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“Un solo vocal coach per tutti, è la regola ad Amici 26. Se vuoi cambiare, la maglia la lasci”: così Amadeus a Nicolò. Ecco la risposta del cantante

Un confronto a tu per tu, senza giri di parole nella puntata odierna, domenica 25 ottobre, ad “Amici 26”. Amadeus mette le carte in tavola con Nicolò e lo fa partendo da un paragone che gli è caro: quello con lo sport. “Tu sei un atleta, quindi forse mi puoi capire”, esordisce il direttore artistico, spiegando che ognuno dei quattro ragazzi della sua squadra è sotto la sua responsabilità. “Vi voglio un bene dell’anima – assicura, – mi piacete tutti e quattro tantissimo”. I cantanti del direttore artistico sono: Kashmere, Nicolò, Saitta e Tìaso.

Ma c’è una regola, e la regola vale per tutti: quella di avere un unico vocal coach, Lorenzo. Una scelta che Amadeus rivendica come un vantaggio “come un preparatore atletico conosce ogni muscolo del suo atleta”, spiega, così il vocal coach “conosce anatomicamente le corde vocali dei ragazzi”, sa dove possono migliorare e si confronta costantemente con lui. “Tutti i vocal coach di Amici sono bravissimi”, precisa, ma la linea è questa.

Poi il passaggio più netto. Amadeus assicura che non vieterà mai a Nicolò di provare altri insegnanti, ma per coerenza con la decisione presa e nei confronti degli altri tre ragazzi, la conseguenza sarebbe inevitabile: “Se mi dici che vuoi stare con tutti i vocal coach, sono costretto a dirti: Nicolò, mi devi dare la maglia”.

Il ragazzo potrebbe così proseguire con altri coach, ma non con Lorenzo e nemmeno con lui, con la maglia che passerebbe a Samurai Jay o a Rudy Zerbi e un percorso completamente diverso da quello immaginato. Il tutto, sottolinea, “senza nessun rancore e risentimento”: viene prima il desiderio dell’allievo.

Se invece Nicolò sceglie di restare, l’augurio è di arrivare fino in fondo: “Ti auguro di rimanere otto mesi, anche se non ne abbiamo la certezza, facciamo gli scongiuri“. Amadeus lascia al ragazzo tutto il tempo per decidere: può rispondere subito oppure riflettere e parlarne a quattro occhi durante la settimana.

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“Mi scrivono vecchia, mamma, nonna. Se io sto bene così e lui sta bene così, chi se ne frega”: Veronica Peparini replica agli haters sull’amore con Andreas Muller

Ospite di Silvia Toffanin a “Verissimo“, oggi 25 ottobre, la coreografa Veronica Peparini ripercorre la sua vita tra danza, amori e maternità, mentre il compagno Andreas Muller è chiuso nella casa del Grande Fratello Vip. “Sono da sola a casa con tutti i figli, e non è semplice, devo dire la verità. Ho due bambine piccole, poi ci sono gli altri figli, e Andreas è una presenza importante: la sua mancanza si sente. Ma si tira avanti, si va dritti, con fatica, perché non è una passeggiata”, ha dichiarato Peparini.

Andreas Muller, come racconta dentro la Casa, vive questa esperienza con un po’ di senso di colpa perché sente molto la mancanza delle bambine e di casa. “È fatto così: anche se non le vedeva per un paio d’ore era in ansia, vuole avere la gestione di tutto. – ha spiegato la compagna – Immagino quindi che questa lontananza gli pesi parecchio. Ma non è una colpa, è un lavoro. Ed è giusto che si senta libero di fare un’esperienza anche da solo, una cosa solo sua”.

Toffanin le chiede se Andreas sembri un po’ distaccato dalla danza. Veronica non lo nega: “Lo dice sempre lui, ed è un peccato, perché quando balla è bravissimo. Quando lo vidi ai tempi lo pensai, e lo penso ancora oggi: è uno dei più talentuosi che abbia mai visto”.

Quel distacco, spiega, c’è sempre stato un po’, ma col tempo è cresciuto, fino a quando Andreas si è dedicato a un’altra passione: il suo negozio di Pokémon. “Un mondo di cui io non capisco assolutamente niente. Mi dispiace, perché in me la passione per la danza è rimasta fortissima: io vivo per quella. Siamo molto diversi in questo”, ha detto.

