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Hallan intacto el sarcófago de un niño romano enterrado con sus juguetes en Tomis, la ciudad donde murió el poeta Ovidio en Rumanía

Todo empezó el 22 de octubre de 2026. Ese día, los arqueólogos Constantin Băjenaru y Cătălin Nopcea, del Muzeul de Istorie Națională și Arheologie Constanța, sospecharon que bajo tierra había un sarcófago sin alterar. Trabajaban en una excavación preventiva, de las que se hacen antes de que unas obras cubran o destruyan lo que haya […]

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Perché il vertice di Teheran rappresenta una svolta epocale

Dopo il Vertice di Teheran la palla è interamente nel campo dell’Asia occidentale. Gli Stati Uniti non sono nemmeno in gioco

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L’immagine trasmessa è stata sensazionale.

Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid, fratello di MbS; il capo dei servizi segreti turchi, Ibrahim Kalin; e il capo delle forze armate pakistane, il feldmaresciallo Asim Munir, tutti e tre membri a pieno titolo dell’Alleanza di Difesa della Mecca, entrano in una sala sontuosa del proverbiale palazzo persiano per salutare – o baciare l’anello – del potentato, pardon, del segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (SNSC), Moshen Rezaee, numero due della struttura di potere iraniana, subito dopo la Guida Mojtaba Khamenei.

Non si trattava dell’Alleanza di Difesa della Mecca che, apparentemente, sfilava in parata – in rappresentanza dei neo-ottomani, degli arabi e dei sudasiatici. Si trattava del Vertice di Teheran – così come definito dai persiani.

L’Iran aveva acconsentito a tenere questo vertice rivoluzionario – in realtà suggerito da Asim Munir durante la sua visita a Teheran la scorsa settimana – solo al di fuori del quadro dell’accordo della Mecca, ed esplicitamente nell’ambito della discussione sulla «sicurezza regionale endogena».

Pertanto, sì, si è discusso di Palestina, Libano, Yemen, sicurezza del Golfo e dello Stretto di Hormuz, nello spirito di ridurre le proverbiali «tensioni regionali» e porre fine alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran e l’Asse della Resistenza.

Il Vertice di Teheran potrebbe alla fine significare l’accettazione – riluttante o meno – delle richieste di sicurezza dell’Iran e dello status definitivo dello Stretto di Hormuz, attualmente in fase di elaborazione tramite l’accordo Iran-Oman.

Tutto dipende, ovviamente, da ciò che la Casa dei Saud deciderà alla fine. E questa decisione è direttamente legata al modo in cui Riyadh risolverà il suo sanguinoso conflitto con lo Yemen.

Teheran è stata esplicita: siamo pronti a mediare e ad assistere nella risoluzione della questione yemenita; tuttavia, spetta a Riyadh affrontare – e accettare – le condizioni di Ansarallah. Altrimenti, la guerra – già in corso – continuerà.

Analisi delle «sette condizioni»

È stato il dottor Ali Bagheri Kani, il vicessegretario dell’SNSC di grande competenza, a fornire la migliore visione dall’interno di ciò che veniva discusso al tavolo delle trattative.

  1. Le quattro nazioni hanno identificato Israele come la principale fonte di instabilità regionale, con l’Iran come bersaglio immediato e altri paesi potenzialmente i prossimi (corsivo mio). L’altra fonte sono gli Stati Uniti. Immaginate il principe Khalid che acconsente a tutto quanto sopra.

Un accordo sulla sicurezza duratura in Asia occidentale deve essere costruito dall’interno, senza dipendere da potenze straniere.

Teheran si è posizionata come l’anello centrale (il corsivo è mio) che collega Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. Sentitevi liberi di rimanere sbalorditi.

Tutte e quattro le nazioni hanno concordato di proseguire i colloqui. L’Iran coordinerà il prossimo incontro. Non sono ancora state stabilite né la data né la sede.

Aggiunga ora a questo quadro già sbalorditivo uno speciale «Mohsen Rezaee Unplugged»: era decisamente di umore molto più allegro del solito.

Prenda questo passaggio saliente:

«Percepisco la presenza di una nuova atmosfera nella regione. Si è creata grazie alla resistenza del popolo iraniano e alla capacità delle forze armate. Ho avvertito un’atmosfera estremamente positiva nelle discussioni con questi signori».

Pur elogiando «il successo di questa discussione retorica e delle dichiarazioni», Rezaee si è mostrato cauto: «Abbiamo preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in questo momento, ma rilasceremo un’unica dichiarazione congiunta in cui concorderemo su questi punti e raggiungeremo un’intesa; l’attuazione di tali questioni sarà concreta e reale, e procederemo in tal senso».

Nel frattempo, rimane un compito sisifeo: come costringere l’Impero della Pirateria a comprendere la diplomazia in Asia occidentale.

Bagheri-Kani: «Gli Stati Uniti devono soddisfare le sette condizioni dell’Iran». Ha poi aggiunto: «Rezaee ha menzionato oggi che il piano di sette giorni potrebbe essere ridotto a cinque giorni o addirittura a quattro».

Analizziamo questi numeri.

Le sette condizioni rimangono le stesse: sono la versione sintetica di quel «gatto morto» ricorrente, il Memorandum d’intesa (MoU), che lo stesso Trump ha strappato e sul quale insiste nel dire che non abbia alcun significato.

Ricapitoliamo: revoca delle sanzioni; cessazione delle minacce militari; riconoscimento del diritto dell’Iran all’uso pacifico dell’energia nucleare; cessazione del sostegno a Israele; riconoscimento dei diritti sovrani dell’Iran sullo Stretto di Ormuz; cessazione delle interferenze negli affari interni dell’Iran; e fornitura di garanzie credibili contro future aggressioni.
Persino i cammelli nel cuore del Nejd sanno che gli «Eccezionali» non adempiranno mai a nessuno di questi impegni.

Ciò che cambia ora è la tempistica. Secondo il piano originale, nell’improbabile eventualità che gli Stati Uniti avessero soddisfatto le condizioni, il sesto giorno lo Stretto di Ormuz sarebbe stato aperto; e il settimo giorno, come per volere divino, sarebbero iniziati i negoziati.
La nuova proposta di Rezaee può essere interpretata solo come una gioiosa provocazione: tutto può essere fatto in cinque giorni o addirittura in quattro, perché no?

Rezaee sta sostanzialmente affermando che tutte e sette le condizioni rimangono valide; ma se Trump fosse davvero interessato ai negoziati (non lo è: vuole una capitolazione), l’Iran non avrebbe bisogno di attendere sette giorni. Ne bastano quattro.

Qualunque cosa accada in seguito – e dopo le elezioni di medio termine negli Stati Uniti potrebbe benissimo verificarsi un attacco militare alla Trump – è Teheran a dettare ancora i tempi. Oltre alle sette condizioni – che costituiscono i prerequisiti per qualsiasi negoziazione. Oltre alla tempistica. Oltre al fatto che, in assenza di progressi, lo Stretto di Ormuz rimarrà chiuso.
Ciò che Bagheri-Kani e Rezaee – i due massimi responsabili della sicurezza – stanno sottolineando è che l’Iran ha presentato una fattura all’Impero della Pirateria. A proposito, ogni singola voce della fattura è già stata approvata dallo stesso Presidente degli Stati Uniti, per quanto egli cerchi di svicolare.

O sicurezza “endogena” o nulla

A prima vista, l’Alleanza di Difesa della Mecca avrebbe dovuto essere vista come un potente allineamento di sicurezza e difesa collettiva guidato dai sunniti.

Eppure l’ultima cosa che l’Impero della Pirateria, strategicamente svantaggiato, si aspetterebbe è che il trio iniziasse a esplorare vie di cooperazione con la nazione che era stato costretto a considerare una minaccia esistenziale.

Non sottovalutate mai i persiani. Dimostrando la loro consueta finezza, ciò che hanno appena fatto è stato ribaltare strategicamente il contenimento dell’Iran.

Nel prossimo futuro l’Iran potrebbe persino prendere in considerazione l’adesione all’Alleanza di Difesa della Mecca – che non pochi studiosi musulmani autorevoli descrivono effettivamente come una blasfemia nei confronti della Mecca.

Prima di ciò, gli «sceicchi del petrolio» – quelle controparti del Golfo Persico dei «chihuahua del Baltico» – potrebbero andare incontro alla loro rovina, qualora si rivelassero incapaci di disinnescare l’incessante incitamento anglo-salafita alle guerre settarie.

