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Un elicottero militare è precipitato in Bosnia, morti quattro italiani: due dell’Esercito e due operatori della Croce Rossa. 11 feriti

29 October 2026 at 17:19

Un elicottero militare italiano è precipitato nel pomeriggio di oggi, per cause ancora in corso di accertamento, in Bosnia-Erzegovina. Si tratta di un CH-47 Chinook, impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea. Il bilancio è di quattro morti e undici feriti, tutti italiani. A confermarlo, in serata, è stato il ministro ministro della Difesa, Guido Crosetto. Le vittime sono due appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.

Le vittime sono tre uomini e una donna: “Abbiamo atteso che la drammatica notizia della morte dei loro cari fosse portata alle famiglie e volevamo evitare che altre centinaia di famiglie vivessero ore di angoscia in attesa di conoscere i nomi delle persone coinvolte”, ha detto Crosetto rendendo note le identità delle vittime. Sono: il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi (entrambi del comando aviazione dell’Esercito), il tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana Franco Adriano Zecchillo e la sergente della Croce Rossa Laura Procacci.

“Gli undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita. La Difesa ha immediatamente disposto l’invio di un’équipe medica italiana per garantire ai feriti il massimo supporto e la migliore assistenza possibile”, ha sottolineato il ministro esprimendo il cordoglio suo e di tutta la Difesa “alle famiglie dei nostri caduti”: “Non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande”, ha aggiunto. L’incidente è avvenuto nella zona di Brčko, al confine con la Serbia, durante un’operazione di routine, ha fatto sapere Eufor.

I militari morti nell’incidente erano in servizio al Comando aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo, al primo reggimento ‘Antares’. Secondo quanto si apprende, l’elicottero sarebbe partito ieri mattina da Viterbo e, dopo uno scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare, avrebbe raggiunto la Bosnia. “Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, che sarebbe avvenuto in fase di decollo dall’aeroporto di Brcko”, ha dichiarato in diretta al Tg4 l’ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani. “A bordo c’erano in totale 15 persone italiane“, ha spiegato. Le cause della tragedia, informa la Difesa, sono attualmente in corso di accertamento. Sono già state avviate le attività di indagine necessarie a ricostruire la dinamica dell’incidente e a chiarire le circostanze dell’accaduto.

“Ho appreso con profonda commozione la notizia del decesso dei militari occorso nel tragico incidente elicotteristico in teatro operativo bosniaco nell’ambito dell’operazione ‘Althea’. In questa triste circostanza, voglia rendersi interprete presso l’Esercito Italiano e il Corpo Militare della Croce Rossa dei miei sentimenti di cordoglio e di commossa solidarietà al dolore provocato da questo tragico evento, chiedendo loro di esprimere ai familiari delle vittime la mia vicinanza e solidarietà”, scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano. Anche dal governo e dai partiti di opposizione arrivano i messaggi di cordoglio. “La notizia del tragico incidente che ha coinvolto un elicottero italiano di Eufor in Bosnia-Erzegovina è motivo di profondo dolore“, scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che, impegnati nella missione per la pace e la stabilità della regione, stanno vivendo ore di angoscia. A loro va la mia più sincera vicinanza e quella del governo italiano”. Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, esprime la sua vicinanza “alle nostre forze armate per la tragedia”: “Un pensiero ai familiari delle vittime. Una terribile disgrazia che scuote il cuore di tutti gli italiani”, scrive il vicepremier sottolineando che l’Ambasciatore d’Italia a Sarajevo “si sta già recando a Brčko, luogo dell’incidente” e che il Ministero degli Esteri “fornirà tutto il supporto necessario. Una preghiera per i nostri caduti e i nostri feriti nell’adempimento del dovere”, conclude.

A rendere noto l’incidente era stata la stessa Forza militare dell’Unione Europea in Bosnia-Erzegovina: ha parlato di un velivolo della missione precipitato nella zona di Brčko, al confine con la Serbia. In serata l’Eufor conferma in un comunicato che l’elicottero è precipitato durante un’esercitazione di routine. La missione europea aggiunge che non si sono registrati danni a infrastrutture, proprietà o veicoli civili e nessun civile è rimasto ferito nell’incidente. I servizi di emergenza della Bosnia-Erzegovina e il team di collegamento e osservazione dell’Eufor sono giunti sul posto, hanno recuperato il personale coinvolto e lo hanno immediatamente trasportato presso le strutture mediche di Brcko. L’Eufor, aggiunge la nota, sta conducendo un’indagine approfondita e completa per accertare le cause di questo tragico incidente, e pubblicherà le informazioni pertinenti non appena disponibili e verificate. La missione europea si dice inoltre “profondamente addolorata per questa tragica perdita di vite umane ed esprime le sue più sentite condoglianze agli amici e ai familiari di coloro che hanno perso la vita al servizio della pace”.

Eufor ha invitato i cittadini a non diffondere informazioni non verificate e disinformazione e a informarsi sull’incidente esclusivamente attraverso i canali ufficiali. La missione europea è presente in Bosnia-Erzegovina dal 2004, quando subentrò alla forza di peacekeeping della Nato dispiegata dopo la guerra del 1992-1995. Attualmente conta diverse centinaia di militari provenienti da 24 Paesi europei.

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Turchia, crolla un “camino delle Fate” in Cappadocia: due morti. La frana provocata da forti piogge

29 October 2026 at 14:20

È uno dei simboli della Turchia e, nello specifico, la principale attrazione turistica della Cappadocia. Ed è possibile che siano state le forti piogge che hanno colpito la regione a fare crollare un ‘camino delle fate’ all’ingresso del Museo all’aperto di Göreme. Il governatore di Nevşehir, Hüseyin Kök, ha annunciato che due persone hanno perso la vita e una è stata tratta in salvo ma è ferita. “A seguito di un crollo roccioso innescato da una frana a Göreme, abbiamo recuperato i corpi di due persone. Una persona ferita è stata trasportata in ospedale, dove sta ricevendo le cure d’emergenza. Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso”, ha dichiarato Kök, aggiungendo che la frana è stata causata dalle “abbondanti precipitazioni”, riferisce l’emittente Ntv. “Nell’area interessata dal crollo erano presenti delle persone. Sebbene non si tratti di una zona destinata al passaggio dei pedoni – e quindi non particolarmente affollata – vi erano comunque delle persone. Sul posto sono giunte la gendarmeria e le forze di polizia. Sono in corso intensi interventi di soccorso. Le persone vengono allontanate dalla zona per precauzione, dato il rischio di ulteriori crolli”, ha affermato il corrispondente di Ntv sul posto, aggiungendo che la frana si è verificata alle 15 ora locale, le 13 in Italia. In Cappadocia, una delle zone turistiche più note della Turchia, già nel 2024 e nel 2025 erano stati registrate delle frane che avevano portato al crollo di alcuni ‘cammini delle fate’, formazioni rocciose a forma piramidale, ma il cedimento delle strutture non aveva provocato né feriti né vittime.

