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Marco Mengoni, quanto guadagna e a quanto ammonta il suo patrimonio

22 October 2026 at 17:16

Marco Mengoni è tra i cantanti italiani con un’attività economica più rilevante, grazie ai ricavi legati alla musica, ai concerti e agli investimenti immobiliari. Il patrimonio personale dell’artista non è noto con precisione, ma i bilanci delle società a lui riconducibili permettono di ricostruire parte dei suoi interessi economici. La società No Comment Opificio Musicale Srl ha registrato nel 2024 ricavi per 3,294 milioni di euro, in calo rispetto ai 4,32 milioni dell’anno precedente. Nonostante la diminuzione del fatturato, l’utile netto è aumentato sensibilmente, raggiungendo 360.407 euro. Oltre all’attività musicale, Mengoni ha investito nel settore immobiliare, acquistando diverse proprietà a Milano e partecipando attraverso una società dedicata alla gestione di immobili.

Quanto guadagna Marco Mengoni: il fatturato della società musicale

Il principale indicatore economico dell’attività imprenditoriale di Marco Mengoni è rappresentato dai conti della No Comment Opificio Musicale Srl. Secondo il bilancio relativo al 2024, la società ha registrato ricavi per 3,294 milioni di euro, con una riduzione del 23,7% rispetto al 2023. Il risultato economico finale è stato però superiore a quello dell’anno precedente. L’utile netto è passato da 16.675 euro nel 2023 a 360.407 euro nel 2024, aumentando di oltre venti volte.

Il miglioramento è legato soprattutto alla riduzione dei costi sostenuti per servizi e collaborazioni esterne, scesi da circa 4,1 milioni a 2,66 milioni di euro. Gli utili realizzati nel 2024 non sono stati distribuiti al cantante, ma accantonati a riserva dalla società. Il fatturato aziendale non corrisponde quindi al guadagno personale di Mengoni, perché comprende ricavi destinati anche a coprire i costi di produzione e gestione dell’attività musicale.

Quanto vale il patrimonio di Marco Mengoni

Nel corso della carriera, Marco Mengoni ha destinato parte dei propri guadagni all’acquisto di immobili. Il primo investimento documentato risale all’ottobre 2013, quando il cantante acquistò una casa a Milano, anche attraverso un mutuo decennale da 380mila euro. Il finanziamento venne estinto anticipatamente nel 2019 e l’immobile fu successivamente conferito alla società Akisifio Real Estate.

Il cantautore vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo ha poi acquistato altre due abitazioni nel capoluogo lombardo, rispettivamente nel dicembre 2018 e nel giugno 2023. Anche No Comment Opificio Musicale ha effettuato investimenti immobiliari, acquistando nel 2014 una sede a Milano destinata alle attività professionali e alla realizzazione di uno studio di registrazione. Nel giugno 2023 la società ha inoltre acquistato una quota del 50% di un altro immobile, del valore indicato di 240mila euro, e una pertinenza della propria sede.

Al patrimonio immobiliare riconducibile all’artista si aggiungono anche i beni ereditati dalla madre Nadia Ferrari, scomparsa nel settembre 2024. L’eredità comprende quote di proprietà immobiliari a Ronciglione, in provincia di Viterbo, tra cui appartamenti, negozi e magazzini, oltre a un villino i cui diritti sono stati ripartiti tra il cantante e il padre Maurizio.

Akisifio Real Estate, i conti della società immobiliare

L’attività immobiliare di Marco Mengoni è gestita anche attraverso Akisifio Real Estate, società che nel 2024 ha registrato risultati economici differenti rispetto a quelli dell’impresa musicale. Il fatturato è stato pari a 20.314 euro, derivante da un canone di locazione, mentre l’esercizio si è chiuso con una perdita di 12.019 euro.

L’anno precedente la società aveva registrato ricavi per 17.601 euro e una perdita di 18.135 euro. Secondo i dati riportati nei bilanci, Akisifio dispone comunque di riserve superiori a mezzo milione di euro. L’amministratrice unica Claudia Carboni ha svolto il proprio incarico senza percepire compenso.

Fincantieri assume nel Nord Italia, le posizioni aperte: per alcuni profili basta il diploma

22 October 2026 at 16:57

Fincantieri sta portando avanti un importante piano di potenziamento industriale sul territorio del Friuli Venezia Giulia che ha come conseguenza l’inserimento di almeno 157 risorse entro il 2028.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un accordo di sviluppo siglato tra la Regione, il Mimit, Invitalia e il gruppo cantieristico, che prevede un investimento complessivo pari a 194,8 milioni di euro. Il programma punta ad ampliare il cantiere di Monfalcone per la costruzione di grandi navi da crociera, con effetti diretti anche sul polo di Trieste.

Quali sono i dettagli dell’accordo

Il progetto industriale prevede l’erogazione di agevolazioni pubbliche per un ammontare pari a 24,245 milioni di euro. Le risorse sono così ripartite:

  • 22,06 milioni di euro stanziati direttamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy;
  • 2,185 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

L’intesa istituzionale mira a coniugare la crescita della capacità produttiva cantieristica con la creazione di nuovi posti di lavoro sul territorio locale, consolidando la centralità strategica dei poli produttivi di Trieste e Monfalcone nell’ambito della Blue Economy.

Quali sono i profili professionali ricercati

Gli inserimenti previsti dal piano di sviluppo andranno a coprire sia le esigenze legate all’operatività di cantiere sia i progetti di innovazione tecnologica. Le ricerche di personale riguardano varie categorie operative:

  • operai motoristi e specializzati destinati alle attività di allestimento dell’apparato motore e alla costruzione navale;
  • tecnici e supervisori di produzione per il coordinamento delle officine e la gestione degli impianti;
  • ingegneri e specialisti di area, con particolare attenzione alla sicurezza in mare e alla ricerca tecnologica;
  • planner di commessa, project controller e figure impiegatizie per l’area finance, ICT e risorse umane.

Dove avvengono le assunzioni

Ecco una sintesi dei profili operativi attualmente ricercati:

Sede di lavoro Profili ricercati Ambito operativo
Monfalcone HR Generalist Risorse umane
Monfalcone Operaio/a motorista (allestimento apparato motore) Progettazione e produzione
Monfalcone Impiegato/a ufficio tecnico impianti Ingegneria e design
Monfalcone Supervisore/a di produzione officina apparato motore Progettazione e produzione
Trieste Ingegnere – Specialista Area Sicurezza in Mare Innovazione, ricerca e sviluppo
Trieste Digital Transformation Analyst Informatica e telecomunicazioni
Trieste Planner di Commessa, Project Controller e Procurement Coordinator Project Management

Come presentare la candidatura online

Per accedere alle selezioni attive o inviare il proprio profilo per le future assunzioni legate al piano di sviluppo, occorre collegarsi al portale ufficiale dell’azienda nella sezione Lavora con noi. Attraverso la piattaforma è possibile selezionare le offerte d’interesse in base alla regione o all’area funzionale e inviare il modulo di candidatura, avendo cura di caricare il proprio Curriculum Vitae aggiornato.

Rimane sempre attiva anche la possibilità di inviare una candidatura spontanea per i diversi ambiti aziendali.

Altri annunci per tecnici e impiegati nel settore industriale

Le opportunità promosse da Fincantieri si affiancano ad altre iniziative d’inserimento nel comparto produttivo e dei servizi. Si segnalano i reclutamenti curati da Aruba Group per professionisti in ambito IT, le ricerche di personale aperte da Marriott Group nell’ambito dell’accoglienza turistica e quelle di Poste Italiane.

