I risultati non lasciano dubbi. I tumori stanno aumentando ormai anche tra le fasce di età più giovani, sotto i 50 anni. I dati provengono da un’analisi condotta dal World Cancer Research Fund International (WCRF), una rete di organizzazioni che si occupa di prevenzione dei tumori attraverso alimentazione e stile di vita, su una serie di ricerche svolte nell’arco di 20 anni, fino al 2023, e che riguardano 3 Paesi: Stati Uniti, Inghilterra e Paesi Bassi.
Sono sette i tipi di cancro in ascesa. Tra le donne ci sono i tumori della mammella, del colon-retto, dell’utero, del rene, del fegato, del pancreas e dello stomaco. Tra gli uomini l’incremento riguarda soprattutto colon-retto, rene, pancreas e stomaco. In Inghilterra si osserva anche una crescita del tumore della prostata.
Sono dati da prendere sul serio da parte della comunità scientifica perché una tendenza di questo tipo, relativa a contesti sanitari differenti, rende meno probabile che si tratti di un caso isolato o di un errore statistico. E la situazione per certi aspetti riguarda anche l’Italia.
Sanità, raro intervento al Niguarda di Milano: protesi nel torace per riallineare gli organi e liberare il bronco
Era cresciuta senza il polmone destro, asportato completamente nelle prime ore di vita a causa di una grave malformazione congenita, riuscendo per anni a mantenere un equilibrio e a condurre una vita vicina alla normalità. Intorno ai 12 anni, però, respirare era diventato sempre più difficile e anche salire pochi gradini senza fermarsi rappresentava ormai uno sforzo importante. Oggi, grazie a un intervento altamente complesso eseguito all’ospedale Niguarda di Milano, che ha richiesto l’inserimento di protesi e il lavoro congiunto di diversi specialisti, la ragazza ha ritrovato il respiro e una buona qualità di vita.
“E a un mese dall’operazione – racconta Francesco Macchini, direttore della Chirurgia pediatrica del Niguarda che ha seguito il suo caso – è riuscita persino ad andare al concerto della sua band americana preferita”. La storia della giovane paziente comincia proprio al Niguarda, dove nasce 12 anni fa. Le difficoltà respiratorie manifestate subito dopo il parto portano gli specialisti ad approfondire il quadro clinico, fino alla diagnosi di una grave malformazione congenita che interessava tutto il polmone destro.
Il progressivo peggioramento delle sue condizioni rende necessaria la completa asportazione del polmone, una scelta impegnativa ma indispensabile per salvaguardarne la sopravvivenza. Negli anni successivi la bambina cresce conducendo una vita compatibile con la propria condizione, fino alla comparsa di nuovi problemi respiratori. Nell’ultimo periodo comincia ad affaticarsi facilmente, presenta frequenti infezioni e incontra difficoltà anche nello svolgimento delle attività quotidiane più semplici.
Gli accertamenti permettono di individuare una rara complicanza, conosciuta come sindrome post-pneumonectomia. Dopo la rimozione di un polmone, soprattutto quello destro, gli organi presenti nel torace possono infatti spostarsi progressivamente verso lo spazio rimasto vuoto.
Nel caso della ragazza, il polmone sinistro aveva occupato parte di quello spazio, mentre cuore, trachea e bronco si erano dislocati. Questo aveva determinato una progressiva compressione e deformazione dell’unica via aerea attraverso cui l’aria raggiungeva il polmone rimasto, riducendo sempre più la capacità respiratoria e compromettendo la possibilità di svolgere una vita normale.
Per affrontare il caso, gli specialisti del Niguarda hanno seguito un percorso multidisciplinare, coinvolgendo diversi professionisti e radiologi per studiare la situazione e individuare la strategia più adatta. Un approccio reso possibile anche dall’esperienza del Kites Center dell’ospedale, dedicato allo studio delle patologie congenite dell’apparato digerente e delle vie aeree nei bambini.
Le esperienze descritte nella letteratura scientifica internazionale sono pochissime: secondo gli specialisti che hanno seguito la giovane paziente, si contano circa 50 casi in tutto il mondo. L’obiettivo dell’intervento era quello di riportare il più possibile in asse gli organi del torace, liberando il bronco e ripristinando condizioni più favorevoli alla respirazione.
Per raggiungere il risultato, nello spazio toracico rimasto libero dopo l’asportazione del polmone destro sono state inserite delle protesi adattate alle specifiche esigenze della paziente. In particolare è stata utilizzata una protesi mammaria, dal momento che non esistono dispositivi progettati appositamente per questa rara complicanza. Fondamentale, sottolineano gli specialisti, è stato il contributo del chirurgo plastico, insieme a quello dei chirurghi toracici, degli anestesisti e degli altri professionisti coinvolti nell’assistenza.
L’intervento è riuscito e la ragazza è stata dimessa dopo pochi giorni. I risultati sono comparsi rapidamente: già a un mese dall’operazione era tornata a salire le scale di casa e aveva potuto partecipare al concerto della sua band preferita. Anche i successivi controlli hanno confermato un decorso regolare e stabile.
“La soddisfazione più grande – conclude Macchini – è stata riuscire a dimetterla dopo pochi giorni e vedere che, a un mese dall’intervento, aveva ripreso a fare le scale ed era andata al concerto. I controlli stanno dando risultati positivi e vedere la felicità della ragazza e dei suoi genitori è la soddisfazione più grande per noi”.
