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“Mi ha tradito con prostitute. Chiedeva il numero anche alle ragazze in fila per il bagno, quando beve non ha autocontrollo”: la moglie Amanda Martins mette nei guai Wesley

“Chiedeva il numero ad altre ragazze mentre erano in fila per il bagno. Quando beve non ha autocontrollo”. È uno degli episodi raccontati da Amanda Martins, moglie separata di Wesley Franca, calciatore brasiliano della Roma, che ha deciso di rompere il silenzio sulla fine del loro matrimonio. Attraverso una serie di storie pubblicate su Instagram, la donna ha ricostruito alcuni momenti della relazione, accusando il giocatore di averla tradita ripetutamente, anche con prostitute. I due, che hanno avuto una figlia, da tempo non vivono più insieme.

La donna ha spiegato di aver scelto di raccontare pubblicamente la propria versione dei fatti dopo aver letto numerosi commenti e indiscrezioni sulla loro separazione. Una decisione maturata nonostante la riservatezza che, come ha sottolineato, ha sempre cercato di mantenere sulla propria vita privata. “Non avrei mai pensato di arrivare qui sul mio Instagram e di aprirmi su una parte molto importante della mia vita – esordisce Martin -. Parlo del mio matrimonio, anche perché sono sempre stata molto riservata. Ma, davanti ai pettegolezzi che leggo sui social e sui siti di gossip, sono venuta a parlarvi e a spiegarvi un po’ di quello che è successo”.

Amanda Martins ha voluto raccontare tutto ciò che sarebbe accaduto durante il matrimonio, ritenendo di essere stata più volte tradita. “Io e lui oggi siamo separati e quindi può fare quello vuole, non mi interessa se si diverte oppure no. E non che questo faccia la differenza, perché quando lui mi doveva qualcosa comunque mi ha mancato di rispetto. Non mi ha tradito una, non sono state due, non sono state tre volte, sono state varie. E non è stato con una, non sono state con due, non sono state tre ragazze, sono state varie, incluse delle prostitute”.

Rivelazioni che arrivano in un momento in cui di Wesley – che intanto continua a sfrecciare sulla fascia nella Roma di Gasperini – si parla tanto anche e soprattutto per robe extra campo. Perché oltre alle rivelazioni di tradimento della moglie, il calcatore giallorosso è molto chiacchierato su Tik Tok per aver postato una serie di immagini in cui si vedono tantissimi soldi (banconote da 50 euro), orologi di lusso e automobili. La particolarità? Le automobili non hanno nemmeno la targa oscurata. Gli utenti sui social così si lasciando andare a commenti abbastanza espliciti: “Fossi un ladro, starei già organizzando una rapina. Veramente stupido“.

Martins ha sostenuto di non basare le proprie accuse su semplici indiscrezioni, ma su quanto avrebbe scoperto personalmente. Secondo la sua versione, avrebbe avuto accesso al telefono del calciatore, trovando immagini e video relativi agli incontri che ritiene dimostrino i tradimenti. “Lo so non per voci o confidenze ma perché l’ho visto coi miei occhi. Ho avuto accesso al suo telefono. In quegli incontri ha fatto foto, ha filmato, quindi ho passato tutto sul mio telefono. Persino in quei momenti mostrava la fede nunziale al dito, senza rispetto”.

La donna ha raccontato anche di aver chiesto più volte al marito di ammettere quanto sarebbe successo. “Quando mi accorgevo di certe cose, lui giurava su Dio e sulla figlia. Non avevo prove all’inizio, era la sua parola contro la mia. Io ho già pianto tutto quello che avevo da piangere e oggi è persino strano pensarci, io che lo amavo tanto, no? Che dormivo con una persona che che amavo tutti i giorni della mia vita. Per me è stato uno shock. Io neanche so se altre donne avrebbero lo stomaco che ho avuto io di vedere tutto e essere fredda, di parlare nel momento giusto. Io ho dato varie opportunità a lui di confessare quello che lui aveva fatto e lui non ha mai confessato”.

Nel suo sfogo, Amanda ha fatto riferimento anche al periodo della gravidanza, sostenendo di aver attraversato momenti difficili senza rendere pubblica la situazione. Ha raccontato di aver provato a salvare il matrimonio, perdonando e concedendo nuove possibilità al marito, con l’obiettivo di costruire una famiglia stabile. “Anche durante la gravidanza sono stata tradita e abbandonata. Ma non sono mai andata su Internet a rendere pubblica nessuna di queste cose. Ho accettato tutto in silenzio, ho perdonato, ho cercato davvero di costruire una famiglia, di avere un matrimonio solido. Ma non ha funzionato. E non è stata nemmeno colpa mia. Perché penso che quando una persona è fatta così, non ci sia nessuno che possa farla cambiare. Qualsiasi relazione avrà, sarà sempre così. La persona che starà con lui passerà quello che ho passato io, o anche peggio”.

Secondo il suo racconto, i presunti tradimenti si sarebbero verificati anche durante uscite pubbliche, nei ristoranti e nei locali, al punto da farle perdere la serenità persino nelle occasioni più comuni. “Vi sto raccontando solo una piccolissima parte di tutto quello che è successo. Perché ero arrivata al punto di non sentirmi più a mio agio nemmeno a uscire di casa. Quando andavamo al ristorante, mi è capitato di assistere a scene in cui lui chiedeva il numero di telefono alla cameriera. Oppure chiedeva il numero ad altre ragazze mentre erano in fila per il bagno. Perché quando beve non ha autocontrollo“.

Le dichiarazioni arrivano mentre la separazione tra i due continua a far parlare sui social: “Ho cominciato a soffrire di crisi d’ansia, una cosa che non mi era mai successa prima. Sono arrivata persino a darmi la colpa, alcune volte. Sono arrivata a pensare che avrei dovuto prendermi più cura di me stessa, per fare in modo che lui non sentisse nemmeno il bisogno di guardare altre persone per strada. Ma quando un uomo è un poco di buono, non importa“.

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Coppa Davis, le convocazioni di Volandri per le Finals di Bologna: per ora non c’è Berrettini

Il capitano azzurro Filippo Volandri ha diramato le convocazioni ufficiali del quintetto dell’Italia, che dal 24 al 29 novembre a Bologna andrà a caccia del quarto titolo mondiale consecutivo della Coppa Davis, il quinto assoluto della sua storia. Sarà infatti la SuperTennis Arena di BolognaFiere ad accogliere la Davis Cup Final, con gli azzurri che esordiranno mercoledì 25 novembre alle ore 16 contro la Corea del Sud.

Volandri ha scelto i suoi uomini: si tratta di Flavio Cobolli (n.6 del ranking Atp), Luciano Darderi (n.23), Lorenzo Musetti (n.26), Andrea Vavassori (n.7 Atp di doppio), Simone Bolelli (n.10 Atp di doppio). Al momento, il capitano azzurro ha scelto in base alla classifica. Per questo motivo è stato escluso ad esempio Matteo Berrettini, grande protagonista della vittoria di un anno fa insieme a Cobolli. Nulla però di definitivo: da regolamento sarà possibile sostituire fino a un massimo di tre giocatori rispetto alla Team Nomination di oggi. Tali modifiche dovranno essere comunicate entro le ore 11 (ora locale italiana) del giorno precedente l’inizio delle gare, ovvero lunedì 23 novembre.