Evasione fiscale, la Cassazione apre al sequestro dei conti correnti anche per soldi guadagnati legalmente

22 October 2026 at 15:23

In caso di evasione fiscale, il sequestro può riguardare anche somme di denaro presenti sui conti correnti e provenienti da attività economiche lecite. La possibilità emerge dagli orientamenti della Corte di Cassazione sulla confisca del profitto dei reati tributari, con particolare riferimento alle sentenze n. 6287 del 2026 e n. 21685 del 2023. Le pronunce affrontano due questioni che possono avere conseguenze economiche per imprese e contribuenti: la possibilità di sequestrare il patrimonio di uno dei soggetti coinvolti in una frode fiscale e il trattamento delle somme depositate sui conti bancari dopo la commissione dell’illecito. La Cassazione ha chiarito che il sequestro deve rispettare il valore del profitto contestato e i presupposti previsti dalla legge, ma la provenienza lecita di successivi versamenti non basta necessariamente a escludere la confisca.

Evasione fiscale, quando possono essere sequestrati i conti correnti

Il sequestro preventivo è uno strumento che consente all’autorità giudiziaria di vincolare determinati beni durante un procedimento penale, anche in vista di una successiva confisca. Nei reati tributari, il profitto illecito può consistere nel risparmio ottenuto attraverso il mancato versamento delle imposte. Un’impresa che non paga determinate somme al Fisco conserva infatti una disponibilità economica che avrebbe dovuto destinare all’Erario.

Il problema si presenta quando il denaro viene utilizzato o mescolato con gli incassi derivanti dalla normale attività aziendale. Secondo l’orientamento richiamato nella sentenza n. 21685 del 2023, la natura fungibile del denaro può consentire di sottoporre a sequestro somme presenti sul conto corrente anche se provenienti da operazioni successive e lecite. La fungibilità significa che il denaro è intercambiabile: non è sempre necessario individuare materialmente le stesse banconote corrispondenti al profitto originario. Resta comunque necessario verificare i presupposti della confisca diretta e il collegamento giuridicamente rilevante con il profitto del reato.

Il caso esaminato dalla Cassazione

La controversia esaminata dalla Cassazione con la sentenza n. 21685/2023 riguardava una società di trasporti coinvolta in un procedimento per una presunta omissione fiscale. Il vantaggio economico contestato era stato quantificato in 166.240 euro. L’autorità giudiziaria aveva disposto il sequestro preventivo di una somma corrispondente, individuata nelle disponibilità bancarie dell’impresa.

La società aveva contestato il provvedimento sostenendo che il denaro presente sui conti derivasse dall’attività commerciale regolarmente svolta dopo la violazione tributaria. La questione riguardava quindi la possibilità di distinguere le risorse prodotte lecitamente da quelle riconducibili al mancato pagamento delle imposte.

Secondo il principio richiamato nella pronuncia, il successivo svolgimento di attività economiche regolari non rende automaticamente insequestrabili le disponibilità bancarie. Per un’impresa, il blocco dei conti può incidere direttamente sulla gestione quotidiana, limitando la possibilità di pagare dipendenti, fornitori e altre spese operative.

Le differenze tra confisca diretta e per equivalente

Per comprendere le decisioni della Cassazione occorre distinguere due strumenti previsti dall’ordinamento. La confisca diretta riguarda il profitto derivante dal reato, compreso il risparmio fiscale ottenuto attraverso il mancato pagamento delle imposte. La confisca per equivalente permette invece, nei casi previsti dalla legge, di colpire beni diversi dal profitto originario, per un valore corrispondente. La distinzione assume particolare importanza quando il vantaggio economico non è più direttamente individuabile.

Nel valutare la natura della misura, è necessario considerare anche la possibilità di dimostrare il collegamento tra il denaro sequestrato e il reato contestato. La confisca per equivalente ha una funzione sanzionatoria e deve rispettare i limiti stabiliti dalla normativa, tra cui quelli previsti dall’articolo 12-bis del decreto legislativo n. 74 del 2000.

Lotto e SuperEnalotto, estrazioni di Oggi giovedì 22 ottobre 2026: numeri e combinazione vincente

22 October 2026 at 15:12

Come ogni martedì, giovedì, venerdì e sabato tornano le estrazioni di Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto.

Il jackpot del superenalotto è di € 43.500.000,00 milioni di euro.

Scopriamo i numeri vincenti dell’estrazione di oggi 22 ottobre 2026:

Estrazioni del SuperEnalotto

Sestina vincente:

3 13 14 18 62 82
Jolly: 46
Superstar: 84

Quote SuperEnalotto
• 6 punti: vincitori
• 5 punti + Jolly: vincitori
• 5 punti: 1 vincitori totalizzano € 162.870,20
• 4 punti: 640 vincitori totalizzano € 260,44
• 3 punti: 23425 vincitori totalizzano € 21,35
• 2 punti: 347553 vincitori totalizzano € 5,00

Quote SuperStar
• 5 punti più SuperStar: vincitori
• 4 punti più SuperStar: 1 vincitori totalizzano € 26.044,00
• 3 punti più SuperStar: 89 vincitori totalizzano € 2.135,00
• 2 punti più SuperStar: 1330 vincitori totalizzano € 100,00
• 1 punti più SuperStar: 8114 vincitori totalizzano € 10,00
• 0 punti più SuperStar: 16912 vincitori totalizzano € 5,00

Estrazioni del Lotto

Ruota 1° estr. 2° estr. 3° estr. 4° estr. 5° estr.
Bari: 89 68 23 7 50
Cagliari: 21 80 4 51 43
Firenze: 34 25 5 77 90
Genova: 77 34 37 90 54
Milano: 18 7 61 35 3
Napoli: 41 90 40 76 78
Palermo: 18 80 78 12 84
Roma: 40 3 7 86 30
Torino: 34 56 21 10 41
Venezia: 63 78 43 68 80
Nazionale: 76 38 65 21 3

Estrazione del 10eLotto serale

3 4 5 7 18 21 23 25 34 37
40 41 56 63 68 77 78 80 89 90
Numero oro: 89
Doppio oro: 89 68

Prossima estrazione

La prossima estrazione del Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto serale sarà alle 20:00 del venerdì 23 ottobre 2026. Puoi giocare fino alle 19:30 del giorno dell’estrazione. Il jackpot del SuperEnalotto è di € 43.500.000,00 milioni e il montepremi complessivo è di 43,5 milioni di euro.

Estrazione precedente

Nell’ estrazione precedente di martedì 20 ottobre 2026, non ci sono stati né 6 né 5+.

Estrazioni del mese

Verifica tutte le estrazioni del mese del SuperEnalotto e del Lotto

Cresce sempre di più il cine-turismo, in Italia vale 600 milioni: quali le mete preferite dai turisti

22 October 2026 at 13:54

Sono sempre di più i viaggiatori che scelgono la propria destinazione lasciandosi ispirare dalle ambientazioni viste sul grande e piccolo schermo. Per questo motivo, negli ultimi anni, anche in Italia borghi, isole, città d’arte e paesaggi naturali sono diventati mete ambite soprattutto perché sono stati set di film e serie tv.

Si chiama cine-turismo (o screen tourism), ed è un fenomeno che anche nel nostro Paese sta acquisendo sempre più valore.

Quanto vale il cine-turismo in Italia

Secondo Jfc Tourism & Management, il cine-turismo in Italia genera un giro d’affari stimato in:

  • circa 600 milioni di euro all’anno;
  • 1,3 milioni di pernottamenti direttamente collegati alle produzioni audiovisive;
  • oltre 11 milioni di visite giornaliere nei luoghi diventati riconoscibili grazie a film e serie televisive.

