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“Dalle dipendenze di alcol e fumo non ne sono ancora uscita”: la confessione di Carla Bruni

“Dalle dipendenze di alcol e fumo non ne sono ancora uscita”. Carla Bruni torna a parlare del proprio vissuto e della propria intimità. Nel libro Merci pour le non, scritto dalla cantante francese Elisa Tovati, l’ex premiere dame dell’Eliseo, ex modella e celebre cantautrice di origine italiane, viene intervistata in mezzo ad altre celebrità d’Oltralpe proprio sul tema delle dipendenze. La Bruni ha spiegato più volte di aver avuto dipendenze da alcol e fumo fin dalla giovane età, in particolare gli alcolici. Più da modella aveva successo e più il bere si è acuito. La moglie del’ex presidente Sarkozy ha spesso definito alcol e tabacco “un vero e proprio sostegno”: “Mi permetteva di anestetizzare certe emozioni, certi dolori, e di andare avanti”.

Il primo click che l’ha allontanata dal bicchiere facile è stata una promessa fatta alla figlia, Giulia Sarkozy. La ragazza le ha chiesto il classico fioretto: niente alcol per un anno. Bruni ci ha provato e, ha affermato, ci è riuscita anche grazie a suo marito Nicolas. Periodo, quello della vita all’Eliseo dove la sua angoscia si è “placata” anche se la quotidianità accanto al presidente della repubblica francese non è stata di certo distensiva. Ad ogni la fine di ogni dipendenza possibile pare ancora lontana. “L’unica vera cura è l’astinenza, la sobrietà. Comunque non ne sono ancora uscita del tutto, perché questa malattia non dipende dalle circostanze esterne, ma dal proprio stato d’animo”, ha chiosato la Bruni.

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È morto Patrick Stewart, addio al Capitano Picard di Star Trek e al professor Xavier degli X-Men: aveva 86 anni ed era malato di Alzheimer. Ian McKellen: “Un uomo su cui contare, da ammirare e, nel mio caso, da amare”

Patrick Stewart, il Capitano Picard di Star Trek: The next generation e il Charles Xavier degli X-Men è morto nella sua casa di Los Angeles. Aveva 86 anni. Talentuoso e acclamato attore teatrale e poi celebre icona cinematografica legata a due grandi ruoli sostanzialmente di fantascienza, Stewart nel corso di una carriera durata sette decenni aveva vinto numerosi Emmy e Golden Globe, aveva ottenuto la sua gloriosa stella sulla Walk of fame di Hollywood, ed era stato insignito del titolo di cavaliere dalla regina Elisabetta II.

Aspetto imponente, profonda voce baritonale, dopo anni di teatro shakespeariano ad altissimo livello, Stewart aveva raggiunto l’apice planetario della sua popolarità d’attore interpretando dalla fine degli anni ’80, attorno ai 50 anni, il Capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation (1987-1994), il primo spin-off live-action dell’innovativa serie televisiva degli anni ’60. Sette le stagioni a bordo dell’astronave Enterprise, più quattro film spin-off: Star Trek Generations (1994), Star Trek: Primo contatto (1996), Star Trek: L’insurrezione (1998) e Star Trek: Nemesis (2002), oltre alla serie televisiva Star Trek: Picard (2020-2023). È stato il collega e amico Ian McKellen a ricordarlo sui social: “è stato l’attore più rispettato e amato della sua generazione su entrambe le sponde dell’Atlantico”. E ancora: “Prima di ogni altra cosa, Patrick era nato e cresciuto nello Yorkshire, la fiera contea del nord dell’Inghilterra che ha amato fino alla fine. Lo si percepiva dal suo accento e dalla schiettezza con cui ti diceva cosa pensava e provava. Gli abitanti dello Yorkshire non sopportano le mezze verità o l’evitare i problemi importanti. Era una persona sincera, il che lo rendeva un uomo su cui contare, da ammirare e, nel mio caso, da amare”.

Stewart nacque il 13 luglio 1940 in un piccolo villaggio industriale di Mirfield, in Inghilterra. Figlio di un veterano dell’esercito britannico diventato operaio specializzato e di una operaia tessile, visse un infanzia di stenti e con continui problemi familiari e trovò rifugio nella recitazione iniziando ad interpretare Shakespeare a 12 anni a scuola nei panni di Shylock in Il mercante di Venezia. “Il palcoscenico era per me un luogo molto più sicuro di qualsiasi cosa dovessi sopportare a casa: offriva una via di fuga. Potevo essere qualcun altro, in un altro luogo, in un altro tempo”, aveva raccontato l’attore in un’intervista. Dopo diversi umili lavoretti per campare e tutta una trafila di piccole compagnie, nonché di un lavoro di ripulitura del proprio accento dello Yorkshire, nel 1966 entra a far parte della Royal Shakespeare Company e vi rimane per ben 16 anni diventando uno dei massimi interpreti dei testi del Bardo. Grazie alla sua eccelsa carriera teatrale (in queste ore i suoi colleghi della Royal Shakespeare Company lo hanno definito un “colosso”), che si allargherà fin dai primi anni settanta anche a Broadway, a metà anni ottanta mentre tiene una masterclass su Shakespeare a Los Angeles attira l’attenzione di un direttore del casting televisivo di Star Trek.

