divisa. Ma la tendenza si vede, ed è impietosa per la mia generazione: loro i social li usano per organizzarsi, noi per sfogarci.

Per questo, invece di rispondere ai commenti, ho preferito dire grazie ai ragazzi di San Paolo e di Belgrado, che non conosco. A quelli di Roma e di Milano, che non hanno rotto niente e non li ha ripresi nessuno. A mio figlio.

Lo ribadisco: senza chiedere permesso, avete appena dimostrato che funziona.

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ANPIT, al via “Economica 2026”: politici ed economisti a confronto sul futuro dell’Europa

ANPIT, dal 28 al 30 ottobre a Roma la rassegna “L’Europa, il sogno o il grande incubo” tra economia, politica, lavoro e competitività

Torna “Economica”, la rassegna annuale promossa da ANPIT – Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario, dedicata ai grandi temi economici, politici e sociali. Da mercoledì 28 a venerdì 30 ottobre, a Casina Valadier, in piazza Bucarest a Roma, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, economisti ed esperti si confronteranno sul presente e sul futuro dell’Unione europea. “L’Europa, il sogno o il grande incubo” è il titolo scelto per l’edizione 2026, che prevede tre giornate di dibattiti, interviste, analisi e presentazioni di libri.

A fare gli onori di casa sarà il presidente nazionale di ANPIT, Federico Iadicicco, che sarà intervistato da Andrea Pancani. Oltre al giornalista de La7, a moderare i panel e a condurre dibattiti e interviste saranno Roberto Inciocchi, Giuseppe De Filippi, Fabrizio Frullani e Stefano Polli.

La prima giornata si aprirà con i saluti istituzionali di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, dei consiglieri regionali del Lazio Chiara Iannarelli e Luciano Nobili, di Fabrizio Spada, responsible for Institutional Relations European Parliament-Office in Italy, e di Roberto Amore, Consigliere Economico Rappresentanza Commissione Europea in Italia.

Ad inaugurare i confronti saranno Lucio Caracciolo, direttore di Limes, e il filosofo Massimo Cacciari, protagonisti del dibattito “Europa: Potenza o Illusione? Quale ruolo per l’Unione europea nel mondo”. A seguire, l’intervista all’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presentazione del libro “Economia Frugale”, alla presenza dell’autore Navi Radjou.

Spazio poi al panel “Europa: Crescita o Rigore? Politiche economiche e sostegno alle imprese e ai redditi”, con i deputati Luigi Marattin e Ylenja Lucaselli della commissione Bilancio della Camera, Angelo Peppetti, responsabile del Credito di ABI, Ottavio Ricchi, dirigente Generale Analisi e Ricerca Economico-Finanziaria del Dipartimento del Tesoro del MEF, Sergio Tringali, Head of Government Affairs, Eu Institutions & Italy di Revolut, e Fabio Masini, professore di Storia e Teorie della Governance Economica Europea all’Università Roma Tre.

La seconda giornata prenderà il via con il dibattito “Europa: autonomia strategica o dipendenza energetica? Sicurezza, sostenibilità e competitività, le sfide dell’Unione”, al quale parteciperanno Michele Vitiello, segretario generale Wec Italia, Stefano Masini, responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti, Edoardo Antonio De Luca, responsabile Affari Centrali Italia Enel, e Cristina Sgubin, componente del Cda Eni. Seguirà la presentazione del libro “Francesi d’Italia”, con l’autrice Fiorina Capozzi e il giornalista Massimo Alberizzi.

Altro momento di approfondimento sarà il panel “Europa: Democrazia o Tecnocrazia? Come ripensare la governance europea”, con Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella, Sergio Fabbrini, professore di Comparative Politics dell’Università Luiss, Alfonso Celotto, professore di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre, e le parlamentari Antonella Zedda, della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, e Marianna Madia, della commissione Politiche dell’Unione europea della Camera.

Spazio poi al panel “Europa: Coesione o Dissoluzione? Lavoro, salari, equità e crescita verso il 28° Regime”, con Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, Enzo De Fusco, CEO & Founder di De Fusco Labour & Legal, Antonio Nicita, della commissione Bilancio del Senato, Raffaele Bonanni, già segretario generale della Cisl e responsabile Lavoro di Azione, e Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal. I confronti di Economica proseguiranno con le interviste a Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Ad aprire la terza e ultima giornata sarà la presentazione del volume “Medioccidente” con l’autore Giuseppe Lupo e Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano. Il dibattito “Europa: attore globale o periferia geopolitica? Riflessioni su politica estera, sicurezza e difesa” vedrà la partecipazione dei senatori Maurizio Gasparri e Pier Ferdinando Casini, entrambi componenti della commissione Affari Esteri e Difesa.

A chiudere i lavori sarà l’intervista a Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione. La manifestazione ospiterà anche la terza edizione della mostra “La Grande Italia”, dedicata agli imprenditori, agli economisti e ai manager che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo del Paese, con un omaggio quest’anno alla figura di Franco Modigliani, premio Nobel per l’Economia nel 1985.

A chiusura delle tre giornate, ANPIT lancerà il “Manifesto per la crescita europea”, con l’obiettivo di rilanciare la competitività delle imprese, sostenere lo sviluppo economico e promuovere un modello di Europa più vicino alle esigenze del sistema produttivo. ANPIT presenterà inoltre Eurorisparmio, il Fondo Pensione Aperto di riferimento dei Ccnl ANPIT–Cisal in materia di previdenza complementare, con il coinvolgimento di Sella Sgr Spa, società di gestione del risparmio del gruppo bancario Sella.

Nel corso della manifestazione sarà infine illustrata l’adesione di ANPIT come partner all’OREP – Osservatorio Recovery Plan, Europa e Programmazione, progetto promosso dal Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università di Roma Tor Vergata per il monitoraggio delle attività e dei progetti del Pnrr.

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Stangata per Allegri: due giornate di squalifica, salta anche la Juve. Le motivazioni del giudice sportivo, il Napoli fa ricorso

Costa caro a Max Allegri l’espulsione rimediata nel finale di Napoli-Roma, il big match di sabato scorso al Maradona: il tecnico infatti ha ricevuto dal giudice sportivo di Serie A due giornate di squalifica, oltre a una ammenda di 10mila euro. Allegri non potrà sedere in panchina mercoledì 28 per la trasferta in casa del Monza e soprattutto domenica 1 novembre quando gli azzurri affronteranno la Juventus all’Allianz Stadium. Tornerà regolarmente al suo posto per l’altro big match dell’8 novembre, che vedrà il Napoli ospitare la Lazio di Gattuso allo stadio Maradona alle 12.30. Il Napoli però ha annunciato ricorso.

