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Protestas cuentan con apoyo de seis de cada 10 franceses

París, 28 oct (Prensa Latina) Al menos seis de cada 10 franceses respaldan las movilizaciones del próximo 5 de noviembre para rechazar el encarecimiento de la vida, de acuerdo con un sondeo de Elabe publicado hoy en esta capital.

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Jefatura de canal galo defiende pluralidad ante crítica de sindicatos

París, 28 oct (Prensa Latina) El director del canal BFMTV, Fabien Namias, debió defender hoy la existencia de un clima de pluralidad en ese medio, tras conocerse acusaciones de partidos y sindicatos franceses por tolerar ideas racistas y xenófobas.

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La scommessa vinta dei partiti arabi: i palestinesi israeliani li hanno votati in massa. E ora hanno la chance di contare

Sono forse gli unici a poter rivendicare un ottimo risultato alle elezioni del 27 ottobre, avendo moltiplicato voti e seggi. Hanno vinto la scommessa di portare la comunità dei palestinesi cittadini di Israele con diritto di voto alle urne in massa, superando un’affluenza dell’80% e rompendo con la tradizione di sfiducia e astensionismo propria di questa comunità, che sente tutto il peso della discriminazione da parte delle autorità “ebraiche” dello Stato. Le due “liste arabe” Joint List e Ra’am saranno nelle prossime settimane i protagonisti delle trattative per la formazione di un governo a Gerusalemme, dopo il risultato complesso emerso dalle elezioni politiche israeliane. Il loro popolo di riferimento gli ha dato un mandato chiaro, ma non carta bianca. Finora l’astensionismo era motivato anche dalla scarsa fiducia nel fatto che i partiti rappresentativi della comunità araba potessero davvero incidere nelle istituzioni israeliane e sulla politica del Paese, dopo decenni di discriminazioni e condizioni di vita peggiorate. E stavolta, dovranno provare ai palestinesi che sono in grado di realizzare un vero cambiamento.

Joint List (Lista comune). È un’alleanza elettorale tra Hadash, fronte della sinistra comunista ebraico-araba, Ta’al, il Movimento arabo per il rinnovamento di Ahmad Tibi, e Balad, formazione nazionalista palestinese e laica. L’unione è nata nel 2015, e all’inizio comprendeva anche Ra’am, poi si è sciolta e si è ricostituita per le elezioni del 27 ottobre non senza fatica e senza la partecipazione di Ra’am. Il capolista attuale della lista è Yousef Jabareen, docente universitario ed esperto di diritti umani; gli altri principali riferimenti sono Tibi, figura storica della rappresentanza parlamentare araba, e Sami Abu Shehadeh, presidente di Balad, che rimasto alla guida del partito anche se si è ritirato dalle liste elettorali a inizio ottobre, dopo che la destra ha presentato una petizione per la sua esclusione, motivandola con le tesi sostenute in un articolo in cui parlava del 7 ottobre e suggeriva di vederlo nel contesto dell’oppressione dei palestinesi di Gaza da parte dello Stato di Israele. Uno degli esponenti più visibili all’estero di Hadash è il deputato ebreo Ofer Cassif, di cui pure la destra ha chiesto l’esclusione dalla Knesset varie volte, per aver definito in discorsi pubblici la guerra a Gaza “un genocidio”.

