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Flávio Bolsonaro flees to the United States after election defeat to Lula

28 October 2026 at 07:28

Just days after his defeat in Brazil’s presidential election, Flávio Bolsonaro has fled Brazil for the United States. The U.S. State Department announced it would issue visas to the far-right leader and his family to allow them to enter the United States. The move had already been anticipated by people with close ties to Bolsonaro who spoke with Brazilian media outlets on a day full of rumors and speculation. According to O Globo, Bolsonaro landed in Miami last night.

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© Associated Press/LaPresse (APN)

Flávio Bolsonaro holds a press conference in Brasilia after his election defeat on Sunday.



Associate Press/ LaPresse
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Per Lula elezione record, ma la sfida è appena iniziata: Bolsonaro punta al sabotaggio e gli Usa sono sempre più lontani

27 October 2026 at 08:51

In venti giorni, Luiz Inácio ‘Lula’ Da Silva – rieletto presidente al ballottaggio del 25 ottobre – ha guadagnato 10,3 milioni di voti in più rispetto al primo turno. E alla fine ha staccato di 4,4 milioni di voti l’avversario Flávio Bolsonaro, che pure partiva in vantaggio (2,2 milioni di voti). Ed è la prima volta, dal 1989 – anno in cui il Brasile è tornato alle urne dopo vent’anni di dittatura e altri quattro di transizione – che chi perde al primo turno vince al ballottaggio. “Non era mai successo”, scrive su ‘O Globo’ l’analista Bernardo Franco Mello, elencando altri elementi inediti dell’elezione: “Non era mai stato eletto un presidente all’età di 80 anni. Nessuno era mai stato eletto quattro volte per governare il Brasile“. Lula ha anche invertito il risultato pro-Bolsonaro che al primo turno era stato registrato in 211 municipi che prima avevano votato il figlio di Jair: la maggior parte di loro (76) si concentra a Minas Gerais, lo stato che ha deciso l’elezione seguito da São Paulo, Paraná, Rio do Grande Soul e altri. Al ballottaggio è anche diminuita l’astensione rispetto al primo turno, dal 21,08% al 19,21%, la più bassa dal 2006, sommando circa 3 milioni di voti all’elezione. Inoltre, i voti bianchi/nulli sono diminuiti di 1,53% (1,8 milioni circa).

I social: ponte con le classi subalterne – Lula ha anche saputo mobilitare il voto delle donne (58,9%) e dei giovani tra 16 e 24 anni (49,8%). Forte del voto delle classi popolari, dove si registrano 30 milioni di persone che hanno superato la povertà grazie ai programmi di welfare, Lula ha ottenuto anche il voto moderato, fuggito in massa dall’hate speech di Bolsonaro. La chiave, spiegano gli attivisti del Partito dei lavoratori a Ilfattoquotidiano.it, è stata il cosiddetto “Exército do Lula”, una rete di attivisti digitali nata per innovare il discorso del candidato 80enne e aggirare la censura di Meta. “Abbiamo parlato con il linguaggio dei Social – spiega il deputato André Janones, stratega di campagna di Lula – e abbiamo trasformato un canale WhatsApp in una macchina elettorale capace di connettere direttamente con il popolo”. Campagna rafforzata dalla Par condicio algoritmica imposta dal Tribunale supremo elettorale a Meta, i cui Social – previo intervento umano – si erano indebitamente sbilanciati a favore di Bolsonaro. “Lula ha saputo articolare la dimensione virtuale con quella territoriale”, ha commentato l’analista Beatriz Stolowicz, dello storico Istituto messicano della Radio.

La sfida: unire il Paese, nonostante Bolsonaro – La comunicazione politica sarà chiave anche dopo il voto là dove il Lula IV affronta già le insidie di Bolsonaro, che – svelano alte fonti a Ilfatto.it – userà la sua maggioranza relativa del Partito liberale al Congresso (121 deputati) e al Senato (28) come megafono per contestare la validità del risultato, tenere alta la tensione e ostruire l’attuazione del programma elettorale progressista. Bolsonaro – a cui è stato sequestrato il passaporto su provvedimento del magistrato della Corte suprema Alexandre Moraes, causa indagini per riciclaggio – punta a far fronte comune con altre formazioni di opposizione (tra cui socialdemocratici e repubblicani) per porre il veto su eventuali emendamenti costituzionali in materia tributaria e bloccare l’approvazione della Legge di bilancio, nell’intento di tagliare fondi in materia ambientale, di diritti o pari opportunità.

I “patti di governabilità” con il centro – Ma anche Lula gioca già le sue carte: il leader 80enne cerca già “patti di governabilità” con le formazioni di centro, che risulta comunque frammentato, attraverso la rielezione di figure moderate alla guida della Camera (Hugo Motta) e del Senato (Davi Aicolumbre). Il tentativo è quello di pacificare un Paese lacerato da divisioni politiche e sociali, promettendo – come affermato nella notte del 25 ottobre – di “governare per 215 milioni di brasiliani”. In gioco c’è anche un programma elettorale basato su pilastri come Istruzione, attraverso l’espansione del sussidio Pé-de-Meia a contrasto dell’abbandono scolastico, mobilità urbana (garantendo trasporto pubblico alle periferie) e altre politiche di Welfare come il programma Bolsa Familia e Minha Casa, Minha vida, alleanza tra pubblico e privato che punta a raggiungere 10 milioni di brasiliani entro fine mandato. Altrettanto importante risulta il condono a 3,6 milioni di microimprenditori, molti di loro provenienti dai ceti più umili del Paese, come ambulanti – venditori di cibo, piccoli banchi di frutta nei mercati rionali -, idraulici, elettricisti, sarti e altre figure alla base del tessuto economico brasiliano e che insieme rappresentano il 30% del Pil locale.
Commercio estero: rotte alternative – Altra sfida importante riguarda il commercio estero, che equivale al 32% del Pil, là dove Donald Trump parla ancora di «elezione truccata», nonostante le presunte simpatie per Lula, e mantiene la propria linea di fermezza in materia di dazi. Il presidente brasiliano cerca così nuovi mercati di export con i Brics, in particolar modo Cina e India, e con l’Europa mediante l’accelerazione dell’accordo Ue-Mercosur. È anche scontro con i mercati finanziari, che puntavano tutto sul cavallo sbagliato: l’Ibovespa è crollato del 16,6% (una delle peggiori cadute dal 1998), Petrobras a -30% e il dollaro ha staccato il real di +12%.

