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Chapo quer mais investimento russo em Moçambique

26 October 2026 at 22:55
O Presidente moçambicano reuniu-se com Medvedev e defendeu que a histórica aliança política entre os dois países se traduza em mais negócios, energia e bolsas de estudo.

© RODRIGO ANTUNES/EPA

"Para nós, como Governo, a diáspora integra a parte do desenvolvimento de Moçambique", afirmou o governante

Harry Kane vince il pallone d’oro 2026: l’attaccante “noioso” e poco appariscente sempre in prima linea contro le discriminazioni

26 October 2026 at 22:54

Bomber e gentiluomo. Il Pallone d’Oro assegnato al centravanti inglese Harry Kane premia non solo uno degli uomini gol più prolifici dell’ultimo decennio, ma anche un campione che sfugge agli stereotipi del football moderno. Nella patria dei tabloid e di una certa informazione scandalistica, Kane non ha mai regalato titoli a effetto. Al contrario: se c’è una critica nei suoi confronti, è quella di essere un po’ noioso, poco appariscente. Non si ubriaca. Non si tatua. Non fa scappatelle. Non coltiva hobby particolari, tranne il golf, che, come scrisse una volta Oscar Wilde “è il sistema migliore per rovinare una passeggiata sui prati”.

Le ragioni del trionfo nel Pallone d’Oro di Kane, quinto giocatore del football inglese a riceverlo – l’ultimo, nel 2001, era stato Michael Owen – sono però di natura calcistica. La stagione 2025-2026 è stata la migliore di questo attaccante nato il 28 luglio 1993 a Walthamstow – area a Est di Londra -, entrato a sei anni nella scuola calcio dei Ridgeway Rovers e a otto trasferito all’accademia dell’Arsenal, dove fu presto rilasciato perché “un po’ paffuto”: Harry ha firmato 61 gol con la maglia del Bayern Monaco e 12 con la nazionale. Kane è ripartito in quella attuale a passo di carica: 10 reti in 12 gare, per un totale di 156 in 159 presenze con i bavaresi. L’uragano Harry è a quota 543 in carriera: 452 con i club (280 con il Tottenham, 16 nei prestiti con Leyton Orient, Millwall, Norwich e Leicester, 156 con il Bayern) e 91 con l’Inghilterra, di cui è il King di tutti i tempi. Ma Kane non è solo uno spietato killer dell’area: ha la visione di un trequartista e la capacità di mandare a segno i suoi compagni. Un attaccante moderno, versatile, abile con i piedi e bravissimo in acrobazia.

Cresciuto con il mito di David Beckham, Kane nel 2009 fu arruolato dal Tottenham. Dopo una serie di prestiti (Leyton Orient, Millwall, Norwich e Leicester), nel 2013 avvenne finalmente il decollo in prima squadra. La data storica del gol numero uno in Premier (il totale è di 213) è il 2 novembre 2014, avversario l’Aston Villa. Kane non consuma alcol, segue una dieta curata da uno chef privato, è il primo ad arrivare al centro tecnico e l’ultimo a uscire. “Desidero chiudere la carriera senza rimpianti. Non vorrei mai guardarmi indietro e pensare che avrei dovuto rispettare le regole per fare meglio”.

La gestione di Kane è un affare di famiglia. Il fratello Charlie è l’agente. Il padre Patrick si occupa della parte finanziaria. Il profilo basso e il senso della misura sono riconducibili alle origini e all’educazione ricevuta. I genitori di Kane sono nati a Galway, città della costa occidentale irlandese. Il fratello maggiore Charlie è stato a lungo il supereroe di Harry e affidare a lui la gestione degli affari è stato un fatto naturale. In un articolo per “Players’ Tribune”, Harry ha ricordato di andare spesso in un parco dietro casa per giocare a calcio con suo padre e il fratello. “Niente porte. Niente campo da gioco vero e proprio – il racconto -. Bastava un po’ d’erba, due alberi ed eravamo felici. Devo ringraziare mio fratello Charlie per avermi sfidato uno contro uno per migliaia di ore e di avermi permesso di essere qualche volta Teddy Sheringham, uno dei miei idoli. Mio padre mi aiutò dopo la bocciatura dell’Arsenal. Era piccolo, avevo solo otto anni e mi disse le parole giuste ‘Non preoccuparti, Harry. Lavoreremo di più e troveremo un’altra squadra, va bene? E così è stato”.

