Borsa, Milano maglia nera d’Europa. Raffica di vendite
La Borsadi Milano prosegue in calo, peggiore in Europa. Al giro di boa di meta’ seduta l’indice Ftse Mib cede l’1,1% a quota 49.453. Crolla Amplifon a -13,74% nonostante il miglioramento dei conti trimestrali. A pesare e’ soprattutto la conferma, senza revisione al rialzo, della guidance 2026: il mercato si aspettava obiettivi piu’ ambiziosi dopo il rafforzamento della redditivita’.
Pioggia di vendite sui tecnologici con Technoprobe a -7,89% e Stm -4,08%. Prysmian cede il 5,31% all’indomani dei conti. In cima al listino il lusso con Moncler +1,76% e Campari +1,44%. Sul fronte bancario, il mercato continua a seguire gli sviluppi del risiko dopo la bocciatura, da parte dell’assemblea dei soci di Mps, del piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.
Mps cede l’1,08%, Mediobanca perde l’1,36%, mentre Intesa Sanpaolo arretra dell’1,44%. I soci hanno respinto le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm (-1,05%) e Banca Generali (-0,58%), oltre alla fusione con Mediobanca. Intesa Sanpaolo ha confermato che l’Opas su Mps prosegue nonostante la mancata approvazione della fusione. In caso di perfezionamento dell’offerta e qualora ne ricorrano i presupposti, la banca promuovera’ un’Opa obbligatoria sulle azioni Mediobanca non detenute da Mps ne’ dalla stessa Intesa. Nell’automotive Stellantis -3,29%. Tra i principali energetici: Eni +0,58%, Enel +0,09%, Italgas +0,88%.
Sul fronte valutario, l’euro tratta a 1,1190 dollari (+0,09%), sotto quota 1,12, e a 175,83 yen (-0,24%). La moneta unica si avvia a chiudere ottobre con una flessione superiore all’1%, penalizzata dalle preoccupazioni sui conti pubblici francesi e dalla prudenza della Bce. Il dollaro/yen e’ a 157,12 (-0,37%).
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi e’ stabile a 118 punti. Il rendimento scende al 4,51% rispetto al 4,53% dell’avvio.
Giovani laureati cercasi. Nonostante il numero complessivo di chi dispone di un’istruzione universitaria sia in decisa crescita negli ultimi anni, i profili STEM sono sempre più introvabili. Un fenomeno che va di pari passo con tempi lunghi di inserimento lavorativo per altri percorsi, come quelli umanistici e delle scienze sociali, dove il numero di laureati supera di gran lunga la domanda. Non solo, ci sono regioni italiane dove le difficoltà di reperimento di candidati in possesso di un titolo di istruzione terziaria sono molto elevate. È il risultato del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, analizzato nell’ultimo focus di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: “Il valore della formazione universitaria e le nuove sfide del lavoro”.
Alla base delle difficoltà delle aziende a reperire i profili, e di alcuni giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, ci sono fattori diversi. Certamente l’indirizzo scelto è tra questi. Se la percentuale di difficoltà di reperimento di laureati a livello nazionale è cresciuta dal 35,2% del 2019 al 51% del 2025, il dato non è omogeneo. Si arriva infatti al 72,8% per le posizioni che richiedono una laurea chimico-farmaceutica, al 70,8% per l’indirizzo sanitario e paramedico, al 65,7% per gli ingegneri industriali e al 62,5% per matematici, fisici e informatici. Per altri profili, invece, si scende a percentuali ben sotto la media, fino ad arrivare al 37,6% per quello umanistico, filosofico, storico e artistico.
In questo quadro, inevitabilmente, i laureati per i quali la domanda eccede l’offerta sono destinati a sperimentare percorsi di inserimento lavorativo più lunghi. Anche la dimensione territoriale ha, però, un peso importante: sistemi produttivi diversi, presenza e specializzazione degli atenei, mobilità dei laureati e capacità di offrire opportunità professionali attrattive portano alcuni territori a esperire particolari difficoltà nel colmare la richiesta di laureati da parte delle imprese. Secondo le elaborazioni di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, tra le regioni nelle quali si prevedono maggiori problemi spiccano la Valle d’Aosta (con il 64,8% di entrate di universitari di difficile reperimento), il Trentino Alto Adige (64,5%) e il Friuli Venezia Giulia (60%). Un fenomeno complesso, che non si spiega con una maggiore richiesta di profili con istruzione terziaria.
Infatti, in altri territori con una domanda più alta di laureati sul totale – come Lombardia (22% di laureati sul totale entrate previste), Lazio (19,6%) ma anche Sicilia (19%) e Campania (18,4%) – le difficoltà di reperimento sono ben sotto il 50%. A riprova della eterogeneità delle cause alla base del mismatch, lo studio riporta poi i dati delle entrate di lavoratori nel 2025 per titolo di studio nelle diverse province italiane, che evidenziano forti differenze nella richiesta di laureati anche all’interno della stessa regione. Nonostante ciò la laurea resta un elemento premiante nel mercato del lavoro italiano, che negli ultimi dieci anni ha visto crescere dell’11% i laureati nella fascia d’età 25-34 anni, a quota 1 milione 918 mila. Il tasso di occupazione (20-64 anni) di chi possiede una laurea è dell’82,8%, contro il 68,6% del diploma e il 55,7% di quanti possiedono al massimo una licenza media. E sono proprio le fasce più deboli ad avvantaggiarsi maggiormente di un titolo universitario: le donne e i giovani del Sud. Per le prime il tasso di occupazione è superiore all’80%, contro il 58,6% delle diplomate, mentre per i secondi si arriva al 60%, con un balzo di quasi il 12% rispetto al 2019.
Guerre, crisi energetiche, materie prime critiche e catene di approvvigionamento sempre più fragili stanno cambiando anche il significato dell’economia circolare. Recuperare acqua, energia e materiali non è più soltanto una scelta ambientale, ma una questione di competitività industriale, sicurezza degli approvvigionamenti e autonomia economica. È questo lo scenario analizzato dall’Osservatorio BrianzAcque, che ha incrociato studi, indicatori e tendenze internazionali per individuare le trasformazioni destinate a guidare il settore nel prossimo decennio. Secondo lo studio globale di DataM Intelligence, il mercato mondiale dell’economia circolare è destinato a passare dai 166,95 miliardi di dollari stimati nel 2025 ai 491,35 miliardi nel 2035, con una crescita del 194% in dieci anni e un tasso annuo composto dell’11,40%.
Meno dipendenza dall’estero, più valore dagli scarti
“La crescita del mercato globale stimata fino a quasi 500 miliardi di dollari dimostra che la sostenibilità è il più grande volano di investimenti del nostro secolo”, commenta Enrico Boerci, presidente e amministratore delegato di BrianzAcque. Il contesto geopolitico rende il tema ancora più rilevante. Il Global Critical Minerals Outlook 2026 dell’International Energy Agency evidenzia infatti la crescente concentrazione delle forniture di alcune materie prime strategiche: per materiali come grafite, gallio e terre rare, oltre il 90% della raffinazione mondiale è concentrato in un unico Paese.
Recuperare e riutilizzare materiali significa quindi anche ridurre l’esposizione agli shock esterni. Ma c’è un ulteriore elemento: secondo il Global Circularity Gap Report 2026, il modello economico lineare determina ogni anno circa 25,4 trilioni di euro di valore perso a livello globale a causa delle inefficienze nell’utilizzo delle risorse. “Recuperare ciò che oggi viene sprecato non è più soltanto una scelta ambientale: significa ridurre i costi, recuperare valore e rendere più resilienti i nostri territori”, sottolinea Boerci.
Risparmi per famiglie e imprese
La circolarità può produrre effetti anche direttamente sul bilancio di famiglie e imprese. Le politiche europee sull’ecodesign e sull’etichettatura energetica potrebbero generare, secondo la Commissione europea, risparmi compresi tra 473 e 736 euro l’anno per le famiglie entro il 2030, rispetto a uno scenario senza tali interventi.
Per le aziende il principio è analogo: utilizzare meno materie prime, acqua ed energia, recuperare materiali già acquistati e allungare la vita dei prodotti significa ridurre sprechi e costi, limitando al tempo stesso l’esposizione alla volatilità dei prezzi. Anche il mercato del lavoro è coinvolto nella trasformazione. L’International Labour Organization stima in 5,96 milioni i posti di lavoro, diretti e indiretti, collegati al commercio internazionale di beni riciclabili, riutilizzabili, rigenerati o realizzati con materie prime seconde.
L’Italia e la sfida delle materie prime
Per l’Italia la questione è particolarmente rilevante. Il Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2026 del Circular Economy Network con ENEA registra un tasso di utilizzo circolare dei materiali del 21,6%. Allo stesso tempo, il Paese resta fortemente esposto alle forniture internazionali: il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero.
Recuperare materia significa quindi non soltanto produrre meno rifiuti, ma anche ridurre la dipendenza dalle importazioni e trattenere più valore all’interno del Paese. La stessa logica riguarda l’acqua. Secondo un’analisi del Joint Research Centre della Commissione europea, la domanda d’acqua in Europa è stimata tra 140 e 200 miliardi di metri cubi all’anno, con energia e agricoltura tra i principali settori responsabili dell’utilizzo della risorsa.
È proprio sull’integrazione tra acqua, rifiuti ed energia che guarda l’Osservatorio BrianzAcque. I fanghi prodotti dalla depurazione possono diventare una risorsa per la produzione di bioenergia, biometano, calore e fertilizzanti rinnovabili. Allo stesso modo, l’acqua utilizzata nei processi industriali può essere depurata e riutilizzata, mentre il calore prodotto da un impianto può essere recuperato per alimentare altri processi o reti di teleriscaldamento. Il paradigma cambia: da un’economia che paga per smaltire gli scarti a un’economia che compete per recuperarne il valore.
I 10 trend che guideranno l’economia circolare
È dall’incrocio tra studi internazionali, scenari economici e geopolitici ed esperienza sul campo che l’Osservatorio BrianzAcque ha individuato 10 macro-trend destinati a guidare l’economia circolare globale nel prossimo decennio.
1. Passaporto Digitale dei Prodotti: ogni prodotto sarà sempre più accompagnato da una vera identità digitale. QR code, tag RFID e altri sistemi di tracciabilità permetteranno di conoscere composizione dei materiali, provenienza delle materie prime, impronta di carbonio e indicazioni per riparazione, riuso e riciclo.
2. Intelligenza artificiale nella selezione dei rifiuti: AI, computer vision, deep learning e robotica avanzata stanno trasformando gli impianti di trattamento. Gli algoritmi possono identificare e separare differenti polimeri plastici, metalli ferrosi e non ferrosi e frazioni tessili, aumentando la qualità e il valore delle materie prime seconde.
3. La simbiosi industriale tra acqua, rifiuti ed energia: depuratori, impianti di trattamento e sistemi energetici sono destinati a integrarsi sempre di più. I fanghi della depurazione possono contribuire alla produzione di biogas e biometano, mentre il calore in eccesso può essere recuperato per il teleriscaldamento o altri processi industriali.
4. Dal prodotto al servizio: con i modelli Product-as-a-Service, il consumatore non acquista necessariamente il bene, ma il servizio che quel bene garantisce. Se il prodotto resta sotto la responsabilità del produttore, diventa conveniente realizzarlo in modo che sia più duraturo, riparabile, aggiornabile e facilmente disassemblabile.
5. Automotive circolare e Battery Passports: la mobilità elettrica rende strategica la gestione circolare delle batterie. Crescono i sistemi di tracciabilità di litio, cobalto e nichel, insieme al remanufacturing e ai progetti di “second life”, che consentono di utilizzare le batterie per lo stoccaggio energetico prima del riciclo finale.
6. Upcycling dei polimeri e riciclo avanzato: pirolisi e depolimerizzazione permettono di recuperare valore anche dalle plastiche più complesse e contaminate, superando alcuni limiti del riciclo meccanico tradizionale e ampliando la quantità di materia che può tornare nei cicli produttivi.
7. Ecodesign modulare: il riciclo comincia dalla progettazione. I prodotti vengono concepiti considerando già all’origine manutenzione, riparazione e fine vita, con più componenti modulari, sostituibili e recuperabili e meno accoppiamenti difficili da separare.
8. Il recupero delle acque di processo: nei settori ad alto consumo idrico, dalle industrie tessili alla chimica, dalla carta alla metallurgia, sistemi avanzati di filtrazione e osmosi inversa consentono di depurare e riutilizzare l’acqua nei processi produttivi, riducendo prelievi e scarichi.