Gli iraniani sono devoti della sacra Mecca e di Medina tanto quanto gli yemeniti – poiché entrambi i popoli furono direttamente elogiati dal Profeta (gli iraniani furono indicati come impareggiabili nel discernimento della conoscenza e nella ricerca della saggezza).

E ciò spiega in definitiva perché questo incontro sia stato definito «Vertice di Teheran» – senza alcun nesso con l’idea di un patto della «Mecca».

Per quanto riguarda gli yemeniti, Mohammad Ali al-Houthi, membro chiave del Consiglio politico supremo di Ansarallah, ha posto le cose in chiaro: ha criticato aspramente le affermazioni dell’Arabia Saudita secondo cui la visita del principe Khalid a Teheran mirerebbe a un allentamento delle tensioni nella regione, sottolineando che la retorica diplomatica di Riyadh è in contraddizione con il protrarsi della guerra, del blocco e dell’occupazione dello Yemen.

Dopo il Vertice di Teheran, la Guida Mojtaba Khamenei ha incontrato di persona Mohsen Rezaee. Il Numero Uno che parla con il Numero Due.

Khamenei ha esplicitamente chiesto di porre fine all’attuale stato di «né guerra né pace» garantendo il rispetto delle sette condizioni e «mantenendo il controllo sullo Stretto di Ormuz».

Rezaee ha infatti illustrato a Khamenei l’idea di una sicurezza «endogena» in tutta l’Asia occidentale. Si tratta di una controparte diretta della spinta russa verso l’«indivisibilità della sicurezza» alla fine del 2021, alla quale gli Stati Uniti e la NATO avevano allora risposto con un silenzio elocitante.

Eppure ora la palla è interamente nel campo dell’Asia occidentale. Gli Stati Uniti non sono nemmeno in gioco. Spetta alla Turchia, all’Arabia Saudita, al Pakistan e all’Iran far sì che ciò avvenga.

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Goiás recebe CRB e tenta encurtar distância para G-6 da Série B

O Goiás terá uma oportunidade importante de mudar sua situação na tabela da Série B na próxima segunda-feira (2). O Esmeraldino recebe o CRB, às 20h30, no Estádio Hailé Pinheiro, em Goiânia, pela 36ª rodada. O duelo é uma disputa direta por uma vaga entre os seis primeiros colocados.

A vitória por 2 a 0 sobre o Ceará, na rodada anterior, deu novo fôlego ao time goiano. Com 52 pontos, o Goiás ocupa a nona posição e está três pontos atrás do CRB, que aparece em sexto lugar, com 55. O resultado positivo na Serrinha pode reduzir essa diferença e aproximar o clube da zona de classificação para os playoffs de acesso.

O confronto também representa uma oportunidade de o Esmeraldino interromper a vantagem de um concorrente direto. Caso vença, o Goiás chegará aos 55 pontos e igualará a pontuação do time alagoano. A disputa, porém, continuará dependendo dos demais resultados e dos critérios de desempate.

Vitória sobre o Ceará mudou o cenário

O triunfo fora de casa na rodada passada foi importante para manter o Goiás na disputa. Os dois gols de Kadu Sousa, marcados nos acréscimos da partida contra o Ceará, garantiram os três pontos e impediram que a distância para o G-6 aumentasse ainda mais.

Agora, a equipe comandada por Mozart terá pela frente um adversário que também chega de vitória. O CRB derrotou o Londrina por 2 a 1 e conseguiu permanecer entre os seis primeiros. A equipe alagoana sabe que um resultado positivo em Goiânia pode fortalecer sua posição na reta final.

Duas rodadas depois da decisão na Serrinha

A reta final da Série B torna o confronto ainda mais relevante. Depois de enfrentar o CRB, o Goiás terá mais dois compromissos para tentar alcançar seu objetivo. Na 37ª rodada, recebe a rebaixada Ponte Preta, em Goiânia, e encerra a sua participação no campeonato diante do Sport, fora de casa.

O CRB, por sua vez, enfrenta o Náutico como visitante na rodada seguinte e termina a competição contra o Ceará, em Maceió. Com poucos jogos restantes, o resultado na Serrinha pode ter influência direta na briga pela permanência no G-6.

A Série B prevê acesso direto para os dois primeiros colocados. Já as equipes que terminarem entre a terceira e a sexta posição disputarão os playoffs, que definirão outras duas vagas na elite nacional. Para o Goiás, vencer o confronto em casa é fundamental para continuar na disputa por esse caminho de retorno à Série A.

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Atlético-GO visita Fortaleza na esperança de entrar no G-6 da Série B

O Atlético-GO terá um compromisso importante na próxima segunda-feira (2), diante do Fortaleza, pela 36ª rodada da Série B do Campeonato Brasileiro. A partida será disputada às 16h, na Arena Castelão, em Fortaleza, e coloca frente a frente equipes que ainda têm objetivos em aberto na competição.

O time cearense ocupa a quarta posição, com 61 pontos, e permanece na disputa tanto pelas duas vagas de acesso direto à Série A. Já o Dragão aparece em oitavo lugar, com 54 pontos, fora do G-6. A equipe goiana precisa diminuir a distância para os concorrentes que estão à frente para continuar na briga por uma vaga nos playoffs de acesso.

A situação do Atlético-GO exige atenção nas três rodadas restantes da Série B. Com 54 pontos, o Dragão ocupa a oitava colocação e está a apenas um ponto do CRB, sexto colocado, que soma 55. O Sport aparece em sétimo, também com 54 pontos, enquanto o Goiás, com 52, está na nona posição e ainda mantém chances de alcançar o G-6. A disputa envolve, portanto, quatro equipes que seguem na briga pelas últimas vagas nos playoffs.

Fortaleza tenta alcançar os líderes

Do outro lado, o Fortaleza também está diretamente envolvido na disputa pelas primeiras posições. Com 61 pontos, o time cearense ocupa o quarto lugar, um atrás do Vila Nova, terceiro colocado com 62, e três abaixo dos líderes Novorizontino e Juventude, que somam 64 pontos cada.

Diante do Atlético-GO, a equipe tem a oportunidade de encurtar essa distância e seguir na briga por uma das duas vagas de acesso direto à Série A. Ao mesmo tempo, precisa defender sua posição no G-6 para não comprometer a classificação aos playoffs de acesso.

Reta final sem margem para tropeços

O confronto no Castelão acontece em um momento de definição para os clubes. O Fortaleza busca permanecer próximo da liderança, enquanto o Atlético-GO tenta transformar a proximidade em pontos para alcançar o grupo que disputará os playoffs.

Depois do compromisso em Fortaleza, o Dragão terá mais duas partidas para buscar a classificação. Na 37ª rodada, enfrenta o Athletic fora de casa. Na última rodada, recebe o Cuiabá. O Fortaleza encara o Novorizontino como visitante e encerra sua participação diante do Vila Nova.

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Leão XIV torna-se o primeiro papa a votar em uma eleição geral nos Estados Unidos

Leão XIV tornou-se o primeiro papa a votar em uma eleição geral nos Estados Unidos, ao enviar seu voto pelo correio em uma disputa que definirá os rumos políticos do país enquanto a era Trump caminha lentamente para o fim.

O Vaticano confirmou nesta sexta-feira, 30, que o pontífice, nascido em Chicago, enviou seu voto pelo correio na cidade, antes das eleições de meio de mandato (midterms), marcadas para 3 de novembro. A Santa Sé destacou que a decisão está alinhada à sua convicção de longa data sobre a importância da participação cívica.

Leão, cujo nome de batismo é Robert Prevost, "exerceu seu direito de voto como cidadão dos Estados Unidos" e fez isso "sempre que esteve apto a fazê-lo", informou o serviço de imprensa da Santa Sé.

O comunicado acrescentou que o pontífice também votou durante o período em que viveu no Peru, sempre que esteve habilitado. Leão morou no país por mais de 20 anos, onde atuou como padre missionário e bispo.

"O Santo Padre expressa sua convicção no direito e no dever dos cidadãos de participar dos processos democráticos", acrescentou a nota. Leão tem cidadania americana e peruana e também é chefe de Estado de um país estrangeiro, a Santa Sé. A Cidade-Estado do Vaticano é uma monarquia absoluta, sem eleições políticas.

A legislação federal dos Estados Unidos permite que cidadãos residentes no exterior, inclusive aqueles que trabalham para governos estrangeiros, votem por meio de cédulas de votação à distância. Americanos que trabalham para governos estrangeiros não correm automaticamente o risco de perder a cidadania americana.