Una famiglia “open mind”, di mentalità aperta. Non c’è quindi da sorprendersi che abbia prodotto un campione attento alle questioni sociali. Kane è da sempre in prima linea nella battaglia contro le discriminazioni e uno dei portavoce nel calcio della comunità LGBTQ+. È un figlio dell’Inghilterra blairiana, di una nazione che, alla fine degli anni Novanta, si aprì al mondo, salvo poi fare marcia indietro con la Brexit. È stato uno dei sostenitori del Black Live Matter (traduzione: le vite nere contano), il gesto dell’inginocchiamento rispettato a lungo in Premier League per ricordare la morte di George Floyd, ucciso dalla polizia americana a Minneapolis il 25 maggio 2020.

“Non esageriamo, non sono un asceta – le parole di Kane al magazine del Times nel 2019 -. In estate qualche mojito me lo concedo. E se stiamo in vacanza, la sera qualche volta si fa tardi. Durante l’annata calcistica però non sgarro mai. Ho una routine che rispetto con scrupolo. Sarò noioso, ma lo sport non è solo divertimento”. Meglio, durante la stagione, una tazza di tè. Una volta, dopo una tripletta, Kane telefonò alla moglie per esprimere la sua felicità e Kate, conosciuta ai tempi della scuola e sposata nel 2018, rispose: “Well done, you can make a cup of tea when you get home”. Una tazza di tè quando torni a casa, dove ti aspettano la compagna della vita e quattro figli (Ivy, Vivienne, Louis e Henry): c’è tutta la sottile ironia britannica in questa frase.

Dal 2023, Kane vive a Monaco di Baviera. I tre anni con il Bayern hanno colmato una lacuna importante della carriera. Nelle stagioni inglesi, nessun titolo. Neppure lo straccio di un trofeo da sollevare, a parte quelli individuali. In Germania, due campionati, due supercoppe e una coppa nazionale: i sogni, legittimi, sono la Champions e l’europeo 2028 con l’Inghilterra. Kane si è inserito senza problemi nello stile di vita tedesco, partecipando anche all’Oktoberfest, vestito alla bavarese. “È diverso da Londra – le sue parole -, ma le persone a Monaco di Baviera sono state davvero accoglienti. C’è molto spazio per vivere all’aria aperta ed è fantastico per la mia famiglia. È stata una scelta positiva. Siamo davvero felici qui”. A casa, ora, c’è un nuovo trofeo da accarezzare con orgoglio: il Pallone d’Oro. Meritatissimo.

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Dengue: 3 milhões de adolescentes estão com vacinação incompleta

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Mais de 3 milhões de adolescentes que tomaram a primeira dose da vacina contra a dengue ainda precisam voltar aos postos de saúde para completar o esquema vacinal.

Como a vacina é aplicada em duas doses, a proteção completa só é adquirida após a segunda, que deve ser tomada três meses depois da primeira. 

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Os dados foram apresentados pelo diretor do Programa Nacional de Imunizações (PNI), Eder Gatti, em uma palestra na 28ª Jornada Nacional da Sociedade Brasileira de Imunizações, realizada no Rio de Janeiro, na semana passada.

Gatti mostrou que mais de 11,8 milhões de doses já foram administradas em todo o país, sendo 7,6 milhões como primeira dose, e 4,2 milhões como segunda. 

Além disso, quase 4 milhões de doses distribuídas aos municípios ainda não foram aplicadas. O diretor do PNI lembrou que, no verão, os casos de dengue costumam subir no Brasil, o que pode ocorrer de forma mais intensa nesta temporada, por causa do El Niño.  

"Vacinar adolescente, sem eles terem percepção de risco, é muito difícil. No caso da dengue, o ideal é vacinar no período intersazonal [em que a incidência da doença é mais baixa], para que a pessoa entre na sazonalidade protegida", complementou. 

Apesar de a farmacêutica japonesa Takeda, fabricante da vacina Qdenga, ter uma capacidade de produção que não atende a toda a população brasileira, o fornecimento para o público-alvo está garantido, afirmou Gatti.

Além das vacinas entregues em 2024 e 2025, o Brasil tem um contrato vigente que prevê a entrega de 9 milhões de doses este ano, e outras 9 milhões em 2027.