9. Logistica inversa predittiva: la logistica dovrà gestire non soltanto l’arrivo dei prodotti sul mercato, ma anche il ritorno di merci obsolete, imballaggi riutilizzabili e beni a fine vita. Cloud, sensoristica IoT e analisi predittiva potranno ottimizzare questi flussi e rendere più stabile l’approvvigionamento di materiali recuperati.
10. Bioraffinerie dagli scarti organici: rifiuti organici e scarti dell’industria agroalimentare possono diventare materia prima per nuove filiere. I processi biotecnologici consentono di ricavarne biometano, intermedi chimici, bioplastiche e molecole ad alto valore aggiunto, utilizzabili anche nei settori farmaceutico e cosmetico.
Una nuova economia degli scarti
Il filo conduttore dei dieci trend è il superamento del modello lineare. Rifiuti, acqua, energia e materiali non vengono più considerati soltanto elementi da smaltire o consumare, ma risorse da recuperare e rimettere in circolo. Per l’Osservatorio BrianzAcque, è questa la trasformazione destinata a caratterizzare i prossimi anni: una convergenza sempre più stretta tra sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse, innovazione industriale e sviluppo economico dei territori.
Il 60,9% dei giovani tra i 18 e i 35 anni sa che rivolgersi a un’Agenzia per il Lavoro è gratuito, mentre un ulteriore 22,6% ne ha sentito parlare ma non ne è certo. La possibilità di accedere gratuitamente a corsi di formazione professionale, tramite Agenzia, invece, è conosciuta soltanto dal 37,8%. È quanto emerge dall’ultima ricerca Censis per Assosomm – Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, che analizza il livello di conoscenza del lavoro in somministrazione e delle opportunità offerte dalle Agenzie tra i giovani che vivono in Italia. L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 35 anni, evidenzia una conoscenza ancora parziale delle opportunità a disposizione di chi cerca un’occupazione, soprattutto sul fronte della formazione professionale.
Agenzie per il Lavoro e Centri per l’impiego: le differenze ancora poco conosciute
La ricerca parte dalla distinzione tra Centri per l’impiego, servizi pubblici di orientamento e supporto nella ricerca di un’occupazione, e Agenzie per il Lavoro, operatori privati che mettono in contatto candidati e aziende e offrono servizi di orientamento, formazione e selezione.Il 46,1% dei giovani dichiara di conoscere le differenze tra i due enti, ma oltre la metà (53,9%) le conosce solo in parte (35%) o non saprebbe distinguerle (18,9%). Per i giovani che si affacciano al mondo professionale, le Agenzie per il Lavoro possono rappresentare un punto di riferimento per costruire il proprio percorso professionale. Lo conferma l’86,6% degli under 35, che considera i servizi offerti molto (45,2%) o abbastanza (41,4%) utili. Un giudizio positivo che però si scontra con una conoscenza ancora limitata degli strumenti disponibili. Il divario tra conoscenza e interesse emerge con particolare evidenza sul fronte della formazione. Nonostante meno di 4 giovani su 10 sappiano di poter accedere gratuitamente a corsi professionali attraverso un’Agenzia, l’80,8% dichiara che parteciperebbe con interesse a un corso una volta conosciuta questa possibilità. La percentuale sale all’82,4% tra le donne, contro il 79,8% degli uomini, e raggiunge l’82,1% nella fascia d’età tra i 25 e i 35 anni. Anche il titolo di studio segna una differenza: l’interesse passa dal 74,2% di chi possiede una qualifica professionale all’83,5% dei laureati.
Contratti a tempo indeterminato e tutele: cosa sanno i giovani
Sono meno conosciute anche alcune possibilità legate alla stabilità occupazionale e alle tutele contrattuali. Solo il 28,9% dei giovani sa di poter essere assunto direttamente da un’Agenzia con un contratto a tempo indeterminato, anche quando l’esperienza presso l’azienda utilizzatrice ha una durata determinata. Il 37,9% sa inoltre che ai lavoratori in somministrazione spettano condizioni non inferiori a quelle riconosciute ai dipendenti dell’azienda presso cui svolgono la propria attività.
Il valore delle filiali: per un giovane su due conta il contatto diretto
La ricerca mette in luce anche il valore della presenza fisica delle Agenzie sul territorio. La possibilità di recarsi in una filiale ottiene un punteggio medio di accordo di 7,2 su 10, il più alto tra le affermazioni proposte, infatti il 49,7% dei giovani considera particolarmente importante poter contare su una sede fisica. Anche nell’era della ricerca di lavoro online, il contatto diretto conserva dunque un vantaggio significativo: poter parlare con una persona, porre domande e ricevere indicazioni mirate può aiutare a orientarsi tra le opportunità e a individuare quelle più adatte alle proprie competenze e aspirazioni. È a questa esigenza informativa che risponde la campagna televisiva promossa da Assosomm, andato in onda dall’11 al 24 ottobre sui canali Rai: lo spot ricorda che le Agenzie per il Lavoro sono autorizzate dal Ministero, che rivolgersi a loro e formarsi è gratuito e che sul territorio sono presenti tantissime filiali a cui chiedere informazioni o candidarsi
Rasizza (Assosomm): “Orientamento e formazione devono accompagnare i giovani”
“Conoscere le opportunità è fondamentale, ma dobbiamo anche fare in modo che i giovani sappiano come accedervi e utilizzarle – commenta Rosario Rasizza, Presidente di Assosomm -. Orientamento e formazione non possono essere interventi occasionali: devono accompagnare le persone nelle diverse fasi del loro percorso professionale, aiutandole a capire quali competenze sviluppare e come valorizzare le esperienze maturate. Per riuscirci serve una collaborazione concreta tra scuole, imprese, istituzioni e Agenzie per il Lavoro. Il nostro compito non è soltanto favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma contribuire a costruire un collegamento più efficace tra formazione e lavoro, affinché i giovani possano affrontare le proprie scelte con maggiore consapevolezza e prospettive più solide“.
Firenze, il corteo per lo sciopero generale: le immagini
Oggi migliaia di persone sono in piazza a Firenze per lo sciopero generale. Affaritaliani è in grado di mostrare cosa sta succedendo in città in queste ore. Video di Silvia Marino.
C’è una celebre battuta cinematografica in cui in esattore delle tasse elenca meticolosamente i tributi dovuti dai cittadini, lasciando intendere che, prima o poi, si sarebbe pagato anche per il solo fatto di respirare. Fino ad oggi, lo Stato si è dimostrato perspicace ma geometrico. Aveva mappato la nostra intera esistenza con la precisione di un geometra pignolo.
Pensiamoci: lo Stato incassa su cosa mangiamo (e qui l’IVA si diverte a fare lo slalom tra i beni di prima necessità e i peccati di gola), su cosa possediamo (dalla casa alla macchina, passando per qualunque oggetto che abbia l’ardire di occupare uno spazio sul suolo pubblico o privato e perfino cosa lasciamo in eredità. Si, perché il Fisco non ti abbandona nemmeno quando decidi di passare a miglior vita: resta sull’uscio il notaio, a dare un’ultima occhiata ai tuoi averi prima che finiscano nelle mani di figli e nipoti.
C’è un solo territorio rimasto vergine, un’isola felice rimasta miracolosamente fuori dai radar dell’Agenzia delle Entrate: la fantasia. Quella capacità tutta umana di inventare, combinare lettere, sognare e ironizzare. Fino ad oggi appunto. Perché da questo momento lo Stato ha deciso di monetizzare anche l’ingegno e la vanità automobilistica. Seicento euro. Questa è la cifra esatta che ogni cittadino dovrà sborsare se vorrà riscattare la propria auto dall’anonimato delle combinazioni casuali di lettere e numeri imposta dalla motorizzazione. Vuoi che la tua targa parli di te? Vuoi che gridi al mondo il tuo nome, la tua squadra del cuore o un messaggio cifrato? Prego, accomodati alla cassa: sono seicento euro, grazie.
La targa personalizzata diventa così il nuovo status symbol della creatività regolamentata. Un tempo per distinguersi servivano auto sportive o verniciature speciali, oggi basta un bonifico allo Stato per trasformare un banale pezzo di metallo in un manifesto programmatico. L’italiano si sa, davanti a queste sfide burocratiche non si scoraggia, anzi, si esalta. E se il governo pensava di incassare seicento euro offrendo in cambio una rampa di lancio per l’orgoglio personale, non aveva fatto i conti con la sottile arte della protesta ironica. La prima vera genialità, infatti, è già stata registrata. Un cittadino, con encomiabile tempismo e una discreta dose di flemma, ha già prenotato la sua combinazione ideale. Il testo ?: “Z:Z FINIMOLA OB”. Per i non addetti ai lavori della sintassi stradale, quel finale “OB” non è un codice d’errore del sistema e nemmeno un omaggio a qualche oscura sigla provinciale. Significa molto più semplicemente: “Ora Basta”.
La bellezza dell’operazione è sublime nella sua contraddizione. Il cittadino in questione ha pagato la neonata tassa sulla fantasia precisamente per contestare il principio stesso per cui lo Stato continua chiedere denaro. Ha sborsato seicento euro per poter scrivere sulla propria vettura e a caratteri cubitali e legalmente riconosciuti, che è stanco di pagare. E’ il circuito perfetto del contribuente moderno: finanziare il fisco per avere il diritto di dirgli, sul paraurti posteriore, che ha esagerato. Resta da capire se questa mossa aprirà la strada a nuovi filoni letterari da autostrada. Vedremo presto sfrecciare messaggi d’amore, insulti velati ai passati datori di lavoro o riassunti della propria filosofia di vita in sette caratteri? Probabile. Nel frattempo, non ci resta che fare i complimenti al pioniere del “Ora Basta”. Ha dimostrato che la fantasia non si può recintare, nemmeno se le metti una tassa sopra. Al massimo, costa seicento euro e viaggia in corsia di sorpasso.
Poste Italiane, Buoni fruttiferi per minori: rendimento fino al 5% annuo lordo e oltre 10,5 miliardi di risparmi
PosteItaliane rafforza le opportunità di risparmio dedicate alle nuove generazioni con il Buono fruttifero postale per minori, che prevede un rendimento annuo lordo fino al 5%. Uno strumento pensato per consentire a genitori, nonni, familiari e amici di accantonare somme destinate al futuro dei più giovani, costruendo nel tempo un capitale da utilizzare al raggiungimento della maggiore età. I Buoni sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato italiano e distribuiti da PosteItaliane. Possono essere sottoscritti a partire da un importo minimo di 50 euro e intestati a bambini e ragazzi fino a 16 anni e mezzo. Il capitale accumulato, comprensivo degli interessi maturati, diventa disponibile al compimento dei 18 anni, quando potrà essere destinato agli studi universitari, all’ingresso nel mondo del lavoro o ad altri progetti personali.
Il risparmio postale continua a rappresentare uno strumento utilizzato dalle famiglie italiane per pianificare il futuro economico dei figli. Secondo i dati diffusi da Poste Italiane, sono attualmente oltre 6,8 milioni i Buonifruttiferi dedicati ai minori in circolazione, per un valore complessivo superiore a 10,5 miliardi di euro. A livello territoriale, la Campania è la regione con il maggior numero di Buoni intestati ai minori, seguita da Lombardia e Lazio. La Lombardia si distingue invece per il primato nel numero di Libretti di risparmio postale dedicati ai più giovani. Questi ultimi rappresentano uno strumento complementare ai Buoni, pensato anche per favorire l’educazione finanziaria e accompagnare bambini e ragazzi verso una gestione progressivamente più autonoma del denaro.
I Libretti sono articolati in tre fasce d’età: fino ai 12 anni, quando le operazioni vengono gestite dai genitori o dai tutori; dai 12 ai 14 anni, con le prime possibilità di autonomia; e dai 14 ai 18anni, quando è prevista una gestione più attiva anche attraverso l’app e i canali digitali. Il Buono fruttifero postale dedicato ai minori può essere sottoscritto a partire da 50 euro, senza costi di sottoscrizione. Il rendimento annuo lordo può raggiungere il 5%, in funzione delle condizioni previste dal prodotto e della durata dell’investimento fino alla maggiore età. Dal punto di vista fiscale, i Buoni beneficiano di una ritenuta agevolata del 12,50% sugli interessi maturati e sono esenti dall’imposta di successione.