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Emanuele Filiberto di Savoia: “I monarchici italiani venivano a trovarmi per Natale e il mio compleanno. Da ragazzo fatto un po’ di casini con qualche incidente in moto e auto. Non ho una nuova fidanzata”

Ospite di Mara Venier, Emanuele Filiberto di Savoia ha presentato a “Domenica In“, oggi 25 ottobre, “La regina di maggio”, il libro dedicato alla nonna Maria José del Belgio. L’intervista ha attraversato la storia della famiglia, l’esilio, la televisione e la vita privata.

“Sono stato un bambino molto felice, perché vivevo in una famiglia unita. – ha ricordato – Ho avuto tanto amore dai miei genitori e dai miei nonni. Avevo anche la nonna materna, Iris, la madre di mia mamma, che era molto presente. I miei genitori viaggiavano molto per lavoro e io sono stato cresciuto in gran parte dalle mie nonne. Avevo tanti amici: l’unica cosa difficile erano le vacanze. Loro dicevano ‘torniamo a casa’, e io: ‘Ma dov’è la vostra casa?’, ‘Torniamo in Italia’. Io non potevo venire”.

E ancora: “Da bambino, i monarchici italiani venivano da tutta Italia in autobus per le ricorrenze, per Natale e per i miei compleanni. Ci portavano tantissimi regali: la sabbia della Sicilia, il salame, un giorno un sardo è arrivato persino con una pecora. Un giorno sono salito su un autobus e ho detto: ‘Io voglio tornare con voi in Italia’. Provate a spiegare a un bambino di sette anni che cos’è l’esilio. Ho capito la storia della mia famiglia attraverso quella parola: per me l’Italia significava esilio, Casa Savoia significava esilio”.

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“Hai presentato brani che sono plagi”: Erness sospeso e poi eliminato da Samurai Jay ad “Amici 26”. Amadeus: “Se fossi stato il suo insegnante, sarebbe stato fuori subito”

Ad “Amici 26″, oggi 25 ottobre, il caso del cantante Erness ha posto il dilemma in diretta. Il ragazzo che stacca dalla cucina di un pub all’una di notte e ha un’ora al giorno per la musica ha portato come inediti brani che, secondo Samurai Jay, inediti non erano: stessa tonalità, stesso BPM, stesso giro armonico di un pezzo già esistente. Gli è stata data una seconda possibilità. Una settimana in studio, un nuovo brano sull’ossigeno e sugli amori che tolgono il fiato. Il pezzo ha convinto tutti. Non è bastato. Perché, quando “qualità ed etica prendono strade diverse, a decidere è l’etica”. E il banco è saltato.

Dopo una serie di ascolti, Samurai ha notato che tutti i brani proposti da Erness hanno come riferimento altri brani, per cui di inedito “non c’è quasi niente”. Il cantante prova a darsi una spiegazione e chiede a Erness che lavoro faccia. La risposta: lavora in cucina in un pub e stacca all’una, all’una e mezza. Alla musica può dedicare poco più di un’ora. Il direttore artistico ne deduce che l’unica spiegazione possibile sia la mancanza di tempo.

La decisione, a quel punto, è di sospenderlo. Erness resta lontano dalla scuola per una settimana, in studio con dei professionisti, per scrivere un inedito che sia davvero suo. Il banco resta al suo posto, ma Samurai gli lascia un avvertimento: deve evitare di farselo “strappare via”.

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“I ragazzi non vedono prospettive e si trovano schiacciati dalla precarietà permanente. Oggi la prima causa di morte tra i giovani tra i 14 e i 24 anni è il suicidio”: così Mario Capanna

Lo scrittore e attivista Mario Capanna, ospite ieri sera 24 ottobre de “L’Elefante”, il programma condotto da Peter Gomez su Rai 3 e disponibile su RaiPlay, è intervenuto in merito alle recenti proteste che stanno attraversando il Paese da Nord a Sud. “Confesso una mia inclinazione: tengo a difendere i giovani anche quando hanno torto, cercando però di capire e spiegare le ragioni che li spingono ad agire”, ha detto,

Commentando i disordini e le devastazioni avvenuti durante le manifestazioni giovanili a Milano e in altre città, Capanna ha invitato a guardare oltre la cronaca degli scontri: “I giovani violenti che hanno saccheggiato Milano rappresentano ciò che molti considerano indicibile, ma sono anche il prodotto di una società e di una democrazia che esercitano a loro volta forme di violenza”.