Disponível em todo o país

A vacinação contra a dengue no Brasil foi iniciada nos municípios mais afetados pela doença, avançando progressivamente, e já é feita em todo o país. O público-alvo são as crianças e adolescentes de 10 a 14 anos. 

Eder explicou essa decisão durante a palestra. Quando a vacina foi incorporada pelo Sistema Único de Saúde, os dados que comprovavam sua segurança eram mais robustos para a faixa etária de 4 a 16 anos. Dentro desse universo, as chances de adoecer com gravidade são maiores entre 10 e 14 anos. 

"Olhando para o que o mundo e o Brasil produziram de conhecimento nos últimos anos, nós já temos mais dados de segurança e continuamos olhando para isso com muita atenção. A ampliação para faixas etárias mais velhas é uma possibilidade, até um desejo, mas a gente precisa ter cuidado com as questões operacionais, orçamentárias e de segurança".

Vacina do Butantan

O diretor do PNI também esclareceu que a aplicação da vacina produzida pelo Butantan continua suspensa, após a identificação de três casos de dengue grave adquiridos após a vacinação, com dois óbitos, entre mais de 500 mil vacinados.

Ainda não está confirmado que a vacina tenha causado a doença, mas a coincidência temporal foi considerada um sinal de segurança pelo Ministério da Saúde, que decidiu suspender a vacinação em junho.

"Isso não cancela a vacina, mas nós temos a necessidade de avaliar com estudos complementares se, de fato, o sinal de segurança representa algo que compromete", acrescentou Gatti.

O diretor do PNI classificou a vacina do Butantan como "uma grande esperança para o país".

"É uma tecnologia nacional, e a nossa ideia era vacinar de 40 a 60 milhões de pessoas por ano, o que significa que, em três anos, nós conseguiríamos chegar a toda a população elegível do país. Mas, antes, precisamos sanar todas as lacunas geradas a partir desse sinal de segurança", explicou o diretor do PNI.

Turismo do Algarve diz que regresso do Dakar em 2027 está «bem encaminhado»

By: Lusa
26 October 2026 at 21:27

André Gomes aguarda a oficialização nos próximos dias. A região poderá receber o prólogo e a partida da primeira etapa; o objetivo é instalar a caravana no Estádio Algarve.

O conteúdo Turismo do Algarve diz que regresso do Dakar em 2027 está «bem encaminhado» aparece primeiro em Barlavento.

Ali al-Zaidi afasta chefe dos serviços secretos

26 October 2026 at 21:44
Hamid al-Shatri, de 57 anos, foi destituído com "efeito imediato" por Ali al-Zaidi. O Iraque tenta ainda controlar milícias armadas ligadas ao Irão, com prazo adiado para 2027.

© FILIP SINGER/EPA

A totalidade das operações de segurança e o combate ao grupo jihadista Estado Islâmico (EI) foi, assim, transferido para as Forças Armadas iraquianas

Manovra, si punta al via libera in Cdm: Bruxelles risponde ma restano da definire energia e 5 miliardi dalle banche

26 October 2026 at 20:46

Il governo punta ad approvare la manovra mercoledì in Consiglio dei ministri, dopo un nuovo vertice di maggioranza con Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Bruxelles ha risposto sulla flessibilità per l’energia, ma il confronto prosegue. Da definire anche il contributo da 5 miliardi del settore finanziario, mentre i partiti continuano a presentare le proprie richieste.

Dal confronto con Bruxelles ai 5 miliardi dal settore finanziario: le decisioni ancora da prendere

Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti provano a chiudere la manovra entro mercoledì 28 ottobre. È questo l’obiettivo fissato dalla maggioranza al termine del terzo vertice in una settimana, dopo una giornata segnata dalle ipotesi di un ulteriore rinvio. Alla riunione, svolta in videocollegamento, hanno partecipato anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.

La maggioranza ha confermato la volontà di “concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari”. In cima alla lista ci sono famiglie, ceto medio, giovani, anziani, sanità e imprese, insieme alle misure fiscali. L’obiettivo dichiarato è “sostenere il potere d’acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all’economia”, mantenendo però “la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici”.

Il ministro dell’Economia deve quindi trovare le coperture per le richieste dei partiti, mentre prosegue il confronto con la Commissione europea sulla possibilità di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per gli interventi legati all’energia.

