The Egyptian Parliament on Monday voted to give President Abdel Fattah el-Sisi the authority to deploy troops to Saudi Arabia, where they would help the kingdom repel attacks from the Iran-backed Houthi insurgents of Yemen.
Lasciando l’assemblea di Sud Chiama Nord, ‘l’Italia dei territori’, il presidente del Senato Ignazio La Russa è tornato sulla vicenda della querela nei confronti della storica Michela Ponzani a seguito della polemica sulla sua ricostruzione relativa alla presenza di La Russa in scontri di piazza a Milano nel 1973: “Ho visto che ha fatto marcia indietro la Ponzani. Io non ho nemmeno partecipato alla manifestazione non autorizzata ammesso che tale fosse”.
”Ci penserò”, ha poi aggiunto il presidente La Russa, rispondendo ancora a chi gli chiedeva se avesse intenzione di ritirare la querela. “A dire il vero è professoressa a contratto, per questo non l’ho chiamata professoressa, altrimenti avrei dovuto dire professoressa a contratto… e poi l’ho chiamata signora, non mi sembra offensivo, ha detto che non vuole che io ritiro“.
“Noi capimmo subito essere quella una giornata trappola per creare incidenti, che l’Msi cercò di evitare in tutti i modi. E non potete neanche immaginare cosa rappresentò per l’Msi la morte di un agente di polizia, a margine di una sua manifestazione. Quelle foto che si vedono sono state fatte in Corso Monforte, non dove avvennero ahimè i contatti con quelle conseguenze drammatiche” della morte del poliziotto, ha sottolineato La Russa.
Turkey may raise as many objections as it wants, but Greece is determined to proceed with the submarine cables for the Crete-Cyprus electricity interconnector, known as the Great Sea Interconnector (GSI) as scheduled. On Tuesday morning, the French-flagged offshore support vessel “Abeille Marengo” arrived at the port of Heraklion in Crete. From there it will […]
A fronte dell’espandersi dell’autoritarismo e di minacce ibride sempre più complesse, la stretta collaborazione tra Europa e Taiwan è di fondamentale importanza, non solo per rafforzare la resilienza democratica, ma anche per salvaguardare i valori condivisi e affrontare le sfide emergenti in ambito di sicurezza. Sono le conclusioni della dichiarazione finale della Conferenza annuale del Formosa Club 2026, tenutasi a Taipei, forum giunto al secondo anno di vita, alla presenza di 49 parlamentari europei e 19 parlamenti nazionali europei, a dimostrazione del loro sostegno a Taiwan.
Si tratta di una piattaforma fondamentale per promuovere la libertà, lo Stato di diritto, la resilienza democratica e un ordine internazionale basato su regole, in un contesto caratterizzato da crescenti pressioni autoritarie e minacce ibride (tra virgolette, la Cina). Perché l’Ue ha tutto l’interesse a spingere verso tale partnership? “Taiwan è un presidio di modernità, valori comuni di diritti e democrazia, resistenza e resilienza, straordinaria capacità produttiva globale nei semiconduttori, impegnata nelle grandi sfide dell’IA, ma soprattutto frontiera della libertà. L’Italia non può che esserle al fianco”, dice a Formiche.net il vicepresidente della commissione Esteri/Difesa del Senato, Roberto Menia (FdI), raggiunto telefonicamente a Taipei, dove partecipa all’annuale conferenza.
Il riferimento è ad una cooperazione, quella tra Europa e Taiwan, che si sta focalizzando su settori nevralgici come le catene di approvvigionamento resilienti, l’innovazione democratica, l’uso dell’intelligenza artificiale, dei droni, dei sistemi a pilotaggio remoto, fino ad un ambito ormai imprescindibile come i semiconduttori avanzati. In questa direzione l’appuntamento di Taipei ha ribadito alcuni punti fissi.
Primo, l’Europa sostiene Taiwan per la gestione dei rischi relativi ai cavi sottomarini internazionali, lanciata dal ministro degli Esteri Lin Chia-lung. “Si tratta, come è noto, di arterie vitali per Nazioni ed economie digitali – aggiunge Menia – ragion per cui la cooperazione tra Europa e Taiwan va allargata ad una serie di micro settori interconnessi, come condivisione delle informazioni, riforme sistemiche, sviluppo delle conoscenze e consapevolezza del dominio marittimo. Abbiamo l’obbligo di far procedere questa alleanza su un binario preferenziale, anche a causa del diffondersi di minacce ibride sempre più complesse”.
Il Forum ha acceso un fascio di luce, a tal proposito, su un provvedimento legislativo adottato dalla Cina, ovvero la “Legge sulla promozione dell’unità e del progresso etnico”, su cui ci sono state due risoluzioni del Parlamento europeo (il 30 aprile 2026 e il 7 ottobre) che hanno condannato le disposizioni extraterritoriali di tale legge, definendole una forma di repressione transnazionale. Secondo, le attività condotte contro Taiwan nella cosiddetta “zona grigia” abbracciano svariate forme di interferenza ibrida, come la disinformazione e le pressioni di carattere militare fatte nello Stretto di Taiwan. Terzo, la Risoluzione 2758 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite non definisce lo status di Taiwan e non preclude la partecipazione significativa di Taiwan a organizzazioni e meccanismi internazionali, per cui il Forum sostiene che la partecipazione internazionale di Taiwan, laddove le sue competenze possano offrire un contributo alla comunità internazionale, sia da perseguire in maniera decisa.
“L’Italia – conclude il senatore di FdI – è consapevole del ruolo di Taiwan nello scacchiere economico e geopolitico, d’altronde siamo dinanzi ad una fase caratterizzata da policrisi, come ripetuto spesso dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Roma sta tessendo con Taipei una tela fatta di amicizia, rispetto e condivisione di progetti industriali e obiettivi politici, così come il governo ha fatto sin dal suo insediamento con la grande attenzione verso l’Indopacifico”.
Per anni è stato ripetuto a reti unificate che la Corea del Nord fosse un paese a fine corsa, ormai sull'orlo del collasso. Una sorta di anomalia storica destinata a svanire non appena le sanzioni avessero stretto irrimediabilmente il cappio al collo di Pyongyang. Eppure, la Corea popolare è ancora a testa alta. Non solo è ancora in piedi, ma sta dettando i suoi tempi di crescita e ritorno sulla ribalta internazionale.