La Joint List è forte soprattutto nell’antica Galilea, nel triangolo dei villaggi palestinesi, musulmani e cristiani, del centro-nord di Israele. Ma l’alleanza cerca anche il voto degli ebrei contrari all’occupazione in West Bank e alla discriminazione dei palestinesi. Più attivo in questo senso è soprattutto il corno di Hadash, che insiste su giustizia sociale, diritti dei lavoratori e cooperazione ebraico-araba. Ta’al coniuga rivendicazioni nazionali palestinesi e ha legami con la sinistra palestinese storica anche in West Bank. Balad ha una piattaforma di massima che chiede uno “Stato di tutti i suoi cittadini”, contestando il primato costituzionale dell’identità ebraica di Isrele. Il terreno comune comprende uguaglianza civile, autodeterminazione palestinese, opposizione all’occupazione e alla guerra a Gaza. La Joint List non vuole separare il miglioramento delle condizioni degli arabi israeliani dalla questione palestinese. Per questo l’ingresso in un governo guidato dai partiti sionisti resta molto difficile. È invece possibile un sostegno parlamentare esterno a una coalizione anti-Netanyahu. Jabareen ha dichiarato di essere disponibile a offrire una “rete di sicurezza”, cioè un appoggio esterno, a un governo alternativo imperniato sul blocco di Gadi Eisenkot, ma subordinandola a impegni politici concreti che nono sono stati ancora negoziati.

Ra’am, o Lista araba unita. Si tratta invece una formazione di matrice islamista, socialmente conservatrice, storicamente nata come braccio politico del ramo meridionale del Movimento islamico israeliano legato ai Fratelli musulmani. Questo è stato un elemento centrale nella campagna della destra, che accusa Abbas di sostenere in fondo Hamas. In realtà, il leader di Ra’am Mansour Abbas, un ex dentista e imam di 52 anni, ha portato il partito alla svolta che nel 2021 lo portò a uscire dalla Joint List e dentro la maggioranza “sioniosta” guidata da Naftali Bennett e Yair Lapid. Ra’am è stato finora il primo e unico partito arabo indipendente a partecipare a una coalizione di governo israeliana. Abbas ha posizione pragmatiche e moderate, conservatrici sul piano dei diritti civili. A dispetto della accuse di Netanyahu e soci, non nega l’autodeterminazione degli ebrei nello Stato di Israele e, a differenza della Joint List, non ha un progetto di “fusione” della Cisgiordania e di Israele in unico Stato federale. Il radicamento di Ra’am è soprattutto nelle comunità musulmane, in particolare nella provincia desertica del Negev, tra i beduini. Lì il movimento ha costruito reti religiose, assistenziali e di rappresentanza locale. Sono quindi centrali il riconoscimento dei villaggi beduini, la casa, le infrastrutture, i servizi e i finanziamenti ai comuni arabi, insieme alla lotta alla criminalità organizzata. Rispetto alla Joint List, Abbas privilegia la contrattazione per ottenere risultati immediati: Ra’am sostiene lo Stato palestinese e la fine dell’occupazione, ma non ne fa la condizione preliminare di ogni collaborazione con i partiti ebraici. Alle ultime elezioni del 2026 l’apertura si è tradotta nell’inserimento in lista di Yoav Segalovitz, ebreo, ex esponente di Yesh Atid ed ex alto funzionario di polizia, valorizzato per il suo lavoro contro la criminalità nelle comunità arabe. Ra’am è quindi disponibile a entrare direttamente in una coalizione con partiti di centro, sinistra o destra moderata, e infatti Mansour Abbas ha dichiarato di essere stato “contattato” da Gadi Eisenkot e da altri leader. In campagna elettorale Abbas escludeva di fare un governo con Netanyahu, nonostante diversi analisti considerano possibile un accordo, sempre all’insegna del pragmatismo e solo nel caso di un governo di “unità nazionale” che tenga fuori i partiti della destra estremista e anti-islamica. La disponibilità di Ra’am si scontra però con le resistenze di diversi esponenti dei partiti ebraici anti-Netanyahu, che continuano a respingere una coalizione formalmente dipendente dai partiti arabi.

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Francia expresa solidaridad a España tras accidente ferroviario

París, 28 oct (Prensa Latina) El presidente francés, Emmanuel Macron, expresó hoy su solidaridad con el pueblo español, tras conocer sobre el accidente ferroviario ocurrido en Urda, provincia de Toledo, donde se produjo un choque de dos trenes.

