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Fiorello: “Non ho una parte del corpo sana. Le ginocchia sono andate. L’unica cosa rigida che è rimasta è l’alluce. La prostata sembra un pallone. Ho l’artrosi alle dita come Mano della Famiglia Addams”

Nel corso della puntata di oggi, 27 ottobre, de “La Pennicanza” Fiorello accoglie Amadeus in collegamento telefonico: “Sono a casa a guardare voi!”. Dopo uno scambio di battute Rosario chiede: “Lo sai che si vive fino a 84 anni, sai quanti Sanremo puoi fare?”, e il suo amico risponde “Sai quanti ne puoi fare tu?”.

Il mattatore poi ha elencato all’amico di sempre tutti i suoi acciacchi: “Non ho una parte del corpo sana. Le ginocchia sono andate. L’unica cosa rigida che è rimasta è l’alluce. Ho l’helicobacter. La prostata sembra un pallone da calcio. Ho l’artrosi alle dita, sembro Mano della Famiglia Addams”.

Lo showman si lascia andare a una domanda: “Fino a quando resterai ad Amici?”. La risposta dell’amico: “Sono con Maria fino a fine maggio, dopo sono libero”.

Nel corso della conversazione, Fiorello coglie l’occasione per mandare i suoi saluti tramite Amadeus a Maria De Filippi: “Salutami tutti lì ad Amici compreso chi sai tu, anche se lei non so se accetterebbe i miei saluti”.

La chiamata si conclude parlando dell’amicizia con Fiorello: “Siamo amici da 38 anni, è la tassa che mi fa più piacere pagare! Io vi guardo tutti i giorni e un giorno verrò a farti una sorpresa, ma non ti dirò quando!”.

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“Mia madre ha 83 anni ma io e lei ci alleniamo insieme. Sviluppare i muscoli è una delle migliori forme di protezione che abbiamo”: il programma della personal trainer Kate Nolte

“Mia madre Suki ha 83 anni ed è la prova vivente che non è mai troppo tardi per sentirsi forti, agili e pieni di gioia”: parla così Kate Nolte che ha 47 anni, fa la personal trainer e si allena anche insieme alla sua mamma. La storia la racconta Women’s Health UK, in un articolo firmato da Kate Cheng e dalla stessa Nolte. “Ha cominciato a seguire Quick Minutes lo scorso settembre e da allora non ha più smesso. Dice di sentirsi più giovane della sua età e vuole continuare a fare le cose che ama”, ha spiegato la 47enne.

Quick Minutes è il metodo ideato dalla coach: una serie di movimenti a corpo libero eseguiti per un minuto ciascuno, con l’obiettivo di lavorare su forza, mobilità, coordinazione e condizionamento generale. Nolte, che allena donne di tutte le età, lo considera anche una pausa dai pensieri: “È il mio rimedio preferito quando ho bisogno di uscire dalla mia testa e tornare in contatto con il corpo”.

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“Ho avuto un violento attacco di panico”: la figlia di Noel Gallagher finisce al pronto soccorso dopo un blitz della polizia in un cinema di Londra

Anais Gallagher, figlia di Noel Gallagher degli Oasis, si è vista costretta a recarsi al pronto soccorso a causa di gravi difficoltà respiratorie. L’episodio si è verificato a distanza di due giorni da un evento particolarmente traumatico vissuto all’interno di una sala cinematografica, che le aveva scatenato un violento attacco di panico.

La giovane ha raccontato la disavventura attraverso un video pubblicato sul proprio canale YouTube, rivelando che, mentre si trovava in un cinema di Londra per assistere alla proiezione del film “Verity”, la polizia ha fatto irruzione nella sala nel corso di un’operazione finalizzata alla ricerca di un uomo.

“Credo di aver avuto un vero e proprio attacco di panico. Facevo molta fatica a respirare. – ha detto Anais – Anche a distanza di circa 40 ore, continuavo ad avere difficoltà a respirare normalmente. Ero seduta in sala a Leicester Square a mangiare i popcorn, quando cinque o sei poliziotti sono entrati con delle torce. Di solito, quando vado al cinema, provo sempre un po’ d’ansia perché temo che possa succedere qualcosa…Ma questa situazione mi ha stressato a tal punto che sono dovuta andare via. Non ce l’ho fatta a restare, era troppo per me”.

Anais ha poi aggiunto: “Ho sempre avuto il timore che qualche stronzo potesse nascondersi al cinema. Quando sono entrati per cercare qualcuno, ho pensato: ‘Ecco, vedi? La gente pericolosa va davvero a nascondersi nei cinema’”.

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“Dopo 17 anni con mia moglie Elena è finita. Soffro molto. Ho debiti col mio Teatro Eliseo, ma li sto risolvendo. Se vendessi sarei in pari”: parla Luca Barbareschi

Dall’8 novembre e per 18 appuntamenti, trona il late night show di Rai Cultura condotto da Luca Barbareschi in seconda serata su Rai 3 torna “Allegro ma non troppo”.

“Uno show di intrattenimento e approfondimento, con interviste a personaggi a sorpresa e temi di attualità di cui si parla di solito nelle cene tra amici o sui social – ha detto il conduttore al settimanale DiPiùTv -. Arrivato a settanta anni, non ho dubbi su quello di cui voglio occuparmi e questo è il tipo di programma che mi piace fare, divertente e intelligente”.