Allegri aveva fortemente contestato il cartellino rosso, arrivato per le proteste dopo il 3 a 3 della Roma: Beukema era rimasto a terra, anche se le immagini hanno successivamente chiarito che il difensore del Napoli ha simulato. “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace”, aveva spiegato Allegri a Dazn. “Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“: il conto ora va aggiornato con la nuova ammenda.

Le motivazioni della squalifica

Nel comunicato del giudice sportivo viene fornita una ricostruzione diversa. La squalifica del tecnico è arrivata “per avere, al 45° del secondo tempo, rivolto un’espressione ingiuriosa nei confronti degli Ufficiali di gara, per avere, inoltre, negli spogliatoi, rivolto ai medesimi un’espressione gravemente irrispettosa e assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un dirigente della squadra avversaria; infrazioni rilevate dal Quarto Ufficiale e dal Direttore di gara e l’ultima dai collaboratori della Procura federale“, scrive il giudice sportivo.

Non si fa quindi riferimento alla famosa frase che Allegri – stando a quanto riportato da molti testimoni – avrebbe pronunciato nei corridoi del Maradona: “Vi hanno messo la Champions in tasca ed ho pagato io con il Milan”. Su questo punto potrebbero esserci ulteriori indagini da parte della Procura federale. Nel frattempo Gian Piero Gasperini in conferenza stampa oggi ha commentato: “Ci sono i numeri, le testimonianze, i dati, nostri e delle altre squadre. Non ho letto un commento a favore di questa constatazione che mi sembra veramente infelice. Non c’è bisogno che io aggiunga altro“, ha chiuso il tecnico della Roma.

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Serie A, l’Inter la ribalta al 98′, Lazio da record: Napoli-Roma e Atalanta-Frosinone da applausi. Il punto sull’ottava giornata

Inter e Lazio comandano con 22 punti dopo otto giornate. I nerazzurri ribaltano la Fiorentina nel recupero, la squadra di Gattuso batte il Parma. Il Milan raggiunge la Roma al terzo posto, il Como sale a 17. Spettacolo a Napoli e Bergamo, con 14 gol complessivi nelle due partite.

Inter e Lazio a quota 22, rimonta folle a San Siro: sei gol tra Napoli e Roma, otto a Bergamo

La Serie A continua a regalare gol e spettacolo, con 34 reti nell’ottava giornata e due squadre che provano a scappare. Inter e Lazio hanno conquistato 22 punti sui 24 disponibili, sette vittorie e un pareggio a testa, restando ancora imbattute. La squadra di Chivu completa una rimonta incredibile contro la Fiorentina, segnando due volte nel recupero, mentre i biancocelesti di Gattuso superano il Parma e confermano il miglior avvio della propria storia. Alle loro spalle la Roma si fa raggiungere dal Milan a quota 18. I giallorossi pareggiano 3-3 a Napoli con una doppietta di Balerdi, i rossoneri vincono 2-0 a Udine grazie a Pulisic e Hutchinson. Il Como di Fabregas continua la sua scalata e si prende il quinto posto, a una sola lunghezza dalle due inseguitrici.

La partita più folle arriva però da Bergamo, dove Atalanta e Frosinone danno vita a un incredibile 4-4. Doppiette di Krstovic e Schmid, tre assist di Ghedjemis e continui ribaltamenti di risultato. La Juventus si rialza dopo la batosta contro la Lazio, il Torino continua a vincere, mentre Cagliari, Fiorentina e Udinese confermano le difficoltà delle ultime settimane.

Serie A, tutti i risultati dell’ottava giornata

Torino-Monza 3-2

Cagliari-Bologna 0-2

Como-Sassuolo 2-0

Napoli-Roma 3-3

Lazio-Parma 2-1

Inter-Fiorentina 2-1

Atalanta-Frosinone 4-4

Genoa-Venezia 1-0

Lecce-Juventus 0-2

Udinese-Milan 0-2

Torino-Monza 3-2, Belghali e Vlasic trascinano Abate: terza vittoria consecutiva per i granata

Il Torino di Abate continua a correre e conquista la terza vittoria consecutiva, superando un Monza mai domo. Fitz-Jim sblocca la partita al 39′ con il suo primo gol in Serie A, ma a inizio ripresa un errore di Comuzzo regala a Varela il pallone del pareggio. L’attaccante brianzolo raggiunge quota 7 gol in campionato, gli stessi del capocannoniere Raimondo. A riportare avanti i granata ci pensa Belghali con uno splendido tiro a giro, prima del tris firmato da Vlasic. Nel recupero l’autorete di Patterson rende meno amaro il risultato per il Monza. Il Torino sale a 13 punti, agganciando il Cagliari, mentre la squadra di Juric resta a quota 7.

Cagliari-Bologna 0-2, Casale e Bernardeschi affondano Pisacane: i sardi non sanno più vincere

Il Cagliari dei miracoli sembra aver smarrito la magia delle prime giornate. Dopo i quattro gol incassati a Monza, arriva un’altra sconfitta, questa volta in casa contro il Bologna. A decidere la partita sono Casale, che sblocca il risultato nella ripresa con un colpo di testa su calcio d’angolo, e Bernardeschi, freddo dal dischetto per il definitivo 2-0. La squadra di Palladino conquista così la seconda vittoria esterna consecutiva e sale a 8 punti, allontanandosi dalla zona retrocessione. Per Pisacane è invece il secondo ko di fila, con sei gol subiti e nessuno segnato nelle ultime due partite. I sardi restano a quota 13, ma scivolano al nono posto.

Como-Sassuolo 2-0, Douvikas fa doppietta: Fabregas si prende il quinto posto

Il Como continua a fare sul serio e questa volta a trascinarlo è Anastasios Douvikas, autore di una doppietta nella ripresa contro il Sassuolo. Fabregas lascia Nico Paz in panchina per tutti i novanta minuti, ma i lariani riescono comunque a dominare la gara. Nel primo tempo arrivano due gol annullati per fuorigioco e un palo dello stesso attaccante greco, oltre alle parate di Turati. Poi Douvikas si scatena, prima sfruttando un traversone di Caqueret e successivamente un cross di Kaiki. Il Como vince 2-0, sale a 17 punti e conquista il quinto posto, a una sola lunghezza da Roma e Milan. Per il Sassuolo di Aquilani arriva invece la seconda sconfitta consecutiva.

Napoli-Roma 3-3, McTominay e Balerdi fanno doppietta: sei gol e spettacolo al Maradona

Una partita da applausi, con Napoli e Roma che si dividono la posta dopo sei gol e continui colpi di scena. Gli azzurri passano nel primo tempo grazie a una splendida rovesciata di Anguissa, tornato in campo dopo un lungo infortunio, e trovano il raddoppio a inizio ripresa con McTominay. Gasperini cambia la partita dalla panchina: Soulé accorcia con un tiro dalla distanza, poi Balerdi firma il 2-2. Il Napoli torna avanti ancora con McTominay, ma all’89’ è nuovamente Balerdi, questa volta di testa, a fissare il definitivo 3-3. In mezzo anche un palo di Cristante e diversi interventi decisivi di Gollini. La Roma resta imbattuta e sale a 18 punti, mentre il Napoli raggiunge quota 11. Per Allegri il rimpianto di aver sprecato due gol di vantaggio.