Volandri ha spiegato: “Queste convocazioni sono come di consueto elaborate tenendo conto delle posizioni della classifica attuale. Saranno determinanti per me le prossime settimane che ci separano della nuova avventura della Davis. Con tutto il mio staff lavoreremo per approfondire le condizioni di ciascun giocatore al fine di definirne la disponibilità, per poter arrivare a schierare la migliore formazione possibile“. Il capitano azzurro quindi non esclude la possibilità di modifiche: “Sappiamo di avere una squadra molto forte, perché può contare su un’ampia rosa di giocatori, composta oltre a questi anche da Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego assoluti protagonisti delle scorse edizioni”.

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L’ex Liverpool Pennant aggredito da un pastore tedesco: è stato salvato dal suo akita. “È il mio eroe, il cane non mollava la presa”

Jermaine Pennant è stato aggredito da un pastore tedesco e poi salvato dal suo cane. L’ex centrocampista di Liverpool e Arsenal è stato protagonista di un incidente che gli è costato 50 punti di sutura, con il peggio che è stato scongiurato grazie all’intervento del proprio cane. Secondo quanto riportato dalla Bbc, Pennant stava portando a spasso i suoi due cani in un parco del nord di Londra la scorsa settimana quando è stato aggredito brutalmente da un pastore tedesco. L’animale gli ha morso la gamba e non voleva lasciare la presa. A sua difesa è intervenuto il suo cane, un Akita, che si è avventato contro il pastore tedesco ed è riuscito ad allontanarlo.

L’ex calciatore però è stato comunque ricoverato in ospedale, dove gli sono stati applicati 50 punti di sutura ed è stato lo stesso Pennant a non escludere un intervento di chirurgia estetica per una delle ferite. Il tutto è stato raccontato in un post pubblicato su Instagram: “Sono stato attaccato da un pastore tedesco, ho cercato di proteggere King (il suo Akita, ndr) ma il cane mi ha morso una gamba, ero a terra con il cane ancora attaccato che non accennava a mollare la presa, finché King non è intervenuto perché non sapeva cosa stesse succedendo”.

Pennant ha poi proseguito: “Ma nel momento stesso in cui lo ha fatto, ha allontanato il cane e mi ha salvato da quella che sarebbe potuta diventare una situazione orribile. King era illeso, con solo un piccolo morso alla zampa, ma era coperto di sangue dappertutto, che non era il mio. A quel punto ho dimenticato l’agonia che provavo e il mio cuore è sprofondato”, ha spiegato Pennant sul proprio profilo, per poi concludere con un messaggio diretto al suo cane, “il mio eroe continua a proteggermi e a prendersi cura di me, King sei una leggenda, ti voglio bene, il migliore amico dell’uomo”.

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“I soldi sono la chiave di tutto, sono il motivo per cui qualcuno, quella mattina, è andato da Marco”: parla la madre di Pantani

Tonina Belletti, la madre di Marco Pantani, non ha nessuna intenzione di arrendersi: “Continuerò a lottare per la verità. Gliel’ho promesso sulla tomba”. Da oltre 20 anni lotta per ricostruire quanto successe il 14 febbraio 2004 all’hotel Le Rose, dove fu trovato il corpo senza vita dell’indimenticato campione di ciclismo. La terza indagine della Procura di Rimini si appresta a finire con un nulla di fatto: gli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi, legali dei genitori, si sono opposti all’archiviazione e ora toccherà al gip decidere come procedere. La madre del Pirata però resta convinta: “I soldi sono la chiave di tutto, sono il motivo per cui qualcuno, quella mattina, è andato da Marco”, ha ribadito in un’intervista al Resto del Carlino.

Nel maggio scorso la Procura di Treno aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine sulla “associazione a delinquere di stampo mafioso riconducibile al decesso di Marco Pantani“. Sotto la lente della procura, l’ombra della camorra che sarebbe intervenuta per negare la vittoria del campione romagnolo al Giro d’Italia del 1999. La pm della Dda, Patrizia Foiera, aveva amaramente messo nero su bianco che “nessuno, nell’attualità, ha colto l’occasione per dare un qualsiasi contributo probatorio” rispetto all’ipotesi di un complotto contro Pantani.

Sulla morte di Pantani all’hotel Le Rose invece qualcuno ha parlato: un agente di polizia penitenziaria si è rivolto alla famiglia Pantani raccontando la confidenza fattagli da un detenuto di nazionalità marocchina. A lui Fabio Miradossa – uno dei condannati per la dose fatale a Pantani – avrebbe raccontato che il Pirata sarebbe stato aggredito per un debito legato al consumo di cocaina. Non trovando i soldi, Miradossa e altri due uomini lo avrebbero costretto a ingerire cocaina sciolta nell’acqua e lo avrebbero picchiato. Questo nuovo racconto però non ha trovato riscontri nell’attività investigativa, che per ora resta ferma al punto originario: Pantani è morto per un mix di farmaci antidepressivi e cocaina.

“Io ero e resto convinta – dice la madre al Resto del Carlino – che c’era qualcuno quella mattina con Marco. E che Marco sia stato aggredito dopo una lite, scoppiata per una questione di soldi legata alla droga”. E ancora: “Lui aveva fatto dei prelievi, aveva parecchi contanti con sé: 20mila euro, forse di più. Perché non sono stati mai trovati? I soldi sono il vero movente”. Tonina Belletti sottolinea anche un altro aspetto: “Era possibile arrivare alla camera dove si trovava Marco anche senza passare dall’ingresso principale”. E, nonostante le inchieste finora siano tutte arrivate a un binario morto, la madre del Pirata conclude: “Non mi rassegnerò fino a quando non sarò certa che sarà stata scritta tutta la verità”.

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Sinner annuncia il rientro già nel 2026: giocherà il Six Kings Slam in Arabia Saudita

Il cambio data a causa delle continue escalation in Medioriente poteva essere un’occasione per rivedere Jannik Sinner, come si era detto nelle scorse settimane. E così sarà, salvo clamorosi imprevisti: Sinner giocherà il Six Kings Slam in Arabia Saudita, dal 27 al 30 dicembre 2026. Ad annunciarlo è stato l’organizzatore del torneo, Turki Alalshikh, e lo stesso Sinner ha repostato la news sui social. Il torneo – che Sinner ha già vinto due volte nelle prime due edizioni – è stato spostato da ottobre a fine dicembre per le recenti tensioni in Medioriente, con gli attacchi da parte degli Houthi yemeniti che hanno colpito anche l’aeroporto di Riad, in Arabia Saudita appunto.

Da subito si era detto che potesse essere quella la prima occasione utile per vedere Jannik Sinner in campo dopo l’infortunio al ginocchio che lo tiene distante dai campi dal 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev. Sinner ha saltato tutta la seconda parte di stagione, non partecipando nemmeno agli Us Open, ultimo Slam stagionale, e annunciando il suo ritorno nel 2027, saltando così sia le Atp Finals che la Coppa Davis. Poi lo spostamento a fine 2026 del Six Kings Slam permette all’altoatesino di tornare in campo per il torneo d’esibizione in Arabia Saudita, propedeutico poi all’inizio dell’inizio del 2027, con gli Australian Open previsti già a metà gennaio, dal 17 al 31. Qualcuno storcerà il naso perché Sinner tornerà nel torneo più ricco al mondo che è anche un’esibizione (quindi non valida per la classifica Atp), ma è proprio per questo un test ideale per riprendere confidenza con il campo dopo cinque mesi d’assenza: un’esibizione permette di provare i colpi, ma senza forzare, e di riacquisire una buona condizione fisica.

