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Fantacalcio, Varela cerca il nono centro e Thuram uomo derby: Soulé sì, Davis no. I consigli per la decima giornata

30 October 2026 at 14:43

Derby di Milano, Juventus-Napoli e tre giorni di partite per scegliere la formazione. La decima giornata di Serie A si apre sabato e si chiude lunedì sera con Atalanta-Parma. Ecco il 4-3-3 e i Fantaconsigli di Affaritaliani, tra giocatori da schierare, sorprese e nomi da lasciare in panchina.

Fantacalcio, decima giornata tra derby e big match: il nostro 4-3-3

Si torna al campionato formato spezzatino, dopo un turno infrasettimanale che ha regalato gol e risultati sorprendenti. Si parte sabato 31 ottobre con Bologna-Monza, prima di Udinese-Roma e del derby Milan-Inter. Domenica spazio a Como-Venezia, Frosinone-Torino, Lazio-Cagliari, Lecce-Genoa e Juventus-Napoli. Lunedì chiudono Sassuolo-Fiorentina e Atalanta-Parma. I cinque cambi permettono qualche azzardo, ma la panchina va preparata bene, soprattutto per chi aspetta i posticipi.

I Fantaconsigli di Affaritaliani continuano a privilegiare le leghe con modificatore difesa e il 4-3-3 resta il nostro modulo di riferimento. Dietro cerchiamo voti e qualche bonus, a centrocampo puntiamo su chi può accompagnare l’azione e davanti spazio a tre attaccanti interessanti. Occhio ai ballottaggi, perché dopo le fatiche infrasettimanali qualche allenatore potrebbe cambiare le carte in tavola.

La formazione consigliata di Affaritaliani per la 10ª giornata

Portiere

Carnesecchi

Possibile sostituto: Mandas

Difensori

Mancini, Álex Valle, Bremer, Juan Miranda

Sostituti bonus: Bracaglia, Bastoni, Tiago Gabriel

Centrocampisti

Ferguson, Da Cunha, Frattesi

Sostituti bonus: El Shaarawy, Mastantuono, Rowe

Attaccanti

Gustavo Varela, Soulé, Marcus Thuram

Sostituti bonus: Laurienté, Raimondo, Malen

Sorprese

Mendy, N’Dri, Noa Lang, Zaniolo

Da evitare

Keinan Davis, Hutchinson, Romano, Valeri

Carnesecchi cerca il riscatto contro il Parma, Mandas per continuare la corsa della Lazio

Marco Carnesecchi è la nostra prima scelta. L’Atalanta ospita il Parma lunedì sera dopo il pareggio per 2-2 sul campo della Fiorentina. Il portiere bergamasco ha evitato la sconfitta con un intervento nel finale e contro gli emiliani può puntare anche alla porta inviolata. La difesa di Sarri, però, è ancora alle prese con numerose assenze.

L’alternativa è Christos Mandas, che con la Lazio riceve il Cagliari. La squadra di Gattuso arriva dal 6-2 contro il Sassuolo e attraversa un ottimo momento. Il portiere greco dovrebbe essere confermato dal primo minuto e, davanti ai propri tifosi, può cercare un buon voto. Il Cagliari, però, ha giocatori capaci di trovare la porta.

Mancini e Bremer per il modificatore, Valle e Miranda a caccia di assist

Gianluca Mancini può essere una scelta interessante contro l’Udinese. La Roma va a Udine dopo aver battuto il Cagliari per 4-2 e il difensore ha le caratteristiche per garantire un buon voto, soprattutto nei duelli aerei. Attenzione però alle probabili: Ghilardi potrebbe essere preferito dal primo minuto. Noi lo schieriamo, ma con una riserva sicura.

Álex Valle affronta il Venezia con il Como. La squadra di Fabregas arriva dalla vittoria contro il Torino e lo spagnolo può sfruttare la corsia sinistra per accompagnare l’azione. Il ballottaggio con Kaiki resta aperto, ma l’incrocio casalingo invita a rischiare. Per chi cerca un assist dalla difesa, Valle può fare gola.

Bremer è uno dei nostri riferimenti per il modificatore. La Juventus ospita il Napoli e il brasiliano dovrà affrontare un attacco guidato da Højlund. Non sarà una partita semplice, ma il centrale bianconero può cercare un buon voto grazie alla propria fisicità e alla voglia di riscatto rispetto alle ultime, non brillanti, prestazioni. E sui calci piazzati offensivi resta sempre una possibile minaccia.

Juan Miranda completa il quartetto. Il Bologna ospita il Monza dopo l’impresa di San Siro, dove ha battuto il Milan per 4-2. Lo spagnolo è entrato nella ripresa e ha inciso subito con i suoi cross, partecipando alla rimonta rossoblù. Palladino potrebbe rilanciarlo dal primo minuto. Per il modificatore, ma soprattutto per l’assist, noi ci puntiamo.

Tra i sostituti c’è Bracaglia, che con il Frosinone riceve il Torino. I ciociari arrivano dal 5-1 contro il Lecce, ma il difensore è rimasto in panchina nell’ultima gara. La concorrenza con Terzic rende la titolarità tutt’altro che certa. Buona alternativa, purché ci sia una copertura.

Alessandro Bastoni affronta il Milan nel derby. L’Inter arriva dal successo contro il Venezia e il difensore resta una garanzia per chi cerca il modificatore. La partita può però essere ricca di occasioni da entrambe le parti, quindi il rischio di subire gol esiste. Bastoni può compensarlo con il voto e qualche possibile inserimento.

Chiudiamo con Tiago Gabriel, impegnato con il Lecce contro il Genoa. I salentini devono reagire dopo i cinque gol incassati a Frosinone e l’assenza dello squalificato Gaspar pesa sulla difesa. Il portoghese può sfruttare il proprio fisico nei duelli, ma le difficoltà della squadra suggeriscono prudenza. È un’alternativa, non una certezza da modificatore.

Ferguson dopo l’impresa del Bologna, Da Cunha contro il Venezia: Frattesi vuole il bonus

Lewis Ferguson è uno dei nostri centrocampisti consigliati. Il Bologna torna al Dall’Ara dopo aver battuto il Milan e lo scozzese dovrebbe essere confermato in mediana. Contro il Monza può sfruttare gli inserimenti e accompagnare l’azione offensiva. Non è il giocatore da cui aspettarsi un gol ogni settimana, ma l’incrocio è interessante.

Lucas Da Cunha affronta il Venezia con il Como. Il francese può partecipare alla costruzione del gioco e cercare qualche conclusione dalla distanza, soprattutto se gli ospiti saranno costretti a difendersi bassi. Occhio al ballottaggio con Milla, però. Se Fabregas lo confermerà dal primo minuto, può essere una buona scelta per completare il centrocampo.

Davide Frattesi riceve il Cagliari dopo la goleada della Lazio contro il Sassuolo. Lo abbiamo consigliato spesso per gli inserimenti senza palla e continuiamo a farlo. Nell’ultima partita ha sbagliato un rigore, ma le occasioni per trovare il bonus non gli mancano. Davide, magari stavolta meglio segnare su azione.

In panchina scegliamo Stephan El Shaarawy, che affronta il Lecce con il Genoa. De Rossi può utilizzarlo sulla trequarti o in posizione avanzata, sfruttando la sua capacità di accentrarsi e cercare la conclusione. Il Lecce arriva da una brutta sconfitta e può concedere spazi. Se partirà titolare, il Faraone è una buona alternativa.

Franco Mastantuono va a Reggio Emilia con la Fiorentina. L’argentino è uno dei giocatori più tecnici della squadra di Vanoli, ma non sempre le sue giocate si trasformano in bonus. Contro il Sassuolo può approfittare degli spazi sulle corsie. Per chi vuole rischiare su un centrocampista offensivo, resta una soluzione interessante.

Jonathan Rowe chiude le alternative. L’Atalanta ospita il Parma e l’inglese può trovare spazio sulla trequarti, anche a gara in corso. Sarri ha diverse soluzioni offensive e le ultime probabili lo mettono in concorrenza con Zalewski. Il rischio di un minutaggio ridotto esiste, ma contro gli emiliani può essere una scommessa da ultimo slot.

Varela vuole continuare a segnare, Soulé affronta l’Udinese: Thuram si prende il derby

Gustavo Varela è una delle nostre prime scelte. Il Monza va a Bologna e il portoghese arriva all’appuntamento con otto gol in campionato, un bottino che lo ha portato in cima alla classifica marcatori. La squadra di Juric non attraversa un momento semplice, ma Varela continua a trovare la porta. Contro il Bologna sarà dura, però lasciarlo fuori adesso sarebbe un azzardo.

Matías Soulé affronta l’Udinese con la Roma. Gasperini dovrebbe confermarlo sulla trequarti, dove l’argentino può sfruttare la qualità del proprio sinistro e i movimenti di Malen. I friulani non stanno vivendo una grande stagione e la difesa concede occasioni. Soulé può cercare il bonus anche con una giocata individuale.

Marcus Thuram completa il tridente e si prepara al derby contro il Milan. L’Inter dovrà ancora fare a meno di Lautaro Martinez, quindi il francese avrà responsabilità importanti nell’attacco di Chivu. Accanto a Pio Esposito può sfruttare la propria velocità e la capacità di attaccare la profondità. Un derby è imprevedibile, ma Thuram non si lascia fuori.

Tra i sostituti scegliamo Armand Laurienté, che affronta la Fiorentina con il Sassuolo. Dopo il pesante 6-2 subito dalla Lazio, i neroverdi devono reagire e il francese può sfruttare gli spazi sulle fasce. La sua velocità resta un’arma preziosa, anche se la squadra di Aquilani dovrà ritrovare equilibrio.

