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Renault Trafic si aggiorna: più comfort, sicurezza e tecnologia a bordo

27 October 2026 at 05:30

Renault Trafic introduce un nuovo servosterzo elettrico, freni potenziati, touchscreen da 10” e una telecamera di monitoraggio del conducente.

Leader del segmento in Francia e numero due in Europa, il Renault Trafic prosegue il processo di modernizzazione con una serie di interventi dedicati a comfort, sicurezza e piacere di guida. Il veicolo, destinato al trasporto di merci o persone, adotta un nuovo servosterzo elettrico e un impianto frenante potenziato, insieme a nuovi dispositivi di sicurezza, sellerie più resistenti e un sistema multimediale rivisitato.

Guida più fluida e precisa

Il nuovo servosterzo elettrico ha settaggi ottimizzati per migliorare comfort e precisione di guida. Secondo Renault, l’evoluzione riduce gli sforzi al volante, soprattutto nelle manovre di parcheggio e negli spostamenti urbani, e rende più facile correggere la traiettoria. La stabilità nel punto medio è stata rafforzata per mantenere meglio la traiettoria su strada. Anche il numero di giri del volante è stato ottimizzato, con l’obiettivo di trovare un compromesso tra agilità in città e stabilità su strada. Per chi usa il veicolo ogni giorno, la combinazione di sterzo più fluido e freni più progressivi punta a rendere la guida meno faticosa, soprattutto nel traffico urbano e nelle manovre frequenti.

Freni più progressivi

L’impianto frenante adotta nuove pinze anteriori a doppio pistoncino e dischi di maggior diametro, passati da 296 x 28 mm a 320 x 30 mm. Le modifiche riducono lo sforzo sul pedale e migliorano la progressività della frenata. Il conducente dispone così di un miglior dosaggio della frenata e di un maggiore controllo del veicolo, indipendentemente dalle condizioni di utilizzo.

Sicurezza e abitacolo

Tra le novità di dotazione c’è una telecamera di monitoraggio avanzato del conducente, pensata per facilitare la guida quotidiana e migliorare la sicurezza. Il Renault Trafic Van dispone di nuove sellerie in tessuto chiné grigio scuro con cuciture blu. Oltre all’aspetto estetico, il rivestimento offre maggiore resistenza all’usura e contribuisce a rafforzare la qualità percepita dell’abitacolo. Sono disponibili anche nuovi cerchi in acciaio da 17”, abbinati a copricerchi monocromatici e bicolor più aerodinamici. La telecamera di monitoraggio si inserisce tra i dispositivi pensati per accompagnare il conducente durante l’uso professionale del veicolo, in un contesto in cui la sicurezza resta un tema centrale.

Un sistema multimediale più moderno

Con il MY26.1, il Renault Trafic adotta un sistema multimediale più moderno e veloce, basato su un touchscreen da 10”, rispetto agli 8” precedenti. Lo schermo offre maggiore superficie di visualizzazione, migliore leggibilità delle informazioni e una reattività che Renault indica come doppia rispetto al passato. Il sistema è l’OpenR Link, disponibile in due configurazioni, entrambe compatibili con la funzione wireless Smartphone Replication tramite Apple CarPlay e Android Auto. La versione senza navigazione integrata è affiancata da una seconda con navigazione e accesso alle applicazioni, dove le mappe HERE sostituiscono la soluzione TomTom usata finora. Un display più grande e più reattivo facilita la consultazione delle informazioni durante il lavoro, con comandi più immediati rispetto alla generazione precedente.

Connettività e illuminazione

Il Renault Trafic Van ha due prese USB-C. Le versioni con seconda o terza fila di sedili ne hanno quattro per fila, con una potenza di ricarica fino a 80 W, sufficiente per alimentare un computer portatile. L’illuminazione LED diventa di serie nell’abitacolo e nel vano di carico. Sul Trafic Van migliora la visibilità a bordo e facilita carico e scarico, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità.

