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Sondaggi, FdI in testa e il Pd arretra. Ma il rebus delle coalizioni riserva una sorpresa…

30 October 2026 at 14:49

Sondaggi, FdI sale al 28,1% e allunga sul Pd

Secondo l’ultima rilevazione Youtrend per Sky TG24, Fratelli d’Italia rafforza la propria posizione di primo partito italiano, mentre il Partito Democratico registra una flessione. È quanto emerge dal sondaggio diffuso il 30 ottobre, realizzato tra il 27 e il 28 ottobre 2026. Il partito guidato da Giorgia Meloni raggiunge il 28,1%, guadagnando 1,1 punti rispetto alla precedente rilevazione dell’8 ottobre. Si amplia così la distanza dal Pd, che perde mezzo punto e scende al 19,9%. Il divario tra le due principali forze politiche sale a 8,2 punti percentuali.

Stabile il Movimento 5 Stelle, che si conferma al 13,5%. Nel centrodestra, Forza Italia arretra di 0,4 punti e si attesta al 7%, la stessa percentuale raggiunta da Futuro Nazionale, che registra una flessione più consistente, pari a 0,8 punti.

Tra le altre forze politiche, spicca la crescita di Alleanza Verdi e Sinistra, che guadagna 0,6 punti e sale al 6,4%. La Lega avanza leggermente, raggiungendo il 5% (+0,2). Azione si attesta al 3,4%, mentre Italia Viva sale al 2,7%. Restano stabili Ora! all’1,2% e Noi Moderati all’1%. Sud Chiama Nord si ferma allo 0,8%, mentre le altre liste di centrosinistra raccolgono complessivamente l’1,5%. Gli altri partiti si attestano al 2,5%, in calo di 0,2 punti.

Il campo largo davanti al centrodestra

La fotografia delle coalizioni mostra un vantaggio del campo largo, che comprende Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva e le altre liste, con una percentuale complessiva del 44%. Il centrodestra, composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Sud Chiama Nord, si ferma invece al 41,9%. Il restante 14,1% si distribuisce tra le forze politiche esterne ai due schieramenti, tra cui Futuro Nazionale, Azione, Ora! e altre liste.

Governo Meloni, giudizio negativo al 64%

Il sondaggio registra anche un dato significativo sul giudizio degli italiani nei confronti dell’esecutivo. La valutazione negativa sull’operato del governo Meloni torna infatti ai massimi della serie: il 64% degli intervistati esprime un giudizio sfavorevole, mentre soltanto il 33% valuta positivamente l’azione del governo. Resta inoltre elevata la quota di indecisi e astenuti, che raggiunge il 33,9%.

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Anche la maggior parte degli elettori di centrodestra è d’accordo con le proteste per il caro vita: il sondaggio di YouTrend

30 October 2026 at 12:40

Due su tre sono d’accordo con le ragioni della protesta contro il caro vita. E se nel campo del centrosinistra prevedibilmente si arriva quasi al cento per cento della condivisione, anche una abbondante maggioranza di elettori del centrodestra si esprimono d’accordo con le manifestazioni di oggi. E’ un aspetto sorprendente che emerge da un sondaggio di YouTrend per SkyTg24. L’istituto ha declinato i vari aspetti della questione cortei e proteste. Per quanto riguarda il sostegno alle manifestazioni da parte degli intervistati che si dicono di centrodestra va sottolineato che nel dettaglio il 28 per cento si definisce “molto d’accordo” con la mobilitazione per il caro vita e un ulteriore 33 per cento “abbastanza d’accordo“, per un totale di oltre il 60 per cento.

Questo non significa che il campione di intervistati non sia preoccupato che i cortei non sfocino in violenze, come dimostra il fatto che il 60 per cento teme che si possano verificare fatti come quelli di due weekend fa a Milano. Interessante però come si verifichi una spaccatura generazionale su come affrontare le violenze. I più giovani chiedono in gran maggioranza risposte a livello sociale, mentre gli over 50 parlano in grande di risposte “muscolari”, di ordine pubblico, come l’inasprimento delle pene.

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Partiti

Partiti

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Opinione sul governo

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giudizio governo

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ragioni protesta

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carovita schieramenti

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cosa fare contro violenze

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preoccupato

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under imputabili

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GENITORI PER FIGLI

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fermo minori

YouTrend ha come sempre elaborato anche le risposte sul consenso per il governo e per i partiti. Significativo l’aumento di giudizi negativi nei confronti dell’intero esecutivo, registrato nelle ultime tre settimane: il 64 per cento (+3 per cento dall’8 ottobre), in sostanza due intervistati su 3, contro il 34 per cento di giudizi positivi. Come si vede dal grafico dell’istituto di sondaggi si tratta di uno dei punti più alti negli ultimi 3 anni.

