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Medvédev sigue con accionar indetenible en Abierto de Viena

28 October 2026 at 21:50

Viena, 28 oct (Prensa Latina) El tenista ruso Daniil Medvédev, tercer cabeza de serie, siguió hoy con su accionar indetenible en el Abierto de Viena, tras doblegar al español Daniel Mérida en los octavos de final por 7-6 (7/5) y 6-1.

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Rechazan en Italia abstención de su Gobierno contra bloqueo a Cuba

28 October 2026 at 21:23

Roma, 28 oct (Prensa Latina) La Asociación Recreativa y Cultural Italiana (ARCI) rechazó hoy la abstención de Italia en la votación de la Asamblea General de Naciones Unidas sobre la resolución que reclama el fin del bloqueo de Estados Unidos contra Cuba.

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Forza Italia, Tajani perde pezzi: il deputato brianzolo Sala lascia e va verso Fratelli d’Italia

28 October 2026 at 19:53

“Non mi sento più a casa né nella famiglia politica in cui sono cresciuto”. Così il deputato Fabrizio Sala ha deciso: lascia Forza Italia e approda al gruppo Misto della Camera, con lo sguardo già rivolto a Fratelli d’Italia. Uno strappo maturato dopo mesi di malumori, che il deputato brianzolo ha affidato anche a uno sfogo con i colleghi. Sala non rinnega la sua storia politica, che è stata nel segno di Silvio Berlusconi prima da sindaco e vicepresidente della provincia di Monza e poi vicepresidente della Regione Lombardia. Ma quella Forza Italia, si è sfogato con i suoi colleghi di partito, “non esiste più”.

Un disagio che, secondo Sala, sarebbe condiviso anche da altri esponenti azzurri per la mancanza di spazi interni al partito: parlando con i colleghi il deputato azzurro ha detto che avrebbe sperato di “poter essere utile alla Brianza, alla mia terra e alla mia gente” ma oggi “non vedo più le condizioni per continuare a farlo come prima, nel partito dove sono sempre stato”. Il futuro? Sala si iscriverà al gruppo Misto con una “nuova agibilità politica” sostenendo il governo di Giorgia Meloni sperando in una riconferma nel 2027.

La destinazione naturale sarebbe proprio Fratelli d’Italia. Ma il trasloco deve attendere: tra Meloni e Tajani vige infatti ancora un patto politico che impedisce agli alleati di sottrarsi reciprocamente i parlamentari. Il passaggio nel Misto diventa così una tappa intermedia, in attesa che maturino le condizioni per un eventuale ingresso nel partito della premier. Per Tajani, intanto, arriva un addio dopo aver portato nel gruppo la leghista Simonetta Matone.

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Una espada ritual nurágica encontrada bajo un aparcamiento en Cerdeña revela un asentamiento de la Edad del Bronce que pervivió hasta la Edad Media

Loculi es un pueblo de poco más de 500 habitantes en la comarca de la Baronia, a 34 kilómetros de Nuoro, en el interior oriental de la isla de Cerdeña. Nada en su aspecto invitaba a pensar que bajo una de sus calles hubiera algo de este tamaño, pero en 2019 empezaron a aflorar estructuras […]

Meloni ataca a una jueza por dejar en libertad al presunto líder de las protestas en Italia y desmontar las acusaciones de terrorismo

28 October 2026 at 14:45

En Italia se había creado un malvado perfecto como cerebro de las protestas y ahora, por el momento, ha quedado desmontado. La jueza que debía decidir si concedía o no la prisión cautelar para Youssef Siher, el periodista de 30 años de origen marroquí detenido el pasado sábado en Milán, acusado de ser la “mente” de los disturbios del 17 y 18 de octubre, ha tirado por tierra la dudosa acusación de la Fiscalía y lo ha puesto en libertad este miércoles. “Se ha limitado a promover una movilización colectiva”, ha concluido sobre el acusado.

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© Claudio Furlan/LaPresse (LAPRESSE)

Youssef Siher sale de la cárcel de San Vittore, en Milán, este miércoles, tras ser puesto en libertad.