Lazio-Parma 2-1, Taylor e un’autorete lanciano Gattuso: sette vittorie nelle prime otto

La Lazio di Gattuso non vuole proprio fermarsi e conquista la settima vittoria nelle prime otto giornate, confermando il miglior avvio di sempre della storia biancoceleste. Il Parma prova a rendere la vita difficile ai padroni di casa, soprattutto con Touré e Romero, ma trova un Mandas attento. Dall’altra parte Isaksen colpisce una traversa e si vede annullare un gol per fuorigioco. A sbloccare la gara ci pensa Taylor al 50′, poi otto minuti più tardi Diego Carlos devia nella propria porta un cross di Nuno Tavares. Nel recupero Lontani accorcia le distanze, troppo tardi per completare la rimonta. La Lazio sale a 22 punti insieme all’Inter, mentre il Parma resta penultimo a quota 4.

Inter-Fiorentina 2-1, Thuram e Zielinski la ribaltano nel recupero: Chivu vince una partita folle

La pazza Inter colpisce ancora e questa volta lo fa nel modo più incredibile, ribaltando la Fiorentina con due gol nel recupero. Per buona parte della partita i nerazzurri sbattono contro un grande De Gea, mentre Carlos Augusto colpisce addirittura due traverse. Al 65′ arriva la beffa, con Jimenez che porta avanti la Viola con uno splendido destro dalla distanza. La squadra di Chivu continua però a spingere e al 91′ trova il pareggio con Thuram. Quando il risultato sembra ormai scritto, è ancora il francese a conquistare il calcio di rigore che Zielinski trasforma al 98′, facendo esplodere San Siro. L’Inter sale a 22 punti e resta in vetta insieme alla Lazio, mentre la Fiorentina incassa la terza sconfitta consecutiva e rimane terzultima con appena 4 punti. Una vittoria da pazza Inter, una sconfitta che fa malissimo alla squadra di Vanoli.

Atalanta-Frosinone 4-4, Krstovic e Schmid fanno doppietta: otto gol, tre assist di Ghedjemis. Che spettacolo!

Otto gol, due doppiette e una partita assolutamente folle a Bergamo. Atalanta e Frosinone danno vita al match più spettacolare dell’ottava giornata, con continui ribaltamenti di risultato e difese decisamente rivedibili. I ciociari passano dopo appena 26 secondi grazie a Schmid, che approfitta di un clamoroso errore di Ederson. Krstovic pareggia, ma è ancora Schmid a riportare avanti la squadra di Alvini. Il brasiliano dell’Atalanta si riscatta dal dischetto e Krstovic firma il 3-2 prima dell’intervallo. Nella ripresa Calò trova subito il pareggio, Elmas riporta avanti la Dea e all’82’ Terzic firma il definitivo 4-4. Da applausi anche Ghedjemis, autore di tre assist. Il Frosinone sale a 14 punti, gli stessi della Juventus, mentre l’Atalanta resta undicesima a quota 10. Sarri si gode il solito Krstovic, ma deve fare i conti con una difesa che ha già subito 15 gol in otto partite.

Genoa-Venezia 1-0, Ellertsson punisce la sua ex squadra: Bijlow salva De Rossi

Il Genoa conquista tre punti preziosi per allontanarsi dalla zona retrocessione e lo fa grazie a un ex. A decidere la partita è Ellertsson, che al 25′ trova uno splendido sinistro dalla distanza e batte il Venezia, squadra nella quale aveva giocato per tre stagioni. I lagunari provano a reagire e sfiorano più volte il pareggio, ma devono fare i conti con un Bijlow decisivo, prima su Yeboah e poi nel recupero su Adams. La squadra di De Rossi conquista così la seconda vittoria casalinga consecutiva e sale a 7 punti, raggiungendo il Monza. Per il Venezia, dopo l’impresa contro il Napoli, arriva invece la settima sconfitta in otto giornate. Nicola resta ultimo con appena 3 punti.

Lecce-Juventus 0-2, Douglas Luiz fa gol e assist: Spalletti si rialza dopo la batosta con la Lazio

La Juventus reagisce alla pesante sconfitta contro la Lazio e torna a vincere, superando 2-0 il Lecce al Via del Mare. A trascinare i bianconeri è Douglas Luiz, protagonista con un assist e un gol. Il brasiliano serve McKennie su calcio di punizione per il vantaggio alla mezz’ora, poi al 41′ trova personalmente il raddoppio con una conclusione precisa nell’angolo basso. Spalletti schiera per la prima volta dall’inizio la coppia Woltemade-Kolo Muani, ma a decidere sono ancora i centrocampisti. Nella ripresa il Lecce prova a reagire senza però creare grandi problemi a Vicario, che conquista il quarto clean sheet stagionale. La Juventus sale a 14 punti, agganciando il Frosinone al sesto posto, mentre i salentini restano fermi a quota 9.

Udinese-Milan 0-2, Pulisic e Hutchinson regalano il terzo posto ad Amorim: friulani sempre più in crisi

Il Milan risponde alle vittorie di Inter e Lazio e passa 2-0 a Udine, raggiungendo la Roma al terzo posto. A sbloccare subito la gara è Pulisic, che dopo pochi minuti sfrutta una punizione battuta rapidamente da Modric e supera Okoye. I rossoneri controllano la partita senza concedere quasi nulla, poi nella ripresa arriva il raddoppio di Hutchinson, alla sua prima rete in Serie A, dopo una corta respinta del portiere friulano. Ramos sfiora anche il tris, ma Okoye devia il suo tiro sulla traversa, mentre Maignan evita il gol di Davis nel finale. La squadra di Amorim resta imbattuta in campionato, sale a 18 punti e si porta a quattro lunghezze dalle capolista. Situazione sempre più nera per l’Udinese di Runjaic, che incassa la sesta sconfitta consecutiva e resta a quota 4.

