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“Arrivano in pullman, salgono sulle Dolomiti in ciabatte e prenotano gli hotel prima dei tedeschi”: la rabbia degli albergatori contro il boom dei turisti asiatici

26 October 2026 at 12:32

Scalzano gli storici e metodici turisti tedeschi prenotando le stanze d’albergo con mesi di anticipo, si riversano in massa nelle valli dolomitiche a bordo di grandi pullman e affrontano i ripidi sentieri d’alta quota calzando disinvoltamente un paio di ciabatte. È la nuova ondata del turismo asiatico in Alto Adige, un fenomeno in vertiginosa espansione che, come riporta un articolo del Corriere, sta ridisegnando gli equilibri economici, sociali e persino paesaggistici di un territorio ormai saturo. I numeri parlano chiaro: il 2025 ha fatto registrare oltre 38,2 milioni di pernottamenti, con un’agosto 2026 da 1,3 milioni di arrivi. In questa marea umana, i turisti provenienti da Corea del Sud, Cina, Giappone e Taiwan si sono piazzati saldamente al quarto posto, subito dietro a italiani, tedeschi e statunitensi.

Il fascino virale del Seceda o della Val di Funes, rimbalzato sugli schermi degli smartphone asiatici, porta tra le montagne flotte di visitatori che non hanno bisogno di alcuna campagna pubblicitaria istituzionale. Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda di Soggiorno di Bolzano, ne inquadra le dinamiche: “È un pubblico diverso, che si ferma ancora poco e su questo dobbiamo lavorare”. La sfida, spiega, è decentralizzare un flusso che rischia di paralizzare poche e specifiche valli: “Dobbiamo informarli anche sul resto che c’è da vedere. Il nostro territorio ha molto da offrire oltre alle mete iconiche conosciute a livello internazionale”.

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Trastevere si ribella all’overtourism: “Riprendiamoci il quartiere”

24 October 2026 at 08:10

Trastevere prova a fare fronte comune contro la trasformazione del quartiere in una destinazione sempre più orientata ai visitatori , con l’obiettivo di difendere il tessuto sociale, abitativo e commerciale del rione e riportare le esigenze di chi ci vive. Nel mirino la crescita delle attività turistiche, la pressione abitativa e la richiesta di regole più stringenti.

Trastevere, cuore di Roma con il 45% di romani in meno

Trastevere si ribella all’overtourism: “Riprendiamoci il quartiere”

Il dato che fotografa il cambiamento è netto: tra il 2013 e il 2023 Trastevere ha perso il 45% dei residenti, sulla base dei dati demografici. Parallelamente, negozi di vicinato e botteghe storiche hanno ceduto spazio ad attività rivolte soprattutto ai turisti, tra bar, ristoranti, bed & breakfast e case vacanza.  La protesta, precisano gli organizzatori, non nasce dalla volontà di cancellare il turismo o la movida. La richiesta è piuttosto quella di riequilibrare gli interessi e stabilire limiti capaci di tutelare la residenzialità e le attività commerciali di prossimità. “Nessuno vuole che non ci siano i dehors o le case vacanze, ma riteniamo giusto fissare un tetto e regolamentarli”. Pensieri e parole di Tommaso Fogli, 22 anni, trasteverino e coordinatore dell’Unione Giovani di Sinistra Italiana. Nel confronto rientrano inoltre la gestione dei dehors e l’occupazione di suolo pubblico, nonché il rispetto delle regole relative agli spazi esterni dei locali.

Affitti brevi, la pressione immobiliare si estende alla periferia

La trasformazione di Trastevere si inserisce in un fenomeno più ampio: la diffusione degli affitti brevi oltre il centro storico, verso quartieri residenziali e comuni dell’area metropolitana. Un rapporto del progetto AirMAP, al quale ha contribuito il Cnr-Ircres, ha analizzato l’evoluzione degli affitti turistici intermediati da Airbnb tra il 2017 e il 2024. Nel Comune di Roma le notti prenotate sono passate da 3,4 a 6,09 milioni, con un aumento del 79,2%. Nei comuni della cintura metropolitana esterna, nello stesso periodo, le notti prenotate sono cresciute del 193,3% e gli annunci del 50,4%, contro il 6,5% registrato per l’offerta nel capoluogo. Numeri che descrivono un’espansione territoriale del mercato, ma non dimostrano da soli che la crescita delle locazioni turistiche sia l’unica causa dell’aumento degli affitti residenziali. Del resto, la pressione dipende anche dalla disponibilità di alloggi, redditi e mercato immobiliare.

Centro storico, posti letto oltre il numero dei residenti

Trastevere si ribella all’overtourism: “Riprendiamoci il quartiere”

Secondo un’indagine della società immobiliare Brixa, il centro storico romano ha una capacità ricettiva di 122.168 posti letto, a fronte di 115.821 residenti. La stessa analisi stima che nell’estate 2026 circa 6.000 strutture turistiche romane siano rimaste senza prenotazioni. Quadro dunque in evidente contraddizione: mentre i residenti denunciano la pressione del turismo sul mercato abitativo e sull’identità dei quartieri, l’offerta non garantisce prenotazioni e ricavi a tutti gli operatori. In questo contesto la questione di  Trastevere è sociale e urbanistica anche alla luce di una movida che spesso esce dai binari della civiltà e deraglia nella sregolatezza. La mobilitazione di piazza San Cosimato punta a trasformare il malcontento in una piattaforma di richieste alle istituzioni: poche richieste, ma precise. Regolamentare l’offerta turistica, tutelare le attività di vicinato e salvaguardare il diritto ad abitare pacificamente in uno dei quartieri storici della Capitale.

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