Medici no-vax, la Camera approva il reintegro voluto da FdI. Ma Forza Italia si ribella: “Cambieremo la norma in Senato”

28 October 2026 at 14:26

La sanità spacca il centrodestra: la Camera dice sì al reintegro dei medici no-vax, ma Forza Italia si ribella e promette battaglia al Senato. Accade tutto i una manciata di ore. Nel giorno in cui Sergio Mattarella ha invitato a “contrastare chi avvelena con fake news distruttive l’opinione su vaccini”, l’Aula di Montecitorio ha approvato in prima lettura con 143 sì, 113 no e 3 astenuti la delega al governo in materia di professioni sanitarie. Il testo contiene anche una norma, introdotta durante l’esame in commissione su proposta di Fratelli d’Italia, che prevede la possibilità di reintegro per i medici no vax radiati dall’Albo durante il periodo del Covid, una previsione passata ieri con soli 13 voti di scarto, grazie ai voti di Futuro Nazionale. Che anche oggi nel voto finale ha detto sì alla delega.

Ora però i senatori azzurri a Palazzo Madama promettono battaglia. La disposizione “non ci convince e non può restare così com’è“, ha detto Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia -. Al Senato è nostra intenzione lavorare per modificarla”. “Il diritto di esprimere opinioni, anche critiche, sulle scelte sanitarie è sacrosanto e nessuno intende metterlo in discussione – ha proseguito la senatrice -. Altro discorso sono i doveri professionali e deontologici di chi indossa un camice”. “Quando il testo arriverà a Palazzo Madama – ha annunciato Craxi -, il nostro gruppo farà la sua parte per correggerlo“.

Dello stesso parere Licia Ronzulli: “Per la mia storia personale e per le battaglie che Forza Italia ha condotto fin dall’inizio della pandemia, non posso essere d’accordo”, ha commentato la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, secondo la quale “se siamo usciti dal dramma del Covid è stato grazie alla scienza e ai vaccini“.

“La maggioranza perde i pezzi – attacca dichiara Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Partito Democratico in commissione Affari sociali -. Ieri alla Camera hanno votato per mantenere l’articolo 8 nel ddl professioni sanitarie, quello che chiede di riabilitare i medici no vax, e oggi fanno retromarcia annunciando al Senato che cambieranno il provvedimento”. “La scienza non si giudica a seconda di come tira il vento del giorno – le fa eco Marco Furfaro -. Lo spettacolo indegno che sta dando Forza Italia è intollerabile”. “Ieri – argomenta il deputato e responsabile nazionale Welfare del Pd – il capogruppo di Forza Italia in commissione Affari sociali e autorevoli membri del gruppo alla Camera ci spiegavano di aver votato secondo scienza e coscienza. Oggi la capogruppo al Senato dice esattamente il contrario. Si decidano”.

“Il governo non si limita a lisciare il pelo ai No Vax – ha commentato Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista -: sposa in modo strutturale le tesi anti-vaccinali. E allo stesso tempo conferma che il vero ministro della Salute non è Schillaci, ridotto a pura figurina, bensì Gemmato (sottosegretario di FdI, ndr). Niente di sorprendente: quello guidato da Giorgia Meloni è il governo che ha votato contro le regole internazionali sui piani pandemici, ha nominato medici No Vax nel gruppo consultivo nazionale sulle vaccinazioni e, anche per questo, ha visto ricomparire i morti per difterite”.

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Meloni expresa solidaridad con España tras accidente ferroviario

28 October 2026 at 13:34

Roma, 28 oct (Prensa Latina) La primera ministra de Italia, Giorgia Meloni, expresó hoy la solidaridad de su Gobierno con España tras el grave accidente ferroviario ocurrido en las cercanías de Toledo, que provocó decenas de víctimas mortales y numerosos heridos.

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Jueza de Milán ordena liberar a Youssef Siher

28 October 2026 at 13:06

Roma, 28 oct (Prensa Latina) La jueza de instrucción de Milán Tiziana Landoni dispuso hoy la liberación de Youssef Siher, de 30 años, al rechazar la convalidación de su detención y la solicitud de prisión preventiva presentada por la Fiscalía, informaron medios italianos.

