Dois proscritos a endireitar a realidade que se mantém torta



O Barcelona recebeu uma multa de 602 euros (cerca de US$ 672) da Federação Espanhola de Futebol nesta terça-feira (27), após uma denúncia do Atlético de Madrid sobre o contato do clube catalão com o atacante Julián Álvarez.
O Atlético acusou o Barcelona de abordar o argentino, cujo contrato com o clube madrilenho vai até junho de 2030, sem notificá-lo previamente por escrito.
A punição está prevista no artigo 133 do regulamento da federação. O Atlético também apresentou uma queixa à Fifa, mas a entidade afirmou não ter jurisdição para analisar o caso.
Para Álvarez, porém, o trabalho para reparar a relação com a torcida tem sido muito mais público.
O atacante marcou o gol da vitória do Atlético sobre o Deportivo La Coruña no sábado (24), balançando as redes pela segunda partida consecutiva. Com o resultado, a equipe ficou a dois pontos do Barcelona, líder de LaLiga, antes de o argentino pedir desculpas por manifestar o desejo de defender o rival.
“Foi um erro. Entendo por que os torcedores estão bravos. Se eu fosse torcedor, também estaria. Principalmente considerando o apoio que eles me dão desde que cheguei”, afirmou Álvarez.
O jogador se referia a uma entrevista concedida durante a Copa do Mundo de 2026, na qual declarou que “queria realizar o sonho” de jogar pelo Barcelona. A fala desencadeou uma disputa envolvendo uma possível transferência, que se estendeu por toda a janela de transferências do verão europeu.
Vaiado com frequência pela torcida da casa nesta temporada, Álvarez recebeu aplausos de pé de parte dos torcedores após marcar no sábado. A reação foi um sinal de que a relação entre o atacante e os fãs do Atlético, no Estádio Metropolitano, começa a melhorar.
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© FILIPE AMORIM
Sevilla, España, 26 oct (Prensa Latina) El Sevilla consolidó hoy su sexto puesto en la Liga española de fútbol, tras vencer 2-0 al Osasuna en el cierre de la jornada 10.
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Bomber e gentiluomo. Il Pallone d’Oro assegnato al centravanti inglese Harry Kane premia non solo uno degli uomini gol più prolifici dell’ultimo decennio, ma anche un campione che sfugge agli stereotipi del football moderno. Nella patria dei tabloid e di una certa informazione scandalistica, Kane non ha mai regalato titoli a effetto. Al contrario: se c’è una critica nei suoi confronti, è quella di essere un po’ noioso, poco appariscente. Non si ubriaca. Non si tatua. Non fa scappatelle. Non coltiva hobby particolari, tranne il golf, che, come scrisse una volta Oscar Wilde “è il sistema migliore per rovinare una passeggiata sui prati”.
Le ragioni del trionfo nel Pallone d’Oro di Kane, quinto giocatore del football inglese a riceverlo – l’ultimo, nel 2001, era stato Michael Owen – sono però di natura calcistica. La stagione 2025-2026 è stata la migliore di questo attaccante nato il 28 luglio 1993 a Walthamstow – area a Est di Londra -, entrato a sei anni nella scuola calcio dei Ridgeway Rovers e a otto trasferito all’accademia dell’Arsenal, dove fu presto rilasciato perché “un po’ paffuto”: Harry ha firmato 61 gol con la maglia del Bayern Monaco e 12 con la nazionale. Kane è ripartito in quella attuale a passo di carica: 10 reti in 12 gare, per un totale di 156 in 159 presenze con i bavaresi. L’uragano Harry è a quota 543 in carriera: 452 con i club (280 con il Tottenham, 16 nei prestiti con Leyton Orient, Millwall, Norwich e Leicester, 156 con il Bayern) e 91 con l’Inghilterra, di cui è il King di tutti i tempi. Ma Kane non è solo uno spietato killer dell’area: ha la visione di un trequartista e la capacità di mandare a segno i suoi compagni. Un attaccante moderno, versatile, abile con i piedi e bravissimo in acrobazia.
Cresciuto con il mito di David Beckham, Kane nel 2009 fu arruolato dal Tottenham. Dopo una serie di prestiti (Leyton Orient, Millwall, Norwich e Leicester), nel 2013 avvenne finalmente il decollo in prima squadra. La data storica del gol numero uno in Premier (il totale è di 213) è il 2 novembre 2014, avversario l’Aston Villa. Kane non consuma alcol, segue una dieta curata da uno chef privato, è il primo ad arrivare al centro tecnico e l’ultimo a uscire. “Desidero chiudere la carriera senza rimpianti. Non vorrei mai guardarmi indietro e pensare che avrei dovuto rispettare le regole per fare meglio”.
