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Rincari carburanti, taglio delle accise da 4 centesimi al litro fino al 7 novembre. Unione consumatori: “Presa in giro ridicola”

28 October 2026 at 09:52

Torna il taglio delle accise sul gasolio, fino al 7 novembre, con una riduzione di 4 centesimi circa al litro, che diventano circa 4,9, iva compresa. E’ quanto prevede il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale: “L’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio”, si legge, “è rideterminata nella misura di 632,90 euro per mille litri”. Per la copertura si provvede con “con quota parte, pari a 38,7 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal 1° al 30 settembre 2026, in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto”. Le entrate dovute all’imposta sono aumentate a causa dei rincari del prezzo internazionale del petrolio, dice il decreto.

L’Unione nazionale dei consumatori stima l’impatto minimo sulle tasche degli automobilisti con un commento duro: “Taglio delle accise ridicolo. Una presa in giro, sia per l’importo dalla riduzione, appena 4 cent al litro, 4,88 con Iva al 22%, ossia meno di 5 cent, sia per la durata, appena fino al 7 novembre”, ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’associazione. Che aggiunge sferzando la presidente del Consiglio: “In pratica il Governo si tiene l’extragettito Iva incassato grazie al caro carburanti, che il 7 ottobre Giorgia Meloni aveva annunciato essere già pari a 160 milioni, e ne stanzia solo 38,7, meno del 25%. Una miseria”. Dona ricorda a palazzo Chigi anche gli incassi dell’Eni: “Se a questo si aggiunge che dovrebbe restituire alle famiglie almeno gli oltre 450 milioni di dividendi che l’Eni sta per regalargli grazie al caro bollette e ai prezzi stellari di benzina e gasolio, ecco che il quadro si completa. Il Governo considera gli automobilisti dei polli da spennare e, quindi, li spenna” conclude Dona.

Il taglio è previsto fino alla prima settimana di novembre. Ma per abbassare il costo del carburante, riportandolo ai livelli di febbraio 2026, fino alla fine dell’anno, sono “necessari quasi 180 milioni di euro”. Lo ha dichiarato Legacoop ieri in occasione della prima riunione del Tavolo tecnico presso il Ministero dei Trasporti, sul tema della logistica e del trasporto delle merci. Tagliare il costo del carburante è “una necessità particolarmente urgente con l’avvicinarsi del periodo natalizio, il momento più impegnativo dell’anno per l’autotrasporto, caratterizzato dal picco dei viaggi per la grande distribuzione”, avvisava Legacoop in una nota. Durante l’incontro, il Direttore Produzione e Servizi Andrea Laguardia ha descritto le stime: per mantenere l’effetto di contenimento dei costi del gasolio, sono necessari 60 milioni di euro al mese. Ammonendo sulla situazione critica al sud Italia: per evitare il ripetersi delle difficoltà che hanno investito l’autotrasporto negli ultimi mesi occorrono anche interventi strutturali, soprattutto nel Mezzogiorno.

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Gasolio, torna il taglio delle accise: sconto di 4,9 centesimi al litro fino al 7 novembre

28 October 2026 at 09:39

Torna il taglio delle accise sul gasolio. Con un decreto interministeriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono stati reintrodotti sconti dal 28 ottobre al 7 novembre.

Lo sconto è di 4 centesimi al litro, un terzo rispetto a quello della scorsa primavera. Il costo dell’operazione è di 38,7 milioni di euro, coperto con il maggior gettito IVA incassato a settembre. È l’entrata in vigore del meccanismo delle “accise mobili”, ovvero quando l’extra gettito sui rincari viene usato per finanziare lo sconto.

Si tratta di uno sconto ridotto rispetto al passato, ma che arriva in un momento nel quale il prezzo del diesel resta elevato da molto tempo (dal 6 ottobre quando l’ultimo sconto si era concluso senza altri interventi).

Sconto sul gasolio grazie alle accise mobili

Il meccanismo delle accise mobili entra in funzione e, grazie al maggior gettito IVA incassato a settembre, torna uno sconto sul gasolio. Dal 28 ottobre al 7 novembre torna il taglio delle accise sul gasolio che porta l’aliquota a 632,90 euro per 1.000 litri.

Lo sconto così si configura in 4 centesimi di euro al litro, un terzo di quello garantito durante la primavera.