(immagine tratta da Wikipedia)

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Wall Street Journal: “Via libera di Trump all’arrivo di Bolsonaro negli Usa. È entrato con un permesso umanitario”

29 October 2026 at 13:58

È scappato dal Brasile dopo avere perso le elezioni ed è arrivato in Florida, prima entrando a piedi in Argentina, poi imbarcandosi su un volo per gli Usa dall’Ecuador. Nei giorni scorsi il presidente Usa Donald Trump aveva dichiarato, prima di partire per un comizio in Ohio in vista delle elezioni di midterm, che non si sarebbe intromesso nella vicenda che riguardava la fuga di Flavio Bolsonaro e, pur sottolineando di non volere essere coinvolto, aveva aggiunto che “è stata un’elezione molto strana, questo è certo”. Ma secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal, il capo della Casa Bianca sarebbe tutt’altro che estraneo alla fuga del candidato sconfitto da Lula, scappato dopo che il giudice Alexandre de Moraes aveva disposto la consegna dei suoi passaporti nell’ambito di un’indagine per sospetto riciclaggio di denaro, nella quale il senatore nega ogni irregolarità. Il giornale finanziario Usa scrive che il tycoon ha approvato personalmente l’ingresso suo e della sua famiglia negli Stati Uniti e il segretario di Stato Marco Rubio si è attivato per il rilascio dei visti. La famiglia Bolsonaro è comunque entrata negli Stati Uniti con un “permesso umanitario” che consente la permanenza di un anno. Il Wsj, che cita alcune fonti, aggiunge inoltre che dall’esilio Bolsonaro intende continuare la sua attività politica. “Sono io il presidente eletto – ha dichiarato Bolsonaro dopo la fuga negli Usa – e i criminali che hanno rubato le elezioni in Brasile fanno parte di un’organizzazione criminale che ha instaurato una tirannia”, ha scritto il senatore in una dichiarazione pubblicata sul suo profilo X, denunciando una “frode elettorale”. “Da qui guiderò l’opposizione”, ha aggiunto.

Il senatore brasiliano ha ringraziato il presidente argentino Javier Milei, oltre a Trump, per l’accoglienza negli Usa, dove è arrivato con la famiglia il 28 ottobre. In una lettera diffusa dopo l’arrivo a Miami, il figlio dell’ex presidente del Brasile ha denunciato presunti brogli elettorali senza presentare prove e ha chiesto l’annullamento della candidatura di Lula e del suo vice Geraldo Alckmin, accusando le istituzioni brasiliane di persecuzione politica. Bolsonaro Jr ha criticato in particolare il giudice della Corte suprema Cristiano Zanin, contestando la proroga dell’orario di voto fino alle 19, decisa domenica. Secondo il senatore, la misura avrebbe consentito a Lula di ottenere oltre 10 milioni di voti in più rispetto al primo turno.

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio e il presidente argentino Javier Milei pare siano state le principali menti dietro alla sofisticata e polemica operazione di intelligence che ha consentito a Flavio Bolsonaro di fuggire dal Brasile. Tra i vari dettagli emersi sulla fuga anche quello riguardante il jet privato utilizzato da Bolsonaro. Il Gulfstream G400 matricola LV-JQW, appartiene infatti alla compagnia privata Baires Fly, legata a sua volta ad uno dei principali scandali di corruzione che coinvolgono attualmente il governo argentino di Javier Milei. La società figura infatti nell’inchiesta sul riciclaggio di denaro proveniente da presunte tangenti negli acquisti di medicinali e forniture dell’Agenzia Nazionale Argentina per i Disabili (Andis). Si tratta dell’indagine condotta dal pm argentino Franco Picardi, che ha individuato nel titolare reale di Baires Fly l’imprenditore Sergio Mastropietro, la mente dietro il “lavaggio di fondi derivanti dai sovrapprezzi applicati agli acquisti effettuati dall’Agenzia”, guidata dall’allora avvocato di Milei, Diego Spagnuolo. Lo stesso Milei utilizzò uno dei velivoli della compagnia per il suo primo viaggio internazionale del 2023 negli Stati Uniti, suscitando polemiche anche perché il volo privato venne finanziato dall’imprenditore Gerardo Werthein, poi nominato ambasciatore dell’Argentina a Washington.

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Ucraina, droni russi contro una banchina del treno a Dnipro: “Almeno 13 morti”

29 October 2026 at 11:11

Le forze armate russe hanno attaccato con droni la banchina della stazione ferroviaria di Dnipro, sulla quale si trovava il treno Dnipro-Zaporizhzhya. Almeno “13 persone sono state uccise nell’attacco russo a Dnipro. Almeno cinque i feriti”, ha reso noto il capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Oleksandr Ganzha. L’attacco è l’ultima di una serie di raid russi nella regione, dove, nelle ultime settimane, attacchi condotti con droni e aerei da guerra hanno danneggiato edifici residenziali e infrastrutture critiche. La città di Dnipro è stata più volte presa di mira nel corso del conflitto: l’ultima il 25 ottobre, quando le autorità avevano riferito della morte di quattro persone.

“Un orribile attacco russo ha colpito la stazione ferroviaria di Dnipro – ha scritto su X Volodymyr Zelensky -. I russi hanno lanciato un’incursione con droni contro un binario dove si trovavano un treno per pendolari e un treno passeggeri. Purtroppo, al momento, si contano 13 vittime accertate”. “Quanti attacchi terroristici ha sferrato la Russia contro il nostro popolo da quando le sanzioni contro alcuni oligarchi russi e il settore energetico russo sono state revocate, anziché portare a una de-escalation?”, domanda il presidente ucraino riferendosi a Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, rimossi dall’Unione europea dalla lista dei miliardari il 22 settembre. Secondo Zelensky “è giunto il momento di adottare nuove e più severe misure sanzionatorie da parte dell’Ue, degli Stati Uniti e del G7”.

(Foto di DSNS Ukrayiny, l’autorità governativa responsabile per la protezione civile)

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Studente di Foggia esce illeso dal disastro ferroviario in Spagna e rimane per prestare soccorso

29 October 2026 at 09:53

Uscito illeso dal disastro ferroviario in Spagna, è rimasto a prestare aiuto ai feriti. È la storia di Antonio Narciso, studente originario di Foggia, che dopo essere sopravvissuto all’incidente ha deciso di rimanere e aiutare i soccorritori. La notizia è riportata dal Corriere della Sera. Il giovane è infatti un volontario della Protezione civile in Puglia, in particolare dell’associazione Prima Vela di Foggia. “Le ore sono frenetiche e c’è davvero tanto da fare“, ha scritto sui social dopo aver rassicurato amici e familiari sulle sue condizioni.

Narciso ha così deciso di mettere la sua esperienza e la sua formazione al servizio dei soccorsi spagnoli. Sui social ha anche descritto il lavoro intenso che le squadre di recupero stanno svolgendo, restituendo il clima di emergenza e frenesia che una tragedia del genere porta con sé; in particolare, per ciò che concerne gli italiani coinvolti nel disastro ferroviario, attualmente ci sono tre donne disperse, mentre gli altri sei passeggeri che si trovavano a bordo dei convogli sono stati recuperati e sono in condizioni stabili. La situazione è perfettamente riassunta dalle parole di Narciso: “Stiamo dando il massimo unendo le forze“.

