O Comando Territorial de Faro da Guarda Nacional Republicana (GNR), informa que através do Núcleo de Investigação Criminal (NIC) de Albufeira, no dia 20 de outubro, deteve um homem de 20 anos, por tráfico de estupefacientes, no concelho de Albufeira.
No decorrer de uma ação de fiscalização, os militares da Guarda presenciaram uma transação de produto estupefaciente. Durante a abordagem policial, o suspeito colocou-se em fuga num motociclo, tendo-se despistado e prosseguido a fuga a pé, acabando por ser intercetado e detido pelos militares da Guarda, que encontraram produto estupefaciente na mochila que transportava.
Na sequência das diligências policiais, foi realizada uma busca domiciliária, no concelho de Albufeira, que permitiu apreender mais produto estupefaciente e material relacionado com a atividade ilícita.
No decorrer da ação, foi apreendido de 2.889 doses de haxixe, 6 doses de cocaína, 2 doses de liamba, 1,29 gramas de ketamina, 1 balança de precisão, 1 arma branca, diversos sacos herméticos para acondicionamento, 2 cadernos de apontamentos e 100 euros em numerário.
O detido foi presente a primeiro interrogatório judicial no Tribunal Judicial de Portimão, tendo-lhe sido aplicada a medida de coação de prisão preventiva. A GNR adianta ainda que a ação contou com o apoio do Subdestacamento Territorial de Albufeira.
António Fonseca, professor da Universidade Católica Portuguesa, foi um dos oradores convidados e em declarações à VTM afirmou que as preocupações das entidades públicas devem estar centradas na população “muito idosa, acima dos 80 anos, que sofre de doenças crónicas e de demência, que tem dificuldades de mobilidade, e vivem em isolamento social, um fenómeno mais urbano, mas que também acontece nas aldeias”.
“Hoje, uma política pública de envelhecimento tem de ser feita a pensar nas pessoas concretas e não na idade que têm”, sublinhou, acrescentando que há pessoas que “têm a sua vida completamente normal, sem precisar de apoio e depois há outras que precisam de apoio. É para essas que as entidades públicas devem dirigir as suas preocupações”.
O professor lembrou que há um grupo da população, com mais de 65 anos, que se gozar de boa saúde e viver bem integrado “não deve ser necessariamente o alvo prioritário da nossa preocupação”, sublinhando que quando se fala do grupo dos 65+, “estamos, muitas vezes, a misturar realidades que são muito distintas”. Aliás, a idade da “reforma oficial é aos 67 anos, pelo que falar em idade ativa dos 15 aos 64 anos é, neste momento, um erro”.
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A iniciativa “Vamos aos Santos” teve lugar na Biblioteca Municipal de Chaves, reunindo seniores e crianças num ambiente propício à troca de saberes e valorização das tradições. O evento foi dinamizado pela Casa do Conhecimento de Chaves, em colaboração com a equipa municipal do CLDS 5G.
Estiveram presentes a Vereadora do Município, Paula Chaves, e o Presidente da ACISAT, Vítor Pimentel. Participaram também seniores do Lar da Abobeleira e cerca de 50 alunos do 3.º e 4.º anos da Escola Básica de Santo Amaro.
Integrada no projeto «Conversas com Memória», a sessão proporcionou um diálogo intergeracional que permitiu a partilha de histórias e recordações associadas à celebração dos Santos. Este encontro recriou os serões familiares de outrora, preservando as vivências através da palavra e da memória coletiva como património imaterial.
Os participantes puderam desfrutar de castanhas assadas, um sabor característico desta época do ano, que acrescentou um toque especial ao evento.
O projeto “Conversas com Memória” visa promover a animação da leitura, oficinas de escrita criativa e momentos dedicados à partilha de histórias, lendas, lengalengas, contos e cantigas antigas.
Esta iniciativa é apoiada pelo programa Pessoas 2030, através do Fundo Social Europeu+, no âmbito do Programa Portugal 2030, financiado pela União Europeia.
Il 2 novembre 2026 è una data da segnare sul calendario per le partite IVA che intendono aderire al concordato preventivo biennale. Entro questa scadenza, infatti, i contribuenti interessati possono accettare la proposta dell’Agenzia delle Entrate per definire in anticipo il reddito fiscale relativo agli anni 2026 e 2027. Si tratta di un accordo che può offrire maggiore prevedibilità nella pianificazione delle imposte, ma che richiede un’attenta valutazione della propria situazione economica.
Con la circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di raccogliere e aggiornare le indicazioni sull’istituto, chiarendo le regole di accesso, le modalità di adesione, i motivi di esclusione e i benefici riconosciuti ai contribuenti. Ecco come funziona il concordato preventivo biennale, chi può utilizzarlo e quali aspetti considerare prima di accettare la proposta del Fisco.
Che cos’è il concordato preventivo biennale e come funziona
Il concordato preventivo biennale, conosciuto anche con la sigla CPB, è stato introdotto dal decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13. Il suo obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, permettendo a determinate categorie di contribuenti di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito da dichiarare ai fini delle imposte sui redditi per due anni.
In pratica, l’Amministrazione finanziaria elabora una proposta sulla base delle informazioni disponibili, tra cui i dati delle dichiarazioni fiscali, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e gli elementi presenti nelle proprie banche dati. Il contribuente può esaminare gli importi proposti e decidere se accettarli.
Per il biennio 2026-2027, il concordato riguarda il reddito derivante dall’attività d’impresa o di lavoro autonomo e il valore della produzione netta rilevante ai fini dell’IRAP, nei casi in cui l’imposta sia dovuta. L’elemento centrale è che le imposte interessate vengono calcolate sulla base concordata, anziché sul reddito effettivamente prodotto nel corso del biennio, secondo le regole previste dalla normativa. Se l’attività genera guadagni superiori a quelli preventivati, il maggior reddito ordinario non comporta automaticamente un aumento della base imponibile concordata. Se, invece, il reddito effettivo è inferiore, il contribuente potrebbe comunque dover pagare le imposte sulla base stabilita nell’accordo, salvo le specifiche ipotesi previste dalla legge.
Il concordato non elimina, tuttavia, tutti gli obblighi fiscali: restano gli adempimenti dichiarativi e contabili previsti per la propria attività e l’IVA continua a essere determinata secondo le regole ordinarie.
Chi può aderire al concordato preventivo biennale
Il CPB 2026-2027 è destinato principalmente ai contribuenti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e applicano gli ISA, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale. Si tratta degli indicatori utilizzati dal Fisco per valutare il grado di affidabilità fiscale delle attività economiche.