La gestione di Kane è un affare di famiglia. Il fratello Charlie è l’agente. Il padre Patrick si occupa della parte finanziaria. Il profilo basso e il senso della misura sono riconducibili alle origini e all’educazione ricevuta. I genitori di Kane sono nati a Galway, città della costa occidentale irlandese. Il fratello maggiore Charlie è stato a lungo il supereroe di Harry e affidare a lui la gestione degli affari è stato un fatto naturale. In un articolo per “Players’ Tribune”, Harry ha ricordato di andare spesso in un parco dietro casa per giocare a calcio con suo padre e il fratello. “Niente porte. Niente campo da gioco vero e proprio – il racconto -. Bastava un po’ d’erba, due alberi ed eravamo felici. Devo ringraziare mio fratello Charlie per avermi sfidato uno contro uno per migliaia di ore e di avermi permesso di essere qualche volta Teddy Sheringham, uno dei miei idoli. Mio padre mi aiutò dopo la bocciatura dell’Arsenal. Era piccolo, avevo solo otto anni e mi disse le parole giuste ‘Non preoccuparti, Harry. Lavoreremo di più e troveremo un’altra squadra, va bene? E così è stato”.
Una famiglia “open mind”, di mentalità aperta. Non c’è quindi da sorprendersi che abbia prodotto un campione attento alle questioni sociali. Kane è da sempre in prima linea nella battaglia contro le discriminazioni e uno dei portavoce nel calcio della comunità LGBTQ+. È un figlio dell’Inghilterra blairiana, di una nazione che, alla fine degli anni Novanta, si aprì al mondo, salvo poi fare marcia indietro con la Brexit. È stato uno dei sostenitori del Black Live Matter (traduzione: le vite nere contano), il gesto dell’inginocchiamento rispettato a lungo in Premier League per ricordare la morte di George Floyd, ucciso dalla polizia americana a Minneapolis il 25 maggio 2020.
“Non esageriamo, non sono un asceta – le parole di Kane al magazine del Times nel 2019 -. In estate qualche mojito me lo concedo. E se stiamo in vacanza, la sera qualche volta si fa tardi. Durante l’annata calcistica però non sgarro mai. Ho una routine che rispetto con scrupolo. Sarò noioso, ma lo sport non è solo divertimento”. Meglio, durante la stagione, una tazza di tè. Una volta, dopo una tripletta, Kane telefonò alla moglie per esprimere la sua felicità e Kate, conosciuta ai tempi della scuola e sposata nel 2018, rispose: “Well done, you can make a cup of tea when you get home”. Una tazza di tè quando torni a casa, dove ti aspettano la compagna della vita e quattro figli (Ivy, Vivienne, Louis e Henry): c’è tutta la sottile ironia britannica in questa frase.
Dal 2023, Kane vive a Monaco di Baviera. I tre anni con il Bayern hanno colmato una lacuna importante della carriera. Nelle stagioni inglesi, nessun titolo. Neppure lo straccio di un trofeo da sollevare, a parte quelli individuali. In Germania, due campionati, due supercoppe e una coppa nazionale: i sogni, legittimi, sono la Champions e l’europeo 2028 con l’Inghilterra. Kane si è inserito senza problemi nello stile di vita tedesco, partecipando anche all’Oktoberfest, vestito alla bavarese. “È diverso da Londra – le sue parole -, ma le persone a Monaco di Baviera sono state davvero accoglienti. C’è molto spazio per vivere all’aria aperta ed è fantastico per la mia famiglia. È stata una scelta positiva. Siamo davvero felici qui”. A casa, ora, c’è un nuovo trofeo da accarezzare con orgoglio: il Pallone d’Oro. Meritatissimo.
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© JOSE SENA GOULAO/LUSA
O treinador Ronald Molina deixou o comando técnico da equipa de futebol do Vizela por motivos pessoais, após apresentar um pedido de saída aceite pela SAD do clube, anunciou a formação da II Liga portuguesa.
Em comunicado, a SAD vizelense agradeceu ao técnico “o profissionalismo, a dedicação e o compromisso” demonstrados ao longo de mais de quatro anos ao serviço do clube, desejando-lhe felicidades pessoais e profissionais.
O técnico chegou ao clube em 2022, começando por ser treinador adjunto. Molina, de 38 anos, passou ainda pelos sub-23, antes de assumir o comando da equipa principal nos últimos 12 jogos da época passada.
Marcos Bastidas, treinador da equipa de sub-23, vai orientar o treino da equipa principal desta segunda-feira, o primeiro da semana, informou ainda a sociedade desportiva.