Al torneo sono attese le principali star del circuito maschile, da Carlos Alcaraz passando per Novak Djokovic fino ad Alexander Zverev. Originariamente era stato annunciato anche Sinner, poi però sostituito da Learner Tien, visto l’infortunio al ginocchio per il tennista azzurro. Il torneo era previsto dal 21 al 24 ottobre e due settimane fa era stato annunciato lo slittamento a fine dicembre. Da lì si sono riaperte le speranze per Sinner, che ora – di comune accordo con gli organizzatori del torneo – ha ufficializzato la sua partecipazione al torneo di tennis più ricco al mondo. Il calendario era già stato sorteggiato nei mesi scorsi e vede Alexander Zverev contro Taylor Fritz e Jannik Sinner contro Alex De Minaur. Match da cui usciranno i semifinalisti che affronteranno Djokovic e Alcaraz, già in semifinale di diritto.

Six Kings Slam, il torneo più ricco della storia del tennis: il montepremi

La prima edizione della ricchissima esibizione saudita si è svolta nel 2024 e il Six Kings Slam è diventato in appena due edizioni l’esibizione più ricca della storia. Ognuno dei sei partecipanti riceve 1,5 milioni di dollari soltanto per presentarsi a Riad; al vincitore spettano altri 4,5 milioni, per un totale di 6 milioni di dollari. Avendo conquistato le prime due edizioni, Sinner ha già incassato complessivamente 12 milioni totali.

Six Kings Slam, torna anche Sinner: i sei partecipanti

Ci sarà Jannik Sinner, ma non solo. Il Six Kings Slam raggruppa l’élite del tennis in un unico torneo, che ricordiamo non vale ai fini della classifica Atp. Con il campione altoatesino ci saranno anche il rivale Carlos Alcaraz, l’eterno Novak Djokovic, ma anche il doppio campione Slam Alexander Zverev, con Taylor Fritz e Alex de Minaur a chiudere il tabellone. Niente da fare per Learner Tien, che avrebbe preso il posto di Sinner.

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Scandalo in Ligue 1: la tecnologia sbaglia e convalida un gol fantasma. “Guardate la telecamera, vi posso giurare che quello è il guanto”

Anche la tecnologia non è infallibile. Per averne conferma basta chiedere all’Auxerre e al suo allenatore Ben Still. Durante l’ultima giornata di Ligue 1, in Francia, la partita tra Auxerre e Le Mans ha fatto notizia non per il risultato, con la partita che è terminata 1-1, ma per una clamorosa svista arbitrale, o meglio della goal-line technology, ovvero il sistema utilizzato per stabilire se il pallone ha superato interamente la linea di porta che fin qui è sempre stato molto affidabile.

Una tecnologia matematica e difficilmente fallibile, ma che sembra aver mostrato qualche crepa. In occasione della rete del momentaneo vantaggio del Le Mans firmato da Buades al 48esimo, il portiere dell’Auxerre Nardi ha provato a intervenire sul colpo di testa dell’avversario, respingendolo con una mano ma non abbastanza per tenerlo fuori dalla porta. O meglio, non abbastanza secondo la goal–line technology.

L’apparecchio tecnologico “addetto” al gol o non gol ha infatti assegnato la rete, ma sulla rete rimane più di qualche dubbio. Secondo l’immagine generata dal sistema infatti, quello mostrato sembra essere il guanto del portiere e non il pallone, che appare invece esattamente sulla linea di porta. “È il suo guanto, vi posso giurare che è il suo guanto. Se guardate la telecamera dietro la porta, è impossibile che quel pallone sia entrato. Mi hanno detto che si sono attivati solo 2 sensori su 4 e che c’è stato un problema informatico. Una cosa senza precedenti“, ha denunciato l’allenatore dell’Auxerre Will Still, che ha raccontato di averne parlato con gli arbitri che avrebbero ammesso l’errore.

“Non tutti gli orologi (compresi quelli degli assistenti arbitrali e del quarto uomo) hanno emesso il segnale acustico contemporaneamente; anzi, uno non ha emesso alcun segnale. E poiché il VAR non aveva un’angolazione sufficientemente chiara per annullare la tecnologia dell’arbitro, ha deciso di convalidare il gol“, fanno sapere dall’associazione arbitri francese, come spiega L’Équipe.

Il portiere dell’Auxerre Paul Nardi, dal canto suo, si è mostrato piuttosto cauto, dichiarando a Ligue 1+: “Se la goal-line technology ha detto che è gol, allora è gol. Personalmente, sono sicuro al 300% che non lo fosse. Sentivo di avere la mano dietro di me. Quando mi sono rialzato, sono stato attento, ma forse i robot sono meglio degli umani“. Poi ha concluso: “È assolutamente impossibile che questo pallone sia entrato!”, ha dichiarato riguardando l’immagine della telecamera del retroporta.

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Preso a mazzate in testa dopo la partita Puteolana-Portici: tifoso 34enne in gravissime condizioni. La sorella: “I medici non ci hanno dato speranze”

Resta ricoverato in gravissime condizioni il tifoso 34enne aggredito con vari colpi alla testa negli scontri avvenuti al termine della partita tra Puteolana e Portici, disputata ieri e valida per il campionato di Eccellenza Campania. L’uomo, tifoso del Portici, è ricoverato in rianimazione all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli: è stato sottoposto a un intervento chirurgico, ma la sua situazione rimane delicata. Dopo l’operazione viene ora sottoposto ad una Tac, la prognosi è strettamente riservata.

Nel frattempo proseguono le indagini per ricostruire la dinamica dell’aggressione e individuare i responsabili degli scontri avvenuti all’esterno dello stadio Domenico Conte, dopo il match vinto per 2-0 dalla squadra ospite. Al momento l’attenzione della Polizia si sta concentrando su una decina di persone che avrebbero preso parte alla rissa e che potrebbero anche avere avuto un ruolo nel ferimento del 34enne, colpito alla testa con un corpo contundente, pare una mazza da baseball o una spranga. Al vaglio degli inquirenti testimonianze e le immagini dei sistemi di videosorveglianza con l’obiettivo di risalire alle eventuali singole responsabilità delle persone identificate.

La sorella, attraverso un video diffuso sui social anche dal Portici, ha chiesto che il responsabile si consegni: “I medici non ci hanno dato speranze, non si può rischiare la vita per una partita di pallone”. All’ospedale hanno fatto visita oggi il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni e il sindaco di Portici, Claudio Teodonno. Con loro anche l’assessore allo Sport del Comune di Pozzuoli, Gennaro Andreozzi. Mario, questo il nome del tifoso porticese vittima del pestaggio, sarebbe stato aggredito nei pressi degli imbocchi della Tangenziale, mentre stava facendo rientro a casa.

“Siamo profondamente scossi da quanto accaduto – dichiarano i sindaci – Mario sta lottando tra la vita e la morte. A lui e alla sua famiglia, a cui ci stringiamo con affetto, abbiamo portato la piena vicinanza delle nostre comunità e delle Amministrazioni, mettendoci a totale disposizione per qualsiasi necessità o supporto in questo momento drammatico. Preghiamo tutti affinché possa farcela”. I due primi cittadini hanno voluto ribadire con forza un messaggio chiaro: “Ribadiamo che il calcio e lo sport non hanno e non devono avere mai nulla a che fare con la violenza, con la sopraffazione o con la criminalità. Scene del genere sono un’offesa ai valori civili e non si devono ripetere mai più e siamo pronti ad intensificare anche i nostri sforzi con una maggiore presenza della Polizia Municipale”.