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Cuba, l’Italia si inchina agli Stati Uniti e si astiene sulla risoluzione Onu che chiedeva la fine dell’embargo

29 October 2026 at 09:06

Ufficialmente i rapporti tra Giorgia Meloni e Donald Trump sono ai minimi storici, ma se c’è da piegare la testa a a Washington il governo non si tira indietro. E’ accaduto ieri a New York, dove l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha chiesto a larga maggioranza la fine dell’embargo economico statunitense contro Cuba, in vigore da decenni. Tuttavia, un’intensa attività da parte degli Stati Uniti ha spinto diversi paesi a opporsi alla risoluzione o ad astenersi per la prima volta dopo anni. Tra questi c’è stata anche l’Italia. La risoluzione ha ottenuto 130 voti a favore, 25 astenuti e 17 contrari, tra i quali Stati Uniti e Israele. L’anno precedente, i sì erano stati 165, 7 i no e 12 le astensioni.

Stati Uniti e Cuba si sono scambiati accuse durissime nella sala dell’Assemblea Generale, trasformando un dibattito sull’embargo commerciale imposto da Washington decenni fa in un teso confronto verbale tra le due delegazioni. L’ambasciatore Usa Mike Waltz ha accusato il governo dell’Avana di arricchire la propria élite mentre la popolazione comune è alle prese con carenze e difficoltà economiche. Oltre a respingere la definizione di “blocco” utilizzata da Cuba per descrivere le misure di Washington. “Non esiste alcun blocco – ha detto Waltz – Un blocco è un cordone di navi militari attorno a un’isola. Non è questo il caso”.

La delegazione cubana ha interrotto più volte il discorso, costringendo il presidente dell’Assemblea a intervenire per richiamare le parti a rispettare le regole. A un certo punto, Waltz si è rivolto direttamente alla delegazione cubana affermando: “Questa è l’America, queste sono le Nazioni Unite. Non siamo nella vostra dittatura comunista. Non potete mettermi a tacere”. Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha replicato accusando Waltz di affermazioni false e di aver mancato di rispetto all’Assemblea: “Sta offendendo la dignità del popolo e del governo di Cuba”, ha sottolineato.

Il voto dell’Assemblea Generale Onu ha un peso politico, ma solo il Congresso di Washington può revocare l’embargo a Cuba, risalente all’epoca della Guerra Fredda. L’Assemblea adotta questa risoluzione ogni anno da oltre tre decenni, con la sola eccezione del 2020, durante la pandemia di Covid. “Sono soddisfatto del fatto che così tanti paesi, tra cui importanti economie come la Corea, la Germania e altri, abbiano cambiato la loro posizione”, ha detto ai giornalisti Waltz dopo il voto. “La diplomazia richiede tempo, ma ora che abbiamo assistito a una triplicazione del numero di paesi che hanno mutato orientamento, ci aspettiamo che questo trend continui a crescere”, ha aggiunto.

“L’Italia, nel ribadire la vicinanza al popolo cubano e la necessità di continuare gli aiuti umanitari, ha scelto di astenersi assieme ad altri paesi alleati come Germania, Olanda, Polonia, Grecia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia e Croazia”, ha riferito la Farnesina. In sintesi, si legge nella nota, “l’Italia ritiene che vada accelerato un cambiamento con le autorità cubane: l’embargo economico imposto dagli Stati Uniti a Cuba ha conseguenze economiche e umanitarie negative per il popolo cubano. La revoca dell’embargo potrebbe rendere più efficaci le riforme economiche e favorire una ulteriore apertura dell’economia cubana, a beneficio del popolo cubano: ma le riforme non arrivano, le decisioni delle autorità cubane sono il motivo della crisi attuale. La mancanza di libertà politiche ed economiche, le debolezze strutturali e le inefficienze di lunga data del sistema economico hanno contribuito in misura significativa alla crisi attuale”.

“Sono necessarie urgentemente riforme politiche, economiche, sociali e giudiziarie sostanziali da parte delle autorità cubane per alleviare le sofferenze del popolo cubano. Le 176 misure economiche e sociali adottate lo scorso giugno dovranno essere attuate rapidamente”, prosegue la nota. L’Italia, sottolinea la Farnesina, “inoltre rimane profondamente preoccupata per la situazione dei diritti umani a Cuba, in particolare dopo gli eventi del luglio 2021, e ribadisce il suo appello al governo cubano affinché rilasci tutti i prigionieri politici. Deploriamo inoltre, si legge, che la posizione di Cuba sulla guerra di aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina continui a essere incompatibile con i principi della Carta delle Nazioni Unite. Cuba ha votato contro la risoluzione dell’Assemblea generale Onu del 24 febbraio 2026 che promuoveva un cessate il fuoco e una pace duratura in Ucraina“.

Pazienza se l’Avana dà una grossa mano all’Italia nella sanità pubblica, dove i medici cubani rappresentano una realtà consolidata, in particolare in Calabria. Per far fronte a una cronica e drammatica carenza di personale, la Regione ha siglato un accordo con l’Avana che prevede il reclutamento di quasi 500 camici bianchi. Attualmente, centinaia di specialisti caraibici prestano servizio negli ospedali calabresi, lavorando in prima linea nei pronto soccorso e nei reparti più in affanno. Dopo una prima esperienza emergenziale in Lombardia e Piemonte durante la pandemia del 2020, questa cooperazione è diventata strutturale: l’intesa è stata infatti prorogata fino al termine del 2027 per garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali.

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Spagna, 3 italiane disperse nello scontro tra treni. Il sistema di sicurezza in tilt, poi l’ordine “inspiegabile” della centrale di controllo: “Riprenda la marcia normale”

29 October 2026 at 07:58

“Le autorità spagnole hanno indicato una terza cittadina italiana dispersa a causa dell’incidente fra due treni ad alta velocità nella regione di Toledo”, ha fatto sapere nella serata di ieri la Farnesina. La situazione dei connazionali coinvolti è quindi la seguente: 5 passeggeri sono stati recuperati in condizioni stabili dai 2 treni coinvolti nell’incidente. Un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo; altre 3 sono considerate ‘disperse'”, recita ancora il bollettino del ministero degli Esteri, che fa il punto sulla nuova tragedia dell’alta velocità che ha lasciato la Spagna sotto shock, riaprendo una ferita profonda: quella del disastro di Adamuz, avvenuto lungo la stessa tratta Madrid-Siviglia solo nove mesi fa. Il bilancio ancora non definitivo è pesantissimo, con almeno 68 vittime e oltre 60 feriti, mentre le squadre d’emergenza scavano ancora tra i rottami alla ricerca dei corpi. Tra le centinaia di persone a bordo – ben 397 sul solo treno della compagnia Renfe partito alle 8:53 – si contano anche i nove connazionali, tra cui le tre donne disperse (una delle quali di origini pistoiesi).

Il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez ha sostenuto che la causa più probabile della tragedia sia un errore umano, attribuibile a funzionari del Centro di Controllo dell’Adif, la società pubblica responsabile della gestione delle infrastrutture ferroviarie. L’incidente è avvenuto a meno di un mese dalle elezioni in cui il leader dello Partito socialista punta a essere riconfermato per un quarto mandato. I partiti hanno interrotto gli appuntamenti di campagna elettorale ad eccezione di Vox che ha puntato il dito contro il premier e i casi di corruzione che hanno visto coinvolti esponenti del suo partito. Il Partito popolare ha chiesto un’indagine governativa e la revisione della rete ferroviaria.

