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Youssef Siher non risponde al gip, i legali: “Nessuna condotta istigatoria”. Attesa per la decisione sulla convalida del fermo

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Youssef Siher, il ricercatore 30enne ritenuto l’amministratore dei canali social del “Movimento 17 ottobre“ e fermato il 24 ottobre con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. L’udienza di convalida si è tenuta, davanti alla gip Tiziana Landoni, nel carcere milanese di San Vittore dove Siher si trova detenuto da sabato scorso. Il procuratore Marcello Viola e la pm Francesca Crupi hanno chiesto la convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere.

“Lui non ha fatto niente. Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato e noi nell’udienza abbiamo contestato le imputazioni dal punto di vista del diritto“, hanno spiegato i legali di Siher dopo l’udienza. Gli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar hanno chiesto alla giudice che il ricercatore torni subito libero (qui tutti i dubbi sulle accuse mosse al 30enne). “Non siamo sorpresi in termini assoluti del fermo, considerata l’aria politica che tira. Non ha fatto niente. Lui era sicuro del fatto che ha esercitato le sue libertà e i suoi diritti costituzionalmente garantiti“, ha aggiunto l’avvocata Abu Sharar.

Era a “conoscenza degli strumenti informatici idonei a sviluppare una strategia rivoluzionaria anche attraverso la pubblicazione di comunicati utili a concentrare in piazza migliaia di persone”, scrivono nella richiesta. Pm che hanno contestato come esigenze cautelari sia il pericolo di fuga che quello di reiterazione del reato. Un progetto “eversivo“, di “rivoluzione contro l’attuale governo” e di sostegno “alla rivolta”, che lui, secondo i pm, potrebbe portare ancora avanti sfruttando pure “il suo elevato background culturale ed i suoi contatti relazionali”. Da qui la richiesta di carcere, anche perché altrimenti – sempre per la procura – grazie alla sua “rete relazionale”, potrebbe fuggire “all’estero“.

La giudice per le indagini preliminari di Milano Landoni si è riservata e ha tempo fino alla tarda mattinata di mercoledì per decidere sul destino di Siher.

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Interior saca de Euskadi al guardia civil señalado por Jardun: tenían el documento que él presentó en la Hacienda de Guipúzcoa

El agente destinado en Éibar deja de servir en la localidad guipuzcoana para hacerlo temporalmente en una provincia del sur de España Leer

El agente destinado en Éibar deja de servir en la localidad guipuzcoana para hacerlo temporalmente en una provincia del sur de España
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La voglia di un mostro, purchessia – Il commento di Antonello Caporale

Replicare alle violenze di strada a Milano con la mostrificazione di qualcuno a cui si potessero cucire i panni del terrorista. La voglia di un mostro purchessia, la necessità di esibire un volto contro cui vomitare addosso tutte le accuse sembra la prima urgenza di una destra, politica e giornalistica, affamata.

Ieri pomeriggio contro Youssef Siher, in passato giornalista free lance, che nella redazione del Fatto online ha svolto nel 2022 uno stage seguito da una collaborazione sporadica (nel 2025 ha firmato due articoli sulla Tunisia, nel 2026 nessun articolo) come ha avuto altrove altre esperienze lavorative, ricercatore con ottime competenze e referenze, c’era una nota della Digos che indaga sul suo conto per istigazione a delinquere a fini di terrorismo. Non ancora un magistrato che avesse formalizzato l’accusa, men che mai un giudice che l’avesse convalidato.

Le devastazioni ci sono state e certo non conosciamo il suo livello di responsabilità. Aspettiamo che i fatti e le attività a lui contestate siano specificate e rese pubbliche nel dettaglio al più presto. Quel che colpisce è la voglia matta di chiudere con l’impiccagione all’albero della colpa di questa persona, italiano di genitori marocchini, la crisi sociale di giovani e giovanissimi che gravitano nelle periferie degradate delle nostre città, esplose nelle devastazioni che ha vissuto la settimana scorsa Milano.

Attribuire al manganello della polizia lo strumento risolutivo della contesa e chiuderla così. Se chi rompe paga, come ha detto la presidente del Consiglio, e certo è un motto corretto e condiviso, che ogni italiano ricorda da quando bambino se lo sentiva dire in casa, è necessario che accanto alla voglia di far pagare chi rompe, venga anche spiegato cosa si fa perché nessuno rompa, cosa si spende per chi si affaccia nel mondo del lavoro, come si sostiene chi nasce in una famiglia povera, quali luoghi, oltre al marciapiede, può frequentare.