Mentre le capitali occidentali si affannavano a prevederne la fine, Pyongyang ha lavorato in silenzio, trasformando l'assedio in una forma di sovranità assoluta. La narrazione dominante parla di isolamento, ma la realtà dei fatti ci mostra una storia diversa. Una storia di alleanze strategiche ridefinite, di un'economia che ha imparato a respirare nonostante i blocchi e di una presenza sulla scena globale che oggi non può più essere ignorata o liquidata come una semplice eccentricità.
La Repubblica Popolare Democratica di Corea ha capito per prima una verità che l'Occidente si ostina a non accettare: il mondo unipolare è finito. E in questo nuovo scenario multipolare, chi possiede la propria autonomia energetica, alimentare e militare non è un reietto, ma un interlocutore necessario.
Questa analisi vuole andare oltre la superficie delle parate militari e dei titoli sensazionalistici. L’obiettivo è quello di osservare e provare a descrivere con occhi liberi da pregiudizi come un paese abbia saputo riscrivere il proprio destino, trasformando le proprie vulnerabilità in leve di potere e candidandosi a pieno titolo tra i protagonisti del mondo in ascesa a trazione eurasiatica. Non c'è bisogno di cercare scuse o aggiustare il tiro con moralismi di facciata. Basta guardare i fatti. La Corea del Nord ha scelto la propria strada e, contro ogni previsione, quella strada la sta portando dritta al centro della nuova geografia multipolare.
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L’Europa cerca di proteggersi dalle auto cinesi con dazi e accordi. Ma se manca una strategia industriale, ridurre le importazioni non ne fermerà l’avanzata. Sarà solo una difesa dei margini dei costruttori, a scapito di occupazione e consumatori.
Sono otto in tutto le persone arrestate per l’aggressione al 34enne MarioSpedaliere avvenuta domenica, al termine della partita tra Puteolana e Portici, valida per il campionato di Eccellenza Campania. Cinque sono maggiorenni e tre minori. A tutti viene contestato il reato di rissa aggravata. Tra gli arrestati in flagranza differita c’è anche un 19enne ritenuto colui il quale, con una mazza di legno, ha sferrato un colpo alla testa che ha ferito gravemente il 34enne tifoso del Portici. Il giovane ha confessato: deve rispondere anche di lesioni gravissime.
All’individuazione del 19enne si è giunti grazie alle testimonianze rese dai tifosi del Portici e alle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Il giovane ha anche indicato il luogo dove dopo il raid ha nascostoil bastone adoperato per colpire il 34enne che è stato trovato e sequestrato dai carabinieri. Tra gli arrestati c’è anche un tifoso del Portici, amico di Spedaliere. Le indagini coordinate dalla Procura di Napoli e dalla Procura dei minorenni di Napoli sono state condotte dal commissariato e dai carabinieri di Pozzuoli. Gli arresti in flagranza differita nei confronti dei tre minorenni coinvolti nella rissa sono i primi dopo il decretosicurezza del 23 ottobre scorso, che prevede la flagranza differita sui minori.
La vittima è ricoverata in rianimazione all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico. La prognosi è strettamente riservata. Gli scontri sono avvenuti all’esterno dello stadio Domenico Conte, dopo il match vinto per 2-0 dalla squadra ospite. Secondo quanto si apprende, il 34enne sarebbe stato aggredito nei pressi degli imbocchi della Tangenziale, mentre stava facendo rientro a casa. “I medici non ci hanno dato speranze, non si può rischiare la vita per una partita di pallone”, ha dichiarato la sorella di Spedaliere in un video diffuso sui social anche dalla squadra del Portici.
La vittoria elettorale è arrivata domenica, il conto finanziario il giorno successivo. In Brasile, la rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva ha provocato una violenta reazione dei mercati: la Borsa di San Paolo ha perso quasi il 14% e il real ha subito una delle peggiori svalutazioni degli ultimi decenni.
Dietro questi numeri non c’è soltanto la delusione degli investitori che avevano scommesso su un cambio di governo. C’è una questione più profonda: come finanziare la spesa pubblica, sostenere la crescita e contenere il debito senza soffocare famiglie e imprese con interessi elevati?
È la sfida economica del quarto mandato di Lula, ma anche il motivo per cui il risultato delle elezioni brasiliane interessa chi investe nei mercati emergenti e le aziende europee che operano in Sud America.
Elezioni Brasile 2026, perché la vittoria di Lula ha sorpreso i mercati
Il ballottaggio del 25 ottobre ha consegnato a Lula il 51,79% dei voti, contro il 48,21% di Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair. Il risultato è stato confermato dal Tribunale superiore elettorale brasiliano.
La sorpresa nasce dal primo turno, quando Bolsonaro aveva preceduto Lula, alimentando sui mercati aspettative di politiche più favorevoli al contenimento della spesa. Si era aperto anche il dibattito sulle conseguenze di una possibile vittoria di Bolsonarosull’accordo tra Unione europea e Mercosur.
Gli investitori avevano acquistato azioni brasiliane e real anticipando quello scenario. La vittoria di Lula li ha costretti a rivedere rapidamente le proprie posizioni.
Il crollo non rappresenta necessariamente una bocciatura definitiva dell’economia brasiliana: riflette anche lo smontaggio delle scommesse finanziarie costruite nelle settimane precedenti.
Borsa brasiliana in caduta, il real perde oltre l’8%
La seduta di lunedì 26 ottobre è stata particolarmente turbolenta.
L’indice Ibovespa, principale riferimento della Borsa brasiliana di San Paolo (B3), che misura l’andamento delle azioni più rappresentative e liquide del mercato, ha chiuso in ribasso del 13,9%, dopo che le contrattazioni erano state temporaneamente sospese al raggiungimento della soglia di perdita del 10%.
Il real ha ceduto circa l’8,1% nei confronti del dollaro, con il cambio arrivato intorno a 5,415 real per dollaro. Durante gli scambi aveva superato anche quota 5,60.
