Eleições em Israel atraem atenção internacional em meio a conflitos
Para um país do tamanho de Nova Jersey, Israel recebe uma parcela desproporcional da atenção internacional e das manchetes. Certamente, a relação do presidente dos Estados Unidos, Donald Trump, com o primeiro-ministro israelense, Benjamin Netanyahu — e a guerra contra o Irã que os dois iniciaram juntos — é parte da explicação.
Amichai Cohen, vice-presidente de pesquisa do Instituto Israelense para a Democracia, apresentou à CNN outros três motivos pelos quais o mundo acompanha tão de perto esta eleição.
O primeiro, segundo ele, é a expectativa de que um governo diferente em Israel esteja disposto a se envolver mais na diplomacia no Oriente Médio, abrindo possibilidades para encerrar os conflitos no Irã, no Líbano, na Síria e em Gaza. “Talvez também existam caminhos para uma possível retomada das negociações com os sauditas” em direção à normalização das relações, afirmou.
Ainda assim, Cohen disse não acreditar na possibilidade de uma mudança drástica nessa questão. “Não acho que exista uma grande diferença entre (Gadi) Eisenkot e Netanyahu em relação aos detalhes — que Eisenkot de repente se transforme em Yitzhak Rabin e chegue a um acordo de paz com quem quer que seja. Na verdade, não acho que isso esteja em discussão”, declarou.
O mundo também acompanha de perto o que acontecerá na Cisjordânia ocupada. O governo de Netanyahu promoveu uma ampla expansão dos assentamentos israelenses, ao mesmo tempo que minimizou o aumento da violência de colonos contra palestinos. O Reino Unido e outros 12 países estão preparando sanções contra os assentamentos israelenses, e essa lista poderá crescer caso um novo governo Netanyahu mantenha a mesma política de consolidar o controle de Israel sobre o território.
Por fim, Cohen afirmou à CNN que Israel passou a ser visto internacionalmente como um país em declínio democrático. O governo de Netanyahu promoveu uma reforma judicial que enfraqueceria os mecanismos de controle e equilíbrio entre os poderes e ampliaria os ataques à imprensa.
“A questão de saber se as forças contrárias ao populismo conseguirão recuperar a democracia é importante em todo o mundo, e Israel é, em certa medida, uma parte importante dessa discussão”, afirmou Cohen.



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