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Pazzesco Martin: torna in pista 5 giorni dopo la frattura. “L’osso è ancora rotto. Se non fossi in lotta per il mondiale, avrei il gesso”

“Ottenere l’idoneità medica era il primo passo, poi salire in moto sarà un altro grande passo. Dopo aver guidato deciderò se continuare o meno durante il fine settimana“. Jorge Martin ci prova. Dopo la caduta nella sprint di Phillip Island in cui ha rimediato la frattura composta del radio in sede distale, lo spagnolo dell’Aprilia ha ottenuto l’ok per prendere parte alle prime libere del Gran Premio di Malesia. “Mi sento grato di essere qui e di poterci provare a soli cinque giorni da quando mi sono fratturato il radio – le parole di Martin al sito della MotoGp – Cercherò di essere competitivo e di stare bene. Se non fossi in lotta per il campionato, avrei il braccio ingessato e dovrei aspettare quattro o cinque settimane. Questa sarebbe la terapia normale. Ho cercato di fare tutto il possibile in questi giorni a Kuala Lumpur per velocizzare i tempi. Ma la calcificazione dell’osso richiede il suo tempo, l’osso non è ancora saldato ed è rotto, quindi guiderò con un polso fratturato. Cercherò di godermi i giri che farò e vedremo se sarò in grado di essere competitivo“.

Un rischio che Jorge Martin vuole prendersi perché in palio c’è un mondiale, ormai giunto alle battute finali quando mancano 4 gare alla fine. Ma lo spagnolo, a –10 da Marc Marquez, ci crede: “Penso che a Valencia mi sentirò davvero bene e sarò in grado di guidare normalmente. Ma ora abbiamo la Malesia e poi il Qatar, che sono due grandi punti interrogativi per le mie condizioni. Di sicuro non è finita finché non è finita“. Martin ha deciso di provare a stringere i denti solo ed esclusivamente perché è ancora in lotta per il Mondiale.

“Può succedere di tutto, ma adesso non sto pensando troppo al campionato – insiste – Voglio correre e vedere se posso essere competitivo. Se lo sarò, allora sarò ancora in lotta; se non lo sarò, potremo dimenticarci del titolo“. In Malesia però Martin non vuole porsi traguardi: “Voglio solo provarci. Andrò avanti giorno per giorno. Anche se nelle FP1 non dovessi sentirmi benissimo, magari continuerò a provarci finché non capirò se sono davvero in grado di farlo o no. Ma non credo che potrò essere competitivo come lo ero in Australia“.

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Orari Formula 1 Gp Messico: Antonelli è pronto a diventare campione del mondo | Dove vedere il gran premio in tv (Sky, Now, TV8)

Il secondo match-point è quello che può chiudere definitivamente il Mondiale. Andrea Kimi Antonelli arriva al Gp di Città del Messico con la possibilità concreta di diventare campione del mondo di Formula 1: domenica 1 novembre al pilota della Mercedes basterà anche soltanto un nono posto. Dopo la vittoria negli Stati Uniti e l’ottavo posto di George Russell, il bolognese ha infatti bisogno di appena due punti per mettere matematicamente fine alla corsa al titolo.

Sarebbe un successo storico per l’automobilismo italiano. Sono passati 73 anni dall’ultimo titolo mondiale conquistato da un pilota italiano in Formula 1: l’ultimo fu Alberto Ascari, campione nel 1953 con la Ferrari. Antonelli può interrompere l’attesa all’Autodromo Hermanos Rodriguez, senza la necessità di vincere e con la possibilità di gestire il fine settimana lontano dai guai.

Alle sue spalle resta invece apertissima la battaglia per il secondo posto. Russell è a quota 242 punti, Lewis Hamilton a 241, mentre Max Verstappen è staccato di sei lunghezze dal pilota della Mercedes. Anche Charles Leclerc, grazie al secondo posto conquistato ad Austin, è pienamente in corsa: i quattro sono racchiusi in appena nove punti.

Proprio la Ferrari sarà uno dei team da seguire con maggiore attenzione. La SF-26 aggiornata ha convinto in Texas, dove Leclerc ha bissato il secondo posto ottenuto a Singapore. In Messico la Rossa dovrà confermare i progressi mostrati con il nuovo fondo su una pista dove nel 2024 aveva vinto con Carlos Sainz. Anche Verstappen può tornare a inserirsi nella lotta per il successo.

L’Autodromo Hermanos Rodriguez misura 4,304 chilometri, presenta 17 curve e la gara si disputa sulla distanza di 71 giri, per complessivi 305,354 chilometri. L’incognita dell’altura può incidere sui valori in campo e rendere meno prevedibile il fine settimana. Quello messicano sarà inoltre un appuntamento particolare per Sergio Perez, che correrà davanti al proprio pubblico e raggiungerà quota 300 Gran Premi in Formula 1.