Alle 8:53 un treno della compagnia ferroviaria spagnola Renfe, con a bordo 397 passeggeri, partito dalla stazione di Madrid Atocha e diretto a Siviglia, ha tamponato il treno Iryo 6097, (marchio commerciale di Intermodalidad de Levante S.A., partecipato da Trenitalia), con a bordo 147 passeggeri, che era fermo lungo lo stesso binario nei pressi di Urda, nella provincia di Toledo. L’impatto ha fatto deragliare gli ultimi vagoni dell’Iryo e i primi del Renfe che sono precipitati in un terrapieno. “I primi minuti sono stati di shock. Abbiamo visto persone intrappolate tra le lamiere”, “abbiamo cercato di estrarre i feriti e i morti” dai vagoni, ha raccontato un passeggero, Fernando Seco, a Tve, visibilmente sconvolto. Una scena “dantesca”, ha detto l’arcivescovo di Toledo accorso sul luogo dell’incidente per dare conforto alle persone coinvolte.

Il Paese “è in lutto”, ha detto Sanchez che ha promesso poi di fare luce sull’accaduto. “Andremo fino in fondo: se ci sono state negligenze, si saprà e, se ci sono stati malfunzionamenti nel sistema di sicurezza, si interverrà con la massima fermezza”, ha aggiunto dopo essersi recato sul luogo della tragedia. Il premier ha definito inaccettabile che un Paese come la Spagna abbia sofferto due incidenti lungo l’alta velocità nello stesso anno. Quello di Adamuz, avvenuto nella sera del 18 gennaio, in cui persero la vita 46 persone, secondo la Commissione d’inchiesta sugli incidenti ferroviari spagnola è avvenuto per la rottura di un binario. Ora si sta indagando sulle cause che hanno portato a questo nuovo disastro.

Il ministro dei Trasporti, Oscar Puente, da tempo nel mirino dell’opposizione, ha affermato che l’incidente è stato causato da quello che ha definito un ordine “inspiegabile” proveniente dal Centro di Controllo dell’Adif a seguito di un guasto al sistema di sicurezza. Puente ha spiegato che alle 8:30 il sistema di controllo Lzb è caduto per un problema informatico in un tratto ferroviario di 63 km, causando l’arresto di tutti i treni che stavano circolando in quell’area. Senza sistema Lzb ha preso il controllo della situazione il Centro dell’Adif che alle “8:36 ha deciso di far riprendere la marcia con normalità al treno della Renfe”, che si è poi scontrato con il treno Iryo fermo.

“Riprenda la marcia normale“, sembra essere stato l’ordine impartito dal centro di controllo ferroviario di Atocha, a Madrid, al macchinista del treno. Tre registrazioni audio, pubblicate da El Pais e dall’emittente pubblica Tve, documentano le comunicazioni tra i conducenti e il centro di controllo nei minuti precedenti alla tragedia.

“La decisione di far ripartire la circolazione dei treni non essendo stato ripristinato il sistema Lzb spetta al Centro di Controllo, e il Centro attraverso gli operatori ha preso la decisione di far ripartire i treni in circostanze che per noi sono inspiegabili” e inoltre non come si sarebbe dovuto ipoteticamente fare, “ovvero con un velocità bassa, a 40km/h che permetta al macchinista di poter fermare il treno” in caso di problematiche lungo il binario, ha detto Puente.

Tra le 8:36 e le 8:53, che è il momento approssimativo dell’impatto, il treno Renfe ha percorso 25 km con una velocità “che potrebbe arrivare fino a 100km/h“, impiegando tra i 15 e i 17 minuti prima di tamponare il treno Iryo. In questo lasso di tempo nessuno è intervenuto per bloccarlo. La Guardia Civil ha interrogato l’operatore del centro di controllo in servizio mentre alcuni media spagnoli hanno puntato il dito contro il sistema Lzb che doveva essere sostituito.

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Elonville, la città che Musk vuole comprare per i suoi data center dell’intelligenza artificiale

28 October 2026 at 18:26

Elon Musk vuole acquistare una città in Mississippi: si chiama Southaven, ospita una centrale elettrica fondamentale per alimentare i data center della sua intelligenza artificiale, e da alcuni media americani è stata già ribattezzata “Elonville“. Il piano del miliardario prevede l’acquisto di 418 case a un prezzo di mercato di 180.000 dollari; come parte della compravendita è previsto anche un accordo con i proprietari in cui rinunciano a partecipare a una causa legale contro l’azienda. Diciotto proprietari avrebbero già accettato.

La proposta indecente di Musk agli abitanti di questo piccolo centro è: vendetemi le vostre case e trasferitevi altrove. E non è neanche una di quelle offerte che non si possono rifiutare. Pare, infatti, che il miliardario non voglia andare oltre il prezzo di mercato, 180.000 dollari. Secondo quanto riferito dal sindaco della città, le case serviranno ad accogliere il personale di xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk confluita in SpaceX a febbraio che sta vivendo una fase di espansione rapidissima nell’area.

Negli ultimi due anni, infatti, l’azienda ha realizzato tre data center tra Southaven e la vicina Memphis, in Tennessee. Ed è lì che Musk trascorre almeno tre notti a settimana, dormendo in un caravan, nemmeno di super lusso, per supervisionare direttamente il progetto. D’altra parte Musk ha investito circa mezzo miliardo di dollari per sostenere l’elezione di candidati repubblicani negli ultimi due cicli elettorali e il suo fervore per i data center è condiviso da Donald Trump e dalla sua amministrazione.

Non si può invece dire che i residenti di Southaven siano entusiasti. Per quanto alcuni abitanti siano propensi ad accettare l’offerta dell’uomo più ricco del mondo e lasciare la città, altri intendono dare battaglia. A giugno tre residenti della zona, esasperati dal frastuono causato dai lavori di espansione dell’impianto di xAI, hanno intentato una causa, lamentando “rumori costanti, vibrazioni e altri disagi” a causa delle turbine a gas necessarie per l’alimentazione.

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I giornalisti di una tv serba si scusano per il lavoro svolto negli ultimi anni: “Rimasti in silenzio, fornito informazioni di parte e non posto le domande giuste”

28 October 2026 at 09:22

“Per molti anni il servizio pubblico non ha svolto la sua funzione, è rimasto in silenzio, ha chiuso un occhio, ha fornito informazioni di parte e ha riportato i fatti in modo acritico. Non sono state poste le domande giuste o non sono state poste affatto”. Esordisce così il giornalista Goran Eror dell’emittente serba RTV nel discorso in cui la redazione si scusa con i propri telespettatori per il lavoro svolto negli ultimi anni di governo Vucic. “È l’inizio di un percorso per riconquistare la fiducia del pubblico” ha aggiunto prima di cominciare il telegiornale.

Nei giorni scorsi, tra l’altro, alcune persone avevano fatto irruzione nella redazione di Informer, un’altra tv filo-governativa, per dire al direttore di “chiedere scusa ai cittadini” per le “menzogne” raccontate negli anni. Nonostante l’ex presidente serbo Vucic abbia additato i sostenitori della Lista Studentesca come responsabili dell’irruzione, non è chiaro se siano stati effettivamente loro ad aver compiuto l’intrusione nella televisione.

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Belgrado, attacca poliziotto con il coltello davanti all’ambasciata di Israele: ucciso. “E’ un minore sostenitore dell’Isis”

28 October 2026 at 09:12

Un tentato assalto con il coltello a un agente di polizia davanti all’ambasciata di Israele, terminato con l’uccisione dell’assalitore. E’ accaduto poco dopo mezzanotte a Belgrado. “Un minore, la cui identità non è ancora stata accertata ma che si presume sia originario di Sabac (città della Serbia occidentale, ndr), ha aggredito un membro della gendarmeria usando due coltelli e gridando ‘Allah Akbar'”, ha dichiarato il ministro dell’Interno serbo, Ivica Dacic, parlando di “attacco terroristico“.