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Unas 20 mil empresas italianas podrían incorporarse a la exportación

28 October 2026 at 11:57

Roma, 28 oct (Prensa Latina) Unas 20 mil empresas italianas podrían iniciar o ampliar su actividad en los mercados internacionales, según una investigación de la Unión de Cámaras de Comercio de Italia (Unioncamere) y el Centro de Estudios Tagliacarne, divulgada hoy en Roma.

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Milán acoge exposición sobre la relación de Salvador Dalí con la moda

28 October 2026 at 10:28

Roma, Italia, 28 oct (Prensa Latina) El Palacio Real de la ciudad italiana de Milán acoge hoy la exposición Dalí y la moda, que explora los vínculos entre el artista español Salvador Dalí, el diseño, la ropa y su colaboración con creadores del sector.

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Gobierno italiano examina proyecto de Presupuesto para 2027

28 October 2026 at 10:06

Roma, 28 oct (Prensa Latina) El Consejo de Ministros de Italia examina hoy el proyecto de Ley de Presupuesto para 2027, propuesta que el Ejecutivo busca aprobar tras semanas de negociaciones sobre las medidas y sus fuentes de financiación.

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Sondaggi politici, Meloni sfonda il 29% ma non basta: Campo Largo avanti nelle coalizioni

28 October 2026 at 07:48

Gli ultimi sondaggi politici mostrano la forza di Fratelli d’Italia, primo partito con il 29,3% delle preferenze. L’effetto logoramento, per Meloni, non c’è stato. Seguono PD (20,6%) e M5S (12,4%).

Ma per la premier ciò non basta a dormire sonni tranquilli: per quanto riguarda le coalizioni, infatti, il centrosinistra è dato vincente al 44,9% (abbastanza per godere del premio di maggioranza) mentre il centrodestra insegue da quota 44,1%.

Ultimi sondaggi elettorali di ottobre 2026

Qui di seguito c’è l’ultimo sondaggio Swg per il Tg La7 del direttore Enrico Mentana. La data di diffusione è il 26 ottobre.

  • Fratelli d’Italia – 29,3%;
  • Partito Democratico – 20,6%;
  • Movimento 5 Stelle – 12,4%;
  • Forza Italia – 7,4%;
  • Alleanza Verdi e Sinistra – 6,3%;
  • Futuro Nazionale –  5,6%;
  • Lega – 5,4%;
  • Azione – 3,1%
  • Italia Viva – 2,3%;
  • +Europa – 1,4%;
  • Noi Moderati – 1%;
  • Avanti PSI – 1%;
  • Sud chiama Nord – 1%;
  • altri partiti di centrosinistra insieme – 0,9%;
  • altre liste – 2,3%.

Non si esprime il 30% degli intervistati.

Nella coalizione di centrosinistra vengono inseriti i seguenti partiti: PD, M5S, AVS, IV, +E, AP e altri di CSX.

Nella coalizione di centrodestra vengono inseriti i seguenti partiti: FdI, FI, Lega, NM, SCN. Il sondaggio Swg per La7 inserisce fra le “altre liste” anche il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin, il quale ha espresso un’apertura al centrodestra pur non aderendo ufficialmente.

Rimangono attualmente fuori da alleanze FN e Azione con Spazio Pubblico.

Nota metodologica

Metodo di campionamento stratificato per zona di residenza e quote per età e genere e ponderato successivamente per le variabili di età, genere, zona di residenza, studio e voto alle ultime elezioni europee; per la consistenza numerica si indica un campione di 1.200 intervistati con 4.381 non rispondenti; campione rappresentativo dell’universo di riferimento per genere, età, zona, partito votato alle ultime elezioni europee con margine di errore +/- 2,8%; sondaggio realizzato con tecnica di rilevazione online CAWI, telefonica CATI e CAMI.

Sondaggio sull’operato del Governo

Sempre Swg ha sondato il parere degli italiani sull’operato del Governo Meloni: per gli 800 intervistati l’esecutivo è giudicato, nelle sue iniziative, “molto efficace” oppure “abbastanza efficace” nel 41% dei casi. Il resto degli intervistati lo trovano “poco efficace” o “per nulla efficace”.

Quando si vota in Italia per Governo e Parlamento

La data delle prossime elezioni politiche è al centro di un giallo. Un retroscena riportato da Repubblica fissa la data del voto in una finestra temporale che va da domenica 16 maggio 2027 ai primi di giugno.