Non è quindi sufficiente avere una partita IVA aperta: occorre verificare che la propria attività rientri tra quelle interessate dagli ISA e che siano rispettate tutte le condizioni previste dalla disciplina.
In linea generale, non possono aderire:
i contribuenti in regime forfetario;
i soggetti per i quali non sono previsti gli ISA applicabili al concordato;
i contribuenti che hanno già un concordato in corso per il biennio 2025-2026 e non possono quindi aderire contemporaneamente a un nuovo biennio sovrapposto;
i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro, secondo i limiti previsti dalla disciplina.
Sono inoltre previste condizioni specifiche relative alla posizione fiscale del contribuente. Per questo motivo, prima di accettare la proposta è opportuno controllare non soltanto il reddito indicato dall’Agenzia, ma anche l’effettiva sussistenza dei requisiti di accesso.
Debiti fiscali, dichiarazioni e altre cause di esclusione
Tra gli aspetti da verificare rientrano i debiti tributari e contributivi. Per il biennio 2026-2027, la disciplina prevede una soglia di 5.000 euro per i debiti definitivi relativi a tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate e per i contributi previdenziali, da valutare complessivamente secondo le regole vigenti. La verifica riguarda la situazione al 31 dicembre 2025. Dal conteggio sono esclusi, alle condizioni stabilite dalla legge, i debiti sospesi o regolarmente rateizzati. Se l’importo residuo supera la soglia, il contribuente può rimuovere la causa ostativa pagando la parte eccedente prima di accettare la proposta.
La normativa contempla anche ulteriori impedimenti, tra cui determinate omissioni dichiarative nei periodi d’imposta precedenti e specifiche condanne per reati tributari o economici. Per il 2026-2027 è inoltre rilevante la presenza, nel 2025, di redditi esenti o non imponibili superiori al 40% del reddito derivante dall’attività d’impresa o professionale.
Scadenza 2 novembre 2026: come accettare la proposta
Per il biennio 2026-2027, il termine ordinario è stato differito al 31 ottobre 2026. Poiché la data cade di sabato, la scadenza effettiva per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare è lunedì 2 novembre 2026. La stessa scadenza riguarda sia chi aderisce per la prima volta sia chi rinnova il concordato già applicato nel biennio 2024-2025. Per i contribuenti con un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare si applica, invece, il termine specifico previsto in relazione alla chiusura dell’esercizio.
Per valutare la proposta, il contribuente deve utilizzare il software “Il tuo ISA 2026 CPB”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La procedura consente di inserire le informazioni necessarie, elaborare la proposta e visualizzare gli importi relativi al biennio.
L’accettazione può essere comunicata attraverso due modalità:
insieme alla dichiarazione dei redditi: la comunicazione viene trasmessa con il modello ISA collegato al modello Redditi 2026;
con invio autonomo: il modello CPB viene trasmesso telematicamente insieme al solo frontespizio di Redditi 2026, compilando l’apposita sezione relativa alla comunicazione.
Avere la partita Iva, essere iscritti all’albo e fatturare compensi non basta a dimostrare che un rapporto lavorativo sia autonomo. Anzi se il professionista è inserito stabilmente nell’organizzazione aziendale, si assume responsabilità e risponde ai vertici societari, la collaborazione può essere qualificata come lavoro dipendente, anche con inquadramento dirigenziale.
In questo modo la Cassazione con la sentenza 24668/2026 tutela tutti quei professionisti “esterni” che, in concreto, svolgono attività secondo i canoni della subordinazione. Questi stessi professionisti hanno bisogno delle tutele tipiche di chi è alle dipendenze.
Il caso, più di nove anni di consulenza con funzioni direttive
La controversia nasce dal ricorso presentato da un commercialista che aveva collaborato con una società, dopo aver firmato un contratto di consulenza.
Il professionista avrebbe però collaborato per quasi dieci anni con modalità ben diverse da quelle di una consulenza esterna. Egli infatti sosteneva di avere diretto l’area amministrativa e finanziaria, coordinato gli uffici e il personale, assunto responsabilità gestionali e mantenuto un rapporto costante con l’amministratore unico della società.
Di conseguenza chiedeva al giudice di accertare il vincolo di subordinazione nel rapporto, con riconoscimento della qualifica dirigenziale, delle differenze retributive, del Tfr, dell’indennità sostitutiva del preavviso e di ulteriori somme, compreso il risarcimento connesso all’illegittimità del recesso.
La società si opponeva indicando alcune “spie” di un rapporto autonomo: tipologia di contratto, iscrizione del professionista all’albo, partita Iva, fatturazione dei compensi e assenza di vincoli gerarchici. Contestava inoltre che le mansioni svolte giustificassero un inquadramento dirigenziale.
Nel percorso giudiziario la Cassazione chiede di verificare la natura effettiva del rapporto
Il Tribunale di Roma riconosceva la natura subordinata e dirigenziale del rapporto, condannando la società al pagamento del Tfr e dell’indennità sostitutiva del preavviso, ma respingendo le altre domande. Stesso esito presso la Corte d’Appello capitolina.
Insoddisfatta dell’esito del giudizio, la società ricorreva in Cassazione e, con sentenza 35687/2021, quest’ultima annullava la pronuncia d’appello per motivazione insufficiente sulla rilevanza e il ruolo del contratto di consulenza, predisposto dallo stesso professionista. Senza escludere la subordinazione, la Corte chiedeva cioè di verificare con maggior attenzione la corrispondenza tra accordo scritto e modalità concrete del rapporto.
Nel giudizio di rinvio, la Corte d’Appello capitolina ribadiva la natura dipendente e dirigenziale della collaborazione. La società proponeva quindi un nuovo ricorso in Cassazione.
Partita Iva e contratto non bastano: i cinque indici della subordinazione
Il principio centrale evidenziato dalla Cassazione è che la qualificazione formale del rapporto non è decisiva quando le modalità effettive di lavoro indicano una situazione diversa.
La distinzione tra lavoro autonomo e subordinato non dipende soltanto dal “nome” attribuito al contratto, ma dal modo in cui la prestazione viene concretamente organizzata e svolta.
Ecco perché la Suprema Corte ha ritenuto corretta la valutazione degli elementi raccolti nel corso del processo, tra cui:
continuità e presenza in azienda — il professionista frequentava quotidianamente la società da circa nove anni, utilizzandone locali, strutture e strumenti;
inserimento nell’organizzazione – dirigeva il settore amministrativo, contabile e finanziario, coordinando il personale e impartendo istruzioni ai dipendenti;
rapporto con i vertici — faceva riferimento direttamente all’amministratore unico, dal quale riceveva indicazioni e al quale riferiva regolarmente l’attività svolta. Partecipava inoltre alle riunioni;
responsabilità gestionali e rappresentative — gestiva rapporti con banche e finanziarie, disponeva di procure e deleghe e poteva impegnare la società nei confronti di soggetti esterni;
assenza di rischio d’impresa — non emergeva una reale assunzione del rischio economico tipica di un’attività professionale autonoma.