No entanto, o Departamento de Estado dos EUA informa em seu site que pode "analisar ativamente" a situação de cidadania de americanos que "atuem como chefes de Estado, chefes de governo ou ministros das Relações Exteriores de países estrangeiros".

Na eleição deste ano, os eleitores de Illinois decidirão se o governador JB Pritzker será reeleito para um terceiro mandato. Também escolherão um novo senador para ocupar a cadeira deixada em aberto pela aposentadoria do democrata Dick Durbin, católico e integrante histórico do Senado. Não há consultas populares estaduais incluídas na cédula eleitoral de Illinois.

O presidente Donald Trump não disputa nenhum cargo nesta eleição, mas intensificou a campanha para tentar preservar o controle republicano da Câmara dos Representantes e do Senado nos dois últimos anos de seu segundo mandato.

O voto de Leão foi divulgado inicialmente pelo jornal Chicago Sun-Times, que citou o chefe de gabinete do escritório eleitoral do condado de Will. Segundo ele, o papa, registrado em um endereço na cidade de New Lenox, solicitou uma cédula para votação pelo correio em 3 de outubro.

O pedido foi feito apenas dez dias antes de Leão passar por uma cirurgia para a retirada de um tumor cancerígeno do pulmão direito. O pontífice vem retomando gradualmente suas atividades no Vaticano desde que recebeu alta hospitalar, em 17 de outubro.

Desde que assumiu o papado, Leão tem sido alvo de críticas de Trump por condenar reiteradamente a guerra entre Estados Unidos e Israel contra o Irã e defender um tratamento digno aos imigrantes.

 

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© REMO CASILLI/ASSOCIATED PRESS/ESTADÃO CONTEÚDO

Papa Leão XIV
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Un rapper canta e registra un videoclip durante la manifestazione di Milano

Durante il corteo per lo sciopero generale che ha sfilato questa mattina per le strade di Milano, il trapper Andrea Marrone – in arte BighiBrown – ha approfittato dell’occupazione della Tangenziale Est, bloccata per ore dai manifestanti, per girare un videoclip, cantando in playback alcune strofe di una sua canzone in mezzo a fumogeni con i colori della bandiera italiana. “I politici ci vogliono mettere l’uno contro l’altro”, ha spiegato il trapper al termine dell’esibizione, “ma a creare i problemi non è la razza bianca né la razza nera: sono loro che vogliono crearli per metterci l’uno contro l’altro e creare ancora più casino”.

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Siher, il Tribunale chiede di valutare misure di protezione per la gip Landoni. L’Anm: “Attacchi sessisti e diffamatori”

Dallo scontro politico alle minacce personali, fino alla possibile adozione di misure di protezione. Si aggrava il clima attorno alla gip del Tribunale di Milano Tiziana Landoni, finita al centro delle polemiche dopo la decisione di non convalidare il fermo di Youssef Siher, l’attivista pro Palestina coinvolto nelle indagini sul Movimento 17 ottobre. Il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, ha scritto al prefetto e al questore per chiedere di verificare se la magistrata sia esposta a una situazione di pericolo tale da rendere necessaria l’adozione di misure di tutela.

La richiesta arriva dopo che un monitoraggio dei social network ha portato all’individuazione di diversi messaggi minatori indirizzati alla giudice. In almeno due casi, secondo quanto emerso, le minacce sarebbero esplicite. Parallelamente, l’Associazione nazionale magistrati di Milano denuncia una serie di attacchi personali, con insulti sessisti e contenuti diffamatori, rivolti non soltanto a Landoni ma anche ad altre magistrate coinvolte nel procedimento.

Minacce sui social alla gip Landoni, la lettera del presidente Roia

La situazione è stata presa in esame dai vertici del Tribunale milanese, che hanno avviato una ricognizione dei contenuti pubblicati online dopo la scarcerazione di Siher e le successive polemiche politiche. I carabinieri in servizio presso la dirigenza del Tribunale hanno effettuato controlli su chat e post, individuando una serie di frasi considerate minatorie. Alcuni dei messaggi sono stati allegati alla comunicazione inviata da Fabio Roia al prefetto di Milano, al questore, al procuratore Marcello Viola e alla procuratrice generale Francesca Nanni. L’obiettivo è accertare se esistano rischi concreti per la sicurezza personale della giudice e se sia quindi necessario predisporre strumenti di protezione. Al momento non risulta che siano già state disposte misure specifiche. La richiesta riguarda proprio la valutazione dell’eventuale pericolo alla luce dei contenuti emersi dal monitoraggio.

Anm Milano: “Attacchi di inaudita gravità e di evidente matrice sessista”

A denunciare il clima che si è creato attorno alla vicenda è anche la sezione distrettuale milanese dell’Associazione nazionale magistrati, che ha diffuso una nota di solidarietà alle colleghe coinvolte. “L’immagine di alcune magistrate, requirenti e giudicanti, impegnate in indagini ampiamente raccontate dagli organi di informazione, è stata non soltanto diffusa pubblicamente, ma accompagnata da commenti e attacchi di inaudita gravità, dai contenuti apertamente diffamatori e connotati da una evidente matrice sessista”, denuncia l’Anm. L’associazione sottolinea come l’esposizione pubblica delle magistrate stia assumendo caratteristiche particolarmente preoccupanti, andando ben oltre il confronto sulle decisioni giudiziarie.

“Si dice spesso che i magistrati parlino attraverso i loro provvedimenti e che la loro immagine personale non appartenga alla dimensione della comunicazione pubblica. Proprio per questo, quanto sta accadendo in queste ore desta particolare preoccupazione”, si legge nella nota.

Nel mirino anche la pm Francesca Crupi: la foto scambiata per quella della giudice

Gli attacchi non hanno riguardato soltanto Tiziana Landoni. Tra le magistrate prese di mira figura infatti anche Francesca Crupi, la pubblico ministero che aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Siher. La sua immagine sarebbe stata diffusa online e scambiata per quella della gip Landoni, diventando a sua volta oggetto di insulti e commenti offensivi. Un episodio particolarmente significativo, anche alla luce del fatto che le due magistrate avevano assunto posizioni opposte nel procedimento: Crupi aveva sostenuto le richieste della Procura, mentre Landoni le aveva respinte, disponendo la liberazione dell’attivista.

L’Anm esprime alle colleghe “piena e incondizionata solidarietà”, condannando ogni forma di aggressione personale che superi i confini del diritto di critica. Secondo l’associazione, questi comportamenti finiscono per colpire “la dignità delle persone e, in particolare, delle donne che esercitano funzioni pubbliche”.

Caso Siher, lo scontro politico e la richiesta di tutela al Csm

Le minacce arrivano al termine di giorni di fortissima tensione istituzionale. La decisione di Landoni di non convalidare il fermo di Siher era stata definita “vergognosa” dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre il vicepremier Matteo Salvini aveva sollevato dubbi sull’imparzialità della magistrata, richiamando la sua adesione a un appello dei giuristi per Gaza.

Proprio in seguito alle dichiarazioni della premier, un gruppo di consiglieri togati e laici del Consiglio superiore della magistratura ha chiesto l’apertura di una pratica a tutela della giudice, ritenendo che gli attacchi politici rischino di delegittimare la funzione giurisdizionale. Ora, tuttavia, la questione assume anche una dimensione di sicurezza personale.

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Dalle motocicliste keniote alle bici “Diversamente St..Abili”: i WEmbrace Awards di Bebe Vio e la raccolta fondi per le protesi sportive

“Riscrivere le regole del gioco significa permettere a ogni bambino di fare sport”. Ruggero Vio gira tra i tavoli e a ogni ospite riserva un sorriso, un saluto, un aneddoto. È fiero degli atleti che sono cresciuti con la Fondazione art4sport: non perde occasione per raccontare i loro successi ai Giochi paralimpici. Alla serata di gala benefica di giovedì 29 ottobre al Palazzo del Ghiaccio di Milano, del resto, sono loro gli ambassador. Con la quarta edizione dei WEmbrace Awards, organizzata dalla Fondazione, l’obiettivo è raccogliere fondi per l’acquisto di protesi sportive per bambini e ragazzi con amputazioni d’arto. Ma anche celebrare i progetti che – proprio come l’Academy di Beatrice “Bebe” Vio Grandis, a cui si deve anche l’idea della serata – riescono, ovunque nel mondo, a portare cambiamento. E non solo nello sport.