Sono previste due modalità di sottoscrizione. La forma cartacea è accessibile ai genitori, ai familiari e anche ad altre persone maggiorenni che desiderino destinare una somma al minore. La versione dematerializzata può invece essere sottoscritta esclusivamente dai genitori o dai tutori. Attraverso questi strumenti, PosteItaliane punta a promuovere una maggiore cultura del risparmio tra le nuove generazioni, affiancando alla garanzia statale sul capitale investito strumenti digitali e soluzioni dedicate all’educazione finanziaria. L’obiettivo è accompagnare le famiglie nella costruzione di un patrimonio destinato ai figli, offrendo la possibilità di iniziare ad accantonare risorse anche attraverso piccoli importi, da valorizzare nel corso degli anni.
Una donna ha partorito su un autobus della linea urbana 39, stamattina, a Bologna, poco dopo le 9 in zona Saffi. Ad aiutarla a far venire alla luce il suo bambino alcune passeggere e la conducente del bus. Lo fa sapere Tper, l’azienda di trasporto pubblico.
Oltre alle “congratulazioni alla mamma e al suo bambino che ha iniziato il suo viaggio di vita su un autobus”, Tper “si complimenta con la conducente per aver gestito fino all’arrivo dei sanitari un evento davvero insolito ed altrettanto delicato”. La mamma e il neonato sono stati affidati ai sanitari del 118 intervenuto sul posto.
Mbangula ne fa tre al Milan, la Lazio travolge il Sassuolo e il Frosinone continua a sorprendere. La Juventus sprofonda a Genova, mentre Nico Paz salva il Como. Ecco promossi e bocciati della nona giornata.
La Lazio scappa, il Milan si fa rimontare e la Juventus affonda: una giornata da non credere
Nove giornate, quarantatré gol. E questa Serie A non ci fa annoiare. La Lazio di Gattuso continua a correre, rifila sei reti al Sassuolo e guarda tutti dall’alto insieme all’Inter. Il Milan si fa rimontare dal Bologna dopo essere stato avanti 2-1, mentre la Juventus riesce nell’impresa di perdere 2-0 contro un Genoa che, fino a poche settimane fa, sembrava avere ben altri problemi.
Ma c’è anche chi sorride. Mbangula si porta a casa il pallone, Turati para due rigori nonostante la goleada subita, Nico Paz si prende il Como quando il Torino pensava di averla vinta e Calò continua a segnare, tanto che forse una telefonata del Ct Mancini comincerebbe a starci. E poi ci siamo noi, con i nostri Fantaconsigli. Qualcuno lo abbiamo azzeccato, qualcuno decisamente meno. Su Frattesi, per esempio, forse sarebbe stato meglio tacere. Ma il bello del calcio è anche questo: una settimana sei un fenomeno, quella dopo ti ritrovi nei Flop. E viceversa.
I top della nona giornata: Mbangula fa tris, Noslin trascina la Lazio e il Frosinone non si ferma
Mbangula: un, due, tre… stella. E il Milan guarda
Prima da titolare e Samuel Mbangula decide di presentarsi a San Siro con una tripletta. Segna dopo otto minuti, poi il Milan la ribalta con Cissé. Finita? Neanche per sogno. Nella ripresa il belga rimette avanti il Bologna e all’86’ firma il 4-2. Tre gol alla Scala del calcio, il pallone sotto il braccio e Palladino che se la ride. Per una prima da titolare, niente male come biglietto da visita. Per il Milan, invece, una presentazione che sarebbe stato meglio evitare.
Zaccagni: Fantaconsiglio azzeccato, anche con rigore sbagliato
Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e Mattia Zaccagni ci ripaga con un gol e due assist nel 6-2 della Lazio al Sassuolo. Il capitano serve Isaksen, segna prima dell’intervallo e manda in porta anche Noslin. In mezzo si prende un’entrataccia da Thorstvedt che costa il rosso al norvegese. Tutto perfetto? Quasi. Turati gli para il rigore. Un gol, due assist e un rigore sbagliato. Il bonus lo portiamo a casa comunque. E per una volta possiamo anche permetterci di dire che il Fantaconsiglio era quello giusto.
Isaksen: Gustav, ma chi ti ferma più?
Gol, assist e rigore procurato. Gustav Isaksen contro il Sassuolo fa praticamente quello che vuole. Segna il 2-1, serve Zaccagni per il quarto gol e nella ripresa costringe Ćaleta-Car al fallo da rigore. Che inizio di stagione per il danese, sempre più determinante nella Lazio di Gattuso. Se continua così, dalle sue parti il problema non sarà trovare spazio. Sarà convincere gli avversari a lasciargliene un po’.
Noslin: doppietta e tutti a casa. Titolare della ditta
Tijjani Noslin chiude la festa della Lazio con una doppietta e si conferma uno dei protagonisti dell’avvio biancoceleste. Prima raccoglie l’invito di Zaccagni e trova il 5-2, poi si inventa un destro magnifico dalla distanza che finisce all’incrocio. Due gol diversi, stesso risultato: Turati battuto. Gattuso ha trovato un attacco che segna da ogni posizione. E Noslin, a quanto pare, ha deciso di essere il titolare della ditta.
Turati: sei gol subiti e due rigori parati. Tutto normale, no?
Prendere sei gol e finire tra i Top. Sembra uno scherzo, invece Stefano Turati ci riesce davvero. Contro la Lazio para due rigori, prima a Zaccagni e poi a Frattesi, diventando il primo portiere del Sassuolo a riuscirci in una partita di Serie A. Non può fare molto sui sei gol subiti, con una difesa che gli lascia ben poche possibilità. E pensare che nelle prime giornate avevamo criticato parecchio Muric. Aquilani, almeno una cosa sembra chiara: il problema del Sassuolo non è più chi mettere in porta.
Lulli: rinnovo col botto
Una settimana fa il primo gol con la Roma, Emanuele Lulli concede il bis. Contro il Cagliari pareggia di testa dopo il vantaggio di Nzola e poco dopo serve a Pisilli l’assist del 2-1. Gol e assist, classe 2007 e rinnovo fino al 2031 appena firmato. Gasperini gli sta dando spazio e il ragazzo risponde come meglio non potrebbe. Servivano giovani italiani capaci di giocare senza paura? Bene, eccolo. E sembra pure intenzionato a non fermarsi.
Mora: il più piccolo di tutti ci mette di testa
La Roma è sul 2-2 contro il Cagliari e all’85’ Rodrigo Mora decide che è arrivato il momento di chiuderla. Cross di Ghilardi, stacco perfetto e colpo di testa vincente. Proprio lui, che non fa certo della statura la propria arma migliore. Non contento, due minuti dopo partecipa anche al gol del 4-2 di Malen. Entra dalla panchina e cambia la partita. Il più piccolo di tutti decide di fare il gigante. Segnando di testa. Gasperini ringrazia. La Roma pure.
Gollini: il vice che diventa capo
Il Cagliari segna due volte all’Olimpico, ma Pierluigi Gollini è tra i principali protagonisti della vittoria della Roma. Interventi su Fadera, Deiola e Rodriguez, poi una parata fondamentale su Mendy poco prima del pareggio di Maldini. La difesa giallorossa concede parecchio, lui prova a metterci una pezza ogni volta. Due gol subiti e una partita da protagonista. Gasperini può ringraziare anche il suo portiere, che non sta facendo sentire la mancanza di Svilar. Il vice che diventa capo. Garanzia.
Nico Paz: “Eh amigo… i campioni sono così”
Per ottanta minuti Nico Paz sonnecchia. Il Torino è avanti 1-0 e il Como sembra avviarsi alla sconfitta. Poi l’argentino decide che è ora di smetterla di scherzare. All’81’ mette sulla testa di Ramón il pallone del pareggio, sei minuti dopo si inserisce sul cross di Yan Couto e firma il sorpasso. Gol e assist in sei minuti. Perché puoi anche giocare una partita “normale”, sbagliare qualche pallone e non convincere nessuno. Poi però se ti chiami Nico Paz, finisce così. “Eh amigo…”
Ramón: dalle stalle alle stelle
Fino all’80’ lo avremmo messo tranquillamente nei Flop. Jacobo Ramón perde un pallone sanguinoso sotto la pressione di Fitz-Jim e permette al Torino di costruire il vantaggio di Adams. Poi, però, decide di farsi perdonare. Sale nell’area avversaria, raccoglie il pallone di Nico Paz e di testa firma l’1-1. Terzo gol stagionale per un difensore, ma soprattutto una bella dimostrazione di carattere. Dal quasi Flop al Top, con un colpo di testa. E il Toro preso per le corna.
Miranda: dalla panchina con furore
Palladino manda in campo Juan Miranda al 59′ e il Bologna impiega pochissimo a cambiare marcia. Da una sua punizione nasce l’autogol di Bartesaghi che vale il 2-2. Passa appena un minuto e lo spagnolo confeziona anche l’assist per il sorpasso di Mbangula. Due gol propiziati praticamente appena entrato. Il Milan passa dal vantaggio alla sconfitta nel giro di un amen. Amorim guarda la panchina, Palladino la usa. E la differenza si vede eccome.
Cissé: l’uomo “Alfa”
Il Milan ne prende quattro dal Bologna, ma Alphadjo Alfa Cissé continua a essere la notizia migliore di questo inizio di stagione rossonero. Prima sfrutta il recupero di Hutchinson per pareggiare, poi si avventa sul tiro-cross di Tomori e firma la doppietta. Quarto gol in campionato, settimo in stagione. Personalità e una fame che il resto dell’attacco sembra aver smarrito. Amorim ha parecchi problemi da risolvere, ma su una cosa può sorridere: in mezzo a tanti milioni spesi, il ragazzino continua a segnare. E a salvare almeno la faccia.
Provedel: Chivu, ma siamo sicuri che Martinez giocherà ancora?
L’Inter vince 2-0 a Venezia grazie a due autogol, ma prima di portare a casa i tre punti deve ringraziare Ivan Provedel. Il portiere respinge su Adams e poi compie un intervento straordinario sulla conclusione ravvicinata di Lauberbach, deviata sulla traversa. Porta inviolata e tanta sicurezza nei momenti più difficili. Chivu lo ha preferito a Josep Martínez e la scelta sta dando risultati. La concorrenza in porta non manca, ma per il momento cambiare Provedel sembra davvero un’idea poco furba.
Okoye: sei sconfitte e poi il rigore parato. Finalmente, Maduka!
L’Udinese arriva da sei sconfitte consecutive e contro il Parma rischia di collezionare la settima. Al 69′ Bernabé va sul dischetto e ha tra i piedi il pallone della possibile vittoria. Ma Maduka Okoye gli dice di no. Rigore parato, porta inviolata e primo punto per i friulani dopo sei gare da dimenticare. Dopo qualche errore di troppo nelle prime giornate, il nigeriano torna finalmente a fare la differenza. Maduka, era ora! Perché un pareggio non risolve certo i problemi dell’Udinese, ma almeno stavolta il portiere ha evitato che diventassero ancora più grossi.
Højlund: Rasmus, bentornato! E noi lo avevamo detto
Tra gli attaccanti consigliati al Fantacalcio avevamo inserito anche Rasmus Højlund. Dopo 53 giorni senza gol, il danese decide di sbloccarsi contro il Monza. Al 10′ sfrutta il pallone di Di Lorenzo e porta avanti il Napoli, dando il via al 4-1 degli azzurri. Finalmente un gol per un attaccante che doveva essere uno dei protagonisti della stagione. Allegri ritrova la vittoria e noi possiamo rivendicare un Fantaconsiglio azzeccato.
Milinković-Savić: Vanja ci mette le mani
Il Napoli vince 4-1, ma prima di dilagare rischia più volte contro Varela. A impedire ai brianzoli di approfittarne ci pensa Vanja Milinković-Savić, decisivo con un paio di interventi sul portoghese e poi ancora su Foe Ondoa. Sul gol del Monza può fare poco, ma quando gli azzurri devono resistere è lui a tenerli in piedi. I quattro gol del Napoli si prendono la copertina, giustamente. Prima del poker, però, erano servite anche le mani di Milinković-Savić. E non è un dettaglio.
Østigård: da qui non si passa!
La Juventus arriva a Marassi cercando conferme dopo la vittoria contro il Lecce. Trova invece Leo Østigård, che insieme ai compagni di reparto trasforma l’attacco bianconero in una lunga collezione di figuracce. Kolo Muani fatica, Woltemade entra e non cambia nulla. Il Genoa vince 2-0 e De Rossi si gode una difesa finalmente solida. Il cliente non sembrava particolarmente ispirato, ma era comunque da tenere a bada. Missione compiuta. E porta chiusa a doppia mandata.