Le vendite hanno interessato, inoltre, i titoli di Stato brasiliani, soprattutto quelli a lunga scadenza.
La reazione ha coinvolto anche il Tesoro brasiliano, che ha annullato le aste ordinarie di titoli indicizzati all’inflazione e a tasso fisso previste per il 27 e il 29 ottobre.
Debito pubblico e tassi: il vero problema del Brasile
Per comprendere le preoccupazioni degli investitori bisogna guardare ai conti pubblici.
Secondo l’analisi di J.P. Morgan Private Bank, ad agosto il debito pubblico lordo brasiliano aveva raggiunto l’82,9% del PIL.
La banca centrale brasiliana mantiene, inoltre, il tasso Selic, il principale tasso di interesse di riferimento del Paese, utilizzato per orientare il costo del denaro e controllare l’inflazione, al 13,75% annuo: un livello elevato, che rende particolarmente oneroso finanziare investimenti e consumi.
Lula intende preservare i programmi sociali e sostenere la domanda interna. Il problema consiste nel conciliare questi obiettivi con la necessità di stabilizzare il debito.
Se gli investitori percepiscono un rischio maggiore, chiedono rendimenti più elevati per acquistare obbligazioni brasiliane.
Più alti sono gli interessi sul debito, maggiori diventano le risorse pubbliche necessarie per pagarli. Si restringe così lo spazio disponibile per infrastrutture, istruzione e servizi.
Chi perde e chi può guadagnare dalla svalutazione del real
La svalutazione del real brasiliano non produce gli stessi effetti su tutta l’economia. Per alcune imprese può rappresentare un vantaggio competitivo, mentre per altre si traduce in maggiori costi e margini di guadagno più ridotti.
Le famiglie rischiano di pagare di più i prodotti importati, con possibili ripercussioni sull’inflazione. La situazione è particolarmente delicata per le aziende indebitate in valuta estera: se il real perde valore, servono più reais per rimborsare lo stesso debito in dollari, salvo adeguate coperture valutarie.
Al contrario, gli esportatori possono beneficiare di un cambio più favorevole, soprattutto quando incassano in dollari e sostengono parte dei costi in valuta locale.
Per chi investe dall’Italia, il rischio valutario merita particolare attenzione. Un’azione brasiliana può mantenere invariato il proprio prezzo in real e generare, comunque, una perdita quando il capitale viene riconvertito in euro.
Lula tra Washington, Pechino e un Congresso conservatore
La crisi finanziaria si inserisce in un quadro geopolitico complesso.
Lula governerà con un Congresso orientato prevalentemente a destra, che potrà limitare o modificare diversi interventi economici.
Sul piano internazionale, il Brasile deve preservare i rapporti commerciali con la Cina, principale acquirente delle sue esportazioni, e gestire le tensioni con gli Stati Uniti.
La vittoria di Lula rappresenta, inoltre, una discontinuità rispetto alla recente avanzata delle destre latinoamericane.
Per l’Italia, il rischio riguarda, soprattutto, l’esposizione valutaria delle imprese che operano sul mercato brasiliano e gli investimenti finanziari denominati in real. Per gli investitori conta anche la fiscalità: dal 2026 sono cambiate le regole sulla tassazione dei dividendi provenienti dal Brasile.
Non significa che gli scambi commerciali debbano necessariamente diminuire. Molto dipenderà dalla durata della svalutazione e dalle future decisioni economiche.
Cosa succede adesso e quali segnali osservare
Il primo vero banco di prova per Lula sarà la scelta dei responsabili della politica economica e la definizione del bilancio pubblico per il 2027.
Due passaggi decisivi per capire se il nuovo governo riuscirà a conciliare le promesse sociali con la necessità di tenere sotto controllo il debito e riconquistare la fiducia degli investitori.
Il Brasile non è improvvisamente diventato un’economia senza prospettive. Resta una grande potenza agricola, mineraria ed energetica, con un mercato interno di dimensioni rilevanti.
La rielezione di Lula, però, ha riportato al centro una domanda decisiva: chi sosterrà il costo dell’equilibrio tra protezione sociale, crescita economica e sostenibilità del debito?
Per famiglie, imprese e investitori, la risposta conterà molto più del risultato di una singola seduta di Borsa.
Os cidadãos estrangeiros representam menos de 4% do total de beneficiários do Rendimento Social de Inserção (RSI), disse hoje a secretária de Estado da Segurança Social, negando que estas pessoas sejam um problema para o sistema de apoio.
“Vale a pena recordar que o peso dos estrangeiros enquanto beneficiários do RSI é de menos de 4%. Em cada 100 beneficiários do RSI, 96 são cidadãos portugueses”, afirmou Filipa Lima, ao ser ouvida no âmbito da apreciação, na generalidade, da proposta de lei do Orçamento do Estado para 2027 (OE2027), juntamente com a restante equipa do Ministério do Trabalho, Solidariedade e Segurança Social.
Em resposta a perguntas da bancada do partido Chega, a secretária de Estado adiantou que há atualmente 6.500 pessoas estrangeiras a receber o RSI, em cerca de 190 mil beneficiários.
Segundo a governante, do conjunto de pessoas estrangeiras que recebe o RSI, uma em cada três são cidadãos ucranianos que chegaram em Portugal em 2022.
Filipa Lima referiu que nesse ano chegaram a Portugal cerca de 10 mil pessoas, e que atualmente esse número desceu para “pouco mais de 2.400” cidadãos ucranianos.
“Portanto, não, senhores deputados, os cidadãos estrangeiros não são um problema no caso do RSI e também não o serão no caso da PSU [Prestação Social Única] ”, afirmou a secretária de Estado, referindo-se ao facto de o RSI ser uma das prestações que será agregada na nova prestação social.
Segundo Filipa Lima, os deputados “misturaram uma série de ideias que não correspondem totalmente à verdade” e aproveitou para “clarificar” que o RSI é uma prestação do regime não contributivo e que, por isso, “não faz qualquer sentido exigir contribuição para a segurança social para este tipo de apoio”,
“Aquilo que nós já fazemos é exigir, para os cidadãos estrangeiros, residência [no país] superior a um ano”, apontou.
