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Meloni: In manovra risposta ai giovani, non ai vandali. La domanda del Direttore di Vista Jakhnagiev

29 October 2026 at 22:55

(Agenzia Vista) Roma, 28 ottobre 2026
“Non so se farò altre Manovre in futuro, questo lo decideranno gli italiani. Abbiamo previsto un pacchetto giovani, ma non diamo risposte a chi sfascia le vetrine, ma ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, lavorare o affittare una casa”. Lo ha detto la Presidente Meloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi rispondendo a una domanda del Direttore di Agenzia Vista Alexander Jakhnagiev sulla Manovra.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Incidente ferroviario in Spagna, Tajani: Ho parlato con italiano ferito ricoverato

29 October 2026 at 20:57

(Agenzia Vista) Roma, 29 ottobre 2026
“Quindi condividiamo il dolore del popolo spagnolo e siamo a disposizione per aiutare in qualsiasi cosa serva di questo momento di grande dolore per un paese fratello, insomma, che è uno dei paesi più vicini all’Italia”. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa al Senato.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Magi alla presentazione libro Emma Bonino “Europa è patria”: Sovranisti non affrontano le crisi

29 October 2026 at 20:57

(Agenzia Vista) Roma, 28 ottobre 2026
“I sovranismi, e quindi i regimi sovranisti, o i partiti sovranisti, o gli stati e i Governi sovranisti, non riescono nei fatti ad affrontare credibilmente, tantomeno a risolvere nessuna delle grandi questioni del nostro tempo”. Lo ha detto Riccardo Magi di Più Europa in un’intervista fuori Montecitorio.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Scurria (FdI): Manovra dimostra che per Governo Meloni sanità è una priorità

29 October 2026 at 19:54

(Agenzia Vista) Roma, 28 ottobre 2026
“Questa manovra dimostra che per il governo Meloni la sanità è una priorità”. Lo ha detto Marco Scurria di Fratelli d’Italia in un punto stampa fuori Palazzo Madama.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
agenziavista.it

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Standing ovation e platea in piedi per intervento video Meloni al convegno di Sud chiama Nord

29 October 2026 at 19:15

(Agenzia Vista) Roma, 29 ottobre 2026
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta al convegno di Sud chiama Nord. Al termine dell’intervento c’è stata la standing ovation e la platea si è alzata in piedi.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Caso Youssef Siher, Tajani: Era come se fosse in flagranza di reato

29 October 2026 at 19:08

(Agenzia Vista) Roma, 28 ottobre 2026
“Ma c’erano fatti che erano successi, quindi c’erano tutti gli appelli, i manifesti che aveva fatto, quindi era come se fosse in flagranza di reato”. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa fuori Palazzo Madama.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Salvini: Brutto segnale che giudice Pro Pal scarceri Youssef Siher

29 October 2026 at 19:08

(Agenzia Vista) Genova, 29 ottobre 2026
“C’è un giudice che legittimamente ha firmato un appello per Gaza e la Palestina, che ha contraddetto la Procura di Milano che riteneva doveroso trattenere un soggetto potenzialmente pericoloso per reati gravi che contemplano anche il terrorismo”. Lo ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini in un punto stampa a Genova.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Multiversity, il presidente esecutivo Vaccarono lascia il gruppo. Durante confermato Ad

29 October 2026 at 19:06

Multiversity, il presidente esecutivo Vaccarono lascia il gruppo

Il Consiglio di Amministrazione di Multiversity, leader in Italia nel settore della formazione universitaria, ha preso atto della decisione del Presidente esecutivo Fabio Vaccarono di lasciare il Gruppo.

La scelta di Vaccarono risponde a un profondo senso di responsabilità nei confronti del Gruppo, di tutti i suoi stakeholders con particolare attenzione alla comunità accademica, oltre alla volontà di dedicare il tempo e l’attenzione necessari a chiarire la propria posizione nell’ambito delle recenti indagini, rispetto alle quali ribadisce la totale estraneità alle ipotesi contestate.

Una decisione coerente con le azioni promosse a tutela dell’integrità accademica di Multiversity. Proprio le attività di compliance introdotte durante il suo mandato hanno infatti consentito di individuare le presunte irregolarità, che il Gruppo ha quindi denunciato alle autorità competenti.