Il weekend inizierà venerdì 30 ottobre con le prime due sessioni di prove libere, mentre sabato saranno in programma le Libere 3 e le qualifiche. La gara scatterà domenica 1 novembre alle 21 ora italiana. Tutto il Gran Premio sarà trasmesso in diretta su Sky Sport F1 e in streaming su Sky Go e Now. In chiaro su TV8 saranno invece trasmesse in differita le qualifiche, sabato alle 23.30, e la gara, domenica alle 22.30.

F1, Gp Messico 2026: orari e diretta tv su Sky, Sky Go e Now

VENERDÌ 30 OTTOBRE
19.30 – F1 Prove Libere 1
23 – F1 Prove Libere 2

SABATO 31 OTTOBRE
18.30 – F1 Prove Libere 3
22 – F1 Qualifiche

DOMENICA 1 NOVEMBRE
21 – F1 Gara

F1, Gp Messico 2026: orari tv in chiaro su TV8, repliche in differita

SABATO 31 OTTOBRE
23.30 – F1 Qualifiche – DIFFERITA

DOMENICA 1 NOVEMBRE
22.30 – F1 Gara – DIFFERITA

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“Mi ricordo l’anno scorso, Antonelli per 9 gare senza punti e le critiche perché era troppo giovane”: parla Toto Wolff

Toto Wolff è già pronto alla festa: con la tequila se sarà in Messico, con il mojito se bisognerà attendere fino al Brasile. Ormai è solo questione di tempo prima di vedere Kimi Antonelli campione del mondo di Formula 1. Dopo il Gp di Austin, stravinto dal 20enne bolognese, il titolo è nelle sue mani, manca solo la matematica. E il team principal della Mercedes può gonfiare il petto: “Questo è il lavoro di 9 anni“, dice con gli occhi pieni di orgoglio ai microfoni di Sky Sport.

Wolff è tra coloro che hanno creduto in Antonelli e che hanno contribuito a plasmare il suo talento. “Oggi senti gente dire ‘si vede il talento, è come Niki Lauda’. Ma questa gente non capisce che questo è il lavoro di 9 anni. Un lavoro partito dai kart, anni di sviluppo, di crescita, di lavoro con gli ingegneri”, sottolinea il boss della Mercedes. Che ha seguito la sua crescita fin dall’inizio e poi, oltre un anno fa, ha avuto il coraggio di lanciarlo in Formula 1 nonostante fosse appena maggiorenne.

“Non è il risultato di un ragazzo che ha vinto subito. Mi ricordo l’anno scorso, per 9 gare senza punti“, rivendica Wolff. Non ha dimenticato le critiche: “È troppo giovane“. Ne arrivarono tante, ma il tempo ha dato ragione alla Mercedes. E oggi tutti osannano il talento italiano, che ad Austin ha dato l’ennesima prova del suo talento: “È una super vittoria. Finiamo il lavoro e dopo faremo festa con la tequila o al prossimo weekend con i mojito”, conclude Wolff.

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Antonelli padrone del Mondiale: Austin certifica il divario con Russell. Leclerc ha ritrovato la Ferrari? L’analisi del Gp

Manca un solo passo per arrivare al paradiso, ma è questione di giorni. Settantatré anni di attesa possono finire domenica prossima, quando Andrea Kimi Antonelli avrà la possibilità di riportare l’Italia sul tetto della Formula 1, dove manca dal 1953 con Alberto Ascari su Ferrari. Dopo aver dominato anche il GP di Austin, il ventenne bolognese è padrone assoluto del proprio destino: in Messico gli basterà arrivare nono per conquistare matematicamente il titolo, anche in caso di vittoria del compagno George Russell. Potrà permettersi persino un decimo posto se l’inglese non vincerà, oppure restare a secco qualora né Russell né Lewis Hamilton conquistassero il successo. Una serie di combinazioni che raccontano quanto il Mondiale sia ormai nelle sue mani. E quanto Austin, con la nona vittoria stagionale, abbia avvicinato un appuntamento con la storia che sembrava impossibile appena un anno fa.

Il Texas ha incoronato ancora una volta il talento della Mercedes, capace di trasformare una gara potenzialmente complicata in una dimostrazione di forza. Lo ha fatto sin dal via, scattando nettamente meglio di un Max Verstappen (3° finale) dato davanti da molti alla vigilia. La realtà è che Antonelli ha preso immediatamente il largo mentre alle sue spalle Ferrari e Red Bull si contendevano le posizioni. Nessuna sbavatura, nessuna esitazione, neppure quando le strategie hanno mescolato temporaneamente le carte. La scelta della sosta unica, con il passaggio dalle medie alle dure al 25° giro, si è rivelata vincente. Charles Leclerc, secondo, ha chiuso a 13 secondi, Verstappen a oltre 17. Distacchi pesanti, specie per la Red Bull che aveva dimostrato un altro passo tra Malesia e Singapore. Probabilmente il pacchetto aggiornamenti introdotto a Sepang dalle Frecce d’Argento è stato capito meglio.