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Declarações após o jogo Nacional-SC Braga (1-0), da nona jornada da I Liga portuguesa de futebol, disputado hoje no Estádio da Madeira, no Funchal:
– Franclim Carvalho (treinador do SC Braga): “É uma estreia [no campeonato] amarga para mim e um jogo amargo para nós. Apresentámos uma cara diferente, que não é a nossa e que não pode ser a nossa. Esta camisola, este símbolo, requer muita responsabilidade e, acima de tudo, outra atitude, que nós não tivemos e que vamos ter de passar a ter.
Tivemos muita posse de bola, andámos muito perto da área do adversário, algo também consentido pelo adversário, obviamente, mas não fomos incisivos. Isso refletiu-se em dois ou três remates à baliza do adversário e zero golos, porque faltou exatamente isso. Faltou muito mais incisão e muito mais agressividade no último terço.
Temos de ter muito mais agressividade quando temos a bola, temos de ter muitos mais movimentos com bola, os jogadores que não têm a bola têm de ter outra mobilidade e temos de ser mais incisivos na frente”.
– Bruno Abreu (treinador do Nacional): Sentimento de dever cumprido, essencialmente pela felicidade de ter visto a atitude que os jogadores tiveram. […] Eu já tinha dito que havia muita vontade e que estava com boas sensações, fruto daquilo que via no microciclo semanal. Os jogadores tiveram uma atitude fantástica e acreditaram. Fico feliz por isso. O dever cumprido é pela conquista dos três pontos.
A equipa teve uma atitude fantástica, defendeu muito bem sem estar perto da baliza. Queríamos fechar bem os espaços e poder depois aproveitar algum deslize da equipa do Sporting de Braga. A nossa estratégia assentou nesse aspeto.
“Acho que o mais importante, sem descurar as questões táticas e de organização, tem a ver com a mentalidade e como encaramos o jogo. Independentemente de jogarmos da forma que perspetivamos, eu acho que o importante é a questão mental. E, no fundo, houve algum trabalho nesse sentido”.
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Declarações após o jogo Rio Ave-Famalicão (0-4), da nona jornada da I Liga portuguesa de futebol, disputado hoje no Estádio do Rio Ave FC, em Vila do Conde:
– Ricardo Silva (treinador interino do Famalicão): “A equipa deu uma belíssima resposta. Os jogadores interpretaram muito bem os processos que procurámos transmitir e trabalhar durante a semana. Conseguimos uma vitória que permite devolver aos adeptos a confiança e a alegria de apoiar o clube.
Vínhamos de momentos diferentes. O Rio Ave estava embalado por duas vitórias e nós atravessávamos uma fase menos conseguida. Mas, pela forma como os jogadores trabalharam e responderam durante a semana, tinha a certeza de que daríamos uma resposta positiva.
Se estava à espera deste resultado? Não vou mentir, não estava. Mas esperava esta atitude e esta demonstração de força. Os jogadores não me surpreenderam pelo que colocaram em campo, embora o resultado tenha superado aquilo que esperava.
Esta vitória não é minha nem do treinador Carlos Carvalhal. É inteiramente dos jogadores, pelo trabalho que fizeram e por acreditarem numa ideia que lhes foi proposta. Foram eles que ganharam este jogo, por eles próprios e por todos os que vieram apoiar-nos.
Enquanto treinador interino, compete-me fazer os jogadores acreditar que têm capacidade para resolver os problemas. Sinto uma felicidade enorme e o dever cumprido. A administração tomará a decisão que entender ser melhor para o futuro do Famalicão e estarei sempre disponível para ajudar, seja nesta posição ou noutra função.
Fico extremamente feliz pelo Óscar Aranda. Todos conhecemos as suas qualidades e, depois dos problemas físicos que atravessou, precisava de um momento destes para recuperar a confiança. Trabalhámos nos treinos os movimentos em que pode ser decisivo e ele conseguiu concretizá-los”.
– Vasco Seabra (treinador do Rio Ave): “Compreendo que os adeptos tenham razões para assobiar ou aplaudir. Pagam as quotas, gostam do clube e têm todo o direito de expressar as suas emoções. Temos de conseguir trazê-los para o nosso lado com atitude, paixão e compromisso.
O resultado é ingrato, demasiado expressivo e penalizador perante aquilo que foi o desempenho das duas equipas. Temos de dar os parabéns ao Famalicão, que é uma boa equipa, com bons valores individuais, mas houve momentos-chave que marcaram o jogo.
O primeiro foi o golo num remate de longe, que desbloqueou a partida. Depois, tivemos uma oportunidade do Blesa, isolado, em que o guarda-redes defendeu para o poste. Se tivéssemos empatado nesse momento, acredito que poderíamos ter levado o jogo mais para o nosso lado.
