O famoso toque da Nokia ouve-se há mais de 120 anos
Alfa ha concluso ieri 24 ottobre il suo tour nei palazzetti con un sold out all’Unipol Forum di Milano. Questa ultima tappa sancito un nuovo importante traguardo nel percorso live del cantautore genovese. Quello di ieri rappresenta infatti il quinto appuntamento di Alfa nel palazzetto.
Colpo di scena durante l’esecuzione dell’inedito “Eri solo da incontrare” che ha fatto da colonna sonora a una toccante proposta di matrimonio avvenuta sul palco, lasciando tutti senza parole. Il cantautore ha “benedetto” l’unione dei due fan.
Non sono mancati gli ospiti e gli amici sul palco. Alfa con Gigi D’Alessio ha intonato “Genova e Napoli”, “Come un pittore” è la canzone scelta per il duetto con Kekko dei Modà mentre il brano “Da Domani” è quello scelto per Sangiovanni. La canzone sarà contenuta nel prossimo disco di inediti di Sangiovanni dal titolo “Tutto bene grazie”, in uscita il 13 novembre.
Spenti i riflettori adesso si punta al nuovo percorso professionale del cantautore genovese. In una nostra intervista, in occasione del suo evento all’Arena di Verona lo scorso settembre, Alfa ha detto: “Io al Festival di Sanremo 2027? Bisogna chiederlo a un signore napoletano. Ma se ci sarà Olivia Rodrigo, un modo per infilarmi lo trovo”.
Non resta che aspettare ancora poche settimane, quando Stefano De Martino ufficializzerà la lista dei Big che parteciperanno alla kermesse canora.
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Una macchina del tempo dentro Villa Borghese. Claudio Baglioni è tornato a Piazza di Siena esattamente 44 anni dopo il famoso raduno “Alé-Oó” del 24 ottobre 1982, e lo ha fatto spiazzando il pubblico: niente classico d’apertura, ma un brano mai ascoltato prima, “Che notte è questa!”, che dà il titolo all’intero progetto live. Il pezzo sarà disponibile in digitale dal 13 novembre. È una dichiarazione d’amore alla Capitale: nel testo, la notte romana è descritta come irripetibile, mai vista prima e destinata a non ripetersi.
Nell’impianto scenico firmato da Giuliano Peparini, i maxischermi hanno mandato le immagini d’epoca del concerto del 1982. A seguire l’esibizione strumentale del figlio Giovanni Baglioni con “Get up!” e “Roots”. L’ingresso dell’artista è stato annunciato dalle note di “Notte di note, note di notte”, suonate dalla super band di 18 elementi tra musicisti, fiati, quartetto d’archi e coristi, e accolto da un boato.
Sull’evento pesa un’emozione diversa dal solito. Il rinvio a giugno del tour per motivi di salute, una polmonite interstiziale acuta, ha lasciato il segno e sul palco si è percepito il sollievo di un artista che ha temuto di non poter decidere in autonomia come e quando chiudere la carriera. Davanti a 6.400 spettatori a sera, Baglioni ha detto: “Dopo 44 anni siamo ancora una volta qui”.
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Sessant’anni dopo, i Pooh sono tornati ieri 24 ottobre dove tutto è cominciato e lo fanno senza risparmiarsi. All’Unipol Arena di Bologna, per “Notte a sorpresa”, sono stati proposti 41 brani in scaletta. Una maratona per i 60 anni di carriera che il pubblico, in gran parte cantando a memoria, segue dall’inizio alla fine.
Si parte con “Banda nel vento”, “Quello che non sai” e “Vieni fuori”, tre pezzi che bastano a scaldare il palasport. Il primo vero momento di festa arriva con “Amici x sempre”, dedicata a Valerio Negrini, celebrato nella sua città con i video sui maxischermi.
Gli ospiti e amici che si sono susseguiti sul palco sono stati: Enrico Ruggeri entra su “L’altra donna”. Francesca Michielin porta “L’aquila e il falco” in un territorio più moderno. Chiara Canzian canta “Maria Marea” con papà Red, e il momento ha il sapore di una cosa di famiglia. I Violin Twins danno ai violini di “Pierre” un tocco di spettacolo.