L’attore ha anche detto la sua in merito al “caso” legato al Teatro Eliseo di Roma: “Ho qualche problema economico con il mio teatro: ho dei debiti, ma li sto risolvendo, per fortuna le cifre non sono quelle che ho letto sui giornali. So che se lo vendessi andrei in pari, ma io anni fa ho acquistato quel teatro per fare cultura, altrimenti avrei investito in altro”.

Poi il discorso si sposta sul versante sentimentale: “Dopo diciassette anni con mia moglie Elena, è finita. Voglio bene alla mia prima moglie, voglio bene anche a Lucrezia Lante della Rovere, un altro grande amore. Ma Elena è stata la donna più importante della mia vita, è la madre delle nostre figlie, due creature meravigliose”.

“Soffro molto per la fine del nostro matrimonio.- ha concluso – Io avrei continuato, ma se lei non vuole più stare con me, non posso certo obbligarla. Un giorno le ho detto: ‘Farai quel che vorrai del tuo futuro, ma sappi che hai la fortuna di sapere che ti amerò sempre‘. Uno ama per la gioia di dare amore, non per avere per forza qualcosa in cambio”.

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“Pulito, Profumato, Pelato = Partner Perfetto”: Mastro Lindo compie 60 anni e sbarca sulle app di dating

“Pulito, Profumato, Pelato = Partner Perfetto”. Il nuovo profilo Instagram @mastrolindo_italy si apre esattamente così, tra un selfie ammiccante e le tipiche frasi a effetto di chi sta cercando l’anima gemella online. Per celebrare i sessant’anni di presenza sul mercato italiano, Procter & Gamble ha deciso di mandare in pensione la rassicurante veste tradizionale ideata negli Stati Uniti nel 1958 (e arrivata sugli schermi italiani nel 1966) per trasformare il “genio del pulito” in un utente seriale di piattaforme di incontri. Il celebre colosso calvo con l’orecchino d’oro archivia definitivamente l’epoca del Carosello in bianco e nero e approda direttamente sulle app di dating, dove fa “match“, chatta e si propone agli utenti alternando sfacciate tecniche di seduzione digitale a più pragmatici consigli su come smacchiare i pavimenti.

Ad esempio, in una delle immagini è sdraiato su un fianco, con una mano appoggiata al ginocchio, con il consueto look, pantaloni e maglietta bianchi. Sopra di lui campeggia l’annuncio: “Cerco una persona acqua e sapone”. Accanto c’è un codice QR e l’invito “Scrivimi in DM”, cioè nei messaggi privati. L’espressione acqua e sapone, con un candidato del genere, ha discrete probabilità di essere presa alla lettera. “Cerco una relazione brillante” e “Sono tornato per lasciare il segno senza lasciare macchie” sono altri testi previsti per le affissioni.

Il progetto comprende una presenza sulle app di incontri, dove, secondo quanto annunciato dall’azienda, Mastro Lindo propone abbinamenti e conversazioni che alternano battute, consigli di pulizia e richiami ai prodotti. Il programma prosegue con i video su Instagram, i contenuti realizzati dai creatori digitali coinvolti, le affissioni e le iniziative nei luoghi degli appuntamenti a Milano e Roma. I codici QR collegano i manifesti al profilo: anche un annuncio incontrato per strada può finire in un messaggio privato. Mastro Lindo può permettersi di essere molto specifico. Essere pulito e profumato rientra nelle sue competenze professionali; la calvizie diventa il terzo requisito del pacchetto.

L’operazione, partita il 19 ottobre, gioca con il linguaggio e le dinamiche delle relazioni usa e getta contemporanee per riposizionare lo storico marchio come il “Perfect partner” per la casa. Oltre all’interazione diretta tramite messaggi privati sulle app di incontri, la strategia ha invaso fisicamente le strade di Milano e Roma Le affissioni sono state posizionate strategicamente in quelli che vengono considerati i luoghi di ritrovo più frequentati per i primi appuntamenti, accompagnate da QR code da scansionare. A completare l’ecosistema digitale c’è una rete di content creator incaricata di declinare il format attraverso contenuti nativi sui social network.

Il paradosso italiano: campioni di pulizia, ma stressati

Dietro l’ironia dell’operazione di marketing si nasconde un’analisi precisa delle abitudini domestiche. Secondo i dati raccolti da P&G tra il 2023 e il 2025, gli italiani si confermano un’eccellenza mondiale nella cura della casa: il 90% esegue regolarmente pulizie approfondite, il 51% si limita a una passata quotidiana unita a una sessione intensiva nel fine settimana e il 13% pulisce a fondo ogni giorno. Questi numeri generano però un paradosso: l’ossessione per l’ordine domestico rappresenta la prima causa di stress a livello nazionale, alimentata dalla percezione che il risultato duri sempre troppo poco.

