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Cambridge Analytica, 10 years on: Meta still struggles to shake off the specter of political interference

26 October 2026 at 14:30

2016 was a pivotal year in the 21st century. In June, Britons voted in a referendum to leave the European Union. In November, U.S. voters elected Donald Trump as president, a figure widely regarded as a bad joke by both Democrats and establishment Republicans. Both events marked the beginning of a far-right wave that, a decade later, continues to sweep across much of the world. And both were aided, perhaps decisively, by a small London-based political consultancy: Cambridge Analytica. The company collected data from 87 million Facebook users without their consent and used it to create personalized political propaganda to boost the campaigns for Trump and Brexit, among others.

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© AFP

Mark Zuckerberg, founder and chief executive officer of Facebook, testifies before Congress in the U.S. in December 2018.

Mikey Madison, the shy horse rider who won an Oscar and is back in a big way

24 October 2026 at 05:00

Mikey Madison burst onto the scene, won an Oscar and disappeared. Just a couple of seasons ago, the 27-year-old Los Angeles actress was everywhere in Hollywood. After a long awards campaign in which Demi Moore seemed poised to triumph at every ceremony, the Oscars delivered a surprise. Madison, still virtually unknown to the wider public, took home the Academy Award for Best Actress for her role in Anora, in which she played a sex worker in a gritty portrayal far removed from Pretty Woman and other fairy tales.

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© Monica Schipper (WireImage)

Mikey Madison, at the Dior show held in Los Angeles on May 13, 2026.

‘They should pay more than the poor’: The battle to make California’s richest give up 5% of their fortunes

23 October 2026 at 12:56

Citadel is one of the most visited shopping centers in Los Angeles. But in these lean times, few customers browse its clothing, bag and shoe stores. On this hot October afternoon, Rocío López is here, treating herself to “a luxury” amid the cuts her family has made to blunt the impact every time they fill the car’s tank or do the grocery shopping. The pressure on her finances became clearer with her latest tax return: she and her husband were shocked to find they owed $8,000 to the IRS.

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© CHRIS TORRES (EFE)

Supporters at a rally for Proposition 40 in Los Angeles on October 5.

Meta’s annus horribilis: Why it was hit with the largest fine ever imposed on a tech company

23 October 2026 at 10:03

2026 has not been a good year for Meta. On Wednesday, a judge in New Mexico ordered the parent company of Facebook, Instagram and WhatsApp to pay a fine of about $25 billion after finding it guilty of misleading Facebook users about its data privacy policies.

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© Carlos Barria (REUTERS)

Meta CEO Mark Zuckerberg puts on a Meta Ray-Ban smart glass at the corporate event Meta Connect, held on September 17.

El año negro de Meta: las claves de la mayor multa a una tecnológica por cometer 43 millones de infracciones

23 October 2026 at 04:30

2026 no está siendo el mejor año para Meta. Un juez de Nuevo México, EE UU, ordenó este miércoles a la empresa matriz de Facebook, Instagram o WhatsApp el pago de una multa de unos 22.000 millones de euros al considerarla culpable de engañar a los usuarios de Facebook sobre su política de privacidad de datos.

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© Carlos Barria (REUTERS)

El director general de Meta, Mark Zuckerberg, se pone una gafas inteligentesMeta Ray-Ban Display en el evento corporativo Meta Connect, celebrado el pasado 17 de septiembre.

Huyan de las redes sociales: propuesta de objeción de conciencia

23 October 2026 at 04:30

Las redes sociales fueron recibidas hace 20 años como un gran espacio de libertad. Hoy en día ya sabemos que se han convertido en plataformas dedicadas a encubrir a delincuentes anónimos; en espacios que favorecen la mentira, la injuria y la calumnia, los mensajes de odio; que acogen los acosos sexuales y personales, la xenofobia, el machismo y el racismo, la pederastia, la pornografía infantil, los mensajes yihadistas; en lugares donde se permiten las suplantaciones de identidad (las últimas han sido las sufridas en cuentas del PP el pasado miércoles por los socialistas Begoña Gómez, José Luis Rodríguez Zapatero y José Luis Ábalos, entre otros). Por si fuera poco, su maquinaria utiliza algoritmos con sesgos polarizadores y sus directivos aplican ingenierías fiscales para evadir impuestos en los países donde obtienen los ingresos.

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© Noah Berger (AP Photo / Lapresse) (EL PAÍS)

Dawson Kelly sostiene una pancarta con nombres de jóvenes que murieron supuestamente por su uso de las redes sociales. En Oakland, California, el pasado mes de agosto.

Mark Zuckerberg si prepara a pagare la tassa californiana sui miliardari. Meta gli dà nuove azioni per blindarlo per otto anni

22 October 2026 at 18:19

Il numero uno di Meta Mark Zuckerberg si prepara a pagare la tassa sui miliardari, se la California approverà la misura. E il gruppo a cui fanno capo Facebook, Instagram e Whatsapp corre ai ripari per consentirgli di farlo senza mettere a rischio il controllo della società. Meta infatti, come emerge da un documento depositato alla Securities and Exchange Commission, distribuirà ai soci nuove azioni di classe C prive di diritto di voto in aggiunta a quelle già possedute. Zuckerberg potrà vendere o trasferire immediatamente il 20% dei titoli che riceverà, una quota equivalente a circa il 10% della sua partecipazione. E potrà usare il ricavato per saldare l’eventuale imposta. In cambio si impegna a mantenere la residenza in California per i prossimi otto anni.