Até ao segundo golo, competimos e procurámos sempre chegar ao empate. Depois, a equipa perdeu energia e capacidade competitiva. Isso demonstra que estamos a dar passos, mas ainda não conseguimos ser a equipa que queremos durante os 90 minutos.
Aceitei este desafio por acreditar que podemos construir algo positivo juntos. Queremos criar uma cultura e uma mentalidade vencedoras, em que cada duelo e cada centímetro de relva sejam disputados para ganhar. Essa mentalidade não se constrói em dois dias.
Não podemos entrar em euforia quando ganhamos, nem em depressão quando perdemos. Temos de manter o equilíbrio, perceber o que fizemos bem e mal e continuar a trabalhar. Tenho a certeza de que estaremos melhores na próxima semana e ainda melhores daqui a um mês”.
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O Nacional, ainda sob o comando técnico do interino Bruno Abreu, venceu hoje o SC Braga, por 1-0, num jogo da nona jornada da I Liga portuguesa de futebol em que os madeirenses souberam sofrer.
Un golo de Miguel Baeza, aos 19 minutos, decidiu a partida a favor do emblema insular, que vinha de seis derrotas consecutivas para o campeonato, sendo que os minhotos tiveram muita bola, mas criaram poucos lances de perigo, em partida disputada no Estádio da Madeira, no Funchal.
Com este triunfo, o Nacional ascendeu ao 15.º lugar e ‘respira’ melhor na classificação, fora da zona de despromoção, com sete pontos, tantos como o Casa Pia, 16.º, em zona de disputa de play-off de manutenção, e do Rio Ave, 17.º, em zona de descida direta.
Por sua vez, o conjunto minhoto, sem vencer há quatro jogos para a Liga, com três derrotas e um empate, segue na nona posição, com 11 pontos, mais longe dos lugares ‘europeus’.
O SC Braga teve sempre mais posse de bola praticamente desde início, contudo, com pouca objetividade, sobretudo nos primeiros 45 minutos, diante de um Nacional sempre confortável a jogar em bloco baixo.
A estratégia teve os efeitos pretendidos e, após um primeiro quarto de hora sem ocasiões a registar, os madeirenses chegaram mesmo à vantagem, na melhor jogada coletiva do primeiro tempo.
Após um lance bem trabalhado pela esquerda, Son Min-kyu encontrou Miguel Baeza solto de marcação à entrada da área, com o espanhol a rematar sem hipóteses para Bernardo Fontes, ao minuto 19.
Em desvantagem, a toada manteve-se e o SC Braga apenas criou uma oportunidade flagrante até ao intervalo, na sequência de um cruzamento bem medida de Gabriel Silva, com Pau Victor, em excelente posição na área, a cabecear ligeiramente ao lado, aos 34.
Após o descanso, Franclim Carvalho procedeu a uma tripla alteração, fazendo entrar João Moutinho, Dorgeles e Gabri Martinez, por Tommy Marquês, Gorby e Gabriel Silva, em claro descontentamento com o desempenho na primeira parte.
As trocas não surtiram o efeito pretendido e demorou até que o SC Braga conseguisse imprimir maior dinâmica num desafio que correu quase sempre de feição para os insulares.
A primeira oportunidade no segundo tempo até surgiu de bola parada, pelo recém-entrado Moutinho, que assumiu a cobrança de um livre direto e ‘atirou’ perto do poste da baliza à guarda de Renato Marín, aos 52.
Empolgados pelo público, os jogadores do Nacional começaram a acreditar cada vez mais e quase fizeram o 2-0, pouco depois, por Stavros Gavriel, num lance de contra-ataque em que Bernardo Fontes foi obrigado a defesa apertada.
Por volta do minuto 70 e numa fase em que os bracarenses praticamente só recorriam a cruzamentos, quase todos sem sucesso, Fran Navarro cabeceou à barra, na melhor oportunidade dos minhotos na etapa complementar.
Os bracarenses foram perdendo discernimento, ao passo que os jogadores ‘alvinegros’ conseguiram gerir as incidências sem problemas de maior, até que o árbitro apitou para o fim, provocando uma enorme ‘explosão’ da alegria nas bancadas, com o regresso do Nacional aos triunfos, seis jogos depois.
Jogo realizado no Estádio da Madeira, no Funchal.
Nacional – SC Braga, 1-0.
Ao intervalo: 1-0.
1-0, Miguel Baeza, 19 minutos.
– Nacional: Renato Marin, José Vítor, William Kokolo, Francisco Gonçalves, Matheus Dias, Markus Jensen (Deivison Souza, 68), Chiheb Labidi (Danel Dongmo, 77), Miguel Baeza (Daniel Júnior, 86), Stavros Gavriel, Song Min-kyu (Matchoi Djaló, 68) e Njoya Abdel (Pablo Ruan, 77).
