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Sete pessoas são detidas após localização de restos mortais em carro no PR

As polícias Civil e Militar detiveram, nesta terça-feira (27), seis adultos e um menor após localizarem restos mortais dentro do porta-malas de um veículo na BR-280, na região de Marmeleiro, no Paraná. De acordo com as investigações, o caso pode ser tratado como um possível “tribunal do crime”.

Policiais teriam recebido informações sobre um possível homicídio e abordaram o carro onde estavam os restos mortais. Nele, estavam quatro dos sete suspeitos: um menor de idade, uma mulher e dois homens. Logo depois, as equipes se deslocaram até uma residência de onde o automóvel teria saído e localizaram outras três pessoas, além de vestígios de sangue espalhados pelo imóvel e sinais de limpeza recente.

Advogado sequestrado pelo PCC relata ameaças após “tribunal do crime”

Segundo os delegados do caso, Ricardo Moraes e Paula Caroline Wisniewski, as motivações do crime poderiam estar relacionadas a briga entre facções criminosas que resultaram na prática do “tribunal do crime” – termo cunhado para explicar um julgamento realizado paralelamente por facções.

O restos mortais foram levados ao IML (Instituto Médico Legal) e passará por perícia, mas, em um primeiro momento, a vítima parece ser um homem de aproximadamente 25 anos, de acordo com as autoridades.

As investigações seguem pela Polícia Civil, inclusive com vestígios de fraude processual, uma vez que os suspeitos tentaram esconder características do crime.

 *Sob supervisão de Carolina Figueiredo

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“Sorprendeva le vittime nel sonno, poi le uccideva e cannibalizzava i loro corpi. Lo ha fatto con almeno 38 persone”: arrestato il “malvagio” Mujurizi Moses, il peggior serial killer nella storia dell’Uganda

Il peggior serial killer nella storia dell’Uganda è stato arrestato. Sono le autorità di polizia dello stato africano ad aver definito così Moses Mujurizi, l’uomo che nelle scorse ore è finito in carcere con l’accusa di aver ucciso e cannibalizzato almeno 38 persone tra il 2010 al 2025 nei distretti di Masaka, Ibanda e Kazo, nell’Uganda occidentale e centrale. Come riporta il Messaggero l’annuncio ufficiale dell’arresto è stato reso noto sui social dal capo delle Forze di Difesa dell’Uganda, nonché figlio del presidente in carica Museveni. “Sono lieto di informare i nostri concittadini che le forze di sicurezza hanno arrestato il malvagio Mujurizi Moses. Lo processeremo pubblicamente e lo giustizieremo senza dubbio”.

Una dichiarazione altisonante che potrebbe derivare dal fatto che attorno alla cattura di Mujurizi sembrano sia sorte infinite polemiche riguardanti le forze di polizia. Perché l’uomo pare fosse già noto agli agenti con nomi finti come Fred Mujulizi e Kulaish Kamugisha e che si stato arrestato diverse volte ma che dopo ogni cattura sia sempre riuscito a fuggire dalla prigione. I dettagli degli omicidi di Mujurizi hanno dell’incredibile. L’uomo si sarebbe spostato in moto e per sorprendere le vittime mentre dormivano avrebbe sfondato i muri delle abitazioni per entrarci.

Nel 2013 nella regione di Kyotera Mujurizi avrebbe ucciso ben nove membri di una stessa famiglia. Nel 2023 ha ammazzato cinque persone di un nucleo familiare e cinque di un altro nucleo. Recentemente però Mujurizi è stato arrestato per l’omicidio di una donna, il cui cadavere è stato ritrovato senza testa. Il presunto assassino ancora ammanettato ha quindi confessato il delitto e ha aggiunto di essersi cibato del cuore della vittima. È in questo momento che gli inquirenti fanno due più due riaprono il cospicuo fascicolo dei casi irrisolti e delle persone scomparse nell’ultimo decennio nella regione del Greater Masaka.

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Morte David Rossi, la Dda di Firenze indaga per omicidio: fascicolo aperto anche a Brescia. La figlia: “Finalmente”

Due nuove indagini, una nel capoluogo toscano e una a Brescia, per fare luce sulla morte di David Rossi, l’ex capo comunicazione di Montepaschi di Siena morto il 6 marzo del 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio di Rocca Salimbeni, nella città toscana. La Direzione distrettuale antimafia di Firenze sta indagando da qualche mese, da quanto si apprende, per omicidio: è la prima volta che succede dopo due indagini della magistratura senese che hanno archiviato la morte di Rossi come suicidio. A riportarlo sono il Corriere della Sera e la Repubblica.

Il lavoro dei magistrati e la pista della ‘ndrangheta

È stata la procura di Siena a inviare gli atti a Firenze, competente sui reati legati alla criminalità organizzata in Toscana, dopo un esposto della moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, e della figlia, Carolina Orlandi, che da anni chiedono di indagare per omicidio. I due quotidiani riferiscono anche che ci sarebbe un fascicolo aperto anche alla procura antimafia di Brescia: Mps gestiva un budget di 50 milioni di euro l’anno per le sponsorizzazioni e nel Mantovano Mps sosteneva una squadra di rugby. Poco prima della morte di Rossi ci fu un taglio di una decina di milioni. Si indaga quindi sul movente economico, cercando di capire chi avrebbe beneficiato di quel denaro e se ci fosse l’interesse anche di personaggi legati alla ‘ndrangheta, come alcuni testimoni, ascoltati in Procura tra Firenze e Brescia, avrebbero raccontato. Nel fascicolo di Firenze sono confluiti anche gli atti della commissione parlamentare di inchiesta bis che a marzo scorso aveva presentato la relazione intermedia in cui si escludeva l’ipotesi del suicidio