Il Consiglio di Amministrazione esprime riconoscenza per la visione strategica, la leadership e la determinazione con cui ha sostenuto questo impegno. Sotto la guida di Fabio Vaccarono, Multiversity ha avviato un percorso di consolidamento della qualità accademica che ha portato i tre atenei del Gruppo a conseguire il giudizio “soddisfacente” nell’ambito dell’accreditamento periodico ANVUR, in linea con le valutazioni delle più autorevoli università storiche in Italia.

Parallelamente, un piano di reclutamento ha consentito in pochi anni di ampliare il corpo accademico, arrivando a oltre 800 docenti e ricercatori, diversi dei quali di fama internazionale. A questo investimento nelle competenze si è affiancata l’implementazione nella piattaforma didattica digitale proprietaria di funzionalità avanzate di intelligenza artificiale a supporto dell’apprendimento e dei servizi agli studenti.

Grazie al binomio tra innovazione tecnologica e flessibilità del modello didattico, Multiversity ha ampliato l’accesso alla formazione universitaria, contribuendo ad abbattere le barriere geografiche, economiche e sociali del sapere. Un impegno che pone il diritto allo studio e l’inclusione educativa al centro della propria missione, con l’obiettivo di rendere l’istruzione accademica un’opportunità concreta di crescita personale e professionale.

“È stato un privilegio guidare la trasformazione e la crescita di Multiversity”, dichiara Fabio Vaccarono. “Sono orgoglioso del percorso compiuto e grato a tutte le persone che, con competenza e dedizione, hanno contribuito a costruire una realtà accademica di primo piano. Lascio una realtà solida, certo che la governance, forte dell’esperienza manageriale di Francesco Durante saprà valorizzare quanto costruito insieme e raggiungere traguardi ancora più ambiziosi nella formazione e nella ricerca”.

“Ringrazio Fabio per il lavoro svolto e per la collaborazione di questi anni”, sottolinea Luciano Violante, Presidente onorario Multiversity SpA. “Continuerò a mettere la mia esperienza a disposizione del Gruppo, affinché l’istruzione, anche digitale, sia un’opportunità concreta per tutti e un’opzione liberamente percorribile”.

Francesco Durante, AD Multiversity aggiunge: “Fabio Vaccarono ha guidato la crescita di un modello di accademia che oggi da solo rappresenta quasi il dieci per cento della popolazione universitaria italiana. Proseguiremo con lo stesso impegno, portando avanti il lavoro avviato e le priorità di sviluppo del Gruppo”.

Andrea Ferrante di CVC conclude: “Ringraziamo Fabio per il suo contributo all’evoluzione del Gruppo in questi anni. Multiversity conta su una governance solida e su un management di alto profilo. Ribadiamo la nostra piena fiducia e impegno in questo importante progetto per il Paese”.

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Verona, uccise la moglie con dosi letali di insulina: in carcere dopo due anni il marito ex infermiere

29 October 2026 at 18:46

Uccise la moglie infermiera a dosi di insulina: in carcere il marito

Svolta nelle indagini sulla morte dell’infermiera di 32 anni deceduta a Bussolengo nel giugno 2024. La Polizia ha arrestato il marito, un ex infermiere di pronto soccorso di 35 anni, con l’accusa di omicidio pluriaggravato. L’uomo deve rispondere anche di tentato omicidio, distruzione di cadavere, truffa assicurativa e peculato per la sottrazione di farmaci.

A far scattare le indagini sono state le segnalazioni dell’Azienda Ospedaliera, che dai test post-mortem aveva riscontrato gravi crisi ipoglicemiche provocate da somministrazioni esterne di insulina, e i dubbi dei genitori della donna sulla frettolosa cremazione della salma.

Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, l’uomo avrebbe sfruttato le proprie competenze mediche e la fiducia della moglie per avvelenarla a tappe. Un primo tentativo a maggio 2024 portò la donna in coma, salvata solo dal 118. Durante il successivo ricovero, il marito le avrebbe poi iniettato altre dosi letali di insulina direttamente dai cateteri venosi. L’ultima somministrazione, quella fatale, è avvenuta a casa a soli tre giorni dalle dimissioni.

A incastrare l’indagato sono state anche le analisi sui suoi dispositivi informatici. Già da aprile 2024 l’uomo cercava su internet i sintomi dell’overdose da insulina e articoli scientifici sugli omicidi commessi da personale sanitario con farmaci ipoglicemizzanti.