L’ex leader del Movimento studentesco ha quindi allargato la riflessione alle crescenti disuguaglianze economiche e sociali “Siamo arrivati a quella che i sociologi chiamano la società dell’1%, nella quale una ristretta élite concentra ricchezza e potere in misura mai vista prima. Non si è mai assistito a un accaparramento così oligopolistico delle risorse economiche e finanziarie”.

Capanna ha messo a confronto l’esperienza della sua generazione con quella dei giovani di oggi: “Noi avevamo la sensazione di poter conquistare il futuro e, almeno in parte, ci siamo riusciti. Oggi molti ragazzi vivono una condizione completamente diversa: non vedono prospettive, faticano a immaginare il proprio domani e si trovano schiacciati da un senso di precarietà permanente. Oggi la prima causa di morte tra i giovani tra i 14 e i 24 anni è il suicidio”.

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“All’inizio della mia carriera mi dicevano di trovare una causa con cui associarmi, ma non era sincero. È una cosa molto hollywoodiana per apparire bene nelle foto”: così Kim Kardashian

Kim Kardashian ha stregato i fotografi sul tappeto rosso della Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato in anteprima mondiale la seconda stagione di “All’s Fair”, disponibile dal 4 novembre su Disney+. Accolta dall’entusiasmo dei fan, l’attrice e imprenditrice ha catalizzato l’attenzione alla Festa del Cinema di Roma 2026 sfoggiando un audace abito animalier, in perfetto stile Kardashian. A non passare inosservato anche un membro del suo staff che l’ha seguita per tutto il tappeto rosso con un faretto puntato addosso, trasformando ogni passo in una perfetta scena da set.

A presentare la serie anche Kris Jenner – tra i produttori esecutivi della serie – per tutti “Momager”: la mamma e manager di Kim e delle sue sorelle Kourtney, Kim, Khloé, Kylie e Kendall: “Amo lavorare con i miei figli, è la mia gioia. La parte migliore della mia giornata è stare con loro. Giriamo un programma (‘The Kardashians’ disponibile su Disney+, ndr) insieme ogni giorno, quindi è davvero divertente”, ha detto Kris Jenner sul tappeto rosso, dove ha raccontato di aver visitato il Colosseo questa mattina.

A portare l’alta moda e l’allure da star nella Capitale anche le co-protagoniste Naomi Watts (“qui a Roma ho mangiato un risotto al tartufo fantastico”), Sarah Paulson (“il superpotere di ‘All’s Fair’? Le avvocate protagoniste e Kim Kardashian”) e Niecy Nash-Betts.

Tra diritti civili, disuguaglianze di genere e responsabilità pubblica delle celebrità, le attrici hanno riflettuto sulle ingiustizie che ancora oggi colpiscono le donne. Interpellata sul ruolo pubblico delle celebrità nell’impegno civile, Kim Kardashian ha respinto l’idea che si tratti di un obbligo: “Non credo che nessuno abbia il dovere di fare qualcosa. Personalmente, però, penso sia importante usare la propria voce e aiutare dove si può”, ha detto.

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“Sei davvero maleducato, fuori luogo. Basta”: Guillermo Mariotto furibondo con Giovanni Pernice a “Ballando con le stelle”. Il ballerino: “Il tuo voto non ci interessa, dacci zero”

Nuove tensioni a “Ballando con le stelle“, ieri era 24 ottobre, tra Giovanni Pernice e Guillermo Mariotto. Dopo l’acceso scontro della scorsa puntata, in cui il maestro di ballo aveva accusato il giurato di esprimersi senza cognizione di causa e di non avere competenze in materia di danza, la disputa è tornata ad infiammarsi anche nel corso dell’ultima puntata. A prendere nuovamente posizione è stato Alberto Matano, che ha confermato il proprio sostegno nei confronti di Mariotto.