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“Con le prime due pizzerie aperte sono arrivati due infarti. Siccome stiamo per aprirne una terza, mia moglie è già in ansia. Se sono stato un buon padre? No. Ora con un libro racconto mia figlia Giulia”: parla Nico Acampora, fondatore di PizzAut

Quando è arrivata la diagnosi di autismo per suo figlio Leo, Nico Acampora “è rimasto inerte per anni”. Lo racconta al Corriere della Sera: “Come se avessi voluto cancellare Leo. Fu un amico a risvegliarmi: ‘Che succede? Quel ragazzo ha bisogno di suo padre’. Un pugno nello stomaco”. Un percorso affrontato insieme alla moglie Stefania e che oggi lo porta a guardare anche a ciò che quella storia ha significato per l’altra figlia, Giulia: “Solo oggi capisco quanto questi anni siano stati difficili per lei”.

La svolta nella vita di Acampora arriva nel 2021: “Volevo un progetto che coinvolgesse anche altri ragazzi e così, a Cassina de’ Pecchi, nel Milanese, aprimmo la prima pizzeria gestita da giovani autistici, Leo incluso. Ma arrivò anche il primo infarto per me”. Dice “il primo” perché ce n’è stato un secondo: “Coincise con l’apertura della seconda pizzeria, a Monza. Siccome stiamo per aprirne una terza, all’interno dell’Università Iulm, mia moglie è già in ansia”.

Se dovesse fare oggi un bilancio come padre, Acampora non si assolve: “Tutto preso dal mio attivismo, spesso ho lasciato che a prendersi cura di Leo fossero sua madre e sua sorella”. Ed è proprio a Giulia che dedica il nuovo libro, Mio fratello è un cavaliere Jedi, “un romanzo nel quale abbiamo provato a ricostruire la situazione di tanti fratelli e sorelle di persone autistiche”.

Ricorda, per esempio, la sorpresa della ragazza quando una volta chiese ai genitori di poter andare via per un periodo e si sentì rispondere di sì. “Chissà quante volte avrebbe voluto più spazio solo per sé stessa”. Perché spesso, invece, “c’era Leo da accompagnare da qualche parte, c’era da tenerlo d’occhio in casa. Quella di Giulia, come quella di altri fratelli o sorelle di persone autistiche, è stata una vita di rinunce”. Da qui l’idea di un libro nato raccogliendo anche le storie di altre famiglie. Oggi Giulia studia Scienze Politiche e si è iscritta anche a Sociologia insieme al padre. “Gliel’ho proposto io, lei ne è stata felice. Un modo per stare di più insieme”, racconta Acampora.

Intanto PizzAut continua a crescere. Dopo aver accolto ospiti da Papa Francesco a numerosi esponenti politici, il progetto è diventato un punto di riferimento anche per Kimi Antonelli. “Per lui pizza con salsiccia e gorgonzola, ma abbiamo un progetto più ambizioso: volare con lui ad Abu Dhabi per partecipare in prima persona all’esperienza della Formula Uno. Ci manca solo una compagnia aerea che ci paghi il biglietto”. L’obiettivo resta quello di sempre: portare il messaggio di PizzAut il più lontano possibile. “I nostri ragazzi possono condurre una vita piena e dignitosa anche senza sostegni economici dello Stato, ma diventandone pienamente cittadini e contribuenti”.

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“Noah Wyle è l’uomo più sexy del mondo del 2026”: la rivista People incorona l’attore di “The Pitt”. L’attore confessa: “Lavare i piatti ha un effetto terapeutico”

Forse non se lo aspettava nemmeno lui, ma a 55 anni sotto sotto un po’ di soddisfazione c’è. Noah Wyle, volto della serie tv HBO “The Pitt”, è il nuovo “Sexiest Man Alive 2026” della rivista People. Alla notizia l’attore ha pensato a uno scherzo e a convincerlo che era tutto vero è stata la moglie Sara. Wyle racconta alla rivista di non essersi mai sentito del tutto a suo agio nei panni di sé stesso: preferisce interpretare personaggi e la serie attuale gli permette di vivere la notorietà con più equilibrio rispetto agli anni della serie tv cult “ER-Medici in Prima Linea“, che ricorda come “un periodo vorticoso”.

Il filo che attraversa la conversazione è la famiglia: la nascita del primo figlio che è stato il motivo per cui ha lasciato il ruolo del dottor John Carter di “ER”, mentre oggi descrive una quotidianità domestica, fatta di colazioni, lavaggio dei piatti e serate di coppia. Il tono resta sempre leggero e autoironico, tra piccoli vizi, manie e qualche aneddoto sul rapporto tra il pubblico e il suo ruolo di dottore televisivo.

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“Anna Safroncik lo vuole acchiappare Leonardo Lini?”: Caterina Balivo spiazza la ballerina di “Ballando con le Stelle”. Lei replica: “Non è un rapporto facile”

Momenti di panico ieri lunedì 26 ottobre durante l’appuntamento con “La Volta Buona” con Caterina Balivo. In studio due dei protagonisti più chiacchierati dell’attuale edizione di “Ballando con le Stelle“: l’attrice Anna Safroncik e il suo insegnante di danza Leonardo Lini. Al centro della conversazione, le voci che da settimane circolano con insistenza su un presunto legame sentimentale tra i due, che andrebbe ben oltre il sodalizio professionale nato sulla pista da ballo.

“Anna Safroncik lo vuole acchiappare Leonardo Lini?”, chiede diretta e senza fronzoli Caterina Balivo alla concorrente. Immediata la replica della diretta interessata: “Io voglio chiarire una cosa siccome lui è il mio insegnante, io passo con lui tutto il giorno e tutto quello che io faccio a ‘Ballando’ dipende da Leonardo”.