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Where did the Spain crash train happen? Early details of the accident in Toledo

Just before 9 a.m. on Wednesday, a high-speed train operated by Renfe, Spain’s state-owned rail company, collided with an Iryo high-speed train that was stationary on the tracks at kilometer 118 of the Madrid-Andalusia line. Several carriages derailed: at least three from the Iryo train and one from the Renfe service plunged down an embankment. The crash killed at least 68 people and injured dozens more.

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Los médicos inician una huelga indefinida: “Hasta que se sienten a negociar o convoquen elecciones”

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Centenares de médicos se han manifestado esta mañana en Barcelona en la primera jornada de la huelga indefinida de facultativos del sistema público y concertado de Catalunya, convocada por Metges de Catalunya (MC). El paro seguirá “hasta que se sienten a negociar (el Departament de Salut) o convoquen elecciones”, ha enfatizado el secretario general de MC, Xavier Lleonart.

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Más de 50 entidades alertan: los 9.100 millones del Plan Social para el Clima “pueden perderse”

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Más de 50 entidades sociales han recordado al Gobierno la obligación de aprobar el Plan Social para el Clima, un fondo dotado con 9.099 millones de euros (de los cuales un 75% (unos 6.800 millones) deben proceder de fondos europeos (del Plan Social para el Clima comunitario). 

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Economia circular gera 135 milhões em vendas no Grupo Sonae

A aposta da Sonae em produtos e serviços baseados na economia circular foi responsável por um volume de negócios de 135 milhões de euros no primeiro semestre de 2026. “Este valor reflete o compromisso do Grupo com a sustentabilidade, nomeadamente através do desenvolvimento e implementação de modelos de negócio e projetos inovadores que promovem a economia circular, refere o grupo em comunicado.

Martim Santos, diretor de Sustentabilidade da Sonae, afirma, citado pelo documento: “A circularidade é uma oportunidade para repensar a forma como utilizamos os recursos, desenvolvemos produtos e criamos valor. Na Sonae, procuramos integrar estes princípios nos diferentes negócios, promovendo soluções que reduzam o desperdício, prolonguem a vida útil dos produtos e materiais e incentivem a sua reutilização e valorização. É um caminho que exige inovação, colaboração ao longo da cadeia de valor e mudanças nos modelos de produção e consumo, mas que pode trazer benefícios ambientais e, simultaneamente, reforçar a eficiência e a competitividade dos nossos negócios.”

Em 2025, o volume de negócios da Sonae associado a produtos e serviços circulares atingiu 259 milhões de euros, aumentando 178% face aos 93 milhões de euros registados em 2023 e 36% em relação aos cerca de 190 milhões de euros de 2024. Já no primeiro semestre de 2026, este volume de negócios foi de cerca de 135 milhões de euros, o equivalente a mais de metade do total registado em 2025.

“A minimização de desperdícios alimentares, as opções de refill, a recuperação de ingredientes e matérias-primas e a reparação, recondicionamento e reutilização de equipamentos eletrónicos são alguns dos modelos de negócio que estão a contribuir para o reforço da circularidade das atividades do Grupo Sonae, gerando impacto positivo a nível ambiental, económico e social”, refere ainda o comunicado.

MC, Worten, iServices e BCF Life Sciences (parte da Sparkfood) são algumas das empresas do grupo que estão a desenvolver ativamente iniciativas de economia circular, abrangendo operações, cadeia de valor e clientes. Ao longo do primeiro semestre, as empresas do Grupo investiram mais de 1,4 milhões de euros na promoção de escolhas mais sustentáveis junto dos consumidores.