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Bolsonaro backtracks and says he will serve as Lula’s opposition

27 October 2026 at 08:08

Flávio Bolsonaro’s challenge to the outcome of the Brazilian election that gave President Luiz Inácio Lula da Silva a fourth term lasted less than 24 hours. The far-right candidate on Monday withdrew his request to have the vote annulled, which he had pledged to do the night of the election after refusing to recognize the result. Instead, he will serve as leader of the opposition, after consulting with his father, former president Jair Bolsonaro, who is under house arrest for an attempted coup following the 2022 general election.

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© Adriano Machado (REUTERS)

Flávio Bolsonaro acknowledges Luiz Inácio Lula da Silva’s victory in Brasília.

Moraes determina entrega de passaportes de Flávio Bolsonaro e proíbe senador de deixar o país

26 October 2026 at 21:01

O senador Flávio Bolsonaro (PL-RJ) afirmou nesta segunda-feira (26) que foi intimado pela Polícia Federal a entregar seus passaportes comum e diplomático e que está impedido de deixar o Brasil. A declaração foi feita em vídeo publicado nas redes sociais, um dia depois de ele perder o segundo turno da eleição presidencial para Luiz Inácio Lula da Silva (PT).

Segundo Flávio, a intimação ocorreu pela manhã, quando ele deixava a residência do pai, o ex-presidente Jair Bolsonaro, em Brasília. O senador atribuiu a medida a uma decisão do ministro Alexandre de Moraes, do Supremo Tribunal Federal (STF), e disse que recebeu prazo de 24 horas para entregar os documentos.

O parlamentar relacionou a determinação a declarações feitas por seu irmão, Eduardo Bolsonaro, que teria sugerido que ele deixasse o país em caso de derrota eleitoral. Flávio negou ter manifestado intenção de sair do Brasil e questionou a atuação das autoridades.

“Eu nunca falei isso, isso é motivo para tirar meu passaporte?”, afirmou no vídeo. O senador também perguntou se a medida teria sido adotada caso tivesse vencido a disputa presidencial.

Apesar das críticas, Flávio declarou que entregará os documentos e que pretende se defender da decisão. Até a divulgação das primeiras informações, a Polícia Federal e o Supremo não haviam se manifestado publicamente sobre o caso, segundo relatos da imprensa.

Senador contesta resultado eleitoral

Além de questionar a medida envolvendo os passaportes, Flávio anunciou que pretende pedir a cassação da chapa de Lula. Ele acusa o presidente reeleito de abuso de poder político e econômico e voltou a criticar a decisão que permitiu a extensão do horário de votação em parte das seções eleitorais no domingo (25).

A ampliação do horário foi determinada pelo ministro Cristiano Zanin após relatos de dificuldades de deslocamento de eleitores, especialmente em Salvador e São Paulo, devido à oferta insuficiente de transporte público. A campanha de Flávio também havia solicitado a prorrogação da votação em municípios de São Paulo, Paraná e Santa Catarina, alegando condições climáticas adversas.

Dados do Tribunal Superior Eleitoral (TSE), citados pela imprensa, indicam que 34.330 votos foram registrados depois das 17h, o equivalente a aproximadamente 0,03% do total contabilizado.

O presidente do TSE, ministro Kassio Nunes Marques, afirmou que a extensão do horário não prejudicou a totalização dos votos. O tribunal confirmou a vitória de Lula, que recebeu 64.256.232 votos, correspondentes a 51,79% dos votos válidos. Flávio terminou a disputa com 59.826.041 votos, ou 48,21%.

Investigações no Supremo

Flávio também é alvo de investigações no STF. Entre os casos mencionados em reportagens estão apurações relacionadas ao financiamento do filme “Dark Horse”, sobre Jair Bolsonaro, e suspeitas envolvendo o advogado Willer Tomaz, amigo do senador.

O material relacionado ao longa-metragem envolve recursos atribuídos ao empresário Daniel Vorcaro, ligado ao Banco Master. Já o caso que envolve Tomaz inclui suspeitas de irregularidades financeiras e investigações sobre fraudes relacionadas ao Instituto Nacional do Seguro Social (INSS).

As apurações tratam de suspeitas que ainda precisam ser examinadas pelas autoridades competentes. A existência de investigação não representa, por si só, comprovação de crime.

Enquanto contesta as decisões judiciais e anuncia medidas contra o resultado eleitoral, Flávio afirma que cumprirá a determinação de entregar os passaportes. O desdobramento do caso depende de informações oficiais sobre a decisão atribuída ao ministro Alexandre de Moraes.

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Lula pulls off a historic comeback in Brazil and leads the left to victory over Flávio Bolsonaro

26 October 2026 at 07:12

Luiz Inácio Lula da Silva, 80, Brazil’s president and one of the most influential politicians in Latin America this century, achieved the comeback he had been seeking on Sunday. Lula defeated Senator Flávio Bolsonaro, 45, the political heir to the far-right Bolsonaro clan, with 51.7% of the vote to 48.2%, a margin of four million votes. He has become the first president in Brazil’s history to win after losing the first round of a presidential election.

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© Sebastiao Moreira (EFE)

Luiz Inácio Lula da Silva delivers a speech alongside his wife, Rosângela da Silva, after winning Brazil's presidential election on Sunday.

Lula fa poker: una rimonta senza precedenti, ma la sfida più difficile comincia ora

26 October 2026 at 09:33

Quattro elezioni presidenziali vinte. Due contro la famiglia Bolsonaro. E una storia politica che, ancora una volta, sembra sfidare le leggi dell’usura del potere. A ottant’anni, Luiz Inácio Lula da Silva conquista il suo quarto mandato alla guida del Brasile, battendo Flávio Bolsonaro con il 51,79% dei voti contro il 48,21%. Oltre 64 milioni di brasiliani hanno scelto il presidente uscente, permettendogli di ribaltare un risultato che lo aveva visto arrivare secondo al primo turno.

Una rimonta senza precedenti nella storia delle presidenziali brasiliane dal ritorno delle elezioni dirette nel 1989. Una vittoria che va oltre i confini nazionali. Perché Lula non ha sconfitto soltanto il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ma ha inflitto una battuta d’arresto anche a Donald Trump, che nella famiglia Bolsonaro ha individuato uno dei suoi principali alleati ideologici in America Latina.