L’agente, ha precisato il dicastero, ha ucciso l’assalitore per legittima difesa, ma è rimasto leggermente ferito al volto da una coltellata. I servizi di sicurezza tenevano sotto controllo l’aggressore, noto per essere un sostenitore dello Stato Islamico: “Sul suo profilo Instagram apparivano una bandiera nera e l’emblema dello Stato Islamico”, ha aggiunto Dacic. Il livello di minaccia terroristica è stato portato al massimo, ovvero in “allerta rossa“, ha reso noto il ministro. “Ciò comporta controlli di sicurezza più rigorosi e una maggiore presenza delle forze dell’ordine in siti sensibili, incluse infrastrutture e luoghi frequentati da grandi folle”, ha affermato.

Le foto della polizia mostrano la guardiola all’esterno dell’ambasciata e l’area transennata, con agenti in tenuta antisommossa. L’attacco è giunto poco dopo le elezioni di martedì in Israele e pochi giorni dopo le decisive elezioni parlamentari anticipate tenutesi domenica, in cui l’ex presidente Aleksandar Vucic, al potere da lungo tempo, è stato sconfitto dal movimento guidato dagli studenti dopo quasi due anni di proteste contro di lui. Ora il paese si trova dinanzi al difficile compito di formare un nuovo governo.

L’ambasciata israeliana a Belgrado era già stata presa di mira in passato. Nel giugno 2024, un aggressore armato di balestra aveva ferito gravemente un agente di polizia, per poi essere ucciso dagli agenti. L’uomo, un 25enne originario di un villaggio vicino a Belgrado, si era convertito all’Islam abbracciando posizioni estremiste. La sede diplomatica si trova non lontano dall’ambasciata degli Stati Uniti, in un quartiere esclusivo di Belgrado. È sorvegliata da un’unità di polizia d’élite composta da agenti armati di armi automatiche. La Serbia ha sempre mantenuto stretti rapporti con Israele.

Il ministero degli Esteri israeliano ha confermato un “tentativo di attentato terroristico” nei pressi della propria ambasciata a Belgrado, aggiungendo che nessun membro del personale dell’ambasciata è rimasto ferito e che l’incidente è oggetto di indagine. “L’aggressore è stato neutralizzato dalla polizia locale. Nessun membro del personale dell’ambasciata è rimasto ferito e la sede diplomatica era chiusa al momento dell’incidente, avvenuto a tarda notte. L’incidente è attualmente oggetto di indagine da parte delle autorità competenti”, ha scritto il ministero su X.

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Spagna, incidente tra due treni dell’alta velocità: “Almeno 39 morti e 150 feriti”. Vagoni precipitati, è la stessa linea della strage di gennaio

28 October 2026 at 09:04

Almeno 39 morti, oltre 150 feriti (di cui cinque molto gravi) e diversi vagoni precipitati nella scarpata. Questo il primo bilancio secondo Sky News di un incidente ferroviario tra due treni ad alta velocità in Spagna: la pista più plausibile è quella dell’errore umano. La società di gestione delle infrastrutture Adif ha sospeso il servizio sulla linea ad alta velocità tra Madrid e Andalusia dopo quanto accaduto, come annunciato dalla stessa azienda statale sui social media. “Il servizio sulla linea ad alta velocità Madrid–Andalusia è attualmente interrotto a causa di uno scontro tra due treni”, si legge nel messaggio. L’incidente è avvenuto al chilometro 118, tra le città di Mora, Orgaz e Urda (Toledo), poco dopo le 9:00 del mattino. Ha coinvolto un treno ad alta velocità Renfe AVE, partito da Madrid alle 8:00 e diretto a Siviglia, e un treno Iryo. Si tratta dell’Iryo 7076 con 146 passeggeri più un neonato e l’AVE 2080 con 397 passeggeri a bordo. Iryo è il marchio dei treni operati da Ilsa, consorzio composto da Ferrovie dello Stato International (51%), Air Nostrum e Globalvia.

Secondo fonti tecniche consultate da ilfattoquotidiano.it presenti sul posto, il treno Iryo (FS International) era fermo a un segnale vicino alla stazione di Toledo, su indicazioni di Adif, per degradazione del sistema di segnalamento. Il gestore (Adif) stava dando le prescrizioni a tutti di andare a 40 km/h proprio per il problema sul sistema di segnalamento. A un certo punto il treno Ave di Renfe è arrivato e ha provocato l’uscita dai binari: la pista privilegiata è un errore umano di un membro di Adif che – fornendo istruzioni ai treni – non ha calcolato che in quel tratto c’era ancora fermo un treno, come da istruzioni della stessa Adif. Le carrozze precipitate sono del treno Iryo. Il governo ha cancellato la propria agenda prevista per oggi.

Quattro dei vagoni coinvolti sono deragliati e sono precipitati in un terrapieno. “Potrebbe essere più grave di quello di Adamuz”, riferiscono fonti a El Pais. Il riferimento è all’altro grave incidente che a gennaio ha coinvolto l’alta velocità, quando due treni si sono scontrati nei pressi della stazione di Adamuz, vicino Cordoba, provocando 45 morti (39 viaggiavano sul treno Alvia e 6 sul treno Iryo) e 112 feriti, di cui 24 gravi e cinque minorenni. In quel caso un treno Iryo era deragliato, scontrandosi con un treno Alvia.

“Seguo con profonda preoccupazione le notizie del tragico scontro tra due treni avvenuto a Toledo, in Spagna, che ha provocato vittime e feriti. Il nostro Consolato Generale a Madrid è al lavoro per verificare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e fornire tutta l’assistenza necessaria”. Ad affermarlo in un post su ‘X’ è il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani in merito allo scontro tra due treni di alta velocità sulla linea tra Madrid e Siviglia. “Il mio pensiero va alle famiglie delle vittime, ai feriti, al Re Felipe VI, al Governo e a tutto il popolo spagnolo, cui esprimo la mia vicinanza in questo terribile momento di dolore“, sottolinea Tajani.

Il Primo Ministro Pedro Sánchez si è detto “sconvolto dal grave incidente ferroviario di Toledo. Rimango in costante contatto con il Ministro dei Trasporti, Oscar Puente, e con il presidente di Castilla-La Mancha. I servizi di emergenza stanno lavorando sul campo per assistere le persone colpite e garantirne la sicurezza, in coordinamento con tutte le amministrazioni coinvolte. Il mio affetto, la mia solidarietà e il mio sostegno a tutte le vittime e alle loro famiglie”, ha scritto Sanchez.

“In queste ore così difficili, il Governo italiano è vicino alla Spagna e al popolo spagnolo per il drammatico incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Toledo”. Ha invece affermato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “I miei pensieri e quelli di tutto il nostro Governo vanno ai familiari delle vittime, ai feriti e a quanti stanno lavorando senza sosta nelle operazioni di soccorso”, aggiunge.