Molto prima, quindi, della naturale scadenza della legislatura che è fissata al 13 ottobre 2027.

Secondo il quotidiano, sarebbe proprio la premier Giorgia Meloni a spingere per il voto anticipato. E la finestra temporale ipotizzata sarebbe frutto di un compromesso raggiunto con la Presidenza della Repubblica. Mattarella, in sintesi, avrebbe dato l’ok a Meloni solo a patto di unificare le elezioni politiche alle elezioni amministrative, in un unico grande election day. Meloni soffrirebbe l’idea dell’accorpamento, data la forza del centrosinistra nei grandi capoluoghi, ma sarebbe comunque interessata ad andare al voto al più presto.

Sono almeno quattro i motivi. Meloni vorrebbe il voto anticipato per:

  • aggirare il pericolo rappresentato dai 25 ricorsi pendenti contro lo Stabilicum;
  • approfittare delle divisioni nel Campo Largo su candidato leader e programma condiviso;
  • approfittare della perdita di consenso di Futuro Nazionale così da poter aprire ai moderati tenendo invece Vannacci fuori dal centrodestra unito;
  • dare la sveglia ai suoi, ancora indecisi sulle candidature alle amministrative in diverse grandi città.

Non diamo la colpa ai giovani se il contratto sociale è saltato

28 October 2026 at 03:45

Chi ha ascoltato i ragazzi sa che chiedono di avere un posto nella società, una prospettiva di futuro, e la risposta non può essere solo repressiva: da loro si pretende responsabilità senza dare potere, è venuto il momento di condividerne un po'

Le scuole fatiscenti e l’accesso all’università a Parigi, gli affitti a Madrid e Lisbona, il carovita, la precarietà e la scuola da noi. Francia, Spagna, Portogallo, Italia: le piattaforme sono diverse, ma un elemento accomuna le manifestazioni di queste settimane: l’età di chi scende in piazza. Molti sono studenti delle superiori, alcuni non ci sono ancora arrivati. A Milano, tra i giovani identificati dopo i saccheggi del 17 e 18 ottobre, il più piccolo ha undici anni e frequenta le medie in una scuola della Barona.

L’occasione era troppo ghiotta per non indurre i media e la politica a buttarcisi; così abbiamo visto adulti che poco o nulla sanno delle condizioni di vita dei ragazzi improvvisarsi sociologi, pedagogisti, psicologi o neuropsichiatri: nella migliore delle ipotesi per pontificare; nella peggiore per legiferare. È il caso del decreto legge 22 ottobre 2026, n. 190, che introduce – per l’ennesima volta in questa legislatura – un nuovo reato, stabilisce che tra i 14 e i 18 anni l’imputabilità è presunta e invia a Milano cinquecento militari per gestire l’ordine pubblico. Ci si spinge fino a stravolgere l’impianto peculiare del processo minorile, che chiede di accertare caso per caso la maturità dell’imputato e segue la logica della messa alla prova e del recupero.

Sgombro il campo da un possibile equivoco: la violenza non si giustifica, e chi spacca vetrine e saccheggia negozi deve risponderne. Ma se l’unica risposta che lo Stato sa dare è penale, vuol dire che ha rinunciato a capire. Come ha rinunciato a capire chi guarda con simpatia a chi contesta il Capitale o l’Ordine costituito, con una senile nostalgia per gli anni in cui “gli eroi son tutti giovani e belli”, che per ragioni anagrafiche non ha potuto vivere da protagonista.

Per capire un fenomeno, si sa, è buona pratica allargare lo sguardo. In questo contributo provo a farlo mettendo in fila tre cose: una generazione sacrificata, un sistema educativo tirato in ballo a sproposito, un diritto che continuiamo a negare.

In fondo alla fila
Chi ha ascoltato i ragazzi, invece di parlare al posto loro, ha sentito sempre le stesse parole: salari inadeguati, lavori che non soddisfano, nessuna certezza sul futuro lavorativo, abitativo e previdenziale. E i dati sono lì, impietosi, a confermarlo. La crisi nasce da un patto che non regge più. La promessa implicita era semplice: studia, impegnati, e avrai un posto nella società almeno pari a quello dei tuoi genitori. Oggi quella promessa non è più credibile, e i diretti interessati lo sanno meglio di noi.