La Fondazione, nata nel 2009, è cresciuta nel corso degli anni: oggi si impegna acquistando protesi, carrozzine e ausili per i suoi atleti e seguendo i più piccoli nel percorso formativo. “L’idea è che il cambiamento parta dai legami che sappiamo stringere”, spiega Bebe Vio. Mentre lo ricorda, si stringono a lei tutti i presenti: i suoi genitori, i giovani campioni, i presentatori Fabio Fazio e Rachele Sangiuliano (ex campionessa mondiale di pallavolo). Intorno al palco, nel centro della storica pista del Palaghiaccio, gli amici di una vita cenano – e il menù, d’eccezione, è a cura di Carlo Cracco – insieme a ospiti, colleghi, sostenitori. Da Mara Maionchi a Fabio Capello, da Emma Marrone a Paola Turci e non solo.

Poi, le autorità e le istituzioni del mondo dello sport: Luigi Mazzone, presidente della Federazione Italiana Scherma. Stefano Bucello, Capo di Gabinetto Lavoro Giovani e Sport del Comune di Milano. Claudia Colla, capo della Rappresentanza della Commissione europea per il Nord Italia, e Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo. È anche a loro che si rivolge la serata.

Le attrezzature sportive e le protesi avanzate ad alta tecnologia non rientrano nei LEA garantiti dal Sistema sanitario nazionale. Per questo realtà private come art4sport – anche con le raccolte fondi di serate come quella di giovedì – si fanno carico di studio, finanziamento e realizzazione. Sono già 75 gli atleti di art4sport tornati a fare sport grazie alle protesi fornite dalla Fondazione. Tra loro, anche i giovani ambasciatori presenti: Riccardo Bagaini, velocista paralimpico italiano (categoria T47). Alessandro Sbuelz, vincitore di ori europei in Nazionale e successi in Serie A nel basket paralimpico. Emanuele Lambertini, atleta di scherma in carrozzina. Nel suo palmarès anche il recente trionfo nel Mixed Team a Cardiff 2026. Giuliana Chiara Filippi, velocista con record nazionali in quattro specialità.

Sono loro a presentare i vincitori dei WEmbrace Awards. Le storie premiate, selezionate dall’Osservatorio permanente della Fondazione, sono unite da un fil rouge: l’inclusione. C’è Akiko Kanna, che a Tokyo gestisce un bar in cui i camerieri convivono con la demenza. Ci sono le Boda Girls, con Nancy Akeyo Otieno: motocicliste che fanno servizio taxi per sole donne nelle aree rurali del Kenya. C’è la voce di Hind Rajab e quella di sua mamma, che in un videomessaggio ringrazia del riconoscimento e invita a non dimenticare ciò che accade, tuttora, a Gaza.

In Italia, i riconoscimenti sono andati a Mabalou Touré e Anselmo Sanguanini. Touré, a Palermo, accompagna come tutrice volontaria attraverso le difficoltà burocratiche, sanitarie e quotidiane i minori stranieri non accompagnati. Sanguanini – che ritirando il premio si è commosso, dedicandolo a suo figlio Francesco, disabile non verbale – costruisce biciclette su misura per ogni necessità. Il progetto “Bici Diversamente St..Abili” è nato nel garage di casa sua, con un primo modello unico: Anselmo voleva che anche suo figlio provasse la libertà di andare su due ruote. Oggi che, con le sue abilità artigiane, ha restituito a centinaia di bambini la possibilità di muoversi, il suo contributo è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.

Tra una premiazione e l’altra, Dardust con il suo pianoforte fa ballare i presenti. I più timidi seguono il ritmo con la testa, restando intorno al proprio tavolo. Altri – sciolti dalle “bollicine” e dalla sensazione di “essere a casa di amici” – ballano in giro per la pista. Dal mondo dello sport a quello dei media e della politica, tutti parlano con tutti. E la serata in via Piranesi, più che una formale cena di gala, sembra una festa. “Con ‘People Matter’ – sottolinea la presidente Teresa A. Grandis – abbiamo voluto rimettere al centro il valore inestimabile di ogni singolo individuo e della nostra capacità di fare squadra. Grazie alle storie che abbiamo celebrato durante la serata abbiamo imparato che dalle fragilità e dalle differenze nascono i punti d’incontro più autentici”.

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Rui Caetano diz que a CMF está a criar novas barreiras arquitectónicas no espaço urbano

O vereador do PS na Câmara Municipal do Funchal veio acusar a autarquia de estar a criar novas barreiras arquitetónicas na cidade, levando a potenciais situações de perigo para pessoas com mobilidade reduzida e, mais grave ainda, para cidadãos invisuais. Rui Caetano diz-se preocupado relativamente à recente intervenção realizada no espaço público no centro urbano, […]
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Sciopero generale, il manifestante ai poliziotti: “Il governo ci affama. Scendete in piazza con noi”

“Non ce la facciamo ad arrivare a fine mese e la vostra situazione non è così diversa”. A dirlo ai poliziotti e ai finanzieri è uno degli oltre 50mila manifestanti che hanno sfilato in corteo per le vie di Milano.

“Cosa ci vuole a farvi scendere in piazza con noi”, ha detto lo studente universitario alle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. “Il governo ci affama, devo fare cinquanta chilometri al giorno per andare in aula. Non vi chiedo una rivolta violenta, ma pacifica”.

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Fantacalcio, Varela cerca il nono centro e Thuram uomo derby: Soulé sì, Davis no. I consigli per la decima giornata

Derby di Milano, Juventus-Napoli e tre giorni di partite per scegliere la formazione. La decima giornata di Serie A si apre sabato e si chiude lunedì sera con Atalanta-Parma. Ecco il 4-3-3 e i Fantaconsigli di Affaritaliani, tra giocatori da schierare, sorprese e nomi da lasciare in panchina.

Fantacalcio, decima giornata tra derby e big match: il nostro 4-3-3

Si torna al campionato formato spezzatino, dopo un turno infrasettimanale che ha regalato gol e risultati sorprendenti. Si parte sabato 31 ottobre con Bologna-Monza, prima di Udinese-Roma e del derby Milan-Inter. Domenica spazio a Como-Venezia, Frosinone-Torino, Lazio-Cagliari, Lecce-Genoa e Juventus-Napoli. Lunedì chiudono Sassuolo-Fiorentina e Atalanta-Parma. I cinque cambi permettono qualche azzardo, ma la panchina va preparata bene, soprattutto per chi aspetta i posticipi.

I Fantaconsigli di Affaritaliani continuano a privilegiare le leghe con modificatore difesa e il 4-3-3 resta il nostro modulo di riferimento. Dietro cerchiamo voti e qualche bonus, a centrocampo puntiamo su chi può accompagnare l’azione e davanti spazio a tre attaccanti interessanti. Occhio ai ballottaggi, perché dopo le fatiche infrasettimanali qualche allenatore potrebbe cambiare le carte in tavola.

La formazione consigliata di Affaritaliani per la 10ª giornata

Portiere

Carnesecchi

Possibile sostituto: Mandas

Difensori

Mancini, Álex Valle, Bremer, Juan Miranda

Sostituti bonus: Bracaglia, Bastoni, Tiago Gabriel

Centrocampisti

Ferguson, Da Cunha, Frattesi

Sostituti bonus: El Shaarawy, Mastantuono, Rowe

Attaccanti

Gustavo Varela, Soulé, Marcus Thuram

Sostituti bonus: Laurienté, Raimondo, Malen

Sorprese

Mendy, N’Dri, Noa Lang, Zaniolo

Da evitare

Keinan Davis, Hutchinson, Romano, Valeri

Carnesecchi cerca il riscatto contro il Parma, Mandas per continuare la corsa della Lazio

Marco Carnesecchi è la nostra prima scelta. L’Atalanta ospita il Parma lunedì sera dopo il pareggio per 2-2 sul campo della Fiorentina. Il portiere bergamasco ha evitato la sconfitta con un intervento nel finale e contro gli emiliani può puntare anche alla porta inviolata. La difesa di Sarri, però, è ancora alle prese con numerose assenze.

L’alternativa è Christos Mandas, che con la Lazio riceve il Cagliari. La squadra di Gattuso arriva dal 6-2 contro il Sassuolo e attraversa un ottimo momento. Il portiere greco dovrebbe essere confermato dal primo minuto e, davanti ai propri tifosi, può cercare un buon voto. Il Cagliari, però, ha giocatori capaci di trovare la porta.

Mancini e Bremer per il modificatore, Valle e Miranda a caccia di assist

Gianluca Mancini può essere una scelta interessante contro l’Udinese. La Roma va a Udine dopo aver battuto il Cagliari per 4-2 e il difensore ha le caratteristiche per garantire un buon voto, soprattutto nei duelli aerei. Attenzione però alle probabili: Ghilardi potrebbe essere preferito dal primo minuto. Noi lo schieriamo, ma con una riserva sicura.