(Suplentes: João Gonçalves, Daniel de la Cruz, Deivison, Ivanildo Fernandes, José Gomes, Matchoi Djaló, Danel Dongmo, Joel Silva, Fernando Nava, Pablo Ruan, Daniel Júnior e Allen Obando).
Treinador: Bruno Abreu.
– SC Braga: Bernardo Fontes, Victor Gómez, Bright Arrey-Mbi (Denis Huseinbasic, 76), Sergio Barcia, Gustaf Lagerbielke, Tommy Marqués (João Moutinho, 46), Gorby Baptiste (Mario Dorgeles, 46), Pau Victor, Gabriel Silva (Gabri Martinez, 46), Ricardo Horta e Jovan Milosevic (Fran Navarro, 62).
(Suplentes: João Carvalho, Diogo Travassos, Vítor Carvalho, Adrian Bajrami, Adrian Barisic, João Moutinho, Demir Tiknaz, Denis Huseinbasic, Diego Rodrigues, Mario Dorgeles, Fran Navarro e Gabri Martínez).
Treinador: Franclim Carvalho.
Árbitro: José Bessa (AF Porto).
Ação disciplinar: Cartão amarelo para Francisco Gonçalves (33), Sergio Barcia (79), Stavros Gavriel (86) e Gustaf Lagerbielke (90+4).
Assistência: 2.071 espetadores.
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O Famalicão goleou hoje o Rio Ave 4-0, na nona jornada da I Liga de futebol, numa estreia vitoriosa do interino Ricardo Silva, perante uma equipa vila-condense sem reação.
Beney (48 minutos), Pedro Santos (81) e Aranda (85 e 90+5), o último de grande penalidade, marcaram os golos dos minhotos, hoje com uma exibição pragmática, que quebrou uma série de duas derrotas consecutivas em todas as competições.
Orientados interinamente por Ricardo Silva, antigo adjunto de Carlos Carvalhal, que deixou o clube após a eliminação da Taça de Portugal, os famalicenses apresentaram-se mais perigosos na primeira parte, apesar do equilíbrio inicial.
A superioridade famalicense traduziu-se nas oportunidades de Mathias de Amorim, que rematou por cima aos 21 minutos, e, sobretudo, nas intervenções de Vítor Hugo, que negou o golo a Szucs e Léo Realpe, aos 23 e 24, respetivamente.
Do lado vila-condense, a produção ofensiva resumiu-se praticamente a um cabeceamento de Jalen Blesa, aos 30 minutos, defendido sem dificuldades por Carevic, mantendo-se o empate sem golos até ao intervalo.
A igualdade foi desfeita logo no arranque da segunda parte, com Beney a aproveitar espaço na direita e, com um belo remate de fora da área, inaugurou o marcador, aos 48, num ‘tiro’ sem possibilidade de defesa.
Em desvantagem, o Rio Ave procurou assumir maior iniciativa, mas continuou a revelar dificuldades na criação de oportunidades, tendo, aos 73 minutos, desperdiçado a melhor ocasião, quando Blesa, isolado, rematou para uma defesa de Carevic, que desviou a bola para o poste.
O lance marcou o último momento de verdadeira ameaça dos vila-condenses, que perderam consistência na reta final e permitiram ao Famalicão transformar uma vantagem mínima numa goleada, com dois ‘trunfos’ vindos do banco.
Aos 81 minutos, Pedro Santos concluiu de primeira uma jogada construída por Sorriso, ampliando a diferença, antes de assistir Óscar Aranda, que, quatro minutos depois, finalizou em esforço, regressando aos golos mais de um ano e meio depois de ter sofrido uma lesão grave.
Já nos descontos, uma falta de Petrasso sobre Mathias de Amorim dentro da área permitiu a Óscar Aranda elevar-se a figura da noite e ‘bisar’, na conversão de uma grande penalidade, fixando o resultado final em 4-0.
Jogo no Estádio do Rio Ave Futebol Clube, em Vila do Conde.
Rio Ave – Famalicão, 0-4.
Ao intervalo: 0-0.
0-1, Beney, 48 minutos.
0-2, Pedro Santos, 81.
0-3, Aranda, 85.
0-4, Aranda, 90+5 (grande penalidade).
– Rio Ave: Vítor Hugo, João Tomé (Zé Carlos, 66), Petrasso, Ntoi, Vrousai, Liavas (Spikic, 82), Diogo Nascimento, Clemmensen (Sellouki, 66), Miguel Patrício (Galcik, 77), Diogo Bezerra (Tamble Monteiro, 82) e Jalen Blesa.
(Suplentes: Van der Gouw, Simon Garcia, Gustavo Mancha, Zé Carlos, Nikitscher, Sellouki, Ryan Guilherme, Antoine, Galcik, Spikic e Tamble Monteiro).