L’esperienza maturata al Niguarda può rappresentare inoltre una risorsa per la comunità scientifica internazionale. La condivisione del percorso seguito potrebbe infatti aiutare altri specialisti chiamati ad affrontare casi analoghi, offrendo nuove prospettive terapeutiche per pazienti colpiti da una patologia rara e invalidante.
E se per allenarsi meglio non servisse mangiare qualcosa, ma semplicemente annusarlo? Un recente studio dell’Università della Malesia ha osservato che l’aroma del cioccolato, soprattutto quello fondente al 90% di cacao, può aumentare il numero di ripetizioni durante un esercizio di forza, senza che chi si allena percepisca uno sforzo maggiore.
Un risultato curioso, che chiama in causa il rapporto tra olfatto, cervello, appetito e risposta fisica: il nostro organismo, infatti, comincia a reagire a un alimento ancora prima che questo arrivi nello stomaco. Ma siamo davvero di fronte a una nuova, semplicissima forma di “doping” naturale o stiamo dando troppo peso a un risultato preliminare ottenuto su un campione molto piccolo? Ne parliamo con il professor Rolando Bolognino, biologo nutrizionista ed esperto di alimentazione sportiva.
Nuovi e incoraggianti risultati provengono da una particolare branca della ricerca contro il cancro, quella che si occupa di sviluppare un vaccino contro la malattia. Alla sessione plenaria al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) sono stati mostrati i risultati dello studio finale di fase 3 INTerpath-001 su un vaccino a mRnacontro il melanoma e “personalizzabile” per i vari pazienti: a distanza di due anni, è stato capace di ridurre del 42% il rischio di recidiva. Questa nuova terapia adiuvante, ovvero successiva alla chirurgia, si basa su una tecnica all’avanguardia: sequenziando il Dna del tumore rimosso, è possibile creare un vaccino ad hoc per il singolo paziente, ovvero fatto a misura delle mutazioni proprie del melanoma.
“INTerpath-001 è il primo e unico studio di fase 3 che ha dimostrato che, grazie alla combinazione del vaccino a mRna con l’immunoterapia, è possibile ottenere risultati superiori alla terapiastandard” spiega il responsabile Oncologia Medica Melanomi dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano Michele Del Vecchio: il polo medico di eccellenza è anche il centro, sui 157 totali che hanno contribuito allo studio, che ha coinvolto il maggior numero di pazienti al mondo nello studio (82) . La vaccinazione richiede nove somministrazioni in un anno. Con questa cura non solo vengono stimolate le cellule immunitarie ma si crea una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue nel tempo: il presidente della Fondazione MelonomaPaolo Ascierto parla addirittura di “riprogrammare il sistema immunitario per distruggere il cancro”.
Il vaccino non è ancora disponibile: in attesa dell’approvazione degli enti regolatori (Fda, Ema e Aifa) si valuterà la possibilità di attivare particolari programmi di accesso per i pazienti. Ciò che è certo è che farà da apripista per altri vaccini a mRna che, sfruttando il medesimo principio di funzionamento, cercheranno di curare altri tumori come quello al pancreas, al polmone o genito-urinari . Il problema risiede semmai nella parte economica: il vaccino personalizzato richiede costi molto elevati, dunque la sfida sarà quella di ridurre il prezzo per garantire accesso al maggior numero di pazienti.
Scatta l’allerta per un dolce al cucchiaio molto diffuso sulle tavole italiane. Il Ministero della Salute ha disposto il richiamo precauzionale di due lotti di tiramisù, a causa del rischio che nelle confezioni sia finito per errore un corpo estraneo.
A essere coinvolto è il prodotto della Gastronomia da Jack, venduto in vaschette da 200 grammi. I lotti oggetto del provvedimento sono due: il 23OTT26, che scade il 23 ottobre 2026, e il 26OTT26, con scadenza fissata al 26 ottobre 2026. Entrambi i dati sono stampati sulla confezione e permettono ai consumatori di verificare rapidamente se il dolce acquistato rientri tra quelli ritirati.
Il tiramisù viene preparato dalla Gastronomia da Jack di Zazzali Giovanni, nello stabilimento di località Gotra Case Palazzina, ad Albareto, nel Parmense.
Il motivo del richiamo è la possibile presenza accidentale di una piccola sfera di acciaio all’interno della vaschetta, un’eventualità che potrebbe rappresentare un pericolo per chi lo consuma.
L’invito ai consumatori è dunque quello di controllare le confezioni eventualmente già acquistate. Chi avesse in casa un tiramisù appartenente ai lotti indicati dovrebbe evitare di mangiarlo e attenersi alle indicazioni contenute nell’avviso ufficiale di richiamo pubblicato dal Ministero della Salute.
Cercare online informazioni sulla propria salute può aiutare a comprendere meglio sintomi e malattie. Può però anche alimentare preoccupazioni e aumentare il ricorso ai servizi sanitari. I dati europei mostrano le due facce del paziente digitale.
Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici non produce solo danni ambientali. Si registra anche un aumento persistente dei decessi per tumore, che emerge dopo decenni ed è particolarmente marcato tra i più giovani. Cosa dice il confronto tra comuni vicini.
I giudici hanno confermato la sospensione dell’attività dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Per i lavoratori la situazione si fa critica. Però l’Istat registra la crescita degli occupati e della domanda di manodopera anche nel Mezzogiorno.