“Io non capisco questa polemica, io ho solo detto una cosa che rivendico, ossia non è giusto né gentile dire a una persona che sta qui da 21 anni che non capisce niente“, ha chiarito Matano, tornando sulle parole di Pernice della scorsa settimana. Il ballerino, tuttavia, non ha fatto un passo indietro e ha ribadito la sua posizione. La tensione poi è esplosa quando ha preso la parola Guillermo Mariotto.

Dopo aver rivolto i complimenti alla concorrente Noemi Bocchi e alla performance, il giurato ha avuto un nuovo botta e risposta con il maestro di ballo, inizialmente con toni ironici, poi però è degenerato. “Ma riesci a stare zitto? Io stavo per farvi 10 e invece tu“, ha replicato Mariotto. Immediata la replica di Pernice: “E non me lo dare, va bene così. Il tuo voto non ci interessa, dacci zero, è uguale per noi”.

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“Mia moglie era bellissima, ma dipendente da sostanze. Se n’è andata a 56 anni per l’epatite C, un anno prima che trovassero la cura. Nostra figlia è rimasta senza mamma”: parla Eugenio Finardi

Eugenio Finardi, concorrente di “Ballando con le stelle” in coppia con Rebecca Gabrielli, ha conquistato il pubblico non solo con la sua esibizione ma anche con un racconto personale molto intenso. Dopo la puntata di sabato 24 ottobre e lo scontro a distanza con Matano, il cantautore ha ripercorso il suo passato legato alle droghe, la storia d’amore complicata con la prima moglie Patrizia, l’esperienza della comunità e il legame con la figlia Elettra.

“Io ho reagito al commento di Matano – ha spiegato il cantautore risponde alle critiche del conduttore sul suo stile di danza – perché prima di tutto ho avuto l’impressione che lui volesse suscitare in me una reazione. Poi non credo sia stato affatto un disastro. Credo che Matano non tenga conto dell’età e che fino a ora non si fossero resi conto che dietro quell’uomo c’è un uomo di 74 anni. Io ho tre quarti di secolo”.

Poi il racconto personale: “A 13-14 anni sono arrivati i Rolling Stones, Jimi Hendrix, tutto quel tipo di immagine, e quindi io ho scelto di essere un hippie. Mi è capitato una sera, quasi per caso, di provare sostanze diverse da un amico che le aveva. C’era la paura, poi cosa fai, dici di no? Ti senti fuori. Provo, cosa vuoi che sia. Dall’altra parte c’era l’angoscia: ‘Oddio, cosa sto facendo?’. Per due anni non ho quasi fatto altro: non ho suonato, ho fatto l’amore”.

“Il periodo più brutto è stato prima della nascita di Elettra, all’inizio degli anni Ottanta. Io stavo con Patrizia, che poi è diventata mia moglie. – ha continuato – Era bellissima ma, purtroppo, era dipendente da sostanze. Ho vissuto con lei una storia d’amore complessa, intensa, estremamente sensuale, d’amore e di dipendenze. Tutti quelli che sono in preda alla dipendenza sognano di essere salvati, di essere tirati fuori, ma da qualcuno che li capisca. E chi li capisce? Uno che sta facendo la stessa cosa. Non andava neanche tanto male, finché non è arrivato il momento in cui non si poteva più andare avanti così. Il fatto di essere tossicodipendenti non era più una cosa rock e romantica, ma era una vergogna“.

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“Faccio terapia da quando avevo 7 anni. Mi stavo sulle pa**e pure io. Ero così gelosa che rischiavo di perdere l’uomo che amavo”: lo confessa Aurora Ramazzotti

Aurora Ramazzotti è una delle concorrenti di “Ballando con le Stelle”, dove è in gara da sabato 3 ottobre in coppia con il maestro Nikita Perotti. Nel corso dell’esperienza nel people show di Rai 1, la conduttrice e influencer ha raccontato il suo rapporto con la psicoterapia: un percorso iniziato da bambina, dopo la separazione dei genitori, e ripreso con la maternità. Ecco le sue parole.