Manovra, Bruxelles risponde sulla flessibilità: esclusi i sussidi ai combustibili fossili

Dall’Unione europea è arrivata una prima risposta alle richieste italiane. La Commissione si è detta intenzionata ad aiutare Roma a sfruttare i margini consentiti dalla clausola di salvaguardia, ma il governo dovrà ancora chiarire “gli interventi ammissibili” e i “relativi margini di flessibilità”.

Durante il vertice, gli alleati hanno fatto il punto sulle interlocuzioni con Bruxelles, “che proseguono in un modo proficuo”. I colloqui sulle singole misure sarebbero stati approfonditi, anche se spetterà all’Italia comunicare alla Commissione gli interventi precisi una volta adottati.

Bruxelles ha già posto un limite sui combustibili fossili: la flessibilità non potrà essere utilizzata per finanziare sussidi collegati al loro consumo. Restano quindi escluse agevolazioni sui carburanti e forme di sostegno energetico riconducibili all’utilizzo di queste fonti. Il governo dovrà individuare misure compatibili con le condizioni europee e con le regole del Patto di stabilità.

Pensioni, Irpef e affitti: le richieste di Lega, Forza Italia e Noi Moderati

Matteo Salvini continua a chiedere la possibilità di andare in pensione anticipata a 64 anni, l’innalzamento a 100mila euro della soglia di reddito per la flat tax delle partite Iva e un voucher sanitario destinato agli anziani. Tra le priorità della Lega figurano anche “affitti brevi e cedolare secca”.

Forza Italia insiste sull’estensione del taglio dell’Irpef ai redditi fino ad almeno 55mila euro e chiede “risposte” per i giovani, proponendo di alleggerirne il carico fiscale. Gli azzurri puntano anche a interventi sulle retribuzioni e sulla previdenza delle forze dell’ordine.

Noi Moderati concentra invece le proprie proposte su giovani e famiglie. Tra le misure indicate ci sono una cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine e l’azzeramento delle imposte per tre anni per gli under 30 al primo impiego. Si tratta di richieste politiche che dovranno ancora essere valutate in base alle risorse disponibili.

Dal mondo delle imprese arrivano ulteriori sollecitazioni. Confindustria chiede “una politica industriale per il Paese”, mentre Federchimica punta su maggiori incentivi alla ricerca e su un credito d’imposta strutturale. Confedilizia propone la cedolare secca per i negozi, una riduzione della tassazione sulle locazioni a canone concordato e la conferma dei bonus edilizi. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha chiesto a Giorgetti ulteriori stanziamenti per l’edilizia scolastica.

Banche e assicurazioni, il governo cerca 5 miliardi: Tajani chiede un contributo senza nuove tasse sugli extraprofitti

Tra le coperture ancora da definire figura il contributo da 5 miliardi di euro richiesto al settore finanziario. Secondo Antonio Tajani, le risorse dovranno arrivare da “tutti”, comprese “banche, assicurazioni e anche altre realtà”. Il segretario di Forza Italia esclude però una “visione punitiva” nei confronti degli istituti di credito e parla di “una richiesta di collaborazione”. Tra i soggetti che potrebbero essere coinvolti ha indicato anche Cassa depositi e prestiti.

Tajani ritiene possibile escludere le banche di credito cooperativo (Bcc) e invita a valutare con attenzione anche la posizione delle Fondazioni bancarie. Una trattativa da condurre senza irrigidire le posizioni, perché, come ha osservato il vicepremier, “bisogna lavorare di fioretto”. L’entità del contributo è stata indicata, ma le modalità di prelievo e la distribuzione tra i diversi soggetti non sono ancora definite.

Meloni risponde a Manfredi: confronto sulla manovra sì, ma con tutti i sindaci

La presidente del Consiglio ha risposto anche all’appello dei sindaci di centrosinistra che chiedevano un incontro urgente con il governo.

In una lettera inviata al presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, Meloni ha confermato la “disponibilità” al dialogo, indicando però come sede istituzionale la Conferenza Stato-Città.

La premier si è detta pronta a partecipare “personalmente”, insieme al ministro Giorgetti, dal momento che il confronto riguarda anche la legge di bilancio. Ha precisato però che “se si tratta di un confronto istituzionale” devono essere coinvolti “tutti i sindaci”, non soltanto quelli appartenenti a un determinato schieramento politico.