Il presidente statunitense non ha mai nascosto la propria ostilità nei confronti di Lula. Nel 2025, Washington ha imposto pesanti dazi sui prodotti brasiliani e sanzioni contro il giudice Alexandre de Moraes, protagonista dei procedimenti giudiziari contro Jair Bolsonaro. Pressioni economiche e diplomatiche che hanno finito per rafforzare uno degli argomenti centrali della campagna del presidente brasiliano: la difesa della sovranità nazionale contro le ingerenze straniere.

Lula ha così trasformato lo scontro con Washington in una questione di dignità politica. Il Brasile, ha ribadito dopo la vittoria, non è il cortile di casa di nessuno. Un messaggio rivolto a Trump, ma anche a un’America Latina che conosce bene il peso delle interferenze statunitensi nella propria storia. La giornata elettorale, tuttavia, è stata tutt’altro che tranquilla. Le forti piogge e i problemi del trasporto pubblico hanno ostacolato l’accesso ai seggi in diverse città, portando il Tribunal Superior Eleitoral ad autorizzare una proroga delle votazioni (prima volta nella storia).

Dopo la proclamazione dei risultati, Flávio Bolsonaro ha rifiutato di riconoscere la sconfitta, chiedendo l’annullamento delle elezioni e annunciando una battaglia legale. Un copione che il Brasile conosce fin troppo bene. L’8 gennaio 2023, migliaia di sostenitori di Jair Bolsonaro assaltarono le sedi delle principali istituzioni democratiche a Brasília, contestando il ritorno di Lula al potere. Non significa che la storia sia destinata a ripetersi ma dimostra quanto la delegittimazione del voto continui a occupare un posto centrale nella strategia politica del bolsonarismo. Perché Lula ha sconfitto due Bolsonaro, ma non ha sconfitto il bolsonarismo.

Quasi sessanta milioni di voti rappresentano una forza politica e sociale che sarebbe ingenuo sottovalutare. E il risultato delle elezioni legislative del primo turno rende il quadro ancora più complesso. Il Partido Liberal, la formazione della famiglia Bolsonaro, è diventato il primo partito alla Camera con 121 deputati, contro gli 88 della federazione guidata dal Partido dos Trabalhadores. Al Senato, il PL dispone di 28 seggi, mentre il PT ne conta appena dieci. Numeri che consegnano a Lula un Congresso a maggioranza conservatrice, nel quale ogni riforma richiederà negoziati, compromessi e alleanze con forze politiche spesso lontane dal programma del presidente. La sfida dei prossimi quattro anni sarà dunque governare un Paese nel quale la sinistra ha conquistato la presidenza, ma la destra conserva un enorme potere parlamentare. Una contraddizione che potrebbe condizionare le politiche sociali, ambientali ed economiche del nuovo mandato, oltre a esporre il governo a continue tensioni istituzionali.

Eppure, proprio in questo scenario, la vittoria di Lula assume un significato straordinario. Nel 2002, un ex operaio metallurgico, sindacalista, proveniente da una famiglia impoverita del Nordeste, arrivava alla presidenza di uno dei Paesi più disuguali del mondo. Ventiquattro anni dopo, quello stesso uomo continua a rappresentare un punto di riferimento per milioni di brasiliani.

Durante la campagna elettorale, Flávio Bolsonaro ha deriso la mano sinistra del presidente, mutilata dopo un incidente sul lavoro quando era ancora un giovane operaio. I sostenitori di Lula hanno trasformato quella stessa mano in un simbolo di resistenza. Un’immagine potente: il corpo di un lavoratore che porta i segni della fabbrica e che, contro ogni gerarchia sociale, è arrivato a esercitare il potere.

Non significa che Lula sia immune da critiche. I suoi governi hanno contribuito a ridurre la povertà e ad ampliare la protezione sociale, ma hanno anche dovuto confrontarsi con contraddizioni irrisolte, dal peso dell’agrobusiness ai conflitti ambientali e territoriali. La sua rielezione rappresenta comunque una vittoria importante per la sinistra latinoamericana, dopo una serie di sconfitte elettorali e in un continente nel quale le destre radicali cercano di consolidare la propria influenza anche attraverso l’alleanza con Washington.

Lula ha vinto ancora. Contro la famiglia Bolsonaro, contro i pronostici del primo turno e contro le pressioni di Trump. Ma la sfida più difficile comincia adesso: governare con un Congresso ostile, difendere la sovranità del Brasile e dimostrare che la democrazia può ancora migliorare concretamente la vita delle persone. Perché vincere le elezioni è una conquista. Trasformare quella vittoria in un futuro diverso per il Paese è la vera sfida politica.

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Lula's historic comeback is a defeat for Trump

26 October 2026 at 08:34

Since Brazil adopted a two-round system in 1989, no one has won the presidency after finishing second in the first round. Luiz Inácio Lula da Silva broke that rule on Sunday: he defeated Flávio Bolsonaro with 51.8% of valid votes to 48.2%. His lead — more than four million votes — is roughly double the margin in 2022, when he beat Jair Bolsonaro by just 1.8 percentage points.

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© Sebastiao Moreira (EFE)

Luiz Inácio Lula da Silva delivers a speech after winning Brazil's presidential election in São Paulo.

Bolsonaro refuses to concede defeat in Brazil and calls for result to be annulled

26 October 2026 at 07:56

Just as in 2022, Bolsonarism does not accept defeat. Back then it was the father, Jair Bolsonaro, and now the son Flávio, both defeated at the polls by Luiz Inácio Lula da Silva. The far-right candidate announced late Sunday night in Brasília that he does not recognize the result of the election and will fight to have it annulled. His argument rests on a Supreme Federal Court (STF) judge’s decision to extend polling hours by two hours after complaints about the lack of transportation for voters. The request had originally been made by the Workers’ Party (PT), but Bolsonaro’s own Liberal Party (PL) later joined it.

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© Adriano Machado (REUTERS)

Flávio Bolsonaro, this Sunday in Brasília, at the news conference after his electoral defeat.

Il Brasile si ribella agli Usa: Lula rieletto presidente, ma Bolsonaro vuole l’annullamento del voto. Gli esperti: “Ora l’America Latina ha una diga anti-egemonica”

26 October 2026 at 07:31

Il Brasile non cede alle pressioni Usa e frena l’offensiva reazionaria in America Latina. Il presidente Luiz Inácio ‘Lula‘ Da Silva è stato rieletto con il 51,79% dei voti (64.256.232 in totale) mentre il senatore Flávio Bolsonaro, che risultava leggermente favorito nei sondaggi, si è fermato con il 48,21% (59.826.041 voti). Li separa poco più di un punto percentuale, cioè 4.430.191 voti. Lula, partito in svantaggio al primo turno, ha avuto la meglio nelle regioni del nordest del Paese – eccezion fatta per Roraima – con vittorie più marcate in Piauí e Bahia.