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Israele, i possibili scenari post-voto: accordo con le liste arabe o lo spettro di un nuove elezioni entro pochi mesi

Il conteggio del voto reale delle elezioni del 27 ottobre in Israele ha sgonfiato in parte le speranze dei partiti ebraici che hanno fatto campagna contro Netanyahu, quello che è stato chiamato il blocco del cambiamento o anche semplicemente l’opposizione. Mentre i voti continuano a essere scrutinati e i risultati si prevede tarderanno ad arrivare – forse giovedì o addirittura più avanti – per via dei tanti voti per corrispondenza dei soldati e dei difficili calcoli rispetto ai partiti che hanno o meno superato la soglia di maggioranza, risulta chiaro che il Likud di Benjamin Netanyahu resta il partito più votato in Israele. Anche con la campagna di massa che ha portato un record di cittadini al voto come non si vedeva dal 1999 e anche dopo i disastrosi, quattro anni di governo Netanyahu segnato dal 7 ottobre e dalla Guerra a Gaza.

Il Likud è vicino ad assicurarsi 27 seggi al parlamento, e anche se le altre liste di estrema destra che fanno parte della maggioranza che sostiene il premier non brillano, il totale arriva comunque a 54 seggi. Uno stacco significativo rispetto ai 48 che l’opposizione a Netanyahu riesce a contare. C’è un dato però che sempre più chiaramente si afferma come quello determinante di questa tornata elettorale, ed è un storico a modo suo, anche se è tutt’altro che chiaro la direzione che potrà prendere e cosa significherà per il futuro del paese. È quello dell’exploit delle liste arabe, la Joint list che contiene all’interno Partiti anti sionisti israeliani e palestinesi e il partito comunista, e poi la lista islamica conservatrice di Mansour Abbas, Ra’am. La lista unita delle sinistre ha più che raddoppiato i suoi voti ed è proiettata come terzo partito del paese, con 12 seggi, mentre anche il Ra’am, che in passato è già sceso ad accordi politici per entrare in una maggioranza di governo quando era premier Naftali Bennet, viaggia fra 6 e 7 seggi.

Il totale delle liste arabe quindi è determinante, sono 19 seggi che non vengono calcolati nel novero di quelli dell’opposizione tradizionale a Netanyahu, ossia i partiti che si riconoscono in un sismo di sinistra di centro o di centrodestra, e però l’alleanza fra i due blocchi potrebbe determinare una maggioranza chiara. Tutto questo, però, solo in teoria, perché non è mai successo e portare i palestinesi della lista unita dentro una maggioranza di governo è ancora un tabù anche per la maggioranza delle forze di opposizione Netanyahu. In particolare per Avigdor Liberman e anche per la base, se non proprio per Yashar di Gadi Eisenkot che si è piazzato secondo per preferenze dopo Netanyahu.

La situazione è sospesa, non in stallo, ma c’è tempo per riflessioni e trattative. Netanyahu non ha i numeri per formare una maggioranza che richiede almeno 61 seggi all’Knesset e l’opposizione non è d’accordo sul dialogo con le liste arabe. Ma ci sono dei tempi tecnici che possono aiutare i leader a negoziare. Innanzitutto, i risultati ufficiali non saranno certificati prima del 4 novembre, e solo dopo una settimana da questa data il presidente Isaac Herzog assegnerà l’incarico di formare una maggioranza a uno degli sfidanti. Per legge non ha l’obbligo di affidarlo al primo arrivato alle consultazioni, ma deve dare il mandato alla figura che ritiene avere più probabilità di costruire un governo stabile. Potrebbe essere quindi Gadi Eisenkot.

Le norme danno all’incaricato fino a 42 giorni di tempo per formare una maggioranza. Di solito le verifiche durano due settimane. Poi il mandato torna al presidente che ha la facoltà di affidarlo a un secondo candidato, dopo di che la questione alla Knesset. A quel punto, se non si riuscirà a trovare una maggioranza di 61 voti per indicare un altro premier potenziale si dovrà necessariamente sciogliere e convocare nuove elezioni. Il calendario che porta a una seconda tornata elettorale entro pochi mesi in Israele, dopo quattro anni di turbolenze, quindi è già segnato. Ma nel frattempo è tornata in primo piano la questione palestinese, in Israele, stavolta declinata come la questione dell’accesso alla politica e ai vertici della società da parte della comunità di palestinesi che vivono stabilmente in Israele, ne sono cittadini e hanno diritto di voto. E per la prima volta da quando partecipano alle elezioni, hanno deciso in massa di provare a cercare una svolta attraverso il voto democratico.