Álex Valle affronta il Venezia con il Como. La squadra di Fabregas arriva dalla vittoria contro il Torino e lo spagnolo può sfruttare la corsia sinistra per accompagnare l’azione. Il ballottaggio con Kaiki resta aperto, ma l’incrocio casalingo invita a rischiare. Per chi cerca un assist dalla difesa, Valle può fare gola.

Bremer è uno dei nostri riferimenti per il modificatore. La Juventus ospita il Napoli e il brasiliano dovrà affrontare un attacco guidato da Højlund. Non sarà una partita semplice, ma il centrale bianconero può cercare un buon voto grazie alla propria fisicità e alla voglia di riscatto rispetto alle ultime, non brillanti, prestazioni. E sui calci piazzati offensivi resta sempre una possibile minaccia.

Juan Miranda completa il quartetto. Il Bologna ospita il Monza dopo l’impresa di San Siro, dove ha battuto il Milan per 4-2. Lo spagnolo è entrato nella ripresa e ha inciso subito con i suoi cross, partecipando alla rimonta rossoblù. Palladino potrebbe rilanciarlo dal primo minuto. Per il modificatore, ma soprattutto per l’assist, noi ci puntiamo.

Tra i sostituti c’è Bracaglia, che con il Frosinone riceve il Torino. I ciociari arrivano dal 5-1 contro il Lecce, ma il difensore è rimasto in panchina nell’ultima gara. La concorrenza con Terzic rende la titolarità tutt’altro che certa. Buona alternativa, purché ci sia una copertura.

Alessandro Bastoni affronta il Milan nel derby. L’Inter arriva dal successo contro il Venezia e il difensore resta una garanzia per chi cerca il modificatore. La partita può però essere ricca di occasioni da entrambe le parti, quindi il rischio di subire gol esiste. Bastoni può compensarlo con il voto e qualche possibile inserimento.

Chiudiamo con Tiago Gabriel, impegnato con il Lecce contro il Genoa. I salentini devono reagire dopo i cinque gol incassati a Frosinone e l’assenza dello squalificato Gaspar pesa sulla difesa. Il portoghese può sfruttare il proprio fisico nei duelli, ma le difficoltà della squadra suggeriscono prudenza. È un’alternativa, non una certezza da modificatore.

Ferguson dopo l’impresa del Bologna, Da Cunha contro il Venezia: Frattesi vuole il bonus

Lewis Ferguson è uno dei nostri centrocampisti consigliati. Il Bologna torna al Dall’Ara dopo aver battuto il Milan e lo scozzese dovrebbe essere confermato in mediana. Contro il Monza può sfruttare gli inserimenti e accompagnare l’azione offensiva. Non è il giocatore da cui aspettarsi un gol ogni settimana, ma l’incrocio è interessante.

Lucas Da Cunha affronta il Venezia con il Como. Il francese può partecipare alla costruzione del gioco e cercare qualche conclusione dalla distanza, soprattutto se gli ospiti saranno costretti a difendersi bassi. Occhio al ballottaggio con Milla, però. Se Fabregas lo confermerà dal primo minuto, può essere una buona scelta per completare il centrocampo.

Davide Frattesi riceve il Cagliari dopo la goleada della Lazio contro il Sassuolo. Lo abbiamo consigliato spesso per gli inserimenti senza palla e continuiamo a farlo. Nell’ultima partita ha sbagliato un rigore, ma le occasioni per trovare il bonus non gli mancano. Davide, magari stavolta meglio segnare su azione.

In panchina scegliamo Stephan El Shaarawy, che affronta il Lecce con il Genoa. De Rossi può utilizzarlo sulla trequarti o in posizione avanzata, sfruttando la sua capacità di accentrarsi e cercare la conclusione. Il Lecce arriva da una brutta sconfitta e può concedere spazi. Se partirà titolare, il Faraone è una buona alternativa.

Franco Mastantuono va a Reggio Emilia con la Fiorentina. L’argentino è uno dei giocatori più tecnici della squadra di Vanoli, ma non sempre le sue giocate si trasformano in bonus. Contro il Sassuolo può approfittare degli spazi sulle corsie. Per chi vuole rischiare su un centrocampista offensivo, resta una soluzione interessante.

Jonathan Rowe chiude le alternative. L’Atalanta ospita il Parma e l’inglese può trovare spazio sulla trequarti, anche a gara in corso. Sarri ha diverse soluzioni offensive e le ultime probabili lo mettono in concorrenza con Zalewski. Il rischio di un minutaggio ridotto esiste, ma contro gli emiliani può essere una scommessa da ultimo slot.

Varela vuole continuare a segnare, Soulé affronta l’Udinese: Thuram si prende il derby

Gustavo Varela è una delle nostre prime scelte. Il Monza va a Bologna e il portoghese arriva all’appuntamento con otto gol in campionato, un bottino che lo ha portato in cima alla classifica marcatori. La squadra di Juric non attraversa un momento semplice, ma Varela continua a trovare la porta. Contro il Bologna sarà dura, però lasciarlo fuori adesso sarebbe un azzardo.

Matías Soulé affronta l’Udinese con la Roma. Gasperini dovrebbe confermarlo sulla trequarti, dove l’argentino può sfruttare la qualità del proprio sinistro e i movimenti di Malen. I friulani non stanno vivendo una grande stagione e la difesa concede occasioni. Soulé può cercare il bonus anche con una giocata individuale.

Marcus Thuram completa il tridente e si prepara al derby contro il Milan. L’Inter dovrà ancora fare a meno di Lautaro Martinez, quindi il francese avrà responsabilità importanti nell’attacco di Chivu. Accanto a Pio Esposito può sfruttare la propria velocità e la capacità di attaccare la profondità. Un derby è imprevedibile, ma Thuram non si lascia fuori.

Tra i sostituti scegliamo Armand Laurienté, che affronta la Fiorentina con il Sassuolo. Dopo il pesante 6-2 subito dalla Lazio, i neroverdi devono reagire e il francese può sfruttare gli spazi sulle fasce. La sua velocità resta un’arma preziosa, anche se la squadra di Aquilani dovrà ritrovare equilibrio.

Antonio Raimondo è la seconda alternativa. Il Frosinone continua a stupire e l’attaccante ha segnato anche nel 5-1 contro il Lecce. Domenica arriva il Torino, squadra che ha mostrato difficoltà difensive in diverse occasioni. Raimondo può sfruttare i palloni messi a disposizione da Ghedjemis e Kvernadze. Con questa forma, tenerlo fuori è difficile.

Infine Donyell Malen, impegnato con la Roma contro l’Udinese. L’olandese dovrebbe guidare l’attacco di Gasperini e può sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa friulana. È una partita interessante per ritrovare il bonus, soprattutto se la Roma riuscirà a portare diversi uomini nella metà campo avversaria. Ovviamente chi ha Malen lo schiera, ma in questa rubrica si cerca, spesso, anche l’effetto “sopresa”

Mendy contro la Lazio, N’Dri cerca spazio: Lang e Zaniolo possono sorprendere

Le quattro sorprese della decima giornata sono Mendy, N’Dri, Noa Lang e Nicolò Zaniolo.

Mendy è una scommessa coraggiosa. Il Cagliari va all’Olimpico contro una Lazio reduce da cinque vittorie consecutive e il compito non sarà semplice. Pisacane può utilizzarlo come riferimento offensivo, ma resta da verificare il ballottaggio con Nzola. Se partirà titolare, la sua fisicità potrebbe creare qualche problema ai difensori biancocelesti.

N’Dri affronta il Genoa con il Lecce. Il giovane esterno può sfruttare la velocità nell’uno contro uno, soprattutto se Di Francesco gli concederà spazio dopo la pesante sconfitta di Frosinone. Non ha il posto garantito e nell’ultimo turno è entrato dalla panchina. Può essere la classica scommessa da ultimo slot, ma serve una riserva.

Noa Lang affronta la Juventus con il Napoli. L’olandese è tra i candidati per una maglia nel tridente offensivo di Allegri e può sfruttare la sua capacità di accentrarsi e cercare la porta. La partita sarà complicata, ma proprio nei big match un giocatore come Lang può trovare il bonus con una giocata.

Nicolò Zaniolo chiude il quartetto. L’Udinese ospita la Roma e per l’ex giallorosso c’è anche il fattore ex, che al Fantacalcio fa sempre un po’ gola. Runjaic dovrebbe confermarlo sulla trequarti, dove può cercare la conclusione con il sinistro. La Roma resta favorita, ma Zaniolo può avere qualche motivazione in più.

