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Manovra, si punta al via libera in Cdm: Bruxelles risponde ma restano da definire energia e 5 miliardi dalle banche

26 October 2026 at 20:46

Il governo punta ad approvare la manovra mercoledì in Consiglio dei ministri, dopo un nuovo vertice di maggioranza con Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Bruxelles ha risposto sulla flessibilità per l’energia, ma il confronto prosegue. Da definire anche il contributo da 5 miliardi del settore finanziario, mentre i partiti continuano a presentare le proprie richieste.

Dal confronto con Bruxelles ai 5 miliardi dal settore finanziario: le decisioni ancora da prendere

Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti provano a chiudere la manovra entro mercoledì 28 ottobre. È questo l’obiettivo fissato dalla maggioranza al termine del terzo vertice in una settimana, dopo una giornata segnata dalle ipotesi di un ulteriore rinvio. Alla riunione, svolta in videocollegamento, hanno partecipato anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.

La maggioranza ha confermato la volontà di “concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari”. In cima alla lista ci sono famiglie, ceto medio, giovani, anziani, sanità e imprese, insieme alle misure fiscali. L’obiettivo dichiarato è “sostenere il potere d’acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all’economia”, mantenendo però “la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici”.

Il ministro dell’Economia deve quindi trovare le coperture per le richieste dei partiti, mentre prosegue il confronto con la Commissione europea sulla possibilità di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per gli interventi legati all’energia.

Manovra, Bruxelles risponde sulla flessibilità: esclusi i sussidi ai combustibili fossili

Dall’Unione europea è arrivata una prima risposta alle richieste italiane. La Commissione si è detta intenzionata ad aiutare Roma a sfruttare i margini consentiti dalla clausola di salvaguardia, ma il governo dovrà ancora chiarire “gli interventi ammissibili” e i “relativi margini di flessibilità”.

Durante il vertice, gli alleati hanno fatto il punto sulle interlocuzioni con Bruxelles, “che proseguono in un modo proficuo”. I colloqui sulle singole misure sarebbero stati approfonditi, anche se spetterà all’Italia comunicare alla Commissione gli interventi precisi una volta adottati.

Bruxelles ha già posto un limite sui combustibili fossili: la flessibilità non potrà essere utilizzata per finanziare sussidi collegati al loro consumo. Restano quindi escluse agevolazioni sui carburanti e forme di sostegno energetico riconducibili all’utilizzo di queste fonti. Il governo dovrà individuare misure compatibili con le condizioni europee e con le regole del Patto di stabilità.

Pensioni, Irpef e affitti: le richieste di Lega, Forza Italia e Noi Moderati

Matteo Salvini continua a chiedere la possibilità di andare in pensione anticipata a 64 anni, l’innalzamento a 100mila euro della soglia di reddito per la flat tax delle partite Iva e un voucher sanitario destinato agli anziani. Tra le priorità della Lega figurano anche “affitti brevi e cedolare secca”.

Forza Italia insiste sull’estensione del taglio dell’Irpef ai redditi fino ad almeno 55mila euro e chiede “risposte” per i giovani, proponendo di alleggerirne il carico fiscale. Gli azzurri puntano anche a interventi sulle retribuzioni e sulla previdenza delle forze dell’ordine.

Noi Moderati concentra invece le proprie proposte su giovani e famiglie. Tra le misure indicate ci sono una cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine e l’azzeramento delle imposte per tre anni per gli under 30 al primo impiego. Si tratta di richieste politiche che dovranno ancora essere valutate in base alle risorse disponibili.

Dal mondo delle imprese arrivano ulteriori sollecitazioni. Confindustria chiede “una politica industriale per il Paese”, mentre Federchimica punta su maggiori incentivi alla ricerca e su un credito d’imposta strutturale. Confedilizia propone la cedolare secca per i negozi, una riduzione della tassazione sulle locazioni a canone concordato e la conferma dei bonus edilizi. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha chiesto a Giorgetti ulteriori stanziamenti per l’edilizia scolastica.

