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Anche la maggior parte degli elettori di centrodestra è d’accordo con le proteste per il caro vita: il sondaggio di YouTrend

Due su tre sono d’accordo con le ragioni della protesta contro il caro vita. E se nel campo del centrosinistra prevedibilmente si arriva quasi al cento per cento della condivisione, anche una abbondante maggioranza di elettori del centrodestra si esprimono d’accordo con le manifestazioni di oggi. E’ un aspetto sorprendente che emerge da un sondaggio di YouTrend per SkyTg24. L’istituto ha declinato i vari aspetti della questione cortei e proteste. Per quanto riguarda il sostegno alle manifestazioni da parte degli intervistati che si dicono di centrodestra va sottolineato che nel dettaglio il 28 per cento si definisce “molto d’accordo” con la mobilitazione per il caro vita e un ulteriore 33 per cento “abbastanza d’accordo“, per un totale di oltre il 60 per cento.

Questo non significa che il campione di intervistati non sia preoccupato che i cortei non sfocino in violenze, come dimostra il fatto che il 60 per cento teme che si possano verificare fatti come quelli di due weekend fa a Milano. Interessante però come si verifichi una spaccatura generazionale su come affrontare le violenze. I più giovani chiedono in gran maggioranza risposte a livello sociale, mentre gli over 50 parlano in grande di risposte “muscolari”, di ordine pubblico, come l’inasprimento delle pene.

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Partiti

Partiti

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Opinione sul governo

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giudizio governo

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ragioni protesta

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carovita schieramenti

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cosa fare contro violenze

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preoccupato

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under imputabili

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GENITORI PER FIGLI

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fermo minori

YouTrend ha come sempre elaborato anche le risposte sul consenso per il governo e per i partiti. Significativo l’aumento di giudizi negativi nei confronti dell’intero esecutivo, registrato nelle ultime tre settimane: il 64 per cento (+3 per cento dall’8 ottobre), in sostanza due intervistati su 3, contro il 34 per cento di giudizi positivi. Come si vede dal grafico dell’istituto di sondaggi si tratta di uno dei punti più alti negli ultimi 3 anni.

Tutto questo, tuttavia, come succede ormai da tempo, non produce un distacco visibile tra lo schieramento del centrodestra di governo e il centrosinistra, separati ancora da qualche punto percentuale (con l’alleanza progressista in lieve vantaggio). Anzi nelle ultime tre settimane Fratelli d’Italia guadagna un punto. Visto che Lega e Forza Italia hanno avuto pochissime variazioni il sospetto è che Fdi recuperi consensi da quelli persi nei mesi scorsi a beneficio di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Fn nelle ultime 3 settimane ha perso quasi un punto percentuale.

Il centrosinistra mantiene, secondo YouTrend, circa due punti di vantaggio nonostante il Pd segni una battuta d’arresto (lascia mezzo punto sul campo e finiscono sotto il 20 per cento). Nel campo largo chi guadagna di più rispetto all’ultima rilevazione è Alleanza Verdi-Sinistra, che si assesta stabilmente tra i 6 e il 7 per cento.

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Cateno De Luca approda nel centrodestra. L’esordio a Roma con La Russa e ministri: “Chiamatemi Ulisse. Puntiamo al 3%”. E profetizza: “Voto il 9 e 10 maggio”

A Cateno De Luca non manca certo un’ambiziosa spavalderia. “Non scelgo mai la strada del minimo sforzo e massimo risultato, e che ci volete fare sono un’Ulisse da questo punto di vista sì! Un Ulisse, sì!”, scalda la sala, ricordando il lungo percorso, che lo ha portato fino alla kermesse nella Capitale. Per celebrare l’approdo nel centrodestra di Sud Chiama Nord, formazione politica siciliana presieduta dall’ex 5 Stelle Laura Castelli, si è svolta una kermesse di assoluto primo piano con una tre giorni all’Hotel Massimo D’Azeglio a Roma, con la partecipazione dei principali ministri del governo Meloni. Da Crosetto, a Piantedosi, Da Lollobrigida a Pichetto Fratin e di viceministri e sottosegretari e che si è chiusa col videomessaggio del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Siamo alla vigilia delle elezioni. Probabilmente le dimissioni (del governo Meloni, ndr) ci saranno dopo il ‘Milleproroghe’ per una questione anche tecnica e si voterà domenica e lunedì 9 e 10 maggio. Un election day con elezioni politiche ed elezioni comunali” afferma sicuro il leader di Sud Chiama Nord. Ad aprire la tre giorni il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che molti indicano come uno degli sherpa che hanno lavorato all’approdo di De Luca nel centrodestra nazionale: “Mentre altri si dividono, si dividono, si frastagliano, noi ci allarghiamo senza fare ‘campi’ e questo allargamento con un movimento come Sud Chiama Nord per me è un motivo di orgoglio”.

Il partito guidato da De Luca, alle ultime elezioni regionali in Sicilia, prese il 25% e De Luca afferma “partiamo dal’1,5% ed è possibile arrivare e superare il 3%”. E la formazione siciliana riuscì nel 2022 ad eleggere un deputato, Francesco Gallo e una senatrice, Dafne Musolino, poi transitata in Italia Viva. Sud Chiama Nord è stata la prima formazione ad attivarsi, all’indomani dell’approvazione della nuova legge elettorale, ‘Melonellum’ o ‘Stabilicum’, formando una componente parlamentare all’interno del Gruppo Misto a Montecitorio attraverso il ‘prestito di un deputato da parte di Fratelli d’Italia e l’arrivo dal gruppo Misto dell’ex Fdi Manlio Messina, come vi avevamo già raccontato e che consentirà alla nuova formazione politica di raccogliere un numero inferiore di firme per la presentazione delle liste elettorali.

Il progetto ‘civico’ e di sindaci si contrappone a Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato, che invece si posiziona nel centrosinistra, a cui Cateno De Luca riserva bordate: “civismo in provetta per un posto in Parlamento e noi diciamo No ed è stato il primo motivo per il quale non abbiamo accettato l’amore clandestino che ci ha proposto il centrosinistra”.

Ma Cateno De Luca ne ha anche per il leader di Futuro Nazionale. “Generale Vannacci non è assolutamente accettabile che tu diventi il generale delle stronz*****. Ogni cosa che dice, ogni ricetta che formuli è una stronz*****. E al partito dei caz******, c’è il partito del pragmatismo”.

In sala, nell’ultima giornata, ex leghisti come Mario Borghezio “non mi candido l’ho detto anche al generale” (Vannacci, ndr) e Paolo Grimoldi, oggi, alla guida di ‘Patto per il Nord’ a cui Cateno riserva parole al miele e citazioni di Gianfranco Miglio e una standing ovation per Umberto Bossi con l’annuncio “se lui vorrà” di una candidatura per il figlio Renzo. “La vostra è una scelta di campo e sono certa che gli italiani vi premieranno, Grazie e buon cammino” le parole di Giorgia Meloni. “Il ‘Campo largo’, grazie alla babele che rappresenta, politicamente, sicuramente, sarà un campo santo. Non ci sono discussioni su questo”.

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