Il prezzo dei carburanti

La notizia del taglio delle accise arriva quasi a sorpresa nella mattinata di mercoledì 28 ottobre, dopo che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’applicazione del meccanismo delle accise mobili è avvenuta soltanto nella giornata di martedì 27 ottobre.

Nella mattinata, mentre si registrava un lieve calo dei prezzi medi della benzina, il gasolio è però rimasto stabile. Nessuno sembrava avere ancora applicato il taglio delle accise sul gasolio di 4 centesimi.

In base ai dati della Staffetta Quotidiana, il prezzo medio dei carburanti in modalità self-service lungo la rete stradale nazionale è pari a:

  • 2,015 euro per la benzina (-2 millesimi rispetto a ieri);
  • 2,261 euro per il gasolio (prezzo invariato);
  • 0,779 euro per il GPL (+1 millesimo);
  • 2,022 euro al kg per il metano (+13 millesimi).

Sulla rete autostradale, il prezzo medio è di:

  • 2,041 euro per la benzina (invariato);
  • 2,304 euro per il gasolio (+2 millesimi);
  • 0,901 euro per il GPL (-1 millesimo);
  • 1,939 euro al kg per il metano (+4 millesimi).

Il calendario degli sconti

Il taglio delle accise attuale è di quattro centesimi al litro, molto inferiore rispetto ai precedenti. Il primo, varato il 18 marzo 2026, aveva effetto per 20 giorni ed era pari a 0,25 euro al litro su benzina e gasolio e di 0,12 euro sul GPL.

Tra aprile e maggio poi c’è stata la proroga del taglio con una riduzione iniziale di 24,4 centesimi al litro, che poi è rimasta confermata sul gasolio (0,20 centesimi) mentre sulla benzina è scesa a cinque centesimi.

Poi ancora a maggio, la proroga del taglio di due settimane, fino al 6 giugno, ma con uno sconto sul diesel dimezzato a 0,10 euro e quello sulla benzina fermo a cinque centesimi. Per giugno e luglio si è introdotto un solo sconto sul gasolio da 0,17 euro tra accise e IVA.

Che è proseguita, tra diverse riduzioni, fino al 6 ottobre quando anche lo sconto da 6,1 centesimi è scaduto ed è stato annunciato il decreto sulle accise mobili. Fino al 28 ottobre gli italiani non hanno più avuto alcun sconto fiscale sui carburanti.

L’assenza di sostegno immediato sotto forma di rinnovo dello sconto ha portato a un esasperarsi della situazione. Gli autotrasportatori si sono riuniti contro il caro-gasolio, iniziando la mobilitazione che è sfociata in un lungo sciopero dal 16 al 22 ottobre e prosegue ancora con lo sciopero generale del 30 ottobre.

Agricoltori in piazza Montecitorio: “Meloni e Salvini? Qui li abbiamo votati tutti, i video sulle accise ce li ricordiamo. Ma trovano 13 miliardi per le armi e di noi non si occupano”

27 October 2026 at 18:00

“Con tutto il rispetto dell’opposizione noi vogliamo parlare con qualcuno del governo”. Resterà delusa la richiesta degli agricoltori crotonesi che oggi hanno manifestato davanti alla Camera dei Deputati. “Ci hanno ignorato totalmente”. Uno degli imprenditori agricoli che ha preso la parola durante la manifestazione afferma: “Se questi qua non riconoscono un dato di fatto che a Gaza c’è stato e c’è ancora un genocidio. Se non c’è interesse per un fatto di una gravità di livello mondiale, possono avere interesse nei nostri confronti ed occuparsi di noi che siamo zero”.

“Meloni e Salvini? Qui tutti li abbiamo votati, ce li ricordiamo i video sul taglio delle accise e ora si sono rimangiati tutto. Non c’è volontà” eppure “si trovano 13 miliardi per le armi e per l’agricoltura bastava imporre il tetto massimo a 80 centesimi al gasolio agricolo e tetto massimo al distributore a 1,60 euro fino al termine dell’anno”.

Alle prossima elezioni cosa farà? “Un signore anziano mi ha detto che lui non voterà nessuno. E’ quello l’errore: non votando vinceranno sempre loro”.