Davis contro la Roma, Hutchinson nel derby: attenzione anche a Romano e Valeri

Keinan Davis è il primo nome che lasciamo fuori. L’Udinese ospita la Roma e l’inglese dovrà affrontare una difesa fisica, capace di limitarne i movimenti in area. Davis continua a faticare sotto porta e potrebbe essere costretto a giocare diversi palloni spalle alla porta. Con alternative più calde, si può guardare altrove.

Omari Hutchinson affronta l’Inter nel derby. L’inglese ha trovato il primo gol con il Milan contro l’Udinese, ma contro i nerazzurri rischia di avere meno spazio per attaccare. Amorim può confermarlo sulla trequarti, anche se Moreira è tornato a disposizione e aumenta la concorrenza. Per questa giornata preferiamo centrocampisti con incroci più favorevoli.

Romano va a Roma con il Cagliari per affrontare la Lazio. Il centrocampista può trovare spazio nella formazione di Pisacane, ma contro la squadra di Gattuso rischia di dover lavorare soprattutto in copertura. Le possibilità di bonus potrebbero essere limitate. Se avete un centrocampista più offensivo, meglio puntare su quello.

Chiudiamo con Emanuele Valeri, impegnato con il Parma sul campo dell’Atalanta. L’esterno può accompagnare l’azione, ma la squadra di Gilardino rischia di trascorrere molti minuti nella propria metà campo. Zappacosta e gli uomini offensivi di Sarri possono costringerlo a difendere. Per il modificatore, questa settimana ci sono soluzioni più tranquille.

Gaspar e Thorstvedt squalificati: Lobotka e Lautaro fuori, tutti gli indisponibili della decima giornata

Sono due i calciatori squalificati per la decima giornata di Serie A. Kialonda Gaspar del Lecce deve scontare il secondo turno di stop dopo l’espulsione contro la Juventus, mentre Kristian Thorstvedt del Sassuolo è stato fermato per una giornata dopo il rosso ricevuto contro la Lazio.

Resta squalificato anche Massimiliano Allegri, che non potrà guidare il Napoli dalla panchina contro la Juventus.

I giocatori in dubbio

Cagliari: Winks deve smaltire un problema alla schiena e resta da valutare per la Lazio.

Como: Liberali è alle prese con un problema alla gamba. La sua disponibilità resta incerta.

Fiorentina: Ranieri deve recuperare da un problema al piede e resta in dubbio per il Sassuolo.

Genoa: Ellertsson ha riportato un problema alla caviglia contro la Juventus. Gli esami hanno escluso lesioni, ma la sua presenza contro il Lecce non è certa.

Lazio: Marusic e Rovella stanno recuperando dai rispettivi problemi muscolari. Entrambi possono tornare disponibili contro il Cagliari.

Monza: Folorunsho e Maye restano da valutare per problemi fisici.

Torino: Fortini e Cacciamani sono in dubbio per la trasferta di Frosinone.

Udinese: Solet e Zanoli restano da monitorare. Il primo è in recupero da un problema muscolare, mentre Zanoli ha accusato un fastidio fisico.

Gli infortunati che saltano il turno

Atalanta: indisponibili Bellanova, Kristensen, Gaetano, Scamacca, Kessié, Kolašinac, Kossounou, Hien, Raspadori e Pompei. La difesa di Sarri continua a perdere pezzi, mentre Scalvini è tornato a disposizione.

Bologna: fuori Holm, Piccoli, Enem e De Silvestri. Orsolini è invece tornato ad allenarsi con il gruppo e può essere recuperato per il Monza.

Cagliari: assenti Felici e Idrissi, entrambi in recupero dagli infortuni al ginocchio.

Como: indisponibili Addai, Chalobah, Jesus Rodriguez, Kean e Assane Diao. Addai ha accusato un nuovo problema muscolare dopo il rientro.

Fiorentina: fuori Pongračić, Atta e Parisi. Ranieri resta invece tra i giocatori in dubbio.

Frosinone: indisponibile Grillitsch, ancora alle prese con la sindrome retto-adduttoria.

Genoa: fuori Nuredini, Venturino e Havel. Ellertsson resta da valutare.

Inter: indisponibili Lautaro Martinez, Luis Henrique, Curtis Jones, John Stones e Benjamin Pavard. Lautaro tornerà dopo la sosta di novembre, mentre Jones e Pavard provano a recuperare per i prossimi impegni.

Juventus: fuori Nico González, Çelik, Conceição, Yildiz, Locatelli, Ekhator, Khéphren Thuram, Grabara e Milik. Spalletti deve ancora fare i conti con numerose assenze.

Lazio: indisponibile Gudmundsson, fermo per la lussazione alla spalla.

Lecce: assenti Geubbels, Coulibaly, Berisha, Pierotti e Ilić. Gaspar è invece squalificato.

Milan: fuori Tomori, Gabbia, Saelemaekers, Chukwueze, Loftus-Cheek e Pietro Terracciano. Amorim ha recuperato Gila, Rabiot e Moreira per il derby.

Monza: indisponibili Pessina e Ziolkowski. Folorunsho e Maye restano in dubbio.

Napoli: fuori Lobotka, Badiashile, Spinazzola, Alisson Santos, Buongiorno, Favasuli e Neres. Lobotka ha riportato un infortunio alla caviglia e dovrà restare fermo per circa un mese e mezzo.

Parma: indisponibile Elphege, operato per appendicite.

Roma: fuori Svilar, Manu Koné, Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini. Dybala non recupera per Udine, mentre il rientro di Svilar è stato rinviato a dopo la sosta.

Sassuolo: indisponibili Leysen, Ismaël Koné e Boloca. Thorstvedt salta invece la Fiorentina per squalifica.

Torino: fuori Mandragora, Rodriguez e Franco Israel. Restano da valutare Fortini e Cacciamani.

Udinese: indisponibili Bayo, Alaba e Gueye. Solet e Zanoli sono ancora in dubbio.

Venezia: fuori Franjic, Thierry Correia, Sverko e Adorante. Correia salta il Como per il problema ai flessori, mentre Franjic prosegue il recupero dopo l’intervento alla spalla.

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È morto a 49 anni Francesco Pompilio, addio all’attore de “Il Paradiso delle Signore” e “Buen Camino” con Zalone

Francesco Pompilio, attore noto tra i suoi lavori per la partecipazione nella terza stagione di “Il Paradiso delle Signore” e anche per la più recente parte ricoperta in “Buen Camino” di Checco Zalone, è morto all’età di 49 anni. Ad annunciare la sua scomparsa è stata la sua agenzia, che in un messaggio pubblicato su Facebook lo ha così ricordato: “Dire che Francesco fosse un attore è riduttivo: Francesco era un’anima generosa che ha scelto di fare del palcoscenico e dello schermo lo specchio della propria umanità, regalando a tutti noi frammenti di verità attraverso ogni personaggio che ha interpretato”.

Pompilio è passato sia dal piccolo che dal grande schermo, recitando anche in alcuni spot pubblicitari. Ha lavorato per un progetto italianissimo e legato alla tv come “Il Paradiso delle Signore”, ma ha anche recitato in “Ripley”, una serie prodotta da Netflix, frutto di una collaborazione italo-americana.

Come si ricordava, però, nella carriera dell’attore scomparso a soli 49 anni non è mancato neanche il cinema, in film anche in questo caso molto diversi tra loro. Ha partecipato, infatti, sia a un film d’autore come “Finalmente l’alba” di Saverio Costanzo che a una commedia leggera come “Buen Camino” di Checco Zalone, dove interpretava Gianni, un pellegrino incontrato durante il cammino di Santiago.

“Francesco ci lascia una grande eredità: l’esempio di un artista autentico, che ha amato profondamente la vita, la famiglia e la creatività. Quando il sipario cala, non svanisce la bellezza di ciò che è stato messo in scena. I suoi progetti passati e futuri, le sue interpretazioni, la sua voce e il ricordo del suo sguardo rimarranno impressi in tutti noi, e di chiunque abbia incrociato il suo cammino” ha scritto sempre nel post pubblicato su Facebook la sua agenzia.

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Petrobras abre chamada de propostas para contratação de biometano

A Petrobras abriu nesta sexta-feira (30) uma chamada de propostas para contratação de biometano.

Segundo a companhia, a iniciativa integra a estratégia de descarbonização e busca preparar a estatal para o atendimento das obrigações previstas na Lei do Combustível do Futuro.