Poi ha aggiunto: “È normale che io cerchi la sua approvazione e il contatto con lui tutto il giorno questo non significa però che ci sia altro… Poi adesso stiamo litigando perché non è un rapporto facile, perché noi dal primo giorno ci becchiamo”.

E ancora: “Non sai quante me ne dice, io arrivo con un’autostima piena ed esco come non so cosa. Ogni settimana imparo una coreografia nuova, ogni volta che faccio un verso nuovo, Leonardo mi guarda male”.

Poi la domanda della conduttrice al ballerino professionista: “Ti sei messo in discussione? Forse stai sbagliando approccio con lei?”. Leonardo Lini chiude qualsiasi fraintendimento: “Credo che tutti i maestri siamo così, poi c’è chi la prende male”.

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Massimo Giletti risponde a Fedez: “Dato che dici che io faccio feccia, ti potrei rispondere così: io posso anche far feccia, ma tu la feccia la frequenti”

Un botta e risposta a distanza tra Fedez e Massimo Giletti. Un inviato de “Lo Stato delle Cose“, programma in onda il lunedì sera su Rai3 con la conduzione del giornalista torinese, ha raggiunto il rapper per chiedergli conto della polemica con Marracash dopo i disordini di Milano: “Che siate d’accordo con me o no, Giletti fa feccia. Sarà montato solo io che dico Giletti fa feccia, ma ho elencato tutta una serie di motivazioni per cui Giletti dovrebbe alzare la schiena, farsi un esame di coscienza e rivalutare la deontologia con cui lavora, per me è impossibile interloquire non con te, ma con il programma su cui atterra questo servizio“, ha detto Fedez davanti alle telecamere attaccando il conduttore.

Dopo una prima replica social (“Io dovrei farmi un esame di coscienza e raddrizzare la schiena? Ne parliamo domani sera”), Giletti ha risposto all’ex marito di Chiara Ferragni in diretta tv: “Se usassi le tue parole, Federico, dato che dici che io faccio feccia, ti potrei rispondere così: io posso anche far feccia, ma tu la feccia la frequenti. Da quella fotografia di Parigi (l’immagine viene mostrata sul led, ndr) nasce il problema, Federico. Dalle frequentazioni da cui non hai mai preso le distanze. Questi due signori, Rosiello, condannato a 3 anni e 8 mesi, e Alex Cologno, a 2 anni e 10 mesi, sono personaggi che ti stavano sempre vicino”.

“Non è un problema mio se faccio un’inchiesta sulla ‘ndrangheta e trovo delle cose strane. Per esempio, che il tuo grande amico Lucci è stato condannato per il momento a 10 anni, ma ne avrà un’altra, credo, tra gli 8 e i 14 anni, a seconda del giudice che deciderà, per spaccio internazionale di droga”, ha continuato Giletti. Accennando poi alla sentenza appena arrivata con cui è stata disposta l’archiviazione del procedimento per diffamazione intentato dal rapper dedicati ai rapporti con Luca Lucci, capo ultrà della Curva Sud del Milan: “La motivazione è che Lucia, cioè tu, e Lucci, quello condannato per un totale di oltre 20 anni credo, siete strettamente legati, ci sono le intercettazioni. È un dato inconfutabile”. “Allora, tu mi inviti a Pulp Podcast: io sono più vecchio, magari prima vieni tu da me e poi io vengo da te a Pulp. Però dire che facciamo feccia… va bene tutto, l’importante è non frequentarla, la feccia”, ha concluso Giletti.

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Fiorello: “Voglio solo dirvi una cosa, non so se sarete felici o no. Vi dico questo e basta, non aggiungo altro. Torneremo su Rai1”

Fiorello ha ancora una volta rivoluzionato il linguaggio televisivo domenica 18 ottobre, alle 20:30 per il lancio de “La Pennicanza“. Lo showman ha debuttato su Rai1 con il varietà di nuova generazione “Tg1 edizione più che straordinaria”, un format innovativo che ha saputo condensare in soli dieci minuti monologhi, musica, balletti, ospiti e momenti di pura improvvisazione.

Al fianco di Fiorello, il fido Fabrizio Biggio, insieme ai volti noti del Tg1 Giorgia Cardinaletti, Laura Chimenti, Emma D’Aquino e Alessio Zucchini. Grande entusiasmo ha suscitato la partecipazione a sorpresa di tre ospiti d’eccezione: Annalisa, Gigi D’Alessio e TonyPitony. A completare lo spettacolo, il corpo di ballo con le coreografie firmate da Luca Tommassini, che hanno aggiunto ulteriore dinamismo e spettacolarità alla serata.

Il risultato? 4.826.000 spettatori con il 26,3%. Ottimo. Ma lo showman e la Rai sembrano averci preso gusto per questo ieri durante “La Pennicanza”, il conduttore sibillino ha accolto gli ascoltatori così: “Voglio solo dirvi una cosa, non so se sarete felici o no. Vi dico questo e basta, non aggiungo altro. Torneremo su Rai1”.

Insomma non resta che aspettare il fatidico annuncio.