La Classifica Serie A dopo l’8ª giornata

  1. Inter – 22 punti | GF 23 | GS 10 | DR +13
  2. Lazio – 22 punti | GF 16 | GS 5 | DR +11
  3. Roma – 18 punti | GF 19 | GS 6 | DR +13
  4. Milan – 18 punti | GF 16 | GS 7 | DR +9
  5. Como – 17 punti | GF 14 | GS 7 | DR +7
  6. Frosinone – 14 punti | GF 17 | GS 13 | DR +4
  7. Juventus – 14 punti | GF 11 | GS 8 | DR +3
  8. Torino – 13 punti | GF 13 | GS 11 | DR +2
  9. Cagliari – 13 punti | GF 6 | GS 9 | DR -3
  10. Napoli – 11 punti | GF 13 | GS 10 | DR +3
  11. Atalanta – 10 punti | GF 14 | GS 15 | DR -1
  12. Lecce – 9 punti | GF 9 | GS 14 | DR -5
  13. Bologna – 8 punti | GF 8 | GS 10 | DR -2
  14. Sassuolo – 8 punti | GF 12 | GS 16 | DR -4
  15. Monza – 7 punti | GF 15 | GS 18 | DR -3
  16. Genoa – 7 punti | GF 6 | GS 13 | DR -7
  17. Udinese – 4 punti | GF 9 | GS 18 | DR -9
  18. Fiorentina – 4 punti | GF 9 | GS 19 | DR -10
  19. Parma – 4 punti | GF 5 | GS 15 | DR -10
  20. Venezia – 3 punti | GF 6 | GS 17 | DR -11

Inter e Lazio provano la fuga, il Como sogna in grande: Napoli e Atalanta lontane dalla vetta

Dopo otto giornate, Inter e Lazio comandano con 22 punti, quattro in più di Roma e Milan e cinque sul Como. La squadra di Chivu può vantare il miglior attacco della Serie A con 23 gol segnati, mentre quella di Gattuso ha la miglior difesa con appena 5 reti subite. Numeri che spiegano perché le due capolista, ancora imbattute, stiano iniziando a prendere il largo. L’Inter continua a vincere anche soffrendo, la Lazio ha ormai trasformato quella che sembrava una partenza sorprendente in una vera e propria candidatura per le prime posizioni.

Il Milan di Amorim resta una delle quattro squadre ancora imbattute insieme a Inter, Lazio e Roma, ma con cinque vittorie e tre pareggi ha già lasciato sei punti per strada. La Roma di Gasperini, dopo il pareggio spettacolare di Napoli, mantiene il terzo posto per la miglior differenza reti. Alle loro spalle continua la favola del Como di Fabregas, quinto con 17 punti e appena una sconfitta stagionale. Il Frosinone resta la grande sorpresa tra le neopromosse, sesto a quota 14 insieme alla Juventus e capace di segnare 17 gol nelle prime otto giornate. A preoccupare sono soprattutto Napoli e Atalanta, rispettivamente decima e undicesima. Gli azzurri di Allegri hanno appena 11 punti, già undici in meno delle capolista, mentre la squadra di Sarri resta a quota 10 con quattro sconfitte e una difesa che concede troppo. La Juventus prova a risalire dopo il successo a Lecce, mentre il Torino di Abate, con tre vittorie consecutive, ha raggiunto quota 13 e scavalcato il Cagliari, reduce da due pesanti sconfitte.

Nella parte bassa, il Bologna sale a 8 punti e il Genoa raggiunge il Monza a quota 7. Restano invece in grande difficoltà Udinese, Fiorentina e Parma, tutte ferme a 4 punti. I friulani hanno perso sei partite consecutive, i viola hanno conquistato una sola vittoria nelle prime otto giornate e i ducali hanno già incassato sei sconfitte. Ultimo il Venezia con 3 punti, che dopo aver battuto clamorosamente il Napoli è tornato a perdere contro il Genoa.

Il campionato riparte subito con il turno infrasettimanale della nona giornata, in programma da martedì 27 a giovedì 29 ottobre. La Lazio sarà impegnata a Sassuolo, l’Inter farà visita al Venezia, mentre Roma e Milan affronteranno rispettivamente Cagliari e Bologna. Per le due capolista un’altra occasione per provare ad allungare sulle inseguitrici.

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Dalle forme per scarpe a 34 euro ai servizi di piatti da oltre mille euro: svuotata la villa dei Gucci alla Camilluccia, gli oggetti della famiglia in vendita un mercatino dell’usato di Roma

Nessuna casa d’aste internazionale o fiera dell’antiquariato di lusso. Per portarsi a casa un frammento autentico della dinastia Gucci, oggi è sufficiente varcare la soglia del Mercatino dell’usato di via Somalia, in un quartiere non centrale di Roma. La storica villa di famiglia sulla Camilluccia, fatta edificare da Aldo Gucci tra la fine degli anni Quaranta e il 1951, è in fase di completo svuotamento. Dalle forme per scarpe logate ai comodini laccati, fino a un esclusivo portapistola, gli arredi, gli abiti e i complementi della quotidianità di una delle dimore più sfarzose della Capitale sono finiti tra gli scaffali di un negozio dell’usato, scatenando una caccia all’affare tra collezionisti e semplici curiosi.

A innescare questa insolita svendita è stato Alessandro Gucci, discendente della casata di moda, che ha contattato direttamente i gestori del punto vendita romano per affidare loro i beni in conto vendita. “Siamo molto soddisfatti di essere stati scelti”, ha spiegato Roberto, titolare del franchising. “La nostra attività si basa sul concetto di riuso e sostenibilità ambientale, quindi l’idea che oggetti così preziosi vengano non gettati ma riutilizzati è una buona notizia”.

Secondo quanto si legge sulle cronache locali, i camion fanno la spola da giorni tra la tenuta e il negozio, riversando sul mercato oggetti unici: una sedia tripolina in pelle, un tris di calici a forma di cervo, borse vintage, vasi e felpe dai colori iconici. Mentre i pezzi più prestigiosi mantengono quotazioni elevate, alcuni lotti minori hanno già trovato un acquirente in tempi record: due paia di forme per scarpe in legno con il marchio inciso sul fondo sono state cedute rispettivamente a 34 e 45 euro. Sono passati di mano anche un collare decorato per cani (45 euro), una cornice priva di vetro (67 euro), un’agenda (40 euro) e un comodino in legno dipinto di verde (112 euro). “Noi abbiamo fatto una valutazione e poi agiamo in conto vendita quindi i ricavi torneranno ai Gucci”, ha precisato il titolare. “C’è tanta richiesta, ci chiamano per sapere se sono davvero prodotti griffati, si è scatenata grande curiosità attorno a questo trasloco”. Un tam tam che ha spinto anche noi di FqMagazine a fare qualche ricerca. Verificando il sito internet del Mercatino in questione, abbiamo notato che, accanto agli annunci più “standard”, appaiono in effetti diversi pezzi di assoluto pregio che potrebbero essere già parte dell’arredo di villa Gucci, come un servizio completo di piatti firmato Richard Ginori in vendita a oltre 1.000 euro o uno svuotatasche in vetro di Murano da 708 euro. Insomma, tutto al mercatino sì, ma non tutti i prezzi sono proprio abbordabili per chiunque.

Lo sgombero degli arredi coincide con un indizio immobiliare inequivocabile: l’annuncio della vendita della villa è improvvisamente sparito dal sito dell’agenzia incaricata, la Barnes International. Un dettaglio che, unito all’arrivo dei camion dei traslochi, lascia ipotizzare la conclusione a buon fine della compravendita.