Non solo. Le testimonianze, le e-mail e gli atti societari raccolti confermavano il ruolo del professionista come direttore amministrativo e finanziario.
Parallelamente, la presenza di una partita Iva, l’iscrizione all’Albo, la titolarità di uno studio professionale e l’entità elevata dei compensi non sono stati considerati elementi sufficienti a escludere la subordinazione. Queste circostanze erano qui “secondarie” e, anzi, potevano ben coesistere con il lavoro dipendente. Era stata esclusa anche la collaborazione a progetto.
Subordinazione attenuata e differenze tra dirigente e quadro
Nel lavoro dirigenziale, la subordinazione può manifestarsi in forma attenuata perché il dirigente gode di ampia autonomia e non necessita di ordini continui o controlli puntuali. Come chiarito dalla sentenza 3640/2020 della Cassazione, occorre piuttosto verificare se la prestazione sia funzionalmente coordinata con gli obiettivi aziendali e soggetta alle direttive generali del datore di lavoro.
Nello specifico caso in oggetto, la subordinazione era emersa dagli indici già descritti mentre la qualifica dirigenziale è stata giustificata dalle responsabilità quotidianamente esercitate.
Le citate procure e le deleghe gli consentivano inoltre di rappresentare e impegnare la società nei confronti di terzi, distinguendo la sua posizione da quella del quadro. La Cassazione ha così confermato la correttezza della valutazione tecnico-giuridica fatta dalla Corte d’Appello.
Tfr e preavviso non sono compensabili con i compensi professionali
La società contestava anche il riconoscimento del Tfr (tema delicato come conferma un recente contributo giurisprudenziale) e dell’indennità sostitutiva del preavviso sostenendo che i compensi già elargiti al professionista, eventualmente superiori a quelli previsti dal contratto collettivo, dovessero essere considerati ai fini dell’assorbimento delle somme dovute.
La Cassazione ha però bocciato questo ragionamento ribadendo che — quando viene accertato un rapporto subordinato formalmente qualificato come autonomo — il principio dell’assorbimento non si applica né alle spettanze del Tfr né all’indennità sostitutiva del preavviso. La società è stata altresì condannata al pagamento delle spese del giudizio di Cassazione.
Che cosa cambia
Il principio giurisprudenziale che emerge dalla sentenza 24668/2026 dei giudici di piazza Cavour interessa i professionisti: partita Iva e contratto di consulenza non garantiscono, da soli, l’autonomia. Lo stesso principio potrebbe riguardare, per esempio, un avvocato che coordina stabilmente l’ufficio legale di un’azienda o un ingegnere che dirige un reparto tecnico, rispondendo direttamente ai vertici.
Inoltre le conseguenze della riqualificazione di un rapporto non riguardano soltanto le tutele del lavoratore, ma anche gli obblighi contributivi dell’impresa, come chiarito dalla Cassazione in un’altra vicenda relativa a collaborazioni trasformate in rapporti subordinati.
Per le imprese, la qualificazione contrattuale deve sempre trovare riscontro nell’organizzazione concreta del lavoro. Per i professionisti, invece, fatture, iscrizione all’albo, la presenza di fatture e uno studio proprio non impediscono di chiedere il riconoscimento della subordinazione – e delle relative tutele (contributi, ferie, permessi ecc.) – se ne ricorrono i presupposti concreti. Saperlo in anticipo potrà evitare lunghi e onerosi strascichi giudiziari.
In definitiva, la valutazione del rapporto resta legata alle circostanze del singolo caso: nessun singolo indizio è necessariamente decisivo. È l’insieme degli elementi — letto alla luce delle norme e dei principi giurisprudenziali — a consentire di distinguere una vera consulenza autonoma da un rapporto di lavoro subordinato, anche dirigenziale.
La digitalizzazione dei processi fiscali in Italia ha introdotto strumenti e procedure indispensabili per la gestione quotidiana di aziende, professionisti e Partite Iva. Tra gli elementi centrali del sistema di trasmissione vigente si colloca il codice destinatario della fattura elettronica, un dato fondamentale per il corretto instradamento e il recapito dei documenti contabili.
Sebbene la gestione elettronica dei flussi sia ormai una realtà consolidata, non mancano i dubbi operativi relativi alla scelta del codice da inserire, alle differenze rispetto alla PEC, alle operazioni verso l’estero e al ruolo fondamentale svolto dal Sistema di Interscambio (SdI). Cerchiamo di capire cos’è il codice destinatario, come funziona la ricezione dei file XML e quali sono le regole pratiche per evitare errori o ritardi nella contabilizzazione.
Cos’è il codice destinatario della fattura elettronica
Il codice destinatario della fattura elettronica (spesso definito impropriamente codice SdI) è una stringa alfanumerica composta da 7 caratteri che identifica in modo univoco l’indirizzo telematico di ricezione dell’acquirente o committente.
Quando un fornitore emette un documento fiscale in formato XML, il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate ha la necessità di sapere dove recapitare tale file. Il codice destinatario funziona esattamente come un indirizzo postale digitale o un numero di civico informatico: non identifica la singola azienda dal punto di vista fiscale (ruolo svolto invece dalla Partita Iva o dal Codice Fiscale), bensì la piattaforma informatica o il software gestionale utilizzato per ricevere i documenti.
Per questa ragione, molte imprese e professionisti che utilizzano il medesimo provider di fatturazione (come gestionali in cloud o piattaforme di categoria) condivideranno lo stesso codice destinatario a 7 cifre. Sarà poi il sistema informatico del gestore a smistare le fatture in arrivo ai singoli account dei clienti in base alla Partita Iva indicata all’interno del file XML.
Le tipologie di codici e i valori convenzionali
A seconda del destinatario del documento e del canale di trasmissione scelto, il campo relativo al codice destinatario nel tracciato XML della fattura elettronica deve essere compilato seguendo regole precise.
Codice di 7 caratteri per operatori B2B e B2C con software
È la casistica standard nelle transazioni tra privati (aziende e professionisti). Se il cliente utilizza un gestionale o un servizio di fatturazione elettronica fornito da un intermediario accreditato allo SdI, fornirà al proprio mittente un codice alfanumerico di 7 caratteri (ad esempio M5UXCR1).