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Stangata per Allegri: due giornate di squalifica, salta anche la Juve. Le motivazioni del giudice sportivo, il Napoli fa ricorso

Costa caro a Max Allegri l’espulsione rimediata nel finale di Napoli-Roma, il big match di sabato scorso al Maradona: il tecnico infatti ha ricevuto dal giudice sportivo di Serie A due giornate di squalifica, oltre a una ammenda di 10mila euro. Allegri non potrà sedere in panchina mercoledì 28 per la trasferta in casa del Monza e soprattutto domenica 1 novembre quando gli azzurri affronteranno la Juventus all’Allianz Stadium. Tornerà regolarmente al suo posto per l’altro big match dell’8 novembre, che vedrà il Napoli ospitare la Lazio di Gattuso allo stadio Maradona alle 12.30. Il Napoli però ha annunciato ricorso.

Allegri aveva fortemente contestato il cartellino rosso, arrivato per le proteste dopo il 3 a 3 della Roma: Beukema era rimasto a terra, anche se le immagini hanno successivamente chiarito che il difensore del Napoli ha simulato. “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace”, aveva spiegato Allegri a Dazn. “Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“: il conto ora va aggiornato con la nuova ammenda.

Le motivazioni della squalifica

Nel comunicato del giudice sportivo viene fornita una ricostruzione diversa. La squalifica del tecnico è arrivata “per avere, al 45° del secondo tempo, rivolto un’espressione ingiuriosa nei confronti degli Ufficiali di gara, per avere, inoltre, negli spogliatoi, rivolto ai medesimi un’espressione gravemente irrispettosa e assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un dirigente della squadra avversaria; infrazioni rilevate dal Quarto Ufficiale e dal Direttore di gara e l’ultima dai collaboratori della Procura federale“, scrive il giudice sportivo.

Non si fa quindi riferimento alla famosa frase che Allegri – stando a quanto riportato da molti testimoni – avrebbe pronunciato nei corridoi del Maradona: “Vi hanno messo la Champions in tasca ed ho pagato io con il Milan”. Su questo punto potrebbero esserci ulteriori indagini da parte della Procura federale. Nel frattempo Gian Piero Gasperini in conferenza stampa oggi ha commentato: “Ci sono i numeri, le testimonianze, i dati, nostri e delle altre squadre. Non ho letto un commento a favore di questa constatazione che mi sembra veramente infelice. Non c’è bisogno che io aggiunga altro“, ha chiuso il tecnico della Roma.

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Sinner ancora in vetta, ma ora Zverez può superarlo. Musetti non guadagna posizioni dopo la vittoria a Lione | La nuova classifica Atp

Tutto ancora invariato. Vale per la prima posizione, con Jannik Sinner ancora in vetta al ranking per la 95esima settimana complessiva. Ma vale anche per Lorenzo Musetti, che nonostante la vittoria nell?Atp di Lione rimane ancora alla 26esima posizione (ci torneremo dopo). Complessivamente, l’’Italia mantiene otto giocatori in Top 100. Alle spalle di Sinner rimangono, resta ancora in top 10 Flavio Cobolli (n.6), sempre più vicino a conquistare un posto alle Atp Finals di Torino.

Tornano alla vetta della classifica, il momento del sorpasso di Alexander Zverev potrebbe essere arrivato: il tedesco gioca a Vienna e gli basterà arrivare ai quarti di finale per agganciare Sinner in testa. L’altoatesino infatti perderà i mille punti della vittoria a Parigi di un anno fa. Con una semifinale o un risultato migliore, Zverev scavalcherebbe definitivamente Sinner.

Lo scarto tra il calendario 2026 e quello dell’anno precedente ha giocato un brutto scherzo anche a Musetti: il carrarino ha guadagnato 250 punti grazie al titolo vinto a Lione, il primo in quattro anni, ma non ha migliorato la posizione in classifica perché sono contemporaneamente usciti dalla sua classifica i 180 conquistati con la semifinale dell’anno scorso a Vienna. Resta alla posizione numero 23 Luciano Darderi, mentre l’unico Top 100 italiano a guadagnare posizioni rispetto alla precedente classifica è Mattia Bellucci (n. 66, +2).

La nuova classifica ATP

Le prime 10 posizioni
1. Jannik Sinner – 10.450 punti
2. Alexander Zverev – 9.750 punti
3. Carlos Alcaraz – 5.610 punti
4. Ben Shelton – 4.680 punti
5. Daniil Medvedev – 3.860 punti
6. Flavio Cobolli – 3.690 punti
7. Felix Auger-Aliassime – 3.515 punti
8. Arthur Fils – 3.425 punti
9. Frances Tiafoe – 3.380 punti
10. Alex de Minaur – 3.280 punti

Gli altri italiani in classifica
23. Luciano Darderi – 2.160 punti
26. Lorenzo Musetti – 1.920 punti
36. Matteo Arnaldi – 1.311 punti
48. Matteo Berrettini – 1.083 punti
66. Mattia Bellucci – 824 punti
91. Lorenzo Sonego – 658 punti

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Il Milan di Amorim vola al quarto posto: “Molto contento e orgoglioso” | La nuova classifica di Serie A

Il Milan supera in trasferta l’Udinese per 2-0, nel posticipo dell’ottava giornata di Serie A. La squadra di Amorim sale al quarto posto con 18 punti, agganciando la Roma: nonostante le critiche, il tecnico portoghese ha portato i rossoneri al livello della squadra di Gasperini, che giustamente tante lodi ha ricevuto in questa prima parte di campionato. L’Inter, in vetta insieme alla Lazio, è distante 4 punti: dopo il turno infrasettimanale, sabato sera a San Siro andrà in scena un derby che può cambiare volto alla stagione rossonera.

Pulisic e Hutchinson hanno firmato una vittoria piena del Milan: di fronte c’era l’Udinese in crisi, ma anche i rossoneri vivono un periodo complicato, con l’infermiera piena. Amorim potrebbe togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ma per ora preferisce mantenere un profilo basso: “Sono molto contento e orgoglioso della squadra, siamo stati competitivi fin dai primi minuti e poi nel secondo tempo abbiamo controllato. Ora dobbiamo pensare alla prossima“. Ai microfoni di Dazn aggiunge: “Stiamo lavorando duramente, oggi avevamo tanti infortuni, e sono davvero orgoglioso dei miei giocatori perché quando sono in campo sono io responsabile. Guardando in giro per l’Europa c’è un infortunio a partita, visti i tanti impegni, ma io devo comunque garantire le vittorie. E lo faccio anche pensando al futuro del Milan”.

Può respirare anche un altro allenatore, Luciano Spalletti, che al momento però non se la passa così bene. Una Juventus non brillantissima vince 2-0 al Via del Mare contro il Lecce di Di Francesco e ottiene la seconda vittoria esterna della stagione. A Spalletti bastano le reti di McKennie e Dougles Luiz nel primo tempo per gestire la gara. Con questa vittoria la Juve sale a 14 punti e aggancia il Frosinone, mentre il Lecce resta fermo a 9.

“Abbiamo modificato qualcosa dal punto di vista tattico, giocando con i tre centrocampisti perché in questi momenti ci vuole più solidità. Poi in base a certe scelte ti possono mancare certe potenzialità, escludendo quelle punte esterne che in precedenza ci han fatto del bene”, ha detto Spalletti commentando a Sky Sport la vittoria. “Siamo contenti, si è visto una squadra più quadrata senza avere spazi lunghi”, ha detto ancora Spalletti.