Já no que diz respeito ao regime contributivo, a secretária de Estado aproveitou para adiantar que entre janeiro e junho de 2026, com base nos dados do Instituto da Segurança Social, há uma média de 914 mil contribuintes estrangeiros por mês, registando-se mensalmente 15 mil novos inscritos, que contribuem, em média, com cerca de 412 euros mensais.
“Relativamente às prestações, estamos a falar de cerca de 205 mil beneficiários por mês, com uma prestação mensal média de 349 euros. Em termos acumulados, temos para as contribuições, até agosto, mais de 3 mil milhões de euros de contribuições pagas à Segurança Social, um crescimento de 13,7% e do lado das prestações, 563 milhões de euros, um crescimento de 2,3%”, referiu Filipa Lima.
Lionel Messi recebeu um presente especial das mãos de João Paulo Sampaio, coordenador da base do Palmeiras.
Nesta segunda-feira (26), em meio a disputa da Messi Cup, torneio sub-16 que está sendo realizado em Miami, o dirigente entregou uma camisa do Palmeiras. Trata-se da edição especial em homenagem a Itália, campeã do mundo em 2006.
Coordenador das categorias de base do Verdão, João Paulo Sampaio presenteou Lionel Messi com nosso manto, em Miami (EUA), onde está sendo disputada a Messi Cup! https://t.co/Am7SCEylrQ
A disputa da Messi Cup segue a todo vapor, e o Palmeiras já venceu na primeira rodada. E não foi qualquer adversário, nada mais, nada menos que o Barcelona. Agora, restam duelos com Newell’s Old Boys e Arsenal para definir quem avança à semifinal.
A Messi Cup também tem o Flamengo como representante brasileiro.
È il giorno del Pallone d’Oro 2026. A Londra, in occasione della 70ª edizione del premio organizzato da France Football, vengono svelate progressivamente le posizioni dei 30 candidati. Lautaro Martinez chiude al 22° posto, Vitinha al 14°, Vinicius Jr al 17° e Jude Bellingham all’11°. Harry Kane, Kylian Mbappé e Lamine Yamal sono tra i principali favoriti per la vittoria finale.
Pallone d’Oro 2026, la classifica ufficiale in aggiornamento: tutte le posizioni annunciate
11° – Jude Bellingham (Real Madrid)
12° – Pau Cubarsí (Barcellona)
13° – Achraf Hakimi (Paris Saint-Germain)
14° – Vitinha (Paris Saint-Germain)
15° – Declan Rice (Arsenal)
16° – Ferran Torres (Paris Saint-Germain)
17° – Vinicius Jr (Real Madrid)
18° – Marc Cucurella (Real Madrid)
19° – João Neves (Paris Saint-Germain)
20° – Willian Pacho (Paris Saint-Germain)
21° – Gabriel Magalhães (Arsenal)
22° – Lautaro Martínez (Inter)
23° – Nuno Mendes (Paris Saint-Germain)
24° – Luis Díaz (Bayern Monaco)
25° – Marquinhos (Paris Saint-Germain)
26° – Dayot Upamecano (Bayern Monaco)
27° – Bruno Fernandes (Manchester United)
28° – Julián Quiñones (Al-Qadsiah)
29° ex aequo – William Saliba (Arsenal)
29° ex aequo – Sadio Mané (Al-Nassr)
Pallone d’Oro 2026, Top 10: ecco i dieci nomi ancora in corsa
Sono dieci i calciatori che attendono di conoscere il proprio piazzamento. Harry Kane, Kylian Mbappé e Lamine Yamal figurano tra i favoriti, ma restano in corsa anche Lionel Messi, Erling Haaland e il vincitore uscente Ousmane Dembélé.
Ecco i dieci calciatori della top ten, in ordine alfabetico e non di classifica:
Ousmane Dembélé (Paris Saint-Germain)
Erling Haaland (Manchester City)
Harry Kane (Bayern Monaco)
Khvicha Kvaratskhelia (Paris Saint-Germain)
Kylian Mbappé (Real Madrid)
Lionel Messi (Inter Miami)
Michael Olise (Bayern Monaco)
Rodri (Barcellona)
Fabián Ruiz (Paris Saint-Germain)
Lamine Yamal (Barcellona)
Le posizioni dal 10° al 1° posto sono ancora da annunciare.
Lauréat du Ballon d'Or en 1991, Jean-Pierre Papin estime que Lionel Messi, qui a déjà remporté le trophée huit fois, est très loin d'en mériter un neuvième à l'issue de la cérémonie ayant lieu à Londres ce lundi 26...
Un operaio di 51 anni è morto in un’azienda agricola di Brindisi, schiacciato da un macchinario che stava trasportando. L’incidente sul lavoro è avvenuto nelle campagne tra il capoluogo adriatico e San Pietro Vernotico. Sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, ma i tentativi di rianimare l’uomo di Cellino San Marco sono stati vani.
La dinamica dell’incidente è ancora da chiarire e sul posto è intervenuto anche il personale del servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro (Spesal) per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza e accertare eventuali responsabilità.
Sabato mattina, all’interno del Safaripark Beekse Bergen nei Paesi Bassi, una guardiana cinquantenne con venticinque anni di esperienza è entrata nel recinto di due leopardi persiani maschi mentre l’area, per un errore di procedura non ancora chiarito, era accessibile anche ai felini. La violazione del rigido protocollo di sicurezza — che impone l’assoluta separazione fisica tra personale umano e predatori — si è tradotta in un attacco immediato. I colleghi, allertati dalle richieste di soccorso lanciate dalla vittima stessa via walkie-talkie, si sono precipitati nella struttura trovando la donna, cosciente ma in condizioni gravissime, con traumi critici e profondi alla testa e al collo.
La tragedia si è consumata nella mattinata di sabato. La vittima, che lavorava nella struttura da quando aveva 17 anni e operava nel settore dei grandi predatori da ormai otto anni, stava eseguendo il suo turno in solitaria nell’area che ospita due esemplari maschi di leopardo persiano. Improvvisamente, la situazione è precipitata. I colleghi inorriditi hanno udito le sue disperate grida d’aiuto risuonare attraverso i walkie-talkie in dotazione.