Valore convenzionale 0000000 (sette zeri)
Il valore 0000000 viene utilizzato in diverse circostanze operative:
invio tramite PEC. Se il cliente non dispone di un codice destinatario ma desidera ricevere la fattura sulla propria Posta Elettronica Certificata, nel campo del codice si inseriscono sette zeri e si compila il campo PEC Destinatario con l’indirizzo PEC del cliente;
cliente senza canale telematico comunicato. Qualora il cliente Iva non fornisca né un codice né una PEC;
consumatori finali (B2C). Quando si emette fattura verso un privato cittadino che non possiede un canale telematico attivo, si utilizza 0000000.
Codice XXXXXXX per clienti esteri
Per le operazioni transfrontaliere verso soggetti non residenti e non stabiliti nel territorio nazionale (clienti UE o extra-UE), la normativa prevede l’inserimento del codice convenzionale XXXXXXX (sette X). Questo segnala al Sistema di Interscambio che il destinatario è un operatore estero per il quale non è previsto un recapito telematico diretto via SdI.
Codice univoco ufficio per la Pubblica Amministrazione
È importante non confondere il codice destinatario per privati con il Codice Univoco Ufficio per la FatturaPA. Quest’ultimo è composto da 6 caratteri alfanumerici (e non 7) e identifica in modo preciso lo specifico ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario della fattura, reperibile tramite l’Indice delle PA (IPA).
Come funziona la ricezione tramite il Sistema di Interscambio
Il Sistema di Interscambio rappresenta il postino centrale dell’infrastruttura fiscale italiana. Riceve la fattura inviata dal trasmittente, ne verifica la correttezza formale e la recapita al destinatario.
Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione di tutte le Partite Iva una funzionalità cruciale all’interno del portale Fatture e Corrispettivi: la registrazione dell’indirizzo telematico predefinito. Questa opzione consente al contribuente di associare direttamente alla propria Partita Iva il codice destinatario (o l’indirizzo PEC) su cui intende ricevere tutte le fatture elettroniche in ingresso.
Perché questa regola è fondamentale? Una volta registrato l’indirizzo predefinito sul portale dell’Agenzia delle Entrate, lo SdI consegnerà sempre e comunque i documenti all’indirizzo registrato dal cliente, ignorando qualsiasi codice o PEC eventualmente inseriti dal fornitore nella singola fattura. Questo sistema azzera i rischi derivanti da errori di battitura dei fornitori o dall’utilizzo di vecchi codici destinatari a seguito di cambi di software gestionale.
Gestione degli errori e delle notifiche SdI
Durante la fase di trasmissione e recapito, il Sistema di Interscambio può restituire diversi esiti. Conoscere il significato delle notifiche è indispensabile per la corretta gestione amministrativa.
Esito di consegna riuscita
Se la fattura supera i controlli di forma e il canale telematico del destinatario è raggiungibile, lo SdI inoltra il file e invia all’emittente una Ricevuta di Consegna. Da questo momento la fattura si considera fiscalmente emessa e ricevuta.
Notifica di mancata consegna
Se la fattura è formalmente corretta ma il canale del destinatario non è raggiungibile (ad esempio per problemi tecnici del provider del cliente o in caso di utilizzo del codice 0000000), lo SdI emette una notifica di Mancata Consegna:
la fattura viene comunque depositata ed è valida a tutti gli effetti fiscali nell’area riservata del cliente su Fatture e Corrispettivi.
l’emittente ha l’obbligo di informare tempestivamente il cliente che il documento originale è reperibile e scaricabile dal portale dell’Agenzia delle Entrate.
Notifica di scarto
La notifica di scarto si verifica quando il file XML contiene errori strutturali o dati non validi (ad esempio una Partita Iva inesistente o incoerenze di calcolo dell’Iva):
lo SdI invia lo scarto entro 5 giorni dall’invio;
una fattura scartata si considera come mai emessa. L’emittente dispone di 5 giorni di tempo dalla data della notifica per correggere l’errore e reinviare il documento con il medesimo numero e la medesima data.
Come registrare il codice destinatario su Fatture e Corrispettivi
Per garantire la massima sicurezza nella ricezione dei documenti contabili, la procedura di registrazione dell’indirizzo telematico predefinito richiede pochi passaggi:
accedere al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e fare ingresso al portale Fatture e Corrispettivi mediante credenziali SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
selezionare l’utenza di lavoro (se si opera per conto di una società o come ditta individuale);
raggiungere la sezione Fatturazione Elettronica e accedere alla voce Registrazione dell’indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture;
selezionare l’opzione desiderata: inserire il Codice Destinatario a 7 caratteri fornito dal proprio software contabile oppure specificare un indirizzo PEC;
confermare e salvare i dati.
Attraverso questa configurazione, la gestione della fattura elettronica e del codice destinatario risulterà automatizzata e al riparo da smarrimenti o ritardi di consegna, ottimizzando l’intero flusso di lavoro contabile dell’attività aziendale o professionale.
Un regolamento europeo in attesa di approvazione permetterà di limitare gli affitti brevi. Darà un sollievo temporaneo alla questione abitativa. Per affrontarla in modo strutturale servono però interventi e politiche per le famiglie meno abbienti.
22 de novembro | 09h00–18h00 | Horta Comunitária da Amendoeira – CEAT
No âmbito do programa municipal Equinócios 2026, promovido pelo Município de Tavira, a Associação Ecotopia Activa organiza, no próximo dia 22 de novembro, a segunda edição da ‘Festa na Horta!’, na Horta Comunitária da Amendoeira, no Centro de Experimentação Agrária de Tavira (CEAT), onde a entrada e a participação nas actividades são gratuitas, estando algumas sujeitas a inscrição prévia.
Ao longo de um dia, a iniciativa pretende aproximar a comunidade das hortas comunitárias, valorizar as hortas comunitárias enquanto espaços de aprendizagem, convívio e participação, promovendo a agricultura sustentável, a biodiversidade e a alimentação saudável, em sintonia com os princípios da Dieta Mediterrânica.
O programa arranca às 09h00, com uma visita guiada às coleções fruteiras do CEAT, seguindo-se diversas actividades para públicos de diferentes idades, incluindo a oficina infantil “Músicas na Horta”, facilitada por Ana Pi, uma Oficina de Cozinha Solar e uma Oficina de Biofertilizantes, estas duas últimas facilitadas por Ângela Rosa.
Às 13h00, realiza-se um Piquenique Comunitário, a propósito das comemorações dos 100 anos do Posto Agrário de Tavira, seguindo-se, durante a tarde, um Concurso de Hortícolas, que conta com o apoio das empresas ALoja da Maria e Sementes Vivas, e, às 16h00, um momento musical com o acordeonista Silvino Campos.