Subito dopo la morte della moglie l’uomo ha fatto cremare rapidamente il corpo per impedire l’autopsia, mentre sul cellulare della vittima ha modificato una nota d’addio per giustificare la propria relazione extraconiugale prima di incassare l’assicurazione sulla vita. Una volta licenziato dall’ospedale, nel novembre 2025 ha infine inscenato un tentato suicidio nel reparto di pronto soccorso iniettandosi dosi non mortali di farmaci pesanti rubati dalla cassaforte della struttura.

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Calcio, Milan e Inter: il nuovo stadio si chiamerà “Generali Stadium”. I dettagli

29 October 2026 at 18:42

Milan e Inter, il nuovo stadio si chiamerà “Generali Stadium

Si chiamerà “Generali Stadium” il nuovo impianto di Milan e Inter, che sarà pronto per la stagione 2031/32. Il progetto è stato presentato al Castello Sforzesco, alla presenza dei vertici dei due club e dei progettisti, Lord Norman Foster e David Manica.

Rispetto all’attuale San Siro, la nuova struttura abbandonerà la forma rettangolare per una pianta ovale. L’elemento più d’impatto sarà l’esterno: un profilo ondulato che si abbassa lungo i lati lunghi del campo e si innalza in corrispondenza delle curve, dove supera i 60 metri di altezza. A caratterizzare la facciata saranno 80 “diamanti” in membrana dotati di led, che permetteranno di personalizzare lo stadio in base alla squadra che gioca in casa.

Sul tetto troveranno posto 27 mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici, che renderanno l’impianto energeticamente autonomo. La struttura sarà inoltre “sigillata” dal punto di vista acustico: il suono potrà uscire solo verso l’alto e, rimanendo all’interno del catino, amplificherà l’effetto del tifo.

La capienza sarà di 71.500 posti. Le tribune, inclinate di 37 gradi, offriranno un colpo d’occhio simile a quello dell’attuale San Siro o del celebre “muro giallo” di Dortmund.

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Manovra, Misiani (Pd): “Un minestrone di bonus dal sapore elettoralistico, daremo battaglia. Energia, lavoro e sanità le nostre priorità”

29 October 2026 at 18:34

Manovra, Misiani (Pd): “Un minestrone di bonus dal sapore elettoralistico, daremo battaglia”

Una manovra “di fine legislatura”, finanziata per metà in deficit e piena di bonus dal sapore elettorale, con “cambiali” per miliardi lasciate in eredità al prossimo governo. È il giudizio di Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd, che parlando ad Affaritaliani boccia la legge di bilancio dell’esecutivo Meloni: poca crescita, quasi niente per la sanità, nessun sostegno vero contro il caro energia, mentre le spese militari registrano il maggiore aumento mai visto. Il Pd si prepara a dare battaglia in Parlamento, con emendamenti ai punti chiave e il timore di una manovra blindata.

Il governo parla di una manovra “prudente” e “targettizzata”. Qual è il suo giudizio complessivo, e cosa manca secondo lei?

Il giudizio è molto negativo. È una manovrina di fine legislatura, finanziata per metà in deficit. Un minestrone di bonus dal sapore elettoralistico, molti dei quali coperti solo per il 2027. Di fatto sono cambiali per miliardi di euro, scaricate sul prossimo governo, che dovrà decidere se prorogare o meno misure su cui gli elettori avranno maturato aspettative di continuità. Manca una strategia per rilanciare la crescita, ormai quasi a zero. Mancano le risorse per la sanità che chiedevano il ministro Schillaci e le regioni. Mancano sostegni veri contro il caro energia, che sta massacrando famiglie e imprese. In compenso, la manovra prevede il più grande aumento delle spese militari mai visto, pari a circa il doppio delle risorse destinate alla sanità. Uno schiaffo in faccia ai cittadini che non riescono a curarsi.

È l’ultima manovra della legislatura. C’è una logica elettorale nelle scelte su flat tax per i giovani, bollo auto e aliquota sugli aumenti contrattuali?

La flat tax per i giovani è una misura poco più che simbolica: un’imposta sostitutiva applicata solo agli incrementi del reddito da lavoro dipendente, entro specifici limiti di reddito e di importo. L’abolizione parziale del bollo auto voleva essere una risposta forte alla crisi energetica, ma l’effetto mediatico si è già esaurito, a un costo di oltre 2 miliardi l’anno. Diverso è il caso dell’aliquota piatta sugli aumenti contrattuali. La questione salariale è un problema gigantesco che il governo si rifiuta di affrontare con ciò che servirebbe davvero: una legge sul salario minimo, la generalizzazione dei meccanismi di adeguamento dei salari all’inflazione previsti da alcuni contratti, il rafforzamento della contrattazione nazionale più rappresentativa. Detto questo, piuttosto che niente, meglio la detassazione dei rinnovi contrattuali.