Treinador: Vasco Seabra.
– Famalicão: Carevic, Victor Rofino, Léo Realpe, Gustavo Garcia, Rodrigo Pinheiro, Szucs (Pedro Santos, 60), Tom van de Looi (Marcos Peña, 83), Beney (Paulo Moreira, 66), Mathias de Amorim, Sorriso (Aranda, 83) e Koutsias (Patrício Salas, 60).
(Suplentes: Zlobin, Gabriel Cabral, Van Breemen, Serafimovic, Jangeal, Paulo Moreira, Pedro Santos, Marcos Peña, Patricio Salas, Aranda e Abubakar).
Treinador: Ricardo Silva.
Árbitro: Hélder Carvalho (AF Santarém).
Ação disciplinar: Cartão amarelo para Vasco Seabra (40), Miguel Patrício (42), Zé Carlos (80) e Petrasso (90+3).
Assistência: 3.024 espectadores.
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O Moreirense venceu hoje por 3-1 na visita ao Estoril Praia, na nona jornada da I Liga portuguesa de futebol, e regressou aos triunfos no campeonato, enquanto os ‘canarinhos’ continuam sem ganhar.
No Estádio António Coimbra da Mota, a formação de Moreira de Cónegos adiantou-se no marcador com um golo de Manuel Mendonça, aos 12 minutos, e ampliou a vantagem com tentos de Tiago Andrade, aos 15, e Nile John, aos 28, com a equipa da casa a reduzir por Peixinho, aos 90+4.
Com este resultado, o Moreirense regressa aos triunfos, depois de dois jogos sem vencer, e passa a somar 11 pontos, no 10.º posto da I Liga, enquanto o Estoril Praia, orientado pelo interino Sérgio Raimundo depois da saída de Vasco Matos, averbou a quarta derrota seguida e é a única equipa sem vitórias, estando no 18.º e último lugar, com apenas dois pontos.
Jogo realizado no Estádio António Coimbra da Mota, no Estoril.
Estoril Praia – Moreirense, 1-3.
0-1, Manuel Mendonça, 12 minutos.
0-2, Tiago Andrade, 15.
0-3, Nile John, 28.
1-3, Peixinho, 90+4.
– Estoril Praia: Joel Robles, Ricard Sánchez (Pedro Carvalho, 46), Xavi, Ferro, Jurišić, Tsoungui (Xeka, 69), Holsgrove, João Carvalho (Peixinho, 58), Guitane, Omerovic (Lacximicant, 46) e Camblan (Medrano, 58).
(Suplentes: Martin Turk, Pedro Carvalho, Samuel Amissah, Jordan Arnolin, Stelios Andreou, Ismael Sierra, Medrano, Tiago Parente, Robin, Xeka, Lacximicant e Peixinho).
Treinador: Sérgio Raimundo.
– Moreirense: André Ferreira, Dinis Pinto, Kevyn, Gilberto Batista, Francisco Domingues, Guilherme Liberato, Manuel Mendonça (Rodrigo Alonso, 58), Nile John (Landerson, 69), Kiko Bondoso (Stjepanović, 69), Vonić (Lincon, 80) e Tiago Andrade (Álvaro Martínez, 80).
(Suplentes: Francisco Barbosa, Aranha, Leandro Santos, Janderson, Álvaro Martínez, Stjepanović, Afonso Assis, Chipyoka Songa, Rodrigo Alonso, Lincon e Landerson).
Treinador: Vasco Botelho da Costa.
Árbitro: Carlos Macedo (AF Braga).
Ação disciplinar: Cartão amarelo para Omerovic (23), Tsoungui (26), Gilberto Batista (90) e Lacximicant (90+2).
Assistência: 2.184 espetadores.
(em atualização)
O conteúdo Moreirense regressa às vitórias na visita ao Estoril Praia aparece primeiro em O MINHO.
O Sporting vai tentar manter hoje a desvantagem atual para o comandante da I Liga de futebol, quando receber o Académico de Viseu, em jogo da nona jornada da prova.
Depois de o FC Porto, campeão nacional e líder isolado do campeonato, com 27 pontos, ter vencido no sábado em Barcelos o Gil Vicente por 1-0, os ‘leões’, atuais terceiros, precisam de manter pelo menos a desvantagem com que partiram para a ronda, que se cifrava nos seis pontos, pelo que os três pontos são determinantes para se manterem na corrida ao título.
Do outro lado, apresenta-se um Académico de Viseu que regressou esta temporada à I Liga e que se encontra a fazer um campeonato acima da média, ocupando o sexto posto, com 14 pontos, e tendo já ‘arrancado’ um surpreendente empate em casa do Benfica, na ronda inaugural.