Se Antonelli ha corso praticamente da solo, alle sue spalle la Ferrari ha finalmente ritrovato una competitività incoraggiante. Leclerc è stato protagonista di una delle migliori prestazioni stagionali, cominciata con un avvio aggressivo che gli ha permesso di superare Verstappen. “Da 5-6 gare capisco meglio la vettura, che per il resto della stagione è sempre stata strana. Proviamo a battagliare con Kimi nel finale di stagione”, le parole del monegasco dopo la gara. La battaglia con Verstappen è proseguita attraverso strategie differenti, fino al sorpasso decisivo del monegasco al 49esimo giro, favorito da pneumatici più freschi. Una seconda posizione meritata, che restituisce fiducia a Maranello e conferma i progressi della SF-26.

Anche Lewis Hamilton ha lasciato Austin con qualche motivo per sorridere, pur accompagnato dal rimpianto per un podio sfumato. Quarto al traguardo, il britannico aveva progressivamente ridotto il distacco da Verstappen, portandosi a poco più di un secondo dalla Red Bull. Proprio quando l’attacco sembrava possibile, però, la Virtual Safety Car provocata dal ritiro della Cadillac di Valtteri Bottas ha congelato le posizioni. Resta la buona prestazione di Maranello, che ha l’obiettivo di chiudere bene la stagione riprogettare il motore in inverno col fine di recuperare il gap di velocità che anche sabato si è visto.

Più sorprendente nel weekend è stato il passo indietro della Red Bull, arrivata negli Stati Uniti con ben altre aspettative dopo le recenti prestazioni. Verstappen ha dovuto fare i conti con una monoposto difficile da gestire, lamentando problemi di freno-motore e un comportamento tutt’altro che rassicurante. Neppure la strategia delle due soste ha permesso all’olandese di contrastare il ritmo dei migliori. Risaltano i nervi, i pugni al voltante, dopo il secondo pit-stop.

Disperso infine George Russell, ottavo, dopo una gara anonima e una penalità di 5”, accusando addirittura 54 secondi di ritardo da Antonelli. Un abisso quello tra i due piloti di Brackley. La penalità è arrivata per aver tratto vantaggio lasciando la pista in un lungo in curva-12, una condizione che l’inglese non è poi riuscito a migliorare, rimanendo per larga parte della gara bloccato alle spalle della McLaren di Oscar Piastri. Insomma, se Antonelli questa auto l’ha capita alla grande, dando un divario maggiore al rivale con l’arrivo degli aggiornamenti, il britannico avrà bisogno di un importante reset mentale in inverno. Per il primo titolo della carriera del bolognese è solo questione di tempo.

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Antonelli sbaglia marcia e va a sbattere contro una recinzione: Russell non resiste e scoppia a ridere – Video

Piccolo incidente e tante risate durante le riprese di un video promozionale per Mercedes. Kimi Antonelli, al volante di una vettura stradale della casa tedesca, ha urtato una recinzione mentre procedeva in retromarcia. Una scena divertente, condivisa sui social ufficiali del team, che ha subito attirato l’attenzione dei tifosi. Ad assistere alla scena c’era anche George Russell, compagno di squadra del giovane pilota italiano, seduto su un’altra automobile. Di fronte all’imprevisto, il britannico non è riuscito a trattenere le risate.

L’impatto è stato lieve e non ha provocato ovviamente alcuna conseguenza fisica per Antonelli, che ha vinto ad Austin, avvicinandosi al sogno Mondiale. Nessun problema, dunque, per il pilota Mercedes, protagonista di un simpatico fuori programma lontano dalle sfide in pista.

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Formula 1, Antonelli campione del mondo in Messico se: tutte le combinazioni

Un altro piccolo passo. Piccolissimo, minuscolo. Poi un pilota italiano tornerà a vincere un mondiale di Formula 1 a distanza di 73 anni dall’ultima volta, quando trionfò Alberto Ascari nel 1953. Per Andrea Kimi Antonelli non è più una questione di “se“, ma di “quando“. Con cinque gare alla fine (tenendo sempre i gran premi di Qatar e Abu Dhabi, ancora in forse) e 125 punti a disposizione, Antonelli ha 123 punti di vantaggio sul compagno di scuderia George Russell e 124 sul ferrarista Lewis Hamilton. Con la vittoria di Austin ha messo un altro grande tassello per il successo finale, ma non è bastato per l’aritmetica, considerando il quarto posto di Hamilton e l’ottavo di Russell, che tengono – seppur servirebbe un autentico miracolo – ancora aritmeticamente in corsa i due per il titolo Mondiale.