Antonio Raimondo è la seconda alternativa. Il Frosinone continua a stupire e l’attaccante ha segnato anche nel 5-1 contro il Lecce. Domenica arriva il Torino, squadra che ha mostrato difficoltà difensive in diverse occasioni. Raimondo può sfruttare i palloni messi a disposizione da Ghedjemis e Kvernadze. Con questa forma, tenerlo fuori è difficile.

Infine Donyell Malen, impegnato con la Roma contro l’Udinese. L’olandese dovrebbe guidare l’attacco di Gasperini e può sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa friulana. È una partita interessante per ritrovare il bonus, soprattutto se la Roma riuscirà a portare diversi uomini nella metà campo avversaria. Ovviamente chi ha Malen lo schiera, ma in questa rubrica si cerca, spesso, anche l’effetto “sopresa”

Mendy contro la Lazio, N’Dri cerca spazio: Lang e Zaniolo possono sorprendere

Le quattro sorprese della decima giornata sono Mendy, N’Dri, Noa Lang e Nicolò Zaniolo.

Mendy è una scommessa coraggiosa. Il Cagliari va all’Olimpico contro una Lazio reduce da cinque vittorie consecutive e il compito non sarà semplice. Pisacane può utilizzarlo come riferimento offensivo, ma resta da verificare il ballottaggio con Nzola. Se partirà titolare, la sua fisicità potrebbe creare qualche problema ai difensori biancocelesti.

N’Dri affronta il Genoa con il Lecce. Il giovane esterno può sfruttare la velocità nell’uno contro uno, soprattutto se Di Francesco gli concederà spazio dopo la pesante sconfitta di Frosinone. Non ha il posto garantito e nell’ultimo turno è entrato dalla panchina. Può essere la classica scommessa da ultimo slot, ma serve una riserva.

Noa Lang affronta la Juventus con il Napoli. L’olandese è tra i candidati per una maglia nel tridente offensivo di Allegri e può sfruttare la sua capacità di accentrarsi e cercare la porta. La partita sarà complicata, ma proprio nei big match un giocatore come Lang può trovare il bonus con una giocata.

Nicolò Zaniolo chiude il quartetto. L’Udinese ospita la Roma e per l’ex giallorosso c’è anche il fattore ex, che al Fantacalcio fa sempre un po’ gola. Runjaic dovrebbe confermarlo sulla trequarti, dove può cercare la conclusione con il sinistro. La Roma resta favorita, ma Zaniolo può avere qualche motivazione in più.

Davis contro la Roma, Hutchinson nel derby: attenzione anche a Romano e Valeri

Keinan Davis è il primo nome che lasciamo fuori. L’Udinese ospita la Roma e l’inglese dovrà affrontare una difesa fisica, capace di limitarne i movimenti in area. Davis continua a faticare sotto porta e potrebbe essere costretto a giocare diversi palloni spalle alla porta. Con alternative più calde, si può guardare altrove.

Omari Hutchinson affronta l’Inter nel derby. L’inglese ha trovato il primo gol con il Milan contro l’Udinese, ma contro i nerazzurri rischia di avere meno spazio per attaccare. Amorim può confermarlo sulla trequarti, anche se Moreira è tornato a disposizione e aumenta la concorrenza. Per questa giornata preferiamo centrocampisti con incroci più favorevoli.

Romano va a Roma con il Cagliari per affrontare la Lazio. Il centrocampista può trovare spazio nella formazione di Pisacane, ma contro la squadra di Gattuso rischia di dover lavorare soprattutto in copertura. Le possibilità di bonus potrebbero essere limitate. Se avete un centrocampista più offensivo, meglio puntare su quello.

Chiudiamo con Emanuele Valeri, impegnato con il Parma sul campo dell’Atalanta. L’esterno può accompagnare l’azione, ma la squadra di Gilardino rischia di trascorrere molti minuti nella propria metà campo. Zappacosta e gli uomini offensivi di Sarri possono costringerlo a difendere. Per il modificatore, questa settimana ci sono soluzioni più tranquille.

Gaspar e Thorstvedt squalificati: Lobotka e Lautaro fuori, tutti gli indisponibili della decima giornata

Sono due i calciatori squalificati per la decima giornata di Serie A. Kialonda Gaspar del Lecce deve scontare il secondo turno di stop dopo l’espulsione contro la Juventus, mentre Kristian Thorstvedt del Sassuolo è stato fermato per una giornata dopo il rosso ricevuto contro la Lazio.

Resta squalificato anche Massimiliano Allegri, che non potrà guidare il Napoli dalla panchina contro la Juventus.

I giocatori in dubbio

Cagliari: Winks deve smaltire un problema alla schiena e resta da valutare per la Lazio.

Como: Liberali è alle prese con un problema alla gamba. La sua disponibilità resta incerta.

Fiorentina: Ranieri deve recuperare da un problema al piede e resta in dubbio per il Sassuolo.

Genoa: Ellertsson ha riportato un problema alla caviglia contro la Juventus. Gli esami hanno escluso lesioni, ma la sua presenza contro il Lecce non è certa.

Lazio: Marusic e Rovella stanno recuperando dai rispettivi problemi muscolari. Entrambi possono tornare disponibili contro il Cagliari.

Monza: Folorunsho e Maye restano da valutare per problemi fisici.

Torino: Fortini e Cacciamani sono in dubbio per la trasferta di Frosinone.

Udinese: Solet e Zanoli restano da monitorare. Il primo è in recupero da un problema muscolare, mentre Zanoli ha accusato un fastidio fisico.

Gli infortunati che saltano il turno

Atalanta: indisponibili Bellanova, Kristensen, Gaetano, Scamacca, Kessié, Kolašinac, Kossounou, Hien, Raspadori e Pompei. La difesa di Sarri continua a perdere pezzi, mentre Scalvini è tornato a disposizione.

Bologna: fuori Holm, Piccoli, Enem e De Silvestri. Orsolini è invece tornato ad allenarsi con il gruppo e può essere recuperato per il Monza.

Cagliari: assenti Felici e Idrissi, entrambi in recupero dagli infortuni al ginocchio.

Como: indisponibili Addai, Chalobah, Jesus Rodriguez, Kean e Assane Diao. Addai ha accusato un nuovo problema muscolare dopo il rientro.

Fiorentina: fuori Pongračić, Atta e Parisi. Ranieri resta invece tra i giocatori in dubbio.

Frosinone: indisponibile Grillitsch, ancora alle prese con la sindrome retto-adduttoria.

Genoa: fuori Nuredini, Venturino e Havel. Ellertsson resta da valutare.

Inter: indisponibili Lautaro Martinez, Luis Henrique, Curtis Jones, John Stones e Benjamin Pavard. Lautaro tornerà dopo la sosta di novembre, mentre Jones e Pavard provano a recuperare per i prossimi impegni.

Juventus: fuori Nico González, Çelik, Conceição, Yildiz, Locatelli, Ekhator, Khéphren Thuram, Grabara e Milik. Spalletti deve ancora fare i conti con numerose assenze.

Lazio: indisponibile Gudmundsson, fermo per la lussazione alla spalla.

Lecce: assenti Geubbels, Coulibaly, Berisha, Pierotti e Ilić. Gaspar è invece squalificato.

Milan: fuori Tomori, Gabbia, Saelemaekers, Chukwueze, Loftus-Cheek e Pietro Terracciano. Amorim ha recuperato Gila, Rabiot e Moreira per il derby.

Monza: indisponibili Pessina e Ziolkowski. Folorunsho e Maye restano in dubbio.

Napoli: fuori Lobotka, Badiashile, Spinazzola, Alisson Santos, Buongiorno, Favasuli e Neres. Lobotka ha riportato un infortunio alla caviglia e dovrà restare fermo per circa un mese e mezzo.

Parma: indisponibile Elphege, operato per appendicite.

Roma: fuori Svilar, Manu Koné, Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini. Dybala non recupera per Udine, mentre il rientro di Svilar è stato rinviato a dopo la sosta.

Sassuolo: indisponibili Leysen, Ismaël Koné e Boloca. Thorstvedt salta invece la Fiorentina per squalifica.

Torino: fuori Mandragora, Rodriguez e Franco Israel. Restano da valutare Fortini e Cacciamani.

Udinese: indisponibili Bayo, Alaba e Gueye. Solet e Zanoli sono ancora in dubbio.

Venezia: fuori Franjic, Thierry Correia, Sverko e Adorante. Correia salta il Como per il problema ai flessori, mentre Franjic prosegue il recupero dopo l’intervento alla spalla.

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È morto a 49 anni Francesco Pompilio, addio all’attore de “Il Paradiso delle Signore” e “Buen Camino” con Zalone

30 October 2026 at 15:47

Francesco Pompilio, attore noto tra i suoi lavori per la partecipazione nella terza stagione di “Il Paradiso delle Signore” e anche per la più recente parte ricoperta in “Buen Camino” di Checco Zalone, è morto all’età di 49 anni. Ad annunciare la sua scomparsa è stata la sua agenzia, che in un messaggio pubblicato su Facebook lo ha così ricordato: “Dire che Francesco fosse un attore è riduttivo: Francesco era un’anima generosa che ha scelto di fare del palcoscenico e dello schermo lo specchio della propria umanità, regalando a tutti noi frammenti di verità attraverso ogni personaggio che ha interpretato”.

Pompilio è passato sia dal piccolo che dal grande schermo, recitando anche in alcuni spot pubblicitari. Ha lavorato per un progetto italianissimo e legato alla tv come “Il Paradiso delle Signore”, ma ha anche recitato in “Ripley”, una serie prodotta da Netflix, frutto di una collaborazione italo-americana.