La classifica di Serie A aggiornata dopo l’8ª giornata

1. Inter — 22 punti
2. Lazio — 22 punti
3. Roma — 18 punti
4. Milan — 18 punti
5. Como — 17 punti
6. Frosinone — 14 punti
7. Juventus — 14 punti
8. Torino — 13 punti
9. Cagliari — 13 punti
10. Napoli — 11 punti
11. Atalanta — 10 punti
12. Lecce — 9 punti
13. Bologna — 8 punti
14. Sassuolo — 8 punti
15. Monza — 7 punti
16. Genoa — 7 punti
17. Udinese — 4 punti
18. Fiorentina — 4 punti
19. Parma — 4 punti
20. Venezia — 3 punti

Il calendario: la 9ª giornata di Serie A

– Sassuolo-Lazio — martedì 27 ottobre, ore 18:30
– Roma-Cagliari — martedì 27 ottobre, ore 20:45
– Torino-Como — martedì 27 ottobre, ore 20:45
– Milan-Bologna — mercoledì 28 ottobre, ore 18:30
– Parma-Udinese — mercoledì 28 ottobre, ore 18:30
– Venezia-Inter — mercoledì 28 ottobre, ore 18:30
– Genoa-Juventus — mercoledì 28 ottobre, ore 20:45
– Monza-Napoli — mercoledì 28 ottobre, ore 20:45
– Frosinone-Lecce — giovedì 29 ottobre, ore 18:30
– Fiorentina-Atalanta — giovedì 29 ottobre, ore 20:45

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Tremendo infortunio per Jalen Williams, i compagni sotto choc: Gilgeous-Alexander fatica a trattenere le lacrime

Un gravissimo infortunio ha sconvolto la NBA: si tratta di Jalen Williams, stella degli Oklahoma City Thunder. A poco più di un minuto dalla fine della partita contro i Los Angeles Clipper (vinta poi per 108 a 101) il giocatore è atterrato male dopo una schiacciata e la gamba sinistra si è piegata con una torsione totalmente innaturale. Lo staff medico ha subito coperto con un telo l’arto infortunato; nonostante ciò, lo choc per compagni e avversari è stato forte.

Uscito in barella, Jalen Williams ha rivolto al pubblico due pollici alzati; purtroppo, però, il trauma che ha subito – ancora senza diagnosi – si preannuncia particolarmente grave. Probabile stagione finita per il secondo violino di OKC, il cui apporto nelle Finals del 2025 è stato determinante con i suoi 23.6 punti di media nel corso delle 7 gare che portarono i Thunder al titolo.

È un brutto colpo per la squadra; non tanto perché Jalen Williams era un perno del quintetto, quanto più per l’impatto emotivo sul collettivo. Shai Gilgeous-Alexander, leader degli Oklahoma City Thunder e 2 volte MVP della Lega NBA, ha a stento trattenuto le lacrime nel post partita: “Dispiace davvero tantissimo per lui, nient’altro da aggiungere”.

“Non lo stiamo affrontando benissimo“, ha confermato coach Marc Daigneault, che poi però ha affermato che il calendario impone di voltare pagina molto velocemente. I Thunder torneranno in campo stanotte, in casa, contro i Phoneix Suns. Parole di conforto e incoraggiamento sono arrivate anche dal sindaco di Oklahoma City David Holt: “L’intera città avrà JDub (soprannome di Williams, ndr) nei propri pensieri e nelle proprie preghiere mentre affronta questa avversità e lungo tutto il suo percorso di recupero”.

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“Mio cognato Gianluca nel team? Tanti mi hanno criticato, ma era quello che mi serviva”: parla Lorenzo Musetti

Una maledizione infranta dopo 4 anni di attesa. Il riscatto dopo una stagione difficile, da cui può cominciare anche la risalita in classifica. La vittoria dell’Atp di Lione ha tanti significati per Lorenzo Musetti, che sul duro francese ha ritrovato il suo gioco e il gusto di alzare al cielo un trofeo, come non accadeva da ottobre 2022, quando vinse contro Matteo Berrettini a Napoli. Da lì sette finali giocate e tutte perse, più un 2026 complicatissimo, condizionato da tantissimi problemi fisici. E tra le ragioni della rinascita di Musetti, oltre alla ritrovata condizione atletica, c’è anche la presenza nel suo team del cognato Gianluca Mager. Una scelta che aveva fatto tanto chiacchierare, tra critiche e gossip: il campo invece ha dato ragione al talento carrarino.

Mager ha smesso da poco di giocare a tennis, è stato un ottimo singolarista, che vanta un best ranking di numero 62. Soprattutto, è sposato con Valentina Confalonieri, sorella di Veronica (nella foto a sinistra le due sorelle insieme, ndr). Veronica è la storica compagna di Musetti: la coppia ha due figli, Ludovico e Leandro. La presenza del cognato nel team aveva fatto storcere il naso a qualcuno. Invece, il lavoro di Mager al fianco di coach Simone Tartarini ha portato subito i suoi frutti: “”È stato un ingresso ‘silenzioso’ nel team ma ha portato subito risultati”, ha spiegato Musetti dopo il trionfo a Lione, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

È proprio grazie a Mager che Musetti e la compagna Veronica Confalonieri si sono conosciuti. I due sono amici da tempo, ancor prima di diventare parenti: “Siamo stati compagni di Serie A, abbiamo alzato lo scudetto insieme. Io ero presente quando lui prese il suo primo punto Atp a Spezia, nel Futures che organizzava Simone”. “Quindi ci sono mille sfaccettature del nostro rapporto”, sottolinea Musetti. Che rivendica la bontà della sua scelta: “L’ho fatta per ritrovare un po’ di serenità”.

Il carrarino non si è fatto influenzare dall’esterno ed è andato avanti per la sua strada: “Tanti l’hanno criticata, parlando di comfort zone, però credo che fosse quello che cercavo e che mi serviva, specialmente dopo un’annata così difficile. Qualcuno con cui potermi confrontare, con una visione più da giocatore, perché Gianluca ha smesso poco tempo fa”. Nulla che metta in secondo piano coach Tartarini, ma una figura diversa: “Credo che la carica e gli stimoli che ci siamo dati l’un l’altro siano stati un po’ il frutto di questa bellissima settimana, ovviamente coordinata dietro le quinte da Simone Tartarini. Ovviamente siamo solo all’inizio, però credo che si possa instaurare veramente qualcosa di solido“.

Intanto, dopo il successo a Lione è arrivata anche la storia Instagram proprio di Veronica Confalonieri. La compagna di Musetti ha condiviso un video in cui il tennista esulta dopo la vittoria andando ad abbracciare proprio Gianluca Mager: “L’unione fa la forza“, ha scritto nella storia, insieme a tre emoticon del cuore e a un’altra parola: “Family“.

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“Mi ricordo l’anno scorso, Antonelli per 9 gare senza punti e le critiche perché era troppo giovane”: parla Toto Wolff

Toto Wolff è già pronto alla festa: con la tequila se sarà in Messico, con il mojito se bisognerà attendere fino al Brasile. Ormai è solo questione di tempo prima di vedere Kimi Antonelli campione del mondo di Formula 1. Dopo il Gp di Austin, stravinto dal 20enne bolognese, il titolo è nelle sue mani, manca solo la matematica. E il team principal della Mercedes può gonfiare il petto: “Questo è il lavoro di 9 anni“, dice con gli occhi pieni di orgoglio ai microfoni di Sky Sport.