Offerta e allestimenti

Il Renault Trafic è disponibile in due lunghezze, L1 e L2, con cambio manuale o trasmissione automatica EDC a 9 rapporti. Tra le versioni di serie figura la doppiacabina con marchio converted by Renault e la versione per il trasporto persone. Il vano di carico, ampio e ottimizzato, rende il veicolo una base adatta alle trasformazioni realizzate dai 300 allestitori partner certificati da Renault. Con il marchio converted by Renault, Renault offre allestimenti di fabbrica con un solo interlocutore, una sola fattura, una sola garanzia e un servizio post-vendita valido anche per gli allestimenti. La varietà di configurazioni permette di scegliere tra versioni pensate per il trasporto di merci e versioni per il trasporto di persone, mantenendo ergonomia e funzionalità del veicolo.

Convertor companion

L’applicazione convertor companion è integrata nel sistema multimediale e consente agli allestitori di sostituire i comandi fisici con controlli sul touchscreen centrale. Il conducente può così regolare la temperatura dei veicoli refrigerati, accendere le luci delle officine mobili o comandare alcuni equipaggiamenti dei mezzi di soccorso. La soluzione riduce la proliferazione di interruttori e comandi sulla plancia, semplificando l’uso dei veicoli allestiti.

Renault Trafic si aggiorna: più comfort, sicurezza e tecnologia a bordo
Renault Trafic si aggiorna: più comfort, sicurezza e tecnologia a bordo
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Renault Duster com a nova versão de entrada Zen Plus 1.6 manual

21 October 2026 at 09:36

A Renault reforça a gama Duster com o lançamento da nova versão de entrada Zen Plus 1.6. A novidade, desenvolvida para levar o SUV para uma nova faixa do mercado, chega com preço sugerido de R$ 107.990 e nao conta com multimídia.

A nova versão oferece uma alternativa competitiva para os clientes que desejam entrar no universo dos SUVs, sem abrir mão dos atributos que consolidam o Duster no segmento desde 2011.

Ao longo de sua trajetória, o Duster conquistou os brasileiros por sua robustez, versatilidade e amplo espaço interno. Com a nova versão Zen Plus, a Renault amplia as oportunidades de acesso ao modelo, mantendo exatamente os atributos que consolidaram o SUV como uma referência em seu segmento.

A nova versão Zen Plus preserva características que fazem parte do DNA do Renault Duster. Equipado com o motor 1.6 SCe flex associado ao câmbio manual de cinco marchas, o SUV oferece um conjunto reconhecido pela confiabilidade e eficiência para o uso diário.

Assim como as demais versões da linha, o Duster Zen Plus traz itens importantes de segurança e conforto, como seis airbags, controles eletrônicos de estabilidade e tração, assistente de partida em rampa, direção elétrica, sistema Stop & Start, faróis com assinatura em LED e grade frontal com acabamento em preto brilhante.

No interior, a versão conta com bancos revestidos em tecido com tons preto e cinza, com detalhes em azul nas costuras. Detalhes na cabine em cromado reforçam o design da versão, preparada para diferentes tipos de uso cotidiano.

A nova versão Zen Plus mantém os principais atributos do Duster. O SUV continua oferecendo o maior espaço interno do segmento e um dos maiores compartimentos de bagagem da categoria, com 475 litros de capacidade.

O Duster também preserva sua reconhecida aptidão para enfrentar diferentes tipos de terreno. Com 237 mm de altura do solo, além dos melhores ângulos de entrada e saída da categoria, o SUV entrega a robustez que se tornou uma de suas principais marcas ao longo de sua trajetória no mercado brasileiro.

Duster Zen Plus 1.6 MT (R$ 107.990)

Motor 1.6 SCe flex
Câmbio manual
Seis airbags
Controle eletrônico de estabilidade (ESP)
Controle eletrônico de tração (TC)
Assistente de partida em rampa (HSA)
Direção elétrica
Faróis com DRL em LED
Grade frontal em preto brilhante
Rodas de 16″ 
Sistema Stop & Start
Ar-condicionado

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EU Caps Chinese Hybrid Car Imports at 350,000 as Brussels Moves to Protect Europe’s Motor Industry

12 October 2026 at 23:03

The European Union has reached an agreement with China to restrict imports of Chinese hybrid vehicles to 350,000 annually, introducing a significant new barrier to the expansion of Chinese manufacturers in Europe’s automotive market.

The arrangement, confirmed on 12 October, follows months of negotiations between Brussels and Beijing and reflects growing concern about the competitive position of European carmakers.