Su sanità, scuola e salari il Pd ha sempre chiesto più risorse. Quali sono le due o tre priorità su cui chiederete modifiche in Parlamento?

Il primo punto sono l’energia e le politiche per la crescita. Valuteremo con attenzione come il governo intende usare la clausola di flessibilità per la sicurezza energetica. Le nostre proposte le abbiamo presentate due mesi fa, ma da Palazzo Chigi non è mai arrivata una risposta. Giorgia Meloni si è di fatto affidata al buon cuore di Eni e di altre compagnie petrolifere, ma così non andiamo lontano.

Nella manovra non si intravvede il cambio di passo necessario sulle rinnovabili, né interventi per ridurre le distorsioni e le rendite che penalizzano i consumatori e gonfiano gli utili delle società energetiche. Incalzeremo il governo in Parlamento anche sul rilancio della crescita, su cui la manovra non propone nulla di significativo. Pochi giorni fa l’OCSE ci ha detto che nel 2027 l’Italia sarà ultima tra i paesi del G20 per crescita economica. A pari (de)merito con la Federazione Russa… Il PNRR è terminato quest’anno ma Meloni e Giorgetti non hanno la più pallida idea di come rimettere in moto l’economia. È un problema molto serio.

Il lavoro e il fisco sono la seconda, grande priorità: una legge sul salario minimo e la contrattazione collettiva nazionale più rappresentativa, norme contro la precarietà, la tutela delle partite IVA più fragili, la sterilizzazione del fiscal drag, che tra il 2026 e il 2029 rischia di sottrarre ai contribuenti IRPEF oltre 35 miliardi di euro secondo i dati del governo. Se i redditi reali delle famiglie continuano a ristagnare e le disuguaglianze a peggiorare, la situazione è destinata a deteriorarsi sotto il profilo sia della crescita che della coesione sociale.

La terza questione riguarda i servizi pubblici essenziali, a partire da sanità e scuola. Per il SSN ci sono solo le briciole, ma così la crisi della sanità pubblica si aggraverà. Oggi quasi 6 milioni di italiani rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa nel pubblico sono troppo lunghe e i soldi per rivolgersi ai privati non ce li hanno. Servirebbe una strategia di rilancio della sanità pubblica, ma il governo ancora una volta ha voltato la testa dall’altra parte. Quanto a scuola, università e ricerca, sono tra i grandi assenti di questa manovra. Non pervenute.

Il percorso parlamentare sarà molto stretto, con approvazione entro il 31 dicembre. Teme una manovra blindata senza spazio per gli emendamenti?

Sarebbe una mortificazione inaccettabile del Parlamento. Purtroppo le avvisaglie vanno tutte in questa direzione. Noi presenteremo emendamenti sui nodi più importanti, lavorando insieme alle altre forze di opposizione. Pochi giorni fa abbiamo presentato una risoluzione unitaria in 21 punti sui principali nodi di politica economica e sociale: ripartiremo da quel documento, traducendolo in proposte emendative. Sarà il primo tempo della battaglia in vista delle prossime elezioni politiche.

Ceto medio: Meloni è intervenuta sullo scaglione fino a 55mila euro, voi cosa avreste fatto?

L’intervento del governo è molto modesto. Noi avremmo rimesso mano all’IRPEF in modo strutturale, allargando la base imponibile e passando a un sistema ad aliquota continua, per alleggerire davvero il carico sul ceto medio. Una riforma complessiva è l’unica strada per rimettere ordine nel sistema tributario. In questi anni la destra ha ridotto a brandelli l’imposta sui redditi, moltiplicando i regimi di privilegio a favore delle corporazioni politicamente più vicine al governo. Il risultato è che oggi l’IRPEF è pagata quasi interamente da lavoratori dipendenti e pensionati a reddito medio-alto. Una situazione squilibrata e insostenibile.

Flat tax fino a 100mila euro: cosa ne pensate?