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La protesta di tir e trattori continua: cori contro Meloni a Montecitorio. Traffico bloccato anche in Toscana. Ma per Salvini l’emergenza “è superata”

27 October 2026 at 14:43

Per il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, l’emergenza “è superata”. Eppure sotto Montecitorio, a Roma, è in atto l’ennesima protesta di autotrasportatori e agricoltori. “Siamo arrivati qui per i nostri diritti e per i vostri diritti”, dicono, scendendo dal pullman. Provengono da diverse zone del Sud Italia. Chiedono prezzi più bassi e condizioni lavorative migliori, intonando cori contro Giorgia Meloni e contro il governo. “La cosa grave è che fanno finta che tutto vada bene. È da metà agosto che protestiamo e a lungo siamo stati oscurati”, denuncia un manifestante. E la mobilitazione prosegue anche fuori dalla Capitale, in altre aree del Paese. In Toscana lunedì tir e trattori hanno rallentato il traffico all’esterno del casello Valdichiana dell’autostrada del Sole A1, al confine fra Arezzo e Siena, contro l’aumento dei carburanti e dei costi di produzione. Il presidio, hanno annunciato gli organizzatori, potrà durare tutta la settimana, in attesa dello sciopero generale di venerdì 30 ottobre.

“Vedremo gli autotrasportatori, con il viceministro Edoardo Rixi, e conto che anche i fondi stanziati, un miliardo sbloccato, contribuiscano a far tornare alla normalità la situazione. Incontreremo nuovamente anche i piccoli e i piccolissimi e conto che l’emergenza sia superata“, ha detto il leader della Lega a Radio24. Appuntamento confermato anche da Fedralog Calabria in una nota: “Mercoledì 28 ottobre, alle ore 14:30, si terrà a Roma presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un tavolo istituzionale con le rappresentanze degli autotrasportatori delle regioni del Sud Italia. Lo stato di agitazione”, conclude la nota.

Autotrasportatori e agricoltori denunciano, oltre al costo elevato del gasolio, l’aumento dei costi di manutenzione e gestione dei mezzi, e la svalutazione dei prodotti agricoli. I manifestanti chiedono interventi concreti per garantire la sostenibilità economica delle aziende e di lavorare senza dipendere da sussidi né da contributi pubblici. “Rispetto all’anno scorso il costo del carburante è raddoppiato, passando da una media di 60 centesimi a 1,30 euro al litro” spiega il portavoce della protesta toscana Andrea Faralli, sottolineando come l’aumento incida pesantemente sui bilanci considerati gli elevati consumi delle macchine agricole.

“L’incremento del gasolio agricolo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sono ormai tre anni che protestiamo perché i nostri prodotti vengono pagati troppo poco. Se oggi i costi di produzione sono pari a 100, il ricavato è appena 102 – aggiunge Faralli -. Chiediamo che i nostri prodotti vengano pagati il giusto. Non è ammissibile lavorare sottocosto o con margini irrisori ed essere poi costretti a dipendere da sussidi e contributi europei”. “I nostri nonni e zii riuscivano, lavorando la terra, a mettere da parte ogni anno il denaro necessario per acquistare un nuovo trattore. Oggi non c’è più margine di guadagno e per comprare un mezzo bisogna fare affidamento sui contributi statali – conclude -. Nel frattempo, anche i prezzi dei macchinari sono raddoppiati”.

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Prezzi benzina e diesel, Q8 propoga price cap fino al 31 dicembre 2026

26 October 2026 at 08:18

Q8 ha annunciato la proroga del price cap per benzina e gasolio fino al 31 dicembre 2026. La compagnia petrolifera ha deciso di proseguire l’iniziativa introdotta all’inizio di ottobre per contenere il costo dei carburanti e sostenere i consumatori. La decisione arriva dopo l’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’emiro del Kuwait, Misha’al Al-Ahmad Al-Jaber Al Sabah, avvenuto a Kuwait City. Durante il colloquio era stata espressa la disponibilità della società a prolungare il meccanismo di contenimento dei prezzi. La proroga riguarda la rete di distribuzione Q8, ma le modalità di applicazione del limite potranno variare in base alle caratteristiche dei singoli impianti e all’andamento del mercato.