Il cuore della serata è nella seconda parte. Arisa interpreta “Uomini soli” e dà una lettura personale a uno dei classici più amati. Mario Biondi mette la sua voce profonda su “Ci penserò domani”, Marco Masini trasforma “La donna del mio amico” in un duetto che ha abbracciato tutto il palazzetto. Luca Carboni, in casa, canta “Piccola Katy”, che per Bologna è anche un po’ una festa di quartiere.
Nel finale ci sono “Viva”, “Tanta voglia di lei”, “Io sono vivo” e un ultimo trittico con “Pensiero”, “Dimmi di sì” e “Chi fermerà la musica”, che chiude il cerchio.
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Fabri Fibra, per la prima volta a Sanremo come ospite della serata finale del Premio Tenco, si schiera dalla parte dei ventenni scesi in piazza in questi giorni e lega la loro rabbia alla difficoltà di costruirsi un futuro tra stipendi troppo bassi, affitti proibitivi e una pressione sociale che spinge continuamente a consumare. “Mi stupisco sinceramente che le proteste dei giovani siano esplose soltanto adesso”, ha detto il rapper.
“Quando avevo 21 anni lavoravo in un’azienda in provincia per 1.200 euro e avevo già capito che il sistema era truccato. Oggi, dopo 25 anni, uno stipendio è arrivato a 1.800 euro. E cosa ci fai? Mille euro se ne vanno per l’affitto”, osserva il rapper marchigiano incontrando la stampa nella Città dei Fiori. “C’è il carovita, c’è una pressione sociale enorme. Devi avere il telefono, devi uscire, devi pagarti la vita sociale. I soldi non bastano. Ecco perché scendono in piazza i ventenni: a vent’anni hai meno da perdere. E poi a trenta molti sono già rassegnati”.
Fibra ricorda che i suoi vent’anni non sono statipoi così diversi alla prova dei fatti. “Io sono cresciuto con Berlusconi che mi parlava del Milan e della fig* e mi faceva credere che tutto fosse possibile, che la festa fosse fuori: ‘Trovati un lavoro, ce la farai, devi crederci, fai l’imprenditore'”, racconta.
“Io, nella società normale, un ruolo normale non l’ho trovato. Per fortuna la musica mi ha dato questa possibilità. Oggi un ventenne cresce con i social, con la pressione di essere continuamente giudicato e in una società nella quale i giovani vengono sfruttati soprattutto per farli spendere. La vita è diventata un duty free totale: esisti solo se spendi”.
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A Igreja Matriz de Quelfes recebe, no próximo dia 25 de outubro, pelas 19:00, o concerto “Paisagens de sonho”, integrado no ciclo APOS – Música Clássica no Território, que faz parte da programação cultural comemorativa do Bicentenário da Câmara Municipal de Olhão (1826-2026).
Organizado pelo Município de Olhão e pela Associação de Valorização do Património Cultural e Ambiental de Olhão (APOS), o concerto propõe uma viagem sensorial e emocional pelas sonoridades do quarteto de cordas em diálogo com o clarinete, num programa que percorre diferentes épocas e linguagens musicais.
O repertório inclui obras de Alexander Glazunov, Wolfgang Amadeus Mozart e Elaine Fine, conjugando atmosferas delicadas e contemplativas com paisagens sonoras intensas e uma abordagem contemporânea.
A interpretação estará a cargo dos solistas da Orquestra do Algarve Emil Chitakov e Ana Socorro, nos violinos; Leonel Andrade, na viola; Ana Luísa Marques, no violoncelo; e Pedro Nuno, no clarinete.
Com uma duração aproximada de 49 minutos, este concerto convida o público a descobrir a música clássica num ambiente de proximidade, valorizando simultaneamente a programação cultural do Bicentenário e o património do concelho.
A entrada é livre.
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