“Non esistono due Brasile. Siamo un unico Paese, un unico popolo, una grande nazione”, ha detto Lula dopo l’annuncio dei risultati, sottolineando: “Non interessa a nessuno vivere in un Paese diviso e sotto un permanente stato d’assedio“. Il presidente, eletto per la quarta volta all’età di 80 anni, chiama ad “abbassare le armi” ma, nello stesso tempo, denuncia l'”intromissione venuta dall’esterno” oltre alla “fabbrica di disinformazione” scatenata contro la sua candidatura.

Bolsonaro come Jair

Bolsonaro però non riconosce il risultato e punta all’annullamento del voto su via giudiziaria, seguendo lo schema attuato nel 2022 dal padre Jair (sfociato mesi dopo nell’assalto al Congresso). “Quanto accaduto oggi non è normale”, lamenta il senatore del Partito liberale, che ritiene “impossibile riconoscere le elezioni a queste condizioni” e chiederà quindi “l’annullamento del voto”. Il bersaglio resta il Tribunale supremo elettorale, che su richiesta di entrambi i candidatiha esteso l’orario del voto dalle 17 alle 19 in diversi seggi causa blackout, temporali e assenza di trasporti che avrebbero impedito il voto a numerosi elettori nei seggi di São Paulo, Minas Gerais, Río de Janeiro e altri. Il senatore parla di trattamento diseguale e regole truccate “arbitrariamente”. “Non saprò mai – dice – quanti voti avrei potuto prendere negli stati in cui i seggi sono stati riaperti”. In seguito, il Tribunale supremo elettorale, attraverso il giudice Cristiano Zanin, ha chiarito che la misura ha riguardato i “seggi ancora in funzione” e che “nessun’urna chiusa è stata riaperta”. “Occorreva preservare il diritto al voto di tutti”, ha osservato.

Trump insinua brogli ma gli alleati regionali non lo seguono

Interviene anche il presidente Usa Donald Trump, che denuncia presunte irregolarità mediante l’applicazione del “manuale di Joe Biden” in Brasile. “Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno – ha osservato Trump – ed era chiaramente favorito per vincere al secondo. Ma i comunisti non mollano il potere una volta che ce l’hanno”. Tuttavia alcuni alleati di Trump, come i presidenti José Antonio Kast (Cile) e Keiko Fujimori (Perù), hanno riconosciuto apertamente la vittoria di Lula alla parti degli altri governi della regione. Esulta anche il leader cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez, che parla di “vittoria storica” e assicura: “Può il Brasile contare su Cuba nella costruzione di una Patria grande”.

Una diga anti-egemonica

Fonti del Partito dei lavoratori consultate da ilfattoquotidiano.it affermano che, con la vittoria di Lula, il Brasile si afferma come una “diga anti-reazionaria” nella regione. Lo affermano anche analisti politici come Talya Iscan ed Estefanía Veloz, che parlano di “un respiro strategico per i governi progressisti della regione”, come il Messico, e del “consolidamento di un blocco di Paesi che non intende delegare la tutela della sicurezza regionale agli Stati Uniti”. Nei media dell’America Latina si parla anche della “possibilità di battere l’ultradestra” alle urne dopo sette elezioni consecutive vinte dai candidati pro Trump. “Dovrà sedersi a tu per tu con Lula”, ipotizza l’analista in Relazioni internazionali Valeria Silva, mettendo in discussione l’efficacia dei dazi Usa sui prodotti brasiliani in materia di manifattura e beni di consumo (25,5%) e metalli pesanti, acciaio e alluminio (50%) e altre misure coercitive già strumentalizzate da Bolsonaro in campagna elettorale.

Il dibattito negli Usa

Il risultato entra a pieno titolo nel dibattito Usa, dove da alcune settimane si discute sull’impatto dei dazi e di altre misure che spingono il Brasile verso una più stretta alleanza con Cina. Già lo scorso 28 settembre senatori Dem Jeanne Shaheen, Tim Kaine e Peter Welch denunciavano – in una lettera rivolta al segretario di Stato Usa Marco Rubio – la crescente “pressione diplomatica, economica e politica per indebolire le istituzioni democratiche del Brasile in vista dell’elezione presidenziale”. I senatori esortavano l’amministrazione Trump a “riconoscere il risultato” rilasciato dalle urne e “mantenere relazioni diplomatiche con qualsiasi candidato eletto libera e giustamente dal popolo brasiliano”. Monito da prendere sul serio una volta saltato il business plan del mondo Maga nel Paese sudamericano, dal fondo Rockbridge Network (ora sotto inchiesta in Brasile) legato a JD Vance e che puntava a creare un giro di 100 miliardi di dollari nel Paese sudamericano alle terre rare di Serra Verde (Goias) dal valore di 2,8 miliardi di dollari su cui Pechino è già avanti. Respira anche l’Amazzonia, almeno per altri quattro anni.

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Lula pulls off a historic comeback in Brazil and leads the left to victory over Flávio Bolsonaro

26 October 2026 at 07:12

Luiz Inácio Lula da Silva, 80, Brazil’s president and one of the most influential politicians in Latin America this century, achieved the comeback he had been seeking on Sunday. Lula defeated Senator Flávio Bolsonaro, 45, the political heir to the far-right Bolsonaro clan, with 51.7% of the vote to 48.2%, a margin of four million votes. He has become the first president in Brazil’s history to win after losing the first round of a presidential election.

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© Sebastiao Moreira (EFE)

Luiz Inácio Lula da Silva delivers a speech alongside his wife, Rosângela da Silva, after winning Brazil's presidential election on Sunday.

Flávio Bolsonaro Rejects Lula’s Victory, Seeks Annulment

26 October 2026 at 04:15
Flávio Bolsonaro challenges Lula’s reelection in Brazil amid allegations of election-day public transport disruptions.

Brazil’s far-right candidate challenges the election result after voting hours were extended over public transport disruptions.


Brazilian far-right presidential candidate Flávio Bolsonaro has rejected President Luiz Inácio Lula da Silva’s reelection and vowed to seek the annulment of the vote, citing a Supreme Federal Court decision to extend voting hours amid allegations of disruptions to public transport.