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“La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene”: così Andrea Pucci

“Ho preferito tacere e fare un passo indietro davanti alla lobby e all’intellighenzia. Chi ha scatenato tutto quel putiferio ha la capacità di scatenare gli animi. Di fronte a questo, uno si chiede molto pacatamente che cosa me ne frega di fare queste battaglie. Grazie alla mia carriera e alla mia intellighenzia ho raggiunto dei risultati che posso fregarmene e basta”, spiega Andrea Pucci in un’intervista a “Il Giornale” tornando sull’ormai famoso passo indietro a “Sanremo 2026“.

Il comico, considerato vicino al centrodestra, il prossimo 31 ottobre porterà il suo spettacolo, “Dove eravamo rimasti?“, all’Unipol Dome di Milano davanti a tredicimila persone: “La leggerezza è superficialità e derisione? È un pensiero che attribuisco soltanto alla sinistra. Se non sei come loro, se non pensi come loro, se non mangi come loro, allora non va bene”, continua il comico milanese. Andrea Baccan, questo il suo vero nome, rivendica la sua “comicità del popolo” ed è protagonista del nuovo film “Se c’ero dormivo” con Martina Colombari e la regia di Fausto Brizzi: “Proprio con lui, che è un intellettuale di sinistra marito di Silvia Salis, insomma ci siamo capiti subito, cosa me ne frega se è comunista (ride, ndr). Un giorno mi telefona e mi fa: ho un film per te. È un film anti woke e dire che la moglie è la regina del woke. Uscirà a metà febbraio 2027 poco prima o poco dopo Sanremo”.

Nell’intervista rilasciata al quotidiano diretto da Tommaso Cerno, Pucci non risparmia nemmeno “Zelig“: “Non voglio più avere l’esposizione mediatica e televisiva che ho avuto. So quello che valgo e ho imparato a essere un po’ scorpione. Ad esempio, a Zelig non mi facevano andare, poi sono andato e una sera Giancarlo Bozzo (un autore storico della trasmissione, ndr) mi abbraccia e mi fa grazie grazie, sembrava mio fratello. Poco tempo dopo, su Vanity Fair ha detto: Mai piaciuti i comici di destra, specialmente quel Pucci lì. È una battaglia impari, basta“, conclude il comico.

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“Ero a cena con i miei amici rapper e mia madre mi fa ‘non te la mettere più la maglietta traforata X Factor che fa ca**re’ e poi ‘non usare lo stuzzicadenti a tavola’”: l’aneddoto di Jake La Furia

Davanti alla mamma tutti, o quasi tutti, i rapper crollano. È quello che ha raccontato Jake La Furia a Radio 105. In una intervista il giudice di “X Factor 2026” ha rivelato un aneddoto divertente legato ad un evento speciale e intimo.

“Ero a cena con mia madre e mio padre, Ernia e Rkomi. Mentre stavamo mangiando tutti insieme – ha raccontato il rapper – mia madre davanti a tutti questi rapper mi dice delle cose tipo ‘Franci (il vero nome è Francesco Vigorelli, ndr), ma non te la mettere più la maglietta traforata ‘X Factor’ che fa cagare oppure mi dice ‘dai ma non usare a tavola lo stuzzicadenti’. Alla fine le dico ‘minchia oh ma non è che siamo a casa nostra, mamma’”.

Un ritratto inedito del rapper che si mostra a volte ‘duro’, ma in fondo ha il cuore tenero. Un po’ come aveva confermato la conduttrice di “X Factor” Giorgia a FqMagazine, che ha imparato a conoscere il rapper dopo molte puntate.

“Jake noi lo vediamo super hard. – ha detto Giorgia – Lui è forte, lui è determinato, è deciso, sa cosa dire, sa cosa fare. Del resto è ‘La Furia’ e si arrabbia anche. A volte quando si arrabbia è un momentaccio. Ma c’è anche la sua competenza, il suo essere artista… Il suo punto secondo me fragile è che lui in realtà è buono, c’è da gestire questa bontà, come nasconderla più che altro, ma ci prova incessantemente”.

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“Se avessi saputo che quella sarebbe stata l’ultima telefonata con mia madre la conversazione sarebbe stata diversa. Ora devo conviverci”: lo sfogo del principe Harry su Lady Diana

“Se avessi saputo che sarebbe stata l’ultima, quanto diversa sarebbe stata quella conversazione, e sono io ora che devo conviverci”. Il principe Harry aveva solo 12 anni quando la madre lo chiamò per un saluto mentre si trovava a Parigi. Lady Diana ne aveva solo 36 quando di lì a breve la sua auto, lanciata in velocità sotto al tunnel dell’Alma, si sarebbe schiantata contro un pilone durante una fuga forsennata dai paparazzi che la stavano inseguendo. Harry, mentre si trovava a New York per una Masterclass sulla sofferenza legata al lutto, ha affrontato le telecamere di GQ per parlare di nuovo del suo dolore per la perdita prematura della madre e di quell’ultima telefonata, troppo breve, troppo frettolosa. Il principe, all’epoca dei fatti, si trovava in vacanza a Balmoral con la famiglia. Il castello scozzese di pietre grigie e frugalità è un rifugio per i reali, un luogo di pace, natura e spazi di libertà. Quell’altalena nel parco è stata il centro dei giochi per generazioni e quel giorno in cui Diana aveva chiamato i suoi figli per salutarli, loro avevano voglia di tornare ai loro svaghi.