Costruita dopo il trasferimento di Aldo Gucci da Firenze a Roma per espandere l’impero aziendale, la dimora fonde elementi della tradizione toscana con influenze anglosassoni, legate alle origini della moglie del fondatore. Si tratta di un complesso monumentale di 1.200 metri quadrati coperti disposti su quattro livelli (suddivisi in due edifici principali), comprendente dodici camere, dodici bagni, saloni di rappresentanza, una sala biliardo e uno scalone che conduce a un ampio terrazzo con vista sull’Altare della Patria, il tutto immerso in un parco di due ettari e mezzo dotato di piscina. Sul mercato dal 2023, la proprietà aveva visto recentemente scendere il prezzo di richiesta dai 15 milioni iniziali a 11,5 milioni di euro. Ora, in attesa di conferme sui nuovi proprietari, la storia domestica della famiglia si disperde tra gli annunci online e le vetrine di via Somalia.

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Dio benedica l’indigestione. Così Papa Leone ha scoperto di avere un tumore

A volte le grandi svolte cominciano con qualcosa di molto poco solenne. Nel caso di Leone XIV, non una visione mistica né un segnale dal cielo: un mal di stomaco. Quel genere di contrattempo che normalmente si liquida con una dieta in bianco e qualche giorno di prudenza. Per il Pontefice, invece, potrebbe aver rappresentato la coincidenza più preziosa della sua vita.

Il malessere in Francia e gli esami inattesi

A ricostruire il retroscena è Stefano Iannaccone su Domani. Durante un viaggio in Francia, Robert Francis Prevost avrebbe accusato disturbi gastrointestinali piuttosto intensi, affrontando gli appuntamenti previsti non senza difficoltà. Dopo un paio di giorni tutto sarebbe rientrato, lasciando aperto un dubbio: semplice indigestione oppure infezione virale?

I medici, poco inclini ad affidarsi al proverbiale «passerà da sé» quando il paziente abita in Vaticano, avrebbero consigliato ulteriori verifiche. Prima un’ecografia, poi accertamenti più approfonditi. Dallo stomaco nessuna cattiva notizia. Ma le indagini avrebbero portato alla luce una piccola lesione polmonare, fino a quel momento insospettata.

Una precisazione è necessaria: la Santa Sede aveva parlato di controlli di routine. Il collegamento con il malessere francese emerge dalla ricostruzione di Domani, non da una conferma ufficiale.

L’operazione al Gemelli e il responso dei medici

L’11 ottobre, all’Angelus, il Papa ha scelto di raccontare personalmente la diagnosi: un nodulo individuato precocemente, ben delimitato, da rimuovere chirurgicamente. Due giorni dopo, al Policlinico Gemelli di Roma, l’intervento ha confermato un adenocarcinoma polmonare. I chirurghi hanno asportato il lobo inferiore del polmone destro con una procedura videoassistita, senza complicanze. Il 17 ottobre Leone XIV è tornato in Vaticano. Gli esami istologici definitivi hanno confermato che il tumore era localizzato e, secondo la valutazione oncologica comunicata il 21 ottobre, non sono necessarie ulteriori terapie.

Resta la convalescenza, con qualche appuntamento da rinviare e un’agenda pontificia da riorganizzare. Se il racconto dei controlli scaturiti dall’indigestione troverà conferma, la vicenda avrà un paradosso perfetto: uno stomaco ribelle avrebbe permesso di scoprire una malattia silenziosa. Chiamarlo miracolo sarebbe naturalmente eccessivo. Ma anche il più rigoroso degli scettici potrebbe riconoscere che, stavolta, la Provvidenza sembra aver scelto una strada decisamente insolita.

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Il ragazzo dai pantaloni rosa, il dolore diventa musical: al Sistina la storia di Andrea che ha commosso l’Italia

Una storia nata dal dolore che, attraverso il cinema, è diventata memoria collettiva e che ora trova una nuova forma sul palcoscenico. Il ragazzo dai pantaloni rosa arriva al Teatro Sistina dal 29 ottobre al 1° novembre, prima di intraprendere un tour che porterà il musical in diverse città italiane. A trasformare il racconto cinematografico in spettacolo teatrale è Massimo Romeo Piparo, che firma l’adattamento insieme a Roberto Proia, sceneggiatore del film. Al centro resta la vicenda di Andrea Spezzacatena, quindicenne vittima di bullismo e cyberbullismo, la cui storia ha aperto una discussione profonda sulle conseguenze della violenza psicologica, sull’isolamento e sul peso che le parole possono avere soprattutto durante l’adolescenza.

Il ragazzo dai pantaloni rosa, il dolore diventa musical: al Sistina la storia di Andrea che ha commosso l’Italia
Dal cinema al teatro, Samuele Canino veste, ancora una volta, i panni di Andrea ne Il ragazzo dai pantaloni rosa, portando sul palcoscenico la storia che ha commosso l’Italia

Una storia che cambia linguaggio

Il passaggio dal grande schermo al teatro non è però una semplice trasposizione. Piparo sceglie infatti la strada del jukebox musical, costruendo il racconto attraverso alcune delle canzoni più conosciute del pop-rock italiano. La musica diventa così parte integrante della narrazione e accompagna emozioni, ricordi e passaggi della storia. Nella selezione trovano spazio, tra gli altri, Canta ancora di Arisa, brano simbolo del film e vincitore del Nastro d’Argento come miglior canzone originale, insieme a 100 messaggi, A modo tuo, Gigante, Il filo rosso, La fine, Sogna ragazzo sogna di Roberto Vecchioni, Una musica può fare e Volevo essere un duro. Gli arrangiamenti sono affidati al maestro Emanuele Friello.

Il teatro come specchio della società

La scelta teatrale nasce dalla volontà di non fermarsi alla rappresentazione della tragedia, ma di utilizzare il palcoscenico come luogo di confronto. Il bullismo diventa così il punto di partenza per parlare di adolescenti, famiglie, scuola e responsabilità collettiva. Non soltanto una denuncia, dunque, ma un invito a interrogarsi su quanto sia necessario imparare a riconoscere e rispettare l’unicità degli altri.

Uno sguardo sul futuro

È questa, per Piparo, la sfida più significativa del progetto: trasformare una vicenda drammatica in un racconto capace di lasciare spazio anche alla speranza. Una prospettiva che lo ha portato a immaginare Andrea non soltanto come il protagonista della sua storia, ma come una presenza narrativa capace di accompagnare il pubblico. Il personaggio torna idealmente sulla scena nella versione adulta, attraverso la figura di un Andrea ventisettenne che guarda al passato e racconta ciò che avrebbe potuto essere il suo futuro.