O prazo para cadastro e solicitação de participação na chamada vai até o dia 11 de dezemrbo, já as propostas serão recebidas entre os dias 14 e 22 do mesmo mês.

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Para William Nozaki, diretor de Transição Energética e Sustentabilidade, a chamada acompanha a evolução do mercado brasileiro de biometano, que tende a ganhar relevância com o avanço do marco regulatório e das políticas de incentivo à produção e ao uso de combustíveis renováveis.

“A expectativa é ampliar a participação de biometano na matriz de suprimento da companhia nos próximos anos”, afirmou.

Ainda segundo a Petrobras, a companhia pretende avaliar as condições de mercado para eventuais contratos com vigência de até dez anos para fornecimento a partir do ano que vem.

Obiometano deverá ser utilizado principalmente para substituir parte do gás natural consumido em refinarias e outras instalações industriais da empresa.

A iniciativa segue a estratégia da empresa de desenvolver soluções que conciliem a segurança energética, competitividade e redução da intensidade de carbono.

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Chivasween: jogadores chegam fantasiados a treino do Chivas; veja

O treino do Chivas Guadalajara da última quinta-feira (29) teve um clima diferente. Em vez de chegarem ao centro de treinamento de Verde Valle com o uniforme habitual, os jogadores apostaram em fantasias para celebrar o Halloween em mais uma edição do tradicional “Chivasween”.

A criatividade dos atletas chamou a atenção dos torcedores nas redes sociais. Terceiro colocado do Campeonato Mexicano, com 26 pontos, dois a menos que o líder América, o elenco mostrou que o bom entrosamento também aparece nos momentos de descontração.

A comemoração já faz parte do calendário do clube e costuma render produções inusitadas. Em 2025, Piojo Alvarado foi um dos protagonistas ao aparecer vestido de Branca de Neve, acompanhado de dois jogadores caracterizados como anões. Neste ano, o meio-campista voltou a entrar no clima e escolheu a Chiquinha como personagem.

A homenagem ao universo de Chaves não parou por aí. Ricardo Marín apareceu caracterizado como Seu Madruga, enquanto Diego Campillo assumiu o papel do próprio Chaves, reunindo três personagens bastante populares da televisão mexicana.

Veja as fantasias dos jogadores do Chivas

Entre os outros destaques, Kevin Castañeda apostou no visual de Frankenstein, e Leonel Calderón escolheu o boneco Chucky. Rubén “Hormiga” González também entrou na temática do terror e surgiu fantasiado de Beetlejuice.

Nem todos, porém, seguiram pelo caminho dos personagens assustadores. Hugo Camberos apareceu como líder de torcida, enquanto Luis Romo vestiu o uniforme de beisebol dos Cañeros de Los Mochis. José Castillo escolheu uma fantasia de faraó.

Já Ángel Sepúlveda protagonizou uma das cenas mais curiosas da atividade: chegou ao centro de treinamento sendo carregado por um jogador fantasiado de presidiário.

O próprio Chivas compartilhou dois vídeos da celebração nas redes sociais. Em tom de brincadeira, o clube avisou que os atletas que aparecessem sem fantasia seriam multados.

Chivas volta a campo neste sábado

Depois da brincadeira, o elenco retoma a concentração para a sequência da temporada. O Chivas enfrenta o Atlante neste sábado (31), pela 15ª rodada do Apertura 2026 do Campeonato Mexicano.

A equipe ocupa a terceira posição, com 26 pontos, e busca manter a boa campanha na reta final da competição.

Cucurella desafia jogador do Atlético de Madrid para luta

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Adriano Celentano torna a parlare di politica: “Ehi politici, non vorrei svegliarvi, però c’è qualcosa che dobbiamo sistemare…”

Adriano Celentano torna a rivolgersi alla politica. Lo fa con un breve messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram, L’Inesistente, nel quale chiama in causa i politici e li invita a riflettere su una questione che riguarda direttamente gli elettori: la difficoltà di riconoscersi in chi dovrebbe rappresentarli. Il post si intitola L’incognita e contiene un appello che il Molleggiato, 88 anni, affida a poche righe.

“Ehi politici… non vorrei svegliarvi, però c’è qualcosa che dobbiamo sistemare… altrimenti c’è il rischio di non sapere più chi siete…e questo è grave perché poi la gente non sa per chi votare…ecco perché poi l’affluenza alle urne è sempre più flebile…”. Nessun riferimento esplicito al governo, a un partito o a un esponente politico in particolare. Celentano si rivolge indistintamente a chi fa politica, collegando la crescente distanza tra rappresentanti e cittadini alla disaffezione degli elettori e al calo della partecipazione al voto.

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De pedrinha em pedrinha, coreano construiu mais de 80 pilhas de até 15 metros de altura; trabalho de 30 anos foi inspirado por “revelação divina”

Entre os picos gêmeos da montanha de Maisan, no oeste da Coreia do Sul, está escondido um templo decorado com mais de 80 pilhas de pedra. Algumas são menores, compostas por colunas únicas de rochas equilibradas que desafiam a ação dos ventos; outras têm mais de toneladas de pedras acumuladas e atingem alturas de até 15 metros.

Todas elas foram construídas por um único homem: o eremita coreano Lee Gap-Yong, que empilhou cada pedrinha ao longo de três décadas como parte de um ritual de reflexão e espiritualidade.

A história do templo de Tapsa

Preservado até hoje como ponto turístico pelos monges budistas da ordem Taego, o pequeno templo começou a ser construído em 1885. Um eremita solitário subiu a montanha de Maisan, no estado de Jeonbuk, para meditar no vale entre seus dois picos.

Na tradição budista, empilhar rochas é uma forma de meditação ativa. A construção dos chamados “pagodes” ou torres de pedra é uma forma de pedir boa sorte e exercitar o equilíbrio e atenção plena.

De acordo com o abade do templo, Jinseong, em entrevista de 2024 ao veículo Cheongpung News, “enquanto Lee Gap-yong empilhava cada pedra, ele rezava pela independência da nação e pela salvação do povo”. Para o monge, “os misteriosos pagodes construídos com pedras representam a cristalização dos desejos e da prática espiritual de inúmeras pessoas.”

Na época, o território coreano, ainda unificado, estava sob influência japonesa e também era visado pela China. Só na década de 1880 foi criada a Taegeukgi, a bandeira nacional coreana, para reafirmar a soberania do país.

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O trabalho do eremita começou quando tinha apenas 25 anos e estendeu-se até 1917, mais de três décadas depois. Estima-se que ele tenha construído acima de 100 torres de pedra, e cerca de 80 sobrevivem até hoje.

“A questão mais frequente sobre as torres é: como elas podem continuar preservadas, sem colapsar?”, contou o abade Jinseong. “É prova de que Lee Gap-Yong não as construiu só por fazer. Ele as construiu com consciência dos ângulos do vento, da direção na qual ele desce e onde ele se curva e sobe novamente. É uma ciência viva, uma torre que reflete por completo a providência da natureza.”

Como foram construídas as torres de pedra?

Segundo uma investigação do canal televisivo Channel News Asia, as torres começavam com uma base circular plana. Depois, novas pedras eram adicionadas dentro do círculo. O terceiro passo era equilibrar outras rochas por cima do círculo, formando uma pirâmide cônica.

A maioria das pedras era retirada da própria montanha e dos arredores, mas as rochas maiores foram trazidas de leitos de rios e outras regiões da Coreia. Entre elas, outras menores eram posicionadas para aumentar a estabilidade.

Nenhuma ferramenta ou argamassa foi utilizada para construir os pagodes. Diferente de outras torres de pedras comuns na tradição budista, o formato natural de cada peça era preservado, exigindo maior atenção ao equilíbrio e maior planejamento de encaixe.

17 de ago. de 2026
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O local só foi convertido em templo budista depois da conclusão do trabalho de Lee, que também se formou monge na velhice.

Tapsa está aberta à visitação, localizada dentro do Parque Provincial de Maisan. Nos arredores, trilhas repletas de natureza também atraem turistas. A primavera coreana, entre março e abril, é o momento mais propício para visitação: é quando florescem as famosas árvores cerejeiras, tingindo a paisagem de cor-de-rosa.

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León XIV vota por correo en EE UU y se convierte en el primer papa que participa en unas elecciones

El papa León XIV, estadounidense nacido en Chicago, ha votado ya por correo en las próximas elecciones de medio mandato de Estados Unidos, que se celebran el 3 de noviembre, según ha confirmado este viernes el Vaticano en comunicado. Se trata de un gesto inédito en la historia de los papas, que rompe su tradicional neutralidad política: es la primera vez, que se sepa, que un Pontífice participa en unas elecciones.

