Un sorpasso storico, che ridisegna la geografia del fine dining italiano e incorona l’Abruzzo come nuovo epicentro dell’eccellenza gastronomica. La guida Ristoranti d’Italia2027 del GamberoRosso, giunta all’edizione del quarantennale, si apre con un terremoto in vetta: Massimo Bottura cede lo scettro. L’Osteria Francescana di Modena, pur salendo a 98 centesimi, deve accontentarsi del secondo posto. A conquistare la vetta in solitaria con lo stratosferico — e inedito — punteggio di 99/100 è Niko Romito con il suo Reale a Castel di Sangro (L’Aquila). Conferma il bronzo, saldo a 97 punti, Piazza Duomo di Alba (Cuneo) di Enrico Crippa.
Un trionfo abruzzese celebrato anche dalle istituzioni locali, con il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri che ha definito il traguardo di Romito “un esempio virtuoso per l’Abruzzo, perché racconta al mondo una terra capace di esprimere eccellenze e valorizzare le proprie risorse”. Ma l’egemonia della regione non si ferma qui: il premio Ristorante dell’anno va infatti all’Osteria dei Maltagliati di Torano Nuovo (Teramo), dove Maicol Capriotti e Federica Brandimarte hanno costruito in un piccolo borgo un progetto incentrato su brace, grandi tagli, vino e ospitalità. Sempre in Abruzzo brillano Genya Malafronte di Legàmi a Morro d’Oro (Chef emergente) e Sextantio – Cucina a Santo Stefano di Sessanio (Novità dell’anno).
In alcune regioni ci sono più servizi, in altre la vita costa meno e in altre ancora c’è maggiore possibilità di trovare un lavoro. L’Italia presenta caratteristiche specifiche che variano a seconda della geografia. L’ultimo report, la 13ª edizione del “Rapporto sul benessere equo e sostenibile” dell’Istat, racconta proprio le tendenze delle disuguaglianze di benessere che si possono osservare sul territorio. In altri termini, l’Istat classifica le regioni in base a dove si vive meglio per accesso alla sanità, istruzione e formazione, lavoro, benessere economico, relazioni sociali, sicurezza, ambiente, innovazione, qualità dei servizi e diverse altre voci.
La mappa del benessere conferma la spaccatura tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Infatti, mentre tutte le regioni del Nord e del Centro, con l’eccezione del Lazio, registrano prestazioni superiori alla media nazionale per almeno la metà degli indicatori, nel Mezzogiorno, con la sola eccezione dell’Abruzzo, la maggioranza degli indicatori segnala livelli inferiori alla media. Quindi dove si vive meglio in Italia? L’Istat ha trovato la risposta.
Dove si vive meglio in Italia?
Per rispondere alla domanda su dove si viva meglio in Italia basterebbe dire in tutte le regioni del Nord e del Centro, a eccezione del Lazio. Di conseguenza si potrebbe dire che in tutte le regioni del Mezzogiorno, fatta eccezione per l’Abruzzo, si vive peggio.
Ma oltre a quello che dice la media dei risultati dell’analisi del Rapporto sul benessere equo e sostenibile, si può scendere nei dettagli e rispondere caso per caso.
Per esempio, la distanza tra Nord e Mezzogiorno è evidente in alcuni domini del benessere, come lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico e relazioni sociali.
Ma il quadro non è omogeneo:
sul tema del lavoro, Abruzzo e Sardegna si distinguono dal contesto meridionale;
sul tema innovazione, ricerca e creatività Valle d’Aosta e Liguria sono sotto la media nazionale.
Il tema della Sicurezza
Sorprende il valore della sicurezza in determinate regioni. Infatti, rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare, la contrapposizione Nord-Sud sul tema della sicurezza non è così netta. Secondo l’Istat le regioni meridionali registrano risultati migliori rispetto alla media nazionale.
Tranne la Campania, le grandi aree metropolitane del Centro e del Nord risultano penalizzate da una maggiore incidenza di reati predatori e violenze.
Le criticità più marcate si registrano nel Lazio, seguito da Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Un risultato che spinge a ragionare sugli stereotipi territoriali, ma soprattutto a non confondere il benessere economico con una maggiore sicurezza o una minore esposizione a determinati reati.