Banche e assicurazioni, il governo cerca 5 miliardi: Tajani chiede un contributo senza nuove tasse sugli extraprofitti

Tra le coperture ancora da definire figura il contributo da 5 miliardi di euro richiesto al settore finanziario. Secondo Antonio Tajani, le risorse dovranno arrivare da “tutti”, comprese “banche, assicurazioni e anche altre realtà”. Il segretario di Forza Italia esclude però una “visione punitiva” nei confronti degli istituti di credito e parla di “una richiesta di collaborazione”. Tra i soggetti che potrebbero essere coinvolti ha indicato anche Cassa depositi e prestiti.

Tajani ritiene possibile escludere le banche di credito cooperativo (Bcc) e invita a valutare con attenzione anche la posizione delle Fondazioni bancarie. Una trattativa da condurre senza irrigidire le posizioni, perché, come ha osservato il vicepremier, “bisogna lavorare di fioretto”. L’entità del contributo è stata indicata, ma le modalità di prelievo e la distribuzione tra i diversi soggetti non sono ancora definite.

Meloni risponde a Manfredi: confronto sulla manovra sì, ma con tutti i sindaci

La presidente del Consiglio ha risposto anche all’appello dei sindaci di centrosinistra che chiedevano un incontro urgente con il governo.

In una lettera inviata al presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, Meloni ha confermato la “disponibilità” al dialogo, indicando però come sede istituzionale la Conferenza Stato-Città.

La premier si è detta pronta a partecipare “personalmente”, insieme al ministro Giorgetti, dal momento che il confronto riguarda anche la legge di bilancio. Ha precisato però che “se si tratta di un confronto istituzionale” devono essere coinvolti “tutti i sindaci”, non soltanto quelli appartenenti a un determinato schieramento politico.

Meloni ha quindi proposto di affrontare le richieste degli amministratori locali nella sede che già riunisce governo e autonomie, con la possibilità di partecipare direttamente alla discussione sulla manovra.

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Lions Clube de Setúbal promove 38.ª Feira da Ladra a favor da APPACDM de Setúbal

25 October 2026 at 11:00

O Lions Clube de Setúbal promove a 38.ª Feira da Ladra, iniciativa solidária, que decorrerá já nos próximos dias 30 e 31 de outubro e 1 de novembro, entre as 10h00 e as 18h00, na Delegação do INATEL de Setúbal, cuja receita reverterá a favor da Associação Portuguesa de Pais e Amigos do Cidadão Deficiente Mental (APPACDM) de Setúbal.

A realização da Feira da Ladra pretende sensibilizar a comunidade local para a realidade das pessoas com deficiência intelectual, promovendo a solidariedade e a participação cívica através da angariação de receitas para a APPACDM.

A instituição tem como principal objetivo apoiar e promover a inclusão, a qualidade de vida e a plena cidadania de pessoas com deficiência intelectual, atrasos no desenvolvimento ou incapacidades, de todas as idades, bem como prestar apoio às respetivas famílias.

O apoio da comunicação social é particularmente importante para dar visibilidade a esta causa, incentivar a participação da população e contribuir para o sucesso da angariação de receitas. Nesse sentido, agradecemos a divulgação do evento nos vossos meios e canais editoriais, bem como a eventual presença de um representante para a sua cobertura jornalística.

Sobre o Lions Clube de Setúbal

O Lions Clube de Setúbal, fundado em 1974, é uma organização de serviço à comunidade que desenvolve e apoia iniciativas de carácter social, humanitário e de promoção da saúde. O Clube procura contribuir para a melhoria da qualidade de vida da população, mobilizando voluntários, parceiros e instituições em torno de causas de interesse público. Através das suas iniciativas, o Clube mobiliza a comunidade em torno de causas solidárias, concretizando localmente a missão do movimento: servir, promover a paz e fomentar o entendimento entre os povos.