Meloni ha quindi proposto di affrontare le richieste degli amministratori locali nella sede che già riunisce governo e autonomie, con la possibilità di partecipare direttamente alla discussione sulla manovra.

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Mali: condamnation à dix ans de prison du maire de Bamako dans l’affaire des «lotissements illégaux»

By: RFI
26 October 2026 at 18:28
Au Mali, la chambre criminelle du Pôle national économique et financier de Bamako a rendu, ce lundi 26 octobre, son délibéré dans l’affaire des lotissements « illégaux » de la zone aéroportuaire de Bamako. Sept des prévenus, dont un ancien maire de Bamako, ont été condamnés à dix ans de prison. La défense a décidé de faire appel.

Commissione Ue, spiraglio per l’Italia su difesa ed energia: ma stop ai sussidi fossili

26 October 2026 at 17:44

La Commissione europea ha risposto all’Italia sull’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia per le spese legate alla difesa e all’energia. Bruxelles è pronta a collaborare con Roma per sfruttare i margini di flessibilità fiscale, ma esclude gli aiuti collegati all’uso dei combustibili fossili.

Le misure dovranno essere comunicate dopo l’adozione: flessibilità entro il Patto di stabilità

Bruxelles è pronta ad aiutare l’Italia a sfruttare la flessibilità fiscale europea per difesa ed energia, ma pone un limite preciso sui sussidi ai combustibili fossili. La Commissione Ue ha risposto al governo italiano sull’utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), il meccanismo che consente, a determinate condizioni, di discostarsi temporaneamente dai vincoli di spesa previsti dalle regole europee.

Secondo quanto appreso dall’Ansa a Bruxelles, l’intenzione dell’esecutivo comunitario è quella di permettere all’Italia di trarre il massimo vantaggio possibile dalla clausola, nel rispetto delle condizioni previste. Il confronto tra Roma e Bruxelles sarebbe già entrato nel dettaglio delle singole misure, anche se spetterà al governo italiano comunicare alla Commissione gli interventi esatti una volta adottati.

Restano esclusi i sussidi collegati all’utilizzo dei combustibili fossili, che non potranno beneficiare della flessibilità prevista dal meccanismo. La Commissione ha inoltre chiarito che gli eventuali margini di spesa aggiuntivi dovranno rimanere nell’ambito delle regole esistenti del Patto di stabilità.

La risposta di Bruxelles non equivale quindi a un’autorizzazione definitiva delle singole misure. Il governo dovrà prima adottarle e successivamente comunicarne il contenuto alla Commissione europea.

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“Um museu onde as pessoas podem dormir”: Palácio do Grilo vai ser convertido em hotel com investimento de 4,5M€

26 October 2026 at 17:47
TnewsO Palácio do Grilo, no Beato, em Lisboa, vai ser convertido num hotel com cerca de 30 quartos, podendo chegar aos 40, num investimento previsto de 4,5M€. Em entrevista ao TNews, o proprietário do imóvel revela que as obras deverão arrancar em janeiro de 2027 e prolongar-se por aproximadamente dois anos.

Sahel : pourquoi l'Algérie envoie-t-elle des troupes au Niger ?

26 October 2026 at 17:46
Le Parlement algérien ⁠a approuvé dimanche ​l'envoi de soldats au Niger. Un changement radical de doctrine pour ce pays non interventionniste qui n'a pas envoyé de troupes à l'étranger depuis 1973. Des enjeux économiques, sécuritaires et diplomatiques expliquent en partie ce revirement. Analyse.

Mali: treize civils tués par une frappe de drone de l'armée, dans la région de Tombouctou

26 October 2026 at 17:45
Au Mali, treize civils, dont six enfants, ont été tués, dans la nuit de dimanche à ce lundi 26 octobre, par une frappe de drone de l'armée malienne, près de Lerneb, dans la région de Tombouctou, selon des informations vérifiées par RFI auprès de nombreuses sources locales. L'état-major n'a pas communiqué sur cette frappe.

Inde-Chine: comment la désinformation attise les tensions à la frontière

26 October 2026 at 16:06
C’est un point de blocage qui empoisonne les relations entre la Chine et l’Inde. La frontière contestée par les deux voisins dans l’Himalaya reste une importante source de tensions. Selon la police indienne, des affrontements ont éclaté ces derniers jours dans l'État de l'Arunachal Pradesh. Dans ce contexte, des vidéos mensongères cherchent à alimenter les tensions sur les réseaux sociaux.