Alex Amorim: no, non l’allenatore del Milan
Di Amorim, in questa giornata, se ne parla parecchio. Uno allena il Milan e prende quattro gol dal Bologna. L’altro, Alex Amorim, gioca a centrocampo nel Genoa e contribuisce a mandare al tappeto la Juventus. Il brasiliano lavora tra le linee, recupera palloni e aiuta Frendrup a togliere spazio alla squadra di Spalletti. De Rossi può sorridere, i bianconeri decisamente meno. Stesso cognome, due serate opposte. In Liguria Amorim è un nome che mette di buonumore.
Baldanzi: l’arte di saper attendere il momento giusto
Tommaso Baldanzi mette in difficoltà la Juventus praticamente ogni volta che riceve il pallone. Al 12′ confeziona il cross che porta al gol di Ehizibue, poi al 28′ si avventa su un pallone vagante in area e firma il 2-0, con la deviazione di Bremer. Gol e assist, partita da protagonista e una bella soddisfazione per De Rossi. La Juventus cerca di reagire, ma Baldanzi ha già fatto il suo lavoro. E pensare che per anni abbiamo parlato soprattutto del suo talento. Stavolta ci sono anche i numeri a dargli ragione.
Ehizibue: il primo schiaffo alla Vecchia Signora
Il Genoa parte forte e dopo dodici minuti Kingsley Ehizibue decide di mettere subito in chiaro le intenzioni dei rossoblù. Baldanzi crossa, lui arriva e calcia, trovando anche la deviazione di Cambiaso che inganna Vicario. Uno a zero. Poi il Genoa continua a spingere e raddoppia. Ehizibue, intanto, corre sulla fascia e mette continuamente in difficoltà i bianconeri. De Rossi ritrova una squadra aggressiva e concreta. La Juventus, invece, continua a cercare qualcuno che ricordi ai suoi giocatori come si difende.
Calò: pronto, Mancini? GIACOMO CALÒ!
Ormai non sappiamo più cosa scrivere. Giacomo Calò segna ancora, stavolta su rigore contro il Lecce, e il Frosinone continua a volare. Quarto gol stagionale, qualità, personalità e un centrocampo che funziona soprattutto grazie a lui. Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e pure questa volta il bonus è arrivato. E allora ci permettiamo di fare una cosa. Pronto, Mancini? GIACOMO CALÒ. Sì, proprio lui. Quello del Frosinone. Magari un’occhiata gliela diamo?
Birligea: se a Frosinone comincia a funzionare anche la panchina…
Il Frosinone sta già vincendo contro il Lecce quando entra Daniel Bîrligea. Evidentemente il romeno non ha nessuna intenzione di accontentarsi. Al 74′ sfrutta l’invito di Schmid e segna il 4-0, poi nel recupero arriva ancora prima di tutti su un pallone da calcio d’angolo e firma la doppietta. Due gol da subentrato e Frosinone che ne fa cinque. Alvini continua a trovare risorse da ogni parte della rosa. E a questo punto viene da chiedersi dove vogliono arrivare.
Varela e Raimondo: giochi di coppia
Uno perde 4-1, l’altro vince 5-1. Ma Varela e Raimondo continuano ad avere una cosa in comune: segnano sempre. Il portoghese del Monza trova il gol anche contro il Napoli, mentre l’attaccante del Frosinone mette la firma sul successo contro il Lecce e sale a nove reti in campionato. Raimondo lo avevamo consigliato anche al Fantacalcio. Varela, invece, continua a essere una delle poche certezze di Juric. Due attaccanti che in estate non erano esattamente in cima alle liste dei grandi bomber. E invece eccoli qui, puntuali come le bollette.
De Ketelaere: Charles de Gaulle, il generale della Dea
La Fiorentina prova a mettere in difficoltà l’Atalanta, ma Charles De Ketelaere prende il comando delle operazioni. Prima combina con Zalewski e firma il vantaggio nerazzurro, poi, quando i viola ribaltano il risultato, restituisce il favore al polacco per il definitivo 2-2. Gol, assist e la firma su entrambe le reti dell’Atalanta. Il generale torna a difendere il suo esercito.
João Mário: chi si rivede! Il portoghese accende il Franchi
Vanoli decide di rilanciare João Mário sulla sinistra e il portoghese risponde con una prestazione convincente e il gol del momentaneo 2-1 contro l’Atalanta. Conclusione dalla distanza, deviazione di Obric e Carnesecchi battuto. Non sarà un gol pulitissimo, ma al Franchi di questi tempi non è proprio il caso di fare gli schizzinosi. João Mário si riprende la scena in una Fiorentina che continua a cercare una via d’uscita dalla crisi. Il pareggio finale lascia l’amaro in bocca, ma almeno una buona notizia c’è. Una cosa: bastava tenere fuori Valdepeñas.
I flop della nona giornata: Juventus a pezzi, Milan in blackout e Sassuolo travolto
La Juventus: la vecchia Signora va in pensione
La Juventus a Marassi fa una figuraccia. Spalletti cambia uomini, prova a sistemare le cose, manda in campo Zhegrova e Woltemade, ma il risultato non cambia. Kalulu e Cambiaso pasticciano, Baldanzi fa quello che vuole e Kolo Muani sembra in vacanza. Quattordici punti in nove giornate, un attacco che non segna e una squadra che ha perso anche quel poco di carattere mostrato contro il Lecce. La Vecchia Signora ha una certa età, d’accordo. Ma qui sembra proprio arrivato il momento di accompagnarla alla pensione.
Thorstvedt: prima il gol, poi il rosso. Bene, ma non benissimo
Kristian Thorstvedt comincia alla grande contro la Lazio: dopo sette minuti trova il gol dell’1-1. Poi al 31′ rovina tutto. Entrata durissima su Zaccagni, tacchetti sulla tibia e rosso diretto. Il Sassuolo resta in dieci, la Lazio ne approfitta e alla fine ne segna sei. Prima protagonista, poi principale responsabile del disastro neroverde. Kristian, lasciare il segno sulla partita va bene. Ma sulla tibia dell’avversario anche no. E infatti la sua serata finisce parecchio prima del previsto.
Frattesi: il Fantaconsiglio non era male. Il rigore sì
Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e Davide Frattesi ci ripaga con un rigore sbagliato. Contro il Sassuolo, la sua ex squadra alla quale non ha mai segnato, si presenta sul dischetto dopo l’errore di Zaccagni. L’occasione è perfetta per sfatare il tabù. Peccato che calci malissimo e Turati gli dica di no. La Lazio vince comunque 6-2, ma il bonus non arriva. Davide, noi ci avevamo creduto. Forse era meglio lasciar tirare qualcun altro. E così anche il nostro Fantaconsiglio finisce tra i Flop.
Ćaleta-Car e Odenthal: i saldi invernali sono già cominciati
Sei gol subiti, due rigori concessi e una difesa da mettersi le mani nei capelli. Duje Ćaleta-Car e Cas Odenthal sono tra i principali responsabili della disfatta del Sassuolo contro la Lazio. Il croato provoca il rigore su Isaksen, l’olandese si perde Zaccagni sul 4-2. In mezzo una collezione di marcature sbagliate e praterie a disposizione dei biancocelesti. Turati para persino due rigori, ma non basta. Aquilani, qui serve qualcuno che difenda. E possibilmente qualcuno che si ricordi anche di marcare.
Lipani: tutti in campo, Luca in vacanza
La Lazio passeggia a centrocampo e Luca Lipani non fa praticamente nulla per impedirlo. Taylor e Belahyane gestiscono il pallone con troppa facilità, Frattesi trova spazio e il Sassuolo perde continuamente le distanze. Dopo l’espulsione di Thorstvedt va anche peggio, ma i problemi erano cominciati molto prima. Poca interdizione, poca personalità e troppi palloni lasciati agli avversari. Luca, le vacanze sono finite da un pezzo. E con sei gol sul groppone, anche il centrocampo deve prendersi le sue responsabilità.
Berardi: Mimmo, stavolta avevamo ragione noi
Nei Fantaconsigli avevamo inserito Domenico Berardi tra i giocatori da evitare. E contro la Lazio il capitano del Sassuolo ci dà ragione. Pochi spunti, nessuna giocata decisiva, un’ammonizione e la sostituzione nella ripresa. Dopo la brutta prova contro il Como, un’altra partita da dimenticare. Fantaconsiglio azzeccato. Mimmo, però, adesso basta. Perché avere ragione fa piacere, ma vedere Berardi giocare così fa male al cuore.
Adopo: scusate la battuta: “A dopo”
Michel Adopo gioca una buona partita contro la Roma, lotta a centrocampo e aiuta il Cagliari a rimettersi in piedi per due volte. Poi, nel finale, perde lucidità e un pallone pericoloso. I giallorossi tornano a spingere e poco dopo arriva il 3-2 di Mora. Non è tutta colpa sua, sia chiaro, ma l’errore pesa. Ottanta minuti di buon calcio e un finale da dimenticare. Il Cagliari aveva riacciuffato la Roma sul 2-2, ma alla fine i punti li ha salutati. Scusate ancora la battuta: a dopo.
Sugawara: corsia preferenziale per la Roma
La Roma trova spazio sulle fasce e Yukinari Sugawara passa una serata a rincorrere gli avversari. Lulli e compagni lo mettono spesso in difficoltà, mentre il Cagliari concede troppo e non riesce a difendere nemmeno i due pareggi conquistati durante la partita. Il giapponese fatica nelle chiusure e non dà a Pisacane le garanzie che servirebbero. Quattro gol subiti, un’altra sconfitta e parecchio lavoro da fare. Il Cagliari aveva cominciato bene il campionato. Adesso, però, comincia a farsi dura.
Comuzzo: buonanotte gioiellino
Il Torino è avanti 1-0 e Pietro Comuzzo sembra avere la partita sotto controllo. Poi arriva il finale e succede di tutto. Ramón pareggia all’81’, sei minuti dopo Yan Couto mette il pallone in mezzo e Nico Paz anticipa Comuzzo di testa, firmando il sorpasso del Como. Nel recupero segna anche Baturina: 1-3 e tutti a casa. Pietro, contro uno come Nico Paz non puoi permetterti nemmeno mezzo secondo di distrazione. Il gioiellino argentino ringrazia, il Torino si dispera. Buonanotte davvero.
Bartesaghi: sbaglia tutto e anche la porta
La settimana scorsa lo avevamo messo tra i Top. Stavolta Davide Bartesaghi finisce dall’altra parte. Contro il Bologna soffre, sbaglia qualche pallone e al 60′ devia nella propria porta la punizione di Miranda, regalando agli emiliani il 2-2. Sessanta secondi dopo arriva anche il sorpasso di Mbangula. Dal Top al Flop nel giro di quattro giorni, con tanto di autogol. Davide, la settimana scorsa i complimenti erano meritati. Stavolta tocca incassare la bocciatura. E magari ricordarsi qual è la porta giusta.
Diawara: forse ci vuole tempo?
Amorim manda in campo Diawara al 58′ per dare una mano al Milan, che sta vincendo 2-1 contro il Bologna. Due minuti dopo arriva il pareggio, un altro minuto e i rossoneri sono sotto. Il giovane fatica a trovare posizione e distanze, non riesce a dare equilibrio e viene travolto insieme ai compagni dal ritorno degli emiliani. Non può certo essere lui l’unico colpevole. Forse gli serve ancora tempo per crescere. Comprensibile, ma il Milan aveva bisogno di qualcuno pronto ad aiutare la squadra. Non di un altro giocatore in difficoltà.
Gonçalo Ramos: nove giornate. Le scuse sono finite
Il Milan prende quattro gol dal Bologna, ma davanti Gonçalo Ramos continua a fare pochissimo. Il portoghese fatica a rendersi pericoloso e passa buona parte della partita lontano dalla porta. Nel frattempo il giovane Cissé segna una doppietta, la seconda della sua stagione. Nove giornate, pochi gol e troppe occasioni sprecate. Gonçalo, la fiducia non può essere infinita. Anche perché al momento il ragazzino sta facendo il lavoro del centravanti.
Il Milan: sessanta minuti di calcio, trenta di psicodramma
Il Milan reagisce al vantaggio del Bologna, ribalta tutto con la doppietta di Cissé e per un’ora sembra avere la partita in mano. Poi arriva l’autogol di Bartesaghi e i rossoneri vanno completamente in tilt. Dal 2-1 al 2-4 davanti a San Siro, con due reti incassate in appena un minuto e una difesa che sembra di burro. I cambi di Amorim non aiutano, mentre Palladino trova dalla panchina la mossa vincente. Il problema non è perdere contro il Bologna. È spegnere continuamente la luce. E il Milan continua a farlo troppo spesso.