Tutto questo, tuttavia, come succede ormai da tempo, non produce un distacco visibile tra lo schieramento del centrodestra di governo e il centrosinistra, separati ancora da qualche punto percentuale (con l’alleanza progressista in lieve vantaggio). Anzi nelle ultime tre settimane Fratelli d’Italia guadagna un punto. Visto che Lega e Forza Italia hanno avuto pochissime variazioni il sospetto è che Fdi recuperi consensi da quelli persi nei mesi scorsi a beneficio di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Fn nelle ultime 3 settimane ha perso quasi un punto percentuale.

Il centrosinistra mantiene, secondo YouTrend, circa due punti di vantaggio nonostante il Pd segni una battuta d’arresto (lascia mezzo punto sul campo e finiscono sotto il 20 per cento). Nel campo largo chi guadagna di più rispetto all’ultima rilevazione è Alleanza Verdi-Sinistra, che si assesta stabilmente tra i 6 e il 7 per cento.

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Trump alle urne in Florida, ma i sondaggi fanno paura: il consenso crolla al 31%. Midterm decisive per il tycoon

25 October 2026 at 17:23

Trump vota in Florida e rilancia la campagna in Georgia

Donald Trump si è recato alle urne in Florida insieme alla first lady Melania, a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Un appuntamento cruciale per il futuro politico del presidente, che arriva in una fase delicata del suo secondo mandato, segnata da un calo dei consensi e da sondaggi favorevoli ai Democratici nella corsa per il Congresso. Dopo aver votato a Palm Beach, Trump si è spostato in Georgia per partecipare a un comizio elettorale, mentre la campagna entra nella sua fase conclusiva. Al centro della contesa c’è il controllo della Camera dei rappresentanti e del Senato, destinato a influenzare la capacità della Casa Bianca di portare avanti la propria agenda.

I sondaggi: approvazione ai minimi e Democratici in vantaggio

A preoccupare i Repubblicani sono soprattutto i dati sul gradimento del presidente. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos pubblicato il 19 ottobre, solo il 31% degli americani approva l’operato di Trump, un punto in meno rispetto alla rilevazione precedente e il livello più basso registrato durante i suoi due mandati. Il 66% degli intervistati esprime invece un giudizio negativo.

La stessa indagine evidenzia un vantaggio dei Democratici nelle intenzioni di voto per il Congresso: tra gli elettori registrati, il 47% dichiara che sceglierebbe un candidato democratico, contro il 35% orientato verso i Repubblicani. Il divario è di 12 punti percentuali, ma il dato nazionale non si traduce automaticamente in una previsione sulla distribuzione dei seggi.

Un quadro simile emerge dal sondaggio del New York Times e del Siena College, pubblicato il 21 ottobre e condotto su circa 3.494 elettori considerati probabili votanti. In questa rilevazione, l’approvazione di Trump si attesta al 36%, mentre il 59% degli intervistati disapprova il suo operato. Il 52% dichiara inoltre di voler votare per un candidato democratico alle elezioni di novembre.

Economia e costo della vita al centro della campagna

Tra i fattori che incidono sul consenso del presidente figurano soprattutto l’economia e l’aumento del costo della vita. Secondo Reuters/Ipsos, il 68% degli intervistati disapprova la gestione economica dell’amministrazione, una valutazione negativa che coinvolge anche una parte dell’elettorato repubblicano. Alla domanda su quale partito sarebbe più capace di gestire l’economia, il 40% indica i Democratici, mentre il 33% si schiera con i Repubblicani. Tra le preoccupazioni segnalate dagli elettori figurano anche il rincaro della benzina e le possibili conseguenze economiche del conflitto con l’Iran.

Il peso di Trump sulla scelta elettorale emerge anche da un’indagine del Pew Research Center, realizzata tra il 28 settembre e il 4 ottobre. Il 63% degli elettori registrati considera il presidente un elemento determinante nella propria decisione per il Congresso: il 44% descrive il proprio voto come una scelta contro di lui, mentre il 19% lo considera un modo per sostenerlo. Nello stesso sondaggio, il gradimento presidenziale si ferma al 30%.

Il futuro politico di Trump passa dal Congresso

Per Trump, le elezioni di metà mandato rappresentano un banco di prova sulla gestione del Paese e sulla capacità di mantenere il sostegno degli elettori. Per il Congresso, il risultato determinerà invece gli equilibri politici con cui verranno affrontati i prossimi due anni di legislatura. Se i Democratici riuscissero a conquistare il controllo di una o di entrambe le Camere, il presidente potrebbe incontrare maggiori ostacoli nell’attuazione del proprio programma. Una conferma della maggioranza repubblicana gli consentirebbe invece di proseguire con maggiori margini di manovra.

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