A livello internazionale, da come è emerso dal report annuale Unpack di Expedia Group, quasi un viaggiatore su cinque nel mondo ha prenotato un viaggio dopo aver visto una destinazione in un film o in una serie televisiva.

Una parte dei turisti organizza soggiorni di più giorni per esplorare le location, mentre altri inseriscono una singola tappa cinematografica in un itinerario già programmato. Entrambe le tipologie di visita possono generare ricavi, anche se con effetti differenti sulla durata della permanenza, sulla spesa media e sulla distribuzione dei benefici tra le attività locali.

Quali sono le mete più popolari

Tra le destinazioni italiane che hanno conquistato visibilità internazionale grazie a film e serie televisive c’è sicuramente Favignana, in Sicilia. L’isola, anche grazie alla popolarità raggiunta con The Odyssey, di Christopher Nolan, ha visto le prenotazioni aumentare molto questa estate. Le prime stime, inoltre, individuano in questo interesse un potenziale economico anche nei prossimi anni.

Un’altra meta particolarmente nota è Taormina, sempre in Sicilia, che ha ottenuto nuova visibilità internazionale grazie alla serie The White Lotus. Il San Domenico Palace e gli scorci panoramici della città hanno contribuito in particolare a rafforzare l’immagine della destinazione presso un pubblico interessato a viaggi di lusso, gastronomia ed esperienze esclusive.

Restando ancora in Sicilia, meritano di essere menzionate anche Scicli e Punta Secca, nel Ragusano, dove il turismo è spinto da anni ormai dal successo de Il commissario Montalbano.

Tra le destinazioni che stanno beneficiando della visibilità televisiva c’è anche la Calabria, con località come Tropea e Isola di Capo Rizzuto coinvolte nelle riprese di Sandokan, mentre Matera è diventata una scenografia riconoscibile dopo aver ospitato produzioni internazionali come No Time to Die, il film della saga di James Bond.

Infine c’è Roma, che da Vacanze romane (con Audrey Hepburn e Gregory Peck) fino agli ultimi lavori internazionali (come To Rome with Love di Woody Allen), continua a esercitare un forte richiamo sugli appassionati che vogliono ritrovare le ambientazioni della pellicola.

In arrivo nuovi contributi pubblici per il cine-turismo

Per sfruttare meglio le opportunità offerte dal cine-turismo, il ministero del Turismo, in collaborazione con Enit, ha promosso il progetto “Che spettacolo l’Italia! What a movie Italia is!”.

L’iniziativa prevede contributi pubblici per realizzare filmati di qualità cinematografica della durata compresa tra cinque e dieci minuti, destinati a essere distribuiti insieme a film per le sale e a serie televisive. Il progetto prevede un finanziamento fino a 400mila euro per i produttori, che si aggiungono agli aiuti già esistenti, con l’obiettivo di trasformare i set cinematografici e televisivi in strumenti di promozione delle destinazioni italiane, attraverso la produzione di contenuti ad hoc.

Concordato preventivo biennale 2026-2027: proposta da accettare entro il 2 novembre

22 October 2026 at 13:29

Il 2 novembre 2026 è una data da segnare sul calendario per le partite IVA che intendono aderire al concordato preventivo biennale. Entro questa scadenza, infatti, i contribuenti interessati possono accettare la proposta dell’Agenzia delle Entrate per definire in anticipo il reddito fiscale relativo agli anni 2026 e 2027. Si tratta di un accordo che può offrire maggiore prevedibilità nella pianificazione delle imposte, ma che richiede un’attenta valutazione della propria situazione economica.

Con la circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di raccogliere e aggiornare le indicazioni sull’istituto, chiarendo le regole di accesso, le modalità di adesione, i motivi di esclusione e i benefici riconosciuti ai contribuenti. Ecco come funziona il concordato preventivo biennale, chi può utilizzarlo e quali aspetti considerare prima di accettare la proposta del Fisco.

Che cos’è il concordato preventivo biennale e come funziona

Il concordato preventivo biennale, conosciuto anche con la sigla CPB, è stato introdotto dal decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13. Il suo obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, permettendo a determinate categorie di contribuenti di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito da dichiarare ai fini delle imposte sui redditi per due anni.

In pratica, l’Amministrazione finanziaria elabora una proposta sulla base delle informazioni disponibili, tra cui i dati delle dichiarazioni fiscali, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e gli elementi presenti nelle proprie banche dati. Il contribuente può esaminare gli importi proposti e decidere se accettarli.

Per il biennio 2026-2027, il concordato riguarda il reddito derivante dall’attività d’impresa o di lavoro autonomo e il valore della produzione netta rilevante ai fini dell’IRAP, nei casi in cui l’imposta sia dovuta. L’elemento centrale è che le imposte interessate vengono calcolate sulla base concordata, anziché sul reddito effettivamente prodotto nel corso del biennio, secondo le regole previste dalla normativa. Se l’attività genera guadagni superiori a quelli preventivati, il maggior reddito ordinario non comporta automaticamente un aumento della base imponibile concordata. Se, invece, il reddito effettivo è inferiore, il contribuente potrebbe comunque dover pagare le imposte sulla base stabilita nell’accordo, salvo le specifiche ipotesi previste dalla legge.

Il concordato non elimina, tuttavia, tutti gli obblighi fiscali: restano gli adempimenti dichiarativi e contabili previsti per la propria attività e l’IVA continua a essere determinata secondo le regole ordinarie.

Chi può aderire al concordato preventivo biennale

Il CPB 2026-2027 è destinato principalmente ai contribuenti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e applicano gli ISA, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale. Si tratta degli indicatori utilizzati dal Fisco per valutare il grado di affidabilità fiscale delle attività economiche.

Non è quindi sufficiente avere una partita IVA aperta: occorre verificare che la propria attività rientri tra quelle interessate dagli ISA e che siano rispettate tutte le condizioni previste dalla disciplina.

In linea generale, non possono aderire:

  • i contribuenti in regime forfetario;
  • i soggetti per i quali non sono previsti gli ISA applicabili al concordato;
  • i contribuenti che hanno già un concordato in corso per il biennio 2025-2026 e non possono quindi aderire contemporaneamente a un nuovo biennio sovrapposto;
  • i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro, secondo i limiti previsti dalla disciplina.

Sono inoltre previste condizioni specifiche relative alla posizione fiscale del contribuente. Per questo motivo, prima di accettare la proposta è opportuno controllare non soltanto il reddito indicato dall’Agenzia, ma anche l’effettiva sussistenza dei requisiti di accesso.

Debiti fiscali, dichiarazioni e altre cause di esclusione

Tra gli aspetti da verificare rientrano i debiti tributari e contributivi. Per il biennio 2026-2027, la disciplina prevede una soglia di 5.000 euro per i debiti definitivi relativi a tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate e per i contributi previdenziali, da valutare complessivamente secondo le regole vigenti. La verifica riguarda la situazione al 31 dicembre 2025. Dal conteggio sono esclusi, alle condizioni stabilite dalla legge, i debiti sospesi o regolarmente rateizzati. Se l’importo residuo supera la soglia, il contribuente può rimuovere la causa ostativa pagando la parte eccedente prima di accettare la proposta.

La normativa contempla anche ulteriori impedimenti, tra cui determinate omissioni dichiarative nei periodi d’imposta precedenti e specifiche condanne per reati tributari o economici. Per il 2026-2027 è inoltre rilevante la presenza, nel 2025, di redditi esenti o non imponibili superiori al 40% del reddito derivante dall’attività d’impresa o professionale.