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The Superior Electoral Court (TSE) confirmed Lula’s reelection on Sunday. Bolsonaro, however, declared the result unacceptable and announced plans to challenge it in court.

“It is impossible to recognize the election results,” Bolsonaro said. “We will turn to our legal team and request that these elections be annulled.”

Bolsonaro based his challenge on a ruling by Supreme Federal Court Justice Cristiano Zanin, who extended voting by two hours after the Workers’ Party (PT) reported alleged irregularities affecting voter transportation in several cities.

The ruling came shortly before polls were due to close at 5 p.m. Zanin ordered polling stations nationwide to remain open until 7 p.m. Brasília time, citing the seriousness of the allegations and the urgency of the measure.

The PT accused mayors opposed to Lula of failing to comply with electoral court orders requiring municipalities to provide free public transport at full capacity on election day, as they would on a regular working day. The party also called for those responsible for the alleged violations to be caught in the act.

In Salvador, electoral authorities ordered the arrest of Pablo Souza, the city’s mobility secretary, over suspicions that he had withdrawn buses to disadvantage Lula. The northeastern city is governed by União Brasil, a center-right party allied with Bolsonaro. In the first round of the presidential election, Lula received 65% of the vote in Salvador, compared with 27% for Bolsonaro.

Brazilian trade union federations also denounced transport disruptions in several cities on election night and called for immediate action by the authorities.

In a statement, the unions condemned what they described as the deliberate obstruction of eligible voters’ right to participate in the election. They alleged that some cities had reduced their bus fleets despite a Supreme Federal Court order requiring public transport to operate at full capacity on election day.

The disruptions left thousands of people waiting at bus stops, uncertain whether they would reach polling stations in time. In some cases, the unions said, voters were unable to cast their ballots.

Bolsonaro’s campaign also sought an extension of voting hours, according to local media reports. His team requested additional time in cities across São Paulo, Paraná and Santa Catarina states, citing difficulties caused by heavy rainfall.

The dispute recalls the aftermath of the October 2022 presidential election, when Lula defeated Flávio Bolsonaro’s father, Jair Bolsonaro. The former president repeatedly challenged the result and conspired to overturn it.

On Jan. 8, 2023, thousands of his radicalized supporters stormed the Congress, presidential palace and Supreme Federal Court buildings in Brasília. Jair Bolsonaro was subsequently tried and is now serving a 27-year prison sentence for conspiring against Brazil’s democratic order and attempting a coup.

Elezioni Brasile, lancio di oggetti al comizio: ferita consigliera pro-Lula. Il presidente: “E’ la violenza dei bolsonaristi”

25 October 2026 at 15:46

Forse a centrarla in pieno volto è stato un mattone, forse una bottiglia di vetro. Cambia poco. Nelle ore in cui il Brasile è chiamato al voto per eleggere il nuovo capo dello Stato tra l’uscente Luis Ignacio “Lula” da Silva e Flavio Bolsonaro, la consigliera comunale Iara Pimentel, esponente del Partito dei lavoratori (Pt), è stata colpita al viso e ferita durante un’aggressione contro una manifestazione elettorale a sostegno del presidente e candidato della sinistra, sabato sera a Montes Claros, nello Stato di Minas Gerais.

Alcuni video pubblicati sui social media mostrano un gruppo di manifestanti che indossano le maglie della nazionale di calcio brasiliana mentre lanciano oggetti contro il camion con l’impianto audio sul quale sfilava Pimentel insieme ad altri politici. In un altro filmato, la donna appare priva di sensi, con una ferita vicino all’occhio. In sottofondo, un uomo non identificato condanna gli attacchi e dichiara che verranno chiamate le forze dell’ordine. La consigliere ha perso conoscenza ed è stata trasportata d’urgenza in ospedale dove è stata sottoposta a esami e tenuta in osservazione.

Anche il deputato federale Paulo Guedes presente alla manifestazione, è stato bersaglio del lancio di oggetti. Immagini pubblicate sui social network e rilanciate dai media locali mostrano il momento dell’aggressione. Il Partito dei lavoratori di Minas Gerais e altri esponenti politici hanno condannato l’attacco e chiesto che i responsabili siano identificati e perseguiti. Insegnante, Pimentel è stata eletta consigliera comunale nel 2020 e rieletta nel 2024. Si occupa della tutela dei lavoratori dell’istruzione e delle donne vittime di violenza domestica.

“A Montes Claros un gruppo di sostenitori di Bolsonaro che si trovavano in un bar ha lanciato un mattone contro una nostra consigliera – ha commentato Lula uscendo dalla scuola di Sao Bernardo do Campo, nello Stato di San Paolo, dove ha votato -. C’è un’altra notizia di un decesso avvenuto a Corumbá. Una dimostrazione di violenza contro chi vuole la democrazia”, ha concluso Lula. “Non ho mai visto così tante donne, così tanti uomini, così tanti giovani piangere e invocare la democrazia. Il rovescio della medaglia è la violenza che dalla parte del bolsonarismo si sta imponendo alla nazione brasiliana”, ha detto ancora il presidente uscente.

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Perché il “presidenzialismo imperiale” brasiliano rende determinante il ballottaggio Lula-Bolsonaro: iniziativa legislativa, più poteri e intervento nell’economia

25 October 2026 at 08:03

Domenica 25 ottobre in Brasile si vota al secondo turno delle elezioni presidenziali. Il ballottaggio è tra Lula, candidato del Partido dos Trabalhadores (Partito dei Lavoratori) e Flávio Bolsonaro, candidato con il Partido Liberal, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, condannato nel 2025 a oltre 27 anni di carcere per il tentato colpo di Stato del 2023. Se l’elezione del Presidente è già di per sé un evento centrale in ogni democrazia, lo è ancor di più all’interno di un Paese la cui forma di Stato, per una serie di combinazioni storico-sociali, viene definita “presidenzialismo imperiale“. “Questa espressione evidenzia la particolare concentrazione di poteri nella figura del Presidente della Repubblica. In Brasile il Presidente non è soltanto il capo del Governo, ma anche il capo dello Stato, il vertice dell’amministrazione federale e il comandante supremo delle Forze armate”, spiega Rolando Tarchi, professore di diritto costituzionale comparato all’Università di Pisa. “Si tratta di una presidenza molto forte, a cui sono attribuiti importanti poteri di direzione politica, iniziativa legislativa e intervento nell’economia”.