Precipitati sul posto, hanno trovato la donna all’interno del recinto dei felini con ferite devastanti alla testa e al collo. Immediato l’intervento dei soccorsi: la zookeeper, seppur gravemente ferita, era ancora cosciente quando è stata caricata sull’eliambulanza e trasportata d’urgenza in ospedale. “La donna è stata immediatamente operata”, ha confermato un portavoce del parco, precisando che, sebbene l’intervento sia tecnicamente riuscito e la paziente abbia superato la prima notte, le sue condizioni rimangono “preoccupanti” e le speranze di recupero ridotte al lumicino. “Siamo naturalmente e profondamente addolorati da questa notizia e stiamo facendo tutto il possibile per supportare la sua famiglia, i colleghi e le persone a lei care”.
Oggi va in scena la serata di gala più importante del mondo calcistico: si celebra infatti la 70esima edizione del Pallone d’Oro, il premio personale più ambito dai giocatori di calcio. Quest’anno la cerimonia si tiene eccezionalmente a Londra anziché a Parigi: France Football, la rivista francese che assegna il riconoscimento, ha voluto omaggiare Stanley Matthews, leggenda del calcio inglese e primo vincitore del premio nel 1956.
Come sempre l’élitedel calcio si ritroverà all’interno dello stesso teatro per una serata che assegnerà il premio di miglior giocatore del 2026. Kane e Yamal sembrano partire davanti a tuti, ma nulla è scontato: è uno dei Pallonid’oro più incerti degli ultimianni. Curiosità: contemporaneamente, alle 20:45, si giocherà la sfida tra Psg e Lione, spostata da domenica alle 20:45 a lunedì sera per motivi di ordinepubblico legati alle manifestazioni in programma a Parigi. Già l’anno scorso successe con il vincitore OusmaneDembele, che però era infortunato e quindi partecipò alla cerimonia senza problemi.
Pallone d’oro 2026, i favoriti: Kane e Yamal davanti a tutti, poi i Psg e Messi
Ma chi sono i candidati al Pallone d’Oro? E chi tra loro è favorito? I nominati più importanti sono sicuramente Kylian Mbappé, ancora in cerca di questo prezioso riconoscimento nonostante sia da anni una delle principali stelle del calcio mondiale, Lionel Messi, che, nonostante i suoi otto Palloni d’Oro in bacheca (record di sempre), si guadagna l’ennesima candidatura a quasi 40 anni dopo aver portato l’Argentina in finale ai mondiali, Rodri, vincitore del premio nel 2024 e capitano della Spagna campione del mondo.
E poi i vari Dembelé, Fabian Ruiz, Marquinos, Vitinha, e Hakimi, stelle del Paris Saint-Germain campione d’Europa per la seconda volta di fila e reduci da ottimi risultati con le proprie nazionali ai mondiali. Per esempio Fabian Ruiz, ex Napoli, è stati anche vincitore della coppa del mondo con la Spagna da protagonista. Ma c’è un altro giocatore del Paris Saint-Germain che ha indossato anche la maglia partenopea e che potrebbe alzare l’ambitissimo premio in virtù delle grandiose prestazioni offerte durante tutto il percorso in Champions League: stiamo parlando di Khvicha Kvaratskhelia, purtroppo recentemente infortunatosi gravemente al ginocchio, tra i favoriti di questa edizione. L’unico giocatore candidato che attualmente gioca in Serie A è Lautaro Martinez, capitano dell’Inter con cui ha nettamente vinto il campionato italiano, e finalista al mondiale con l’Argentina.
Tuttavia, sono Harry Kane e Lamine Yamal quelli che, secondo i bookmakers, si contenderanno il Pallone d’Oro 2026. Il primo, leggermente favorito, è universalmente riconosciuto come uno degli attaccanti più completi attualmente in azione, e la scorsa stagione è stato protagonista sia nella vittoria delle Bundesliga con il Bayern Monaco che nella cavalcata dell’Inghilterra ai mondiali, interrotta solo da una pazza rimonta dell’Argentina in semifinale. Il secondo, invece, è senza dubbio il presente e il futuro del calcio mondiale: nonostante gli appena 19 anni è uno dei fantasisti più forti in circolazione e il suo contributo è stato determinante sia nella vittoria della Liga con il Barcellona, sia nella conquista del mondiale con la Spagna.
Capitolo Pallone d’Oro femminile. Qui la lotta è apertissima: i nomi più importanti sono quelli di Ewa Pajor (33 gol e 7 assist con il Barcellona), Caroline Graham Hansen (18 gol e 16 assist con il Barcellona), Alessia Russo (29 gol e 10 assist con l’Arsenal, arrivata terza nelle votazioni finali della scorsa edizione), e Vivianne Miedema (14 gol e 5 assist con il Manchester City, che ha condotto alla vittoria della Women’s Super League), oltre alla fuoriclasse del Barcellona e della nazionale spagnola Alexia Putellas, che forte del suo quadruple (Liga F,Supercoppa, Copa de la Reina e Champions League) è la principale candidata per vincere il suo terzo Pallone d’Oro. Tra l’altro l’ultima vincitrice dell’ambito riconoscimento è Aitana Bonmatí, anche lei calciatrice del Barcellona e della nazionale spagnola, e anche lei nel 2025 ha vinto il suo terzo Pallone d’Oro (nel suo caso, però, erano addirittura consecutivi).
Pallone d’oro 2026, orario e dove vedere in tv e streaming (anche in chiaro)
La cerimonia di premiazione del Pallone d’oro 2026 sarà trasmessa questa sera dalle 21 in diretta gratuita da Dazn, con un pre-cerimonia dalle 20 alle 21 con Alessio Di Giuseppe in collegamento dal London Palladium Theatre di Londra. A condurre la serata saranno Thierry Henry, ex attaccante francese e secondo classificato al Pallone d’Oro 2003, e Kate Scott, giornalista e conduttrice britannica.
Al via un’opportunità d’inserimento nei ranghi dell’Arma dei Carabinieri: il Ministero della Difesa ha indetto il primo concorso straordinario per 400 Marescialli Ispettori, riservato a cittadini già in possesso di diploma di laurea. Con un apposito avviso della Direzione Generale per il Personale Militare, i termini per l’invio delle candidature sono stati prorogati fino al 9 novembre.