Questo risultato non è frutto del caso: è l’effetto cumulato di scelte. Il debito pubblico è cresciuto quasi sempre senza chiedersi come migliorasse la vita di chi dovrà ripagarlo. La spesa per pensioni e sanità è destinata a crescere, e quella per istruzione e sostegno alla genitorialità a contrarsi. In questa «repubblica fondata sul lavoro», i giovani lavoratori sono poco tutelati. E la tutela dell’ambiente, che l’articolo 9 riformato nel 2022 lega espressamente all’«interesse delle future generazioni», resta più spesso enunciata che praticata.

C’è un filo che tiene insieme queste scelte. La politica risponde, legittimamente, a chi la vota; e chi vota è sempre più anziano, mentre una parte di chi pagherà il conto, quel conto non può nemmeno contestarlo nelle urne. Quando il contratto sociale salta per una parte della popolazione, quella parte cerca altri modi per farsi sentire. Alcuni sono pacifici, altri no.

Il triangolo educativo
Ogni volta che la cronaca coinvolge adolescenti o preadolescenti, la reazione è quasi pavloviana: si tira in ballo il ruolo della scuola, spesso a sproposito. La dimensione educativa è ovviamente decisiva, ma pensare che qualcuno abbia la bacchetta magica è quantomeno ingenuo. Serve un approccio sistemico, che coinvolga tutti i vertici del cosiddetto triangolo educativo: scuola, famiglia e territorio, cioè istituzioni e associazioni.

Non siamo all’anno zero: questi soggetti, almeno quelli pubblici, gli strumenti per intervenire li hanno già. E li usano ogni giorno, in silenzio e nel disinteresse generale. Certo, non tutti sono attrezzati allo stesso modo: le istituzioni sono fatte di persone, e le persone non sono tutte ugualmente capaci. Anche per questo i tre vertici devono sostenersi a vicenda in un dialogo costante.

L’intervista che la dirigente della scuola dell’undicenne della Barona ha dato al Corriere della Sera lo mostra con chiarezza. La scuola su quello studente aveva investito e continua a farlo. Ha costruito un percorso individuale, ha segnalato le difficoltà e chiesto l’intervento dei servizi sociali. E quando lo ha riconosciuto nei video, i docenti hanno pianto per il senso di impotenza.

Da quella storia si ricavano una buona e una cattiva notizia. La buona è che le nostre scuole sono tenute in piedi da persone che sanno quello che fanno e non aspettano il fatto eclatante per muoversi. La cattiva è che, anche quando ciascuno fa la propria parte, a volte non basta.

Ora proviamo a guardare con questa lente il modo in cui reagiamo quando una generazione irrompe sulla scena pubblica. Quasi mai la risposta rafforza uno dei tre vertici. La famiglia, spesso il vertice più fragile, viene colpevolizzata. Sul territorio si mandano militari senza formazione nella gestione dell’ordine pubblico, invece di educatori, assistenti sociali o presidi culturali. La risposta repressiva è necessaria quando vengono commessi reati. Ma dovrebbe essere l’extrema ratio e, in ogni caso, va letta per quello che è: la certificazione di un fallimento. Quando diventa la prima risposta, è come se quel fallimento lo certificassimo in anticipo.

No imputation without representation
C’è poi un paradosso che il decreto rende evidente. Per lo Stato un quattordicenne che commette un reato è presunto maturo quanto un adulto, e come un adulto può essere fermato anche prima di commetterlo. Ma non è abbastanza maturo da partecipare alla scelta di chi fa le leggi.

Gli chiediamo responsabilità e non gli diamo potere. I coloni americani, davanti a un Parlamento che li tassava senza farli votare, risposero: «no taxation without representation», dando vita a una delle grandi rivoluzioni liberali della storia moderna, la prima a concludersi con una repubblica fondata su una costituzione scritta. Due secoli e mezzo dopo, potremmo applicare un principio simile: «no imputation without representation».