Além do embate de Alvalade, hoje, realizam-se ainda mais três jogos para a I Liga, com o Estoril Praia a receber o Moreirense, o Rio Ave o Famalicão e o Nacional o SC Braga.
– Sexta-feira, 23 out:
Vitória SC – Marítimo, 5-0
– Sábado, 24 out:
Estrela Amadora – Casa Pia, 0-2
Alverca – Arouca, 0-1
Gil Vicente – FC Porto, 0-1
– Domingo, 25 out:
Estoril Praia – Moreirense, 15:30
Rio Ave – Famalicão, 18:00
Nacional – SC Braga, 18:00
Sporting – Académico de Viseu, 20:30
– Segunda-feira, 26 out:
Santa Clara – Benfica, 17:45 locais (18:45, horas de Lisboa)
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O FC Porto venceu hoje no terreno do Gil Vicente por 1-0, com o golo decisivo a ser apontado por Borja Sainz, que premiou uma exibição de domínio, ainda que pouco inspirado.
Com a formação de Barcelos, que ficou reduzida a 10 jogadores, aos 81 minutos, por cartão vermelho direto mostrado a Marvin Elimbi, a mostrar uma postura mais resguardada, o golo do extremo espanhol, aos 63 minutos, materializou o domínio portista.
Com este resultado, os ‘dragões’ chegam a um pleno de nove vitórias no campeonato (27 pontos), que é já o melhor arranque do clube desde 1939/40, quando conseguiu um registo imaculado nas 13 rondas inaugurais.
O conjunto ‘azul e branco’ pressiona os rivais Benfica e Sporting, que completam o pódio e ainda não entraram em campo na jornada nove, ficando a oito e nove pontos de distância, provisoriamente.
Por sua vez, os barcelenses veem interrompido um ciclo de três vitórias seguidas, entre I Liga e Taça de Portugal, mantendo os 14 pontos, de momento na sétima posição.
Do lado gilista, Luís Pinto fez entrar Joelson e Walace França para os lugares de Gil Martins e Kaba, numa linha de continuidade em relação ao triunfo em Braga (2-1), da última ronda, na segunda-feira.
O campeão nacional apenas apresentou duas trocas face à derrota frente ao PSV Eindhoven (1-0), na terça-feira, para a Liga dos Campeões, com André Silva a render Samu e Borja Sainz a substituir Pietuszewski, após o polaco, que estava previsto iniciar, ter sentido um desconforto na coxa esquerda durante o aquecimento.
Logo ao sexto minuto, o perigo surgiu nos dois sentidos, primeiro na área portista, com Santi García a permitir o corte de Alberto Costa no momento decisivo e, no contra-ataque dos visitantes, o guarda-redes Lucão negou a Borja Sainz um golo praticamente certo.
Já em cima do intervalo, Jan Bednarek testou os melhores reflexos do guardião gilista, em cabeceamento na sequência de um pontapé de canto.
Na metade complementar, o FC Porto intensificou a sua pressão sobre a linha defensiva contrária e acabou por chegar à vantagem.
Aos 63 minutos, Froholdt cruzou pelo corredor direito para Samu, que não conseguiu captar a bola e viu-a sobrar para Sainz, que, ao segundo poste, recebeu com o peito e, sem deixar o esférico, atirou para o fundo das redes.
Após chegarem à vantagem, os líderes do campeonato permitiram ao Gil Vicente uma boa ocasião de golo, aos 80 minutos, quando Murilo obrigou Diogo Costa a uma intervenção muito apertada, a partir de um remate de meia-distância.
Logo a seguir, Elimbi foi expulso, de forma direta, num lance em que entrou de forma perigosa sobre Pepê, quando este lhe escapou em velocidade e ganhava uma posição muito vantajosa rumo à baliza.
Com a vantagem numérica, o FC Porto teve facilidades em ‘congelar’ a vantagem mínima até final e impôs um fim à sequência de duas derrotas consecutivas, ambas na Liga dos Campeões, a pior desde que Francesco Farioli assumiu o comando técnico.
Jogo realizado no Estádio Cidade de Barcelos, em Barcelos.
Gil Vicente – FC Porto, 0-1.
Ao intervalo: 0-0.
0-1, Borja Sainz, 63 minutos.
– Gil Vicente: Lucão, Ricardo Esgaio, Jonathan Buatu, Marvin Elimbi, David Moreira, Santi García (Guilherme Gomes, 75), Andreas Lausen (Zé Carlos, 60), Diogo Prioste (Tidjany Touré, 75), Murilo Souza, Walace França (Mohamed Kaba, 60) e Joelson Fernandes (Gil Martins, 60).