A sua actuação promete trazer à ‘Festa na Horta!’ um ambiente de animação e convívio, através do som do acordeão, num cenário onde a música se cruza com a celebração da cultura, da comunidade e do território. O programa prossegue às 17h30, com uma Troca de Sementes encerrando às 18h00.
A participação nas atividades será, na sua maioria, mediante inscrição prévia através do e-mail: ecotopiaactiva@gmail.com , ou do pelo preenchimento do formulário clicando aqui. A participação no Concurso de Hortícolas está sujeita a uma pré-inscrição específica, a realizar até às 24h00 do dia 21 de novembro. Os concorrentes deverão consultar previamente o regulamento do concurso, o qual está disponível clicando aqui.
A ‘Festa na Horta!’ será também uma oportunidade para conhecer melhor as Hortas Comunitárias e promover a partilha de conhecimentos e experiências entre hortelãos, visitantes e comunidade local.
Durante o evento, que se realiza Horta Comunitária da Amendoeira – Centro de Experimentação Agrária de Tavira (CEAT), Largo de Santo Amaro, em Tavira, numa organização da Associação Ecotopia Activa, os visitantes deverão circular pelos caminhos comuns, respeitar os talhões cultivados e as indicações da organização, contribuindo para a preservação e boa utilização deste espaço comunitário.
L’avvertimento del contrammiraglio statunitense in congedo Mark Montgomery sulla non completa preparazione americana contro le minacce dei droni pone una questione che riguarda l’intero sistema internazionale. Se gli Stati Uniti, pur disponendo di capacità militari, tecnologiche e informative fra le più avanzate, presentano lacune nella protezione delle proprie installazioni e infrastrutture, quale preparazione possono presumere di avere gli altri Paesi esposti alla stessa minaccia?
Nell’intervento a The Capitol Show, ripreso dalla Foundation for defense of democracies il 16 ottobre 2026, Montgomery richiama le lezioni della guerra in Ucraina, la necessità di intercettori economicamente sostenibili e la protezione delle infrastrutture americane e degli alleati del Golfo. Il problema che emerge è lo scarto fra la rapidità con cui evolvono le minacce e il tempo necessario alle istituzioni per adeguare mezzi, organizzazione e modalità d’impiego.
L’allarme americano permette di osservare il fenomeno dal punto di vista degli Stati ossia: la diffusione di capacità offensive accessibili modifica le condizioni nelle quali una potenza può proteggere il proprio territorio e conservare libertà d’azione.
La questione geopolitica nasce dalla possibilità, per attori anche relativamente deboli, di incidere sulle attività di soggetti molto più forti. Per esercitare questa pressione può essere sufficiente interrompere un collegamento, minacciare un’infrastruttura o costringere un governo a redistribuire risorse per la difesa. La superiorità militare complessiva deve quindi confrontarsi con vulnerabilità locali attraverso le quali l’avversario può imporre costi economici, vincoli operativi e conseguenze politiche. La capacità di uno Stato di operare oltre i propri confini si fonda anche sulla sicurezza del territorio e delle infrastrutture che sostengono la sua azione. Il caso del pallone cinese abbattuto negli Stati Uniti mostra come questa sicurezza richieda di integrare capacità militari, valutazioni politiche e tutela della popolazione.
Il 4 febbraio 2023, un F-22 americano abbatté al largo della Carolina del Sud un pallone ad alta quota che Washington identificava come piattaforma di sorveglianza, mentre Pechino ne dichiarava la finalità civile e meteorologica. Gli Stati Uniti possedevano i mezzi per intervenire, ma dovevano contemperare protezione delle informazioni, sicurezza delle persone, tutela della sovranità e conseguenze diplomatiche. Un singolo mezzo aveva coinvolto intelligence, difesa aerea, autorità politiche e relazioni fra due grandi potenze. Pur essendo tecnicamente diverso dai piccoli droni, il pallone mostrava come la protezione del territorio richiedesse una valutazione più ampia della sola possibilità di neutralizzare un oggetto. Anche un’attività di osservazione può assumere rilievo strategico e richiedere una risposta nella quale capacità militari e responsabilità politiche risultano strettamente collegate.
Il caso di Lipsia introduce una dimensione direttamente legata alla sicurezza europea. Nella notte fra il 4 e il 5 agosto 2026, nell’area cargo dell’aeroporto di Lipsia/Halle fu rinvenuto un drone dotato di ordigno esplosivo. La Procura generale di Dresda e la polizia criminale della Sassonia confermarono la rimozione dell’innesco e la temporanea interruzione delle operazioni aeroportuali. Il governo tedesco ha successivamente attribuito alla Russia il tentato attentato, distinguendo questa attribuzione politica dagli accertamenti penali ancora in corso. La rilevanza di Lipsia deriva dalla funzione dell’infrastruttura. Lo scalo partecipa alle attività di trasporto strategico del programma Salis, attraverso il quale Paesi alleati accedono a capacità di trasporto aereo per carichi di grandi dimensioni. Un aeroporto civile è quindi anche un nodo della capacità logistica e della mobilità militare europea. Un Paese può trovarsi lontano dai combattimenti e contribuire comunque al sostegno di uno Stato coinvolto nel conflitto. Attraverso i suoi aeroporti, porti e collegamenti ferroviari possono transitare rifornimenti e materiali, mentre le sue imprese possono fornire mezzi e servizi. Queste attività lo espongono alla possibilità di azioni ostili contro le infrastrutture che rendono concreto quel sostegno. Minacciarle o interromperne il funzionamento può perseguire due obiettivi collegati: ostacolare gli aiuti e far ricadere sul Paese che li fornisce costi economici, disagi e timori per la sicurezza.
La pressione può così estendersi alle decisioni del governo, cercando di indebolire la volontà politica di continuare a sostenere il partner. Questi scenari trovano spazio nelle zone grigie della conflittualità contemporanea, nelle quali azioni ostili possono svilupparsi mantenendo incerti la loro origine, la portata e il rapporto con una strategia più ampia. Gli attori possono sfruttare questa ambiguità combinando strumenti militari e non militari, iniziative manifeste e operazioni clandestine. È in tale combinazione che si esprimono le modalità della guerra ibrida: sabotaggio, attacchi informatici, disinformazione, pressione economica e impiego di intermediari possono concorrere a condizionare le decisioni della controparte.
Queste azioni possono avere anche una funzione di comunicazione strategica ossia mostrare una capacità d’intervento, mettere alla prova le difese o segnalare i costi del proseguimento di una determinata politica. Il messaggio può accompagnarsi a conseguenze materiali, come l’interruzione di un servizio o il danneggiamento di un’infrastruttura. Chi agisce cerca così di esercitare una pressione riconoscibile, conservando margini per negare il proprio coinvolgimento e complicare la risposta. Il confronto può svilupparsi senza sfociare in una guerra aperta oppure accompagnare un conflitto già in corso, estendendone gli effetti a territori e attività lontani dai combattimenti.