Wolff è tra coloro che hanno creduto in Antonelli e che hanno contribuito a plasmare il suo talento. “Oggi senti gente dire ‘si vede il talento, è come Niki Lauda’. Ma questa gente non capisce che questo è il lavoro di 9 anni. Un lavoro partito dai kart, anni di sviluppo, di crescita, di lavoro con gli ingegneri”, sottolinea il boss della Mercedes. Che ha seguito la sua crescita fin dall’inizio e poi, oltre un anno fa, ha avuto il coraggio di lanciarlo in Formula 1 nonostante fosse appena maggiorenne.

“Non è il risultato di un ragazzo che ha vinto subito. Mi ricordo l’anno scorso, per 9 gare senza punti“, rivendica Wolff. Non ha dimenticato le critiche: “È troppo giovane“. Ne arrivarono tante, ma il tempo ha dato ragione alla Mercedes. E oggi tutti osannano il talento italiano, che ad Austin ha dato l’ennesima prova del suo talento: “È una super vittoria. Finiamo il lavoro e dopo faremo festa con la tequila o al prossimo weekend con i mojito”, conclude Wolff.

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Pallone d’Oro 2026, oggi il vincitore: sfida tra Kane e Yamal, ma non solo. Chi sono i candidati | Orario e dove vedere la cerimonia in tv e streaming

Oggi va in scena la serata di gala più importante del mondo calcistico: si celebra infatti la 70esima edizione del Pallone d’Oro, il premio personale più ambito dai giocatori di calcio. Quest’anno la cerimonia si tiene eccezionalmente a Londra anziché a Parigi: France Football, la rivista francese che assegna il riconoscimento, ha voluto omaggiare Stanley Matthews, leggenda del calcio inglese e primo vincitore del premio nel 1956.

Come sempre l’élite del calcio si ritroverà all’interno dello stesso teatro per una serata che assegnerà il premio di miglior giocatore del 2026. Kane e Yamal sembrano partire davanti a tuti, ma nulla è scontato: è uno dei Palloni d’oro più incerti degli ultimi anni. Curiosità: contemporaneamente, alle 20:45, si giocherà la sfida tra Psg e Lione, spostata da domenica alle 20:45 a lunedì sera per motivi di ordine pubblico legati alle manifestazioni in programma a Parigi. Già l’anno scorso successe con il vincitore Ousmane Dembele, che però era infortunato e quindi partecipò alla cerimonia senza problemi.

Pallone d’oro 2026, i favoriti: Kane e Yamal davanti a tutti, poi i Psg e Messi

Ma chi sono i candidati al Pallone d’Oro? E chi tra loro è favorito? I nominati più importanti sono sicuramente Kylian Mbappé, ancora in cerca di questo prezioso riconoscimento nonostante sia da anni una delle principali stelle del calcio mondiale, Lionel Messi, che, nonostante i suoi otto Palloni d’Oro in bacheca (record di sempre), si guadagna l’ennesima candidatura a quasi 40 anni dopo aver portato l’Argentina in finale ai mondiali, Rodri, vincitore del premio nel 2024 e capitano della Spagna campione del mondo.

E poi i vari Dembelé, Fabian Ruiz, Marquinos, Vitinha, e Hakimi, stelle del Paris Saint-Germain campione d’Europa per la seconda volta di fila e reduci da ottimi risultati con le proprie nazionali ai mondiali. Per esempio Fabian Ruiz, ex Napoli, è stati anche vincitore della coppa del mondo con la Spagna da protagonista. Ma c’è un altro giocatore del Paris Saint-Germain che ha indossato anche la maglia partenopea e che potrebbe alzare l’ambitissimo premio in virtù delle grandiose prestazioni offerte durante tutto il percorso in Champions League: stiamo parlando di Khvicha Kvaratskhelia, purtroppo recentemente infortunatosi gravemente al ginocchio, tra i favoriti di questa edizione. L’unico giocatore candidato che attualmente gioca in Serie A è Lautaro Martinez, capitano dell’Inter con cui ha nettamente vinto il campionato italiano, e finalista al mondiale con l’Argentina.

Tuttavia, sono Harry Kane e Lamine Yamal quelli che, secondo i bookmakers, si contenderanno il Pallone d’Oro 2026. Il primo, leggermente favorito, è universalmente riconosciuto come uno degli attaccanti più completi attualmente in azione, e la scorsa stagione è stato protagonista sia nella vittoria delle Bundesliga con il Bayern Monaco che nella cavalcata dell’Inghilterra ai mondiali, interrotta solo da una pazza rimonta dell’Argentina in semifinale. Il secondo, invece, è senza dubbio il presente e il futuro del calcio mondiale: nonostante gli appena 19 anni è uno dei fantasisti più forti in circolazione e il suo contributo è stato determinante sia nella vittoria della Liga con il Barcellona, sia nella conquista del mondiale con la Spagna.

Capitolo Pallone d’Oro femminile. Qui la lotta è apertissima: i nomi più importanti sono quelli di Ewa Pajor (33 gol e 7 assist con il Barcellona), Caroline Graham Hansen (18 gol e 16 assist con il Barcellona), Alessia Russo (29 gol e 10 assist con l’Arsenal, arrivata terza nelle votazioni finali della scorsa edizione), e Vivianne Miedema (14 gol e 5 assist con il Manchester City, che ha condotto alla vittoria della Women’s Super League), oltre alla fuoriclasse del Barcellona e della nazionale spagnola Alexia Putellas, che forte del suo quadruple (Liga F, Supercoppa, Copa de la Reina e Champions League) è la principale candidata per vincere il suo terzo Pallone d’Oro. Tra l’altro l’ultima vincitrice dell’ambito riconoscimento è Aitana Bonmatí, anche lei calciatrice del Barcellona e della nazionale spagnola, e anche lei nel 2025 ha vinto il suo terzo Pallone d’Oro (nel suo caso, però, erano addirittura consecutivi).

Pallone d’oro 2026, orario e dove vedere in tv e streaming (anche in chiaro)

La cerimonia di premiazione del Pallone d’oro 2026 sarà trasmessa questa sera dalle 21 in diretta gratuita da Dazn, con un pre-cerimonia dalle 20 alle 21 con Alessio Di Giuseppe in collegamento dal London Palladium Theatre di Londra. A condurre la serata saranno Thierry Henry, ex attaccante francese e secondo classificato al Pallone d’Oro 2003, e Kate Scott, giornalista e conduttrice britannica.

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Antonelli sbaglia marcia e va a sbattere contro una recinzione: Russell non resiste e scoppia a ridere – Video

Piccolo incidente e tante risate durante le riprese di un video promozionale per Mercedes. Kimi Antonelli, al volante di una vettura stradale della casa tedesca, ha urtato una recinzione mentre procedeva in retromarcia. Una scena divertente, condivisa sui social ufficiali del team, che ha subito attirato l’attenzione dei tifosi. Ad assistere alla scena c’era anche George Russell, compagno di squadra del giovane pilota italiano, seduto su un’altra automobile. Di fronte all’imprevisto, il britannico non è riuscito a trattenere le risate.

L’impatto è stato lieve e non ha provocato ovviamente alcuna conseguenza fisica per Antonelli, che ha vinto ad Austin, avvicinandosi al sogno Mondiale. Nessun problema, dunque, per il pilota Mercedes, protagonista di un simpatico fuori programma lontano dalle sfide in pista.