Manifestations en France: «Derrière le prétexte de l'ordre, l'objectif du gouvernement c'est le pourrissement des revendications»

26 October 2026 at 15:54
Après un nouveau samedi de mobilisation très suivi en France, le président Emmanuel Macron se déplace à Marseille sur le thème du retour à l'ordre. Son Premier ministre reçoit lui les organisations lycéennes et étudiantes pour leur présenter les propositions de l'exécutif face à la colère de la jeunesse. L'exécutif a-t-il raison de miser sur la fermeté pour calmer la colère sociale ? Quelles suites pour le mouvement ? Le député de La France insoumise de Seine-Saint-Denis, Bastien Lachaud revient également sur l'émotion après l'attentat raciste qui a endeuillé la banlieue parisienne vendredi 23 octobre. 

Da un leader autoritario al populismo? Tutti i rischi della nuova Serbia secondo Loperfido

26 October 2026 at 15:14

Sono contrari alle sanzioni alla Russia, non riconoscono il Kosovo, non sono così certi della strada verso l’Ue. La pensa così una parte dell’elettorato serbo che ieri ha consegnato il Paese alla Lista degli Studenti, rompendo il monopolio durato 14 anni di Aleksandar Vucic. Di contro, molte analisi stanno oggi riconducendo il cambio di potere in Serbia a una svolta pro Bruxelles, ma gli interrogativi in questa fase sono forse più delle certezze, dal momento che del programma dei nuovi amministratori poco si sa. Formiche.net ne ha parlato con il deputato di FdI Emanuele Loperfido, membro della delegazione italiana presso l’Assemblea Parlamentare dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e inviato dell’Osce proprio a Belgrado per seguire il processo elettorale. “Come Europa, dovremo essere bravi a metterci nelle condizioni di far risultare più attraente la sponda europea per la Serbia”.

Perché Vucic ha perso le elezioni?

Fisiologicamente, dopo 14 anni, anche il miglior premier sul mercato può stancare il proprio elettorato che sceglie di metterlo da parte. Di fronte ha avuto un movimento politico studentesco che è cresciuto, avendo sempre Vucic come obiettivo: e quindi, di fronte a un mondo che è cambiato rapidamente, anche loro hanno voluto cambiare, invertendo un trend di un establishment che si era consolidato in Serbia. Il sentimento tipico giovanile di volontà di cambiamento è esacerbato probabilmente da un sistema che era diventato un po’ oppressivo. Inoltre Vucic deve aver perso anche il polso del Paese e qualche suo collaboratore non è stato in grado di interpretare l’intensità della volontà del cambiamento.

Da osservatore Osce cosa ha visto durante le elezioni? Il rischio brogli e aggressioni ritiene che complichi la strada del Paese verso l’Ue?

I Balcani non possono mai essere analizzati in modo manicheo, da una parte o dall’altra: piuttosto occorre valutare le tante sfaccettature per comprendere il quadro generale. Sicuramente c’era da parte del movimento studentesco un allarme circa il fatto che potessero verificarsi brogli, per cui c’è stato un presidio molto capillare nei seggi. Noi abbiamo visto durante le operazioni di voto tanti rappresentanti di lista. Una presenza quasi asfissiante ai seggi, che racconta un dato abbastanza emblematico di queste elezioni: ovvero in tutti i seggi sono arrivati gli esponenti del movimento studentesco con in mano la loro penna perché venivano ipotizzati vari brogli tramite l’utilizzo da parte del regime di penne cancellabili. Quindi erano tutti premuniti, andando al seggio con la loro penna, scattando anche una foto alla scheda. Però poi la volontà popolare è stata così forte per cui, già pochi minuti dopo la chiusura dei seggi, quando stava avanzando l’ipotesi di scontri in piazza, Vucic ha riconosciuto la sconfitta e il Paese ha potuto godere del risultato elettorale che è stato netto. Inoltre il regime non ha assolutamente reagito, come qualcuno ipotizzava. Forse in realtà Vucic era molto meno sicuro di quello che pensavano nel suo staff e il monitoraggio nella parte pre elettorale ha esemplificato un dato che è apparso chiaro a tutti noi presenti: ovvero che la Lista degli studenti è un movimento che ha saputo interpretare la volontà di cambiamento, ma senza avere un programma politico ancora ben chiaro.