Ma cosa serve quindi ad Andrea Kimi Antonelli per laurearsi campione del mondo in Messico? Due punti. Ad Antonelli basterà arrivare nono in Messico, sempre considerando che Russell vinca la gara. Se invece dovesse vincerla Hamilton, ad Antonelli basterebbe un decimo posto, quindi un solo punto. Se Russell ed Hamilton non dovessero vincere, Andrea Kimi Antonelli sarebbe aritmeticamente campione del mondo a prescindere dal proprio risultato. Insomma, se ad Austin le probabilità erano decisamente più basse, in Messico la percentuale di vedere Andrea Kimi Antonelli campione del mondo è decisamente molto alta. La Mercedes si prepara e lo fa anche l’Italia: da 73 anni un pilota azzurro non si laurea campione in Formula 1.

Formula 1, ad Antonelli basta un piccolo passo per diventare campione: la classifica aggiornata

1 Kimi Antonelli (Italia, Mercedes) 365
2 George Russell (Regno Unito, Mercedes) 242
3 Lewis Hamilton (Regno Unito, Ferrari) 241
4 Max Verstappen (Paesi Bassi, Red Bull) 236
5 Charles Leclerc (Monaco, Ferrari) 233
6 Lando Norris (Regno Unito, McLaren) 211
7 Oscar Piastri (Australia, McLaren) 144
8 Isack Hadjar (Francia, Red Bull) 105
9 Liam Lawson (Nuova Zelanda, Racing Bulls) 77
10 Pierre Gasly (Francia, Alpine) 42
11 Arvid Lindblad (Regno Unito, Racing Bulls) 38
12 Franco Colapinto (Argentina, Alpine) 27
13 Oliver Bearman (Regno Unito, Haas) 23
14 Nico Hulkenberg (Germania, Audi) 13
15 Gabriel Bortoleto (Brasile, Audi) 10
16 Carlos Sainz Jr. (Spagna, Williams) 7
17 Esteban Ocon (Francia, Haas) 7
18 Fernando Alonso (Spagna, Aston Martin) 7
19 Alexander Albon (Thailandia, Williams) 5
20 Yuki Tsunoda (Giappone, Racing Bulls) 1
21 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
22 Valtteri Bottas (Finlandia, Cadillac) 0
23 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
24 Lance Stroll (Canada, Aston Martin) 0

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Formula 1, Antonelli vince ad Austin ma non basta: per la festa Mondiale serve un altro piccolo passo | Ordine d’arrivo e nuova classifica

Preciso, pulito, senza sbavature e senza tremare, nonostante fosse forse la gara più importante della sua carriera fin qui. Andrea Kimi Antonelli vince anche il Gp degli Usa, ad Austin, davanti alla Ferrari di Charles Leclerc e fa un altro enorme passo verso uno storico titolo mondiale, che riporterà al successo un italiano dopo 73 anni.

Il pilota Mercedes non è infatti aritmeticamente campione del mondo perché il compagno di squadra George Russell, con i quattro punti conquistati grazie all’ottavo posto, è a 123 punti di distacco da Antonelli con 125 ancora disponibili, sempre considerando Qatar e Abu Dhabi. Ancora virtualmente in corsa – anche se per un solo punto – anche Lewis Hamilton, che con il quarto posto sale a 241 punti, a 124 dal leader del Mondiale. Ad Antonelli serviranno solo 2 punti nel prossimo Gp del Messico per diventare campione. Sempre considerando che George Russell o Lewis Hamilton vincano.

Formula 1 Usa, Antonelli domina ad Austin: l’ordine d’arrivo

1 Kimi Antonelli (Mercedes) Leader
2 Charles Leclerc (Ferrari) +13.078
3 Max Verstappen (Red Bull Racing) +17.485
4 Lewis Hamilton (Ferrari) +18.515
5 Lando Norris (McLaren) +30.521
6 Isack Hadjar (Red Bull Racing) +34.373
7 Oscar Piastri (McLaren) +52.674
8 George Russell (Mercedes) +54.303
9 Liam Lawson (Racing Bulls) +79.653
10 Pierre Gasly (Alpine) +87.714
11 Nico Hulkenberg (Audi) +95.855
12 Arvid Lindblad (Racing Bulls) 1 L
13 Gabriel Bortoleto (Audi) 1 L
14 Esteban Ocon (Haas) 1 L
15 Lance Stroll (Aston Martin) 1 L
16 Fernando Alonso (Aston Martin) 1 L
17 Alexander Albon (Williams) 1 L
18 Carlos Sainz (Williams) 1 L
19 Sergio Perez (Cadillac) 1 L

Formula 1, ad Antonelli basta un piccolo passo per diventare campione: la classifica aggiornata