Dunque, come detto, anche la Direzione distrettuale antimafia di Brescia indaga sulla morte. Il fascicolo è arrivato la scorsa estate sul tavolo della pm Claudia Passalacqua, con l’obiettivo di verificare eventuali legami con la criminalità organizzata nel Mantovano, in particolare nell’area di Viadana, e possibili intrecci con la cosca di ‘ndrangheta Grande Aracri, originaria di Cutro, in Calabria, e da tempo radicata tra Mantovano e in Emilia. Tra gli aspetti da approfondire ci sarebbero alcuni movimenti finanziari. Quello bresciano è uno dei tre filoni investigativi antimafia sulla vicenda, insieme a quelli delle Dda di Firenze e Bologna, che starebbero esaminando contesti e possibili collegamenti differenti.

Le parole dei familiari: “Speriamo si arrivi fino in fondo”

“Finalmente anche per la procura l’archiviazione come suicidio è superata; lo Stato non si divide e contraddice più, è omicidio per tutti“. Lo ha detto Carolina Orlandi, figlia di David Rossi, commentando la notizia dell’apertura da parte della procura antimafia di Firenze di un fascicolo con ipotesi di omicidio per la morte del padre. Orlandi si è sempre battuta contro l’ipotesi del suicidio suffragata dalle indagini della magistratura senese

“Sono 14 anni che speriamo in quello che oggi è finalmente accaduto; speriamo che questa procura, a differenza di altre, vada avanti con l’intento di scoprire ciò che è successo a David”. Lo ha affermato all’Adnkronos Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi. “Non conosco gli atti però finalmente si indaga per omicidio che è la giusta parola che andava ipotizzata fin da subito – continua – Per noi oggi è un bel risultato e continuiamo a chiedere che si lavori seriamente per capire cosa gli è successo”.

“Da oltre un anno avevamo depositato la nostra istanza di riapertura e l’avevamo corredata di elementi precisi, dettagliati, fatti che ritenevamo nuovi e assolutamente incompatibili con il provvedimento di archiviazione che era ormai consolidato per suicidio”. A dirlo sempre all’Adnkronos è l’avvocato Carmelo Miceli, legale della vedova di David Rossi e della figlia. Miceli si è detto convinto che gli aggiornamenti “mettono la parola fine sulla parola suicidio- I fatti nuovi che sono stati da noi prodotti e via via prodotti anche dalla Commissione di inchiesta, evidentemente, hanno consentito di superare quel provvedimento”.

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“Ha ripreso conoscenza, è vigile e ha ricominciato a interagire in modo lucido”: l’attore Davide Iacopini si è risvegliato dal coma dopo l’aggressione della “banda della minicar”

L’attore Davide Iacopini ha ripreso conoscenza, è vigile e ha ricominciato a interagire in modo lucido con l’équipe medica e con i propri familiari. Un risveglio clinico arrivato dopo la progressiva riduzione della sedazione e dopo due delicati interventi neurochirurgici, resisi necessari per arginare il grave trauma cranico riportato la sera del 5 ottobre scorso nel quartiere romano di Monteverde. L’attore viaggiava a bordo di un monopattino quando è stato investito dalla cosiddetta “banda della minicar”, formata da due giovanissimi a bordo di una vettura nera.

Come riporta un aggiornamento del Corriere, Iacopini si trova tuttora ricoverato ed è costantemente assistito nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma. Il suo quadro clinico registra un miglioramento graduale e continuo. Sebbene la prognosi rimanga formalmente riservata per prassi medica, i progressi neurologici dell’attore sono evidenti, tanto che i sanitari ritengono ormai prossimo il suo trasferimento in un reparto di degenza ordinaria per proseguire il percorso di recupero.

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“Mi dichiaro colpevole per un panino e una Pepsi”: l’offerta shock dell’imputato al processo per omicidio

Lunedì 26 ottobre, durante la selezione della giuria, Robert Kessler è comparso davanti al giudice della Hillsborough Circuit, Nick Nazaretian, nel processo per la morte di Stephanie Crone-Overholt. Kessler, che si difende da solo, risponde di omicidio di primo grado e di abuso di cadavere. Lo riporta l’emittente WFTS.

Il magistrato gli ha ricordato che poteva presentare una dichiarazione di colpevolezza senza accordo con l’accusa. Come mostrano le immagini dell’aula, il giudice gli ha detto che avrebbe preso l’ergastolo e chiuso la vicenda. Dopo qualche secondo di riflessione, Kessler ha risposto che l’avrebbe fatto in cambio di un panino, una porzione di patatine e una Pepsi.

Il giudice ha respinto la proposta. Ha dichiarato di non aver mai sentito una richiesta simile in quasi quarant’anni di carriera, definendola “sbagliata in mille modi”. Kessler ha spiegato di essere disposto a quello scambio per far risparmiare i contribuenti.

Subito dopo l’imputato ha fatto marcia indietro. Ha detto di non voler più patteggiare e ha chiesto di proseguire con la selezione della giuria. Il Tampa Bay Times, citato dalla tv KIRO 7, sottolinea che non è chiaro se Kessler stesse scherzando o parlando sul serio.

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