Come si ricordava, però, nella carriera dell’attore scomparso a soli 49 anni non è mancato neanche il cinema, in film anche in questo caso molto diversi tra loro. Ha partecipato, infatti, sia a un film d’autore come “Finalmente l’alba” di Saverio Costanzo che a una commedia leggera come “Buen Camino” di Checco Zalone, dove interpretava Gianni, un pellegrino incontrato durante il cammino di Santiago.

“Francesco ci lascia una grande eredità: l’esempio di un artista autentico, che ha amato profondamente la vita, la famiglia e la creatività. Quando il sipario cala, non svanisce la bellezza di ciò che è stato messo in scena. I suoi progetti passati e futuri, le sue interpretazioni, la sua voce e il ricordo del suo sguardo rimarranno impressi in tutti noi, e di chiunque abbia incrociato il suo cammino” ha scritto sempre nel post pubblicato su Facebook la sua agenzia.

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Petrobras abre chamada de propostas para contratação de biometano

30 October 2026 at 15:41

A Petrobras abriu nesta sexta-feira (30) uma chamada de propostas para contratação de biometano.

Segundo a companhia, a iniciativa integra a estratégia de descarbonização e busca preparar a estatal para o atendimento das obrigações previstas na Lei do Combustível do Futuro.

O prazo para cadastro e solicitação de participação na chamada vai até o dia 11 de dezemrbo, já as propostas serão recebidas entre os dias 14 e 22 do mesmo mês.

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Para William Nozaki, diretor de Transição Energética e Sustentabilidade, a chamada acompanha a evolução do mercado brasileiro de biometano, que tende a ganhar relevância com o avanço do marco regulatório e das políticas de incentivo à produção e ao uso de combustíveis renováveis.

“A expectativa é ampliar a participação de biometano na matriz de suprimento da companhia nos próximos anos”, afirmou.

Ainda segundo a Petrobras, a companhia pretende avaliar as condições de mercado para eventuais contratos com vigência de até dez anos para fornecimento a partir do ano que vem.

Obiometano deverá ser utilizado principalmente para substituir parte do gás natural consumido em refinarias e outras instalações industriais da empresa.

A iniciativa segue a estratégia da empresa de desenvolver soluções que conciliem a segurança energética, competitividade e redução da intensidade de carbono.

Chivasween: jogadores chegam fantasiados a treino do Chivas; veja

30 October 2026 at 15:38

O treino do Chivas Guadalajara da última quinta-feira (29) teve um clima diferente. Em vez de chegarem ao centro de treinamento de Verde Valle com o uniforme habitual, os jogadores apostaram em fantasias para celebrar o Halloween em mais uma edição do tradicional “Chivasween”.

A criatividade dos atletas chamou a atenção dos torcedores nas redes sociais. Terceiro colocado do Campeonato Mexicano, com 26 pontos, dois a menos que o líder América, o elenco mostrou que o bom entrosamento também aparece nos momentos de descontração.

A comemoração já faz parte do calendário do clube e costuma render produções inusitadas. Em 2025, Piojo Alvarado foi um dos protagonistas ao aparecer vestido de Branca de Neve, acompanhado de dois jogadores caracterizados como anões. Neste ano, o meio-campista voltou a entrar no clima e escolheu a Chiquinha como personagem.

A homenagem ao universo de Chaves não parou por aí. Ricardo Marín apareceu caracterizado como Seu Madruga, enquanto Diego Campillo assumiu o papel do próprio Chaves, reunindo três personagens bastante populares da televisão mexicana.

Veja as fantasias dos jogadores do Chivas

Entre os outros destaques, Kevin Castañeda apostou no visual de Frankenstein, e Leonel Calderón escolheu o boneco Chucky. Rubén “Hormiga” González também entrou na temática do terror e surgiu fantasiado de Beetlejuice.

Nem todos, porém, seguiram pelo caminho dos personagens assustadores. Hugo Camberos apareceu como líder de torcida, enquanto Luis Romo vestiu o uniforme de beisebol dos Cañeros de Los Mochis. José Castillo escolheu uma fantasia de faraó.

Já Ángel Sepúlveda protagonizou uma das cenas mais curiosas da atividade: chegou ao centro de treinamento sendo carregado por um jogador fantasiado de presidiário.

O próprio Chivas compartilhou dois vídeos da celebração nas redes sociais. Em tom de brincadeira, o clube avisou que os atletas que aparecessem sem fantasia seriam multados.

Chivas volta a campo neste sábado

Depois da brincadeira, o elenco retoma a concentração para a sequência da temporada. O Chivas enfrenta o Atlante neste sábado (31), pela 15ª rodada do Apertura 2026 do Campeonato Mexicano.

A equipe ocupa a terceira posição, com 26 pontos, e busca manter a boa campanha na reta final da competição.

Cucurella desafia jogador do Atlético de Madrid para luta

Adriano Celentano torna a parlare di politica: “Ehi politici, non vorrei svegliarvi, però c’è qualcosa che dobbiamo sistemare…”

30 October 2026 at 15:04

Adriano Celentano torna a rivolgersi alla politica. Lo fa con un breve messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram, L’Inesistente, nel quale chiama in causa i politici e li invita a riflettere su una questione che riguarda direttamente gli elettori: la difficoltà di riconoscersi in chi dovrebbe rappresentarli. Il post si intitola L’incognita e contiene un appello che il Molleggiato, 88 anni, affida a poche righe.

“Ehi politici… non vorrei svegliarvi, però c’è qualcosa che dobbiamo sistemare… altrimenti c’è il rischio di non sapere più chi siete…e questo è grave perché poi la gente non sa per chi votare…ecco perché poi l’affluenza alle urne è sempre più flebile…”. Nessun riferimento esplicito al governo, a un partito o a un esponente politico in particolare. Celentano si rivolge indistintamente a chi fa politica, collegando la crescente distanza tra rappresentanti e cittadini alla disaffezione degli elettori e al calo della partecipazione al voto.

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De pedrinha em pedrinha, coreano construiu mais de 80 pilhas de até 15 metros de altura; trabalho de 30 anos foi inspirado por “revelação divina”

30 October 2026 at 13:52

Entre os picos gêmeos da montanha de Maisan, no oeste da Coreia do Sul, está escondido um templo decorado com mais de 80 pilhas de pedra. Algumas são menores, compostas por colunas únicas de rochas equilibradas que desafiam a ação dos ventos; outras têm mais de toneladas de pedras acumuladas e atingem alturas de até 15 metros.

Todas elas foram construídas por um único homem: o eremita coreano Lee Gap-Yong, que empilhou cada pedrinha ao longo de três décadas como parte de um ritual de reflexão e espiritualidade.

A história do templo de Tapsa

Preservado até hoje como ponto turístico pelos monges budistas da ordem Taego, o pequeno templo começou a ser construído em 1885. Um eremita solitário subiu a montanha de Maisan, no estado de Jeonbuk, para meditar no vale entre seus dois picos.

Na tradição budista, empilhar rochas é uma forma de meditação ativa. A construção dos chamados “pagodes” ou torres de pedra é uma forma de pedir boa sorte e exercitar o equilíbrio e atenção plena.

De acordo com o abade do templo, Jinseong, em entrevista de 2024 ao veículo Cheongpung News, “enquanto Lee Gap-yong empilhava cada pedra, ele rezava pela independência da nação e pela salvação do povo”. Para o monge, “os misteriosos pagodes construídos com pedras representam a cristalização dos desejos e da prática espiritual de inúmeras pessoas.”

Na época, o território coreano, ainda unificado, estava sob influência japonesa e também era visado pela China. Só na década de 1880 foi criada a Taegeukgi, a bandeira nacional coreana, para reafirmar a soberania do país.

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O trabalho do eremita começou quando tinha apenas 25 anos e estendeu-se até 1917, mais de três décadas depois. Estima-se que ele tenha construído acima de 100 torres de pedra, e cerca de 80 sobrevivem até hoje.

“A questão mais frequente sobre as torres é: como elas podem continuar preservadas, sem colapsar?”, contou o abade Jinseong. “É prova de que Lee Gap-Yong não as construiu só por fazer. Ele as construiu com consciência dos ângulos do vento, da direção na qual ele desce e onde ele se curva e sobe novamente. É uma ciência viva, uma torre que reflete por completo a providência da natureza.”

Como foram construídas as torres de pedra?

Segundo uma investigação do canal televisivo Channel News Asia, as torres começavam com uma base circular plana. Depois, novas pedras eram adicionadas dentro do círculo. O terceiro passo era equilibrar outras rochas por cima do círculo, formando uma pirâmide cônica.

A maioria das pedras era retirada da própria montanha e dos arredores, mas as rochas maiores foram trazidas de leitos de rios e outras regiões da Coreia. Entre elas, outras menores eram posicionadas para aumentar a estabilidade.

Nenhuma ferramenta ou argamassa foi utilizada para construir os pagodes. Diferente de outras torres de pedras comuns na tradição budista, o formato natural de cada peça era preservado, exigindo maior atenção ao equilíbrio e maior planejamento de encaixe.

17 de ago. de 2026
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O local só foi convertido em templo budista depois da conclusão do trabalho de Lee, que também se formou monge na velhice.

Tapsa está aberta à visitação, localizada dentro do Parque Provincial de Maisan. Nos arredores, trilhas repletas de natureza também atraem turistas. A primavera coreana, entre março e abril, é o momento mais propício para visitação: é quando florescem as famosas árvores cerejeiras, tingindo a paisagem de cor-de-rosa.