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A US woman feared dead was reported alive in Mexico. But police now say that isn’t true

Mexican police had said they found Shayna Feinman in Tijuana, raising the hopes of missing Arizonan’s family

Arizona authorities say their Mexican counterparts were resoundingly mistaken when they publicly claimed recently that they found alive a woman who was feared slain after disappearing in 2024 – a turn of events that her sister has called “turmoil” and “heartbreaking”.

The case in question centers on Shayna Feinman, who was reported missing in rural Yavapai county, Arizona, in March 2024 at age 38.

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© Photograph: Yavapai County Sheriff's Office

© Photograph: Yavapai County Sheriff's Office

© Photograph: Yavapai County Sheriff's Office

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Netanyahu wins Israel elections, but his coalition falls short of a majority

Benjamin Netanyahu’s party won the legislative elections held Tuesday in Israel, but even with the support of his ultra-nationalist and religious allies, the prime minister will not secure the majority of seats in parliament needed to continue governing.

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© JEWEL SAMAD / POOL (EFE)

Benjamin Netanyahu speaks to the media after voting in Jerusalem on Tuesday.
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The Inedible Berry That Bears the Most Intense Blue of Any Biological Material—Yet Contains No Blue Pigment at All. How Does It Do It?

In a drawer at the herbarium of Kew Gardens, in southwest London, there is a dry twig collected in Ghana in 1974. (A herbarium is a library of pressed, dried plants, and Kew’s is among the largest in the world.) Its berries are tiny balls, each about the size of a match head, and they […]

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Una extraña baya africana incomestible tiene el color azul más intenso encontrado en organismos biológicos sin tener ni una gota de pigmento: más raro es cómo lo consigue

En un cajón del herbario de Kew Gardens, en el suroeste de Londres, se guarda desde 1974 una rama seca recogida en Ghana. Sus frutos son bolitas del tamaño de la cabeza de una cerilla y conservan un azul metálico tan intenso que parecen cuentas de cristal, con algunas motas verdes y rojizas repartidas entre […]

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Àlex Palou: “La IndyCar tiene más acción que la Fórmula 1; la gente disfrutará”

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Por primera vez en Europa después de 20 años, el Circuit de Barcelona-Catalunya acogerá el campeonato de la Indycar el 18 de julio del 2027. Será en el primero de los diez años que ha firmado el Govern catalán con las series norteamericanas; un acuerdo que ha tenido como artífice el piloto a Àlex Palou (Sant Antoni de Vilamajor, 1997), cinco veces campeón de la Indycar, surgido, precisamente, del programa Jóvenes Pilotos del Circuit y el RACC. Podrá el vallesano volver a casa, y ganar de nuevo.

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Los científicos piden que el cambio climático sea declarado emergencia sanitaria mundial

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Un nuevo informe de Lancet Countdown, elaborado por 146 científicos y profesionales de 30 países, concluye que muchos de los riesgos y daños para la salud asociados al calentamiento se han acelerado y crecieron más rápidamente en la década posterior a la adopción del Acuerdo de París (2016-2025) que en la anterior (2006-2015).

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Lisboa posiciona-se como um mercado emergente de Data Centers na Europa

Portugal está a reforçar a sua posição como mercado emergente de Data Centers na Europa, impulsionado pelo crescimento da procura associada à inteligência artificial (IA), pela forte conectividade internacional e pela expansão de projetos de grande escala. De acordo com o mais recente Data Centers Iberian Region Snapshot, elaborado pela Colliers, empresa global e diversificada de serviços profissionais e de gestão de investimentos, especializada em Imobiliário Comercial, Engenharia e Gestão de Investimento, Lisboa dispõe atualmente de 25 MW IT de capacidade operacional, mas apresenta um pipeline de desenvolvimento de aproximadamente 1.389 MW IT. Cerca de 91% da capacidade assegurada deverá estar operacional antes de 2030.