Iniziamo a riflettere su come eliminare dall’articolo 48 della Costituzione il requisito della maggiore età per votare. Non ripeto qui l’argomentazione che ho fatto in questo saggio. Mi limito a osservare che il modo strutturale per smettere di legiferare contro l’interesse dei più giovani è dare loro il voto, perché ignorarli diventi più costoso. Con due vantaggi ulteriori: chi può votare non pensa che spaccare tutto sia l’unico modo per farsi sentire; e la responsabilità non si insegna per decreto, si impara esercitandola.

Fare gli adulti
Rubo a Francesco Costa una domanda, anch’essa ispirata dai disordini di Milano, Bologna e Torino: gli adulti possono fare gli adulti? È la domanda giusta. Fare gli adulti non significa pontificare, né rispondere a una vetrina rotta con un nuovo reato. Significa fare in modo che i tre vertici del triangolo educativo funzionino e si sostengano, perché dove uno cede possano arrivare gli altri. E significa accettare di condividere un po’ di potere con chi erediterà le conseguenze delle nostre scelte.

Altrimenti la prossima volta torneremo a stupirci dell’età di chi è in piazza, a cercare un colpevole nella scuola o nelle famiglie e a scrivere un altro decreto. E i ragazzi avranno avuto ancora una volta la conferma di ciò che già pensano: che di loro ci occupiamo solo quando fanno notizia.

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Italianos se movilizaron en Roma por Cuba y contra el bloqueo EEUU

27 October 2026 at 20:46

Roma, 27 oct (Prensa Latina) Representantes de partidos, sindicatos y organizaciones de la sociedad civil italiana se concentraron hoy ante la sede de la Cámara de Diputados para exigirle a su gobierno que vote mañana en ONU contra el bloqueo estadounidense a Cuba.

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Reintegro dei medici no-vax radiati, c’è l’ok della Camera con soli 13 voti di scarto. Le opposizioni: “Schiaffo a vittime e scienza”

27 October 2026 at 19:59

I medici no-vax radiati durante il Covid potranno iscriversi di nuovo all’Albo. Lo ha deciso l’Aula della Camera che con 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti ha approvato il mantenimento dell’articolo 8 – introdotto nei lavori in commissione su proposta di FdI – del disegno di legge delega sul riordino delle professioni sanitarie che permette la possibilità di reiscrizione ai sanitari radiati durante l’emergenza. Prima del voto diversi gli interventi critici arrivati da parte delle opposizioni con Elena Bonetti (Az), Marianna Ricciardi (M5s), Riccardo Magi (+Eu), Devis Dori (Avs), Davide Faraone (Iv) e Ilenia Malavasi (Pd).

“Possiamo raccontarcela come vogliamo – ha detto Bonetti di Az – ma oggi reintegriamo questi medici che hanno disconosciuto la responsabilità che l’obbligo deontologico loro imponeva. Come si comporteranno rispetto al vaccino Mrna sui tumori?”. “State dando uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole e uno schiaffo alle vittime del Covid – ha attaccato Marianna Ricciardi di M5s – siete dalla parte della cialtroneria. Parliamo di poche persone che hanno fatto cose gravissime. Chi ha provato a curare con i fiori di Bac i tumori, infezioni gravissime con la papaya fermentata. Medici che consapevolmente hanno scelto di scegliere l’anti-scienza. Tra i banchi della maggioranza ci sono dei medici, uomini e donne di scienza che rispetto, come fate a sostenere una cosa simile?”. “È un insulto a tutti i medici e sanitari che hanno svolto il loro dovere in quel periodo drammatico. Parliamo di persone che hanno voluto scegliere tesi anti-scientifica, in maniera irresponsabile”, ha osservato Devis Dori di Avs. “È un articolo gravissimo – ha detto Ilenia Malavasi del Pd – un precedente pericoloso, non possiamo pensare di mistificare la memoria di un periodo difficilissimo per il nostro Paese. Stiamo aprendo una ferita gravissima con una leggerezza incredibile. La radiazione è una scelta estrema ma corretta, serve a difendere posizioni scientifiche”. All’attacco anche Davide Faraone (Iv) e Riccardo Magi di +Eu.

