Gaza, la denuncia di Msf: “Non possiamo più produrre le maschere per i bambini ustionati a causa del blocco di Israele”
I bambini di Gaza che hanno il volto ustionato rischiano di non poter più avere le protesi per curarsi a causa delle restrizioni di Israele. Si tratta di dispositivi essenziali, perché evitano malformazioni e disabilità permanenti. Lo denuncia Medici senza frontiere: il suo team impegnato nell’assistenza della popolazione palestinese non ha più il materiale per continuare la produzione delle maschere 3D. L’ultima è stata realizzata il 14 ottobre.
“A causa delle restrizioni e del blocco imposto dalle autorità israeliane su materiali essenziali, non siamo più in grado di continuare ad assistere i pazienti che hanno riportato gravi lesioni e ustioni al volto” racconta il dottor Feras Swairjo, responsabile delle attività di fisioterapia di Msf. “Abbiamo le competenze mediche e la capacità di aiutare questi pazienti, ma ci vengono negati i materiali di base necessari per svolgere il nostro lavoro. Ogni giorno assistiamo alle devastanti conseguenze delle ustioni gravi sui nostri pazienti a Gaza, molti dei quali sono bambini piccoli. Alcuni hanno riportato lesioni estese a causa degli attacchi aerei israeliani, mentre altri si sono ustionati cucinando in tende sovraffollate o su fuochi all’aperto”. Senza queste maschere specialistiche, i pazienti rischiano deformazioni permanenti del volto e disabilità che possono compromettere la capacità di muoversi, vedere o persino respirare normalmente. “Il blocco di queste forniture essenziali rischia di lasciare i bambini con disabilità per il resto della loro vita quando potrebbero essere evitate. Si tratta di un problema creato dall’uomo che potrebbe essere risolto oggi stesso. Le autorità israeliane devono consentire l’ingresso senza restrizioni dei materiali medici necessari per curare i pazienti ora”.
Nella clinica di Gaza City, Medici senza frontiere assiste un numero molto alto di pazienti con gravi ustioni al viso. A marzo, spiega l’organizzazione, l’85% dei pazienti in cura nella clinica erano bambini. “Per prevenire malformazioni permanenti e disabilità – scrive Msf in un comunicato – i pazienti hanno bisogno di maschere specifiche per la terapia a pressione. Dal 2020, Msf è l’unico fornitore di maschere fisioterapiche stampate in 3D a Gaza. Queste maschere esercitano una pressione costante sulle ustioni in via di guarigione, prevenendo cicatrici ipertrofiche e contratture che possono compromettere la respirazione, i movimenti e le funzioni facciali”.
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