Cambiaso: la testa in Spagna
Si continua a parlare di Barcellona per Andrea Cambiaso, ma intanto a Genova l’esterno della Juventus combina un bel pasticcio. Al 12′ prova a opporsi al tiro di Ehizibue, devia il pallone e inganna Vicario. Il Genoa passa in vantaggio e la serata bianconera comincia malissimo. Cambiaso fatica anche nel resto della partita, tanto che Spalletti lo sostituisce nella ripresa. Da un giocatore del suo livello ci si aspetta ben altro. Barcellona sarà pure una bella città, ma prima di pensare alla Spagna sarebbe il caso di sistemare qualcosa a Torino.
Kalulu: serata horror in vista di Halloween
A Marassi Pierre Kalulu anticipa Halloween con una partita da incubo. Vitinha e Baldanzi lo mettono in difficoltà, il Genoa trova spazio con troppa facilità e il francese non riesce a dare sicurezza alla difesa bianconera. Nel primo tempo avrebbe anche l’occasione per accorciare le distanze, ma da buona posizione calcia fuori. Errori dietro, gol sbagliato davanti. E pensare che dovrebbe essere uno degli uomini più affidabili di Spalletti. Per i tifosi della Juventus, quest’anno, Halloween è arrivato con qualche giorno d’anticipo.
Kolo Muani: cercato per due anni, sparito per novanta minuti
La Juventus lo ha inseguito a lungo, ma Randal Kolo Muani continua a non ripagare le aspettative. Contro il Genoa viene controllato senza troppi problemi da Østigård e compagni, gioca pochi palloni e quando ha l’occasione di rendersi pericoloso si fa anticipare da Bijlow. Spalletti prova ad affiancargli Woltemade, ma non cambia molto. Il centravanti tanto desiderato non segna e non riesce nemmeno a spaventare gli avversari. Due anni per portarlo a Torino. A Genova, invece, sono bastati novanta minuti per chiedersi dove fosse finito.
Busio: Bastava spingerla dentro
Il Venezia gioca una partita bellissima contro l’Inter e per lunghi tratti mette in difficoltà la capolista. Provedel salva i nerazzurri in più occasioni, ma nella ripresa arriva il pallone che può cambiare tutto. Gianluca Busio si ritrova praticamente davanti alla porta, con la possibilità di segnare. Calcia alto. Poco dopo l’Inter passa in vantaggio e alla fine vince 2-0 grazie a due autogol. Ma come si fa a sbagliare un’occasione così? Contro l’Inter non puoi permettertelo. E infatti Chivu se ne torna a Milano con tre punti che il Venezia avrebbe potuto mettergli seriamente in discussione.
Bernabé: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore”
Adrián Bernabé ha sul piede il pallone che potrebbe regalare al Parma tre punti fondamentali contro l’Udinese. Al 69′ va sul dischetto, prende la rincorsa e calcia. Okoye para, il risultato resta sullo 0-0. Un’altra occasione persa per il talento spagnolo, che non sta vivendo un inizio di stagione semplice. Quel rigore poteva cambiare la partita, invece regala al portiere friulano una serata da protagonista. De Gregori, probabilmente, lo perdonerebbe. I tifosi del Parma un po’ meno.
Ederson: la fascia pesa
Una settimana fa lo avevamo bocciato per il pallone regalato a Schmid nei primi secondi di Atalanta-Frosinone. Contro la Fiorentina Ederson non combina disastri, ma continua a giocare al di sotto delle sue possibilità. Il capitano nerazzurro fatica a dare ritmo e personalità al centrocampo, mentre De Ketelaere e Zalewski devono pensarci da soli a evitare la sconfitta. Sarri si aspetta molto di più da uno come lui. La fascia al braccio è una responsabilità, non un accessorio. E per il momento il brasiliano non sta trascinando la Dea come dovrebbe.
Pellegrino: il gol continua a essere un optional
Anche questa settimana Mateo Pellegrino finisce tra i Flop. Contro l’Atalanta prova qualche sponda, lotta con i difensori e cerca di partecipare alla manovra. Tutto bello, ma il centravanti dovrebbe anche segnare. La Fiorentina trova due gol con Njie e João Mário, mentre l’argentino resta ancora a secco. Due reti viola, nessuna del numero nove. Mateo, va bene lavorare per la squadra. Ma prima o poi bisognerebbe anche cominciare a fare il mestiere per cui sei stato comprato.
Siebert: un rigore e una giornata da cancellare
Il Lecce prende cinque gol dal Frosinone e Jamil Siebert contribuisce alla disfatta con l’intervento su Kvernadze che costa il rigore del 2-0. Il contatto è leggero, il georgiano cade e il VAR conferma la decisione dell’arbitro. Dal dischetto Calò non sbaglia. Il problema, però, non è soltanto quel rigore: la difesa salentina concede troppo per tutta la partita e gli attaccanti del Frosinone fanno quello che vogliono. Cinque gol subiti, un rigore provocato e ben poco da salvare. Per Siebert e per il Lecce, una giornata da cancellare in fretta.
Mid-term USA: la volatilità può creare opportunità
Le elezioni di mid-term USA del 3 novembre arrivano in un contesto macro complesso, caratterizzato da un’economia ancora resiliente e da un ciclo degli utili societari solido, ma anche da crescenti pressioni sui mercati obbligazionari, con il Treasury decennale vicino al 5%, il petrolio sopra i $100 al barile, una Fed nuovamente restrittiva e un deficit federale intorno al 6% del PIL.
Non riteniamo tuttavia che il voto sia il principale fattore di pressione sui rendimenti obbligazionari. La nostra lettura è che il rialzo dei tassi sia guidato soprattutto dalla forza dell’economia americana (con una crescita del PIL del terzo trimestre stimata al 3.5% annualizzato – GDPNow FED di Atlanta), più che da un’inflazione fuori controllo: le aspettative di lungo periodo restano ancorate e non emergono significativi effetti di secondo round sui salari.
A questo si aggiungono pressioni strutturali sul mercato obbligazionario: il crescente fabbisogno di finanziamento del Tesoro americano, una domanda estera di Treasury meno solida e l’accelerazione delle emissioni corporate degli hyperscaler per finanziare gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale, che aumentano la competizione per il capitale disponibile. Il risultato elettorale potrà incidere sulle prospettive fiscali e sul premio per il rischio del debito americano, ma saranno soprattutto crescita, Fed ed equilibrio tra domanda e offerta di obbligazioni a determinare la traiettoria dei rendimenti e, di conseguenza, le valutazioni degli asset finanziari.
In questo contesto, manteniamo una visione moderatamente positiva sui mercati azionari, sostenuta dalla solidità degli utili e dal ciclo di investimenti in tecnologia e infrastrutture. Al di là dei massimi toccati da diversi indici nelle ultime settimane, una parte significativa del mercato ha già attraversato una correzione, con il rialzo concentrato su un numero ristretto di titoli.
Riteniamo che un progressivo ampliamento della partecipazione al rialzo possa rappresentare un importante elemento di sostegno nei prossimi mesi. Riteniamo che eventuali fasi di volatilità legate al voto possano offrire opportunità di acquisto, con una preferenza per Europa e Italia rispetto agli Stati Uniti, grazie a valutazioni più interessanti.
Scenari
Le aspettative di mercato indicano un significativo vantaggio dei Democratici nella corsa alla Camera e una competizione più aperta al Senato. Le previsioni riflettono anche uno scenario di maggioranza democratica in entrambe le camere, sebbene le dinamiche elettorali locali possano ancora riservare sorprese.
Per questo motivo, non darei per chiusa la partita del Senato. Se alla Camera il ribaltone è considerato quasi scontato, al Senato i sondaggi tradizionali vedono una corsa leggermente più in bilico, con diversi seggi incerti (anche se le previsioni sono più ottimiste per i Democratici). Per questo uno scenario di governo diviso, con Camera democratica e Senato repubblicano, merita la stessa attenzione del successo pieno dell’opposizione.
In questa configurazione la Camera bloccherebbe nuove leggi di spesa e tagli fiscali e userebbe i suoi poteri di indagine. Il Senato resterebbe però in mano repubblicana, e con esso le conferme delle nomine, compresi i nuovi governatori della Fed: i timori sull’indipendenza della banca centrale non si attenuerebbero. Trump continuerebbe a governare soprattutto per ordini esecutivi, come già fa. I passaggi obbligati, cioè bilancio federale, spesa per la difesa e tetto del debito, diventerebbero terreno di negoziazione serrata, con un rischio più alto di rinvii, finanziamenti provvisori e shutdown rispetto a un Congresso controllato da un solo partito. Più sottili sono le maggioranze, più lunghe tendono a essere le trattative. Va poi ricordato che Trump mantiene ampi poteri esecutivi, soprattutto in politica estera e commerciale, sebbene le recenti pronunce giudiziarie abbiano ridimensionato i margini di intervento unilaterale sui dazi. Le procedure di rimborso già avviate e i vincoli legali rendono meno probabile una nuova escalation tariffaria generalizzata, pur lasciando spazio a interventi mirati su specifici settori e Paesi.
Oltre il voto: la corsa all’AI e l’energia
Due fattori peseranno sui mercati nei prossimi mesi più dell’esito delle midterm. Il primo è la priorità strategica che Washington attribuisce all’intelligenza artificiale. Il segretario al Tesoro Bessent lo ha detto senza giri di parole: nulla conta se la Cina vince la corsa all’AI. Per gli USA la rivoluzione dell’AI non serve solo a sostenere la crescita e a mantenere il primato economico. È la condizione per preservare anche il primato militare. Su questo punto c’è un consenso che attraversa i due partiti: anche ex funzionari delle amministrazioni Trump e Biden concordano sulla necessità di una spinta tecnologica (AI) e energetica per vincere la competizione con Pechino.
La conseguenza per i mercati è rilevante. Con un debito vicino al 100% del PIL e un deficit intorno al 6%, gli USA non possono lasciare che i tassi lunghi salgano in modo disordinato fino a soffocare questo ciclo di investimenti. Il Tesoro ha fatto capire di essere pronto a intervenire per impedire un rialzo disordinato dei tassi lunghi. La via d’uscita più probabile resta abbassare i tassi reali e spostare il finanziamento del fabbisogno sulla parte breve della curva. Questo riduce, a nostro avviso, la probabilità di una correzione marcata degli indici azionari, chiunque controlli il Congresso. Un Congresso democratico potrà chiedere più trasparenza e più tutele sui costi energetici dei data center, ma difficilmente frenerà una corsa considerata di sicurezza nazionale.
Il secondo fattore è l’energia e lo scenario geopolitico, che rimane complesso e caratterizzato da elevata incertezza, soprattutto per le tensioni in Medio Oriente e il protrarsi del conflitto tra Russia e Ucraina, con possibili ripercussioni sui prezzi dell’energia e sull’inflazione. La nostra visione resta tuttavia di cauto ottimismo: riteniamo che i crescenti costi economici e politici dei conflitti possano favorire nei prossimi mesi una graduale de-escalation e l’apertura di soluzioni negoziali. Uno scenario che, se confermato, contribuirebbe ad allentare le pressioni sui mercati energetici e a sostenere la fiducia degli investitori.
Azionario: volatilità di breve, ma fondamentali solidi e valutazioni ragionevoli
Separerei il “rumore” elettorale dal ciclo. Il voto di midterm ha storicamente funzionato come un evento di “chiarimento” dell’incertezza politica. Storicamente, i mesi successivi alle elezioni di metà mandato americane sono stati caratterizzati da una performance positiva dei mercati azionari, sia negli Stati Uniti sia in Europa, con rialzi spesso significativi.
Il governo diviso, in particolare, è storicamente un contesto costruttivo per le Borse: meno leggi significano meno sorprese. Attenzione però al brevissimo: nelle due settimane dopo il voto anche questo scenario ha storicamente coinciso con piccole prese di profitto, perché i mercati devono prezzare mesi di negoziati su bilancio e tetto del debito.
Ci sono poi i fondamentali. La stagione delle trimestrali sta confermando una crescita degli utili robusta, sostenuta dal ciclo di investimenti in intelligenza artificiale, difesa, infrastrutture e reshoring. E le valutazioni europee restano ragionevoli: Wall Street tratta a circa 19x gli utili attesi a dodici mesi, l’Eurozona a 14x, Piazza Affari intorno a 12x.