Scadenza 2 novembre 2026: come accettare la proposta

Per il biennio 2026-2027, il termine ordinario è stato differito al 31 ottobre 2026. Poiché la data cade di sabato, la scadenza effettiva per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare è lunedì 2 novembre 2026. La stessa scadenza riguarda sia chi aderisce per la prima volta sia chi rinnova il concordato già applicato nel biennio 2024-2025. Per i contribuenti con un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare si applica, invece, il termine specifico previsto in relazione alla chiusura dell’esercizio.

Per valutare la proposta, il contribuente deve utilizzare il software “Il tuo ISA 2026 CPB”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La procedura consente di inserire le informazioni necessarie, elaborare la proposta e visualizzare gli importi relativi al biennio.

L’accettazione può essere comunicata attraverso due modalità:

  • insieme alla dichiarazione dei redditi: la comunicazione viene trasmessa con il modello ISA collegato al modello Redditi 2026;
  • con invio autonomo: il modello CPB viene trasmesso telematicamente insieme al solo frontespizio di Redditi 2026, compilando l’apposita sezione relativa alla comunicazione.

Perché la mozzarella di bufala è a rischio, cosa sta succedendo nei caseifici

22 October 2026 at 10:53

La mozzarella di bufala, eccellenza simbolo del made in Italy agroalimentare e pilastro dell’economia del Mezzogiorno, si trova ad affrontare una delle fasi più complesse della sua storia recente. Tra le pareti dei caseifici e lungo i pascoli delle zone di produzione d’origine, l’equilibrio di un’intera filiera appare infatti oggi fortemente compromesso.

Mentre in tutta Italia i consumatori temono ripercussioni sulla reperibilità e sui prezzi del prodotto finale, numerosi caseifici hanno dovuto sospendere la lavorazione perché il latte non arriva, a causa del fermo degli autotrasportatori. Il risultato è uno stop della produzione che rischia di avere delle conseguenze molto spiacevoli.

Cosa c’è dietro lo stop alla produzione di mozzarella di bufala in Italia

A mettere in difficoltà la filiera della mozzarella di bufala campana Dop è lo sciopero degli autotrasportatori. In Campania, soprattutto nelle province di Caserta e Salerno, numerosi caseifici hanno dovuto sospendere le attività per la mancata consegna del latte proveniente dagli allevamenti.

La mobilitazione, partita nel Mezzogiorno per protestare contro il caro carburante, sta provocando conseguenze che vanno ben oltre il settore della logistica. Infatti, anche se le bufale continuano a essere munte, senza trasporti regolari la materia prima rischia di non poter essere lavorata entro i tempi stabiliti. Le difficoltà partono già negli allevamenti, dove il latte si accumula, e si estendono ai punti vendita, con una disponibilità della mozzarella sempre più incerta.

La situazione nei supermercati

Uno degli effetti più visibili del blocco riguarda la disponibilità della mozzarella di bufala campana Dop nei punti vendita. La riduzione dell’offerta è già visibile. Gli scaffali dei supermercati sono meno forniti e c’è maggiore difficoltà nel reperire il prodotto, soprattutto nelle aree in cui la domanda è elevata. La continuità delle forniture sta mettendo in difficoltà anche pizzerie, ristoranti, gastronomie e rivenditori specializzati, che devono programmare gli acquisti sulla base della disponibilità effettiva.

Non è però possibile stabilire, sulla base delle sole chiusure segnalate, quanto dureranno le eventuali carenze o quali saranno gli effetti sui prezzi al dettaglio. Questi dipenderanno dalla durata della mobilitazione, dalle scorte già presenti nei punti vendita e dalla velocità con cui allevamenti, caseifici e distributori riusciranno a riprendere le normali attività.

Cosa si rischia ora

A parlare per primo di allarme è stato il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, che il 21 ottobre 2026 ha denunciato la chiusura di numerosi stabilimenti e chiesto un intervento urgente del governo. Oltre alla temporanea scarsità del prodotto sugli scaffali, le perdite economiche potrebbero colpire l’intero settore, per poi estendersi ad altri comparti, dall’agroalimentare all’export.

Secondo quanto riferito dal direttore, Pier Maria Saccani, non è sufficiente avere allevamenti in attività e impianti pronti a lavorare. La mozzarella di bufala è un prodotto fresco, la cui produzione dipende dalla disponibilità regolare di latte. Il latte destinato alla Dop deve essere lavorato entro 60 ore dalla mungitura, quindi occorre che arrivi a destinazione nelle condizioni e nei tempi necessari per essere trasformato.

Questo non significa necessariamente che ogni quantitativo di latte rimasto fermo debba essere automaticamente buttato. Può essere utilizzato per produrre mozzarella, ma questa non avrà la certificazione Dop. E questo si traduce in un danno economico superiore a quello provocato da una semplice interruzione temporanea:

  • per gli allevatori, il danno può tradursi in costi aggiuntivi, difficoltà organizzative e possibili perdite di materia prima;
  • per i caseifici, invece, la sospensione dell’attività comporta una riduzione dei volumi lavorati e maggiori difficoltà nel rispettare gli ordini già ricevuti.

Inoltre, tutto sta succedendo in un momento già delicato, per via dell’aumento dei costi di produzione denunciato da tempo dagli operatori di settore. Adesso quindi, se la protesta dovesse continuare, la situazione finanziaria già complicata potrebbe ulteriormente aggravarsi.

Intanto, il governo ha annunciato nuovi aiuti per gli autotrasportatori, ma alcuni manifestanti avevano prospettato la possibilità di proseguire la mobilitazione almeno fino al 27 ottobre.

Diritto alla riparazione, dal 22 ottobre 2026 nuove regole per elettrodomestici e smartphone

22 October 2026 at 10:15

Da oggi, 22 ottobre 2026, riparare un elettrodomestico diventa più semplice grazie a nuove regole che rafforzano i diritti dei consumatori. I produttori di determinate categorie di beni, tra cui lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie e aspirapolvere, dovranno garantire la possibilità di riparazione anche dopo la scadenza della garanzia legale, a titolo gratuito oppure a un prezzo ragionevole, rendendo disponibili inoltre i ricambi e le informazioni tecniche necessarie agli interventi.

La novità arriva dal decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, che introduce nell’ordinamento italiano il diritto alla riparazione.

Diritto alla riparazione: cosa significa

Il diritto alla riparazione fa riferimento a un insieme di norme europee che punta a rendere più semplice, conveniente e accessibile la riparazione dei prodotti guasti, favorendo questa soluzione rispetto all’acquisto di un bene nuovo. L’obiettivo è prolungare la vita degli apparecchi, ridurre gli sprechi e limitare la produzione di rifiuti e il consumo di materie prime.

Oggi, infatti, riparare una lavatrice o uno smartphone può risultare più costoso e complicato che sostituirlo. In alcuni casi, inoltre, la riparazione non è possibile per la mancanza di pezzi di ricambio o di informazioni tecniche. Le nuove regole europee mirano a superare questi ostacoli, incentivando i produttori a realizzare beni più durevoli e riparabili e sostenendo lo sviluppo del settore dell’assistenza.

La normativa introduce obblighi specifici per i fabbricanti di determinate categorie di prodotti, che dovranno garantire la possibilità di riparazione in tempi ragionevoli e gratuitamente oppure a prezzi ragionevoli. Sarà inoltre necessario rendere accessibili le informazioni sui servizi offerti e assicurare la disponibilità dei ricambi alle condizioni previste.