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© ALESSANDRO DI MEO (EFE)

El Papa pasa ante una bandera de Estados Unidos en la audiencia general de este miércoles, en el Vaticano.
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Crisi energetica, boom dell’economia circolare: mercato a +194% entro il 2035

Guerre, crisi energetiche, materie prime critiche e catene di approvvigionamento sempre più fragili stanno cambiando anche il significato dell’economia circolare. Recuperare acqua, energia e materiali non è più soltanto una scelta ambientale, ma una questione di competitività industriale, sicurezza degli approvvigionamenti e autonomia economica. È questo lo scenario analizzato dall’Osservatorio BrianzAcque, che ha incrociato studi, indicatori e tendenze internazionali per individuare le trasformazioni destinate a guidare il settore nel prossimo decennio. Secondo lo studio globale di DataM Intelligence, il mercato mondiale dell’economia circolare è destinato a passare dai 166,95 miliardi di dollari stimati nel 2025 ai 491,35 miliardi nel 2035, con una crescita del 194% in dieci anni e un tasso annuo composto dell’11,40%.

Meno dipendenza dall’estero, più valore dagli scarti

“La crescita del mercato globale stimata fino a quasi 500 miliardi di dollari dimostra che la sostenibilità è il più grande volano di investimenti del nostro secolo”, commenta Enrico Boerci, presidente e amministratore delegato di BrianzAcque. Il contesto geopolitico rende il tema ancora più rilevante. Il Global Critical Minerals Outlook 2026 dell’International Energy Agency evidenzia infatti la crescente concentrazione delle forniture di alcune materie prime strategiche: per materiali come grafite, gallio e terre rare, oltre il 90% della raffinazione mondiale è concentrato in un unico Paese.

Recuperare e riutilizzare materiali significa quindi anche ridurre l’esposizione agli shock esterni. Ma c’è un ulteriore elemento: secondo il Global Circularity Gap Report 2026, il modello economico lineare determina ogni anno circa 25,4 trilioni di euro di valore perso a livello globale a causa delle inefficienze nell’utilizzo delle risorse. “Recuperare ciò che oggi viene sprecato non è più soltanto una scelta ambientale: significa ridurre i costi, recuperare valore e rendere più resilienti i nostri territori”, sottolinea Boerci.

Risparmi per famiglie e imprese

La circolarità può produrre effetti anche direttamente sul bilancio di famiglie e imprese. Le politiche europee sull’ecodesign e sull’etichettatura energetica potrebbero generare, secondo la Commissione europea, risparmi compresi tra 473 e 736 euro l’anno per le famiglie entro il 2030, rispetto a uno scenario senza tali interventi.

Per le aziende il principio è analogo: utilizzare meno materie prime, acqua ed energia, recuperare materiali già acquistati e allungare la vita dei prodotti significa ridurre sprechi e costi, limitando al tempo stesso l’esposizione alla volatilità dei prezzi. Anche il mercato del lavoro è coinvolto nella trasformazione. L’International Labour Organization stima in 5,96 milioni i posti di lavoro, diretti e indiretti, collegati al commercio internazionale di beni riciclabili, riutilizzabili, rigenerati o realizzati con materie prime seconde.

L’Italia e la sfida delle materie prime

Per l’Italia la questione è particolarmente rilevante. Il Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2026 del Circular Economy Network con ENEA registra un tasso di utilizzo circolare dei materiali del 21,6%. Allo stesso tempo, il Paese resta fortemente esposto alle forniture internazionali: il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero.

Recuperare materia significa quindi non soltanto produrre meno rifiuti, ma anche ridurre la dipendenza dalle importazioni e trattenere più valore all’interno del Paese. La stessa logica riguarda l’acqua. Secondo un’analisi del Joint Research Centre della Commissione europea, la domanda d’acqua in Europa è stimata tra 140 e 200 miliardi di metri cubi all’anno, con energia e agricoltura tra i principali settori responsabili dell’utilizzo della risorsa.

È proprio sull’integrazione tra acqua, rifiuti ed energia che guarda l’Osservatorio BrianzAcque. I fanghi prodotti dalla depurazione possono diventare una risorsa per la produzione di bioenergia, biometano, calore e fertilizzanti rinnovabili. Allo stesso modo, l’acqua utilizzata nei processi industriali può essere depurata e riutilizzata, mentre il calore prodotto da un impianto può essere recuperato per alimentare altri processi o reti di teleriscaldamento. Il paradigma cambia: da un’economia che paga per smaltire gli scarti a un’economia che compete per recuperarne il valore.

I 10 trend che guideranno l’economia circolare

È dall’incrocio tra studi internazionali, scenari economici e geopolitici ed esperienza sul campo che l’Osservatorio BrianzAcque ha individuato 10 macro-trend destinati a guidare l’economia circolare globale nel prossimo decennio.

1. Passaporto Digitale dei Prodotti: ogni prodotto sarà sempre più accompagnato da una vera identità digitale. QR code, tag RFID e altri sistemi di tracciabilità permetteranno di conoscere composizione dei materiali, provenienza delle materie prime, impronta di carbonio e indicazioni per riparazione, riuso e riciclo.

2. Intelligenza artificiale nella selezione dei rifiuti: AI, computer vision, deep learning e robotica avanzata stanno trasformando gli impianti di trattamento. Gli algoritmi possono identificare e separare differenti polimeri plastici, metalli ferrosi e non ferrosi e frazioni tessili, aumentando la qualità e il valore delle materie prime seconde.

3. La simbiosi industriale tra acqua, rifiuti ed energia: depuratori, impianti di trattamento e sistemi energetici sono destinati a integrarsi sempre di più. I fanghi della depurazione possono contribuire alla produzione di biogas e biometano, mentre il calore in eccesso può essere recuperato per il teleriscaldamento o altri processi industriali.

4. Dal prodotto al servizio: con i modelli Product-as-a-Service, il consumatore non acquista necessariamente il bene, ma il servizio che quel bene garantisce. Se il prodotto resta sotto la responsabilità del produttore, diventa conveniente realizzarlo in modo che sia più duraturo, riparabile, aggiornabile e facilmente disassemblabile.

5. Automotive circolare e Battery Passports: la mobilità elettrica rende strategica la gestione circolare delle batterie. Crescono i sistemi di tracciabilità di litio, cobalto e nichel, insieme al remanufacturing e ai progetti di “second life”, che consentono di utilizzare le batterie per lo stoccaggio energetico prima del riciclo finale.

6. Upcycling dei polimeri e riciclo avanzato: pirolisi e depolimerizzazione permettono di recuperare valore anche dalle plastiche più complesse e contaminate, superando alcuni limiti del riciclo meccanico tradizionale e ampliando la quantità di materia che può tornare nei cicli produttivi.

7. Ecodesign modulare: il riciclo comincia dalla progettazione. I prodotti vengono concepiti considerando già all’origine manutenzione, riparazione e fine vita, con più componenti modulari, sostituibili e recuperabili e meno accoppiamenti difficili da separare.

8. Il recupero delle acque di processo: nei settori ad alto consumo idrico, dalle industrie tessili alla chimica, dalla carta alla metallurgia, sistemi avanzati di filtrazione e osmosi inversa consentono di depurare e riutilizzare l’acqua nei processi produttivi, riducendo prelievi e scarichi.

9. Logistica inversa predittiva: la logistica dovrà gestire non soltanto l’arrivo dei prodotti sul mercato, ma anche il ritorno di merci obsolete, imballaggi riutilizzabili e beni a fine vita. Cloud, sensoristica IoT e analisi predittiva potranno ottimizzare questi flussi e rendere più stabile l’approvvigionamento di materiali recuperati.

10. Bioraffinerie dagli scarti organici: rifiuti organici e scarti dell’industria agroalimentare possono diventare materia prima per nuove filiere. I processi biotecnologici consentono di ricavarne biometano, intermedi chimici, bioplastiche e molecole ad alto valore aggiunto, utilizzabili anche nei settori farmaceutico e cosmetico.

Una nuova economia degli scarti

Il filo conduttore dei dieci trend è il superamento del modello lineare. Rifiuti, acqua, energia e materiali non vengono più considerati soltanto elementi da smaltire o consumare, ma risorse da recuperare e rimettere in circolo. Per l’Osservatorio BrianzAcque, è questa la trasformazione destinata a caratterizzare i prossimi anni: una convergenza sempre più stretta tra sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse, innovazione industriale e sviluppo economico dei territori.

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