La nostra view resta moderatamente positiva sull’azionario e un’eventuale debolezza post-elettorale andrebbe usata per accumulare, con una preferenza per Europa e Italia rispetto agli Stati Uniti per ragioni di valutazione. Le nostre convinzioni settoriali per i prossimi mesi:
Ciclici rispetto ai difensivi. Banche, Capital Goods e materie prime mostrano un momentum degli utili in accelerazione. Sulle utility manteniamo invece cautela, per l’incertezza su possibili interventi regolatori se i prezzi dell’elettricità dovessero restare elevati a lungo.
Banche italiane. Il livello dei tassi continua a sostenere il margine di interesse, le valutazioni restano ragionevoli e la remunerazione degli azionisti è elevata. Sul risparmio gestito riteniamo eccessive le preoccupazioni per una possibile disruption da parte dell’AI: FinecoBank e Banca Mediolanum sono i nostri titoli preferiti.
AI ed elettrificazione. Restiamo positivi sui beneficiari degli investimenti in AI lungo tutta la catena del valore, dai cavi e dalle infrastrutture elettriche (Prysmian) ai semiconduttori (STMicroelectronics, Technoprobe). Un Congresso democratico potrebbe introdurre più controlli su permessi e costi energetici dei data center, ma ci aspettiamo che questo rallenti solo marginalmente l’espansione, senza fermarla: la politica sull’AI resta largamente bipartisan.
Selettività su software e servizi IT. Privilegiamo i leader nei rispettivi segmenti, in particolare le società che abilitano l’adozione dell’AI e quelle per cui il mercato ha scontato in modo eccessivo il rischio di cannibalizzazione da parte delle soluzioni AI. Segnaliamo Reply, Sesa e Moltiply.
Reti e difesa come trend strutturali. Il deficit di potenza dei data center, la scarsità di rame e gli investimenti europei in infrastrutture e difesa sostengono cavi, reti e difesa. Il rafforzamento della spesa militare in Europa e la crescente attenzione alla sicurezza strategica danno visibilità alla crescita del settore, dove confermiamo il posizionamento forte di Leonardo, Fincantieri e Avio.
Ancora cautela su consumi e lusso. Inflazione e rialzo dei tassi pesano sui consumi in generale. Nel lusso si aggiunge la debolezza della domanda cinese, con segnali di rallentamento nei mesi estivi da parte di diversi operatori. I nostri titoli preferiti restano Brunello Cucinelli nel lusso, grazie al posizionamento di fascia alta, e Campari nel food & beverage, grazie alla forza degli aperitivi. Nell’healthcare, siamo positivi su Amplifon e DiaSorin.
Energia, Commodity e Oro da sovrappesare, anche come copertura dai rischi geopolitici e trend di monetizzazione del debito pubblico USA.
In uno scenario democratico, tra i potenziali beneficiari europei ci sono i settori sensibili ai tassi (materiali da costruzione, rinnovabili, società del risparmio gestito) e più esposti alle tariffe americane. Il beneficio sul fronte commerciale potrebbe tuttavia essere limitato, considerando che le recenti decisioni giudiziarie hanno già ridimensionato alcune misure tariffarie. Una conferma repubblicana premierebbe invece la filiera degli investimenti in data center e le attività esposte alla deregolamentazione energetica, senza necessariamente comportare un significativo peggioramento delle condizioni per l’export europeo.
Obbligazionario: il voto passa dai tassi a lungo termine
Un Congresso democratico rende meno probabili nuove manovre espansive: meno deficit incrementale, meno emissioni, un premio a termine più basso. La storia va nella stessa direzione: dopo un voto che consegna il Congresso all’opposizione di un Presidente repubblicano, la curva americana si è tipicamente appiattita con tassi lunghi in lieve calo. Un Senato democratico avrebbe un effetto aggiuntivo non trascurabile: ogni nuovo governatore della Fed dovrebbe passare dalla sua conferma, attenuando i timori sull’indipendenza della banca centrale.
Con un governo diviso l’effetto sui tassi sarebbe più contenuto. Lo stallo impedirebbe nuove manovre espansive, ma senza aprire la strada a una revisione del fisco, e le nomine alla Fed resterebbero sotto il controllo di un Senato allineato al Presidente. Il premio a termine resterebbe quindi più elevato che nello scenario di vittoria piena dei Democratici. Il passaggio più delicato sarebbe il tetto del debito: un Congresso spaccato rende l’accordo più difficile e una trattativa portata fino all’ultimo giorno potrebbe riaccendere la volatilità sui Treasury nel corso del 2027.
Non bisogna però attendersi miracoli. Il deficit americano è comunque atteso in salita, verso il 6.4% del PIL nel 2027, perché la spesa per interessi e quella obbligatoria corrono da sole. Nell’autunno 2027 tornerà inoltre il tema del tetto del debito. Il vero driver dei tassi resta la Fed: quasi tutto il rialzo del decennale da inizio anno si spiega con il riprezzamento dei Fed Funds. Su questo fronte vediamo segnali di esaurimento: il mercato è arrivato a scontare uno scenario molto aggressivo, le aspettative di inflazione restano ancorate e i salari non stanno incorporando lo shock energetico.
Sul piano strutturale restiamo però convinti di essere in un regime di “fiscal dominance”. Con debito pubblico intorno al 100% del PIL e un costo del debito di questa entità, lo scenario più probabile per gli USA è mantenere i tassi reali bassi.
L’Italia: quale effetto su crescita e PIL
Per l’Italia, ci aspettiamo una crescita modesta ma resiliente: un PIL reale in aumento del +0.8/+0.9% nel 2026 e +0.5% nel 2027, frenato in parte da energia più cara e condizioni finanziarie più restrittive.
Le midterm americane incidono su questo quadro attraverso tre canali:
Commercio. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato di sbocco dell’export italiano. Meccanica, farmaceutica, agroalimentare, vini e alcolici, moda. L’impatto delle midterm sulle politiche tariffarie potrebbe essere relativamente limitato: la sentenza della Corte Suprema e l’avvio dei rimborsi hanno già ridimensionato parte delle misure introdotte, riducendo il rischio di nuovi aumenti generalizzati dei dazi. Restano possibili interventi settoriali, ma non ci attendiamo cambiamenti sostanziali legati al risultato elettorale.
Tassi. Una riduzione del premio per il rischio sui Treasury si trasmette ai rendimenti europei e quindi al costo del credito per famiglie e imprese e alla spesa per interessi dello Stato, con un debito che nel 2027 toccherà il picco intorno al 138% del PIL.
Energia. Un Congresso democratico potrebbe frenare la guerra con l’Iran. Un petrolio più basso sarebbe il beneficio più rilevante per un Paese importatore come il nostro, anche se, per i tempi di ripristino della capacità di raffinazione, l’effetto sull’economia reale arriverebbe solo dopo alcuni mesi.
Mettendo insieme questi elementi, la nostra stima indicativa è che lo scenario democratico valga per l’Italia un contributo netto positivo ma modesto. Il contributo verrebbe soprattutto da tassi ed energia, in parte compensati da una domanda americana meno vivace. Il governo diviso si collocherebbe a metà strada, con un impatto sostanzialmente neutro. Sul commercio l’impatto sarebbe limitato, perché i margini della Casa Bianca sui dazi sono già stati ridotti dalla Corte Suprema; sui tassi il beneficio sarebbe minore, ma lo stallo legislativo eviterebbe sorprese negative sulla domanda americana. In altre parole, per la crescita italiana le midterm sono un fattore di secondo ordine rispetto a prezzo dell’energia, politica della BCE e scadenze politiche europee. Le presidenziali francesi della primavera 2027 e, da noi, le politiche del 2027 con la nuova legge elettorale sono elementi di maggiore attenzione.
BTP. Lo spread con il Bund è risalito dal minimo di 59 punti base di gennaio a un’area tra 105 e 120, ma per contagio dalla Francia più che per fattori domestici: oggi l’OAT francese rende più del BTP, un’inversione impensabile fino a pochi anni fa. I fondamentali italiani tengono: deficit 2026 al 2%, possibile uscita dalla procedura per deficit eccessivo, un giudizio di S&P atteso per il 13 novembre con outlook positivo, e la domanda di titoli governativi italiani (sia istituzionale che retail) resta solida. Il voto americano agisce sul BTP soprattutto attraverso il canale dei tassi globali: un calo del premio per il rischio sui Treasury aiuterebbe Bund e BTP.
Conclusioni
Il messaggio per gli investitori è di non farsi guidare dall’emotività del risultato. Nel breve è ragionevole attendersi volatilità. Nel medio periodo, che si tratti di un Congresso interamente democratico o di un governo diviso, una Washington meno capace di approvare nuove manovre in deficit è una buona notizia per i tassi e, per questa via, per le valutazioni azionarie, in particolare in Europa. La differenza tra i due scenari sta più nell’intensità che nella direzione: più beneficio sui tassi con il primo, più stabilità legislativa, storicamente gradita alle Borse, con il secondo.
A sostenere il quadro ci sono due convinzioni che vanno oltre il voto. La prima è che la corsa all’AI è una priorità strategica americana, che nessuna maggioranza al Congresso metterà in discussione e che il Tesoro difenderà anche sul fronte dei tassi. La seconda è che l’usura dei conflitti rende più probabile una de-escalation che un’escalation, pur con una normalizzazione dell’energia che richiederà tempo. Restiamo positivi sulle Borse, con un posizionamento disciplinato e un monitoraggio stretto dei rischi, perché gli scenari restano binari.
Siamo tatticamente positivi sui governativi e sul BTP, che offre un rendimento interessante sul tratto intermedio. I rischi da monitorare: un ulteriore rialzo del petrolio, un rallentamento degli investimenti in AI per l’aumento del loro costo di finanziamento e il rischio politico francese.
Quarto Grado, anticipazioni stasera: intervista ai genitori di Federica Torzullo
Nuova puntata di Quarto Grado, il programma che ogni venerdì alle 21.25 su Rete 4 racconta casi e misteri di cronaca con la conduzione di Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero. Al centro della puntata, gli ultimi aggiornamenti sul caso Garlasco: gli errori della vecchia inchiesta potrebbero essere stati determinanti per la condanna di Alberto Stasi e oggi risultare decisivi per la revisione del processo.
Focus poi sulla morte di Liliana Resinovich: ospite in studio il marito della vittima e unico indagato Sebastiano Visintin, che commenterà l’udienza in cui sarà discussa la super perizia sui nuovi reperti, in programma domani.
Infine, il femminicidio di Federica Torzullo: dopo la prima udienza del processo di primo grado, svoltasi ieri, si ripercorreranno gli sviluppi attraverso l’intervista ai genitori della vittima.
A commentare i casi e gli sviluppi delle indagini, gli ospiti Carmelo Abbate, Carmen Pugliese, Candida Morvillo, Grazia Longo, Gabriella Marano, Giuseppe Brindisi, Paolo Reale, Marco Oliva, Paolo Colonnello e Massimo Picozzi.
In Italia “la prudenza di bilancio degli ultimi anni ha attenuato gli effetti del rialzo dei tassi globali” e “occorre proseguire su questa strada, tanto più in un contesto internazionale così incerto”. E’ il monito lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo alla Giornata mondiale del Risparmio.
“Il disavanzo si è ridotto dal 9 per cento del Pil nel 2020 a circa il 3. Diverse agenzie di rating – ha osservato Panetta – hanno migliorato il giudizio sul merito di credito della Repubblica, contribuendo a contenere l’ampliamento dello spread rispetto ai titoli tedeschi. Restano margini per giudizi più favorevoli”.
Panetta: “Economia tiene più di attese, rischi energia e tassi“
“L’economia europea sta mostrando, come quella italiana, una tenuta superiore alle attese. Le prospettive sono pero’ offuscate dallo shock energetico, oltre che dai rischi geopolitici e dalle tensioni finanziarie; gli effetti dell’inflazione e dei maggiori costi di finanziamento potrebbero acuirsi nei prossimi mesi”.
Panetta: “Risparmio Patto con futuro, giovani cruciali”
Il risparmio “e’ un patto con il futuro: si consuma meno oggi per costruire il benessere di domani. Questo patto regge se il risparmio trova impieghi capaci di generare crescita e se il suo valore e’ preservato”.