Le migliori regioni dove vivere
Il Friuli-Venezia Giulia e le due Province autonome di Trento e Bolzano sono le uniche realtà territoriali che hanno raggiunto valori medi superiori al valore dell’Italia in 10 dei 12 domini di benessere calcolati. Si può quindi dire che sono questi i territori dove si vive meglio.
All’opposto ci sono le regioni dove i valori di almeno 10 dei 12 domini sono peggiori rispetto al riferimento medio nazionale. Ciò accade in:
Da Hiroshima ad Aielli, in Abruzzo, per trasformare la memoria in un messaggio di pace. Mazda Italia ha scelto il borgo abruzzese, noto per il progetto di arte urbana Borgo Universo, per realizzare un murale firmato da Antonio Cotecchia, in arte Kotè, dedicato alla speranza e alla solidarietà.
L’opera si ispira a Sadako Sasaki, la bambina sopravvissuta al bombardamento atomico di Hiroshima del 6 agosto 1945, diventata simbolo internazionale della pace. Attraverso forme geometriche e colori che richiamano le pieghe degli origami, l’artista intreccia il volto della bambina con quello di una gru di carta, simbolo giapponese di speranza.
Il progetto affonda le radici nella storia di Mazda, fondata proprio a Hiroshima nel 1920. Dopo l’esplosione atomica, gli stabilimenti dell’azienda, relativamente risparmiati dalla distruzione, furono utilizzati per accogliere i feriti e sostenere i soccorsi. Nel dicembre 1945 la produzione riprese, contribuendo alla ricostruzione della città.
Il murale trova spazio come detto tra le opere di Borgo Universo, il progetto che ha trasformato le facciate di Aielli in una galleria d’arte a cielo aperto.
I blocchi degli autotrasportatori hanno spinto diverse realtà nel Paese a rallentare o interrompere la produzione. Stellantis è una di queste. Ha infatti disposto lo stop per quattro turni allo stabilimento di Atessa, in Abruzzo, a causa dei ritardi nelle consegne dei componenti.
L’azienda ha fatto sapere che recupererà la fermata del terzo turno del 21 ottobre, mentre i nuovi stop avranno necessità di cassa integrazione.
Nuovi stop in Stellantis
Nuovi stop alla produzione di Stellantis. La protesta degli autotrasportatori infatti non permette la consegna di diversi componenti necessari allo stabilimento di Atessa, in provincia di Chieti. Si tratta del quarto turno di stop dopo i precedenti.
L’azienda ha comunicato al comitato esecutivo di Fim e Uilm l’intenzione di applicare diversi fermi: in totale il secondo e terzo turno, il primo turno e il turno centrale della giornata del 22 ottobre, a esclusione dei reparti Ckd e Finizione.
Mentre alcuni turni dei giorni precedenti rimasti bloccati saranno recuperati, i nuovi andranno incontro alla cassa integrazione.
Cosa c’entrano gli autotrasportatori?
A causare il primo stop di lunedì 19 ottobre è stata la carenza di componenti provocata dai blocchi della logistica che ha preso parte alle proteste degli autotrasportatori. Senza il materiale necessario alle linee produttive, i fermi si sono resi necessari.
Le prime conseguenze sono state registrate lunedì 19, con Stellantis che è stata costretta a fermare la produzione e un primo annuncio relativo a come la giornata lavorativa persa sarebbe stata recuperata.
La situazione però non si è risolta nelle ore e nei giorni successivi, anzi è peggiorata. Così martedì pomeriggio è stata annunciata un’ulteriore sospensione. Giorno per giorno sono stati annunciati i fermi, fino a quando per l’intera settimana lo stabilimento è rimasto bloccato.
Il problema di Stellantis
Secondo l’analisi di Milano Finanza, lo stabilimento di Atessa è uno dei principali centri produttivi europei di Stellantis per i veicoli commerciali leggeri. Dalle sue linee infatti escono modelli come Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper e Opel Movano, destinati ai mercati europei e internazionali.