Apesar de não terem sido identificados novos projetos ou aumentos de capacidade operacional em Lisboa durante o período analisado (abril a setembro de 2026), o mercado mantém uma dinâmica de desenvolvimento significativa. A Colliers destaca que a combinação entre uma base operacional ainda reduzida e um pipeline de grande dimensão coloca Portugal numa posição forte para captar uma nova vaga de procura por infraestrutura digital.

“O mercado de centros de dados em Portugal ainda é pequeno quando comparado com o de outros países com maior tradição neste setor (FLAP-D). No entanto, apesar de contar com menos projetos, Portugal tem três projetos que já são, ou virão a ser, muito relevantes em termos de dimensão: o Start Campus, em Sines, o Merlin, em Lisboa, e o Covilhã DC (Asterion). Em conjunto, estes projetos representam um pipeline de desenvolvimento muito significativo”, diz José María Guilleuma, managing director de Data Centers da Colliers, ao Jornal Económico.

“Portugal já conseguiu atrair grandes projetos de Inteligência Artificial, mas falta-lhe transformar Lisboa numa localização atrativa para os grandes operadores de hiperescala, à semelhança do que acontece em Barcelona”, acrescenta o responsável.

A crescente relevância da inteligência artificial está a alterar os requisitos dos operadores e utilizadores de Data Centers, aumentando a necessidade de capacidade energética, conectividade e instalações preparadas para cargas computacionais de elevada densidade. Neste contexto, a construção do Lisbon AI Campus da Merlin Edged está em curso. A primeira fase prevê 80 MW IT, distribuídos por duas instalações de 40 MW, com entrega prevista para o quarto trimestre de 2027. Está ainda prevista uma capacidade adicional de 100 MW IT em três edifícios, elevando a capacidade planeada do campus para 180 MW IT. Para além desta capacidade, a Merlin Edged prevê desenvolver até mais 1.120 MW IT no seu pipeline futuro, incluindo 200 MW IT em Vila Franca de Xira e outros 920 MW IT numa localização ainda não divulgada.

Sines ganha importância estratégica na corrida à IA

Fora da região de Lisboa, o projeto de Sines assume uma relevância crescente na estratégia nacional de infraestrutura digital. Segundo a Colliers, a Start Campus, em parceria com a Nscale e a Microsoft, ampliou o seu projeto para implementar mais de 66.000 GPUs NVIDIA Rubin a partir do final de 2027, complementando as mais de 12.600 GPUs NVIDIA Blackwell Ultra previstas para o SIN01. A Start Campus mantém autorização para uma capacidade total de 1,2 GW, reforçando Sines como uma das localizações europeias com maior potencial para infraestrutura de IA de grande escala.

Também fora de Lisboa, a entrada da NxN no mercado português, através da aquisição de um Data Center operacional de 1 MW IT em Évora, evidencia a expansão gradual do mercado para outros pontos do território. A atratividade de Lisboa enquanto localização para Data Centers é suportada pela sua forte conectividade internacional, nomeadamente pela rede de cabos submarinos e pela infraestrutura de fibra ótica. O mercado beneficia ainda de um enquadramento regulatório considerado favorável e de uma crescente valorização das infraestruturas digitais como setor estratégico.

“Portugal é uma geografia ideal, graças à sua localização estratégica voltada para o Atlântico. É verdade que o novo enquadramento regulatório em Espanha poderá beneficiar Portugal, ao posicioná-lo como uma boa alternativa para a diversificação europeia dos países nórdicos. No entanto, Portugal já beneficia de previsibilidade regulatória, e o seu modelo e estrutura da rede elétrica estão alinhados com as orientações da União Europeia”, conclui José María Guilleuma.

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