Un’altra novità riguarda la garanzia legale: quando il consumatore sceglie di riparare un prodotto difettoso coperto dalla garanzia, il periodo di responsabilità del venditore viene prolungato di almeno 12 mesi, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.

Il diritto alla riparazione punta così a favorire un modello di consumo più sostenibile, nel quale i prodotti vengano utilizzati più a lungo prima di essere sostituiti. Oltre a offrire maggiori possibilità di scelta ai consumatori, le misure mirano a ridurre i rifiuti, contenere il consumo di risorse e promuovere nuove opportunità economiche e occupazionali nel settore delle riparazioni.

Quali prodotti sono interessati

Il diritto alla riparazione non riguarda indistintamente tutti i beni in commercio. Gli obblighi specifici si applicano inizialmente a determinate categorie di prodotti elettrici ed elettronici, individuate dalla normativa europea.

Tra questi rientrano:

  • lavatrici, lavasciuga e asciugatrici domestiche;
  • frigoriferi e lavastoviglie;
  • aspirapolvere;
  • telefoni cellulari, telefoni cordless e tablet;
  • display elettronici;
  • apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale a uso domestico;
  • server e dispositivi per l’archiviazione dei dati;
  • apparecchiature di saldatura;
  • prodotti con batterie destinati ai mezzi di trasporto leggeri.

Riparazioni anche fuori garanzia: quali obblighi hanno i produttori

La novità centrale è la possibilità di chiedere la riparazione anche quando la garanzia legale è scaduta. Per i prodotti interessati, il fabbricante dovrà occuparsi dell’intervento direttamente oppure attraverso un altro professionista.

La riparazione dovrà essere effettuata entro un tempo ragionevole e gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole. Non è previsto, però, un tariffario unico: il costo dipenderà dal tipo di guasto e dall’intervento necessario, nel rispetto delle nuove disposizioni. I produttori dovranno inoltre fornire informazioni chiare sui servizi di assistenza e sui prezzi indicativi degli interventi più comuni. Le informazioni tecniche, gli strumenti e i pezzi di ricambio dovranno essere accessibili anche ai riparatori indipendenti, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Un’altra novità riguarda gli ostacoli alla riparazione. I produttori non potranno rifiutare un intervento soltanto perché l’apparecchio è già stato riparato da un tecnico indipendente o dal consumatore. Non potranno nemmeno introdurre limitazioni tecniche ingiustificate che impediscano di intervenire sul prodotto.

Pezzi di ricambio: per quanto tempo saranno disponibili

Le nuove regole puntano a contrastare uno dei problemi più frequenti per chi vuole riparare un elettrodomestico: l’impossibilità di trovare i componenti necessari. Per le categorie interessate, i produttori dovranno garantire la disponibilità dei ricambi per periodi stabiliti dalle norme europee, generalmente compresi tra sette e dieci anni dalla commercializzazione dell’ultima unità del modello. La durata varia in base al prodotto e al componente.

I ricambi dovranno poter essere sostituiti senza provocare danni permanenti all’apparecchio e, nei casi previsti, utilizzando strumenti comuni. I riparatori indipendenti potranno impiegare componenti originali, usati, compatibili o realizzati con stampa 3D, nel rispetto delle norme sulla sicurezza e della proprietà intellettuale.

Garanzia legale: un anno in più se si sceglie la riparazione

Il nuovo regime introduce una modifica anche alla garanzia legale di conformità. Se un prodotto presenta un difetto coperto dalla garanzia e il consumatore sceglie la riparazione come rimedio, il periodo di responsabilità del venditore viene esteso di 12 mesi. L’estensione si applica agli acquisti effettuati dal 31 luglio 2026 e non significa che ogni riparazione effettuata dopo la scadenza della garanzia faccia ripartire il periodo di copertura.

Occorre infatti distinguere le due situazioni:

  • prodotto in garanzia: se l’elettrodomestico è ancora in garanzia e presenta un difetto di conformità, il consumatore può rivolgersi al venditore per ottenere, alle condizioni previste dalla legge, la riparazione o la sostituzione senza spese;
  • prodotto fuori garanzia: se la garanzia è scaduta, la riparazione può essere a pagamento, pur dovendo rispettare gli obblighi specifici previsti per le categorie interessate.

Preventivi trasparenti e piattaforma europea: le altre novità

Per aiutare i consumatori a valutare le offerte, la normativa introduce anche un modulo europeo di informazioni sulla riparazione. Può essere richiesto per gli interventi su prodotti fuori garanzia e contiene, se fornito dal professionista, indicazioni sul prezzo, sui tempi, sul tipo di lavoro e sugli eventuali costi aggiuntivi. Il professionista non è obbligato a rilasciarlo, ma se lo utilizza l’offerta ha una validità vincolante di 30 giorni.

Entro il 31 luglio 2027 dovrà inoltre essere attivata una piattaforma europea gratuita per individuare riparatori, venditori di prodotti ricondizionati e operatori specializzati nel recupero dei beni difettosi.

Manovra, taglio Irpef in due tempi con aliquota al 33% fino a 55mila euro: l’ipotesi di Tajani

22 October 2026 at 10:14

Spunta una nuova ipotesi per la Manovra 2027: l’estensione del secondo scaglione Irpef potrebbe arrivare gradualmente per contenere i costi della misura. Il primo intervento riguarderebbe i redditi fino a 55mila euro, con un risparmio massimo di 500 euro annui. Per raggiungere la soglia dei 60mila euro bisognerebbe attendere il prossimo anno.

Il progetto, illustrato dal vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani durante una riunione interna del partito.

Manovra, taglio Irpef in due tempi

La misura potrebbe riguardare circa 3 milioni di contribuenti. La possibilità di procedere dipenderà anche dall’esito del confronto con Bruxelles sulla flessibilità di bilancio.

L’eventuale estensione del 33% fino a 55mila euro avrebbe effetti diversi a seconda del reddito dichiarato. Il beneficio deriverebbe dalla riduzione di dieci punti percentuali applicata alla parte di reddito che, con le regole attuali, ricade nell’aliquota del 43%.

Oggi, infatti, il 33% si applica alla fascia di reddito compresa tra 28mila e 50mila euro, mentre oltre i 50mila euro scatta l’aliquota del 43%.

Portare la soglia superiore a 55mila euro significherebbe applicare il 33% anche ai successivi 5mila euro di reddito imponibile. Il risparmio massimo sarebbe quindi, come detto, di 500 euro all’anno per chi ha un reddito pari o superiore a 55mila euro, considerando esclusivamente la differenza tra le due aliquote. Con l’estensione fino a 60mila euro, invece, il beneficio massimo salirebbe a 1.000 euro annui.

Qui sotto una sintesi degli effetti progressivi sul reddito:

  • con un reddito imponibile annuo di 50.000 euro > non si si avrebbe alcun beneficio;
  • reddito di 52.000 euro > 200 euro;
  • reddito di 55.000 euro > 500 euro;
  • reddito di 60.000 euro > 500 euro con la prima fase (2027) e 1.000 euro con l’estensione completa (2028).

Irpef del settore agricolo

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha inoltre dichiarato che il governo intende confermare l’esenzione dal pagamento dell’Irpef per il settore agricolo per due anni.

Sanità, giovani e caro energia

Gli interventi sull’Irpef sono soltanto alcune delle questioni sul tavolo del Governo Meloni. Ci sono poi le ipotesi che riguardano la sanità e la possibilità di un cashback.