La legge delega è in prima lettura alla Camera e sarà, quindi, in vigore solo dopo il passaggio al Senato. Il via libera è arrivato con soltanto 13 voti di scarto. Diversi gli esponenti di Forza Italia assenti. “Io sono tra coloro i quali non hanno votato – sono state le parole di Roberto Bagnasco, deputato di FI, in Aula – ma voglio dire che ho assistito a una speculazione immonda: non avete saputo mantenere adeguati i toni della discussione che riguarda un fatto importante come l’applicazione delle normative durante il Covid. Forza Italia questa sera ancora una volta ha votato secondo coscienza. Si è rischiato di andare sotto? Beh, voi avete fatto i conti, Forza Italia queste considerazioni non le ha fatte e ancora una volta mi sento pienamente solidale col mio partito che ha dimostrato che la libertà di coscienza viene prima di tutto”. Rossano Sasso di Futuro nazionale ha fatto notare che “FnV salva la maggioranza di centrodestra e si scaglia contro la polizia del pensiero unico di Pd e M5s. Senza i nostri voti il governo Meloni sarebbe andato sotto, su un tema molto caro a Speranza e Giuseppe Conte. Alcuni deputati del centrodestra al momento del voto sono usciti, noi siamo rimasti al nostro posto e abbiamo salvato la maggioranza su un tema che abbiamo ritenuto giusto. Siamo pronti a farlo anche su altro, nell’interesse della Nazione. Il centrodestra si guardi dai traditori moderati e che votano come il Pd…”.

“Grande delusione” è la posizione del presidente della Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, secondo il quale “ciò che preoccupa non è il supposto tentativo di ‘pacificazione’ di cui parlano alcuni, bensì il tema del non rispetto del Codice deontologico dei medici, che prevede sanzioni autonomamente decise dagli Ordini”. Nel periodo Covid, sottolinea all’Ansa, “non è stata messa in atto alcuna azione persecutoria ma solo una valutazione caso per caso rispetto alle violazioni del Codice, che prevede non si possano mettere in discussione i principi fondamentali della scienza, come nel caso delle vaccinazioni”.

Con l’articolo approvato oggi, rileva Anelli, “la giustizia esercitata in maniera autonoma dai singoli Ordini viene modificata da norme di legge, alterando un criterio generale: quello che gli Ordini da sempre hanno seguito e che prevede una serie di garanzie per tutti i professionisti sanitari”. L’auspicio, osserva il presidente Fnomceo, è che “se ne possa ridiscutere e si possa riflettere ulteriormente per modificare la norma in vista del passaggio al Senato”. Anelli sottolinea che “le azioni degli Ordini durante il periodo Covid non hanno avuto intenti persecutori di alcun genere. Le sanzioni che sono state comminate – afferma – sono state determinate da violazioni del Codice deontologico. Rispetto al periodo della pandemia, tutti dobbiamo riflettere sul fatto che le posizioni espresse dagli Ordini erano finalizzate alla tutela della sicurezza dei cittadini. Pertanto, se l’atteggiamento del medico poteva determinare un’alterazione del principio di cura, si è ritenuto di procedere a carico del professionista proprio in virtù di un principio di salvaguardia dei cittadini”.

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Forum Economico Moneta 2026, Pres. Meloni: “Comprendere l’economia fa essere liberi, chi la racconta offre un servizio al Paese”

27 October 2026 at 19:45

“Voglio ringraziare e salutare il direttore Cerno, i vicedirettori, gli editori, la famiglia Angelucci e tutta la redazione de il Giornale e di Moneta. Siamo in dirittura d’arrivo per la legge di Bilancio che faremo approdare in Consiglio dei Ministri. L’obiettivo è far quadrare i conti e mantenere gli impegni presi, a partire dalla difesa dei salari, del potere d’acquisto del ceto medio, delle imprese, della sanità e dei giovani. Cercheremo di fare del nostro meglio per essere all’altezza delle aspettative, nei limiti delle risorse disponibili. Molto spesso sembra che la polemica abbia molto più spazio delle soluzioni che si cerca di dare ai cittadini. Il lavoro che la redazione sta facendo è molto prezioso. In un tempo in cui la carta stampata non se la passa benissimo, avviare questa iniziativa editoriale richiede grande coraggio. Viviamo in un’epoca in cui quando qualcosa accade dall’altra parte del globo ha delle ripercussioni dirette su di noi. Comprendere l’economia è un altro modo di essere liberi e chi la racconta fa un servizio ai cittadini, alle imprese e alla politica. Ringrazio dunque tutti coloro che lavorano e si impegnano per dare speranza all’Italia”. Lo ha detto Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, intervenendo alla prima edizione del Forum Economico Moneta, dal titolo “Competere nel nuovo scenario globale”.