Intanto la compagnia ferroviaria Iryo ha confermato che uno dei suoi treni è rimasto coinvolto nell’incidente avvenuto questa mattina nei pressi di Urda, nella provincia spagnola di Toledo, annunciando l’attivazione di “tutti i protocolli di emergenza”. “Questa mattina il nostro treno 6076, in viaggio da Madrid a Siviglia, è rimasto coinvolto in un incidente nei pressi di Urda, al chilometro 118″, ha riferito la società in una nota, precisando di essere al lavoro “in stretta collaborazione con le autorità competenti per gestire la situazione”. Iryo ha inoltre annunciato la cancellazione di tutti i collegamenti in partenza dalla stazione madrilena di Atocha e diretti verso il corridoio ferroviario ad alta velocità della Spagna meridionale. “Al momento non è possibile prevedere quando il servizio sarà ripristinato”, ha spiegato la compagnia, assicurando che continuerà a fornire aggiornamenti attraverso i propri canali ufficiali.

Pochi minuti dopo l’incidente sulla linea Madrid-Siviglia, il Ministro dei Trasporti Óscar Puente sarebbe dovuto esser presente all’apertura del Forum Mondiale delle Infrastrutture a Madrid. Ha ricevuto la notizia mentre stava salutando gli organizzatori dell’evento nella Facoltà di Ingegneria Civile, Canali e Porti del Politecnico, da dove si è allontanato in fretta, visto l’incidente che ha coinvolto la ferrovia ad alta velocità.

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A piedi in Argentina, poi il volo per gli Usa: così Bolsonaro è fuggito dal Brasile. “Un’operazione di Marco Rubio”

28 October 2026 at 08:12

Senza passaporto, che gli era stato ritirato, lunedì sera tra le 21 e le 22 sarebbe entrato a piedi in Argentina. Da lì è volato in Ecuador. Poi è riapparso in Florida, negli Stati Uniti dell’amico Donald Trump che concederà visti d’ingresso a lui e alla sua famiglia. Termina così, con una fuga, l’avventura politica di Flavio Bolsonaro, leader dell’estrema destra brasiliana sconfitto nelle elezioni presidenziali da Luis Ignacio Lula da Silva.

Due giorni dopo la batosta elettorale il figlio di Jair Bolsonaro, ex presidente ai domiciliari perché condannato a 27 anni e 3 mesi di carcere per tentato colpo di Stato, ha violato il divieto dei giudici di lasciare il Brasile, ed è fuggito in Florida, insieme alla moglie Fernanda e alle figlie, Luíza e Carolina. Ad aspettarlo c’era il fratello Eduardo, anche lui latitante, che vive tra Orlando e Miami, grazie alla green card rilasciata sempre dalla Casa Bianca. Che avrebbe avuto un ruolo attivo nella fuga dell’ultimo rampollo dell’ex presidente: “Il cervello di tutta l’operazione è stato il segretario di Stato Marco Rubio“, ha scritto su X l’avvocato messicano Simón Levy, legato al movimento Make America Great Again.

Dopo la visita al padre Jair ai domiciliari, forse per un ultimo saluto, Flavio aveva reso noto che il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes gli aveva intimato di consegnare i suoi passaporti entro 24 ore e di non uscire dal Paese. Fuori dalla casa paterna di Brasilia, Flavio ha detto la sua ennesima bugia: “Non intendo lasciare il Brasile, questa misura è assolutamente ingiustificata”, protestava. Ma poco dopo, dai media argentini erano arrivate le prime indiscrezioni su un jet privato pronto per il decollo. E fra i nomi dei passeggeri c’era quello di Flavio.

Il governo amico di Javier Milei ha smentito categoricamente: Bolsonaro non è entrato nel nostro Paese. Neanche 24 ore dopo, invece, la Direzione Nazionale delle Migrazioni di Buenos Aires ha confermato su X: “Alle ore 22:50 del 27/10 sono entrati attraverso il valico di frontiera del Ponte Internazionale Tancredo Neves, nella provincia di Misiones, Flavio Nantes Bolsonaro, Fernanda Antunes Figueira Bolsonaro, Carolina Figueira Bolsonaro e Luiza Figueira Bolsonaro, in possesso di documenti di viaggio validi. Alle ore 23:30, la delegazione in arrivo si è imbarcata su un volo privato operato dalla compagnia Baires Fly S.A. con destinazione la città di Guayaquil, in Ecuador”.

Nella notte italiana il portale brasiliano Metrópoles ha riferito che Flavio in Florida, dove ha incontrato il fratello Eduardo, ex deputato, e la sua famiglia. Anche quest’ultimo è scappato negli Usa nel febbraio 2025 per sottrarsi al mandato di arresto emesso sempre da Alexandre de Moraes quando era ancora deputato perché condannato in via definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione perché riconosciuto colpevole del reato di aver utilizzato il suo ruolo per sollecitare sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti contro il giudice che stava indagando e che poi condannò il padre Jair a 27 anni per il tentato golpe del 2023.

Su Flavio – al quale il Dipartimento di Stato americano rilascerà i visti “consentendo loro l’ingresso negli Stati Uniti”, ha dichiarato alla Cnn un funzionario – non pende alcun mandato di arresto ma è nei guai giudiziari fino al collo. E non essendo stato eletto, la sua immunità finirà a febbraio. Al momento è indagato alla Corte suprema federale su due fronti. Nel caso “Dark Horse” è accusato di corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione di valuta, nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento del film dedicato al padre Jair. In esame ci sono fondi riconducibili all’ex banchiere Daniel Vorcaro, attualmente in carcere per una maxi frode, e fondi pubblici parlamentari. Poi è indagato anche nel caso “Willer Tomaz“: qui l’accusa è riciclaggio di denaro e presunte irregolarità finanziarie legate a società, piattaforme di scommesse.

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Trump: “Presto un incontro tra Putin e Zelensky, molti progressi con Russia e Ucraina”. Sul tavolo il petrolio russo

28 October 2026 at 07:46

Donald Trump si mostra ottimista con i giornalisti, sui negoziati tra Kiev e Mosca. “Stiamo facendo molti progressi con Russia e Ucraina” e “molto presto verrà organizzato un incontro” fra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti. Sul tavolo dei colloqui tra Casa Bianca e Cremlino, c’è il possibile ritorno delle aziende americane sul mercato petrolifero russo. Secondo quanto rivelato ieri dal Financial Times, potrebbe essere riavviata una joint venture tra i colossi petroliferi americani e russi al largo delle coste di Sakhalin, una volta terminato il conflitto. Stando alla testata, le due potenze hanno discusso anche di un coinvolgimento delle grandi compagnie americane in un piano per riprendere le forniture di petrolio russo verso l’Europa, attraverso l’oleodotto Druzhba.

Intanto, proseguono gli attacchi. L’esercito ucraino avrebbe lanciato nella notte attacchi contro diverse strutture in Russia collegate al complesso militare-industriale di Mosca, secondo quanto riportato dai canali di informazione russi su Telegram. Esplosioni e incendi hanno imperversato nella città di Lipetsk nella tarda serata di ieri, stando al canale di monitoraggio ucraino Exilenova Plus: un incendio sarebbe scoppiato nell’area dell’impianto metallurgico di Novolipetsk dopo l’attivazione delle difese aeree.

Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, appena 24 ore fa, ha sottolineato l’apertura statunitense al dialogo con Mosca, sottolineando la chiusura dell’Europa: “”Gli Usa sostengono apertamente lo sviluppo e l’approfondimento di questo dialogo, in più settori possibile. L’Europa invece rifiuta categoricamente di impegnarsi in contati con Mosca”, ha dichiarato il capo della diplomazia ai direttori di media di Paesi africani. Anche se gli Stati Uniti sostengono l’Ucraina con i dati satellitari e fornendo armi agli europei, “sono aperti a un dialogo con la Russia”, ha aggiunto Lavrov.