Quali sono le idee della Lista degli studenti? Sono realizzabili e in linea con le politiche Ue?

Il programma consiste in 1900 pagine che non avevano pubblicato in toto, perché ancora erano in fase di comprensione: ovvero si ragionava su quali potevano essere gli elementi caratterizzanti un movimento politico che raccoglie di tutto. Senza dubbio sono stati abili nell’intercettare il dissenso verso Vucic, ma poi alla conta dei fatti tra i loro elettori ci sono serbi contrari alle sanzioni alla Russia, serbi che non riconoscono il Kosovo, serbi non sono così certi della strada verso l’Ue, serbi che non hanno chiara la dimensione della pace giusta in Ucraina. Inoltre nei confronti dell’Europa non si sono alleati con un partito europeista che comunque si era presentato alle elezioni, perché al loro interno hanno un’anima ancora dubbiosa rispetto al percorso europeo. Quindi si tratta di un movimento che oggi verrà chiamato a stabilire quali sono le priorità dal punto di vista della politica internazionale. Fino a ieri i loro elementi distintivi erano soprattutto la volontà di trasparenza, la lotta alla corruzione e il ricambio anche generazionale dell’establishment.

E adesso?

Ora verrà una fase molto difficile: quindi per chi in Italia ha fatto una lettura molto semplice, dicendo che ha vinto l’Europa, in realtà stando fisicamente lì in quelle ore per le elezioni credo occorrerà più tempo per capire dove andranno davvero.

Hanno vinto studenti, manifestanti, neofiti della politica: esiste il rischio di passare da un leader autoritario ad una fase di caos e populismo?

Può essere un’ipotesi, perché i leader al momento riconosciuti sono essi stessi senza esperienza politica. Sono sicuramente validi accademici, validi, professori, validi professionisti, ma senza esperienza politica. La loro organizzazione è fatta di comitati che, come ci hanno tenuto a ribadire più volte, sono comitati orizzontali e non verticali, per cui si decide sulla base dell’esito di piattaforme internet e magari vengono prese decisioni che sono anche diverse e non compatibili l’una con l’altra. Un de javu di ciò che abbiamo già visto in Italia. Noi possiamo essere sicuramente contenti dell’esito del risultato elettorale dal punto di vista della democrazia, che ha dimostrato come nonostante quello che veniva dagli studenti indicato come “regime” c’è stata una altissima affluenza. Quindi da questo punto di vista si può dire che la democrazia serba è matura e funziona: passi in avanti che, come Europa, noi dobbiamo essere contenti che si siano verificati. Adesso vediamo se sceglieranno la sponda europea oppure se magari si faranno affascinare ancora dalla Russia.

In che senso?

Beh, non avendo accessi al mare, la Serbia è ancora costretta a prendere l’energia da Mosca.

Vede il rischio che con la nuova classe dirigente la Serbia rischi essenzialmente di fare un salto nel buio?

Premetto che ultimamente forse era più Putin che aveva bisogno di Vucic e non il contrario, a causa il gioco russo a scacchi nella strategia internazionale. Putin ha bisogno di far vedere che ha un piede nei Balcani. Di contro Vucic con la sua esperienza politica e con un’autorevolezza che deriva dai 14 anni al potere, ha giocato sapientemente su due fronti, facendo l’occhiolino una volta al’Europa, una volta la Russia. Ora con questa nuova classe dirigente le problematiche legate all’energia rimangono intatte e la Russia è la via più facile per una fornitura energetica che continua ad essere a poco prezzo. Come Europa, dovremo essere bravi a metterci nelle condizioni di far risultare più attraente la sponda europea per la Serbia, quindi fare in modo che ci possano essere forniture alternative a buon prezzo. E quindi evitare che i serbi cadano nella provocazione per cui stare con la Russia vuol dire avere energia a poco prezzo e stare con noi significherebbe energia ad alto prezzo. Un’ultima annotazione: il Partito democratico italiano continua a gioire per le vittorie all’estero. Dopo l’Ungheria ora la Serbia, pur non essendo assolutamente famiglie politiche a loro ascrivibili.

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