Il ragazzo dai pantaloni rosa, il dolore diventa musical: al Sistina la storia di Andrea che ha commosso l’Italia
Samuel Canino in una foto di scena del fatidico errore della lavatrice: tutti i panni si tingono di rosa

A interpretare Andrea adolescente sarà ancora Samuele Carrino, già protagonista del film e tra i giovani interpreti più interessanti della nuova generazione. Con lui torna anche Sara Ciocca. Nel ruolo della madre di Andrea ci sarà Rossella Brescia, chiamata a confrontarsi con un personaggio di forte impatto emotivo. Christian Roberto interpreterà invece Andrea a 27 anni, assumendo anche la funzione di narratore e voce del “domani”. Il cast comprende inoltre Donato Altomare, nei panni del padre Tommaso; Matteo Volpotti, che interpreta il professor Gioli, insegnante di musica eccentrico e trascinante; Tommaso Pieropan, nel ruolo di Christian, il ragazzo che incarna la dimensione del bullo; e il giovanissimo Michele Mula, che interpreta Daniele, il fratellino di Andrea. La squadra creativa completa il progetto con la direzione musicale di Emanuele Friello, le coreografie di Dalila Frassanito, le scenografie di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, le luci di Umile Vainieri e il suono di Stefano Gorini. Il musical raccoglie l’eredità di un film prodotto da Eagle Pictures e Weekend Films, nato dal libro scritto da Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena.

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“Per la prima volta in 25 anni non sono lucido”: la furia di Allegri e quella frase contro la Roma. A Trigoria ora si aspettano provvedimenti

“Ditelo voi se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, io stasera non sono nelle condizioni per la prima volta di elargire delucidazioni sulla partita”. Quando Max Allegri si presenta ai microfoni di Dazn per analizzare lo spettacolare 3 a 3 tra il suo Napoli e la Roma, la rabbia e la tensione sono tutt’altro che smaltiti. Il tecnico è furioso, tenta quasi di abbandonare l’intervista e dice: “Non sarò molto lucido nell’analisi della gara per questo. In 25 anni posso fare un errore anch’io“. Il suo nervosismo è dovuto certamente all’ennesima vittoria mancata: il Napoli era avanti 2 a 0, si è fatto rimontare, poi ha segnato con McTominay il gol del 3 a 2 e ha subito da Balerdi la rete del definitivo pareggio. Ma dietro la furia di Allegri c’è anche altro: il rosso ricevuto proprio a fine gara, ma anche un dente avvelenato nei confronti della Roma, stando ai retroscena sulle sue parole lontano dai microfoni.

Davanti alle telecamere, Allegri si è sfogato soprattutto per l’espulsione: “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace. La prossima volta mi siedo in panchina e non mi muovo più. Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“. Il rosso è arrivato subito dopo il gol del pareggio giallorosso, ma Allegri nega di aver detto qualcosa contro l’arbitro: “Gli altri fanno di tutto. Ringrazio Saccani (ma era Sacchi il quarto uomo, ndr). Per il resto, tanti complimenti ai ragazzi per questa partita, giocando con questo spirito sicuramente risaliremo la classifica“.

La classifica dice però che oggi il Napoli è fermo a quota 11 punti, esattamente la metà rispetto alla testa della Serie A. La rabbia di Allegri però sedimenta sopra al risentimento per come è finita la passata stagione: “L’anno scorso vi hanno messo la Champions in tasca ed ho pagato io con il Milan“. Sarebbe questa la frase urlata dal tecnico nei corridoi del Maradona, stando a quanto riportato da diversi quotidiani sportivi. Le sue parole infatti si sarebbero sentite anche in sala stampa.

Allegri fa ovviamente riferimento all’epilogo del precedente campionato, quando era sulla panchina del Milan e si fece recuperare 8 punti in 5 giornate dalla Roma di Gasperini, fallendo l’accesso alla Champions. Ci fu qualche polemica arbitrale – in primis per la rimonta dei giallorossi contro il Parma, viziata da un rigore alquanto generoso – ma nulla che lasciasse presagire a distanza di mesi uno sfogo così importante. Anche a Trigoria sono rimasti stupiti e irritati. Secondo quanto fatto trapelare, sia Gasperini sia i Friedkin ritengono inaccettabili le accuse di Allegri su presunti favori arbitrali. Per questo, il club ora si attende dei provvedimenti da parte della giustizia federale.

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“All’inizio della mia carriera mi dicevano di trovare una causa con cui associarmi, ma non era sincero. È una cosa molto hollywoodiana per apparire bene nelle foto”: così Kim Kardashian

Kim Kardashian ha stregato i fotografi sul tappeto rosso della Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato in anteprima mondiale la seconda stagione di “All’s Fair”, disponibile dal 4 novembre su Disney+. Accolta dall’entusiasmo dei fan, l’attrice e imprenditrice ha catalizzato l’attenzione alla Festa del Cinema di Roma 2026 sfoggiando un audace abito animalier, in perfetto stile Kardashian. A non passare inosservato anche un membro del suo staff che l’ha seguita per tutto il tappeto rosso con un faretto puntato addosso, trasformando ogni passo in una perfetta scena da set.

A presentare la serie anche Kris Jenner – tra i produttori esecutivi della serie – per tutti “Momager”: la mamma e manager di Kim e delle sue sorelle Kourtney, Kim, Khloé, Kylie e Kendall: “Amo lavorare con i miei figli, è la mia gioia. La parte migliore della mia giornata è stare con loro. Giriamo un programma (‘The Kardashians’ disponibile su Disney+, ndr) insieme ogni giorno, quindi è davvero divertente”, ha detto Kris Jenner sul tappeto rosso, dove ha raccontato di aver visitato il Colosseo questa mattina.

A portare l’alta moda e l’allure da star nella Capitale anche le co-protagoniste Naomi Watts (“qui a Roma ho mangiato un risotto al tartufo fantastico”), Sarah Paulson (“il superpotere di ‘All’s Fair’? Le avvocate protagoniste e Kim Kardashian”) e Niecy Nash-Betts.

Tra diritti civili, disuguaglianze di genere e responsabilità pubblica delle celebrità, le attrici hanno riflettuto sulle ingiustizie che ancora oggi colpiscono le donne. Interpellata sul ruolo pubblico delle celebrità nell’impegno civile, Kim Kardashian ha respinto l’idea che si tratti di un obbligo: “Non credo che nessuno abbia il dovere di fare qualcosa. Personalmente, però, penso sia importante usare la propria voce e aiutare dove si può”, ha detto.

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Scontri e tensioni a Roma durante il corteo con migliaia di persone: la polizia usa gli idranti

A Roma al termine del percorso previsto ed autorizzato da Piazza della Repubblica fino ai Fori imperiali, un nutrito gruppo di manifestanti ha chiesto di poter proseguire il corteo. Circa 7 mila persone, con l’ok delle autorità hanno continuato a manifestare per le vie della Capitale. Prima su via Labiana e poi superando via Merulana. Davanti a Santa Maria Maggiore la Digos ha deciso, in accordo con la questura e la prefettura, di far proseguire ulteriormente il corteo. La protesta è quindi arrivata fino a Largo di Santa Susanna. Qui uno nuovo stop del corteo e una lunga trattativa, con la richiesta dei manifestanti di proseguire verso i palazzi istituzionali.