I droni possono essere impiegati sia nel combattimento convenzionale sia nell’ambito di campagne ibride. Il carattere ibrido dipende dalla strategia nella quale vengono inseriti: osservazione, sabotaggio e intimidazione possono combinarsi con altri strumenti per condizionare le decisioni della controparte. Nel caso di Lipsia, il governo tedesco ha qualificato l’episodio come attacco ibrido, collegando la risposta alla protezione delle infrastrutture, al sostegno all’Ucraina e al coordinamento con Nato e Unione europea. L’allarme americano evidenzia che la preparazione alla guerra convenzionale non assicura, da sola, un’analoga capacità di affrontare le minacce ibride. Uno Stato può disporre di forze armate efficienti e incontrare difficoltà nel riconoscere e contrastare una campagna che combina sabotaggi, attacchi informatici e pressioni sulle infrastrutture civili, coinvolgendo competenze distribuite fra più istituzioni. Le analisi della Nato individuano nell’ambiguità delle azioni ibride un ostacolo alla comprensione della situazione e alla rapidità delle decisioni. La vulnerabilità può quindi manifestarsi prima dell’intervento difensivo. Una presenza sospetta può essere trattata come questione aeroportuale, un’interruzione digitale come incidente informatico, un danneggiamento come episodio criminale. Se le informazioni raccolte dai diversi apparati restano separate, può diventare difficile riconoscere eventuali collegamenti fra gli episodi e valutarne il significato strategico.
L’attore ostile può sfruttare questa frammentazione per ritardare l’attribuzione delle responsabilità e rendere più difficile una decisione politica sulla risposta. La capacità di ricomporre le informazioni diventa, perciò, parte integrante della difesa. Oggi è più che mai necessario coniugare difesa e sicurezza nella valutazione delle minacce e nella preparazione nazionale, mantenendo competenze e responsabilità definite. I domini terrestre, marittimo, aereo, spaziale e cibernetico sono collegati dalle funzioni che consentono di osservare, comunicare, muoversi e decidere. La protezione del singolo mezzo o impianto deve essere valutata insieme alla continuità del sistema nel quale opera. La condizione degli altri Paesi va letta attraverso queste relazioni. Un bilancio militare elevato non misura, da solo, la preparazione contro minacce distribuite. Le lacune statunitensi non dimostrano che ogni altro Stato sia necessariamente meno preparato, ma mostrano che una grande superiorità tecnologica può convivere con problemi di protezione. L’Ucraina evidenzia il valore dell’esperienza. La pressione della guerra ha imposto un apprendimento continuo nell’impiego dei droni e delle contromisure, che Montgomery richiama come patrimonio utile alla preparazione americana. Per i Paesi europei, assume particolare rilievo il rapporto fra infrastrutture interconnesse e protezioni organizzate prevalentemente su base nazionale. L’interruzione di un nodo logistico o energetico può trasferire conseguenze oltre confine. Le differenze nella preparazione diventano pertanto un problema collettivo: la sicurezza dell’Alleanza dipende anche dalla continuità delle reti attraverso le quali i suoi membri possono sostenersi.
Nei Paesi del Golfo, la concentrazione di funzioni energetiche e logistiche di interesse mondiale amplia la portata delle vulnerabilità locali. Gli attacchi del settembre 2019 agli impianti sauditi di Abqaiq e Khurais mostrarono come il danneggiamento di pochi siti potesse interrompere una quota rilevante della produzione petrolifera e produrre effetti sui mercati internazionali. La protezione di queste infrastrutture riguarda contemporaneamente la sicurezza dei produttori, gli interessi dei partner e la stabilità degli approvvigionamenti esterni. Il richiamo di Montgomery alla cooperazione con gli alleati del Golfo non è casuale. Le garanzie politiche e militari devono tradursi in strumenti effettivamente disponibili dove la minaccia si manifesta. Se anche il principale garante presenta lacune, i partner devono valutare quanto dipendano dalla sua protezione e quali capacità proprie debbano sviluppare. La sostenibilità economica attraversa tutte queste condizioni. Impiegare un intercettore costoso può essere giustificato dal valore delle vite e delle infrastrutture protette. La difficoltà emerge quando la difesa deve essere mantenuta contro azioni ripetute: diventano determinanti scorte, capacità produttiva, manutenzione e disponibilità di risposte differenti.
L’attore ostile può cercare di consumare risorse difensive e imporre una pressione prolungata anche senza ottenere ogni volta un danno materiale. L’aumento della spesa deve quindi accompagnarsi a scelte coerenti con la minaccia. Occorre valutare quali capacità vengano acquistate, quanto rapidamente possano essere aggiornate e come siano collegate all’organizzazione nazionale. L’esperienza operativa deve raggiungere industria, ricerca e decisori con tempi compatibili con l’evoluzione dei mezzi e delle modalità d’impiego. La velocità dell’adattamento diventa una componente della potenza, insieme alla quantità e alla qualità delle risorse disponibili. Per tutti gli Stati, l’allarme americano impone quindi di verificare la preparazione dell’intero sistema nazionale. Le capacità militari devono accompagnarsi alla condivisione delle informazioni, alla chiarezza delle responsabilità e alla possibilità di intervenire tempestivamente sulle vulnerabilità individuate. Quando l’avversario nasconde il proprio ruolo e distribuisce la pressione fra ambiti civili e militari, riconoscere il disegno che collega le sue azioni diventa essenziale per contrastarlo. Da questa capacità dipende anche la libertà dello Stato di perseguire i propri interessi senza che sabotaggi, interruzioni e intimidazioni ne condizionino le decisioni.
A professora Manuela Isidro, do Grupo Disciplinar 300 da Escola Secundária de Olhão, participou, entre 4 e 10 de outubro, numa formação internacional em Split, na Croácia, no âmbito do programa Erasmus+.
Promovida pelo Platform21 – Teacher Training Centre, a ação centrou-se na utilização da inteligência artificial (IA) em contexto educativo, com destaque para a diferenciação pedagógica e a criação de estratégias de aprendizagem adaptadas às necessidades de cada aluno.
Ao longo da semana, os participantes experimentaram ferramentas digitais como Diffit, Wayground, Brisk Teaching, MagicSchool e CapCut, que ajudam a preparar aulas, adaptar recursos e criar conteúdos interativos. O programa incluiu ainda atividades sobre pensamento crítico, criatividade e trabalho colaborativo.