Ne pensiamo molto male. Bisognava sostenere il ceto medio e le partite IVA più fragili. Il governo ha invece esteso l’aliquota flat ad autonomi e professionisti con ricavi tra 85 e 100 mila euro: in media oltre diecimila euro di sgravio per qualche decina di migliaia di contribuenti, che beneficeranno di un livello di tassazione enormemente inferiore rispetto a chi rimarrà in IRPEF. Uno sconto fiscale del tutto ingiustificato, se pensiamo che milioni di famiglie a reddito basso o medio sono costrette a scegliere se pagare la spesa o le bollette, e da questa legge di bilancio non avranno niente di niente. Anzi, una cosa sì, a dire il vero: la possibilità di personalizzare, a pagamento, le targhe delle loro automobili…

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Guerra tra Europa e Russia? Parla Putin: “Non avrebbe vincitori”. Ma non mancano le minacce

29 October 2026 at 18:28

Guerra tra Europa e Russia? Parla Putin

Se scoppiasse una guerra tra Russia ed Europa, “non ci sarebbero vincitori”, nessuno in Europa “se ne dimentichi”. Lo afferma il Presidente russo, Vladimir Putin, citato dalla Tass. E aggiunge: “Non vogliamo che la situazione nel mar Baltico diventi simile a quella nel golfo Persico, ma siamo preparati per questo”.

“So delle critiche rivolte a Stubb e Store in seguito alla loro chiamata, ma considero giusta la loro iniziativa. Stubb e Store hanno sottolineato proprio all’inizio della conversazione di non rappresentare l’intera Ue, ma di parlare a titolo nazionale. Sosteniamo qualsiasi passo volto a ripristinare le relazioni con l’Europa, sia con la Ue nel suo insieme sia con i singoli Paesi. Difficilmente sara’ possibile infliggere una sconfitta strategica alla Russia entro il 2030″, conclude infine lo “zar”.

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Trump vuole chiudere il conto con Teheran: negoziati o escalation. L’allarme di Massolo sul dopo Midterm

29 October 2026 at 18:21

Trump, l’Iran e il piano per ‘dichiarare vittoria’: l’analisi dell’ambasciatore Massolo

“Il rischio di escalation è concreto dopo le elezioni di Midterm, e c’è da osservare un ulteriore incremento della presenza militare iraniana nel Golfo e nella regione”. Così Giampiero Massolo, ambasciatore ed esperto di geopolitica, risponde ad Affaritaliani sulle prospettive del conflitto tra Stati Uniti e Teheran e sulle mosse di Donald Trump per uscire dal confronto.

Un quadro che, secondo Massolo, risponde a una precisa necessità strategica della Casa Bianca: “Lo scopo potrebbe essere paradossalmente funzionale ad uscire dalla crisi iraniana. Trump ha bisogno di uscirne a due condizioni: la prima è di sistemare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Lì il livello di traffico è ritornato a livelli sostenuti, ed è frutto sia della presenza militare americana sia, soprattutto, dei contatti diretti che i Paesi del Golfo hanno con gli iraniani”.

La seconda condizione riguarda la minaccia atomica: “L’altro obiettivo è l’idea di poter dire di essersi durevolmente sbarazzati del nucleare iraniano. Questo si può fare in due modi: o attraverso la via negoziale — ed è di oggi la notizia che Trump ha autorizzato una ripresa dei trattative — oppure, qualora questi negoziati fallissero, l’altra strada sarebbe quella di forzare un’escalation americano-israeliana. L’intento sarebbe poter affermare che la capacità nucleare iraniana è stata ulteriormente annichilita e indebolita, allontanando il pericolo nel tempo”.

L’obiettivo finale del Presidente americano resta comunque il ritiro dall’area: “A quel punto, con uno Stretto ritornato ragionevolmente praticabile e il dossier nucleare indebolito stabilmente, si aprirebbe una finestra per Trump per dichiarare vittoria e disimpegnarsi da quello scenario, lasciandolo all’autoregolamentazione delle potenze regionali. Ma qualora non andasse la via negoziale, non rimarrebbe altro che la via delle armi”, spiega l’ambasciatore.