E per quanto riguarda la flat tax, sono queste le ipotesi allo studio:

  • una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per i lavoratori dipendenti fino a 35 anni;
  • una flat tax sui rinnovi contrattuali, sul lavoro notturno e festivo e sui premi di produttività;
  • una flat tax per le partite Iva con soglia da portare a 100mila euro.

C’è poi l’ampio capitolo dei bonus casa. Trovando le coperture, il Governo punta a confermare le aliquote di

  • Ecobonus;
  • Sismabonus;
  • Bonus ristrutturazioni ordinario.

Senza un nuovo intervento normativo, dal 2027 le aliquote calerebbero dal 50% al 36% per la prima casa e dal 36% al 30% per gli altri immobili.

Fra i desiderata del Governo ci sarebbe poi la possibilità di spingere l’Ecobonus al 65%.

Per quanto riguarda il taglio del bollo auto per le vetture di cilindrata più bassa per tutto il 2027, l’intenzione manifesta è quella di rendere la misura strutturale.

Manovra 2027, le incognite

Sulla Manovra pesa l’incognita delle coperture. Il Governo ha intavolato una discussione con la Commissione Ue per chiedere maggiore flessibilità sui conti.

C’è poi la ricerca di fondi da banche e assicurazioni, con l’esecutivo che chiede 5 miliardi e il settore che resiste rievocando il preesistente accordo.

Prezzo gas oggi PSV: quanto vale oggi il gas all’ingrosso

31 October 2026 at 09:01

Al 31 Ottobre 2026, l’ultimo dato disponibile per il PSV è quello del 30 Ottobre: 102,57 euro/MWh, pari a 1,096 euro/Smc applicando la conversione indicata. Il valore è in calo rispetto al giorno precedente, quando il prezzo medio era di 105,43 euro/MWh.

Nel corso di Ottobre il PSV ha registrato una marcata tendenza al rialzo: dal valore di 75,01 euro/MWh del 1 Ottobre è salito a 102,57 euro/MWh il 30 Ottobre, con un incremento complessivo di circa il 36,7%. La crescita si è accentuata nella parte finale del mese, anche se nell’ultima rilevazione si osserva una flessione giornaliera.

Andamento giornaliero del PSV

Giorno Valore medio nel giorno (euro/Smc) Variazione percentuale
30/10/2026 1,096 -2,71%
29/10/2026 1,127 +5,66%
28/10/2026 1,066 +0,48%
27/10/2026 1,061 +3,10%
26/10/2026 1,029 +4,19%
25/10/2026 0,988 +0,42%
24/10/2026 0,984 -0,70%
23/10/2026 0,991 +1,27%
22/10/2026 0,978 +0,41%
21/10/2026 0,975 -2,09%
20/10/2026 0,995 +2,04%
19/10/2026 0,975 +2,41%
18/10/2026 0,953 -0,07%
17/10/2026 0,953 +1,31%
16/10/2026 0,941 -0,45%
15/10/2026 0,945 -0,62%
14/10/2026 0,951 +2,89%
13/10/2026 0,924 +1,59%
12/10/2026 0,910 +3,92%
11/10/2026 0,876 -0,51%
10/10/2026 0,880 -0,02%
09/10/2026 0,880 +1,52%
08/10/2026 0,867 +1,83%
07/10/2026 0,851 +2,63%
06/10/2026 0,830 +0,06%
05/10/2026 0,829 +5,06%
04/10/2026 0,789 -0,03%
03/10/2026 0,789 -2,65%
02/10/2026 0,811 +1,13%
01/10/2026 0,802 n.d.

Il PSV, acronimo di Punto di Scambio Virtuale, è il mercato all’ingrosso italiano in cui gli operatori scambiano gas naturale. Il suo prezzo è un riferimento importante per il mercato nazionale e può incidere sulle condizioni delle offerte e sui costi sostenuti da famiglie e imprese, insieme alle altre componenti della bolletta.

Andamento del Future TTF del gas

Il TTF, acronimo di Title Transfer Facility, è il principale hub di scambio del gas naturale nei Paesi Bassi e costituisce un riferimento per il mercato europeo. I valori riportati di seguito sono quelli giornalieri forniti per il TTF, convertiti da euro/MWh a euro/Smc.

Nel periodo osservato il TTF è aumentato da 69,736 euro/MWh il 1 Settembre a 99,609 euro/MWh il 30 Ottobre, pari a un rialzo di circa il 42,9%. Dopo una fase di oscillazioni e un arretramento nella seconda metà di Settembre, il mercato ha ripreso a salire in Ottobre, con un’accelerazione nell’ultima parte del mese. Il dato del 30 Ottobre segna una diminuzione rispetto alla rilevazione precedente.

Andamento del TTF negli ultimi 60 giorni

Giorno Valore medio nel giorno (euro/Smc) Variazione percentuale
30/10/2026 1,065 -1,82%
29/10/2026 1,084 +4,74%
28/10/2026 1,035 -0,15%
27/10/2026 1,037 -0,54%
26/10/2026 1,043 +4,26%
25/10/2026 1,000 +0,20%
24/10/2026 0,998 +2,92%
23/10/2026 0,970 +2,76%
22/10/2026 0,944 +0,01%
21/10/2026 0,944 -0,78%
20/10/2026 0,951 -0,83%
19/10/2026 0,959 +1,86%
18/10/2026 0,941 +0,10%
17/10/2026 0,940 +1,50%
16/10/2026 0,926 +0,28%
15/10/2026 0,924 -1,01%
14/10/2026 0,933 +3,68%
13/10/2026 0,900 +1,19%
12/10/2026 0,890 +3,62%
11/10/2026 0,859 +0,11%
10/10/2026 0,858 +1,44%
09/10/2026 0,845 +1,76%
08/10/2026 0,831 +2,04%
07/10/2026 0,814 +2,83%
06/10/2026 0,792 -1,25%
05/10/2026 0,802 +1,38%
04/10/2026 0,791 -0,02%
03/10/2026 0,791 -0,08%
02/10/2026 0,792 +2,20%
01/10/2026 0,775 +3,96%
30/09/2026 0,746 -4,53%
29/09/2026 0,781 -1,64%
28/09/2026 0,794 +3,27%
27/09/2026 0,769 +0,09%
26/09/2026 0,768 -4,37%
25/09/2026 0,803 +2,33%
24/09/2026 0,785 +0,57%
23/09/2026 0,781 -2,36%
22/09/2026 0,799 -5,07%
21/09/2026 0,842 -0,24%
20/09/2026 0,844 +0,04%
19/09/2026 0,843 +1,96%
18/09/2026 0,827 -2,69%
17/09/2026 0,850 -1,79%
16/09/2026 0,866 -3,34%
15/09/2026 0,896 +0,93%
14/09/2026 0,888 +2,74%
13/09/2026 0,864 +0,11%
12/09/2026 0,863 -1,95%
11/09/2026 0,880 +3,44%
10/09/2026 0,850 +4,47%
09/09/2026 0,814 +3,66%
08/09/2026 0,786 -2,02%
07/09/2026 0,802 +4,74%
06/09/2026 0,766 +0,15%
05/09/2026 0,764 -0,27%
04/09/2026 0,766 -2,07%
03/09/2026 0,783 +1,81%
02/09/2026 0,769 +3,12%
01/09/2026 0,746 n.d.

Gas, PSV in calo ma vicino ai massimi del mese: tutelato in rialzo a 0,843 €/Smc il 31 Ottobre 2026

31 October 2026 at 09:01

Quanto costa oggi un metro cubo di gas? Il prezzo aggiornato quotidianamente del mercato all’ingrosso è un indicatore utile per capire la direzione delle tariffe, ma non coincide con il costo finale in bolletta. Per sapere quanto potresti pagare occorre considerare anche consumi, trasporto, oneri e imposte, oltre alle condizioni applicate dal tuo fornitore.

