L'Iran sfida gli USA: la realtà di Hormuz si determina in mare, non sui social
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha ribadito l'alta vigilanza delle Forze Armate iraniane nello Stretto di Hormuz, sottolineando che la realtà si decide sul campo, in aria, a terra e in mare, e non sui social media.
"Centcom, assassino di bambini! La crisi di Suez del 1956 ha messo a nudo i limiti del potere britannico; la storia dimostra che il corso degli eventi si decide nei punti di strozzatura strategici", ha dichiarato giovedì il generale di brigata Hossein Mohebi, portavoce dell'IRGC.
La replica giunge dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato di aver bonificato le principali rotte marittime dello stretto e che il transito rimane sicuro. Il CENTCOM ha inoltre smentito le notizie su imbarcazioni colpite da mine, definendole false e affermando che migliaia di navi hanno attraversato l'area senza incidenti.
A questo proposito, il generale Mohebi ha sfidato il CENTCOM a dimostrare con prove indipendenti, e non con semplici annunci, l'effettivo sminamento dello stretto, aggiungendo che la situazione reale non si misura nei centri di guerra mediatica statunitensi. Nel frattempo, fonti iraniane riportano che tre petroliere sarebbero esplose dopo aver urtato delle mine nella zona.
Anche il vice comandante dell'IRGC, il maggiore generale Mostafa Izadi, ha smentito le dichiarazioni americane in un'intervista a Defapress, ribadendo che la via navigabile rimane chiusa e sotto il controllo dei combattenti dell'Islam finché le condizioni di Teheran non saranno soddisfatte. Il Leader Supremo ha inoltre sottolineato che la gestione iraniana dello stretto è una garanzia per la sicurezza regionale.
Il richiamo del generale Mohebi alla crisi di Suez del 1956 evoca lo scontro scoppiato dopo la nazionalizzazione del canale da parte dell'Egitto e il successivo intervento di Israele, Regno Unito e Francia, evento che compromise le forniture petrolifere europee ed evidenziò il peso geopolitico dei punti di snodo marittimi.
L'Iran ha limitato il transito a Hormuz in risposta all'aggressione israelo-americana terminata ad aprile dopo 40 giorni di conflitto. Successivamente, il 17 giugno, Teheran e Washington hanno siglato un memorandum d'intesa con la mediazione del Pakistan, il cui articolo 5 attribuisce espressamente all'Iran la gestione e la riapertura dello stretto. Tuttavia, a seguito dei tentativi statunitensi di minare tale sovranità e di imporre un blocco navale in violazione degli accordi, Teheran ha dichiarato lo stretto chiuso a tutto il traffico non coordinato.