(Suplentes: André Picornell, Samuel Portugal, José Silva, Antonio Espigares, Zé Carlos, Tidjany Touré, Guilherme Gomes, Gil Martins, Agustín Moreira, Gonçalo Maia, Mohamed Kaba e Martín Fernández).
Treinador: Luís Pinto.
– FC Porto: Diogo Costa, Alberto Costa, Jan Bednarek, Jakub Kiwior, Zaidu Sanusi, Pablo Rosario (Alan Varela, 72), Gabri Veiga (Hwang In-Beom, 46), Victor Froholdt, Pepê, André Silva (Samu, 59) e Borja Sainz (Santiago Gimenez, 72).
(Suplentes: Cláudio Ramos, Chris Smalling, Samu, Hwang In-Beom, Nehuén Pérez, Alan Varela, Santiago Gimenez, Gabriel Mec, Seko Fofana, Martim Fernandes e Francisco Moura).
Treinador: Francesco Farioli.
Árbitro: Luís Godinho (AF Évora).
Ação disciplinar: Cartão amarelo para Pablo Rosario (55). Cartão vermelho direto para Marvin Elimbi (81).
Assistência: 10.520 espetadores.
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O Penafiel venceu por 4-1 na oitava jornada da II Liga. Candeias marcou o único golo dos algarvios, que ocupam o quinto lugar, com 14 pontos.
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Os algarvios somam a quarta derrota nos últimos cinco jogos da II Liga e mantêm 10 pontos. O Sporting B assume a liderança à condição, com 18.
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O treinador Franclim Carvalho disse hoje que o SC Braga tem que “somar três pontos impreterivelmente” na deslocação ao terreno do Nacional, no domingo, da nona jornada da I Liga de futebol.
O SC Braga voltou às vitórias diante dos belgas do Gent (2-0), na quinta-feira, na segunda jornada da Liga Conferência, após um ciclo de quatro partidas consecutivas sem vencer (um empate e três derrotas), que ditou a saída de Carlos Vicens, mas é apenas oitavo classificado no campeonato.
Os bracarenses defrontam agora o Nacional, que vem de ser eliminado da Taça de Portugal pela Sanjoanense, equipa do Campeonato de Portugal (quarto escalão), e que conta apenas com uma vitória e tem a pior defesa do campeonato (18 golos sofridos).
“Sabemos como funciona e quando há uma mudança há sempre uma postura diferente em campo. Este vai ser o segundo jogo, mas estamos cá há quatro dias. O mérito da vitória foi todo dos jogadores e foi muito importante. O percurso é longo e é preciso arrepiar caminho. Temos que somar três pontos impreterivelmente”, disse na conferência de imprensa de antevisão da partida.
Na sua estreia como treinador dos minhotos, Franclim Carvalho apresentou de início uma linha de quatro jogadores atrás, ao contrário de Carlos Vicens, que usava três, mas durante o jogo a equipa também alinhou com uma defesa a cinco.
“Temos essas dinâmicas e com o Gent apresentámos três nuances diferentes. As características dos jogadores e o queremos implementar vão casar e vai ser um produto final bom. O Bright [Arrey-Mbi] esteve mais aberto umas vezes [à esquerda], outras mais dentro, tem que ter o conforto em ambas as posições, mas obviamente que tem mais no corredor central, porque tem sido esse o percurso dele”, disse.
O SC Braga rematou cinco vezes na primeira parte diante do Gent, facto frisado pelo técnico no final.
“Vícios da forma de jogar anterior? Não sei, constatei factos. Quero é que a minha equipa chute mais à baliza e que tenha esse caudal ofensivo. Para ganhar, precisamos de fazer golo e para isso de chutar à baliza. Fizemos 17 remates na segunda parte, 22 no total e foi o jogo em que fizemos mais remates esta época. Não significa que vamos fazer sempre golo, mas vamos estar mais perto disso”, reforçou.
Ricardo Horta colocou a fasquia na qualificação para a Liga dos Campeões, lembrando que esta época os três primeiros classificados apuram-se para a competição (os dois primeiros de forma direta), mas o treinador quer pensar jogo a jogo.
“Parece-me muito pouco lógico pensar na classificação final porque faltam imensos jogos. O mais importante é o jogo com o Nacional e a classificação final do SC Braga não vai ser esta com certeza”, disse.
O treinador referiu ainda que Jonas Wind não é ainda opção: “sabemos o percurso dele neste último ano e meio, temos de gerir o Jonas de forma diferente, até porque gosto de jogar e treinar com muito andamento nas minhas equipas”.
SC Braga, oitavo classificado, com 11 pontos, e Nacional, 16.º, com quatro, defrontam-se a partir das 18:00 de domingo, no Estádio da Madeira, jogo que será arbitrado por José Bessa, da associação do Porto.
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