Outro dos pontos altos foi a abordagem a práticas de apoio a alunos com necessidades educativas especiais, complementada por uma visita a uma sala sensorial, um espaço pensado para promover a regulação emocional e a aprendizagem destes alunos.
Saliente-se que a mobilidade permitiu à docente conhecer novas metodologias de ensino e partilhar experiências com profissionais da educação de diferentes países. Os conhecimentos adquiridos poderão agora ser aplicados na escola, contribuindo para diversificar as práticas pedagógicas e promover uma aprendizagem mais inclusiva.
Importa ainda destacar que este tipo de participação insere-se no objetivo do reforço na formação contínua dos professores e acompanhamento à crescente integração das tecnologias digitais no ensino.
Suspeitos estão fortemente indiciados pela prática do crime de homicídio qualificado do ex-companheiro da mulher detida.
Dois homens e uma mulher detidos pela Polícia Judiciária (PJ) por suspeitas de envolvimento no homicídio de um homem de 44 anos, ocorrido em maio, em Setúbal, segundo o Correio da Manhã, vão aguardar julgamento em prisão preventiva.
Em comunicado, a Polícia Judiciária de Setúbal anunciou esta quarta-feira que os três suspeitos, com idades entre os 30 e os 32 anos, estão fortemente indiciados pela prática do crime de homicídio qualificado do ex-companheiro da mulher detida.
De acordo com a investigação, o crime, ocorreu em 20 de maio e foi desenvolvido o estudo pormenorizado das rotinas da vítima, sendo que, terá sido motivado por conflitos familiares relacionados com o exercício das responsabilidades parentais e dificuldades económicas.
Os dois suspeitos do sexo masculino, de acordo com a Judiciária, aguardaram pelo regresso da vítima do trabalho, junto ao prédio onde residia, tendo-a agredido e amarrado as mãos atrás das costas com braçadeiras de plástico, antes de a conduzirem ao interior da habitação.
Refere o comunicado, citado pelo CM: “Já no interior da habitação, os dois suspeitos foram surpreendidos pela presença de uma mulher de 25 anos que lá residia há alguns dias, mulher essa que eles ameaçaram, amordaçaram e prenderam, amarrando-lhe as mãos atrás das costas, estando ainda, por este facto, indiciados pelo crime de sequestro agravado”.
Ainda segundo a PJ, os suspeitos colocaram a vítima numa banheira, onde lhe desferiram um golpe no pescoço com um canivete, provocando-lhe a morte devido à perda de sangue. Após consumarem o crime de homicídio, os dois homens apoderaram-se de alguns objetos que se encontravam no interior da habitação e fugiram para casa da mulher detida, deixando a inquilina amarrada e amordaçada.
Presentes a primeiro interrogatório judicial, aos três suspeitos foi-lhes aplicada a medida de coação máxima, de prisão preventiva.
A Polícia Judiciária (PJ) desenvolveu no âmbito da cooperação internacional, um conjunto de diligências que conduziram à localização e detenção, na zona de Vila Real, de um cidadão nacional, de 37 anos, procurado pelas autoridades judiciárias do Luxemburgo pela prática do crime de falsificação de documento.
Em comunicado, a PJ explica que o homem, sobre o qual pendia um Mandado de Detenção Europeu, “é suspeito de ter falsificado um contrato relativo à venda de um veículo”.
“O contrato foi falsificado com a intenção de simular uma venda que nunca teve lugar, nem era genuinamente pretendida. O único objetivo era criar a aparência de uma transferência de propriedade do veículo, uma vez que, o agora detido estava sujeito a um processo penal e procurava, por todos os meios, evitar a manutenção da apreensão do seu veículo”, afirma a PJ.
Acrescentou ainda que o homem “tentou induzir o juiz em erro” para que ordenasse a entrega do veículo apreendido, tendo, inclusive, “simulado uma transferência bancária, no montante de 10 mil euros, para fazer crer que efetivamente tinha vendido o veículo e recebido o valor da venda”.
Por estes factos, “pode vir a ser condenando numa pena até 10 anos de prisão”, sublinha a Polícia.
O detido foi presente ao Tribunal da Relação de Guimarães, que determinou que aguardasse os ulteriores termos do processo em prisão preventiva.
Noel Afonso, comandante Sub-Regional de Emergência e Proteção Civil das Terras de Trás-os-Montes, disse à VTM que quando os meios chegaram ao local, o armazém estava “tomado pelas chamas e os prejuízos são muito elevados”.
Acrescentou ainda que não se registaram feridos na sequência da ocorrência.
Dentro do armazém estavam diversas “máquinas agrícolas, tratores, feno, rações e ficou tudo destruído”, sublinhou o comandante.
Devido aos prejuízos elevados, o agricultor afetado, Celso Martins precisa de ajudar para recomeçar, já que só conseguiu salvar os animais e um trator agrícola, o restante ardeu por completo.
O prejuízo “é enorme” e o seguro só cobre uma pequena parte do que se perdeu. “Não chega para retomar a atividade, e é um processo que ainda vai demorar. O Celso, de um dia para o outro, ficou sem as máquinas, sem alimento para os animais e sem armazém, mesmo à entrada do inverno”, pode ler-se na página de Facebook Cultiva, que está a angariar fundos para ajudar este agricultor.
Pode ajudar através de: IBAN: PT50 0045 2260 4025 8897 3415 6 (TITULAR: CELSO MARTINS)
Crowdfunding: WWW. GOFUNDME.COM/F/VAMOSAJUDAR-A-RECONSTRUIR-OQUE-O-FOGO-DESTRUIU
La crisi della casa ha fatto cadere il governo spagnolo e portato il paese al voto. Ma il problema nasce a monte: la popolazione cresce più rapidamente dello stock abitativo. La risposta non è nei tetti agli affitti, ma in un aumento dell’offerta.
A freguesia de Salir será palco, no próximo dia 17 de outubro, sábado, da 3.ª Prova de Duatlo de Salir, integrada no Campeonato Regional do Algarve e Baixo Alentejo.
Organizada pela Junta de Freguesia de Salir, com o apoio da Federação de Triatlo de Portugal e do Município de Loulé, a iniciativa reúne atletismo e BTT numa prova que desafia a resistência, a preparação física e a determinação dos atletas.
A competição compreende três segmentos: 5 quilómetros de atletismo, 20 quilómetros de BTT e, por fim, 2,5 quilómetros de atletismo, num percurso que promete momentos de exigência e superação.
Para além da componente competitiva, esta iniciativa pretende promover a prática desportiva e os hábitos de vida saudáveis, contribuindo igualmente para a dinamização da freguesia e para a valorização do território através do desporto.