Tuttavia, un presidente forte non ha un potere illimitato: la stessa Costituzione prevede pesi e contrappesi per limitarne la centralità. Dunque, indipendentemente da chi sarà, chi vincerà dovrà fare i conti con una serie di enti e istituzioni che ne controbilanceranno il potere. Primo tra tutti il potere giudiziario: in Brasile negli ultimi anni le pronunce del Supremo Tribunal Federal stanno acquisendo la tendenza a uscire dal mero controllo di costituzionalità delle leggi e a incidere sul funzionamento delle istituzioni. Accanto a esso opera il Tribunale superiore elettorale, che non si limita ad amministrare le elezioni ma giudica anche gli abusi commessi in campagna elettorale. “Le vicende seguite alle elezioni del 2022, culminate nell’assalto alle sedi delle istituzioni a Brasília l’8 gennaio 2023 e nella successiva condanna di Jair Bolsonaro, hanno mostrato quanto il potere giudiziario sia diventato centrale nella difesa dell’ordine costituzionale” spiega il professore. Nonostante la burrascosa storia democratica del Brasile, fatta di colpi di Stato e cambi repentini di regime, è la prima volta che un ex Presidente brasiliano viene condannato per un attentato all’ordine democratico.

Oltre ai rapporti con gli altri poteri dello Stato – tra cui, ovviamente, anche quello legislativo, rappresentato dal Congresso -, il Presidente brasiliano deve relazionarsi con una pluralità di centri territoriali di potere sparsi nel Paese. Il Brasile, infatti, è una federazione composta da 26 Stati, dal Distretto federale e dai Comuni, riconosciuti dalla Costituzione come enti federativi a pieno titolo: molto delle opportunità politiche di governo passa dal rapporto con queste realtà locali. “Il federalismo brasiliano, come in genere quelli latinoamericani, è stato a lungo debole, schiacciato dal centralismo dei regimi autoritari e dalla dipendenza finanziaria degli Stati dal centro” precisa Tarchi, “ma ha recuperato importanza durante la pandemia di Covid-19. Di fronte al negazionismo imposto dalla presidenza Bolsonaro, che minimizzava la gravità del virus e osteggiava le misure di contenimento, governatori e sindaci hanno adottato autonomamente restrizioni e misure sanitarie, e nell’aprile 2020 il Supremo Tribunal Federal ha stabilito che potessero agire in autonomia, senza aspettare il governo federale. Lo Stato di San Paolo, attraverso l’Istituto Butantan, ha avviato la produzione di vaccini e ha spinto il governo federale ad avviare la campagna vaccinale nazionale. In quella fase il federalismo ha funzionato come un vero contrappeso alla Presidenza”.

Ancora più interessante è, però, il sistema dei partiti che funge da contrappeso al potere del Presidente: “Gli studiosi definiscono il modello brasiliano presidencialismo de coalizão, ossia ‘presidenzialismo di coalizione‘. È una formula apparentemente contraddittoria. Il Presidente è eletto per governare personalmente, ma per governare concretamente deve comportarsi, almeno in parte, come il capo di una coalizione parlamentare“. Il motivo di questo modus operandi particolare del presidente brasiliano risiede nella frammentazione del sistema dei partiti – differenza evidente con il caso americano, dove i partiti che si scontrano alle elezioni sono di fatto due, Repubblicani e Democratici. Alla forza giuridica della Presidenza prevista a livello teorico dalla costituzione brasiliana, si contrappone una debolezza politica di fatto, riconducibile proprio alla frammentazione dei partiti: il Presidente deve costruirsi una maggioranza (il più possibile ampia e solida) che gli permetta di governare. Di nuovo Tarchi: “Qui emerge il paradosso. La legittimazione diretta e i forti poteri costituzionali non assicurano una maggioranza politica stabile. Il Presidente può dipendere da accordi mutevoli, concessioni programmatiche, distribuzione di incarichi e negoziati sulle risorse di bilancio. Ne può derivare una minore trasparenza della responsabilità politica: agli elettori non è sempre chiaro quali decisioni dipendano dal Presidente e quali siano il risultato di compromessi imposti dai suoi alleati”.

Nell’ultimo mandato di Jair Bolsonaro (2019-2022) si è visto bene questo meccanismo: pur volendosi presentare come l’uomo fuori dal sistema, come il presidente che si sarebbe tenuto fuori dai meccanismi politici tradizionali, “dovette negoziare con i partiti del Centrão per la formazione delle maggioranze. Nel 2021 affidò a uno dei loro leader la Casa Civil, il cuore politico del governo” racconta Tarchi. Va detto che in Brasile le appartenenze parlamentari sono fluide: “I partiti del Centrão, come la federazione União Progressista, il PSD, i Republicanos o l’MDB, hanno partecipato negli ultimi anni anche al governo Lula. Più che dal voto, le maggioranze sono determinate dalle trattative che seguono il voto” prosegue il professore.

Per questi motivi, le elezioni di domenica prossima si rivelano cruciali per il futuro della vita politica del Brasile. Due gli scenari individuati da Tarchi: “Se il ballottaggio fosse vinto da Lula, si determinerebbe una situazione assimilabile al governo diviso: un Presidente privo di una maggioranza parlamentare omogenea, costretto a negoziare ogni provvedimento con un Congresso in cui i partiti a lui ostili sono maggioritari in entrambe le Camere, con il rischio di paralisi e di un conflitto permanente sul bilancio e sulle nomine. Se invece vincesse Flávio Bolsonaro, la Presidenza potrebbe contare su una maggioranza ampia e politicamente omogenea, vicina, soprattutto al Senato, alle soglie necessarie per modificare la Costituzione“.

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Brasile, ballottaggio sul filo di lana tra Lula e Flavio Bolsonaro: decisivi gli oltre 33 milioni di astenuti al primo turno

25 October 2026 at 08:03

Al primo turno il senatore Flavio Bolsonaro, esponente della destra e figlio dell’ex capo dello Stato Jair, ha ottenuto il 47,03% dei voti validi, contro il 45,16% del leader progressista e presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva, pari a uno scarto di circa 2,2 milioni di preferenze. E oggi 25 ottobre i due candidati vanno al ballottaggio che deciderà il nuovo presidente del Brasile. Sono 158,7 milioni gli elettori chiamati alle urne per scegliere il capo dello Stato per i prossimi quattro anni: i seggi saranno aperti dalle 8 alle 17, ora di Brasilia, dalle 12 e alle 21 in Italia. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura e i primi dati saranno diffusi dalle 17, le 21 in Italia. La legge vieta di diffondere i risultati degli exit poll fino alla chiusura dei seggi. Considerate le urne elettroniche e il fatto che si voti solo per la presidenza a livello nazionale e per i governatori in cinque Stati e nel distretto federale, i primi dati ufficiali, utili a delineare una tendenza, arriveranno ai centri di raccolta dati statali e saranno poi trasmessi a Brasilia nel giro di pochi minuti.