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Il grido di Netanyahu al telefono con un attivista: “Perché gli ultraortodossi non vanno a votare? Sono pazzi? Moriremo tutti!”

27 October 2026 at 22:20

“Ditemi, sono pazzi? Vogliono un governo di sinistra? Sono pazzi? Moriremo”. E’ il grido che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rivolto, parlando al telefono, contro un attivista ultraortodosso, un’ora e mezzo prima che chiudessero i seggi. Durante la chiamata, registrata e diffusa da Ynet, il capo del governo chiedeva all’attivista per quale motivo gli elettori ebrei ultraortodossi non si recassero ai seggi. “Cosa sta succedendo con gli Haredim?”, si sente il premier chiedere al telefono. Itche Dzalovsky, gestore di una linea telefonica per ultraortodossi, risponde: “Quello che sta succedendo è che sono molto arrabbiati perché, fino ad oggi, tutte le promesse sulla coscrizione e sulla comunità ultraortodossa”… Netanyahu lo interrompe, gridando: “Ditemi, sono pazzi? Vogliono un governo di sinistra? Sono pazzi? Moriremo”.

Dzalovsky, membro della comunità chassidica di Ger, ha cercato di spiegare: “Vogliono un governo che mantenga le promesse fatte più volte”. Netanyahu ha continuato a gridare con rabbia: “Vogliono morire? Vogliono distruggere il mondo della Torah e non si fanno avanti? Questo è quello che voglio sapere”. L’attivista ultraortodosso ha replicato: “Vogliono che gli ebrei ultraortodossi possano osservare la Torah e i suoi comandamenti nel profondo della loro anima, senza che la loro religione venga calpestata”. Ancora Netanyahu: “Quindi, in breve, non andranno a votare. È questo che chiedo. Non andranno a votare. È questo il punto?”. Dzalovsky: “Vogliono andare a votare, ma solo dopo aver visto quelle promesse mantenute nel tempo”. Netanyahu ha risposto: “Cosa intende con ‘promesse mantenute’? Tra un’ora e mezza insedieranno un governo guidato da Mansour Abbas, che dice di voler distruggere il mondo della Torah”. Netanyahu si riferiva al leader del partito arabo islamista Ra’am. “Ma sono quattro anni che le promesse vengono costantemente infrante”, ha ribattuto l’attivista. Il dialogo serrato è continuato a suon di “Andranno a votare?” e “Non hanno visto mantenere le promesse”. “C’è qualcosa che possiamo fare ora, con un’ora e mezza rimasta?” chiede ancora il capo del governo. E Dzalovsky: “Penso che se chiami e prometti di fornire garanzie ai rabbini più importanti, ai membri del Consiglio dei Saggi della Torah e ad altre autorità rabbiniche…”. Netanyahu interruppe: “Ora darò loro delle garanzie, con un’ora e mezza ancora da giocare, dimmi?”. “Ciò che non è stato fatto per quattro anni è certamente molto difficile da fare ora” è l’ultima risposta, di logica stringente.

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Brasile, mistero su Flavio Bolsonaro: “È fuggito dal Paese per non farsi arrestare”. Fonti Usa: “Sta venendo qua”

27 October 2026 at 17:04

Nemmeno il tempo per il suo partito di riconoscere la vittoria dell’avversario alle ultime presidenziali, Luiz Inácio Lula da Silva, che scoppia un caso intorno a Flavio Bolsonaro. Il figlio dell’ex presidente Jair, secondo quanto riportato dai media locali, ha lasciato il Brasile fuggendo negli Stati Uniti, con un passaggio intermedio in Argentina. A conferma di questo, scrive Reuters, c’è la testimonianza di due funzionari americani che confermano l’imminente arrivo nel Paese del candidato sconfitto in Brasile. Anche altri media hanno confermato la ricostruzione citando, invece, persone vicine alla famiglia.

La polizia aveva deciso in giornata di annullare il passaporto del candidato di destra brasiliano dopo il suo rifiuto, il giorno precedente, di consegnarlo spontaneamente alle autorità, come richiesto. Lui stesso sui social aveva raccontato: “Sono andato a trovare mio padre, che come sapete è agli arresti domiciliari. E mentre stavo uscendo, la Polizia Federale di Lula era alla sua porta, in mezzo alla strada. Mi hanno ordinato di consegnare i passaporti e mi hanno anche proibito di lasciare il Paese”. Una delle ipotesi è che la decisione delle autorità fosse legata alla richiesta alla Corte Suprema del deputato Lindbergh Farias, schierato con Lula, di sequestrare il documento perché coinvolto anche lui nelle indagini in corso sul fratello, Eduardo, circa lo scandalo dei finanziamenti al film sulla vita del padre, Dark Horse. Nella denuncia, Lindbergh sostiene che esista un collegamento tra le azioni di Eduardo negli Stati Uniti, la campagna internazionale per le sanzioni contro i giudici della Corte Suprema e il finanziamento illecito al film.

Adesso, però, la priorità è diventata quella di capire come abbia fatto Flavio Bolsonaro a lasciare il Paese. La Polizia federale sta verificando i registri ai valichi di frontiera e quelli dei voli per capire come abbia lasciato il Paese. Indagini partite dopo che il sito argentino Infobae, scrive Folha de S.Paulo, ha riferito che Bolsonaro avrebbe preparato la sua fuga nella notte, attraversando la frontiera con l’Argentina, passaggio che sulla base dell’accordo tra i Paesi del Mercosur è possibile fare con la sola carta d’identità, quindi anche senza passaporto. A quel punto, avrebbe trovato un jet privato per volare negli Usa. Il governo di Javier Milei nega però che sia entrato nel Paese.

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Usa, si dimette la vicedirettrice dell’agenzia della Sanità Jennifer Shuford. Media: “Scontro con Kennedy Jr. sulle politiche vaccinali”

27 October 2026 at 16:43

Jennifer Shuford, vicedirettrice del Cdc (Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia che detta le linee guida della sanità in America) ed ex commissaria alla Sanità in Texas, si è dimessa dopo soli sei mesi dall’inizio del suo mandato. In un comunicato la donna ha affermato che la motivazione alla base della sua scelta è quella di voler “trascorrere più tempo con la famiglia”. Tuttavia, secondo il Washington Post, il suo allontanamento è dettato da uno scontro con il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., convinto no-vax, sulle politiche vaccinali. L’anno scorso la stessa dinamica era avvenuta con l’allora responsabile del Cdc, Susan Monarez, e infatti anche lei aveva dato le dimissioni dopo un appena un mese dall’inizio dell’incarico.

Shuford, medico specializzato in malattie infettive, era stata assunta ad aprile all’interno di un gruppo di quattro persone che avevano l’obiettivo, per stessa ammissioni dell’amministrazione Trump, di ripristinare la fiducia nell’agenzia. Gli scienziati del Cdc avevano accolto positivamente la nomina della Shuford in quanto medico d’esperienza che non aveva paura a parlare dell’epidemia di morbillo che ha colpito il Texas lo scorso anno, al contrario minimizzata da Kennedy.