As inscrições e as informações relativas aos horários podem ser consultadas no sítio oficial da Federação de Triatlo de Portugal, em www.federacao-triatlo.com, ou solicitadas junto da Junta de Freguesia de Salir, através do telefone 289 489 119 ou do endereço de correio eletrónico secretaria@salir.pt.
A 3.ª Prova de Duatlo de Salir convida atletas e público a associarem-se a mais uma jornada dedicada ao desporto, à competição e ao espírito de superação, reforçando o papel destas iniciativas na promoção de um estilo de vida ativo e na dinamização da comunidade local.
È vero che minimo contrattuale e salario effettivamente percepito non sono la stessa cosa. Ma qualunque misura si utilizzi, l’Italia ha subito una forte perdita di salario reale rispetto agli altri grandi paesi. Chiamando in causa la contrattazione collettiva.
Durante o Portugal Football Summit foi divulgado o novo livro do algarvio Tiago Guadalupe, funcionário da Câmara Municipal de Loulé e colonista no jornal A Bola.
“Capitão João Matos – Liderar, vencer e inspirar” é a mais recente obra de Tiago Guadalupe e será apresentada a 9 de outubro, na Cidade do Futebol, numa iniciativa da Federação Portuguesa de Futebol.
Com a chancela Portugal Legends, a obra nasce de um projeto desenvolvido pela editora 21Books e pela agência whynote.pt, em parceria oficial com a Decathlon e a União das Freguesias de Carnaxide e Queijas.
Mais do que uma biografia desportiva, o livro parte do percurso de João Matos para propor uma reflexão sobre liderança pelo exemplo, disciplina, consistência, resiliência, comunicação, gestão de equipas, egos e conflitos, tomada de decisão, capacidade de adaptação, inovação, equilíbrio pessoal e legado, procurando transportar as experiências e aprendizagens construídas no desporto de alto rendimento para outros contextos da vida pessoal e profissional.
Ao longo de mais de duas décadas ao mais alto nível, João Matos construiu uma carreira marcada pela longevidade, consistência e liderança. Mais de 40 títulos, mais de 200 internacionalizações, um Campeonato do Mundo e dois Campeonatos da Europa ao serviço de Portugal, além de três títulos europeus pelo Sporting CP, fazem parte de um percurso que o tornou uma referência do futsal português e internacional.
Contudo, são sobretudo as experiências e aprendizagens construídas ao longo desse caminho que constituem o centro da obra. O objetivo passa por transportar princípios provenientes do desporto de alto rendimento para outros contextos, tornando o livro relevante para atletas e treinadores, mas também para gestores, professores, estudantes, empreendedores, dirigentes e líderes de equipas.
“Capitão João Matos – Liderar, vencer e inspirar” reúne ainda diferentes perspetivas sobre o jogador e capitão. Pedro Proença assina a introdução, Frederico Varandas o prefácio e Jorge Braz o posfácio, juntando-se ao livro contributos e reflexões de personalidades como Nuno Dias, Sebastián Coates, Nani, Rui Miguel Nabeiro e Pedro Dias, entre outras.
Frederico Varandas resume uma das ideias centrais da obra ao afirmar que «o seu legado não se mede apenas no que conquistou, mas sobretudo no que inspirou». Pedro Proença considera que João Matos deixa «o Futsal muito melhor do que aquele que encontrou», enquanto Jorge Braz reconhece: «O João ajudou-me a ser melhor treinador.»
O livro inclui igualmente o capítulo “Cocriar para inspirar”, com Tiago Valadas, Diretor de Marketing da Decathlon Portugal, dedicado à relação entre João Matos e a marca e à evolução dessa ligação para um processo de cocriação.
As reflexões reunidas na obra procuram mostrar que muitas das questões enfrentadas no desporto são comuns a organizações e equipas de diferentes áreas: como construir uma cultura vencedora, liderar sem depender de um cargo, reagir ao erro, gerir conflitos, manter a exigência depois do sucesso e preparar o final de um ciclo.
Para Tiago Guadalupe, é precisamente na influência exercida sobre os outros que se encontra uma das principais mensagens do livro:
«Os grandes atletas deixam resultados. Os grandes capitães deixam uma cultura. Os grandes líderes deixam pessoas melhores.»
Le leggi scritte male sono un costo per il nostro paese. Con Luigi Guiso parliamo di come impattano sulla crescita economica, qual è il legame che hanno con l’instabilità politica e quali sono gli strumenti che potrebbero alleviare il problema. Tutto in mezz'ora.
O Ciclo de Conversas “Semear Hoje…Colher o Amanhã…” está de regresso à Biblioteca Municipal Sophia de Mello Breyner Andresen, no dia 25 de setembro, pelas 18h30, sob o tema “Saúde Hormonal: o que os homens e as mulheres precisam saber”.
A vida hormonal é um dos pilares fundamentais da saúde humana, influenciando o crescimento, a reprodução, o metabolismo, o humor, o sono e os níveis de energia ao longo de toda a vida.
Embora homens e mulheres possuam muitas das mesmas hormonas, as suas concentrações e padrões de variação diferem, o que explica muitas das diferenças biológicas e algumas particularidades na saúde de cada sexo.
Tanto nos homens como nas mulheres, as hormonas exercem uma influência significativa sobre a saúde mental e emocional. O equilíbrio hormonal está intimamente ligado ao funcionamento do cérebro, podendo afetar a capacidade de concentração, a memória, a motivação e o estado de espírito. Alterações hormonais podem contribuir para sintomas de ansiedade, irritabilidade, tristeza ou perturbações do sono, sendo por isso importante considerar a saúde hormonal como parte integrante do bem-estar global.
Compreender a vida hormonal dos homens e das mulheres permite reconhecer que muitas transformações físicas e emocionais fazem parte dos processos naturais do organismo. O conhecimento destas alterações favorece uma melhor adaptação às diferentes fases da vida e incentiva a procura de apoio profissional sempre que necessário. Afinal, cuidar da saúde hormonal é cuidar da saúde como um todo, promovendo qualidade de vida, equilíbrio e bem-estar em todas as idades.
A sessão do mês de setembro será dinamizada por Bernardo Pessoa, médico especialista em Medicina Geral e Familiar e Medicina Desportiva.
Levado a efeito mensalmente, esta iniciativa desafia a população em geral a participar, refletir, partilhar e debater sobre variados temas, com o objetivo de contribuir para a capacitação de cada um e das famílias, na promoção da sua saúde e bem-estar.
À semelhança do que tem vindo a realizar-se nas sessões anteriores, durante a iniciativa os participantes poderão proporcionar aos seus filhos, com idade igual ou superior a 3 anos de idade, uma atividade dedicada à promoção do livro e da leitura, dinamizada pelos profissionais da biblioteca, mediante inscrição prévia.