La selezione rappresenta un’occasione per giovani laureati e militari già in servizio che intendono accedere direttamente al ruolo degli ispettori, assumendo funzioni di responsabilità e coordinamento operativo. L’immissione avverrà previa frequenza di un corso formativo straordinario della durata non inferiore a sei mesi.
Come sono divisi i posti messi a bando
I 400 posti sono suddivisi in base alle specifiche esigenze dell’Arma e comprendono riserve per categorie tutelate:
390 posti destinati ai cittadini italiani in possesso dei requisiti generali e dei titoli di studio richiesti;
10 posti riservati ai candidati in possesso dell’attestato di bilinguismo (livello B2) riferito alla provincia autonoma di Bolzano.
Della totalità delle unità di personale oggetto della selezione pubblica, 98 saranno riservate ai coniugi e ai figli superstiti del personale delle Forze Armate o di Polizia deceduto in servizio, ai diplomati delle Scuole militari e agli assistiti degli Enti di assistenza per orfani dei militari.
Nell’ambito del contingente generale, 16 vincitori saranno avviati alla formazione specialistica per l’impiego nella tutela forestale, ambientale e agroalimentare.
Requisiti di partecipazione
I candidati che intendono presentare domanda devono possedere i seguenti requisiti:
cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
età compresa tra i 18 e i 28 anni non compiuti, limite non applicabile al personale dell’Arma con tre anni di anzianità;
possesso di una laurea triennale tra quelle indicate nell’allegato al bando, afferenti alle aree scientifico-tecnologica, umanistico-sociale, sanitaria e ambientale;
condotta incensurabile, idoneità fisica, psichica e attitudinale e assenza di condanne per delitti non colposi;
per i militari in servizio nell’Arma dei Carabinieri, assenza di sanzioni disciplinari gravi o giudizi negativi nell’ultimo biennio.
Nonostante la proroga del bando al 9 novembre, chi intenderà presentare istanza d’interesse dovrà possedere i requisiti entro il 30 ottobre, il primo termine di chiusura della raccolta delle adesioni.
Quali sono le prove del concorso
L’iter concorsuale si articola in diverse fasi di selezione ordinate per garantire l’accertamento delle competenze e dell’idoneità dei candidati:
eventuale prova preliminare consisterà in un test a risposta multipla su argomenti di cultura generale e quesiti di carattere logico-deduttivo;
prova scritta di conoscenza della lingua italiana (o tedesca per i posti riservati a Bolzano) basata su 60 quesiti a risposta multipla su ortografia, sintassi e comprensione del testo, superabile con un punteggio minimo di 18 su 30;
prova di efficienza fisica che prevede esercizi obbligatori di corsa 1.000 metri, piegamenti sulle braccia e salto in alto;
accertamenti psicofisici ed attitudinali per la verifica del profilo sanitario minimo e dell’idoneità motivazionale e caratteriale;
prova orale incentrata su argomenti estratti a sorte tra Costituzione e cittadinanza italiana, storia contemporanea e geografia;
valutazione dei titoli di merito posseduti ai fini del punteggio incrementale finale.
Come ed entro quando candidarsi
Le istanze di partecipazione devono essere presentate esclusivamente online tramite la sezione concorsi del sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a cui si accede anche per reindirizzamento dal Portale unico del reclutamento inPA. L’autenticazione richiede il possesso di credenziali digitali Spid o Cie e di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata personale.
A seguito della proroga, la scadenza per l’invio delle domande è fissata alle ore 23:59 del 9 novembre 2026. Si ricorda che i titoli di merito, di studio e di preferenza dichiarati devono comunque essere stati conseguiti entro la data originaria del 30 ottobre 2026.
Altri concorsi attivi
Per chi è interessato alle opportunità di carriera nel settore della difesa e della sicurezza, restano aperte le candidature per diverse procedure di reclutamento nei corpi dello Stato, tra cui quella in Polizia Penitenziaria. Si consiglia di consultare regolarmente la piattaforma inPA per rimanere aggiornati sui concorsi in scadenza a ottobre e verificare le relative date delle prove d’esame.
Il Ministero della Difesa ha pubblicato il bando di concorso pubblico per il reclutamento del primo blocco di 2.300 Volontari in Ferma Iniziale nell’Esercito Italiano. La presentazione delle candidature si effettua esclusivamente online ed è aperta fino all’11 novembre 2026 per i candidati nati tra l’11 novembre 2002 e l’11 novembre 2008.
La figura del Volontario in ferma iniziale ha sostituito il precedente volontario in ferma prefissata, portando la ferma iniziale a una durata minima di tre anni invece di uno. Decidere di candidarsi per l’addestramento nell’Esercito costituisce un requisito di merito valutabile per la riserva per gli altri concorsi indetti dalle Forze Armate, nelle Forze di Polizia o in generale nella Pubblica Amministrazione.
Ripartizione dei posti e specializzazioni
Il primo contingente di 2.300 posti per il primo blocco comprende un’ampia quota a incarico generico e posti specifici per profili tecnici e artigianali:
Profilo
Posti
Requisiti specifici
Incarico di impiego generico assegnato dalla Forza Armata
2.212
Requisiti generali previsti dal bando.
Tecnico di Aeromobili di 1° livello
25
Licenza di manutentore aeronautico cat. B1.1, B1.2, B1.3, B2 o C o attestato di superamento degli esami propedeutici.
Muratore
10
Attestato di formazione professionale di operatore edile-muratore o titolo IeFP equivalente.
Falegname
10
Diploma di maturità professionale del settore, attestato di qualifica professionale o diploma IeFP per operatore del legno.
Meccanico di mezzi e piattaforme
10
Attestato di frequenza del corso o qualifica da Meccatronico.
Esploratore equestre / Artigliere equestre
10
Autorizzazione a montare per sport olimpici rilasciata esclusivamente dalla FISE (Brevetto B, B/DR, 1° o 2° grado) in corso di validità.