O Lions Clube de Setúbal integra o movimento Lions Clubs International, uma organização internacional de voluntários dedicada ao serviço das comunidades locais e à resposta a necessidades humanitárias em todo o mundo. O movimento tem como missão capacitar os voluntários para servir as suas comunidades, atender a necessidades humanitárias, promover a paz e fomentar o entendimento internacional.

Dalle vetrine infrante alla guerra ibrida, la risposta del governo alle proteste. Parla Gardini

21 October 2026 at 09:18

I teppisti delle piazze italiane sono sfuggiti a una rete educativa che non ha funzionato, anche per colpa di una sinistra giustificazionista, che non boccia, che non punisce, che non indirizza. Il governo con il nuovo provvedimento varato in Consiglio dei ministri prova a cambiare registro. Lo dice a Formiche.net Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera che, partendo dalle devastazioni di Milano, analizza le cause politiche e gli effetti sociali di tali fenomeni. “Cosa è cambiato rispetto ai miei tempi? Ieri c’era la misura: non spaccavamo vetrine, non calpestavamo libri, non rubavamo abiti pur essendo tutti provenienti da famiglie monoreddito. Avevamo dignità e rispetto per tutti, docenti e istituzioni scolastiche”.

Scontri, manovra, elezioni: dove finisce il disagio e dove inizia l’infiltrazione?

Dinanzi a queste situazioni, prima ancora di capire se è un attacco ibrido o solo violenza, ci dovrebbe essere una condanna unanime, a maggior ragione perché gli autori sono minorenni. Occorre capire che esiste un limite che non può essere oltrepassato. Purtroppo la sinistra non riesce proprio a condannare senza poi dire “ma”. Per cui penso che alla base dei rapporti umani, delle relazioni familiari e anche dei rapporti tra amici ci devono essere delle linee che non si possono superare. I tumulti ci raccontano che purtroppo sono state superate abbondantemente. Bisogna essere inflessibili, occorre un’alleanza della politica con chi ha un ruolo educativo e un ruolo dirigente nel Paese. Non riusciamo ad uscire da questa palude nella quale la sinistra sembra sguazzare bene. Più c’è caos e più le opposizioni sono contente: ciò lo considero gravissimo. In Aula abbiamo anche chiesto alla sinistra di sottoscrivere la proposta di legge di Fratelli d’Italia in discussione generale sulla cittadinanza, ovvero che in presenza di atteggiamenti del genere bisognerebbe fermare il processo per la cittadinanza italiana e intraprendere un percorso di ripensamento e di rieducazione, in attesa di una seconda possibilità.

Il Cdm ha dato il via libera al nuovo decreto sicurezza e criminalità minorile, oltre a 500 agenti in più a Milano. Come rispondere a chi vi accusa di suonare il solito ritornello di “regole e disciplina”?

Finalmente c’è anche per i minorenni il fermo preventivo. Significa che questo governo non insegue l’emergenza, ma interviene quando è necessario affrontare un problema che purtroppo si è manifestato in tutta la sua drammaticità. Confesso che nessuno avrebbe mai immaginato di vedere bambini di undici anni che vanno a sfasciare vetrine per prendersi l’ultimo paio di scarpe alla moda. Bisogna prendere dei provvedimenti ed è chiaro, come osservato dalla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, che anche per i minorenni si lavora su due binari, la prevenzione e la repressione. Noi abbiamo con i nostri provvedimenti diminuito la dispersione scolastica: mi sembra un grandissimo risultato di cui andiamo fieri. Però non bisogna neanche fare l’errore di identificare questi violenti, che sono una minoranza, con tutti gli altri giovani: quattro scalmanati non rappresentano la totalità degli studenti. Non è così oggi e non era così anche ai miei tempi.

Cosa è cambiato rispetto a 40 anni fa?