1 Kimi Antonelli (Italia, Mercedes) 365
2 George Russell (Regno Unito, Mercedes) 242
3 Lewis Hamilton (Regno Unito, Ferrari) 241
4 Max Verstappen (Paesi Bassi, Red Bull) 236
5 Charles Leclerc (Monaco, Ferrari) 233
6 Lando Norris (Regno Unito, McLaren) 211
7 Oscar Piastri (Australia, McLaren) 144
8 Isack Hadjar (Francia, Red Bull) 105
9 Liam Lawson (Nuova Zelanda, Racing Bulls) 77
10 Pierre Gasly (Francia, Alpine) 42
11 Arvid Lindblad (Regno Unito, Racing Bulls) 38
12 Franco Colapinto (Argentina, Alpine) 27
13 Oliver Bearman (Regno Unito, Haas) 23
14 Nico Hulkenberg (Germania, Audi) 13
15 Gabriel Bortoleto (Brasile, Audi) 10
16 Carlos Sainz Jr. (Spagna, Williams) 7
17 Esteban Ocon (Francia, Haas) 7
18 Fernando Alonso (Spagna, Aston Martin) 7
19 Alexander Albon (Thailandia, Williams) 5
20 Yuki Tsunoda (Giappone, Racing Bulls) 1
21 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
22 Valtteri Bottas (Finlandia, Cadillac) 0
23 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
24 Lance Stroll (Canada, Aston Martin) 0

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La Rally Dakar 2027 non si correrà in Arabia Saudita: le tensioni a Riad cambiano i piani. Possibile ritorno in Africa dopo 20 anni

Il Rally Dakar, una delle gare fuoristrada più dure e note al mondo, il prossimo anno non si terrà in Arabia Saudita, a causa di quelli che gli organizzatori definiscono “recenti sviluppi nella regione”. Il rally, inizialmente previsto per gennaio, si svolgerà ora “in un altro territorio” – che verrà annunciato in seguito – per poi fare ritorno in Arabia Saudita nel 2028, come dichiarato dagli organizzatori, Amaury Sport Organisation e Saudi Motorsport Company. Si tratta dell’ultimo di una serie di eventi sportivi che quest’anno sono stati trasferiti altrove, lontano dall’Arabia Saudita, a causa del conflitto che coinvolge l’Iran e dei sanguinosi attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti da Teheran.

L’Arabia Saudita ospita la Dakar dal 2020. Secondo alcune indiscrezioni, si starebbe valutando il trasferimento in Marocco, con partenza dalla Spagna. Qualora ciò avvenisse, sarebbe la prima volta che la Dakar si tiene in Africa dal 2007. La competizione nacque originariamente come un percorso da Parigi a Dakar, capitale del Senegal; nel 2008 fu annullata all’ultimo momento per motivi di sicurezza nel Nord Africa. Da allora, si è svolta prima in Sud America e successivamente in Arabia Saudita. Negli ultimi mesi diversi appuntamenti motoristici previsti in Medio Oriente sono stati rinviati o cancellati sempre per le tensioni che hanno interessato la regione, tra cui il WEC, che ha scelto di rinunciare al Gran Premio in Qatar rimodulando la fase conclusiva del calendario.

Formula 1 e MotoGp, al momento, hanno confermato i propri appuntamenti nella regione: per quanto riguarda la MotoGp, il gran premio del Qatar è ancora regolarmente programmato per l’8 novembre, mentre in Formula 1 gli ultimi due appuntamenti previsti sono quelli sempre in Qatar il 29 novembre e quello di Abu Dhabi del 6 dicembre. Più delicata è la posizione dell’Arabia Saudita, soprattutto dopo i recenti attacchi rivendicati dagli Houthi contro diverse infrastrutture del Paese, tra cui anche l’aeroporto a Riyadh. Una situazione che ha portato anche il tennis a rivedere i propri programmi, con il Six Kings Slam – inizialmente previsto per il 21-24 ottobre – che è stato rinviato a fine dicembre in attesa di ulteriori sviluppi.

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Grave incidente in kart per il figlio di Toto Wolff: ha 9 anni. Il boss della Mercedes: “Non voglio vedere le immagini”

Jack Wolff, 9 anni, figlio del team principal della Mercedes in Formula 1, è rimasto vittima di un grave incidente durante una gara di kart al Leopard Circuit di Viterbo. È successo venerdì, durante una manche di qualificazione della categoria X30 Mini: all’ultimo giro, un altro pilota lo ha tamponato: il mezzo è volato in aria, colpendo al casco e alla spalla il bambino. La corsa è stata subito interrotta: Jack Wolff è stato sottoposto a controlli e fortunatamente non ha riportato gravi conseguenze nel violento scontro.

Resta però lo spavento. Lo stesso Toto Wolff, che era già ad Austin dove oggi si corre il Gran premio degli Stati Uniti, ai microfoni di Sky Sport F1 ha dichiarato: “Non voglio vedere le immagini”. Il boss della Mercedes, prima di intraprendere la carriera da dirigente, è stato a sua volta pilota. Come la moglie Susie Wolff, anche lei ex pilota. Il loro figlio Jack corre per la squadra KR Motorsport e Viterbo solo poche settimane fa aveva vinto il suo primo titolo con i kart.