Infine, sul ruolo diplomatico della Turchia, Massolo sottolinea: “Erdogan si pone come mediatore, e anche con un certo successo come ha dimostrato tra Russia e Ucraina sul traffico del grano nel Mar Nero. Sta cercando di giocare questa carta anche qui attraverso un contatto diretto con Teheran: nei giorni scorsi c’è stata la riunione del ‘Patto della Mecca’ con Turchia, Arabia Saudita, Pakistan e Iran per discutere dei passaggi ad Hormuz, delle basi per un negoziato e per scongiurare eventuali rappresaglie nel Golfo. Fa parte dei tentativi in atto, ma bisognerà vedere fino a che punto Teheran sarà intransigente e fino a che punto Trump vorrà che il suo dichiarare vittoria trovi un riscontro concreto nei fatti”,conclude Massolo.

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La Russa: Capisco la reazione politica di Meloni alla scarcerazione di Youssef Siher

29 October 2026 at 16:27

(Agenzia Vista) Roma, 29 ottobre 2026
“Io non sono mai abituato a commentare i provvedimenti giudiziari, ma capisco perfettamente la reazione del presidente Meloni. Non conosco gli atti, quindi non ne voglio parlare, ma capisco la reazione politica del Presidente che di fronte a quello che è successo non si aspettava quel provvedimento”. Così il Presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Senato
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni alla convention di Cateno De Luca: Un percorso entusiasmante

29 October 2026 at 16:26

(Agenzia Vista) Roma, 29 ottobre 2026
“Un percorso entusiasmante. La vostra è una scelta di campo, sono certa che i cittadini vi premieranno per questo”, lo ha detto la Presidente Meloni a “L’Italia dei Territori”, evento di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni cita Don Camillo e Peppone: Sindaci eroi della politica

29 October 2026 at 16:26

(Agenzia Vista) Roma, 29 ottobre 2026
“Ho sempre considerato i sindaci come gli eroi della politica. Mi viene sempre in mente Don Camillo e Peppone scritto dal grande Giovannino Guareschi, quando l’opinione pubblica dice a Peppone ‘voi siete il sindaco e dovete andare a vedere, ma se avete paura…”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo a “L’Italia dei Territori”, evento di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Legge di bilancio, Roberto Capobianco (Conflavoro): “Bene misure su lavoro e giovani, ora spinta in più su energia e AI per le PMI”

29 October 2026 at 16:11

Il presidente: “Apprezzamento per le misure su rinnovi, giovani e assunzioni. Rafforziamole così che le piccole imprese aiutino subito i loro lavoratori”

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri alla legge di bilancio, Conflavoro torna sul nodo storico delle piccole imprese: il costo del lavoro. “Nella manovra – dichiara il presidente nazionale Roberto Capobianco – vediamo diverse misure nella direzione giusta: dal 5 per cento confermato sugli aumenti da rinnovo, alla superdeduzione per giovani e madri lavoratrici assunti, ma anche il forfettario portato a 100 mila euro e la conferma della ZES Unica. Sono misure che apprezziamo e abbiamo contribuito a introdurre negli anni con nostre proposte”.

“Sui giovani, in particolare, rilanciamo la misura ‘Tasse zero Under 35’ in cui chiediamo una piena agevolazione fiscale e contributiva così da incentivare il più possibile la loro presenza nel mercato del lavoro. Nell’esame parlamentare confidiamo possa poi esserci margine per rendere strutturali misure a effetto immediato sulla busta paga: fringe benefit e premi di produttività tassati all’1 per cento, pur confermati nel DDL; indennità di trasferta aggiornate; detassazione di notturni e festivi estesa a tutte le micro e piccole imprese, detassazione degli aumenti contrattuali resa triennale ed estesa agli aumenti individuali. Sono questi gli strumenti con cui le aziende virtuose sostengono subito i loro lavoratori in un momento difficile”, spiega Capobianco.

Ma il costo del lavoro, secondo il presidente di Conflavoro, è solo una gamba: “Le PMI pagano l’energia un quarto in più della media europea e restano indietro sull’intelligenza artificiale. Confidiamo che la misura di contenimento energetico annunciata per le PMI dal presidente Meloni possa essere un segnale forte. Tra le nostre proposte resta uno Scudo Energia per le piccole imprese più colpite dai rincari, cioè quelle con costi energetici oltre il 15 per cento del fatturato, e con la proposta denominata ‘Bolletta Massima’ puntiamo a un percorso per azzerare il divario di prezzo con gli altri Paesi dell’area euro entro il 2030. Noi saremo pronti come sempre a collaborare con Governo e Parlamento e mettere a disposizione il nostro know-how, soprattutto sull’intelligenza artificiale. Sull’innovazione, rilanciamo infatti la proposta di un voucher che copra fino all’85 per cento della spesa delle micro e piccole imprese per l’intelligenza artificiale e anche la proposta ‘Ricerca in Fabbrica’, con il credito sulla ricerca che sale al 50 per cento per le sole PMI. Resta sul tavolo, infine, la nostra riforma più importante, ‘Utile Zero’: l’utile reinvestito in azienda, per macchinari e nuove assunzioni, non è una rendita da tassare ma la prima fonte di finanziamento delle piccole imprese. È la riforma che chiediamo di portare avanti insieme, per dare forza strutturale all’azienda che produce e reinveste”, conclude Capobianco.