“Penso a mia madre quasi ogni giorno” ha raccontato Harry ricordando pieno di rammarico la voglia di liquidare quella telefonata per correre a giocare con i cugini, durante le vacanze spensierate. Come sarebbe stata la sua vita se la madre fosse ancora viva? Questa è una delle domande che passano più spesso nella sua mente che ha trascorso anni a rispondere distrattamente alla domanda che gli veniva rivolta più frequente: “Come stai?”. “Bene”, la risposta più ovvia, ma poi quello che succede dentro è tutt’altro. Il mondo di Harry è cambiato nel momento in cui è diventato padre. “Il mondo intorno ti guarda e ti dice: è cambiato”. “Cosa si aspettavano – ha commentato Harry – che continuassi a girare per i club ubriacandomi?”. Se la prende con la stampa, tanto per cambiare, accusata ancora una volta di aver tratto molto vantaggio da quella fase della sua vita. Ma oggi è padre e come i tempi cambiano, anche il suo modo di essere padre è cambiato, ha spiegato nella confessione. Ma c’è un filo conduttore che sembra non cambiare mai è la presenza di Diana.

“Sento davvero che esiste ancora una connessione con mia madre. In certi momenti e in alcune fasi della mia vita percepisco la sua energia”. Lui era quel bambino con il viso ipnotizzato dal dolore, ma senza una lacrima da poter versare, che seguiva solenne il feretro della madre per dare al mondo l’immagine della tragedia e del dolore. “A 12 anni non sapevo bene chi fossi, poi, negli anni la resilienza cresciuta dentro di me mi ha fatto capire che quel lutto poteva trattenermi e bloccarmi, oppure aiutarmi a crescere”. Da quel momento, ha confessato con la gamba in continua agitazione su quella sedia di legno affacciata sui grattacieli di New York, le cose sono cambiate in “meglio ma più duramente”. È stato grazie alla terapia che ho capito che la sofferenza di perdere una madre è uno schifo” ha ammesso dopo aver attraversato vent’anni di repressione di ogni emozione, ma la terapia gli ha “dato il permesso di essere in lutto e di piangere”.

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“Una scoperta sensazionale, era caduto in un crepaccio e da allora era rimasto disperso. Quando l’abbiamo assaggiata non ci potevamo credere”: un fusto di birra emerge dai ghiacci dopo 50 anni ed è ancora bevibile

Un fusto di birra smarrito quasi mezzo secolo fa tra i ghiacci dell’Alto Adige è riemerso intatto, è stato riportato a valle e, infine, è stato persino aperto e degustato. A documentare l’insolito ritrovamento, avvenuto a circa 3.000 metri di altitudine sotto il rifugio Sasso Nero, nelle Alpi dello Zillertal, è la storica azienda altoatesina di bevande Harpf, che ha condiviso i dettagli e le fotografie dell’impresa attraverso un post sul proprio profilo Instagram in lingua tedesca.

L’incidente originario risale alla fine degli anni Settanta, come testimonia la data del 1978 incisa direttamente sulla superficie metallica del contenitore. Nel post pubblicato dall’azienda si legge: “Riapparsa dopo circa 50 anni: la birra dal ghiaccio. Una scoperta sensazionale nelle Alpi dello Zillertal è stata recentemente portata alla luce dall’autista di Harpf, Daniel. Un fusto di birra smarrito negli anni ’70 è stato recuperato dopo quasi 50 anni”.

A riportare a valle il reperto non è stato dunque un semplice escursionista di passaggio, ma proprio un dipendente dell’azienda di bevande. Il post chiarisce la dinamica dell’incidente e del recupero: “Anni fa, durante la consegna in elicottero, era caduto in un crepaccio e da allora era rimasto disperso. Quest’anno, sotto il rifugio Sasso Nero a circa 3.000 metri di quota, Daniel ha finalmente ritrovato il fusto di birra un po’ ammaccato, che ha riportato a valle grazie a abili manovre con un carrello”.

L’aspetto più curioso della vicenda riguarda l’eccellente stato di conservazione del contenuto. Le temperature estreme e la copertura glaciale hanno infatti funzionato come una cella frigorifera naturale. L’operazione non si è limitata alla semplice esposizione del reperto: una volta sceso di quota, si è deciso di procedere all’apertura. “La cosa curiosa: il ghiacciaio sembra aver conservato bene la birra nel corso degli anni”, prosegue il resoconto su Instagram. “Un piccolo gruppo di appassionati di birra e curiosi ha spillato e degustato il fusto del 1978 presso Harpf. E, in effetti, nonostante il tempo trascorso, la birra era ancora bevibile”.

Per l’azienda, attiva sul territorio da oltre 140 anni, si è chiuso un cerchio iniziato quasi mezzo secolo prima: “Un’occasione davvero rara ed emozionante, nonché un vero e proprio pezzo di storia della Harpf. Infatti, con ogni probabilità, il fusto proveniva originariamente dai nostri magazzini”.