“Chi viene a Ballando con le Stelle non viene solo per essere idolatrato. – ha dichiarato la neo ballerina durante una chiacchierata in sala alle prove – Viene anche per essere criticato, e se queste sono le critiche che mi devo accollare, ben venga: ho fatto così tanta terapia che sono pronta. Io ho iniziato a fare terapia che tu nemmeno eri nato, perché avevo sette anni“.

E ancora: “I miei genitori si sono separati quando ero piccolissima. La terapia ha dato uno strumento sia a loro sia a me per gestire meglio la situazione. È avvenuta in più fasi della mia vita, anche in un momento in cui, nella mia relazione, sentivo che se non avessi lavorato su me stessa e sulle mie sicurezze, che io proiettavo sulla persona che amavo, l’avrei perso. Mi stavo sulle palle pure io: ero arrivata a un punto in cui avevo una gelosia tale che mi consumava e non riuscivo a controllarla, era proprio fuori dal mio corpo”.

“Mi ha aperto gli occhi tantissimo su un sacco di cose della mia vita, – ha concluso – e ovviamente tutti questi insegnamenti me li porto avanti. Però non è finita lì: poco fa ho ricominciato a fare terapia. Incredibilmente, la maternità ha tirato fuori cose che non sapevo, problemi che non pensavo nemmeno di avere, che non esistevano nella mia testa. Mi sono accorta con la terapia che sono tornati a galla perché sono la risposta a un bisogno che ho in questo momento e che prima non avevo”.

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“Mia figlia è morta mentre ero lontana, mi hanno dovuta legare sull’aereo. Mi addormentavo con una bottiglia di vino. Non ho ricominciato a vivere, sono una sopravvissuta”: parla Claudia Galanti

Claudia Galanti ha raccontato la perdita della piccola Indila, l’arresto dell’ex marito, gli anni nell’alcol e la rinascita durante la chiacchierata con Silvia Toffanin a “Verissimo”, ieri 24 ottobre. “Se oggi c’è un messaggio che vorrei trasmettere, è questo: la tempesta si può attraversare, ma poi bisogna trovare la forza di uscirne. – ha detto Galanti – A casa avevo due bambini bellissimi che avevano bisogno della loro mamma. Sono andata a cercare quella forza e l’ho trovata”.

E ancora: “Ho conosciuto il dolore più grande che una madre possa provare: la perdita di una figlia, Indila, che aveva solo nove mesi. È un dolore che non si può descrivere e che forse non passerà mai. Ho imparato a conviverci e a rispettarlo, a viverlo ogni giorno, con alti e bassi. Non mi sento una che ha ricominciato a vivere, mi sento una sopravvissuta: una persona che ogni mattina si sveglia e si dice “ok, ce la facciamo anche oggi”.

Era la notte tra il 1 e il 2 dicembre 2014. Quello è stato forse il trauma più grande di tutta la vicenda e in analisi è stata la parte più dura da elaborare. “In quel periodo ero separata dal padre dei miei figli e avevamo stabilito che i bambini sarebbero stati una settimana con lui e una con me.- ha raccontato Galanti – Quella settimana toccava a lui, così li avevo mandati a Parigi e io ero partita per le Seychelles con due amiche. Al ritorno, in transito nell’aeroporto di Dubai, mi hanno telefonato dicendo che dovevo rientrare subito a Parigi. Io rispondevo di no, che i bambini li avrei ripresi a Milano. Hanno insistito finché mi hanno detto la verità: la mia bambina era morta”.

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“Quando è morto papà mi è crollato il mondo addosso a 9 anni. Depressa da bambina e nessuno se n’è accorto, piano piano la sto superando, conoscendomi”: così Levante

Levante si è raccontata nel salotto di “Verissimo” ieri 24 ottobre, per parlare della sua famiglia, del passato e del presente con il nuovo album “Dell’amore, il fallimento e altri passi di danza”. Inoltre è stata annunciata la terza data live a Milano, il 4 dicembre, dopo il tutto esaurito per i due appuntamenti del 17 e 22 novembre alla Santeria Toscana 31 di Milano.