“Il futuro delle nuove generazioni e la sicurezza degli anziani poggiano sulla stessa capacita’ di creare benessere. Spetta a tutti noi, nei nostri diversi ruoli, fare in modo che il risparmio di oggi sostenga lo sviluppo di domani, e che i giovani possano costruire, con il lavoro, il proprio futuro”, ha osservato. “E’ un tema cruciale per il benessere futuro di una societa’ che invecchia, in cui la previdenza complementare dovra’ sempre piu’ integrare la pensione pubblica”, ha aggiunto Panetta.
Panetta: “Potrebbero essere necessari nuovi aumenti tassi Bce”
“Con una dinamica dei prezzi destinata a restare a lungo sopra l’obiettivo e rischi sbilanciati verso l’alto, potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi ufficiali”.
“Il rialzo dei rendimenti a lungo termine, dovuto principalmente a fattori globali, rende piu’ rigide le condizioni finanziarie; anche questo andrà considerato nel calibrare con gradualità la politica monetaria”, ha osservato.
Panetta: “Potrebbero essere necessari nuovi aumenti tassi Bce“
“Con una dinamica dei prezzi destinata a restare a lungo sopra l’obiettivo e rischi sbilanciati verso l’alto, potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi ufficiali”.
“Il rialzo dei rendimenti a lungo termine, dovuto principalmente a fattori globali, rende piu’ rigide le condizioni finanziarie; anche questo andrà considerato nel calibrare con gradualità la politica monetaria”, ha osservato.
Per le nuove generazioni, ha spiegato Panetta, “la risposta di fondo e’ la crescita, capace di rendere stabili i percorsi lavorativi e di accrescere i redditi: senza continuita’ contributiva, nessuno strumento previdenziale puo’ essere pienamente efficace”.
I giovani hanno “meno possibilita’” di accumulare e, di conseguenza, ha un impatto sul flusso di risparmio. Si registra un andamento del risparmio in calo “dal 2000” principalmente dovuto “al ristagno dei redditi e alla minore propensione ad accumulare”, ha sottolineato il numero uno di Bankitalia. La quota degli occupati fino a 34 anni con un impiego temporaneo, a tempo parziale involontario o parasubordinato “si è fortemente ridotta negli ultimi anni, ma resta elevata; oltre uno su dieci percepisce un reddito basso” ha osservato Panetta.
Panetta: “IA rivoluzione ma rischi per famiglie e investimenti”
L’IA “è una rivoluzione destinata a trasformare l’economia e la societa’, e al tempo stesso un terreno di competizione fra grandi potenze per il controllo di semiconduttori e terre rare e per l’accesso all’energia. Questo motore di crescita e’ pero’ anche un’importante fonte di rischio”.
Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in occasione della 102esima Giornata mondiale del risparmio. “Le recenti correzioni dei corsi azionari delle imprese tecnologiche – ha spiegato Panetta – mostrano quanto rapidamente possano mutare le aspettative sulla redditivita’ degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Un loro ridimensionamento potrebbe ripercuotersi sull’economia mondiale attraverso gli scambi internazionali, la ricchezza delle famiglie e gli investimenti”.
Eni Award 2026: premiate le migliori ricerche su transizione energetica, ambiente e nuove tecnologie alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Si è svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cerimonia di premiazione degli Eni Award 2026, giunti alla loro diciottesima edizione. All’evento hanno partecipato anche la Presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni, Giuseppina di Foggia, e l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi.
Il premio, riconosciuto a livello internazionale nel mondo della ricerca, è dedicato ai temi dell’energia e dell’ambiente e punta a valorizzare studi e innovazioni capaci di contribuire alla sostenibilità, all’accesso all’energia e alla transizione verso modelli più efficienti e a minore impatto ambientale.
Dalla nascita di Eni Award, nel 2008, la Commissione Scientifica incaricata di valutare le candidature ha coinvolto ricercatori appartenenti ad alcuni dei principali istituti scientifici internazionali, tra cui anche sei Premi Nobel. Il premio Transizione Energetica, dedicato alle migliori innovazioni per la decarbonizzazione del sistema energetico, è stato assegnato alla Professoressa Véronique Gouverneur della University of Oxford.
La sua ricerca ha aperto nuove prospettive nella chimica del fluoro, attraverso processi più sicuri e sostenibili per la produzione di composti utilizzati nelle batterie, nei farmaci e nei prodotti per l’agricoltura. Le tecnologie sviluppate consentono di evitare la produzione di acido fluoridrico, riducendo consumi energetici e impatto ambientale. Gouverneur ha inoltre dimostrato la possibilità di recuperare il fluoro dai rifiuti industriali, secondo un approccio di economia circolare.
Il premio Frontiere dell’Energia, destinato alle ricerche capaci di contribuire a ridefinire il paradigma energetico del futuro, è stato assegnato alla Professoressa Laura Gagliardi della University of Chicago. La sua attività di ricerca ha sviluppato modelli matematici avanzati basati sulla meccanica quantistica, capaci di prevedere le proprietà dei materiali prima ancora della loro realizzazione in laboratorio, accelerando così i processi di sperimentazione.
Il lavoro si concentra sulla progettazione di materiali innovativi per l’energia e l’ambiente, comprese strutture reticolari definite come vere e proprie “spugne molecolari”, in grado di catturare anidride carbonica dall’aria e raccogliere acqua dall’umidità atmosferica. Gli studi contribuiscono inoltre al miglioramento dell’efficienza dei processi catalitici, aprendo nuove possibilità per lo sviluppo di tecnologie energetiche più sostenibili.
Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate è stato assegnato a John F. Hartwig della University of California, Berkeley. La ricerca premiata riguarda lo sviluppo di un processo catalitico scalabile e sostenibile per il riciclo della plastica, capace di scomporre polietilene e polipropilene nei loro componenti fondamentali, che possono essere riutilizzati per produrre nuovi materiali senza perdita di qualità.
Una soluzione che punta a favorire il riciclo circolare della plastica, riducendo rifiuti, consumo di materie prime fossili ed emissioni. Il premio Giovane Ricercatore dell’Anno, rivolto a studiosi che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane, è stato assegnato a Leonardo Magherini e Filippo Trevisi.
Leonardo Magherini, del Politecnico di Torino, ha studiato nella propria tesi di dottorato i meccanismi di trasporto di diverse tipologie di particelle presenti nell’acqua, che possono rappresentare una criticità ambientale ma anche diventare strumenti per le attività di bonifica. Filippo Trevisi, del Politecnico di Milano, ha invece approfondito una nuova tecnologia eolica basata sui ventoplani, velivoli collegati a terra tramite un cavo e capaci di volare ad alta quota lungo traiettorie circolari. Una soluzione pensata anche per contesti nei quali non è possibile installare turbine eoliche tradizionali.
La sezione Giovani Talenti dall’Africa, istituita nel 2017, ha premiato Nosakhare Jeremiah Aigbedion della Pan African University Institute for Basic Sciences, Technology and Innovation, in Kenya, e Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo della University of South Africa. La ricerca di Aigbedion punta allo sviluppo di nuove leghe metalliche più resistenti e durevoli per migliorare l’accumulo di energia negli impianti solari a concentrazione, così da permettere la produzione di elettricità anche dopo il tramonto.
Il lavoro di Sedikelo sviluppa invece un metodo basato sugli ultrasuoni per recuperare metalli preziosi come litio, nichel e cobalto dalle batterie esauste, favorendone il riutilizzo nella produzione di nuovi accumulatori. Per la sezione Eni for Innovation, dedicata ai progetti più innovativi sviluppati da ricercatori ed esperti tecnici del Gruppo, sono stati premiati tre gruppi di lavoro.
Mario Baldassarre, Mauro Burattini, Rosa Carbone, Davide Chianetta e Davide Deriu di Eni hanno sviluppato un processo innovativo per la valorizzazione degli scarti alimentari, con l’obiettivo di massimizzare la resa in prodotti energetici. Fabio Assandri, Francesco Bonacini, Angelo Ferrando, Ilic Formigoni, Marzia La Barbera, Mirco Nodari e Nicola Vecchini di Versalis sono stati premiati per una tecnologia avanzata di pirolisi destinata al riciclo di rifiuti plastici misti a composizione altamente variabile.
A Francesco Cannarile, Aurora Cerabolini, Roberto Grandi, Lorenzo Lancia, Debora Parisi e Gianmaria Tarantino di Eni è andato invece il riconoscimento per una metodologia dedicata alla specializzazione efficiente dei Large Language Model (LLM) per applicazioni nei domini aziendali. Anche nel 2026 Eni, attraverso Joule, la propria Scuola per l’Impresa, ha assegnato la menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, rivolta a team, spin off universitari e startup impegnati nello sviluppo e nel trasferimento di tecnologie sostenibili.
Tre le realtà premiate: Alkelux, Hypermeteo e Algae Scope. Alkelux produce un nanopolimero ecosostenibile utilizzato come additivo nel packaging alimentare, valorizzando gli scarti delle lavorazioni agricole.
Hypermeteo raccoglie, elabora e distribuisce dati e indici meteo-climatici certificati ad alta risoluzione, combinando dati osservativi globali, intelligenza artificiale e algoritmi proprietari. Algae Scope sviluppa invece alternative sostenibili ai PFAS, trasformando le alghe marine in una polvere naturale e atossica capace di conferire ai tessuti e ai materiali proprietà idrorepellenti e ignifughe. Sono intanto già aperti i bandi per l’edizione 2027 di Eni Award. Il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 20 novembre 2026.
Le elezioni politiche si avvicinano sempre di più e i partiti di fatto sono già in campagna elettorale in attesa solo dell’ufficialità delle “regole del gioco”, sullo Stabilicum infatti non ci sarà certezza fino al pronunciamento della Consulta. Intanto però le mosse e contromosse sono già ampiamente iniziate. E a sorpresa spunta una possibile data, a renderla pubblica è stato il neo entrato nella coalizione di centro-destra Cateno De Luca, sindaco di Taormina: “Dopo una lunga seduta spiritica – dice De Luca e lo riporta Il Corriere della Sera – posso assicurarvi che si voterà per le Politiche il 9 e il 10 maggio“. Il sindaco lo ha ribadito prima che intervenisse in diretta alla sua convention romana la premier Giorgia Meloni.
“Meloni – prosegue De Luca nelal sua profezia – si dimetterà subito dopo l’ok al Milleproroghe“. Avendo incontrato negli ultimi giorni diversi ministri e leader di destra, oltre alla premier, evidentemente conosce qualche segreto. L’ipotesi non è così improbabile. Ma intanto sono già scintille all’interno della coalizione. De Luca ha già fatto arrabbiare la Lega, dopo aver annunciato di aver chiesto a Renzo Bossi, figlio di Umberto, di candidarsi. Ma ha anche accolto Mario Borghezio (in uscita da Futuro nazionale) e Paolo Grimoldi. “Cateno parte con il piede sbagliato: non si sta così in una coalizione”, commentano gli uomini più vicini al vicepremier del Carroccio.
L’Istat stima che nel terzo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto invariato rispetto al trimestre precedente e abbia mostrato una crescita dello 0,8% in termini tendenziali.
“Dalla stima preliminare a 30 giorni del Pil per il terzo trimestre dell’anno – osserva l’Istat nel commento – emerge una sostanziale stazionarieta’ rispetto al trimestre precedente. In termini tendenziali, si registra invece una crescita dello 0,8%, in lieve rallentamento rispetto al +1,0% del trimestre precedente. La stasi congiunturale osservata nel terzo trimestre lascia invariata a 0,8% la crescita acquisita per l’anno 2026.
Dal lato dell’offerta, si stima una crescita nel comparto dei servizi e dell’agricoltura e una flessione in quello dell’industria. Dal lato della domanda, emerge un contributo negativo della componente estera netta, compensato da quello positivo della domanda interna al lordo delle scorte”.
Il terzo trimestre del 2026 ha avuto quattro giornate lavorative in piu’ rispetto al trimestre precedente e una in piu’ rispetto al terzo trimestre del 2025. La variazione congiunturale nulla e’ la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e dell’agricolura e di una diminuzione in quello dell’industria. Dal lato della domanda, vi e’ un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della domanda estera netta.
Pil, Istat: crescita acquisita per 2026 a +0,8%
La variazione acquisita del Pil per il 2026, corretta per gli effetti di calendario, è pari allo 0,8%. Lo rileva l’Istat, ricordando che il 2026 ha 3 giornate lavorative in più rispetto al 2025.
Roma punta sulla transizione energetica, sulla mobilità sostenibile e sull’adattamento ai cambiamenti climatici. È la strategia illustrata dal sindaco Roberto Gualtieri nella sala Borgna dell’Auditorium Parco della Musica. Un programma che, tra obiettivi di lungo periodo e interventi sulla città, si affianca alla conferma delle restrizioni al traffico nella Ztl Fascia Verde.