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E’ morto a 29 anni Antoine de Massy, il cugino del principe Alberto di Monaco: la scoperta perché non c’era al pranzo della domenica, fermato un sospettato. La “maledizione” dei Grimaldi colpisce ancora

È morto a 29 anni Antoine de Massy, nipote della principessa Antoinette (sorella maggiore del defunto principe Ranieri III) e cugino di secondo grado del principe Alberto II di Monaco. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato domenica sera in un parco del Principato, avvolgendo nuovamente la famiglia reale in un lutto improvviso che in molti non hanno esitato a etichettare come l’ennesimo colpo della famigerata “maledizione dei Grimaldi”. Un dramma che si tinge di giallo: lunedì mattina la polizia monegasca ha infatti posto in stato di fermo un uomo, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza proprio nei pressi del luogo del ritrovamento.

L’allarme è scattato domenica a mezzogiorno, quando Antoine de Massy, figlio del barone Christian de Massy e di Cécile Gelabale, non si è presentato al tradizionale pranzo di famiglia. Preoccupati per l’insolita assenza, i parenti hanno allertato la polizia, dando il via alle ricerche. Poche ore dopo, la scoperta: il cadavere del ventinovenne giaceva in un giardino pubblico lungo il boulevard du Larvotto, dietro Villa Sauber. L’area è stata immediatamente transennata per consentire i rilievi scientifici.

“Un’inchiesta è stata aperta per ricercare le cause della morte”, ha confermato il Procuratore generale di Monaco al quotidiano locale Monaco-Matin. E proprio analizzando le registrazioni delle videocamere, gli inquirenti hanno individuato e successivamente fermato un uomo. “Abbiamo dovuto trasformare la cornice procedurale del caso per avere la possibilità di identificare e poi porre in stato di fermo questa persona, per tentare di chiarire le circostanze della morte”, ha precisato il procuratore. Al momento, la Procura non esclude alcuna pista: dalla caduta accidentale all’intervento letale di una terza persona, fino all’omissione di soccorso o a cause naturali. L’uomo fermato è sotto interrogatorio e non è ancora chiaro se sia considerato un sospettato o un semplice testimone chiave. La coppia regnante, il principe Alberto II e la principessa Charlène, ha espresso profonda tristezza attraverso un comunicato ufficiale: “Appassionato di tennis, Antoine era parte di una storia familiare strettamente legata a questo sport nel Principato”.

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“Ho avuto la mia seconda figlia a 56 anni, quando lei avrà 20 anni ne avrò più di 70, è chiaro che non è l’ideale. Sto cercando di costruirle un futuro per quando non ci sarò più”: così Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo nel 2024 è diventato papà per la seconda volta, all’età di 56 anni. Una paternità che è arrivata tardivamente nel caso della sua seconda figlia, mentre Giulia, la sua primogenita, lo aveva fatto diventare padre per la prima volta a 31 anni, nel 1997. Di tempo tra le nascite di Giulia e di Artemisia ne è passato, se si considera che sono intercorsi esattamente 27 anni.

Questa seconda paternità arrivata così avanti nell’età porta con sé qualche preoccupazione per l’attore, che è consapevole che non riuscirà a godersi diversi momenti della vita della secondogenita. Intervistato da Vanity Fair, Gallo spiega infatti che cosa teme: “Il mio rammarico è non sapere se riuscirò a vederla crescere, o a portarla all’altare, anche se mi auguro di sì. Tutto quello che riuscirò a prendermi è già tanto: anche solo quello che sto vivendo con lei adesso, che ha due anni e otto mesi, è un regalo bellissimo”.

Se in passato l’attore ha dichiarato di essere riuscito a condividere pochi momenti con la propria primogenita Giulia, almeno ora può rivendicare con orgoglio il tempo che riesce a trascorrere insieme alla piccola Artemisia: “Mi rendo conto di aver fatto una cosa che, egoisticamente, non è proprio il massimo per una bambina: avere un padre che, quando lei avrà vent’anni, ne avrà settanta. È chiaro che non è l’ideale, ma egoisticamente mi sto godendo mia figlia e sto cercando di costruirle un futuro per quando non ci sarò più“.

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Un uomo steso a terra a pancia in su: ecco la strana forma del piccolo borgo della Sicilia Centuripe

Ha meno di 5.000 abitanti Centuripe, ma la sua particolare conformazione geografica ha fatto sì che il suo nome sia diventato familiare a molti nelle ultime ore. Si tratta, infatti, di un piccolo borgo della Sicilia, in provincia di Enna, che è diventato famoso perché dall’alto la disposizione delle sue case ricorda la sagoma di una persona distesa sulla schiena con le braccia e le gambe aperte.

Le immagini, riprese dall’ANSA, sono diventati virali e hanno fatto scoprire a molti un piccolo comune che ha alle sue spalle una storia millenaria. Le sue origini risalgono addirittura alla preistoria e a indicarlo sono dei ritrovamenti di pitture rupestri in ocra rosso e di alcune incisioni.

La fondazione della città vera e propria risale però al VIII secolo a.C e durante l’età ellenistica, in cui finì per subire pesantemente il condizionamento della Grecia, la città divenne uno dei principali poli di produzione della terracotta dell’intera Sicilia, a tal punto che la ceramica centuripina, con le sue eleganti forme e i colori delicati, fu apprezzata in tutto il mondo antico e divenne un simbolo di raffinatezza e identità culturale.