León XIV vota por correo en EE UU y se convierte en el primer papa que participa en unas elecciones

30 October 2026 at 13:17

El papa León XIV, estadounidense nacido en Chicago, ha votado ya por correo en las próximas elecciones de medio mandato de Estados Unidos, que se celebran el 3 de noviembre, según ha confirmado este viernes el Vaticano en comunicado. Se trata de un gesto inédito en la historia de los papas, que rompe su tradicional neutralidad política: es la primera vez, que se sepa, que un Pontífice participa en unas elecciones.

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© ALESSANDRO DI MEO (EFE)

El Papa pasa ante una bandera de Estados Unidos en la audiencia general de este miércoles, en el Vaticano.

Crisi energetica, boom dell’economia circolare: mercato a +194% entro il 2035

30 October 2026 at 12:41

Guerre, crisi energetiche, materie prime critiche e catene di approvvigionamento sempre più fragili stanno cambiando anche il significato dell’economia circolare. Recuperare acqua, energia e materiali non è più soltanto una scelta ambientale, ma una questione di competitività industriale, sicurezza degli approvvigionamenti e autonomia economica. È questo lo scenario analizzato dall’Osservatorio BrianzAcque, che ha incrociato studi, indicatori e tendenze internazionali per individuare le trasformazioni destinate a guidare il settore nel prossimo decennio. Secondo lo studio globale di DataM Intelligence, il mercato mondiale dell’economia circolare è destinato a passare dai 166,95 miliardi di dollari stimati nel 2025 ai 491,35 miliardi nel 2035, con una crescita del 194% in dieci anni e un tasso annuo composto dell’11,40%.

Meno dipendenza dall’estero, più valore dagli scarti

“La crescita del mercato globale stimata fino a quasi 500 miliardi di dollari dimostra che la sostenibilità è il più grande volano di investimenti del nostro secolo”, commenta Enrico Boerci, presidente e amministratore delegato di BrianzAcque. Il contesto geopolitico rende il tema ancora più rilevante. Il Global Critical Minerals Outlook 2026 dell’International Energy Agency evidenzia infatti la crescente concentrazione delle forniture di alcune materie prime strategiche: per materiali come grafite, gallio e terre rare, oltre il 90% della raffinazione mondiale è concentrato in un unico Paese.

Recuperare e riutilizzare materiali significa quindi anche ridurre l’esposizione agli shock esterni. Ma c’è un ulteriore elemento: secondo il Global Circularity Gap Report 2026, il modello economico lineare determina ogni anno circa 25,4 trilioni di euro di valore perso a livello globale a causa delle inefficienze nell’utilizzo delle risorse. “Recuperare ciò che oggi viene sprecato non è più soltanto una scelta ambientale: significa ridurre i costi, recuperare valore e rendere più resilienti i nostri territori”, sottolinea Boerci.

Risparmi per famiglie e imprese

La circolarità può produrre effetti anche direttamente sul bilancio di famiglie e imprese. Le politiche europee sull’ecodesign e sull’etichettatura energetica potrebbero generare, secondo la Commissione europea, risparmi compresi tra 473 e 736 euro l’anno per le famiglie entro il 2030, rispetto a uno scenario senza tali interventi.

Per le aziende il principio è analogo: utilizzare meno materie prime, acqua ed energia, recuperare materiali già acquistati e allungare la vita dei prodotti significa ridurre sprechi e costi, limitando al tempo stesso l’esposizione alla volatilità dei prezzi. Anche il mercato del lavoro è coinvolto nella trasformazione. L’International Labour Organization stima in 5,96 milioni i posti di lavoro, diretti e indiretti, collegati al commercio internazionale di beni riciclabili, riutilizzabili, rigenerati o realizzati con materie prime seconde.

L’Italia e la sfida delle materie prime

Per l’Italia la questione è particolarmente rilevante. Il Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2026 del Circular Economy Network con ENEA registra un tasso di utilizzo circolare dei materiali del 21,6%. Allo stesso tempo, il Paese resta fortemente esposto alle forniture internazionali: il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero.

Recuperare materia significa quindi non soltanto produrre meno rifiuti, ma anche ridurre la dipendenza dalle importazioni e trattenere più valore all’interno del Paese. La stessa logica riguarda l’acqua. Secondo un’analisi del Joint Research Centre della Commissione europea, la domanda d’acqua in Europa è stimata tra 140 e 200 miliardi di metri cubi all’anno, con energia e agricoltura tra i principali settori responsabili dell’utilizzo della risorsa.

È proprio sull’integrazione tra acqua, rifiuti ed energia che guarda l’Osservatorio BrianzAcque. I fanghi prodotti dalla depurazione possono diventare una risorsa per la produzione di bioenergia, biometano, calore e fertilizzanti rinnovabili. Allo stesso modo, l’acqua utilizzata nei processi industriali può essere depurata e riutilizzata, mentre il calore prodotto da un impianto può essere recuperato per alimentare altri processi o reti di teleriscaldamento. Il paradigma cambia: da un’economia che paga per smaltire gli scarti a un’economia che compete per recuperarne il valore.

I 10 trend che guideranno l’economia circolare

È dall’incrocio tra studi internazionali, scenari economici e geopolitici ed esperienza sul campo che l’Osservatorio BrianzAcque ha individuato 10 macro-trend destinati a guidare l’economia circolare globale nel prossimo decennio.

1. Passaporto Digitale dei Prodotti: ogni prodotto sarà sempre più accompagnato da una vera identità digitale. QR code, tag RFID e altri sistemi di tracciabilità permetteranno di conoscere composizione dei materiali, provenienza delle materie prime, impronta di carbonio e indicazioni per riparazione, riuso e riciclo.

2. Intelligenza artificiale nella selezione dei rifiuti: AI, computer vision, deep learning e robotica avanzata stanno trasformando gli impianti di trattamento. Gli algoritmi possono identificare e separare differenti polimeri plastici, metalli ferrosi e non ferrosi e frazioni tessili, aumentando la qualità e il valore delle materie prime seconde.

3. La simbiosi industriale tra acqua, rifiuti ed energia: depuratori, impianti di trattamento e sistemi energetici sono destinati a integrarsi sempre di più. I fanghi della depurazione possono contribuire alla produzione di biogas e biometano, mentre il calore in eccesso può essere recuperato per il teleriscaldamento o altri processi industriali.

4. Dal prodotto al servizio: con i modelli Product-as-a-Service, il consumatore non acquista necessariamente il bene, ma il servizio che quel bene garantisce. Se il prodotto resta sotto la responsabilità del produttore, diventa conveniente realizzarlo in modo che sia più duraturo, riparabile, aggiornabile e facilmente disassemblabile.

5. Automotive circolare e Battery Passports: la mobilità elettrica rende strategica la gestione circolare delle batterie. Crescono i sistemi di tracciabilità di litio, cobalto e nichel, insieme al remanufacturing e ai progetti di “second life”, che consentono di utilizzare le batterie per lo stoccaggio energetico prima del riciclo finale.

6. Upcycling dei polimeri e riciclo avanzato: pirolisi e depolimerizzazione permettono di recuperare valore anche dalle plastiche più complesse e contaminate, superando alcuni limiti del riciclo meccanico tradizionale e ampliando la quantità di materia che può tornare nei cicli produttivi.

7. Ecodesign modulare: il riciclo comincia dalla progettazione. I prodotti vengono concepiti considerando già all’origine manutenzione, riparazione e fine vita, con più componenti modulari, sostituibili e recuperabili e meno accoppiamenti difficili da separare.

8. Il recupero delle acque di processo: nei settori ad alto consumo idrico, dalle industrie tessili alla chimica, dalla carta alla metallurgia, sistemi avanzati di filtrazione e osmosi inversa consentono di depurare e riutilizzare l’acqua nei processi produttivi, riducendo prelievi e scarichi.

9. Logistica inversa predittiva: la logistica dovrà gestire non soltanto l’arrivo dei prodotti sul mercato, ma anche il ritorno di merci obsolete, imballaggi riutilizzabili e beni a fine vita. Cloud, sensoristica IoT e analisi predittiva potranno ottimizzare questi flussi e rendere più stabile l’approvvigionamento di materiali recuperati.

10. Bioraffinerie dagli scarti organici: rifiuti organici e scarti dell’industria agroalimentare possono diventare materia prima per nuove filiere. I processi biotecnologici consentono di ricavarne biometano, intermedi chimici, bioplastiche e molecole ad alto valore aggiunto, utilizzabili anche nei settori farmaceutico e cosmetico.

Una nuova economia degli scarti

Il filo conduttore dei dieci trend è il superamento del modello lineare. Rifiuti, acqua, energia e materiali non vengono più considerati soltanto elementi da smaltire o consumare, ma risorse da recuperare e rimettere in circolo. Per l’Osservatorio BrianzAcque, è questa la trasformazione destinata a caratterizzare i prossimi anni: una convergenza sempre più stretta tra sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse, innovazione industriale e sviluppo economico dei territori.

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Agenzie per il Lavoro: l’86,6% dei giovani considera utili i servizi, ma solo il 37,8% sa che la formazione è gratuita. I dati

30 October 2026 at 12:40

Il 60,9% dei giovani tra i 18 e i 35 anni sa che rivolgersi a un’Agenzia per il Lavoro è gratuito, mentre un ulteriore 22,6% ne ha sentito parlare ma non ne è certo. La possibilità di accedere gratuitamente a corsi di formazione professionale, tramite Agenzia, invece, è conosciuta soltanto dal 37,8%.  È quanto emerge dall’ultima ricerca Censis per Assosomm – Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, che analizza il livello di conoscenza del lavoro in somministrazione e delle opportunità offerte dalle Agenzie tra i giovani che vivono in Italia. L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 35 anni, evidenzia una conoscenza ancora parziale delle opportunità a disposizione di chi cerca un’occupazione, soprattutto sul fronte della formazione professionale.