La cantautrice ha detto: “È un bel momento, di grande rinascita. Sono serena, felice, in equilibrio, e questa è una cosa bellissima. Ci sono arrivata dopo un lungo percorso. Ormai sono quasi quarantenne e a quasi quarant’anni mi accorgo di avere una consapevolezza e un’esperienza che prima non avevo”.

“Da bambina ero una monella, con tanta creatività e tanta fantasia. – ha raccontato – Ero l’ultima di quattro figli e i miei fratelli erano molto più grandi di me. Ero molto amata, sempre al centro dell’attenzione, e avevo tanti maestri in casa. Con fratelli così grandi è stato facile crescere in fretta. Poi è arrivata la morte di mio padre, che è stata l’ennesimo scalino”.

E ancora: “Avevo nove anni e ormai sono passati trent’anni. Ricordo un uomo estremamente affettuoso con me, ma anche molto duro. Era cresciuto a sua volta con una certa durezza, e con lui non sapevi mai se dalla gioia si potesse passare alla tensione da un momento all’altro. Bastava che qualcosa non gli piacesse e subito scattava l’insegnamento. Una specie di educazione siberiana, ovviamente scherzo. Però è stato un uomo che mi ha amata tantissimo. Essendo la più piccola, mi ha dato tutto quello che non si era concesso con gli altri. Di foto con lui ne ho poche”.

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“Mi sono sentito morire in un ristorante. Non respiravo quasi più, quella sera è andata male”: Aldo Montano e lo shock anafilattico che gli ha fatto rischiare la vita

Aldo Montano è stato ospite al salotto di “Verissimo”. Durante la chiacchierata con Silvia Toffanin, l’ex campione della scherma ha ricordato un momento difficile legato allo shock anafilattico.

“Sono allergico alle caseine, le proteine del latte, da sempre. – ha detto – L’ha scoperto mia mamma quando avevo otto mesi. È un’allergia da non sottovalutare: negli anni ho avuto diversi shock anafilattici, circa uno ogni due, tre o quattro anni. Viaggio molto e sono spesso fuori, quindi nei ristoranti devo andarci. L’attenzione di solito c’è, ma qualcuno ne ha meno”.

E ancora: “Faccio sempre lo stesso giro, quasi alla follia: avviso i camerieri, avviso la cucina, vado in cucina, torno, rientro. Lo fanno tutti gli allergici. Il problema è che nel passaggio di parola a volte non viene presa sul serio una vera allergia, che non è questione di gusto o di intolleranza. Quella sera qualcosa si è perso. Sono tornato in cucina a chiedere se i piatti, il mio e quello del mio amico, fossero senza formaggio, e mi hanno garantito di sì. Non era così”.

“Dopo dieci, quindici minuti parte lo shock anafilattico – ha continuato – e se non lo si ferma velocemente finisce molto male. Per fortuna eravamo in centro a Roma, a quattro minuti di motorino dall’ospedale Santo Spirito. Io ero a piedi, il mio amico aveva il motorino parcheggiato davanti al ristorante. Abbiamo pensato di chiamare l’ambulanza, ma lui ha detto: ‘Il Santo Spirito è vicino, monta’”.

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Marco Mengoni e Maria De Filippi si trasformano in Adriano Celentano e Raffaella Carrà a “Tu si que vales”: il duetto su “Prisencolinensinainciusol” – VIDEO

Una coppia inedita ha dominato la serata del lip sync battle nella quarta puntata di “Tu sì que vales”, andata in onda sabato 24 ottobre. Maria De Filippi e Marco Mengoni, travestiti da Adriano Celentano e Raffaella Carrà, hanno portato in scena “Prisencolinensinainciusol” e convinto Belen Rodríguez, giudice super partes della sfida.

Applausi convinti dalla giudice speciale per Mengoni: “C’è sempre tantissimo da apprezzare quando un artista così immenso si presta a giocare. Tanto di cappello”. Alla fine dell’esibizione, Elisabetta Canalis ha chiesto il bis dal pubblico e la coppia non si è fatta pregare, ripetendo subito la performance.

Adriano Celentano e Raffaella Carrà si sono esibiti insieme su “Prisencolinensinainciusol” nel 1974 durante la celebre trasmissione televisiva di Rai 1 “Milleluci”, condotta da Mina e dalla stessa Carrà.