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AssoSoftware, Angeleri resta al timone: il digitale vuole cambiare marcia

29 October 2026 at 16:08

Pedrazzini e Colombo restano vicepresidenti, Socci presenta le cifre dei servizi informatici

Si è tenuta a Milano l’Assemblea dei Soci di AssoSoftware, l’Associazione Italiana Produttori Software, che ha riconfermato Pierfrancesco Angeleri alla presidenza, Mario Pedrazzini e Piermassimo Colombo vicepresidenti per i prossimi quattro anni.

L’introduzione dell’assemblea è stata coordinata da Roberto Bellini, Direttore Generale AssoSoftware, con l’intervento di Pierfrancesco Angeleri, Presidente AssoSoftware, e di Claudio Socci, Professore ordinario di Economia Politica, Dipartimento di Economia e Diritto, Università degli Studi di Macerata, con la sua analisi sul ruolo del software nell’economia italiana e un primo draft sull’impatto della proposta di policy “Investo Digitale”.

Secondo lo studio, nel 2023 l’attività di programmazione, consulenza informatica, attività connesse e servizi di informazione ha generato circa 78 miliardi di euro di produzione, pari all’1,8% della produzione complessiva delle attività produttive italiane, e 39,6 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 2% del valore aggiunto dell’economia italiana.

Pierfrancesco Angeleri, Presidente AssoSoftware, durante il suo intervento ha dichiarato che è importante sostenere la trasformazione digitale del Paese, rafforzare la competitività delle imprese italiane e valorizzare il ruolo strategico del software per la crescita e la produttività dell’economia.

AssoSoftware, Angeleri resta al timone: il digitale vuole cambiare marcia
AssoSoftware, Angeleri resta al timone: il digitale vuole cambiare marcia
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AssoSoftware, Angeleri resta al timone: il digitale vuole cambiare marcia
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AssoSoftware, Angeleri resta al timone: il digitale vuole cambiare marcia

Servizio fotografico realizzato e documentato da Nick Zonna

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Autocar: BYD Dolphin G DM-i prima sulla nuova Renault Clio ibrida

29 October 2026 at 14:00

Autocar promuove la BYD Dolphin G DM-i sulla Renault Clio per comfort e qualità degli interni, mentre la Clio resta avanti nel design.

La BYD Dolphin G DM-i supera la nuova Renault Clio in un confronto pubblicato dal settimanale britannico Autocar il 28 ottobre. Il risultato riguarda uno dei segmenti storicamente più presidiati dai costruttori europei, quello delle utilitarie, e uno dei suoi modelli simbolo.

Nel confronto tra le rispettive versioni ibride, la Dolphin G conquista il primo posto grazie a un giudizio complessivamente superiore in termini di comfort, silenziosità, qualità percepita degli interni, abitabilità e risposta della motorizzazione. La Clio mantiene il vantaggio nel design, nella precisione dello sterzo e nell’agilità di guida, ma non riesce a prevalere nella valutazione finale.

Tra gli elementi distintivi della BYD figura la tecnologia ibrida plug-in, con un’autonomia dichiarata fino a 105 km in modalità elettrica. A questo si aggiungono un bagagliaio da 425 litri e un posizionamento di prezzo competitivo, due fattori che pesano sulla scelta di chi acquista un’auto di questa categoria.

Il dato va letto anche come un indicatore di come si distribuiscono i punti di forza tra i modelli. Nel confronto la Clio conserva qualità apprezzate, ma la valutazione complessiva premia l’equilibrio tra abitabilità, comfort e prestazioni della Dolphin G.

Per il lettore italiano il confronto offre un riferimento utile in un momento in cui le scelte di acquisto si concentrano sempre più sulle motorizzazioni ibride.