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F1, Antonelli parte dalla pole nel giorno del suo primo match point Mondiale | La griglia di partenza del Gp Usa ad Austin

Kimi Antonelli parte dalla pole position nel giorno del suo primo match point Mondiale. Il bolognese ha firmato il miglior tempo delle qualifiche del Gp Usa 2026 di Formula 1 ad Austin, davanti alle due Red Bull di Verstappen e Hadjar, poi le due Ferrari di Leclerc e Hamilton, infine il compagno di squadra George Russell. Per diventare campione del mondo, però, Antonelli deve vincere il Gp degli Stati Uniti e aspettare due risultati precisi: George Russell nono o peggio, Lewis Hamilton quinto o peggio. Solo con questa combinazione, nella serata italiana di domenica 25 ottobre, il pilota della Mercedes potrà festeggiare il titolo con cinque gare d’anticipo. Un titolo che a un italiano manca dal 1953.

La griglia di partenza del Gp Usa 2026

  1. Kimi Antonelli (Mercedes)
  2. Max Verstappen (Red Bull)
  3. Isaac Hadjar (Red Bull)
  4. Charles Leclerc (Ferrari)
  5. Lewis Hamilton (Ferrari)
  6. George Russell (Mercedes)
  7. Oscar Piastri (McLaren)
  8. Lando Norris (McLaren)
  9. Liam Lawson (Racing Bulls)
  10. Pierre Gasly (Alpine)
  11. Nico Hulkenberg (Audi)
  12. Fernando Alonso (Aston Martin)
  13. Oliver Bearman (Haas)
  14. Arvin Lindblad (RB Team) – penalizzato di 5 posizioni per cambio ICE
  15. Esteban Ocon (Haas)
  16. Lance Stroll (Aston Martin)
  17. Carlos Sainz (Williams)
  18. Alexander Albon (Williams)
  19. Sergio Perez (Cadillac)
  20. Valtteri Bottas (Cadillac)
  21. Franco Colapinto (Alpine) – penalizzato di 10 posizioni per cambio PU
  22. Gabriel Bortoleto (Audi) – penalizzato per cambio PU, partirà dalla pit-lane

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MotoGp, la gara in Australia annullata per maltempo: Marquez non allunga, le condizioni di Jorge Martin

Il Moto Gp a Phillip Island, in Australia, è stato annullato a causa delle cattive condizioni del meteo. La gara era stata inizialmente posticipata alle 5 a causa della scarsa visibilità e della pioggia, che compromettevano le possibilità di volo agli elicotteri di soccorso. Marc Marquez non ha dunque avuto la possibilità di allungare il suo vantaggio nel campionato del mondo su Jorge Martin, infortunato. Gli organizzatori hanno deciso di cancellare la gara nonostante il tutto esaurito. Anche le gare di Moto3 e Moto2 sono state annullate.

Come sta Jorge Martin – Il contendente al titolo è stato escluso a causa di una frattura al braccio. Un duro colpo per le speranze di campionato del mondo del pilota. Martin, spagnolo dell’Aprilia, è caduto dalla sua moto ad alta velocità durante la gara Sprint, mentre lottava per la testa della corsa con il vincitore Marc Marquez all’ottavo giro, scivolando nella ghiaia. È stato portato al centro medico del circuito dopo la caduta e l’Aprilia ha dichiarato che è stato “dichiarato non idoneo” a correre oggi. Inizialmente si temeva che avesse riportato due fratture all’avambraccio vicino al polso e che Martin potesse dover tornare in Spagna per un intervento chirurgico. Ma le radiografie hanno mostrato che si trattava di una sola frattura, “non scomposta”, il che significa che l’osso è rimasto allineato.

“L’unico infortunio confermato è una frattura non scomposta del radio distale”, ha dichiarato il team. “Di conseguenza, il pilota non tornerà in Spagna e si sottoporrà alle cure necessarie nei prossimi giorni.” Dopo l’Australia, restano quattro tappe della stagione, con il Gran Premio della Malesia in programma il prossimo fine settimana. La vittoria nello sprint per Marquez, della Ducati, ha permesso al pilota di portarsi a 10 punti di vantaggio su Martin in classifica, in vista dell’ultimo Gran Premio di MotoGP sul circuito di Phillip Island, domenica prossima. Intanto la gara è in dubbio, dato che finora non si sono svolte prove in pista a causa della pioggia e della scarsa visibilità.

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F1, Kimi Antonelli campione 2026: le combinazioni per vincere il titolo già ad Austin

Il primo match point è ad Austin. Per sfruttarlo, però, Kimi Antonelli deve vincere il Gp degli Stati Uniti e aspettare due risultati precisi: George Russell nono o peggio, Lewis Hamilton quinto o peggio. Solo con questa combinazione, nella serata italiana di domenica 25 ottobre, il pilota della Mercedes potrà diventare campione del mondo con cinque gare d’anticipo. Un titolo che a un italiano manca dal 1953. Antonelli arriva in Texas con 102 punti di vantaggio sul compagno di squadra. Un margine che rende possibile chiudere il Mondiale già negli Usa, ma lascia ancora aperta la corsa degli inseguitori. L’occasione più favorevole sarà quella successiva, tra una settimana in Messico.