Fabbro
8
Attestato di formazione professionale per operatore fabbro-ferraio (L. 845/78 o D.Lgs. 13/2013) o titolo IeFP equivalente.
Elettricista Infrastrutturato
5
Titolo di studio tecnico, laurea o attestato di formazione professionale del settore con periodo di inserimento in impresa abilitata ex D.M. 37/2008.
Idraulico Infrastrutturato
5
Titolo di studio tecnico, laurea o attestato di formazione professionale del settore con periodo di inserimento in impresa abilitata ex D.M. 37/2008.
Esploratore per fanfara a cavallo
5
Patente equestre Fise (Brevetto B, 1° o 2° grado) e diploma di Liceo Musicale/Conservatorio/Accademico per specifici strumenti musicali.
Fasi di selezione e accertamenti
L’iter selettivo dei candidati si svolgerà presso i Centri di Selezione dell’Esercito situati a Foligno, Bari, Milano, Palermo e Roma. La procedura prevede:
valutazione dei titoli di merito dichiarati nella domanda;
prove di efficienza fisica volte ad accertare la preparazione atletica del candidato;
accertamenti psico-fisici mediante visite mediche generali ed esami specialistici;
accertamenti attitudinali per la verifica dell’idoneità al servizio militare.
I vincitori del primo blocco saranno avviati ai Reggimenti Addestramento Volontari (Rav) a partire indicativamente da maggio 2027 per la formazione militare di base.
Programmazione dei blocchi e prossime scadenze
Per la copertura dei 7.000 posti complessivi stabiliti per la ferma iniziale nell’Esercito, il calendario delle candidature prevede altre due finestre temporali:
il secondo blocco, per i nati dal 23 febbraio 2003 al 23 febbraio 2009, per un totale di 2.300 posti, considera l’apertura delle domande dal 25 gennaio 2027 al 23 febbraio 2027;
si prevede l’apertura delle domande per i 2.400 posti del terzo bloccodal 14 giugno al 13 luglio 2027, finestra riservata ai nati dal 13 luglio 2003 al 13 luglio 2009.
Come ed entro quando presentare la domanda
La candidatura deve essere compilata e inviata esclusivamente per via telematica attraverso il portale concorsi del Ministero della Difesa, autenticandosi tramite identità digitale Spid o Carta d’Identità Elettronica.
Il termine perentorio per l’invio delle domande relative al primo blocco è fissato per le ore 23:59 dell’11 novembre 2026.
L’aumento dei tassi di interesse sta impattando sul mercato immobiliare, cioè sulla possibilità delle persone di accedere a un mutuo e acquistare una casa. Lo scenario per la fine del 2026 e l’inizio del 2027, secondo gli esperti, è che difficilmente si potrà registrare un’inversione di tendenza. Questo si traduce in un impatto maggiore su vendite, mutui e affitti.
Idealista ha analizzato i dati di compravendite e affitti città per città e ha disegnato un quadro di previsione per il mercato immobiliare complesso.
Mercato dei mutui: tasso fisso
In questo momento i mutui più a rischio di aumento sono quelli a tasso fisso. L’Eurirs a vent’anni infatti è arrivato il 1° ottobre al 3,75%. È logico, si legge ancora nell’analisi, aspettarsi che i mutui fissi arrivino con un tasso effettivo ad almeno il 4%. Non un valore insostenibile, ma in un contesto di riduzione del potere d’acquisto appare come un ostacolo al mutuo.
Oggi a parità di rata e di reddito si ottiene un finanziamento minore. L’esempio citato nell’analisi del Corriere della Sera è il seguente:
con 1.000 euro al mese per trent’anni al 3% si finanziano 273.000 euro, mentre al 4% si scende a 210.000 euro.
Mercato dei mutui: tasso variabile
A regolare i mutui a tasso variabile è invece l’indicatore Euribor, che è leggermente sceso. Questo tipo di mutuo in Italia è meno usato rispetto al tasso fisso, perché è considerato più rischioso.
Comunque nelle prossime riunioni della BCE potrebbe tornare ad aumentare, vista l’inflazione che viaggia a un ritmo doppio rispetto al target del 2%.
L’impatto sul mercato immobiliare
L’aumento dei tassi e del costo del mutuo porta incertezza sul mercato immobiliare. Le persone chiedono meno alle banche per ottenere un mutuo, non soltanto per l’incertezza generale, ma anche perché viene concesso loro meno.
Ci saranno quindi meno mutui e, secondo quanto riportato nell’analisi, al calo delle erogazioni fa seguito dopo pochi mesi un calo analogo di vendite di prime case. Così meno acquisti significano meno vendite o più fatica a vendere. In una prima fase si chiederà di più per compensare l’inflazione, ma a un certo punto si riconosceranno le difficoltà di chi cerca di acquistare e si arriverà a scontare (o “svendere”) le proprie abitazioni.
Trend degli affitti
In assenza della possibilità di acquistare una prima casa, sono moltissimi quelli che restano in affitto. Il mercato però è saturo di richieste oltre il sostenibile, come a Milano.
Come per gli acquisti di case, nell’analisi si ipotizza che caleranno anche gli affitti.
Prezzi di compravendite e canoni di locazione: dove aumentano
Idealista ha pubblicato il consuntivo sui prezzi di compravendita e sui canoni di locazione in Italia, fotografando e mappando province e capoluoghi dove i prezzi sono saliti e scesi. Per quanto riguarda i prezzi delle vendite, il dato generale sull’intero Paese è di -1,1%, ma su base annua il dato rimane positivo.
Per quanto riguarda invece i comuni capoluogo, le variazioni sono principalmente positive rispetto al trimestre precedente, con rialzi più consistenti a:
Mantova con +5,4%;
Ragusa con +5,1%;
Imperia con +5%.
Incrementi inferiori nei grandi centri come Padova e Torino, ma soprattutto Roma, Napoli, Firenze e Milano. Quest’ultima resta in testa alla classifica delle città più care con 5.659 euro al metro quadro, seguita da Venezia, Bolzano e Firenze. In un confronto con Roma, il prezzo al metro quadro è pari a 3.810 euro.