Agenzie per il Lavoro e Centri per l’impiego: le differenze ancora poco conosciute

La ricerca parte dalla distinzione tra Centri per l’impiego, servizi pubblici di orientamento e supporto nella ricerca di un’occupazione, e Agenzie per il Lavoro, operatori privati che mettono in contatto candidati e aziende e offrono servizi di orientamento, formazione e selezione.Il 46,1% dei giovani dichiara di conoscere le differenze tra i due enti, ma oltre la metà (53,9%) le conosce solo in parte (35%) o non saprebbe distinguerle (18,9%). Per i giovani che si affacciano al mondo professionale, le Agenzie per il Lavoro possono rappresentare un punto di riferimento per costruire il proprio percorso professionale. Lo conferma l’86,6% degli under 35, che considera i servizi offerti molto (45,2%) o abbastanza (41,4%) utili. Un giudizio positivo che però si scontra con una conoscenza ancora limitata degli strumenti disponibili. Il divario tra conoscenza e interesse emerge con particolare evidenza sul fronte della formazione. Nonostante meno di 4 giovani su 10 sappiano di poter accedere gratuitamente a corsi professionali attraverso un’Agenzia, l’80,8% dichiara che parteciperebbe con interesse a un corso una volta conosciuta questa possibilità. La percentuale sale all’82,4% tra le donne, contro il 79,8% degli uomini, e raggiunge l’82,1% nella fascia d’età tra i 25 e i 35 anni. Anche il titolo di studio segna una differenza: l’interesse passa dal 74,2% di chi possiede una qualifica professionale all’83,5% dei laureati.

Contratti a tempo indeterminato e tutele: cosa sanno i giovani

Sono meno conosciute anche alcune possibilità legate alla stabilità occupazionale e alle tutele contrattuali. Solo il 28,9% dei giovani sa di poter essere assunto direttamente da un’Agenzia con un contratto a tempo indeterminato, anche quando l’esperienza presso l’azienda utilizzatrice ha una durata determinata. Il 37,9% sa inoltre che ai lavoratori in somministrazione spettano condizioni non inferiori a quelle riconosciute ai dipendenti dell’azienda presso cui svolgono la propria attività.

Il valore delle filiali: per un giovane su due conta il contatto diretto

La ricerca mette in luce anche il valore della presenza fisica delle Agenzie sul territorio. La possibilità di recarsi in una filiale ottiene un punteggio medio di accordo di 7,2 su 10, il più alto tra le affermazioni proposte, infatti il 49,7% dei giovani considera particolarmente importante poter contare su una sede fisica. Anche nell’era della ricerca di lavoro online, il contatto diretto conserva dunque un vantaggio significativo: poter parlare con una persona, porre domande e ricevere indicazioni mirate può aiutare a orientarsi tra le opportunità e a individuare quelle più adatte alle proprie competenze e aspirazioni. È a questa esigenza informativa che risponde la campagna televisiva promossa da Assosomm, andato in onda dall’11 al 24 ottobre sui canali Rai: lo spot ricorda che le Agenzie per il Lavoro sono autorizzate dal Ministero, che rivolgersi a loro e formarsi è gratuito e che sul territorio sono presenti tantissime filiali a cui chiedere informazioni o candidarsi

Rasizza (Assosomm): “Orientamento e formazione devono accompagnare i giovani”

“Conoscere le opportunità è fondamentale, ma dobbiamo anche fare in modo che i giovani sappiano come accedervi e utilizzarle – commenta Rosario Rasizza, Presidente di Assosomm -. Orientamento e formazione non possono essere interventi occasionali: devono accompagnare le persone nelle diverse fasi del loro percorso professionale, aiutandole a capire quali competenze sviluppare e come valorizzare le esperienze maturate. Per riuscirci serve una collaborazione concreta tra scuole, imprese, istituzioni e Agenzie per il Lavoro. Il nostro compito non è soltanto favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma contribuire a costruire un collegamento più efficace tra formazione e lavoro, affinché i giovani possano affrontare le proprie scelte con maggiore consapevolezza e prospettive più solide“.

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Trump annulla i comizi in Kansas e Iowa, roccaforti repubblicane oggi contendibili per i dem

30 October 2026 at 12:31

Niente comizio in Kansas. E neppure in Iowa. A pochi giorni dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump dà forfait in due stati da decenni solidamente repubblicani, ma che per queste midterm sono ritenuti contendibili e non più sicuri per il Gop. Le ragioni dietro l’annullamento degli appuntamenti non sono state rese note, ma al loro posto il presidente ha in programma fino a 20 comizi telefonici (o virtuali), una mossa che segna un cambio di strategia a pochi giorni dal 3 novembre. Per il momento, l’unico evento in presenza previsto da Trump è un comizio in Florida, in programma oggi, riferisce Cnn.

Il presidente ha dichiarato che la decisione di cancellare l’evento in Kansas non ha nulla a che fare con le prospettive elettorali dei candidati repubblicani né con la sua stessa resistenza fisica, arrivando a rimproverare un giornalista della Reuters che gli aveva chiesto informazioni sul suo stato di salute. In Kansas e in Iowa il tycoon rischia di pagare gli effetti della sua guerra in Iran, che ha fatto aumentare il prezzo dei carburanti, un’impennata che pesa sugli agricoltori dei due stati. Il presidente rischia di pagare dazio anche in South Carolina, altro stato fortemente repubblicano, per aver imposto come successore ad interim del defunto senatore Lindsey Graham con la sorella Darline, che non ha alcuna esperienza politica.

Intanto, il Texas resta lo Stato su cui puntano maggiormente i democratici, nella speranza di conquistare un seggio al Senato che manca loro da 33 anni. È quanto emerge, secondo Axios, da un briefing riservato del Senate Majority Pac, il principale comitato di finanziamento elettorale democratico impegnato nella corsa per il Senato, con alcuni dei suoi maggiori finanziatori. Il presidente dell’organizzazione, Jb Poersch, avrebbe espresso fiducia nella possibilità di riconquistare la maggioranza alla Camera alta, indicando proprio il Texas come lo Stato in cui i democratici avrebbero le maggiori possibilità di strappare un seggio ai repubblicani, seguito dall’Ohio. Anche Iowa e Alaska vengono considerati alla portata, mentre persino il Kansas, tradizionale roccaforte repubblicana, sarebbe diventato contendibile.

Per riconquistare il controllo del Senato, i democratici dovrebbero conquistare almeno due dei quattro seggi in palio in Texas, Ohio, Iowa e Alaska, vincere anche in North Carolina e Maine e difendere il seggio del Michigan. Una sfida tutt’altro che semplice, considerando che Donald Trump aveva vinto tutti e quattro gli Stati nel 2024 con margini superiori ai dieci punti percentuali. In Texas, dove l’ultimo democratico eletto al Senato fu Lloyd Bentsen nel 1988, per i sondaggi il candidato James Talarico risulta in leggero vantaggio sul repubblicano Ken Paxton. “Ci sono segnali di ottimismo in Texas, ma la corsa resta incerta, così come in Iowa, Ohio e Alaska”, ha dichiarato Lauren French, portavoce del Senate Majority Pac.

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Bulos, refuerzo policial y comerciantes en alerta por altercados en Madrid: “Hay preocupación, pero nos dicen que no hay que alarmarse”

30 October 2026 at 10:46

La policía no baja la guardia ante la posible réplica de los graves altercados de Barcelona del 24 de octubre, que se saldaron con 130 detenidos, muchos menores, y numerosos daños en comercios, mobiliario y vehículos. Se trató de una protesta anónima convocada por las redes sociales bajo el nombre de Blocus que reunió a medio centenar de jóvenes que se dedicaron al pillaje y a la guerrilla urbana. La policía monitoriza desde entonces una posible segunda convocatoria para este sábado 31 de octubre en Madrid, en la zona centro. Supuestamente, este llamamiento se ha anulado, pero tanto la Policía Nacional como la Municipal mantienen el despliegue previsto que incluye un operativo de 200 agentes de Unidad de Intervención Policial (antidisturbios) en el centro y 1.700 policías municipales en diferentes puntos de la ciudad y en el transporte urbano.

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© Rodrigo Jimenez (EFE)

Agentes de la Policía Nacional desplegados hace 11 días en Madrid.

“Con una mano prendevo il cappotto e con la coda dell’occhio vedevo l’avvicinamento di questa bella donna famosa. Devi dosarti se sei di fronte a un uomo sposato”: la gelosia di Flora Canto per Enrico Brignano

30 October 2026 at 10:14

La gelosia non manca nel rapporto tra Flora Canto ed Enrico Brignano e a non farne mistero è la moglie del noto attore comico, che ospite del podcast di “Che donna” ha raccontato in particolare un episodio. Al centro di questa storia c’è una donna famosa, di cui però Canto non ha voluto svelare il nome.

L’attrice ha così raccontato quello che è successo in quella situazione: “Eravamo a una serata di gala, ma non potrò mai dire il nome e cognome di questa donna. Stavamo andando via e io stavo ritirando il cappotto. C’erano un po’ di personaggi, giornalisti, un po’ di gente, quindi sei distratta, ma sempre vigile. Con una mano prendevo il cappotto e con la coda dell’occhio vedevo l’avvicinamento di questa bella donna, famosa, che andava verso di lui. Nel frattempo io recupero il cappotto e mi avvicino a lui, senza correre affretto il passo”.