Già che c’è la presidente del Consiglio potrebbe spiegare se e come sono stati spesi i danari del più grande fondo di rinascita (il famigerato Pnrr) il cui principale capitolo di spesa era quello di finanziare le politiche per la nuova generazione. Il next generation Eu, do you remember? Oltre ai manganelli il Parlamento dovrebbe interrogarsi su cosa è stato fatto, i soldi dove sono finiti, cosa si dice a chi oggi non ha nè un lavoro, nè un futuro, e a coloro che pur avendo un impiego pensano di perderlo in favore dell’intelligenza artificiale.

Più che mettersi all’ascolto delle proteste il governo dovrebbe mettersi al lavoro, ammettere le proprie responsabilità, illustrare le idee che gli sono venute per affrontare o almeno mitigare la crisi. Invece di restare con le mani in mano, anzi con il manganello in mano e un nuovo mostro da sbattere in tv.

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Tragédia em França: “atentado terrorista racista” é “ponto de viragem”

Apartamento armadilhado com botijas de gás, metralhadora, bomba de gás lacrimogéneo. Um morto e cinco feridos perto de Paris.  O Presidente francês afirmou que o “atentado terrorista racista” que esta sexta-feira fez um morto e cinco feridos perto de Paris representa “um ponto de viragem no país”, atribuindo-o ao “ambiente de instabilidade que certos discursos estão a criar”. Um homem matou a tiro uma pessoa e feriu outras cinco. Tinha armadilhado o seu apartamento com botijas de gás, indicou a procuradoria antiterrorismo francesa (PNAT) num comunicado. As buscas revelaram “a instalação de um dispositivo de armadilha no apartamento, com três

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Portugal entre os alvos de um apelo jihadista a ataques em protestos

O Ministério do Interior de Espanha detetou num site próximo do Estado Islâmico mensagens que incitam a ataques contra manifestantes e forças de segurança em Portugal, Espanha, França e Itália. Portugal é um dos países visados por um apelo jihadista a atacar polícias e manifestantes durante os protestos que decorrem pela Europa. O alerta foi revelado pelo El País e, para já, não aponta qualquer plano concreto contra Portugal. Segundo o jornal espanhol, o Ministério do Interior de Espanha detetou num site próximo do Estado Islâmico mensagens que incitam a ataques contra manifestantes e forças de segurança em Portugal, Espanha,

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Francia, uomo apre il fuoco da un’auto vicino Parigi: un morto e cinque feriti. Macron: “Attentato terroristico razzista”

Una persona è stata uccisa e altre cinque sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta venerdì mattina a Trappes, comune nel dipartimento degli Yvelines, a una quarantina di chilometri da Parigi. I colpi sono stati esplosi con un’arma automatica dall’abitacolo di una Renault Clio: le forze dell’ordine hanno arrestato un sospettato, trovato in possesso di una mitragliatrice, lacrimogeni ma anche cocaina. Il suo appartamento, a quanto riferito, era stato trasformato in una “trappola con bombole di gas“. La persona rimasta uccisa è africana, mentre uno dei feriti è originario del Maghreb.

La Procura nazionale antiterrorismo ha aperto un’inchiesta per omicidio a sfondo terroristico con l’aggravante razziale: per il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, si tratta di “attentato con connotazioni razziste, probabilmente islamofobe”. Il killer “ha palesemente sparato a caso e voleva fare una strage”, dice. Di “attentato terroristico razzista” ha parlato anche il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che si è recato sul posto insieme al ministro degli Interni Laurent Nunez: Macron, afferma un comunicato dell’Eliseo, ha voluto, “la propria solidarietà a tutte le persone mobilitate”.

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Com despesas pagas pelos EUA, ida de procurador a evento sobre Irã é cancelada pela PGR

A Procuradoria-Geral da República (PGR) revogou a portaria que autorizava o procurador Lucas de Morais Gualtieri, especialista em combate ao terrorismo, a participar da oficina “Combate ao Irã e seus Representantes nas Américas”, marcada para os dias 16 e 17 de setembro, em Assunção, no Paraguai. O evento é organizado e financiado pelo Departamento de Estado dos Estados Unidos, que arcaria integralmente com as despesas do procurador.