Col trascorrere dei minuti però gli animi si sono scaldati e si è arrivati al corpo a corpo tra manifestanti e polizia. Le forze dell’ordine hanno reagito prima con cariche di alleggerimento e poi con gli idranti. Terminate le tensioni, che hanno portato ad un arresto, il corteo è proseguito in direzione opposta rispetto al centro della città fino al quartiere di San Lorenzo.

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“Proprio dietro una parvenza di ‘normalità’ c’è un uomo che non accetta i cambiamenti e, piuttosto che essere lasciato, uccide la compagna. Certe belle maschere mi spaventano”: così Claudia Pandolfi

È stato presentato fuori concorso alla Festa del cinema di Roma “Un tranquillo funerale di famiglia”, dal 29 ottobre in sala. È l’adattamento firmato da Massimiliano Bruno della black comedy britannica di Dean Craig. Nel cast Stefania Sandrelli, Diego Abatantuono, Pietro Sermonti, Claudia Pandolfi, Stefano Fresi e Beatrice Arnera.

Al centro la famiglia Mancuso, in Ciociaria, nel giorno del funerale del patriarca: i figli Daria e Riccardo (Pandolfi e Sermonti) fanno i conti con rancori e segreti, e la cerimonia si trasforma in una catena di rivelazioni ed equivoci grotteschi. “Raccontiamo due fratelli coltelli e una famiglia incasinata, come lo sono le nostre”, spiega il regista.

“È il film più spinto che abbia mai fatto. Perché ha una comicità esplicita, a tratti volgare, politicamente scorretta. – ha detto Pandolfi a Io Donna – Ho adorato girarlo e non solo per amore dell’originale inglese ma per quel tipo di humor e di irriverenza. Si gioca con la morte e con Dio, cosa molto inusuale per noi italiani. E mi piace moltissimo passare dalla fiction rassicurante di prima serata a qualcosa di trasgressivo, spero di poter continuare a divertirmi così nel mio lavoro. Del resto, divertimento e impegno sono stati le mie linee guida, negli anni”.

Mamma di due figli maschi il 19enne Gabriele, avuto dal cantautore Roberto Angelini, e Tito nato dalla relazione con il produttore Marco De Angelis, che ha 10 anni. “Ho creduto nell’educazione sessuale e affettiva, li ho fatti crescere soprattutto con l’esempio. – ha detto – I miei figli hanno papà, zii e nonni che hanno molta cura del lato femminile della famiglia e delle vite degli altri in generale. È importante dare ai ragazzi strumenti per affrontare il “mondaccio”, come dico io, di oggi. Insegnargli a ragionare, anche a sbagliare, perché una società che ci vuole sempre performanti e vincenti può diventare paralizzante”.

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Claudio Baglioni a Roma dopo la polmonite interstiziale acuta: “Il mio non sarà un addio definitivo perché un certo modo di andare non si ferma mai. Dopo 44 anni siamo ancora qua”

Una macchina del tempo dentro Villa Borghese. Claudio Baglioni è tornato a Piazza di Siena esattamente 44 anni dopo il famoso raduno “Alé-Oó” del 24 ottobre 1982, e lo ha fatto spiazzando il pubblico: niente classico d’apertura, ma un brano mai ascoltato prima, “Che notte è questa!”, che dà il titolo all’intero progetto live. Il pezzo sarà disponibile in digitale dal 13 novembre. È una dichiarazione d’amore alla Capitale: nel testo, la notte romana è descritta come irripetibile, mai vista prima e destinata a non ripetersi.

Nell’impianto scenico firmato da Giuliano Peparini, i maxischermi hanno mandato le immagini d’epoca del concerto del 1982. A seguire l’esibizione strumentale del figlio Giovanni Baglioni con “Get up!” e “Roots”. L’ingresso dell’artista è stato annunciato dalle note di “Notte di note, note di notte”, suonate dalla super band di 18 elementi tra musicisti, fiati, quartetto d’archi e coristi, e accolto da un boato.

Sull’evento pesa un’emozione diversa dal solito. Il rinvio a giugno del tour per motivi di salute, una polmonite interstiziale acuta, ha lasciato il segno e sul palco si è percepito il sollievo di un artista che ha temuto di non poter decidere in autonomia come e quando chiudere la carriera. Davanti a 6.400 spettatori a sera, Baglioni ha detto: “Dopo 44 anni siamo ancora una volta qui”.

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Festa del Cinema di Roma 2026: “I See Buildings Fall Like Lightning” vince come Miglior Film. Tutti i premi

Dopo il premio del pubblico alla Quinzaine des Cinéastes a Cannes, il bellissimo film corale “I See Buildings Fall Like Lightning” della britannica Clio Barnard trionfa anche alla 21esima Festa del cinema di Roma, vincendo come Miglior Film. Così ha infatti decretato la giuria guidata dallo sceneggiatore e regista polacco Jan Komasa che, comunque, non ha dimenticato l’Italia. A portare in alto il tricolore è stata la notevole interpretazione di Paolo Pierobon, premiato ex aequo come miglior attore per Brianza di Simone Catania, nel quale affianca Fausto Russo Alesi. Con lui premiato anche l’inglese Anthony Boyle, tra i protagonisti del film di Barnard.

Il riconoscimento alla miglior attrice è andato con merito alla giovane spagnola Victoria Luengo per Sants di Mikel Gurrea, che ricordiamo protagonista femminile anche de L’essere amato di Rodrigo Sorogoyen, presto nelle sale italiane.

Al solido dramma statunitense The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson è andato il Gran Premio della Giuria, mentre quello “speciale” la Giuria ha voluto attribuirlo alla famiglia Al Mawla, protagonista del film Yesterday the Eye Didn’t Sleep (in Italia uscirà prossimamente col titolo Ieri notte non ho dormito). È invece quella del centrafricano Rafiki Fariala per il suo vibrante Congo Boy (co-prodotto da Rai Cinema) la Miglior Regia della Festa. La miglior sceneggiatura è stata giudicata quella scritta da Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna per Ceniza en la boca dello stesso Luna.

Da segnalare che il Premio del Pubblico Terna è andato ex aequo al buon documentario di Kasia Smutniak Mustang – quindi un altro premio per l’Italia – e all’acclamato Congo Boy.

A trionfare in Alice nella Città è stato il magnifico Everytime dell’austriaca Sandra Wollner, film scelto dalla Germania come proprio rappresentante ai prossimi Oscar.