La classifica e i punti ancora disponibili

Questa la situazione prima del Gp degli Stati Uniti:

  1. Kimi Antonelli (Mercedes): 340 punti
  2. George Russell (Mercedes): 238 punti, a −102
  3. Lewis Hamilton (Ferrari): 229 punti, a −111
  4. Max Verstappen (Red Bull): 221 punti, a −119
  5. Charles Leclerc (Ferrari): 215 punti, a −125

Compreso quello di Austin, restano sei Gran Premi. Dopo la gara americana, rimarranno quindi 125 punti a disposizione. È questa la soglia da raggiungere per festeggiare in Texas: Antonelli dovrà avere almeno 125 punti di vantaggio sul secondo in classifica. Non ne servono 126, perché l’italiano è già sicuro di prevalere in un eventuale arrivo a pari punti con Russell, che non potrà eguagliare il suo numero di vittorie stagionali nemmeno vincendo tutte le gare rimanenti.

Antonelli, le combinazioni per diventare campione ad Austin

Le condizioni devono verificarsi tutte insieme:

  • Antonelli deve vincere.
  • Russell deve arrivare nono o peggio.
  • Hamilton deve arrivare quinto o peggio

Con la vittoria, Antonelli salirebbe a 365 punti. Russell nono ne avrebbe 240, esattamente 125 in meno: potrebbe ancora raggiungerlo, ma perderebbe il titolo per il minor numero di successi. Hamilton quinto arriverebbe invece a 239, con un ritardo di 126 punti. Nessun altro vincolo per Verstappen e Leclerc: con Antonelli vincitore, potrebbero arrivare al massimo secondi. Anche in quel caso resterebbero rispettivamente a 126 e 132 punti di distanza. La vittoria dell’italiano è indispensabile. Un secondo posto lo porterebbe a 358 punti: persino con Russell fuori dai punti, il vantaggio sarebbe di 120, insufficiente per chiudere il Mondiale.

Perché il Messico sarà la grande occasione

Dopo Austin e il Gp del Messico resteranno quattro gare, quindi un massimo di 100 punti da conquistare. Per vincere il titolo in Messico, quindi, ad Antonelli basterà conservare nel bilancio delle due gare il margine che possiede già oggi sui rivali. Potrà anche permettersi di cedere qualcosa. Rispetto alla classifica attuale, complessivamente tra Stati Uniti e Messico, Antonelli potrà perdere al massimo: 2 punti da Russell, 11 punti da Hamilton, 19 punti da Verstappen, 25 punti da Leclerc.

Ecco perché il Messico offrirà condizioni più favorevoli: il vantaggio attuale è già superiore ai punti che resteranno disponibili dopo quella gara. Antonelli dovrà “solo” difenderlo nei due appuntamenti. Altrimenti, poco male: l’occasione potrebbe arrivare nel Gp del Brasile, in casa del suo mito, Ayrton Senna. Sempre che nel frattempo non cambi il calendario di Formula 1, con la rinuncia per questioni geopolitiche ai Gp in Qatar e Arabia Saudita: in quel caso, ci sarebbe una sola gara di recupero a Imola. E ovviamente per Antonelli il Mondiale sarebbe ancora più vicino.

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MotoGp, Marquez si prende tutto: vince la Sprint e ha in tasca il Mondiale. Violenta caduta per Martin: fratture e rischio operazione | La nuova classifica

Pole, vittoria nella Sprint e ritorno in testa al Mondiale: Marc Marquez si prende il sabato di Phillip Island e vede il decimo titolo sempre più vicino. Jorge Martin finisce invece in barella dopo una caduta all’ottavo giro, mentre lottava con il rivale. Il pilota Aprilia è stato dichiarato non idoneo per il Gp d’Australia di domenica: ha una duplice frattura e rischia l’operazione. L’impressione è che questo sabato abbia deciso la corsa al Mondiale di MotoGp 2026.

Martin stava dando spettacolo, poi lo schianto. Le radiografie al centro medico del circuito hanno rivelato, comunica Aprilia, “una frattura del radio e una sospetta frattura dell’ulna all’estremità distale, ovvero una frattura confermata di una delle due ossa dell’avambraccio vicino al polso, con una seconda frattura sospetta anche all’altro osso dell’avambraccio”. Martin dovrà sottoporsi ad altri esami a Melbourne; è in dubbio anche per la Malesia della prossima settimana. “Peccato per la caduta. Ora andiamo a Melbourne e vediamo che esami fare. L’importante è non avere niente di grave, perché la caduta è stata molto pericolosa”, ha detto il pilota spagnolo.