Ricordo che mio padre mi accompagnò a sporgere una denuncia contro ignoti perché un picchetto mi impedì di entrare in classe. Io volevo entrare in classe, ma qualcuno non era d’accordo. Anche ieri, erano sempre i pochi a piantonare l’ingresso della scuola, al liceo classico Tito Livio, che frequentavo. Ma a differenza di oggi c’era la misura: non spaccavamo vetrine, non calpestavamo libri, non rubavamo abiti pur essendo tutti provenienti da famiglie monoreddito. Avevamo dignità e rispetto, per tutti, docenti e istituzioni scolastiche. Ci approcciavamo a qualsiasi lavoro, pur di andare avanti nella vita. Sicuramente era un’altra epoca la mia, ma assieme alle mie amiche non potevamo permetterci boutique di alta moda e compravamo i giornali con cartamodelli. I vestiti ce li cucivamo da sole, nessuna di noi rubava, non spaccavamo le vetrine perché qualcuno voleva il modellino che aveva magari la compagna di banco. E siamo sopravvissute bene a quell’epoca. Oggi vedo persino qualche rapper fare sfoggio di tutto il lusso più sfrenato, per poi stigmatizzare la società dei consumi. Inoltre mi chiedo come sia stato possibile che ragazzini di 11 o 12 anni fossero in giro da soli per strada a sfasciare vetrine. Dov’erano i genitori?

Il ministro della difesa Guido Crosetto ha detto che i fatti di Milano “sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”. Che ne pensa?

Evidentemente lui da ministro ha strumenti molto più tecnici, però è chiaro che di questa guerra ibrida stiamo parlando da molto tempo, così come si era notato anche durante il referendum sulla giustizia un certo movimentismo dei social, che aveva mandato a votare una massa consistente di giovani che non lo avevano mai fatto prima. La guerra ibrida è un qualcosa con cui ci si confronta e su cui si dibatte a livello internazionale. Il tema, quindi, abbraccia il concetto stesso di difesa ampia, ovvero non più intesa come spese per cannoni o carri armati: oggi la difesa ha tutto un altro approccio. Difesa, ad esempio, è analisi, scienza, indagini così come l’Italia sta egregiamente facendo sull’Artico. Giorni fa in commissione esteri è stata in audizione la sottosegretaria Isabella Rauti che ci ha illustrato cosa vuol dire oggi difesa, come portare il Paese nella modernità, come far sì che l’Italia non sia tagliata fuori dalle rotte commerciali, dalle materie prime, delle materie critiche e dalle strategie internazionali. Per cui occorrono giovani che si impegnano, che imparino con il nostro aiuto a costruire il futuro e non che aiutiamo invece a deprimere come ama fare la sinistra, che foraggia un clima distruttivo. Per la sinistra l’Italia dovrebbe sempre indossare la maglia nera ed essere sempre l’ultima della fila. Oggi vedo in Italia delinearsi una sinistra talmente estrema che l’intero campo largo potrebbe configurarsi con Melenchon.

Proviamo a andare oltre le vetrine infrante: quale il danno sociale per ragazzi irresponsabili e genitori giustificazionisti?

Premetto che oggi non è facile essere genitori, ma se un figlio di 11 anni circola da solo per tumulti, forse è lecito pensare che qualcosa ti sia sfuggito dalle mani. Come madre mi sento a disagio, anche se è vero che oggi è molto più difficile. Ma sarebbe utile capire come sia possibile che dei bambini così piccoli sfuggano ad una rete educativa, perché dovrebbero stare in una rete di protezione che, evidentemente, non ha funzionato. Quando ero al Parlamento europeo ricordo che i britannici mi dicevano che il minore è considerato tale fino a 14 anni, dopo occorre che risponda delle proprie azioni. Così come ricordo bene che in Belgio bocciavano tranquillamente anche alle elementari. In Italia invece no, la cultura di certa sinistra ha iniziato a convincere tutti che non bisogna bocciare, che bisogna capire, che non bisogna punire. Ed ecco i risultati nelle nostre piazze.

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