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La Giordania bombarda il sud della Siria dopo l’attacco alla chiesa di Karal: “Uccisi 20 miliziani dello Stato islamico”. Chiusi i confini

27 October 2026 at 12:43

L’aeronautica militare della Giordania ha effettuato alcuni raid nel sud della Siria, come rappresaglia per in risposta a un attentato mortale contro una chiesa greco-ortodossa a Karak dove sono state uccise 9 persone. Damasco parla di otto morti civili, tra le quali anche 3 bambini, nei bombardamenti giordani, mentre la monarchia afferma di aver ucciso “più di 20 combattenti dell’Isis”. L’agenzia di stampa ufficiale Petra, fa sapere che l’operazione denominata è stata denominata “Deterrenza giordana – Hamoud”, e ha preso di mira diverse postazioni e mezzi. Secondo il ministro delle Telecomunicazioni giordano Mohamed al-Momni, “gli attacchi condotti dalle forze giordane hanno preso di mira le postazioni del gruppo, i primi risultati indicano, in questa fase, pesanti perdite nelle file dell’IS, stimate in oltre 20 combattenti, nonché la distruzione di un importante deposito di armi dell’organizzazione”. Dopo gli attacchi, la Siria ha chiuso i confini con la Giordania e non è noto quando riapriranno.

I bombardamenti arrivano a 4 giorni dall’attacco di venerdì scorso (non rivendicato) durante un funerale nella chiesa di Hamoud, nel governatorato giordano di Karak. Si tratta di un episodio violento dai contorni ancora poco chiari e abbastanza inedito per la monarchia Hashemita che finora è riuscita a tenersi fuori dalle tensioni dell’aerea. Dopo i raid, il ministero degli Esteri di Damasco, in una nota, ha attaccato il governo di Amman parlando “un’inaccettabile violazione e intrusione nello spazio aereo siriano senza alcun coordinamento preventivo”. Ha inoltre affermato che il raid rappresenta “una palese violazione dei principi di buon vicinato e della sovranità nazionale siriana”. Dichiarazioni a cui ha replicato il portavoce del governo Mohammad Al Momani, con messaggio distensivo a Damasco: “La Giordania nutre grande rispetto per lo Stato siriano e per il suo popolo fraterno, e il coordinamento tra Giordania e Siria nella lotta al terrorismo e al traffico di armi e droga è in corso da anni”

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Clima, l’Ue si prepara a un aumento di 2 gradi entro il 2050 ma delega i piani di adattamento ai singoli Stati. E l’Italia è ferma al palo

27 October 2026 at 12:29

Dovranno essere i singoli Paesi dell’Unione Europea a elaborare i piani strategici per adattarsi all‘aumento delle temperature globali stimato in 2 gradi entro il 2050 e 3 gradi entro il 2100 rispetto ai livelli pre-industriali. Lo prevede il nuovo quadro sulla resilienza climatica adottato dalla Commissione Ue che per la prima volta responsabilizza gli Stati nella prevenzione. Le autorità nazionali dovranno tenere conto della realtà climatica e dei rischi nelle proprie decisioni, ma Bruxelles non imporrà soluzioni specifiche. E questa rischia di essere una brutta notizia per l’Italia, considerando che finora, fra ritardi e sprechi, il nostro Paese ha dimostrato di non saper mettere in campo strategie efficaci per limitare e mitigare i danni causati dal cambiamento climatico. L’Italia ha raggiunto appena il 15% degli obiettivi al 2030 inseriti nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec). Mentre il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), nato già poco operativo a inizio 2024, è di fatto fermo al palo. Senza soldi, né minime indicazioni di gestione.

Secondo la Commissione, i piani nazionali dovranno coprire i diversi settori dell’economia e il monitoraggio sarà collegato anche al Semestre europeo, per trattare il problema come una questione di resilienza economica e non solo ambientale. Il quadro prevede un’iniziativa legislativa e una comunicazione non vincolante. Il piano adottato non introduce nuove risorse finanziarie, dal momento che nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034 Bruxelles ha proposto un obiettivo di spesa del 35% per il clima e la biodiversità naturale, che include anche la preparazione ai cambiamenti climatici.

Il quadro fissa una traiettoria comune di riferimento basata sulla base delle evidenze scientifiche del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico che considera un aumento di 2°C di riscaldamento entro il 2050 e +3°C entro il 2100. Non si tratta di un obiettivo politico, ma uno scenario di riferimento comune sulla base del quale gli Stati membri possono valutare i futuri rischi climatici al momento di prendere decisioni. Per sostenere le autorità pubbliche ad affrontare i rischi climatici, la Commissione europea lancerà una piattaforma online europea per la resilienza climatica che includerà una serie di strumenti, tra cui l’European Climate Viewer, sviluppato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, che fornirà una mappa interattiva dei rischi climatici previsti in tutto il continente. E il Navigator of Climate Resilience Tools, sviluppato dall’Agenzia europea dell’ambiente per aiutare gli utenti a individuare strumenti di resilienza climatica pertinenti in base alla loro ubicazione, al settore di appartenenza e ai rischi specifici che devono affrontare.

Bruxelles conferma che nei prossimi mesi lancerà un piano europeo contro le ondate di calore, un’alleanza per l’assicurazione contro i rischi climatici e un’iniziativa europea per l’acqua. Avvierà inoltre un gruppo consultivo PreparEU sulla preparazione alle catastrofi e un’iniziativa per individuare 100 territori europei più vulnerabili ai cambiamenti climatici. “L’Europa si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto a quello globale. Per diventare veramente resilienti al clima, dobbiamo adattarci e imparare lungo il percorso”, sottolinea la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Si stima che l’adattamento delle infrastrutture, dell’ambiente costruito, degli ecosistemi e dell’economia dell’Europa alle future condizioni climatiche richiederà investimenti pari a circa 70 miliardi di euro all’anno”, ha spiegato la Commissione europea

Le perdite economiche stimate, dovute ai danni causati dal clima nel periodo 2022-2025, ammontano a circa 200 miliardi di euro, ovvero 50 miliardi di euro all’anno, “in aumento rispetto agli 8,6 miliardi di euro del periodo 1980-1989”. Si legge nei documenti del nuovo quadro. “Le ondate di calore previste in Europa per il 2026 potrebbero comportare un costo annuo in termini di produzione pari a 113 miliardi di euro in 30 paesi, un onere economico sostanziale derivante da un unico fenomeno climatico”, si legge ancora. L’agricoltura viene indicata tra i settori che registrano le perdite più consistenti legate al clima. La perdita media annua nell’Ue è stimata a circa 28,3 miliardi di euro, con solo il 20-30% di tali perdite assicurato. La siccità è la principale causa delle perdite in questo settore: “Ad esempio, nel 2026 le perdite potrebbero raggiungere i 90 miliardi di euro”.

“L’estate scorsa sarà anche stata una delle più calde o la più calda mai registrata, ma con ogni probabilità sarà la più fresca degli anni a venire. E qualunque cosa facciamo, la situazione probabilmente peggiorerà”. È l’avvertimento lanciato dal commissario Ue al clima, Wopke Hoekstra, in conferenza stampa. “La buona notizia è che abbiamo un certo margine di manovra: le scelte che facciamo oggi possono effettivamente rendere meno gravi tali impatti. Quindi occorre fare di più a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale, ma naturalmente anche a livello europeo. Per aiutare a proteggere, pianificare e prepararci a un’Europa più calda”, conclude.

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