Per quanto riguarda invece i canoni di locazione, sulla media nazionale l’aumento è pari a +0,5%, ma nel mercato delle principali città l’aumento maggiore è stato registrato a:
Genova con +7,3%;
Torino con +5,6%;
Bologna con +2,1%;
Roma con +1,9%;
Palermo con +1,3%;
Firenze con +1,1%.
Anche in questo caso, Milano resta la città più cara con 22,4 euro al metro quadro al mese: tradotto, sarebbero 1.800 euro al mese per 80 metri quadri. Anche in questo caso si può fare un confronto con Roma, che invece si ferma a 19,2 euro al metro quadro al mese.
Este fin de semana, en el Teatro Campoamor de Oviedo, Lionel Messi recibe el Premio Princesa de Asturias de los Deportes. El acta del jurado, fechada el 3 de junio, elogia su deslumbrante talento, su humildad y su "ejemplar comportamiento dentro del campo". Todo el país pondrá de su parte para que la velada sea espléndida: la Casa Real, las autoridades, la prensa. A nadie se le ocultará que el invitado de honor llega de protagonizar, en julio, la imagen más grosera que ha dado el fútbol español en mucho tiempo.
El 19 de julio, en el estadio de Nueva Jersey, España ganó a Argentina la final del Mundial con un gol de Ferran Torres en la prórroga. Cuando los argentinos recogieron sus medallas de plata, los españoles les hicieron pasillo y los aplaudieron; Messi pasó el primero entre esos aplausos. Minutos después, cuando Rodri levantó la Copa del Mundo, la selección argentina se había dado la vuelta, de espaldas al podio, saludando a su propia grada. Leandro Paredes había sido expulsado después del pitido final por agredir a dos rivales. Preguntado por el gesto de sus contrincantes, Dani Olmo respondió con serenidad: "No nos importa". Semanas más tarde, el cuerpo técnico argentino quiso zanjar la polémica con una claridad tranquilizadora: "No hubo despecho".
Puede creerse. Y da igual. El despecho de Argentina es asunto de Argentina; perder una final debe de doler. Lo que importa es la respuesta española, y ahí no hay gesto que interpretar: hay hechos. Entre el 19 de julio y esta semana de octubre, España dispuso de tres meses para guardar una distancia digna, o al menos para guardar silencio. No hizo ninguna de las dos cosas. El fallo del jurado es anterior a la final, es cierto, y nadie serio pide que se invalide un premio por una descortesía. Se pide otra cosa, algo más modesto: que alguna institución, en algún momento del camino, tuviera la decencia de sonrojarse.
Quien sospeche que se trata de una torpeza aislada de calendario debería recordar lo que ha pasado este mismo otoño en Ceuta: 141 ahogados en la frontera, buques de guerra marroquíes en aguas españolas y un Gobierno que lo llamó "hecho puntual" y confesó, tres meses después, que "se podía haber gestionado mejor". La otra mejilla, otra vez.
La explicación que suele darse es de fondo histórico: en España se instaló hace décadas un acomplejamiento singular, la idea de que para demostrar al mundo cuán abiertos, modernos y tolerantes somos debemos rebajar la propia dignidad y pasar por alto los agravios. Confundimos la cortesía con la sumisión y la magnanimidad con la amnesia. La hospitalidad, elevada a doctrina de Estado, funciona en una sola dirección. Ninguna nación de nuestro entorno, con un sentido sano de su propio valor, premia institucionalmente a quien acaba de despreciar públicamente a sus deportistas, ni llama "hecho puntual" a una incursión naval en su territorio.
Admirar el genio ajeno es señal de inteligencia; hacerlo a costa del respeto propio es síntoma de debilidad
Y sin embargo el complejo carece de fundamento. España es una nación con una historia milenaria que cambió la geografía moral y cultural del planeta, con un patrimonio artístico sin equivalente, con una lengua que hablan cientos de millones de personas y con una hegemonía deportiva que acaba de refrendarse con una segunda estrella mundial ganada, por cierto, contra el propio homenajeado. No existen razones objetivas para el complejo de inferioridad. Hay motivos sobrados para un orgullo sereno, que es otra cosa que la jactancia: es simplemente negarse a pagar los agravios con agradecimiento.
Admirar el genio ajeno es señal de inteligencia; hacerlo a costa del respeto propio es síntoma de debilidad. Cuando un premio de la Corona se entrega pasando por alto el desprecio previo hacia quienes defendieron nuestros colores, el galardón no engrandece a quien lo recibe: empequeñece a quien lo otorga. Y un país que se habitúa a no hacerse respetar en los gestos simbólicos acaba sin recursos para hacerse respetar en los que importan. En Oviedo y en Ceuta, este mismo otoño, España ha hecho las dos pruebas, y las ha suspendido las dos.
Including Messi in the Sports category reinforces Latin America’s presence in the awards.
On Friday, Argentine footballer Lionel Messi joined the list of Latin American personalities recognized with the Princess of Asturias Award, expanding a regional presence that now includes 45 prominent figures.
Since 1981, Latin America has played a significant role in these awards, accumulating 64 prizes awarded to individuals and institutions from fifteen countries in the region.
Mexico leads the list with 21 awards, followed by Argentina, Colombia, and Brazil, with eight each. Venezuela, Peru, Guatemala, Cuba, Chile, Honduras, Costa Rica, El Salvador, Panama, Uruguay, and Puerto Rico are also represented.
Among the honored institutions are the National Museum of Anthropology of Mexico, the National Autonomous University of Mexico (UNAM), the Caro y Cuervo Institute of Colombia, the People of Puerto Rico, and the Brazilian National Football Team.
The text reads, “Leo Messi, Princess of Asturias Award for Sports 2026.”
In literature, figures such as Mexican Juan Rulfo and Peruvian writer Mario Vargas Llosa stand out, while in communication and popular culture, the Argentine Quino, creator of Mafalda, was recognized.
The region’s political and social dimension has also been recognized, with figures such as Brazilian President Luiz Inacio Lula da Silva, distinguished for his contribution to international cooperation.
These personalities represent contributions to human rights, literature, journalism, science, politics, and art. Including Messi in the Sports category reinforces Latin America’s presence in the awards and adds one of the most influential footballers of all time.