Tuttavia, con una sfida attesa sul filo di lana, alla luce del pareggio indicato dai sondaggi più autorevoli, potrebbe essere necessario attendere i risultati delle ultime sezioni. Per conoscere l’esito bisognerà quindi aspettare i dati ufficiali dello spoglio. Nel 2022, Lula fu dato per matematicamente eletto alle 19.56 locali (le 23.56 in Italia), quasi tre ore dopo la chiusura delle urne. A rendere decisivo il voto saranno anche gli indecisi e gli elettori che non si sono presentati al primo turno: gli astenuti sono stati 33,47 milioni, pari al 21,08% degli aventi diritto. Peseranno inoltre le scelte di chi aveva votato per gli altri candidati, in gran parte di destra, che avevano raccolto complessivamente circa 9,3 milioni di voti. In ballo, dalle elezioni di domenica, c’è il futuro politico del più grande Paese dell’America Latina, ovvero se si unirà alla destra regionale sostenuta dal presidente statunitense Donald Trump oppure rimarrà una roccaforte della sinistra. Un sondaggio dell’istituto Datafolha mostra i due candidati in parità con il 50% delle intenzioni di voto ciascuno, rispetto al vantaggio di quattro punti percentuali di Bolsonaro nei sondaggi pubblicati due settimane fa.

I due rivali – Luiz Inacio Lula da Silva, attuale presidente e icona della sinistra latinoamericana, si gioca tutto. Approdato in politica dal mondo operaio dopo anni di sindacalismo, a 80 anni cerca uno storico quarto mandato non consecutivo. In quelli precedenti al timone del Brasile ha provato a lavorare contro povertà e analfabetismo, per esempio con l’introduzione del programma ‘Bolsa Familia’. Una sua sconfitta di fine carriera implicherebbe anche certificare il passaggio dell’intera America Latina in mano alla destra, con l’eccezione del piccolo Uruguay. Una vittoria di Flavio Bolsonaro, invece, inserirebbe la più grande economia del Sud America nell’ondata di estrema destra che ha già investito il resto del continente, in linea con l’Argentina di Javier Milei, il Cile di Antonio Kast e la Colombia del neo-presidente Abelardo de la Espriella. Bolsonaro Jr., 45 anni, ha un curriculum totalmente diverso da quello dell’avversario. Proviene dalla ‘dinastia’ politica dei Bolsonaro, con il padre Jair che è stato presidente del Brasile dal 2019 al 2022 ed è agli arresti con una condanna a 27 anni per il tentato golpe con cui si tentò di impedire proprio l’insediamento di Lula. La scelta del Brasile avrà impatto, oltre che sulla gestione interna, sulle politiche per l’Amazzonia e sul posizionamento geopolitico del Paese. Flavio Bolsonaro è alleato degli Usa di Donald Trump, mentre Lula si è più volte espresso contro l’ingerenza Usa e ha rafforzato i rapporti con la Cina. La chiave per il ballottaggio sono gli oltre 33 milioni di persone che il 4 ottobre a votare non ci sono andate: si tratta del 21% degli elettori, il più alto tasso di astensione al primo turno dal 1998, ed è su di loro che hanno puntato da subito entrambi i candidati.

Una mossa politica di cui il presidente in carica potrebbe raccogliere i frutti al ballottaggio è il via libera del Senato alla riduzione della settimana lavorativa da 44 a 40 ore, una proposta spinta proprio da Lula e approvata la settimana scorsa. Fra il primo e il secondo turno ha anche denunciato Meta, accusando i suoi algoritmi di favorire Bolsonaro e ottenendo un pronunciamento del tribunale in suo favore. Manifestazioni oceaniche per Lula da una parte e per Bolsonaro dall’altra si sono tenute il 18 ottobre in diverse città del Brasile. Per Lula c’è stata una massiccia discesa in campo di artisti. Oltre all’appoggio di Bad Bunny, che prima del 4 ottobre ha dato l’ok a usare la sua ‘Lo que le pasò a Hawaii’ per un video della campagna di Lula, per il presidente si sono impegnati numerosi musicisti brasiliani. A Rio la spiaggia di Copacabana si è riempita di migliaia di persone per quello che è stato soprannominato ‘Atto per la democrazia’, con il sostegno di cantautori come Caetano Veloso e Chico Buarque. Mentre un’altra icona della musica brasiliana, Gilberto Gil, era sul palco di un altro evento simile a Salvador de Bahía. Dall’altra parte Bolsonaro Jr. e i suoi sostenitori si sono radunati sull’arteria principale di San Paolo, l’Avenida Paulista, con alleati chiave, fra le ripetute richieste di rilascio di Jair Bolsonaro.

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EXCLUSIVO: Eduardo Bolsonaro abriu empresa no Bahrein com passaporte italiano

23 October 2026 at 21:00

Em 30 de janeiro deste ano, Eduardo Bolsonaro postou uma foto com o Príncipe Herdeiro e Primeiro-Ministro do Reino do Bahrein, Sheik Salman bin Hamad Al Khalifa, ao lado do seu irmão, o candidato à presidência Flávio Bolsonaro (PL). Ambos apareciam vestidos nos trajes tradicionais do país. “No mundo árabe, a candora é o equivalente ao terno e gravata. Vestir a roupa tradicional é mais do que estilo, é respeito. Diplomacia se faz com gestos. E gestos constroem confiança, proximidade e resultados reais para Bahrein e Brasil”, escreveu Eduardo, que tem pretensões de assumir o Ministério de Relações Exteriores se seu irmão vencer as eleições no próximo domingo.

Eduardo participava da comitiva oficial do candidato ao lado de Paulo Figueiredo e dos deputados federais Paulo Bilynskyj (PL-SP) e Rodrigo Valadares (União Brasil-SE). A viagem incluiu uma visita ao palácio e um festival de corridas de cavalos promovido pela monarquia.

Mas o que Eduardo não mencionou no post do Instagram é que ele mantinha uma relação bem mais firme com o país.