“Sento: ‘Io ti seguo tanto nei tuoi spettacoli, mi fai tanto tanto ridere, mi piacerebbe tanto venirti a vedere…‘. E lui dice questa frase: ‘Va bene, casomai ti lascio il numero così quando vuoi venire…’. Io prontamente, senza dare gomitate, senza sdraiare nessuno o staccare le extension a nessuno, arrivo e dico: ‘Ti lascio io il numero dell’ufficio stampa: se vuoi segnare, ti invitiamo molto volentieri‘” ha spiegato Canto, che quindi intervenne protamente per sventare quella che considerava come un insidia proveniente dall’altra donna.

“Questa donna faceva il suo, anche se devi dosarti se sei di fronte a un uomo sposato” ha però specificato la moglie di Brignano, che ha infatti giustificato la propria arrabbiatura per quell’episodio in relazione al comportamento del proprio partner: “A casa io gli ho fatto un c**o così. Lì tu uomo dici: ‘Ti presento mia moglie’. Lui si è giustificato dicendo: ‘Ma tu lì per lì non c’eri’. Tu mi aspetti, anche 20 o 30 minuti. E poi le lasci un numero dell’ufficio stampa”. Come si è conclusa, però, la storia? “Lei ovviamente non è mai venuta ai suoi spettacoli“.

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Mentre Lmdv cercava di comprare Il Fatto la holding Delfin era sotto attacco: offerta da 30 miliardi del produttore di armi ceco Strnad

30 October 2026 at 09:35

Mentre muoveva all’attacco del Fatto Quotidiano, per poi rinunciare dopo il no dei soci fondatori, Leonardo Maria Del Vecchio – insieme agli altri eredi del fondatore di Luxottica – era a sua volta sotto attacco. Il finanziere e produttore di armi ceco Michal Strnad ha infatti presentato un’offerta d’acquisto da 30 miliardi per l’intero capitale della holding per la holding Delfin. Del Vecchio jr ha confermato giovedì sera l’anticipazione del Domani, facendo sapere che “il lavoro di una vita” del “padre deve restare un patrimonio dell’Italia”.

Strnad, 34 anni, lo scorso luglio ha acquistato il 14% di Pirelli attraverso Lumina Crown, una società ceca indipendente di investimento da lui fondata. Il valore offerto è calcolato sull’attuale Net asset value di Delfin scontato del 30%, come di norma avviene per una holding. Siamo quindi nell’ordine dei 30 miliardi per il 100% capitale, ma l’aspirante compratore si accontenterebbe anche del 62,5% pur di prendere il controllo della cassaforte cui fa capo EssilorLuxottica e le partecipazioni bancarie in Mps, Generali e Unicredit. Un’eventuale decisione per accettare la proposta dovrebbe essere presa all’unanimità dagli otto soci di Delfin ed eredi di Del Vecchio senior, che sono divisi su tutto. Al di là dei contrasti fra gli otto eredi, e di alcuni di loro con il presidente di Delfin e ad di EssilorLuxottica Francesco Milleri, l’offerta di Srnad è considerata per nulla allettante. Inoltre l’eventuale cambio di proprietà della holding, secondo fonti legali citate da Domani, potrebbe far scattare l’obbligo di opa sul gruppo di lenti e occhiali quotato alla Borsa a Parigi, che pur viaggiando ai minimi degli ultimi tre anni vale comunque oltre 80 miliardi di euro.

Per Leonardo Maria Del Vecchio il colosso degli occhiali “è l’unico vero campione italiano nel mondo” e “non può essere trattato come un asset qualsiasi”, mentre le partecipazioni della holding “sono presidi che devono restare stabili, al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani”. La questione, sostiene, “riguarda tutto il Paese“: “Attraverso Delfin, la mia famiglia detiene partecipazioni rilevanti nel sistema bancario e assicurativo italiano. Sono presidi che devono restare stabili, trasparenti e al servizio delle istituzioni e dei risparmiatori italiani. Davanti a un’operazione di questa portata, è doveroso che la provenienza e la struttura dei fondi siano chiare, verificabili e sottoposte al pieno vaglio delle autorità competenti”.

Come raccontato dal Fatto, la fortuna del produttore e commerciante d’armi è legata alla società Czechoslovak Group, Csg, da gennaio quotata alla Borsa di Amsterdam e secondo fornitore di munizioni europeo dopo la tedesca Rheinmetall: raggruppa 100 aziende (tra cui gli storici marchi italiani Fiocchi e Perazzi) con 30 fabbriche e 14mila dipendenti.

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Musk o Trump? Chi decide su Starlink all’Ucraina

By: A A
30 October 2026 at 09:10

Il 24 ottobre, l’Ucraina ha annunciato che i suoi sistemi Starlink e Starshield erano di nuovo pienamente operativi dopo oltre una settimana di restrizioni. Nello specifico, il Ministero della Difesa ucraino ha rilevato che la connessione è tornata stabilmente a velocità superiori a 400 km/h, a fronte dei 160 km/h a cui era precipitata giorni prima.
La limitazione, hanno spiegato diversi funzionari ucraini, aveva compromesso la capacità ucraina di intercettare i droni russi in fase di attacco, costringendo le forze armate di Kiev ad annullare alcune operazioni già pianificate.

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Tuttavia, a brevissima distanza dal ripristino della piena operatività dei sistemi Starlink a disposizione di Kiev, Elon Musk, amministratore delegato di Space-X, ha accusato l’esercito ucraino di aver violato i termini di servizio.

In un post sul suo profilo X, il magnate di origini sudafricane ha affermato che: «l’uso di Starlink, un servizio commerciale civile, per attacchi con droni offensivi volti a uccidere persone non è mai stato consentito, né dovrebbe esserlo. Starshield è un sistema diverso ed è controllato dal governo degli Stati Uniti. Ciò che decidono di fare spetta a loro».

L’esercito ucraino «ha violato i termini di servizio di Starlink e lo ha utilizzato per attacchi con droni offensivi volti a uccidere persone. Quella falla è stata chiusa la settimana scorsa».

Starlink «rimane cruciale per la difesa dell’Ucraina, poiché è l’unico sistema che non può essere disturbato o distrutto, almeno per ora. Se Starlink venisse spento, il fronte ucraino collasserebbe immediatamente. Questa non è una minaccia, è semplicemente un dato di fatto.

Il sistema si è rivelato cruciale per «impedire alla Russia di sopraffare l’Ucraina nei primi giorni della guerra, poiché tutti gli altri mezzi di comunicazione erano stati distrutti o disturbati dalla Russia».

Space-X «ha fatto molto di più per difendere l’Ucraina di qualsiasi altra azienda privata sulla Terra. Detto questo, non provo che disprezzo assoluto per i guerrafondai che fanno la morale e spingono per un massacro senza fine, senza offrire alcuna soluzione realistica al conflitto. Che possano bruciare all’inferno. Fine della storia».

Starlink è un sistema internet satellitare gestito da Space-X, mentre Starshield è una versione che si avvale della tecnologia Starlink per scopi militari gestita dal governo degli Stati Uniti.

Questa integrazione rende quantomeno ambigua la posizione di Starlink, mettendo in seria discussione la natura privata della casa madre Space-X.

Quella del connubio pubblico-privato negli Stati Uniti è una storia vecchissima, ma che trova negli anni Cinquanta uno dei suoi momenti decisivi.

All’epoca, in piena Guerra Fredda, lo spauracchio sovietico, agitato con cieca ossessività specialmente in seguito allo shock generato dal lancio dello Sputnik (1957) e all’entrata in servizio del bombardiere strategico Tupolev-95, si rivelò determinante a costruire un robusto consenso politico attorno alla decisione dell’amministrazione Eisenhower di destinare una quota crescente di risorse al rafforzamento della marina e al potenziamento dei settori di ricerca e sviluppo.

L’onere di gestire le risorse e coordinare gli sforzi in questo senso ricadde sulla Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa), un organismo facente capo al Pentagono fondato, al pari della National Aeronautics and Space Administration (Nasa), nel 1958 in conformità all’esigenza di colmare il divario tecnico-scientifico con l’Unione Sovietica.

Mentre il governo moltiplicava le misure di stimolo alle imprese (assegnazione di commesse pubbliche agli atenei, concessione di agevolazioni fiscali, ecc.), la Darpa elaborava una rete di ricerca e condivisione a maglie strettissime, in grado di interconnettere decine di università, start-up e laboratori di ricerca e portare gli Stati Uniti all’avanguardia nel campo cruciale della scienza. Il lancio dei programmi Gemini e Apollo, lo sviluppo dei missili balistici a medio e lungo raggio, la realizzazione dei sottomarini e delle portaerei a propulsione nucleare si devono al contributo determinante apportato dalla Darpa.

Nel 1982, il Congresso approvò il programma di sostegno alle start-up Small Business Innovation Research (Sbir), affidandone la gestione alla Small Business Administration, predisponendo parallelamente la trasformazione della Darpa nel fondamentale canale di collegamento tra imprese e dipartimenti universitari, in grado di assolvere ai compiti di mediazione tecnologica e imprenditoriale necessari alla commercializzazione delle innovazioni che venivano realizzate nei settori di punta (informatica, telecomunicazioni, biotecnologia, semiconduttori, ecc.) dalle società hi-tech a cui il complesso militar-industriale aveva subappaltato parte delle mansioni legate ai comparti di ricerca e sviluppo, nell’ambito della celeberrima Strategic Defense Initiative (Sdi).

Il progetto, concepito dall’amministrazione Reagan e annunciato urbi et orbi nel marzo 1983, puntava alla creazione di un sistema di difesa aerea multistratificato basato su intercettori spaziali in grado di colpire i missili balistici nemici prima che colpissero il suolo statunitense, “superando” così il principio della mutua distruzione assicurata su cui si era imperniata la Guerra Fredda fino a quel momento.