Nel mercato tutelato, il prezzo della sola materia prima gas più aggiornato disponibile per oggi 31 Ottobre 2026 è quello di Settembre 2026: ARERA lo ha fissato a 0,843182 €/Smc. Il valore viene aggiornato mensilmente, non ogni giorno. A questo si aggiungono costi di trasporto, oneri e imposte, che variano in base alle caratteristiche dell’utenza e ai consumi. Nel mercato libero, invece, il prezzo della materia gas è definito dalle singole società.

Prezzo della materia prima in €/Smc

Tutelato: prezzo definito mensilmente da ARERA. Il valore più recente disponibile è 0,843182 €/Smc per Settembre 2026.

Libero: varia da fornitore a fornitore; può essere legato al PSV oppure bloccato per 12 o 24 mesi.

Il costo del gas per i clienti del servizio di tutela della vulnerabilità

Per i clienti del servizio di tutela della vulnerabilità, il prezzo ARERA della materia prima è pari a 0,843182 €/Smc per Settembre 2026, ultimo mese disponibile nei dati. Rispetto ad Agosto 2026, quando era pari a 0,686448 €/Smc, è aumentato del 22,8%. Questo valore riguarda soltanto la componente di approvvigionamento: non rappresenta il prezzo complessivo di ogni Smc in bolletta.

Il PSV, riferimento del mercato all’ingrosso, il 30 Ottobre 2026 si è attestato a 102,57 €/MWh, in calo del 2,7% rispetto al giorno precedente. Resta però vicino al massimo degli ultimi 30 giorni, pari a 105,43 €/MWh, ed è superiore del 17,3% alla media del periodo. Le quotazioni giornaliere del PSV e il prezzo mensile ARERA hanno frequenze e modalità di calcolo diverse, quindi non sono direttamente sovrapponibili.

Il costo del gas nel mercato libero

Nel mercato libero il prezzo della materia gas può essere:

Fisso: non cambia per il periodo previsto dal contratto, spesso 12 o 24 mesi, fatta salva l’applicazione delle altre condizioni contrattuali.

Indicizzato: segue un indice di mercato, spesso il PSV, a cui il fornitore può aggiungere uno spread e altri corrispettivi stabiliti nell’offerta.

Le offerte cambiano da un operatore all’altro e possono includere sconti, bonus o servizi aggiuntivi. Per confrontarle è importante verificare il prezzo della materia prima, eventuali quote fisse, la durata delle condizioni economiche e le modalità di aggiornamento, oltre alla spesa annua stimata.

Come si compone il prezzo in bolletta

La bolletta del gas comprende le stesse principali voci in entrambi i mercati: materia prima, trasporto e gestione del contatore, oneri di sistema e imposte. Il peso di ciascuna componente dipende anche dai consumi e dalle caratteristiche dell’utenza.

Nel servizio di tutela della vulnerabilità le componenti sono regolate secondo le condizioni stabilite dall’autorità. Nel mercato libero, trasporto, oneri e imposte restano regolati, mentre il prezzo della materia gas è definito dal fornitore in base all’offerta sottoscritta.

Quanto spenderai in bolletta

La tabella propone una stima puramente indicativa della sola materia prima, usando il valore ARERA più recente disponibile di 0,843182 €/Smc. Per rendere possibile il confronto, sono ipotizzati consumi annui esemplificativi di 700 Smc per una famiglia di 2 persone, 1.000 Smc per 3 persone e 1.400 Smc per 4 persone. I consumi reali possono essere molto diversi in base a zona climatica, riscaldamento, isolamento dell’abitazione e abitudini. Gli importi non includono trasporto, oneri e imposte.

Famiglia Consumo annuo ipotizzato Tutelato: sola materia prima Mercato libero
2 persone 700 Smc 590,23 € Variabile secondo l’offerta
3 persone 1.000 Smc 843,18 € Variabile secondo l’offerta
4 persone 1.400 Smc 1.180,45 € Variabile secondo l’offerta

Nel tutelato il calcolo della sola materia prima è semplice perché si applica il prezzo unitario ARERA del periodo, moltiplicato per i consumi. Nel mercato libero la spesa dipende dall’offerta attiva: per questo le cifre sono più indicative e il confronto corretto va fatto considerando tutte le voci della bolletta, non soltanto il prezzo per Smc.

PUN in calo: energia elettrica a 0,258 €/kWh il 31 Ottobre 2026

31 October 2026 at 09:01

PUN (Prezzo Unico Nazionale) – prezzo base all’ingrosso

Il 31 Ottobre 2026 il PUN si attesta a 0,258 €/kWh, pari a 258,00 €/MWh. Il dato è in calo del 5,9% rispetto al giorno precedente, quando il prezzo era di circa 0,274 €/kWh. Il ribasso giornaliero, tuttavia, non annulla il livello relativamente elevato: il valore odierno è superiore dello 0,8% alla media degli ultimi sette giorni, pari a 0,256 €/kWh, e dell’11,4% alla media degli ultimi 30 giorni, pari a 0,232 €/kWh.

Negli ultimi 30 giorni il PUN ha oscillato tra 0,181 €/kWh e 0,278 €/kWh. Il prezzo odierno non risulta vicino né al massimo né al minimo del periodo.

Arera – Tariffa tutelata: Monoraria e Bioraria (F1 / F2–F3)

I valori ARERA riportati per settembre 2026 sono prezzi delle fasce in €/MWh; convertiti in €/kWh corrispondono a 0,20482 €/kWh per la tariffa monoraria F0, 0,242 €/kWh in fascia F1, 0,174 €/kWh in F2 e 0,304 €/kWh in F3. Nella tariffa bioraria, le fasce F2 e F3 si applicano rispettivamente alle ore intermedie e a quelle fuori punta, secondo le condizioni previste dall’offerta.

Costo energia elettrica nel mercato libero

Nel mercato libero il PUN costituisce un riferimento per le offerte indicizzate, ma non coincide con il prezzo finale pagato in bolletta. Il costo effettivo dipende dal contratto: possono aggiungersi spread o altri corrispettivi del venditore, oltre a trasporto, gestione del contatore, oneri di sistema, imposte e IVA. Le offerte a prezzo fisso, invece, seguono le condizioni contrattuali e non necessariamente le oscillazioni quotidiane del PUN.

Cosa significa per le famiglie

In sintesi: 0,258 €/kWh è il prezzo all’ingrosso del PUN di oggi, non un costo completo comprensivo di tasse e oneri. Non è quindi possibile ricavare un importo finale unico in bolletta senza conoscere tariffa, consumi e componenti applicate dal fornitore.

Per una famiglia tipo che consuma 2.700 kWh all’anno, ovvero circa 225 kWh al mese, moltiplicare i consumi per il PUN odierno dà un valore indicativo della sola componente energia all’ingrosso di circa 58,05 € al mese. Il conto reale sarà diverso perché include le altre voci della bolletta e le condizioni commerciali sottoscritte.

Cartello riassuntivo
PUN del 31 Ottobre 2026: 0,258 €/kWh
Variazione giornaliera: −5,9%
Media ultimi 7 giorni: 0,256 €/kWh
Media ultimi 30 giorni: 0,232 €/kWh
Stima della sola energia all’ingrosso per 225 kWh: 58,05 € al mese

Andamento storico dei prezzi dell’energia

La serie giornaliera mostra un andamento crescente nel corso del 2026: dai valori di circa 0,10–0,15 €/kWh registrati nei primi mesi, il PUN è salito progressivamente durante l’estate e l’autunno. A ottobre il prezzo ha raggiunto un massimo di 0,278 €/kWh il 29 Ottobre 2026, seguito da due giornate di flessione. Il dato del 31 Ottobre resta comunque sopra la media mensile recente e molto più alto rispetto ai livelli osservati all’inizio dell’anno.