The import ceiling could reduce Chinese hybrid vehicle sales in the EU by more than half compared with previously anticipated volumes, although the actual effect will depend on demand, product classifications and implementation.

The agreement comes as manufacturers gather for the Paris Motor Show, where the future of European vehicle production, Chinese competition and industrial policy have become central subjects.

China’s Commerce Ministry has presented the outcome as a negotiated arrangement intended to preserve trading relations, while the European side has emphasised the need to prevent rapidly increasing imports from undermining domestic production.

Chinese manufacturers confront a new European barrier

Chinese carmakers have expanded aggressively in overseas markets as domestic demand has weakened. Chinese passenger vehicle exports rose sharply in September, with manufacturers increasingly targeting Europe, Latin America and Asian markets.

Hybrid vehicles have become particularly important because they offer consumers lower fuel consumption without requiring the same degree of dependence on charging infrastructure as fully electric cars.

This has allowed Chinese brands to compete in market segments where European manufacturers retain substantial established production capacity.

The new quota limits the number of eligible Chinese hybrid vehicles permitted to enter the European market each year. According to details of the import restrictions, shipments exceeding the permitted volume would face restrictions at EU customs.

The mechanism differs from a conventional tariff because imports beyond the ceiling cannot simply enter the market by paying a higher duty. Manufacturers and importers will need to consider both delivery costs and the availability of import allocations.

European manufacturers seek protection

The measures arrive amid growing pressure on the European automotive industry, which faces high production costs, expensive energy, competition from Chinese manufacturers and the capital requirements of shifting towards electrified transport.

Companies operating in Germany, France, Italy and other established manufacturing centres must fund the development of new vehicles while maintaining existing factories and employment.

Chinese manufacturers benefit from extensive domestic production networks, considerable scale and access to battery manufacturing capacity.

European policymakers have questioned whether competition takes place under equivalent economic conditions, particularly where Chinese producers receive support from state-directed industrial policies.

Beijing rejects allegations that its export performance results principally from unfair state assistance, arguing that Chinese companies have achieved competitiveness through investment, innovation and efficiency.

The quota represents a departure from the assumption that European consumers will necessarily have unrestricted access to the lowest-priced imported vehicles.

Its economic effects will depend partly on whether European manufacturers can use the additional protection to improve productivity and develop more competitive models.

Will Chinese manufacturers move production into Europe?

Restrictions on imports do not necessarily reduce the presence of Chinese-owned companies in the European automotive industry.

Several manufacturers are already developing production capacity outside China, including within the European Union. BYD’s investment in Hungary is one example of how Chinese companies can pursue access to European consumers through local manufacturing rather than relying entirely on imported finished vehicles.

The new arrangements could strengthen the commercial incentive to expand such operations.

For European governments, Chinese investment presents a difficult calculation. New factories may create employment, increase industrial activity and preserve automotive supply chains, while also expanding the influence of Chinese manufacturers within Europe’s domestic market.

The economic consequences depend on how much research, component manufacturing, battery production and other high-value activity takes place locally.

A Chinese-owned assembly plant using predominantly imported components would provide different benefits from a fully developed European production network.

The British dimension

The debate is also drawing attention to the position of the United Kingdom, whose automotive industry remains closely integrated with European supply chains despite Brexit.

Executives from Stellantis and Renault have supported including Britain within proposed European industrial protection measures, reflecting the importance of UK manufacturing operations to their broader businesses.

Such an arrangement would raise questions about regulatory alignment, trade preferences and the conditions under which non-EU production could qualify for European industrial support.

British manufacturers also face the challenge of Chinese competition, and decisions taken in Brussels could influence investment strategies across the wider European automotive sector.

Protection versus competitiveness

The restrictions may offer European manufacturers additional time to adapt, but they do not eliminate the structural challenges confronting the industry.

Energy prices, labour costs, the availability of batteries and the affordability of new vehicles remain important factors in the competitiveness of European production.

Nor will the quota necessarily prevent Chinese firms from gaining market share through investment, partnerships or vehicles manufactured outside China.

The EU’s approach combines restrictions on imports with the possibility of continued Chinese industrial participation inside Europe.

The outcome will depend on whether European manufacturers use the reduced competitive pressure to strengthen their technological and manufacturing position, or whether the restrictions primarily accelerate the relocation of Chinese-owned production into the EU.

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