Complessivamente il livello del concorso Progressive Cinema dell’edizione 2026 della Festa del cinema di Roma è stato medio-alto in linea con lo scorso anno, sintomo di un’attenzione al miglior prodotto disponibile nell’ambito dei festival internazionali che l’hanno preceduto.

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Proteste a Roma, il blitz dei manifestanti al Colosseo: “Come si fa a vivere così e a mandare giù?”

Dopo aver sfilato per via Cavour, via dei Fori Imperiali, cambiando spesso direzione, migliaia di giovani in corteo hanno raggiunto il Colosseo nel pomeriggio di sabato 24 ottobre. Alcuni manifestanti, forzando i tornelli, sono entrati all’interno del monumento, per uscirne dopo pochi minuti.

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Roma, manifestanti entrano nel Colosseo: forzati gli ingressi

A Roma un gruppo di manifestanti è entrato dentro al Colosseo forzando gli ingressi. Tra loro anche alcuni studenti che partecipano alla manifestazione nella Capitale. Il gruppo è riuscito a entrare, spiazzando i controlli delle forze dell’ordine. Dopo aver fatto un giro all’interno, i manifestanti sono poi usciti. All’esterno la polizia si è schierata a protezione degli ingressi.

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“La serie sulla famiglia Panini è un’ancora di speranza contro la guerra. I giovani non siano spaventati, le cose si possono cambiare. Ho studiato 96 ore e Pavarotti per l’accento modenese”: così Serena Rossi

Dalla campagna modenese alle figurine che hanno fatto il giro del mondo: arriva la serie che racconta una delle più celebri storie imprenditoriali italiane. “La famiglia Panini – L’avventura delle figurine” ripercorre la nascita delle iconiche figurine Panini, in un arco di tempo che va dagli anni Quaranta al 1970, anno dei Mondiali di Messico 70, intrecciando la vicenda privata di una famiglia con quella di un Paese in piena trasformazione.

Al centro c’è Olga Cuoghi Panini (Serena Rossi), madre visionaria dal motto “Andiamo a vedere!”, che spinge marito e otto figli a lasciare la campagna per Modena e a scommettere su un’edicola. Da lì, tra fallimenti e sacrifici, nasce l’idea di puntare su qualcosa di umile ma democratico: le figurine, che nel 1970 diventeranno un fenomeno mondiale. Nel cast anche Simone Liberati (Giuseppe), Federico Cesari (Umberto), Benedetta Cimatti (Veronica), Luca Di Sessa (Benito) e Samuele Teneggi (Franco). La serie è stata presentata, ieri 23 ottobre, alla Festa del Cinema di Roma e arriverà in prima visione dal 22 novembre su Rai 1 e Raiplay, prossimamente su Disney+.

Abbiamo incontrato Serena Rossi e la regista Letizia Lamartire.

“La signora Olga è stata sicuramente una donna che, suo malgrado, era avanti nei tempi. – ha detto Serena Rossi – In un’epoca e in una società rurale e patriarcale si è ritrovata al centro di un’impresa enorme, partita come una cosa piccola e familiare e poi esplosa quasi tra le mani. C’è anche da dire, come ogni tanto piace dire a Letizia, che Olga rappresenta tutto un gruppo di donne che durante la guerra si sono ritrovate a ricostruire un paese e a sfamare i figli da sole, perché i mariti erano al fronte. È una di quelle donne che hanno reso grande l’Italia in quel tempo: un esempio, un modello, nella sua semplicità, concretezza e grande umanità. Ce ne devono essere sempre di più”.

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Assemblee, picchetti e barricate: da Milano a Palermo, la mappa delle occupazioni nelle scuole di tutta Italia

Da Palermo a Milano passando per Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova, decine di scuole sono occupate. Gli studenti protestano contro il carovita, la destra di governo, le scuole fatiscenti, il decreto Scuola e tanto altro. E a Roma c’è persino chi scende in piazza contro chi manifesta a difesa delle lezioni. Gli studenti si preparano al prossimo sciopero proclamato da Usb, l’Unione sindacale di base, per il 30 ottobre e allo sciopero internazionale del 20 novembre. Ad alimentare la rabbia anche le parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni nelle scuole non ha un fondamento razionale. Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”.

La mappa delle occupazioni ha bandierine su ogni regione. A Palermo i ragazzi del liceo “Meli“, del “Rutelli“, del “Catalano“, del “Cannizzaro” e del “Duca degli Abruzzi” hanno manifestato davanti alla scuola con un sit-in, mentre al “Regina Margherita” è stata organizzata un’assemblea permanente. Al “Cascino” è stato bloccato un ingresso con cassonetti rovesciati, petardi e lanci di uova. Così all’”Umberto I” e al “Vittorio Emanuele II“, dove da giorni non si fanno più lezioni ma assemblee e momenti di confronto, cercando di coinvolgere anche i docenti.

A Napoli sono occupate 25 scuole. All’Istituto Orientale è stato organizzato anche un collegamento con gli autotrasportatori parlando di caro affitti, di guerra in Palestina, riarmo e Cpr. Anche al “Mazzini” al Vomero, al “Vico”, al “Canova”, al “Fonseca” e all’istituto “Elena di Savoia” le lezioni sono sospese. Al “Mazzini” si sono registrate anche devastazioni, armadietti svuotati, libri stracciati e palloni scaraventati contro i soffitti. Una vicenda sulla quale stanno facendo luce gli investigatori, dal momento che i danni ammontano a trentamila euro. La protesta è arrivata anche fuori dal centro e in provincia: a Fuorigrotta sono occupato il professionale “Rossini”, lo scientifico “Labriola” e l’artistico “Boccioni”; a Torre del Greco il “De Bottis”e il “Nobel”; il “Flacco” a Portici; il “Pitagora” e il “Majorana” a Pozzuoli e il “Segre” a Marano.

Nel Lazio l’onda della mobilitazione è arrivata in decine di scuole oltre a quelle della Capitale. A Firenze è scattato l’allarme per la presenza in città, lunedì, del ministro Valditara. Allo stato attuale, nel capoluogo toscano sono occupati il “Gramsci”, il “Michelangelo”, il “Galileo”, l’”Alberti Dante”, il “Castelnuovo”, il “Peano”, il “Rodolico”, il “Pascoli”, il “Duca d’Aosta” e il “Macchiavelli”, dove la preside ha presentato denuncia. Occupazioni anche all’“Enriques” di Castel Fiorentino e al “Pacinotti” di Pisa. A Novoli, al “Sassetti”, il dirigente ha dovuto fare i conti con corridoi allagati, lavagne rotte e barricate. A Bologna il collettivo del “Minghetti” ha bloccato l’entrata. Proteste anche a Genova al professionale “Odero” di Borzoli, al liceo “Klee Barabino”, al “Filippo Buonaroti”, al “Gastaldi”, al “Majorana” e all’”Einaudi”.

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