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Justiça italiana adia julgamento sobre extradição de Zambelli

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A Justiça da Itália adiou para 24 de novembro o julgamento sobre a extradição para o Brasil da deputada cassada Carla Zambelli, no caso em que ela foi condenada por porte ilegal de arma de fogo e constrangimento ilegal. Em 2022, ela sacou um revólver e perseguiu um jornalista pelas ruas de São Paulo. 

A Corte de Apelação de Roma atendeu a um pedido da defesa, que solicitou o adiamento do julgamento alegando não ter tido acesso à documentação enviada pelo Brasil sobre as condições da Colmeia, como é conhecida a Penitenciária Feminina do Distrito Federal, para onde Zambelli deve ser levada caso seja extraditada. 

Notícias relacionadas:

A extradição da deputada cassada chegou a ser autorizada pela primeira instância da Justiça italiana, mas a defesa conseguiu que a Corte de Cassação realizasse novo julgamento, diante da falta de informações sobre as condições carcerárias no Brasil. Este é o julgamento que estava marcado para esta quarta e foi adiado para o próximo mês. 

Essa é a segunda vez que a extradição de Zambelli está sendo julgada pela Justiça italiana. Em uma situação anterior, relacionado ao caso no qual ela foi condenada por invadir os sistemas do Conselho Nacional de Justiça (CNJ), o pedido chegou a ser autorizado pela primeira instância, mas a defesa conseguiu reverter a decisão na Corte de Cassação, última instância recursão italiana. 

Na ocasião, para negar a extradição, os magistrados italianos mencionaram o que seria uma falta de imparcialidade no julgamento do caso por parte do relator no Supremo Tribunal Federal (STF), ministro Alexandre de Moraes. 

Em nota, o advogado Eduardo Maurício, que representa Zambelli, disse que o julgamento desta terça (27) não poderia ocorrer, pois sem acesso à documentação enviada pelo Brasil, não seria “possível exercer a ampla defesa e contraditório sobre as questões que envolve a garantia à saúde da ex-deputada”.  

O defensor acrescentou que “extraditar Carla ao Brasil seria o mesmo que entregá-la à morte, já que o sistema prisional brasileiro é desumano e degradante”.

Entenda 

A ex-deputada Carla Zambelli foi condenada a 10 anos de prisão pela Primeira Turma do Supremo, em 2025, pelos crimes de invasão de sistema informático e falsidade ideológica. 

Ela foi considerada culpada por encabeçar uma invasão aos sistemas do Conselho Nacional de Justiça (CNJ) realizada em 2022, com o objetivo de inserir neles um mandado de prisão falso contra o próprio Moraes. A motivação, segundo a condenação, foi desmoralizar o Poder Judiciário diante das eleições presidenciais iminentes. 

Ainda em 2025, ela foi condenada de novo pelo STF, dessa vez a 5 anos e 3 meses de prisão, com regime inicial semiaberto, por porte ilegal de arma de fogo e constrangimento ilegal.

O caso está relacionado à perseguição do jornalista Luan Araújo pelas ruas de São Paulo, dias antes do segundo das eleições presidenciais de 2022. 

Fuga

Após a primeira condenação, antes que fosse expedida a ordem para o cumprimento da pena, Zambelli se valeu do passaporte europeu para embarcar rumo aos Estados Unidos e depois para a Itália, onde pediu refúgio por perseguição política. 

Ela chegou a ser presa em Roma a pedido do STF, por intermédio do governo brasileiro, que pediu sua extradição imediata. Após o primeiro pedido de extradição ser negado em definitivo, ela foi solta. Atualmente ela aguarda em Roma o julgamento do segundo pedido de extradição. 

 

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