Il risultato assume un significato che va oltre il confronto tra due modelli. Per il settore, l’industria automobilistica cinese dimostra di poter competere con i marchi europei anche nelle categorie più tradizionali, non soltanto sul prezzo o sull’elettrificazione, ma anche sulla qualità complessiva del prodotto.

Il confronto, in sostanza, misura la maturità di un prodotto più che il suo marchio d’origine.

Le utilitarie sono da sempre un terreno di equilibrio delicato tra costi di acquisto, consumi, spazio interno e contenuti. Per i costruttori europei, abituati a dominare il segmento, una valutazione favorevole a un modello concorrente rappresenta un segnale da considerare con attenzione.

Il segmento resta uno dei più rilevanti del mercato europeo, e ogni cambio di equilibrio tra i modelli ha effetti su strategie industriali e reti di vendita.

Il confronto di Autocar evidenzia anche che la competizione non si gioca più soltanto sulla dotazione o sul prezzo. Comfort acustico, qualità percepita e risposta del motore contano sempre di più nelle valutazioni dei giornalisti e, di conseguenza, nelle scelte dei clienti.

Il risultato è un segnale dell’evoluzione degli equilibri competitivi nel mercato automobilistico europeo. Resta da verificare come il giudizio di una rivista si tradurrà nei volumi di vendita nei prossimi mesi, in un contesto in cui la domanda di ibride e plug-in continua a crescere.

Per la Clio, il confronto indica un terreno su cui lavorare, soprattutto sul fronte del comfort e della qualità percepita, dove la rivale ha ottenuto il giudizio migliore.

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Ex Ilva, niente da fare. La Cassazione rigetta il ricorso, l’area a caldo resta ferma

29 October 2026 at 13:50

Ex Ilva, l’area a caldo resta ferma

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro il decreto con il quale la Corte d’Appello di Milano ha disposto la fermata dell’area a caldo dell’Ex Ilva di Taranto, la parte centrale della fabbrica siderurgica. Il decreto dei giudici di Milano resta quindi valido. La decisione e’ stata presa dalle Sezioni Unite Civili dopo l’udienza del 20 ottobre.

Il decreto della Corte d’Appello risale al 27 luglio, con 90 giorni di tempo all’azienda per adempierlo, ed e’ stato confermato dai giudici di Milano in due diverse occasioni: udienze del 9 e del 30 settembre scorsi. Impianto industriale dannoso per la salute umana a causa dell’emissione di polveri in atmosfera e della presenza di amianto negli altiforni: queste le motivazioni centrali della Corte d’Appello nel suo decreto.

Alla Suprema Corte hanno presentato contro il decreto due distinti ricorsi straordinari le societa’ Ilva e Acciaierie d’Italia spa-Acciaierie d’Italia holding chiedendone l’annullamento. E due controricorsi a sostegno del provvedimento dei giudici di Milano hanno invece presentato i cittadini di Taranto costituitisi in un giudizio svoltosi negli anni fra Tribunale di Milano – dove ha sede legale Acciaierie d’Italia – Corte di Giustizia Europea di Lussemburgo, Corte d’Appello di Milano e infine Cassazione a Roma. 

Circa “l’omessa valutazione delle risultanze dello studio di VIS e del parere favorevole dell’ISS su cui si è basato il rilascio dell’Aia 2025, la mancata indicazione di quali sarebbero i diversi e ulteriori limiti di sicurezza entro cui ricondurre l’emissione di polveri, il riferimento non già al livello di produzione di acciaio attuale, ma al più elevato scenario produttivo autorizzato (6 Mt/a)”, la Corte di Cassazione, nel rigettare i ricorsi straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia contro il decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone la fermata dell’area a caldo dell’Ex Ilva, dice che “tutti questi motivi risultano inammissibili per difetto di interesse”.

Per la Cassazione, la Corte d’appello nel formulare le motivazioni “che sorreggono l’accoglimento della domanda inibitoria collettiva (amianto e polveri sottili) le ha espressamente dichiarate autonome e ciascuna idonea a sorreggere la decisione. Pertanto, una volta ritenuti infondati e inammissibili i motivi proposti in tema di amianto decisione di accoglimento dell’inibitoria collettiva non potrebbe venir meno anche se, in ipotesi, si ritenessero meritevoli di accoglimento i motivi svolti sulla seconda ratio relativa alle polveri sottili”.

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