La Sdi, recita un documento del dipartimento di Stato, «si basava su tecnologie avveniristiche, inclusi sistemi laser spaziali non ancora realizzati», il cui sviluppo assorbì enormi risorse pubbliche in larga parte ridistribuite a beneficio delle aziende private sotto il coordinamento della Darpa.

Una volta convertite all’uso civile, le nuove tecnologie ad elevata intensità di capitale messe a punto contestualmente alla Sdi assunsero rapidamente un grado di pervasività – inteso come capacità di trovare applicazione in un numero sbalorditivo di campi sconvolgendone il funzionamento e i rendimenti – tale da scompaginare il vecchio sistema di produzione fordista ad elevata intensità di manodopera riducendo drasticamente la presenza umana sia nella manifattura che nel settore di servizi.

«Non si tralasciò occasione – osserva Giuseppe Guarino – che si prestasse per la stimolazione e la promozione della Information Technology per finalità militari. Ognuna delle sue fasi essenziali, con successiva trasformazione e utilizzazione dei prodotti a fini commerciali, è stata in pratica resa possibile dal sostegno del Dipartimento della Difesa, dalla Nasa e degli altri dipartimenti militari, compresa la Cia […]. Il merito dell’intervento pubblico non è di aver assorbito l’intera produzione della Information Technology, ma di aver contribuito in maniera determinante con i propri acquisti iniziali a far scendere i prezzi a livelli che avrebbero consentito la diffusione civile e commerciale delle innovazioni, nonché con quelli successivi che hanno favorito l’utilizzazione delle nuove tecnologie nell’organizzazione pubblica, anche civile, e la diffusione delle stesse» (1).

La progressiva affermazione del nuovo modello in tutti i comparti dell’economia ha accelerato il processo di “terziarizzazione” dell’economia statunitense, e palesato il ruolo cruciale giocato dallo Stato rispetto al finanziamento dello sviluppo tecnologico realizzato da aziende private.

Negli anni ’90, sotto la direzione del direttore George Tenet, la Cia iniziò a finanziare generosamente le piccole aziende intente a sviluppare tecnologie applicabili a fini di intelligence aggirando le lungaggini che caratterizzano la mastodontica macchina burocratica statunitense. A questo scopo, la Casa Bianca e il Congresso approvarono la creazione di In-Q-Tel, oscura società di venture capital senza scopo di lucro incaricata di finanziare la messa a punto di tecnologie d’avanguardia per conto – o quasi – della Cia. Come riporta il «Wall Street Journal»:  «i vertici In-Q-Tel considerano l’azienda come indipendente, nonostante i legami molto stretti con la Cia e il fatto che quasi tutte le decisioni di investimento sono gestite dall’agenzia di spionaggio […].La presenza di intricati legami è endemica nel venture capital, in cui la conoscenza intima del settore è essenziale per il successo. Le altre società, tuttavia, giocano con il proprio denaro, o quello di privati».

In-Q-Tel «utilizza denaro pubblico, soggetto a severe norme sul conflitto di interessi e, secondo fonti vicine, si tratta di almeno 120 milioni di dollari all’anno. A volte impegna questo capitale secondo modalità che, anche se non intenzionalmente, avvantaggiano gli stessi amministratori dell’azienda in virtù di altre cariche nel settore hi-tech».

Quasi sempre, le scelte di In-Q-Tel «attraggono altri finanziamenti. Ogni dollaro investito in una piccola impresa in genere è accompagnato da 15 dollari provenienti da altre fonti. Questo aumenta le probabilità di successo del piccolo business in questione e rende le sue stock option più preziose».

Nel 2000, In-Q-Tel ha investito somme piuttosto rilevanti in alcune imprese che producevano satelliti e che si occupavano di raccogliere, classificare e analizzare dati sensibili. In breve tempo, la società ha accumulato quote azionarie di maggioranza di decine compagnie hi-tech, così da dettarne gli indirizzi e allinearle alle esigenze di Washington. Opportunamente orientata dai fondi di In-Q-Tel, una compagnia specializzata nell’elaborazione di soluzioni chimiche adatte alla fabbricazione di tappeti sviluppò in breve tempo una specie di sonda in grado di rilevare la presenza di veleni ed altre sostanze chimiche letali in ambienti chiusi, poi sistematicamente impiegata nei teatri di guerra afghano e iracheno.

Parallelamente, In-Q-Tel investì in un’azienda operante nel settore delle antenne satellitari, ricavando sistemi di localizzazione portatili di cui le truppe e le forze speciali Usa si sono servite per segnalare la propria posizione ai centri di comando.

Più recentemente, i capitali di In-Q-Tel hanno finanziato aziende cruciali come Anduril e, soprattutto, Palantir, saldamente integrata nelle macchine militari statunitense, israeliana e ucraina oltre che nella pubblica amministrazione britannica e in molti altri comparti critici.

L’altissimo livello di “collaborazione pubblico-privato” raggiunto negli Stati Uniti grazie a entità come In-Q-Tel è emblematizzato dal cosiddetto “scandalo Datagate”, scoperchiato nel 2013 grazie alle rivelazioni dello “spifferatore” Edward Snowden. In qualità di tecnico impiegato per una società appaltatrice della National Security Agency, Snowden ha documentato con dovizia di particolari l’esistenza di una rete di sorveglianza capillare e massiccia sui miliardi di comunicazioni sia interne che esterne agli Stati Uniti gestita dalla Nsa stessa attraverso Prism. Vale a dire un sistema in grado di assicurare all’intelligence nazionale la possibilità di accedere in maniera diretta ai server di cui si servivano le aziende operanti nel settore dell’alta tecnologia per ottenere qualsiasi tipo di informazione (messaggi, fotografie, e-mail, ecc.).

Entrato in vigore nel 2007 e beneficiando nel corso degli anni della collaborazione di colossi del calibro di Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, Skype, AoL, YouTube e Apple, Prism ha posto la Nsc e anche il Gchq britannico nelle condizioni di acquisire i metadati in transito attraverso i cavi in fibra ottica collegati ai server centrali di Yahoo e Google.

Space-X non ha beneficiato dei fondi di In-Q-Tel, ma del subappalto sistematico ad opera di agenzie statali come la Nasa o dello stesso Pentagono, che come contropartita gode di libero e completo accesso alla tecnologia  Starlink. Al punto da garantirlo a Paesi alleati come l’Ucraina.

La decisione di ridurre prima e ripristinare poi il servizio Starlink a Kiev non fa quindi capo a Elon Musk, ma sui vertici del potere pubblico statunitense a cui Space-X – così come le altre grandi aziende hi-tech statunitensi – rispondono più o meno indirettamente.

NOTE

1) Guarino, Giuseppe, I soldi della guerra. Gli Stati Uniti: spesa militare, innovazione, economia globale, Mondadori, Milano 2003, pp. 67-80.

Philippine Authorities Order Evacuation After Mayon Eruption

30 October 2026 at 09:07
Mayon volcano eruption in the Philippines produces a three-kilometer ash plume, prompting evacuations in Albay province.

A three-kilometer ash plume prompted evacuations within a six-kilometer radius as officials raised the volcano’s alert level to 3.


Philippine authorities ordered the evacuation of communities within six kilometers of Mayon volcano on Friday after a moderately explosive eruption sent an ash plume 3,000 meters above its crater, prompting warnings of further volcanic activity and possible lava flows.

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The eruption began at 11:53 a.m. local time (03:53 GMT) and lasted nearly six minutes, according to the Philippine Institute of Volcanology and Seismology (Phivolcs). It generated a dense ash cloud that rose rapidly to 3,000 meters above the summit.

Phivolcs raised Mayon’s alert level to 3 on a five-point scale, warning that the volcano had entered a new phase of magmatic eruption and faced an increased risk of a hazardous event. The agency said lava flows could descend the volcano’s slopes in the coming days or weeks.

Following the eruption, the Albay Provincial Disaster Risk Reduction and Management Council ordered local authorities to evacuate residents living within a six-kilometer radius of the crater on Friday afternoon.

The Philippines’ Mayon Volcano has erupted, sending ash plumes 3,000 metres above its summit.

Authorities have raised the alert to Level 3, signalling that the volcano has entered a new phase of eruption. pic.twitter.com/45eGH25Hf0

— Al Jazeera English (@AJEnglish) October 30, 2026

The directive, signed and shared by the provincial governor, also suspended classes at all educational levels in public and private schools across the affected area until further notice.

Police and military personnel will enforce security measures to prevent access to the danger zone, where all activities have been prohibited.

Authorities also warned residents to remain alert for possible mudflows and avalanches of volcanic material along rivers and streams flowing down the volcano. Phivolcs advised pilots to avoid flying over the summit.

The agency forecast ashfall in Daraga, Camalig and Guinobatan, as well as other communities in Albay province, in the southeastern part of Luzon island.

Mayon is one of the Philippines’ most active volcanoes. The country lies along the Pacific Ring of Fire, a region marked by intense seismic and volcanic activity.

Londra: Fiera del turismo sponsorizza ente israeliano per gli insediamenti illegali

 

Un importante evento turistico internazionale a Londra si appresta a pubblicizzare la Jerusalem Development Authority (JDA), ente coinvolto nella costruzione di insediamenti illegali e nell'espropriazione di cittadini palestinesi a Gerusalemme Est, come rivelato da Middle East Eye (MEE).

Il World Travel Market (WTM) di Londra ospiterà uno stand gestito dall'ufficio del turismo del governo israeliano. Secondo il sito ufficiale dell'evento, lo spazio sarà condiviso da diverse organizzazioni e aziende, tra cui "iTravelJerusalem", piattaforma per la promozione turistica gestita proprio dalla JDA.