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Formula 1, Antonelli campione del mondo in Messico se: tutte le combinazioni

Un altro piccolo passo. Piccolissimo, minuscolo. Poi un pilota italiano tornerà a vincere un mondiale di Formula 1 a distanza di 73 anni dall’ultima volta, quando trionfò Alberto Ascari nel 1953. Per Andrea Kimi Antonelli non è più una questione di “se“, ma di “quando“. Con cinque gare alla fine (tenendo sempre i gran premi di Qatar e Abu Dhabi, ancora in forse) e 125 punti a disposizione, Antonelli ha 123 punti di vantaggio sul compagno di scuderia George Russell e 124 sul ferrarista Lewis Hamilton. Con la vittoria di Austin ha messo un altro grande tassello per il successo finale, ma non è bastato per l’aritmetica, considerando il quarto posto di Hamilton e l’ottavo di Russell, che tengono – seppur servirebbe un autentico miracolo – ancora aritmeticamente in corsa i due per il titolo Mondiale.

Ma cosa serve quindi ad Andrea Kimi Antonelli per laurearsi campione del mondo in Messico? Due punti. Ad Antonelli basterà arrivare nono in Messico, sempre considerando che Russell vinca la gara. Se invece dovesse vincerla Hamilton, ad Antonelli basterebbe un decimo posto, quindi un solo punto. Se Russell ed Hamilton non dovessero vincere, Andrea Kimi Antonelli sarebbe aritmeticamente campione del mondo a prescindere dal proprio risultato. Insomma, se ad Austin le probabilità erano decisamente più basse, in Messico la percentuale di vedere Andrea Kimi Antonelli campione del mondo è decisamente molto alta. La Mercedes si prepara e lo fa anche l’Italia: da 73 anni un pilota azzurro non si laurea campione in Formula 1.

Formula 1, ad Antonelli basta un piccolo passo per diventare campione: la classifica aggiornata

1 Kimi Antonelli (Italia, Mercedes) 365
2 George Russell (Regno Unito, Mercedes) 242
3 Lewis Hamilton (Regno Unito, Ferrari) 241
4 Max Verstappen (Paesi Bassi, Red Bull) 236
5 Charles Leclerc (Monaco, Ferrari) 233
6 Lando Norris (Regno Unito, McLaren) 211
7 Oscar Piastri (Australia, McLaren) 144
8 Isack Hadjar (Francia, Red Bull) 105
9 Liam Lawson (Nuova Zelanda, Racing Bulls) 77
10 Pierre Gasly (Francia, Alpine) 42
11 Arvid Lindblad (Regno Unito, Racing Bulls) 38
12 Franco Colapinto (Argentina, Alpine) 27
13 Oliver Bearman (Regno Unito, Haas) 23
14 Nico Hulkenberg (Germania, Audi) 13
15 Gabriel Bortoleto (Brasile, Audi) 10
16 Carlos Sainz Jr. (Spagna, Williams) 7
17 Esteban Ocon (Francia, Haas) 7
18 Fernando Alonso (Spagna, Aston Martin) 7
19 Alexander Albon (Thailandia, Williams) 5
20 Yuki Tsunoda (Giappone, Racing Bulls) 1
21 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
22 Valtteri Bottas (Finlandia, Cadillac) 0
23 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
24 Lance Stroll (Canada, Aston Martin) 0

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Formula 1, Antonelli vince ad Austin ma non basta: per la festa Mondiale serve un altro piccolo passo | Ordine d’arrivo e nuova classifica

Preciso, pulito, senza sbavature e senza tremare, nonostante fosse forse la gara più importante della sua carriera fin qui. Andrea Kimi Antonelli vince anche il Gp degli Usa, ad Austin, davanti alla Ferrari di Charles Leclerc e fa un altro enorme passo verso uno storico titolo mondiale, che riporterà al successo un italiano dopo 73 anni.

Il pilota Mercedes non è infatti aritmeticamente campione del mondo perché il compagno di squadra George Russell, con i quattro punti conquistati grazie all’ottavo posto, è a 123 punti di distacco da Antonelli con 125 ancora disponibili, sempre considerando Qatar e Abu Dhabi. Ancora virtualmente in corsa – anche se per un solo punto – anche Lewis Hamilton, che con il quarto posto sale a 241 punti, a 124 dal leader del Mondiale. Ad Antonelli serviranno solo 2 punti nel prossimo Gp del Messico per diventare campione. Sempre considerando che George Russell o Lewis Hamilton vincano.

Formula 1 Usa, Antonelli domina ad Austin: l’ordine d’arrivo

1 Kimi Antonelli (Mercedes) Leader
2 Charles Leclerc (Ferrari) +13.078
3 Max Verstappen (Red Bull Racing) +17.485
4 Lewis Hamilton (Ferrari) +18.515
5 Lando Norris (McLaren) +30.521
6 Isack Hadjar (Red Bull Racing) +34.373
7 Oscar Piastri (McLaren) +52.674
8 George Russell (Mercedes) +54.303
9 Liam Lawson (Racing Bulls) +79.653
10 Pierre Gasly (Alpine) +87.714
11 Nico Hulkenberg (Audi) +95.855
12 Arvid Lindblad (Racing Bulls) 1 L
13 Gabriel Bortoleto (Audi) 1 L
14 Esteban Ocon (Haas) 1 L
15 Lance Stroll (Aston Martin) 1 L
16 Fernando Alonso (Aston Martin) 1 L
17 Alexander Albon (Williams) 1 L
18 Carlos Sainz (Williams) 1 L
19 Sergio Perez (Cadillac) 1 L

Formula 1, ad Antonelli basta un piccolo passo per diventare campione: la classifica aggiornata

1 Kimi Antonelli (Italia, Mercedes) 365
2 George Russell (Regno Unito, Mercedes) 242
3 Lewis Hamilton (Regno Unito, Ferrari) 241
4 Max Verstappen (Paesi Bassi, Red Bull) 236
5 Charles Leclerc (Monaco, Ferrari) 233
6 Lando Norris (Regno Unito, McLaren) 211
7 Oscar Piastri (Australia, McLaren) 144
8 Isack Hadjar (Francia, Red Bull) 105
9 Liam Lawson (Nuova Zelanda, Racing Bulls) 77
10 Pierre Gasly (Francia, Alpine) 42
11 Arvid Lindblad (Regno Unito, Racing Bulls) 38
12 Franco Colapinto (Argentina, Alpine) 27
13 Oliver Bearman (Regno Unito, Haas) 23
14 Nico Hulkenberg (Germania, Audi) 13
15 Gabriel Bortoleto (Brasile, Audi) 10
16 Carlos Sainz Jr. (Spagna, Williams) 7
17 Esteban Ocon (Francia, Haas) 7
18 Fernando Alonso (Spagna, Aston Martin) 7
19 Alexander Albon (Thailandia, Williams) 5
20 Yuki Tsunoda (Giappone, Racing Bulls) 1
21 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
22 Valtteri Bottas (Finlandia, Cadillac) 0
23 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
24 Lance Stroll (Canada, Aston Martin) 0

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Thuram punge dopo il rigore negato: “Gli arbitri pensano che simulo”. Chivu: “Non voglio vedere chi piange per gli errori arbitrali”

Sette minuti di pazza Inter a San Siro bastano per ribaltare la Fiorentina. I gol di Marcus Thuram e Piotr Zielinski salvano l’Inter ma anche il designatore Orsato: come accaduto sabato sera con il rigore solare negato a Frattesi (ma senza polemiche per via della vittoria della Lazio), anche oggi i tre punti nerazzurri attutiscono il rumore intorno a un episodio che altrimenti avrebbe fatto molto discutere. Al 69esimo, infatti, quando la Fiorentina era avanti 1 a 0, Thuram reclama un calcio di rigore per un contatto con Vieri, ma per l’arbitro Mariani non ci sono gli estremi per la concessione del penalty. Le immagini mostrano chiaramente il fallo del difensore viola, ma il VAR Fabbri decide di non intervenire.