Anche durante il periodo delle dominazione di Roma, Centuripe mantenne la sua centralità conoscendo il suo periodo d’oro in età imperiale, quando sorsero monumenti, templi, edifici termali e monumenti pubblici. La città, in seguito alla caduta dell’impero romano, conobbe un lungo periodo di abbandono, in parte mitigato dalla fondazione del Santuario della Madonna delle Grazie ad opera degli agostiniani, che divenne un importante centro di fede e devozione popolare.

La rinascita del borgo venne promossa nel XVI secolo dai Moncada, potenti feudatari siciliani, grazie alla ricostruzione di chiese, abitazioni e infrastrutture, che portarono Centuripe ad assumere l’aspetto che tuttora in parte mantiene. Oggi la città sta conoscendo una nuova rinascita, segnata da numerosi lavori di restauro, a cui si affianca la capacità da parte del piccolo centro abitato di attrarre mostre dal respiro internazionale, in grado di trasformare il paese in un autentico polo culturale dell’entroterra siciliano.

Credits: Pio Andrea Peri (ANSA)

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“Il primo sintomo? Lo scambiavo per stanchezza da mamma. Mi sfiniva anche andare a prendere un caffè”: Vanessa Trump racconta il suo il tumore al seno

Una stanchezza fuori dal comune è stato il primo campanello d’allarme. Vanessa Trump, come riportato dal Daily Mail, ha raccontato in una nuova intervista di aver capito di avere un tumore al seno “molto aggressivo” a partire da un affaticamento estremo, un sintomo che per una madre è facile liquidare come normale. Nei sei mesi prima della diagnosi, ha spiegato, anche una semplice sosta al bar la lasciava esausta.

L’ex moglie di Donald Trump Jr. ha parlato in un video diffuso sabato 24 ottobre, registrato con la figlia Kai e con la dottoressa Nicole Saphier in occasione del mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Oggi, ha detto, è fuori pericolo: i risultati dell’ultima risonanza magnetica sono risultati puliti.

Trump ha anche fornito dettagli rari sul percorso di cura per il carcinoma duttale invasivo: è stata sottoposta a una lumpectomia, l’intervento che asporta il tumore insieme a un sottile margine di tessuto sano, seguita da un ciclo di radioterapia in tre sedute. Il tumore, ha precisato, non è di origine genetica ma legato a fattori ambientali. Per i prossimi cinque-dieci anni dovrà controllarsi con esami diagnostici tre o quattro volte l’anno.

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“La mia esperienza di malattia mi ha allargato il cuore. Ora sto meglio”: Antonella Elia torna a casa dopo l’intervento di rimozione del tumore

Antonella Elia, dopo i giorni di convalescenza in ospedale in seguito all’intervento per rimuovere un tumore, è tornata a casa ed è da lì che ha voluto condividere un messaggio sui propri canali social indirizzato ai suoi follower.

“Questa esperienza di malattia mi ha fatto sentire così vicina a tutti voi – amici che conosco fisicamente e amici virtuali – perché mi avete comunicato così tanto amore, tanto sostegno, tanta comprensione, tanto affetto che la mia esperienza di malattia mi ha allargato il cuore. Ammetto: ho bisogno di sentirmi amata. Voi direte: ‘Ce l’avrai qualcuno che ti ama’. Sicuramente, ma questo amore gigantesco di cui mi avete rimpito mi ha fatto sentire protetta e accudita” ha spiegato Elia nel suo videomessaggio.

“Spero di riuscire a comunicare qualcosa di vero, profondo e utile, non soltanto a me che ho goduto del privilegio del vostro amore, ma anche alle persone malate che stanno affrontando una situazione brutta, dolorosa, grave, l’esperienza della fragilità umana” ha poi proseguito la showgirl. “La fragilità umana è bellissima, è la cosa in cui io più credo: mostrare se stessi e la propria umiltà, la propria miseria, la propria precarietà perché proprio questo porta alla solidarietà all’empatia e all’amore” ha spiegato Elia.

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Atterraggio da brividi: i piloti del jet riprendono il controllo mentre la tempesta Boelo spazza l’Inghilterra – VIDEO

Un aereo passeggeri della Jet2 è stato filmato mentre usciva di pista sull’erba all’aeroporto di Birmingham domenica 25 ottobre, mentre il vento di Boelo spazzava le Midlands, la regione situata al centro dell’Inghilterra. Si tratta di un Boeing 737-800, marche G-JZHE, operante il volo LS1310 da Venezia.

Il video mostra la dinamica. Nell’avvicinamento il jet, al contatto con l’asfalto, rimbalza leggermente e ruota sul proprio asse mentre è ancora in aria. Al successivo contatto con la pista il muso è puntato fuori dalla striscia d’asfalto. Per la velocità l’aereo finisce sull’erba, con polvere e fango sollevati dalle ruote, poi i piloti riescono a correggere la traiettoria e a raddrizzarlo sulla pista.

Cosa dice la compagnia

La versione di Jet2 è più sobria del video. Un portavoce ha spiegato al Mirror che il velivolo si è spostato temporaneamente fuori dalla pista dopo l’atterraggio per le condizioni meteo eccezionali causate dalla tempesta Boelo, è subito rientrato in pista, ha raggiunto il parcheggio e tutti i passeggeri sono scesi regolarmente. Nessuno è rimasto ferito.

(Frame foto video @Airport Action / Youtube)




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