Um procurador da República só pode se ausentar do país a trabalho com autorização da PGR. A ida de Gualtieri havia sido autorizada por portaria publicada no Diário Oficial da União (DOU) em 31 de agosto, assinada pelo vice-procurador-geral da República, Hindenburgo Chateaubriand Pereira Diniz Filho. Em 2 de setembro, o mesmo vice-PGR revogou o ato.

Até o momento, o MPF não divulgou o cancelamento à imprensa. A Agência Pública questionou a PGR sobre o workshop, a viagem, o financiamento do evento pelo governo americano e se a situação configuraria uma violação da soberania nacional. As perguntas não foram respondidas: a PGR informou apenas o cancelamento da portaria e da ida do procurador a Assunção, mas não explicou o motivo do cancelamento.

A Pública também tentou contato com o procurador Lucas de Morais Gualtieri e a assessoria de comunicação da Procuradoria da República em Minas Gerais, onde ele é lotado, disse que só a Secretaria de Comunicação da PGR estava tratando do caso. 

Procurador Lucas de Morais Gualtieri, especialista em combate ao terrorismo
Procurador Lucas de Morais Gualtieri, especialista em combate ao terrorismo

Seria a segunda viagem de Gualtieri ao Paraguai neste ano. Em março, o membro do MPF esteve em Assunção para ministrar uma aula no seminário “Desarticulação de Esquemas Financeiros Criminais e Terroristas”, realizado pela American Bar Association, órgão que tem papel equivalente ao da OAB nos EUA. 

O Paraguai, sob o presidente Santiago Peña, alinha-se aos EUA em relação ao Irã: anunciou proteção especial a órgãos dos governos americano e israelense e reforço da segurança na tríplice fronteira. O Brasil criticou os ataques dos EUA e de Israel ao Irã e manifestou preocupação com a escalada militar no Golfo Pérsico.

A tensão entre os EUA e o Brasil vem se acumulando desde 2025. Em maio, o Departamento de Estado designou o Comando Vermelho e o PCC como organizações terroristas globais, uma medida que o Palácio do Planalto afirmou afetar a soberania nacional e o próprio combate ao crime organizado, além de manter tarifas sobre produtos brasileiros e indicar um embaixador em Brasília sem a anuência do governo brasileiro.  

Procurador falaria sobre a Operação Trapiche 

No workshop cuja participação de Gualtieri foi agora cancelada pela PGR, o procurador falaria sobre a Operação Trapiche, de novembro de 2023, na qual duas pessoas apontadas como ligadas ao Hezbollah foram presas sob a acusação de planejar ataques a prédios ligados à comunidade judaica no Brasil. Segundo a Polícia Federal, o recrutamento seria realizado por Mohamad Khir Abdulmajid, foragido. Um dos presos, Lucas Passos Lima, foi condenado em primeira instância a mais de 16 anos por terrorismo; o Tribunal Regional Federal da 6ª Região reduziu a pena ao entender que a motivação era financeira, e não ideológica. O caso segue tramitando no Superior Tribunal de Justiça (STJ).

A oficina do Departamento de Estado no Paraguai discutirá técnicas de cooperação internacional e de enfrentamento ao financiamento do terrorismo, tema de interesse acadêmico de Gualtieri, que cursa mestrado em relações internacionais na PUC-MG, com foco em Estratégia, Inteligência e Contraterrorismo. O programa completo do evento não está disponível na internet.

O Hezbollah, criado em 1982, é classificado pelo Departamento de Estado como organização terrorista financiada pelo Irã e atua no Líbano também como partido político. Desde outubro de 2023, o grupo realizou ataques ao norte de Israel, que respondeu com ofensivas e com a ocupação de parte do sul libanês. 

O Brasil não possui uma lista oficial de organizações terroristas. A lei antiterrorismo brasileira exige comprovação de motivação ideológica para classificar crimes como atos de terrorismo. Projeto de lei de 2021 do deputado Paulo Bilynskyj (PL) prevê a adoção de uma extensa lista que inclui o Hezbollah. Em 2024, o projeto foi aprovado na Comissão de Segurança Pública, mas não houve andamentos significativos depois. 

A Pública também procurou o Itamaraty, que alegou que apenas o MPF e os organizadores do evento deveriam se manifestar.

A relação entre o MPF e agências americanas voltou ao debate público após a Lava Jato. A série “Confidencial: as digitais do FBI na Lava Jato”, produzida pela Pública em parceria com o Audible, mostrou que autoridades dos EUA fizeram visitas frequentes a procuradores brasileiros durante a operação, em contatos mantidos fora dos canais oficiais e sem comunicação com a PGR.

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