Tutti i moviolisti, da Marelli a Calvarese, concordano sul fatto che fosse rigore. E a fine partita lo stesso Thuram è tornato sull’episodio: “Ogni volta l’arbitro pensa che ho simulato, ho preso giallo a Bologna e hanno detto che era rigore. Oggi ancora, l’errore ci sta, io devo continuare a puntare l’avversario, poi fischieranno il rigore come è successo oggi”. Il primo riferimento è a Bologna-Inter, altro rigore negato ai nerazzurri dopo il fallo di Darmian, con la beffa del cartellino al francese per simulazione. Il secondo riferimento è al rigore poi assegnato da Mariani nel recupero, quello che ha consentito a Zielinski di completare la rimonta.

“Alla fine siamo stati premiati perché nonostante lo svantaggio abbiamo mantenuto la calma e la lucidità. Faccio i complimenti ai miei, hanno creato e cercato di portare a casa la vittoria. Sono partite che non sono semplici per me e per loro. Oggi meritavamo, lo avrei detto anche se perdevamo”, ha commentato Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, a Dazn al termine del match. Chivu ha chiuso così riguardo le proteste per il rigore negato: “Ho sempre detto che le gare durano 90 minuti, non voglio vedere gente che si piange addosso o si lamenta per le decisioni arbitrali. Voglio vedere gente che ci crede e reagisce”. È la ricetta delle rimonte.

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La Rally Dakar 2027 non si correrà in Arabia Saudita: le tensioni a Riad cambiano i piani. Possibile ritorno in Africa dopo 20 anni

Il Rally Dakar, una delle gare fuoristrada più dure e note al mondo, il prossimo anno non si terrà in Arabia Saudita, a causa di quelli che gli organizzatori definiscono “recenti sviluppi nella regione”. Il rally, inizialmente previsto per gennaio, si svolgerà ora “in un altro territorio” – che verrà annunciato in seguito – per poi fare ritorno in Arabia Saudita nel 2028, come dichiarato dagli organizzatori, Amaury Sport Organisation e Saudi Motorsport Company. Si tratta dell’ultimo di una serie di eventi sportivi che quest’anno sono stati trasferiti altrove, lontano dall’Arabia Saudita, a causa del conflitto che coinvolge l’Iran e dei sanguinosi attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti da Teheran.

L’Arabia Saudita ospita la Dakar dal 2020. Secondo alcune indiscrezioni, si starebbe valutando il trasferimento in Marocco, con partenza dalla Spagna. Qualora ciò avvenisse, sarebbe la prima volta che la Dakar si tiene in Africa dal 2007. La competizione nacque originariamente come un percorso da Parigi a Dakar, capitale del Senegal; nel 2008 fu annullata all’ultimo momento per motivi di sicurezza nel Nord Africa. Da allora, si è svolta prima in Sud America e successivamente in Arabia Saudita. Negli ultimi mesi diversi appuntamenti motoristici previsti in Medio Oriente sono stati rinviati o cancellati sempre per le tensioni che hanno interessato la regione, tra cui il WEC, che ha scelto di rinunciare al Gran Premio in Qatar rimodulando la fase conclusiva del calendario.

Formula 1 e MotoGp, al momento, hanno confermato i propri appuntamenti nella regione: per quanto riguarda la MotoGp, il gran premio del Qatar è ancora regolarmente programmato per l’8 novembre, mentre in Formula 1 gli ultimi due appuntamenti previsti sono quelli sempre in Qatar il 29 novembre e quello di Abu Dhabi del 6 dicembre. Più delicata è la posizione dell’Arabia Saudita, soprattutto dopo i recenti attacchi rivendicati dagli Houthi contro diverse infrastrutture del Paese, tra cui anche l’aeroporto a Riyadh. Una situazione che ha portato anche il tennis a rivedere i propri programmi, con il Six Kings Slam – inizialmente previsto per il 21-24 ottobre – che è stato rinviato a fine dicembre in attesa di ulteriori sviluppi.

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“Ho una malattia infame, oggi è mia ma domani potrebbe essere dei miei figli. Mia moglie ha avuto la forza di farmi tornare”: parla Matteo Materazzi

Matteo Materazzi, fratello di Marco ex difensore dell’Inter e della Nazionale campione del Mondo nel 2006, è affetto da una rara forma di sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Ospite di Verissimo oggi 25 ottobre, nel salotto di Silvia Toffanin ha raccontato la sua lotta contro “una malattia infame” che “ogni giorno ti toglie qualcosa”. Matteo Materazzi ha raccontato il suo viaggio negli Stati Uniti per “una cura sperimentale“. Negli Usa ha iniziato un nuovo percorso terapeutico: “Sono andato grazie all’aiuto di amici che non sapevo nemmeno di avere. La cura non serve a me, serve ai nostri figli. È una malattia genetica, oggi è mia ma domani potrebbe essere dei miei figli. Vorrei che ci fosse un’arma per combattere questa malattia”.

A Matteo Materazzi è stata diagnosticata una rara forma di SLA a settembre 2024. A rivelarlo era stata la moglie Maura Soldati, che aveva avviato anche una raccolta fondi proprio per cercare di aiutare il marito a sostenere le cure negli Stati Uniti. E tra i temi più chiacchierati dopo la rivelazione della malattia c’era stato anche quello relativo al rapporto con il fratello Marco. La moglie aveva subito chiarito tutto: “Si sta spendendo anche lui”. Lo stesso Matteo Materazzi in un’intervista a Repubblica aveva fatto chiarezza: “Abbiamo litigato per sciocchezze, adesso proviamo a recuperare il tempo perso”.

Matteo Materazzi ha 50 anni, anche lui come il fratello Marco ha provato la carriera da calciatore ma l’apice lo ha toccato con qualche presenza in Serie C. Appesi gli scarpini al chiodo era rimasto nel mondo del calcio come agente di calciatori. “Sono una persona normale che vive la malattia come tante persone. Sono arrivato all’età di 50 anni stando bene, mi reputo fortunato, tra virgolette. Ho costruito una famiglia, ho avuto dei figli. Sto male quando vado negli ospedali e vedo bambini che hanno una malattia come la mia, quello è un problema”, ha raccontato a Verissimo.

“Questa malattia mi ha insegnato molto, la malattia ti cambia. Si può soffrire ma bisogna andare avanti con il sorriso. Il destino ha scelto di farmi vivere così, ho una testa lucidissima. Nei limiti del possibile cerco di lavorare, mi do da fare: mi piace vivere”, ha aggiunto Matteo Materazzi. Il pilastro della famiglia è rappresentato dalla moglie Maura: “Ci eravamo separati quando mi sono ammalato. Io ero anche in un periodo di depressione, lei ha avuto la forza di farmi tornare“.

Maura Soldati ha raccontato a Silvia Toffanin: “Con Matteo siamo insieme da 30 anni, è la mia famiglia. Abbiamo riscoperto di amarci molto, nel male ci sono anche situazioni positive”, dice Maura Materazzi. Dopo il viaggio negli Stati Uniti “abbiamo visto un rallentamento della malattia, ma non vogliamo dare false speranze a nessuno. È una cura personalizzata, c’è voluto un anno per accedere a questo trial. Matteo è stato il primo a sottoporsi a questo protocollo, stiamo cercando di aprire una strada per rendere questa cura disponibile senza dover andare negli Stati Uniti”.

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