L’andamento del PUN energia elettrica – Prezzo aggiornato al 31 Ottobre 2026

31 October 2026 at 09:00

Il PUN del 31 Ottobre 2026 è pari a 0,258003 €/kWh. Nell’ultima giornata di osservazione i prezzi orari sono oscillati tra un minimo di 0,223098 €/kWh, registrato alle 12, e un massimo di 0,300000 €/kWh, raggiunto alle 19 e alle 21. L’ora più economica è stata quindi le 12; le più costose le 19 e le 21. Il dato giornaliero è in calo rispetto al giorno precedente.

Andamento giornaliero del PUN

Giorno Valore medio nel giorno (€/kWh) Variazione sul giorno precedente (€/kWh)
31/10/2026 0,258003 -0,016041
30/10/2026 0,274044 -0,004424
29/10/2026 0,278468 +0,010090
28/10/2026 0,268378 +0,021707
27/10/2026 0,246672 +0,005134
26/10/2026 0,241538 +0,017314
25/10/2026 0,224224 -0,007648
24/10/2026 0,231871 -0,008568
23/10/2026 0,240440 +0,015073
22/10/2026 0,225366 -0,027034
21/10/2026 0,252400 -0,006491
20/10/2026 0,258892 -0,003739
19/10/2026 0,262630 +0,037560
18/10/2026 0,225071 -0,007327
17/10/2026 0,232398 -0,002579
16/10/2026 0,234977 +0,005577
15/10/2026 0,229399 +0,018549
14/10/2026 0,210850 -0,000588
13/10/2026 0,211438 -0,020905
12/10/2026 0,232343 +0,050033
11/10/2026 0,182310 -0,036963
10/10/2026 0,219274 -0,013717
09/10/2026 0,232991 +0,014156
08/10/2026 0,218835 -0,001438
07/10/2026 0,220273 -0,012994
06/10/2026 0,233267 +0,023175
05/10/2026 0,210091 +0,018149
04/10/2026 0,191943 +0,010846
03/10/2026 0,181097 -0,035076
02/10/2026 0,216173 +0,006224

Andamento mensile del PUN

Mese Valore medio nel mese (€/kWh)
Ottobre 2026 0,230817
Settembre 2026 0,207542
Agosto 2026 0,179999
Luglio 2026 0,157038
Giugno 2026 0,132505
Maggio 2026 0,119351
Aprile 2026 0,119466
Marzo 2026 0,143400
Febbraio 2026 0,114405
Gennaio 2026 0,132665
Dicembre 2025 0,115490
Novembre 2025 0,117085
Ottobre 2025 0,124532

Andamento del PUN

Nel breve periodo, il dato giornaliero mostra oscillazioni marcate. Dopo aver raggiunto 0,278468 €/kWh il 29 Ottobre 2026, il prezzo è sceso per due giorni consecutivi, attestandosi a 0,258003 €/kWh il 31 Ottobre. Nel corso degli ultimi trenta giorni si sono alternati rialzi e ribassi, con valori giornalieri compresi tra 0,181097 €/kWh e 0,278468 €/kWh.

La tendenza di fondo resta però crescente se si osservano i dati mensili. La media è passata da 0,124532 €/kWh nell’Ottobre 2025 a 0,230817 €/kWh nell’Ottobre 2026. L’aumento è stato particolarmente evidente negli ultimi mesi: da 0,179999 €/kWh in Agosto 2026 a 0,207542 €/kWh in Settembre e 0,230817 €/kWh in Ottobre. I valori mensili descrivono una crescita nel periodo, pur con alcune flessioni intermedie, come quelle registrate in Febbraio e tra Marzo e Aprile 2026.

Cos’è il PUN

Il PUN, o Prezzo Unico Nazionale, è il prezzo di riferimento dell’energia elettrica scambiata sul mercato all’ingrosso in Italia. I valori orari rispecchiano l’equilibrio tra domanda e offerta nelle diverse fasce della giornata; le medie giornaliere e mensili sintetizzano invece l’andamento dei prezzi nel rispettivo periodo.

Impatto su offerte indicizzate

Per le offerte luce indicizzate, l’andamento del PUN può influire sulla componente energia della bolletta, secondo la formula prevista dal contratto. Un aumento dei prezzi di mercato può quindi tradursi in una spesa maggiore, mentre una loro diminuzione può alleggerire la componente variabile. Il prezzo finale dipende anche da eventuali spread e dagli altri corrispettivi, oltre che da imposte e oneri applicabili.

Implicazioni per la gestione della domanda

Quando il contratto e le abitudini lo consentono, conoscere le differenze tra le fasce orarie può aiutare a programmare alcuni consumi nelle ore meno costose. Nell’ultima giornata osservata, per esempio, il minimo si è registrato alle 12, mentre i massimi sono stati rilevati alle 19 e alle 21. La convenienza concreta dipende tuttavia dalle condizioni della propria offerta e dai consumi effettivi.

Prezzo dei carburanti, benzina a 2.017, diesel a 2.257. La regione più cara è la Basilicata

31 October 2026 at 07:00

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, QuiFinanza vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 2.017 per la benzina, 2.257 per il diesel, 0.799 per il gpl, 2.046 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.253
Benzina SELF 2.020
GPL SERVITO 0.784
Metano SERVITO 1.978

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.301
Benzina SELF 2.049
GPL SERVITO 0.778
Metano SERVITO 1.955

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.268
Benzina SELF 2.029
GPL SERVITO 0.871
Metano SERVITO 2.071

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.280
Benzina SELF 2.034
GPL SERVITO 0.822
Metano SERVITO 2.077

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.300
Benzina SELF 2.042
GPL SERVITO 0.756
Metano SERVITO 1.899

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.250
Benzina SELF 2.007
GPL SERVITO 0.772
Metano SERVITO 2.041

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.252
Benzina SELF 2.016
GPL SERVITO 0.771
Metano SERVITO 2.144

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.247
Benzina SELF 2.008
GPL SERVITO 0.766
Metano SERVITO 2.012

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.235
Benzina SELF 2.001
GPL SERVITO 0.865
Metano SERVITO 2.041

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.243
Benzina SELF 2.000
GPL SERVITO 0.767
Metano SERVITO 1.962

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.240
Benzina SELF 2.007
GPL SERVITO 0.797
Metano SERVITO 2.070

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.281
Benzina SELF 2.031
GPL SERVITO 0.807
Metano SERVITO 1.977

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.247
Benzina SELF 2.004
GPL SERVITO 0.762
Metano SERVITO 1.976

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.262
Benzina SELF 2.022
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 2.014

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.240
Benzina SELF 2.012
GPL SERVITO 0.867

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.273
Benzina SELF 2.025
GPL SERVITO 0.816
Metano SERVITO 2.135

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.244
Benzina SELF 2.012
GPL SERVITO 0.781
Metano SERVITO 2.129

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.249
Benzina SELF 2.016
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 2.270

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.244
Benzina SELF 2.010
GPL SERVITO 0.793
Metano SERVITO 2.088

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.252
Benzina SELF 2.010
GPL SERVITO 0.869

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 31 ottobre 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.250
Benzina SELF 2.008
GPL SERVITO 0.782
Metano SERVITO 2.076

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

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