La JDA, agenzia governativa e comunale, promuove progetti di sviluppo a Gerusalemme ed è fortemente impegnata nell'espansione degli insediamenti ebraici nei territori occupati. Già nel 2020 il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) ha denunciato come la JDA espropri terreni palestinesi a Gerusalemme Est per realizzare i cosiddetti parchi biblici, provocando lo sfollamento di centinaia di residenti in violazione delle Convenzioni di Ginevra e favorendo l'espansione di insediamenti come Gilo.

Un rapporto dell'Ufficio del rappresentante dell'Unione Europea per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza ha inoltre evidenziato come la JDA avesse in programma lo sgombero del complesso di Umm Haroun a Sheikh Jarrah — abitato da circa 40 famiglie palestinesi — per edificare un nuovo insediamento di 320 unità. Sempre la JDA promuove la controversa costruzione di una funivia a Gerusalemme, fortemente avversata a livello locale, e un progetto di ristrutturazione presso la piscina di Mamilla, accusato di minacciare un secolare cimitero musulmano.

Nello stand israeliano al WTM sarà presente anche Africa Israel Hotels, società coinvolta in vari progetti di edilizia coloniale. La vicenda riaccende il dibattito nel Regno Unito, il cui governo ha recentemente riconosciuto come illegale l'occupazione dei territori palestinesi. Il ministro degli Esteri Ed Miliband ha annunciato l'intenzione di vietare la pubblicità di insediamenti illegali nel Paese, richiamando una controversa fiera immobiliare svoltasi a Londra all'inizio dell'anno. Al momento della pubblicazione dell'inchiesta di MEE, i responsabili del World Travel Market non avevano fornito commenti sulla vicenda.

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Arci Milano rischia il default per le bollette del Carroponte. Battaglia legale contro il Comune di Sesto San Giovanni

30 October 2026 at 07:06

Il rischio è il default di Arci Milano. A pesare sono 379.934,41 euro dovuti al Comune di Sesto San Giovanni per le bollette del Carroponte, lo spazio che ospita concerti ed eventi alle porte di Milano. Un debito che l’associazione vuole saldare chiedendo tempi sostenibili: “Non chiediamo privilegi: chiediamo che venga valutata una soluzione ragionevole, nell’interesse di tutti”, dice il presidente Maso Notarianni. Dall’altra parte sembra esserci un muro: “Le regole valgono per tutti”, ha dichiarato il sindaco leghista di Sesto, Roberto Di Stefano, dopo la recente pronuncia della Cassazione che ha respinto il ricorso dell’associazione, confermando la condanna a pagare la somma con tanto di interessi e spese.

La controversia nasce dai consumi elettrici della precedente gestione dell’arena Carroponte e da un accordo del 2018 sui criteri per quantificarli, poi contestati da Arci. Dopo la Corte di Cassazione, ora la questione è come ripianare i conti. L’associazione chiede il pagamento a rate, ma non riesce a ottenere la garanzia di una banca o di un’assicurazione. E senza la fideiussione, il Comune non concede il pagamento a rate. Per superare lo stallo, Arci spiega di aver proposto un piano decennale, con interessi e decadenza immediata se saltasse anche una sola rata. Secondo la ricostruzione dell’associazione, però, l’8 ottobre gli uffici del Comune hanno risposto che non ci sono margini per derogare alla garanzia.

È proprio questo che Arci contesta, come ha spiegato in un comunicato stampa: il regolamento consentirebbe una valutazione della Giunta, che invece non sarebbe stata coinvolta. Per questo l’annuncio di un ricorso al Tar Lombardia e una segnalazione alla Corte dei conti. “L’obiettivo è ottenere la riapertura dell’istruttoria comunale con una nuova valutazione della richiesta di dilazione da parte della Giunta Comunale di Sesto”, afferma l’avvocato di Arci, Pietro Massarotto. Spiega che procedere all’esecuzione sarebbe meno efficace: altri creditori privilegiati, tra cui Agenzia delle Entrate e lavoratori dipendenti di Arci, ridurrebbero drasticamente le possibilità del Comune di recuperare le somme.

Il sindaco Di Stefano ha invece rivendicato una linea di fermezza. Ancora il 18 ottobre, commentando la pronuncia della Cassazione, ha detto che “il Comune ha difeso le proprie ragioni e la Corte ha respinto le contestazioni di Arci”. Ancora: “Siamo stufi di chi pretende di dare lezioni di moralità, giustizia e correttezza, salvo poi trascinare per anni le controversie davanti ai tribunali quando si tratta di rispettare accordi e obblighi economici”. La linea è chiara: “Non fare sconti a nessuno quando sono in gioco le risorse pubbliche”. Perché “la legalità non può essere un megafono da usare soltanto quando fa comodo. Deve valere per tutti, senza doppie misure e senza privilegi”.

“Non chiediamo trattamenti di favore”, osserva Notarianni nel comunicato. “Trattamento che invece è stato riservato a debiti ben più grossi nei confronti dell’erario e che sono stati spalmati su moltissimi anni, come sicuramente ricorda il sindaco della Lega”, aggiunge con un riferimento implicito alla note vicenda dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali che la vecchia Lega Nord deve restituire allo Stato, con rate che potrebbero raggiungere la fine del secolo. Notarianni domanda: “Perché un’amministrazione dovrebbe scegliere una strada che può far fallire chi vuole pagare, mettendo a rischio anche i soldi dei cittadini?”. Ma sul punto, denuncia anche il presidente nazionale Arci, Walter Massa, il confronto non sarebbe mai partito: “Da quasi 4 anni l’Arci di Milano tenta inutilmente di sedersi attorno a un tavolo con il Comune”. E accusa: “Per tutta risposta il Comune si nega, si è sempre negato e alla fine ci ha rimbalzato a una società di recupero crediti”. L’invito è a mettere da parte la campagna elettorale e recuperare il necessario pragmatismo.

Notarianni insiste: “Nessuno mette in dubbio l’esistenza di un debito verso il comune di Sesto San Giovanni. Noi vogliamo pagare”. La richiesta è di poterlo fare senza compromettere la continuità delle attività. A suo giudizio, le conseguenze supererebbero i confini dell’associazione: “Quando si mette in difficoltà un’associazione come Arci Milano, non si colpisce soltanto un’organizzazione: si indebolisce una rete di solidarietà, partecipazione e democrazia”. Sono in gioco circoli, iniziative culturali e sociali, spazi di incontro e sostegno per migliaia di persone. Per difenderli, Arci ha avviato una raccolta fondi rivolta a cittadini, associazioni e mondo della cultura. Tra le voci mobilitate c’è Fabio Fazio, intervenuto con un videomessaggio durante la conferenza stampa di Arci: “Ogni spazio che chiude è una possibilità in meno di ascolto e confronto. Credo che invece proprio il presente gridi e imponga il buon senso e la ragionevolezza, che speriamo prevalgano”.

L'articolo Arci Milano rischia il default per le bollette del Carroponte. Battaglia legale contro il Comune di Sesto San Giovanni proviene da Il Fatto Quotidiano.

David Schulner, guionista: “¿Por qué hay tantas series de ‘cowboys’ machitos? Por Trump”

30 October 2026 at 04:30
David Schulner, creador de  la serie 'New Amsterdam', en el recinto del Hospital Vall d'Hebron de Barcelona.

El guionista David Schulner (Miami, 52 años) camina por los pasillos de Vall d’Hebron imaginándose tramas para un capítulo que nunca rodará. “New Amsterdam acabó en 2023, pero cada vez que piso un hospital me imagino que he vuelto al set porque rodábamos en dos hospitales de Nueva York. También pienso en todo lo que hicimos mal y podríamos haber hecho mejor”, explica en una sala del recinto sanitario público barcelonés. Lo hace pocas horas antes de ofrecer una charla sobre cómo usar la realidad en la ficción médica en el tercer Congreso Internacional de Comunicación en Salud.

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Schulner, fotografiado en el recinto del Hospital Vall d'Hebron de Barcelona. Ryan Eggold como el Dr. Max Goodwin en 'New Amsterdam'.

Política comecoños

30 October 2026 at 04:30

Hay que espectacularizar la realidad y todo tiene que ser entretenimiento banal y frívolo, incluso obsceno. Y en campaña electoral epatar es lo que importa: hacerse viral, llegar al votante indiferente y al rezagado. Entiendo que la comunicación manda pero ¿no creen ustedes, señoras y señores de la izquierda posmoguay, ecopija y deconstructora, no creen que se están pasando tres pueblos? Mientras las calles arden pidiendo techo, después de ocho años en los que a pesar de tocar algo de poder, aunque fuera de modo tangencial, no derogaron la reforma laboral de Rajoy ni su ley mordaza, ni hicieron nada que cambiara el problema de la vivienda, habiendo destruido la cohesión del feminismo español suplantándolo por una feria de identidades, mientras los trabajadores (rebautizados por ustedes como los de “abajo” o “de la mierda”, expresión que usa Gabriel Rufián para hablar de sí mismo cuando era pobre y currante) sienten sobre el cuello la bota de un sistema que explota cada minuto de su existencia, mientras todo esto pasa, ¿de verdad creen que lo mejor es hablarles a los españoles de comer coños y comer culos? Que no digo yo que el tema no tenga su relevancia pero, señora Montero, ¿acaso va a promulgar usted una ley para que los hombres aprendan el muy noble arte del cunnilingus?

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© RTVE/ACN

Gabriel Rufián e Irene Montero hablan con David Broncano en el programa 'La revuelta', de TVE.
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