L’allarme di Gualtieri: “Il 50% delle emissioni arriva dagli edifici”
Il punto di partenza indicato dal sindaco sono le fonti dell’inquinamento urbano. Secondo i dati citati da Gualtieri, a Roma il 50% delle emissioni di CO2 proviene dagli edifici, mentre il 35% è legato alle automobili. “Se si incentiva l’efficientamento energetico degli edifici e se dal gas si passa ai pannelli solari si genera un drastico abbattimento delle emissioni di CO2 e un risparmio”. Tra gli obiettivi, l’installazione di pannelli solari su tutte le 1.500 scuole della Capitale entro i prossimi sei anni. L’energia prodotta in eccesso durante i periodi di chiusura degli istituti, nelle intenzioni dell’amministrazione, potrà essere utilizzata per sostenere le persone in difficoltà attraverso le comunità energetiche. Le scuole potrebbero inoltre diventare punti di riferimento durante le ondate di calore. Gualtieri ha prospettato la possibilità di trasformarle in rifugi climatici per gli anziani, grazie alla climatizzazione degli ambienti.
Piste ciclabili e meno auto: la sfida della mobilità
Il secondo fronte è quello della mobilità. Per Gualtieri, una parte significativa degli spostamenti in automobile riguarda distanze inferiori al chilometro, distanze che potrebbero oggettivamente essere percorribili a piedi o in bicicletta. Una scelta che, secondo il sindaco, contribuirebbe a ridurre emissioni e congestione stradale migliorando anche la circolazione per chi deve necessariamente utilizzare l’auto. “Abbiamo poche piste ciclabili, molte in meno di tante altre città europee. Occorre realizzare percorsi sicuri e protetti”. L’obiettivo è rendere gli spostamenti a piedi e in bicicletta più agevoli, superando le resistenze al cambiamento e intervenendo sulla qualità dello spazio pubblico. “La transizione ecologica non può limitarsi alle infrastrutture. Si deve cambiare anche la cultura. Quartieri più vivibili e relazioni sociali più forti possono favorire comportamenti diversi e una maggiore capacità delle comunità di affrontare gli effetti del cambiamento climatico”.
Fascia Verde, ordinanza fino al 31 ottobre 2027
Vi sono anche delle misure già definite. Roma Capitale ha pubblicato l’ordinanza sindacale numero 144 del 29 ottobre 2026, che conferma le limitazioni alla circolazione nella Ztl Fascia Verde per il periodo compreso tra il 1° novembre 2026 e il 31 ottobre 2027. Il provvedimento mantiene i divieti già previsti, senza introdurre nuove restrizioni. Le limitazioni si applicano dal lunedì al sabato e sono consultabili sul sito ufficiale del Comune di Roma Capitale. La conferma della Fascia Verde è considerata in Campidoglio come la naturale scelta di continuità delle misure studiate per migliorare la qualità dell’aria. L’idea è intervenire sulle cause strutturali delle emissioni e sulla trasformazione dello spazio urbano”. Spiega il sindaco. La vera sfida tuttavia è tradurre gli obiettivi annunciati in interventi concreti, rendendo la transizione sostenibile compatibile con le esigenze quotidiane di chi vive e si sposta nella Capitale.
Una lettera di cinque pagine, datata 20 ottobre e valida trenta giorni, con un’offerta da circa 30 miliardi di euro per l’intero capitale di Delfin, la holding lussemburghese degli eredi di Leonardo Del Vecchio. A firmarla, secondo il Domani, è Michal Strnad, 34 anni, patron del gruppo ceco della difesa Csg, sbarcato a gennaio alla Borsa di Amsterdam con la più grande Ipo di sempre nel settore. Dalla holding nessun commento.
La cifra equivale al valore netto degli attivi scontato del 30%, come d’uso per le holding, e implica quindi un Nav intorno ai 43 miliardi. In portafoglio Delfin ha il 32,4% di EssilorLuxottica e quote pesanti in Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,7%). Strnad, che a luglio ha già rilevato il 14% di Pirelli dai cinesi di Sinochem, sarebbe pronto ad accontentarsi anche del 62,5%, sufficiente per il controllo.
La strada è però in salita. Il finanziere chiede di abolire la soglia dell’88% prevista dallo statuto per le decisioni chiave: oggi, di fatto, serve l’unanimità degli otto soci, divisi da anni su governance e riassetto della cassaforte. Alcuni lamentano pure di essere stati informati in ritardo della lettera. E per fonti legali sentite dal Domani un cambio di controllo potrebbe far scattare un’Opa obbligatoria su EssilorLuxottica, che vale oltre 80 miliardi.
L’offerta arriva mentre Delfin, primo azionista del Monte, ha già aderito all’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Leonardo Maria Del Vecchio ha replicato che l’eredità del padre deve restare italiana.
Non si sta rivelando un grande affare “Bombeer”, la birra lager a bassa fermentazione del “bomber” Christian “Bobo” Vieri da lui lanciata quattro anni fa. Il bilancio del 2025 di Bombeer srl, infatti, s’è chiuso con un utile di soli 5mila euro mentre i ricavi anno su anno sono calati da 815mila euro a 650mila euro.
Bombeer ha liquidità per 41mila euro e un patrimonio netto di soli 61mila euro a fronte però di debiti per quasi 640mila euro. Nell’agosto del 2020 la bevanda fu annunciata con grande enfasi mediatica come una novità nata dalla collaborazione tra due aziende italiane, “uno dei migliori birrifici italiani per qualità e filiera” (il nome non fu mai svelato) e ovviamente il mitico ex cannoniere della nazionale italiana.
C’è da dire che altre società riconducibili a Vieri mostrano perdite e tutte ruotano intorno alla Christiane Rivauxsas costituita nel 1996 di cui socia accomandataria è la Rivaux, madre di Vieri che ne è accomandante.
E così nella galassia dell’accomandita la immobiliare Acquarama srl nel 2025 ha segnato un rosso di 31mila euro, la Team srl (altra immobiliare) nello stesso anno ha perso 34mila euro, la Società Forestale I Bifolchi srl è andata in rosso per 103mila euro e il passivo della Sunny srl, altra società immobiliare e di partecipazioni, è stato di 48mila euro.
Bosnia, elicottero precipitato: ecco chi sono le vittime
Nell’incidente che ha coinvolto un elicottero italiano impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, sono deceduti quattro militari: due appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI). Ma chi sono le vittime? A perdere la vita sono stati Simone Ruggia e Claudio Marchesi, che appartenevano alla componente aerea dell’Esercito, e il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci della Croce Rossa.
Per Procacci – riporta Il Corriere della Sera – era la prima missione internazionale. Originaria di Andria, alla salute aveva dedicato tutta la sua vita: si era trasferita a Roma per studiare Medicina e durante l’Università si era impegnata nella Croce Rossa. Proprio lo scorso marzo aveva giurato come sergente, prima donna a raggiungere il grado di sottufficiale nel Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana.
A questo corpo apparteneva anche il lombardo Zecchillo, tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare all’Ospedale di Legnano. Dal 1990 tenente della Croce rossa, aveva una grande competenza nelle attività di soccorso e intervento in casi di emergenza. Autore di numerose pubblicazioni, aveva tenuto diversi corsi ed era stato relatore di molte tesi di laurea alle Facoltà di Medicina delle Università di Milano e Varese.
Le vittime dell’Esercito
Ruggia e Marchesi erano tecnici di volo, e facevano parte del Primo reggimento Aviazione dell’esercito “Antares” di Viterbo. Ruggia era originario di Salerno. Era un appassionato di corsa e di immersioni subacquee. Sui social scrivevano di lui: “E tu Simone accetti e superi sempre nuove sfide”. Marchesi, 35 anni, era originario di Orvieto, nel Ternano. Appassionato di sci e calcio, sport che aveva praticato da ragazzo. Oltre ai quattro morti, nella tragedia di ieri si contano anche undici feriti (dieci militari dell’Esercito e uno della Croce Rossa): “Nessuno di loro versa in pericolo di vita“, ha precisato ieri sera il ministero della Difesa.
Da quanto è trapelato ieri sera, il Chinook precipitato subito dopo il decollo era partito mercoledì proprio dalla base nella città laziale, e dopo una tappa all’aeroporto militare di Pratica di Mare, aveva raggiunto la Bosnia. Allo stesso raggruppamento apparteneva anche l’elicottero precipitato ad Abu Dhabi nel 1980, un incidente durante una dimostrazione che costò la vita a tredici persone.
Pechino Express torna nel 2027 con dieci nuove coppie e una lunga avventura attraverso il Sud America. Sky ha svelato il cast della prossima edizione, intitolata “La rotta dei due Oceani”, che porterà i concorrenti dal Cile al Brasile passando per l’Argentina. Alla guida del programma sarà ancora una volta Costantino della Gherardesca. La nuova stagione dello show Sky Original prodotto da Banijay Italia sarà trasmessa in esclusiva su Sky e disponibile in streaming su NOW nel 2027.
Pechino Express 2027, tutte le coppie del cast
Tra i nomi più attesi ci sono Rocco Siffredi e Rózsa Tassi, marito e moglie dal 1993. Lei, ex Miss Ungheria, ha mantenuto negli anni un profilo decisamente più riservato rispetto al marito. Per la coppia Pechino Express rappresenterà una nuova esperienza insieme dopo oltre trent’anni di matrimonio.
Spazio anche a Franceska Nuredini e Ginevra Festa, ballerine professioniste e amiche. Nuredini ha lavorato in numerosi tour e produzioni televisive ed è nota anche per la relazione con Elodie, mentre Festa è stata tra le Veline di Striscia la Notizia.
In gara ci saranno poi Benji e Fede, Benjamin Mascolo e Federico Rossi. Dopo la separazione artistica del 2020 e la reunion iniziata nel 2024, il duo pop affronterà questa volta una sfida lontana dai palchi.
La coppia dei creator sarà formata da Alessia Lanza e Andrea Fratino. Lei è una delle influencer italiane più seguite della sua generazione e conduce il podcast Mille Pare; lui crea soprattutto contenuti legati al calcio ed è stato tra i concorrenti de La Caserma.
Pechino Express 2027, dagli sportivi alle Bambole di Pezza
Il mondo dello sport sarà rappresentato da Andrew Howe e Tommaso Marino. Howe è stato vicecampione del mondo e campione europeo nel salto in lungo e detiene il record italiano di 8,47 metri. Marino ha invece alle spalle oltre vent’anni da cestista professionista ed è oggi commentatore di basket.
A rappresentare la musica rock saranno Cleo Ungarelli e Dani Piccirillo, rispettivamente cantante e chitarrista delle Bambole di Pezza.
Una delle coppie più riconoscibili sui social sarà invece quella formata da Angela “Bella Fisica” Lin e Alessandro Zhu, madre e figlio. Angela è diventata virale grazie ai video realizzati nel suo negozio romano e ai suoi tormentoni, mentre Alessandro è spesso protagonista dei contenuti insieme alla madre.
Nel cast anche Danilo da Fiumicino e Alessandro Pieravanti, amici, autori e podcaster alla guida di De Core. Danilo Contaldo è inoltre speaker radiofonico, mentre Pieravanti ha lavorato per anni anche come musicista e autore.
Pechino Express 2027, dai divulgatori Geopop alle sorelle Gregoraci
Completano il cast Riccardo De Marco, conosciuto come DeNa, e Maria Bosco, MeriBì. Entrambi lavorano per Geopop: lui è chimico e divulgatore scientifico, lei ha una formazione in matematica e ingegneria matematica e si occupa di divulgazione su scienza, tecnologia e temi di attualità.
Ultime, ma tra le coppie destinate ad attirare maggiore attenzione, Elisabetta e Marzia Gregoraci. Le due sorelle sono molto legate ma hanno percorsi professionali differenti: Elisabetta è da anni un volto della televisione italiana, mentre Marzia lavora nel settore immobiliare e delle ristrutturazioni.
La nuova rotta partirà dai deserti del Cile e dalle Ande, proseguirà attraverso le pianure argentine e le cascate di Iguazú, per poi entrare in Brasile. I concorrenti attraverseranno il Pantanal e le zone legate alle antiche miniere d’oro fino al traguardo di Rio de Janeiro. Un viaggio da ovest a est che unirà quindi Oceano Pacifico e Oceano Atlantico, da cui il titolo scelto per l’edizione: “La rotta dei due Oceani”.