Uma investigação da Agência Pública constatou que ele manteve uma empresa no Bahrein para realizar atividades de consultoria em gestão. Aberta em 19 de setembro de 2024, a The Next Level LLC funcionou oficialmente por pouco mais de um ano e teve suas atividades encerradas em setembro do ano passado por não ter renovado o registro de companhia limitada. O capital inicial era de cerca de R$ 130 mil.

Um detalhe chama a atenção: o irmão do candidato presidencial Flávio Bolsonaro (PL) registrou a empresa como cidadão italiano. Tanto Eduardo quanto seu irmão Carlos possuem passaporte italiano, fruto dos antepassados dos Bolsonaro na cidade de Anguillara Veneta, no norte do país.

A informação pode ampliar controvérsias em torno do lobby de Eduardo para gerir o Itamaraty e liderar a diplomacia brasileira. E abre dúvidas se ele não teria aberto empresas em outros países como cidadão italiano e não brasileiro.

Eduardo Nantes Bolsonaro, cujo nome, em árabe, aparece no Portal de Registro Comercial (SIJILAT) no Bahrein como ورانوسلوب ستنان ودراودإ, não respondeu aos questionamentos da Agência Pública sobre qual era a finalidade da empresa.

Mas ela foi aberta exatamente no mesmo período em que ele e o irmão Flávio buscavam fundos para viabilizar a realização do filme “Dark Horse”, cinebiografia de Jair Bolsonaro, que recebeu aporte de US$ 13 milhões do banqueiro Daniel Vorcaro. Foi em dezembro de 2024 que Flávio conheceu Daniel Vorcaro em uma reunião online, e nos meses seguintes, até meados de 2025, Fabiano Zettel passou a coordenar o repasse dos valores em parcelas de cerca de US$ 2 milhões. Foi um período de grande mobilização para buscar apoio para o projeto familiar.

Em maio deste ano, o deputado federal Mário Frias Filho (PL-SP), produtor do filme e detentor dos direitos sobre a história de vida de Bolsonaro – como revelou a Pública – acompanhou Eduardo em uma nova viagem até o Bahrein. Realizada entre 12 e 18 de maio, segundo Mário Fias, a visita ocorreu a convite do Conselho de Desenvolvimento Econômico do país (EDB, na sigla em inglês).

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Segundo levantamento da jornalista Juliana Dal Piva na sua coluna no ICL Notícias, Eduardo Bolsonaro esteve ao menos nove vezes no Bahrein desde 2019. Quatro destas viagens ocorreram durante o governo de Jair Bolsonaro. Depois disso, outras três coincidiram com momentos de pressão judicial do STF contra o ex-deputado federal.

Foto mostra Eduardo Bolsonaro, Flávio Bolsonaro e o Sheik Salman bin Hamad Al Khalifa usando turbantes e o tradicional thawb.

A mais recente ocorreu em 8 de outubro, entre o primeiro e o segundo turno das eleições. Ele voltou a visitar o palácio e a se encontrar com o Sheikh Salman bin Hamad Al Khalifa, além do ministro de economia e finanças, para discutir cooperação econômica e comercial. 

As fotos foram feitas no mesmo dia em que o ministro do STF Alexandre de Moraes decretou sua prisão pelo crime de coação no curso do processo, devido ao lobby realizado junto ao governo Trump por retaliações contra o Brasil. Alexandre mandou ainda cancelar os passaportes de Eduardo. 

O ex-deputado, foragido da justiça brasileira, usou seu passaporte italiano para entrar no país e postou vídeos xingando o ministro do STF e passeando pelo aeroporto do Bahrein e dos EUA livremente.

Operation Comeback: Rhian and Julia’s push to deliver victory for Lula and Brazil’s left

23 October 2026 at 09:31
Julia de Oliveira Szöke and Rhian Silva, history students at the University of São Paulo (USP), campaigning for Lula to win, this Wednesday at the faculty.

They went into the first round of Brazil’s presidential election full of optimism. They were enormously confident that the veteran Luiz Inácio Lula da Silva would secure a first-round victory. In fact, even an outright win did not seem far-fetched to them. But election night on October 4 ended in colossal disappointment for 23-year-old Rhian Silva, for Julia de Oliveira Szöke, 25, both history students, and for the Brazilian left as a whole. Shocked, Silva allowed himself only a brief period of mourning before springing into action after Lula called for mass mobilization.

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Flávio Bolsonaro visita o pai em Brasília na véspera de debate com Lula na TV Globo

22 October 2026 at 15:20

A poucos dias do segundo turno das eleições presidenciais, Flávio Bolsonaro (PL) esteve com o pai, Jair Bolsonaro, na manhã desta quinta-feira (22), em Brasília. O senador, que disputa a Presidência da República, chegou pouco antes das 8h ao condomínio Solar de Brasília, no Jardim Botânico, onde o ex-presidente cumpre prisão domiciliar.

O encontro durou aproximadamente uma hora. Flávio deixou o local sem falar com jornalistas e não comentou o motivo da visita.

A reunião ocorreu um dia antes do debate entre o candidato do PL e o presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), marcado para sexta-feira (23), na TV Globo. O confronto televisivo está previsto para três dias antes do segundo turno.

Esta é a terceira vez que pai e filho se encontram desde o fim da restrição de 90 dias às visitas a Jair Bolsonaro, determinada pelo ministro Alexandre de Moraes, do Supremo Tribunal Federal (STF).

Condenação de Jair Bolsonaro e compromissos de Flávio

O ex-presidente foi condenado pelo STF, em 2025, a 27 anos e três meses de prisão por tentativa de golpe de Estado. Desde agosto do ano passado, ele está preso e cumpre prisão domiciliar no Distrito Federal.

A agenda oficial de Flávio Bolsonaro indica que ele permanece em Brasília nesta manhã, sem compromissos públicos previstos. Para a noite, o senador tem uma transmissão ao vivo marcada para as 19h.

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Lula da Silva loosens the purse strings at the end of the campaign for Brazil’s tight election

21 October 2026 at 15:35

Twenty million families living in poverty will begin receiving extra cash this week, just days before the runoff in Brazil’s closely contested presidential election. The 15% increase in payments from Bolsa Família (the Workers Party’s flagship anti-poverty program) that President Luiz Inácio Lula da Silva announced in September, shortly before the first round of voting, is reaching the pockets of the neediest just ahead of Sunday’s runoff vote.

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© Ricardo Rimoli (EFE)

Lula displays a skateboard during a rally Tuesday in Porto Alegre.
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