Marquez ha rivolto il primo pensiero all’avversario: “Prima di tutto voglio dire che spero che Martin stia bene“. E ha aggiunto: “Lo dico per il bene del campionato”. Poi il racconto del duello: “Sapevo che avrei dovuto lottare con lui, che sarebbe arrivato, certo non mi aspettavo di trovarmelo davanti già al terzo giro“. “È stata una lotta bella, pulita. Jorge era più veloce di me nell’ultima curva. Di solito sono forte in quel punto, oggi col vento faticavo. Eravamo tutti e due al limite, in quel momento stavo guidando in maniera pulita per non consumare troppo la gomma anteriore”, ha spiegato Marquez.

Il campione della Ducati però ha come sempre gestito tutto alla perfezione e dopo la caduta di Martin ha avuto alle spalle il fedele fratello Alex a proteggere la sua prima posizione. Sul podio hanno chiuso infatti altre due Ducati: quella appunto di Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio. Per l’Aprilia l’unica magrissima consolazione è la rimonta di Marco Bezzecchi: ha recuperato cinque posizioni, dal nono al quarto posto, davanti a Pedro Acosta. In classifica Marquez però è lontanissimo: sale a 365 punti, con 10 lunghezze di vantaggio su Martin e 50 su Bezzecchi. In più, partirà dalla pole anche nel gran premio di domenica dopo aver dominato le qualifiche.

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Portimão: Compra de bilhetes para o MotoGP dá acesso antecipado à Formula 1

Clientes que adquiram pelo menos dois bilhetes para o MotoGP Repsol Grande Prémio de Portugal 2026 beneficiam de uma fase exclusiva de compra antecipada de até dois bilhetes para o Formula 1 MSC Cruises Grande Prémio de Portugal 2027.

O Autódromo Internacional do Algarve (AIA) lança uma nova vantagem exclusiva para os clientes do MotoGP Repsol Grande Prémio de Portugal 2026, que se realiza no AIA, em Portimão, de 20 a 22 de novembro. Quem adquirir, numa única compra, pelo menos dois bilhetes para a prova portuguesa de MotoGP vai ter acesso a uma fase reservada para a compra antecipada de até dois bilhetes para o Formula 1 MSC Cruises Grande Prémio de Portugal 2027, também no Autódromo Internacional do Algarve, de 18 a 20 de junho de 2027.

A vantagem aplica-se às compras realizadas através do site oficial do MotoGP Repsol Grande Prémio de Portugal, clicando aqui, até às 23h59 de 31 de outubro. Os clientes que tenham adquirido os seus bilhetes antes do lançamento desta campanha também são elegíveis, desde que a compra tenha sido realizada numa única transação e inclua, pelo menos, dois bilhetes válidos.

Os clientes elegíveis vão poder aceder a uma fase exclusiva de compra antes da abertura ao público em geral da fase de vendas seguinte, com a possibilidade de adquirir até dois bilhetes. As datas e os detalhes de acesso à fase exclusiva vão ser comunicados posteriormente, por email, aos clientes elegíveis.

“Queremos proporcionar aos adeptos do desporto motorizado a oportunidade de viverem duas das principais competições mundiais numa pista que é reconhecida internacionalmente e que é um dos poucos circuitos europeus onde esta oportunidade vai ser possível”, afirma Jaime Costa, CEO do Autódromo Internacional do Algarve.

Após a abertura da fase exclusiva, os clientes elegíveis deverão aceder ao site oficial do Formula 1 MSC Cruises Grande Prémio de Portugal 2027, clicando aqui, e utilizar o endereço de e-mail associado à compra dos bilhetes MotoGP para validar a elegibilidade. Será depois enviado um código pessoal, intransmissível e de utilização única para acesso à fase exclusiva.

A campanha abrange bilhetes de Bancada e Peão, com exceção da Bancada Principal e Hospitalidade. Os bilhetes estarão disponíveis ao preço de venda ao público em vigor, sem desconto, e sujeitos a disponibilidade durante a fase exclusiva. O acesso antecipado não garante preços ou condições mais favoráveis do que os praticados em fases de venda posteriores.

A compra dos bilhetes MotoGP não garante a posterior aquisição de bilhetes para o Formula 1 MSC Cruises Grande Prémio de Portugal. O benefício desta campanha corresponde exclusivamente ao acesso antecipado à fase reservada de venda, cujos bilhetes são limitados e podem esgotar antes do seu término. Os Bilhetes para o MotoGP Repsol Grande Prémio de Portugal 2026 disponíveis clicando aqui.

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Diogo Moreira na equipa oficial Honda de MotoGP em 2027

Moreira será promovido à Honda HRC Castrol depois de se ter estreado esta temporada na categoria principal do Campeonato do Mundo de Velocidade pela equipa LCR Honda, com a qual chegou ao pódio.

© FRANCK ROBICHON/EPA

"Estou ansioso pelo próximo ano e por ajudar a Honda HRC a regressar ao lugar onde deve estar", disse o piloto
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