Sul podio sono saliti anche Paolo Bonolis, nei panni di Marilyn Manson, e Luca Laurenti, in quelli di Annie Lennox. Medaglia d’argento per Sabrina Ferilli e Alessandro Borghese, che hanno mimato “Ricordati di me” di Antonello Venditti. Bronzo per Elenoire Casalegno e Luciana Littizzetto, protagoniste di una versione in playback di “Vita spericolata” di Vasco Rossi. Fanalino di coda Filippo Magnini, trasformato in Enrique Iglesias, e Rudy Zerbi, nel ruolo dei Gente de Zona.

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Monica Guerritore piange a “Ballando con le stelle”: l’attrice fa il pieno dei voti in giuria e il marito Roberto Zaccaria le fa la standing ovation

Monica Guerritore trionfa a “Ballando con le stelle” e commuove il pubblico. Nel corso della puntata andata in onda ieri sera, sabato 24 ottobre, l’attrice ha incantato la giuria e gli spettatori con un travolgente charleston, eseguito al fianco del suo insegnante di ballo Luca Urso.

La performance le è valsa una standing ovation da parte del pubblico in studio e il punteggio pieno da parte di tutti i giudici. Anche Carolyn Smith, che aveva già consegnato la paletta del 10 a Milly Carlucci all’inizio della serata, ha premiato la coppia con un generoso 8, riservandosi la possibilità di assegnare i voti più elevati nelle puntate a venire.

Un’esibizione speciale, resa più intensa dalla presenza in platea del marito di Monica Guerritore, Roberto Zaccaria. Nella clip di presentazione, l’ex presidente della Rai ha ripercorso gli inizi della loro storia d’amore, raccontando di essersi innamorato dell’attrice ancora prima di conoscerla, attraverso il suo lavoro. Le loro strade, infatti, si sono incrociate dopo anni, dando poi vita a un legame eterno. “È arrivato e non è mai andato via. Ed è sempre cresciuto come rapporto“, ha raccontato Guerritore.

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“Il 23 dicembre saluterò i miei telespettatori, sarà il mio ultimo giorno alla conduzione del Tg de La7”: l’addio di Enrico Mentana alla Rete e a Urbano Cairo

Enrico Mentana lascerà la conduzione del Tg di La7 il 23 dicembre. A dirlo è stato lui stesso, senza clamore, dal palco di un premio giornalistico ad Alessandria: quel giorno, ha spiegato, salutrà i telespettatori per l’ultima volta. Il contratto con l’emittente, che dirige dal 2010, scade a fine anno e non sarà prorogato.

Eppure Urbano Cairo, presentando a Milano i palinsesti, aveva lasciato la porta aperta, ricordando la stima reciproca e l’amicizia che li lega da molto tempo e dicendosi sempre contento di averlo in squadra. Il giornalista, però, non ha cambiato idea. Resta da capire cosa farà dopo.

Il suo percorso è lungo: entrato in Rai nel 1980 nella redazione Esteri del Tg1, si fece notare con le telecronache, tra cui quella delle nozze di Carlo e Diana, e fu inviato, conduttore del Tg1 e poi vicedirettore del Tg2. Nel 1991 passò a Fininvest e fondò il Tg di Canale 5, che guidò dal 1992 al 2004, primo direttore a soli 37 anni, prima di approdare a La7, di cui è diventato il volto più riconoscibile.

Già a maggio, al Festival della Tv di Dogliani, aveva espresso disagio per la linea della Rete, sostenendo che si fosse voluto trasformare La7 in una sorta di nuova Rai3 senza che esistessero equivalenti di Rai1 e Rai2. Secondo lui, un elettore di centrodestra non può sentirsi a casa davanti a quei programmi: da una parte ospiti a proprio agio, dall’altra ospiti in difficoltà, con una contrapposizione più netta che altrove.

La sua uscita lascerà comunque un vuoto per La7, che perde un giornalista autorevole e popolare, noto anche per le “maratone” televisive dedicate alle elezioni e ai principali eventi politici italiani e internazionali.

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