L’intesa arriva a meno di due settimane dal referendum del 3 novembre sulla Proposition 40, che propone una patrimoniale una tantum del 5% sulle fortune dei circa 250 miliardari residenti nel Golden State e l’utilizzo del gettito per finanziare la sanità depauperata dai tagli di Trump e programmi per l’istruzione e l’assistenza alimentare. In caso di successo, segnerebbe una svolta per il dibattito sulla tassazione della ricchezza.

Secondo i documenti societari Zuckerberg, il cui patrimonio è stimato intorno ai 240 miliardi di dollari, aveva comunicato a un Comitato speciale di amministratori indipendenti di star valutando il trasferimento della residenza fuori dallo Stato per cercare di dribblare un’imposta che nel suo caso varrebbe circa 10 miliardi. Per pagare il conto avrebbe infatti dovuto vendere parte delle azioni di classe B, quelle che gli garantiscono diritti di voto maggiorati: la sua quota di controllo sarebbe scesa dal 60,6% a circa il 53%. Il Comitato speciale, ritenendo “di fondamentale importanza mantenere il Sig. Zuckerberg in una posizione di leadership all’interno della nostra azienda” e far sì che “che continui a risiedere e a gestire l’Azienda dalla nostra sede centrale in California per garantire la sua continua capacità di guidare efficacemente le nostre prestazioni durante quest’era di sfide e concorrenza senza precedenti”, ha trovato giocoforza una soluzione: una riorganizzazione della struttura azionaria. Meta distribuirà appunto ai soci dal gennaio 2027 nuove azioni di classe C, prive di diritto di voto, in aggiunta a quelle già possedute.

L’economista francese Gabriel Zucman, che da anni studia la concentrazione della ricchezza e le modalità per tassare i grandi patrimoni, ha scritto su X che la decisione è la prova che “la campagna per la Proposition 40 sta funzionando”: viene meno infatti l’argomento usato da molti oppositori secondo cui i miliardari “non potrebbero” versare il dovuto pena la perdita del controllo delle loro compagnie. Se messi alle strette, evidentemente, si può fare.

Da notare, peraltro, che come ricorda il documento inviato alla Sec dal 2013 Zuckerberg riceve uno stipendio annuo simbolico di un dollaro come amministratore delegato e presidente del gruppo. La società lo utilizza come argomento per motivare la sua necessità di liquidità. Ma il punto è che la sua ricchezza deriva soprattutto dal valore delle azioni Meta, che può crescere senza tradursi in reddito imponibile. È un meccanismo comune tra i grandi miliardari: finché le azioni non vengono vendute, l’incremento di valore resta generalmente una plusvalenza non realizzata e non è tassato come reddito da capitale. Il risultato che, a fronte della impressionante concentrazione delle fortune nelle mani di pochi, quei pochi riescono a versare meno tasse rispetto a un lavoratore del ceto medio. La patrimoniale una tantum proposta da un sindacato di lavoratori della sanità punta a correggere in parte questa asimmetria.

Come da copione l’opposizione alla misura è stata però violenta: molti grandi nomi della Silicon Valley, fallito l’obiettivo di impedire che la proposta promossa arrivasse alle urne, hanno messo in campo tutto il proprio arsenale finanziario e non solo per convincere gli elettori a bocciarla. Tra campagne di disinformazione e sostegno ad altre misure referendarie che potrebbero impedirne l’entrata in vigore. Alcuni miliardari, tra cui i cofondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, hanno valutato o annunciato di volersene andare. Anche se, come evidenziato da Zucman, sulla carta per avere successo il trasferimento fiscale avrebbe dovuto essere completato entro fine dicembre 2025: il testo infatti individua i potenziali contribuenti in base alla residenza al 1° gennaio 2026. L’eventuale trasferimento di Zuckerberg, ipotizzato per ottobre di quest’anno, sarebbe stato quindi al massimo un tentativo in extremis per tentare di contestare la propria assoggettabilità alla tassa, ma non una garanzia di esserne escluso.

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Excessive wealth, extreme emissions – and ecocide: what I learned at Europe’s big superyacht show

20 October 2026 at 10:00

These yachts are highly popular with the ‘super-bourgeoisie’ – and getting bigger. Can anything be done to stop them destroying our seas?

Who knew? Apparently everyone did, apart from me: you don’t wear shoes on a superyacht. Now, about to step on to my first teak deck at the Monaco Yacht Show, I’ve got to take my trainers off, and I’m having a sock panic. Have they got holes? Do they even match? Do they smell?

To be honest, I’ve come dressed all wrong for Europe’s big annual superyacht trade exhibition. The code for men seems to be crisp and tucked in, blazers and chinos, navy and white, sculpted hair and designer sunnies. (I went colourful, loose, casual). For women, it’s something like Riviera elegance. Everyone – whether they’re Italian, French, English, German, American, exhibitors, buyers, brokers, charterers – seems to know each other. The international superyacht community seems to be a close-knit one, and I’m not part of it. Yet.

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© Photograph: Sam Wollaston/The Guardian

© Photograph: Sam Wollaston/The Guardian

© Photograph: Sam Wollaston/The Guardian

Manifestantes acusam Meta de favorecer Flávio Bolsonaro

20 October 2026 at 07:51
"Meta, não se meta" era a palavra de ordem entoada pelos manifestantes, frente ao edifício que alberga o escritório da Meta. Campanha de Lula acusa a tecnológica norte-americana de favorecer rival.

© ISAAC FONTANA/EPA

Manifestantes concentraram-se no famoso centro financeiro da capital paulista, Faria Lima, segurando faixas e cartazes com fotografias do dono da Meta, Mark Zuckerberg
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