Dalla celebre saga di fantascienza ecco il salto nell’universo Marvel. È il regista Bryan Singer a convincerlo ad entrare in scena su una carrozzina per interpretare il paraplegico professor Xavier, mutante telepatico, addestratore e guida assoluta della squadra di mutanti degli X-Men, protagonista dell’omonimo film del 2000. Stewart riprenderà il ruolo altre sette volte e proprio come Xavier lo rivedremo nella sua ultima fatica a Natale 2026 in Avengers:Doomsday dei fratelli Russo. Tifoso sfegatato dell’Huddersfield Town FC fin da piccolo aveva più volte raccontato la sua fede calcistica molto di provincia, molto all’inglese anche sui propri canali social. Stewart ha avuto tre mogli: la coreografa teatrale Sheila Falconer, dal 1966 al 1990, dalla quale ha avuto due figli (Daniel e Sophie); la produttrice di Star Trek Wendy Neuss dal 2000 al 2003; e la musicista jazz Sunny Ozell dal 2013 fino alla sua morte. “Credo di aver negato la realtà della mia vita per molto tempo”, aveva dichiarato in una lunga intervista al Gurdian bel 2003. “Non mi sono mai reso conto di quanto successo avessi raggiunto. Ancora oggi a volte penso: ‘Sei un figlio di puttana fortunato, Patrick’, quando mi succede qualcosa di inaspettato o di buono”. Stewart era malato di Alzheimer e di demenza a corpi di Lewy.

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Batman de Londres: quem é o vigilante mascarado que distribui boas ações na capital britânica?

Uma misteriosa figura mascarada vem chamando a atenção por toda a capital britânica ao realizar atos aleatórios de bondade. O chamado Batman de Londres conquistou um grande número de seguidores nas redes sociais ao aparecer em diversos locais para pagar o combustível de estranhos, tapar buracos nas ruas e até vender o doce Freddo pelo preço antigo de 5 centavos.

Após semanas de especulações, a BBC Londres foi convidada para um encontro secreto com o vigilante. O convite trazia apenas hora e local, levando a equipe a um beco deserto onde a figura finalmente surgiu. Ao ser questionado sobre suas motivações, o mascarado afirmou que qualquer um pode ser um herói e que seu objetivo é mostrar o lado bom da cidade em tempos difíceis.

Teorias sobre a identidade secreta

O mistério sobre quem está por trás da máscara tornou-se tão popular quanto as próprias boas ações. Muitos internautas acreditam que o homem fantasiado seja o YouTuber Niko Omilana, conhecido por vídeos de pegadinhas e por campanhas políticas anteriores em que também costumava tapar buracos nas ruas.

Apesar de Omilana ter enviado uma mensagem de voz à BBC negando ser o herói, as suspeitas continuam. O criador de conteúdo Roy Patrick declarou acreditar que ainda pode se tratar do influenciador ou de alguém enviado por ele, destacando que as teorias da conspiração em torno do caso movimentam a curiosidade do público.

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David Walliams é retirado de filme após alegações de má conduta, diz site

O ator David Walliams, 55, foi afastado do filme “The Road to Nevermore”, que será lançado em breve, após alegações de má conduta, segundo informações divulgadas pelo TMZ na quarta-feira (28).

Uma fonte próxima à produção do filme disse ao veículo que David foi afastado do projeto após as alegações virem à tona. Segundo o site, as filmagens ainda estão em fase inicial e o ator havia sido incluído apenas em uma lista preliminar do elenco.

A informação é de que David nunca assinou um contrato oficial para o filme e que seu nome já foi removido da lista de elenco do filme no IMDb.

A decisão surge em meio a crescentes repercussões negativas para o comediante britânico e estrela de “Little Britain”.

Em setembro de 2026, a editora HarperCollins confirmou que também deixaria de publicar seu catálogo antigo, enquanto a agência de talentos YMU não o representava mais ativamente. David negou veementemente qualquer irregularidade e disse que não foi informado das alegações nem teve a oportunidade de se defender.

A história por trás de fotos icônicas de Hollywood nos bastidores

 

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