Le sospensioni, resesi necessarie per via dell’assenza delle forniture, dimostrano quanto la produzione automobilistica dipenda da una buona logistica. L’interruzione del flusso anche di un solo componente blocca l’intera linea di assemblaggio, con conseguenze sulla produzione e anche sul piano lavorativo.
Per quanto proseguiranno i blocchi
È difficile dire per quanto proseguiranno ancora i blocchi. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori. La premier ha rivendicato le risposte immediate, ma anche segnalato che in alcune zone diversi soggetti continuano a bloccare le strade.
Diverse realtà, come Trasportounito e le sigle di settore in Calabria, hanno sospeso le proteste contro il caro gasolio e quindi le consegne di alimentari nei negozi e nei supermercati stanno riprendendo. Hanno deciso di sospendere la protesta anche gli autotrasportatori dell’Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani.
Chi non si sta allineando sta andando incontro a identificazioni e denunce. Piantedosi ha confermato che prefetti e questure stanno vigilando sulle situazioni di blocco ancora in corso e cercando eventuali “infiltrazioni criminali”.
Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, QuiFinanza vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 2.018 per la benzina, 2.262 per il diesel, 0.799 per il gpl, 2.033 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.
Abruzzo
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Abruzzo.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.255
Benzina
SELF
2.023
GPL
SERVITO
0.783
Metano
SERVITO
1.966
Basilicata
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Basilicata.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.308
Benzina
SELF
2.053
GPL
SERVITO
0.779
Metano
SERVITO
1.910
Bolzano
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.270
Benzina
SELF
2.030
GPL
SERVITO
0.871
Metano
SERVITO
2.074
Calabria
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Calabria.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.285
Benzina
SELF
2.035
GPL
SERVITO
0.822
Metano
SERVITO
2.025
Campania
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Campania.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.308
Benzina
SELF
2.048
GPL
SERVITO
0.757
Metano
SERVITO
1.894
Emilia Romagna
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Emilia Romagna.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.255
Benzina
SELF
2.008
GPL
SERVITO
0.771
Metano
SERVITO
2.032
Friuli Venezia Giulia
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.260
Benzina
SELF
2.017
GPL
SERVITO
0.769
Metano
SERVITO
2.144
Lazio
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Lazio.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.251
Benzina
SELF
2.008
GPL
SERVITO
0.766
Metano
SERVITO
2.009
Liguria
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Liguria.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.240
Benzina
SELF
2.002
GPL
SERVITO
0.865
Metano
SERVITO
2.036
Lombardia
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Lombardia.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.250
Benzina
SELF
2.000
GPL
SERVITO
0.766
Metano
SERVITO
1.956
Marche
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Marche.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.242
Benzina
SELF
2.008
GPL
SERVITO
0.797
Metano
SERVITO
2.059
Molise
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Molise.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.283
Benzina
SELF
2.032
GPL
SERVITO
0.807
Metano
SERVITO
1.960
Piemonte
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Piemonte.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.253
Benzina
SELF
2.004
GPL
SERVITO
0.761
Metano
SERVITO
1.972
Puglia
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Puglia.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.267
Benzina
SELF
2.023
GPL
SERVITO
0.764
Metano
SERVITO
1.998
Sardegna
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Sardegna.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.245
Benzina
SELF
2.013
GPL
SERVITO
0.866
Sicilia
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Sicilia.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.278
Benzina
SELF
2.026
GPL
SERVITO
0.816
Metano
SERVITO
2.136
Toscana
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Toscana.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.251
Benzina
SELF
2.013
GPL
SERVITO
0.782
Metano
SERVITO
2.123
Trento
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella provincia autonoma di Trento.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.253
Benzina
SELF
2.015
GPL
SERVITO
0.809
Metano
SERVITO
2.230
Umbria
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Umbria.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.246
Benzina
SELF
2.011
GPL
SERVITO
0.793
Metano
SERVITO
2.079
Valle d’Aosta
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Valle d’Aosta.
TIPOLOGIA
EROGAZIONE
PREZZO MEDIO
Gasolio
SELF
2.254
Benzina
SELF
2.009
GPL
SERVITO
0.869
Veneto
Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 30 ottobre 2026 nella regione Veneto.