Q8 proroga price cap per benzina e diesel fino a fine anno

La compagnia ha confermato che il price cap sui carburanti resterà in vigore fino alla fine del 2026, prolungando la misura inizialmente prevista per un periodo di 30 giorni. Il tetto era stato introdotto il 1° ottobre 2026, con l’obiettivo di contenere i prezzi alla pompa in una fase caratterizzata dall’attenzione del Governo ai costi sostenuti da famiglie e imprese.

Con la nuova decisione, Q8 estende l’iniziativa anche ai mesi di novembre e dicembre. In una nota ufficiale, la società ha spiegato che intende fornire “un contributo concreto in risposta alle esigenze rappresentate dal governo, coniugando il sostegno ai consumatori con un approccio responsabile, attento all’evoluzione delle condizioni di mercato e alla sostenibilità economica dell’intera filiera”.

L’intervento si inserisce quindi tra le iniziative adottate dalle compagnie petrolifere per limitare l’impatto dei prezzi dei carburanti sui consumatori.

Come funziona il price cap Q8 e quali distributori sono coinvolti

Il price cap è un meccanismo che prevede un limite massimo al prezzo di vendita di benzina e gasolio, secondo le condizioni stabilite dalla compagnia. Q8 ha precisato che la proroga seguirà un approccio modulare, tenendo conto delle diverse modalità di gestione presenti nella propria rete di distribuzione.

La società ha infatti dichiarato che l’iniziativa proseguirà “secondo un approccio modulare, che tenga conto dei diversi modelli operativi presenti nella rete di distribuzione dell’Azienda”.

Questo significa che le condizioni applicative potranno essere differenziate in base alle caratteristiche degli impianti e ai rapporti commerciali con i gestori. Q8 ha inoltre confermato il proprio impegno a fornire supporto ai partner commerciali, con l’obiettivo di mantenere la sostenibilità economica dell’attività di distribuzione.

Non è stato ancora comunicato un nuovo valore numerico del tetto massimo applicabile durante l’intero periodo di proroga. Per conoscere il prezzo effettivo di benzina e gasolio, gli automobilisti dovranno quindi fare riferimento agli importi esposti dai singoli distributori.

Prezzi di benzina e gasolio, perché il price cap potrebbe cambiare

Nel comunicato, Q8 ha precisato di voler definire le modalità operative della proroga in relazione all’evoluzione del mercato. La compagnia terrà conto soprattutto delle condizioni di approvvigionamento dei carburanti e dei costi sostenuti dalla rete distributiva.

Il meccanismo non viene quindi presentato come un prezzo fisso e identico per tutti gli impianti fino al 31 dicembre. Le condizioni potranno essere adattate per garantire un equilibrio tra il contenimento dei prezzi al pubblico e la sostenibilità delle attività dei gestori.

La società ha spiegato che definirà “le modalità applicative” dell’intervento “tenendo conto dell’evoluzione del mercato e delle condizioni di approvvigionamento”.

L’incontro tra Meloni e l’emiro del Kuwait sulla proroga

L’annuncio della compagnia segue il confronto diplomatico tra Italia e Kuwait, durante il quale era stata affrontata anche la questione dei prezzi dei carburanti. Nel corso dell’incontro a Kuwait City tra Giorgia Meloni e l’emiro Misha’al Al-Ahmad Al-Jaber Al Sabah, era emersa la disponibilità a estendere l’iniziativa di Q8.

La compagnia, legata al gruppo petrolifero kuwaitiano, ha successivamente ufficializzato la proroga del price cap fino alla fine dell’anno. La misura risponde alla richiesta del Governo italiano di individuare strumenti per contenere i costi energetici e sostenere il potere d’acquisto dei consumatori.

Caro carburante, i limiti e le trappole del decreto-spot di Meloni. Lo sconto di 45 centesimi sul gasolio per gli agricoltori? È teoria

23 October 2026 at 16:13

Il consiglio dei Ministri ha varato d’urgenza un decreto legge per il caro carburante, promettendo agli agricoltori 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio, mentre il ministro Francesco Lollobrigida dice che “ci sono studenti, agricoltori e autotrasportatori perbene utilizzati come massa critica per iniziative illegali che non possono essere tollerate”, parlando di “tenuta sociale ed economica del Paese”. Ma da una lettura del testo dell’esecutivo (che dovrà poi essere convertito in legge) emergono diverse zone d’ombra che rischiano di svuotare quello che dovrebbe essere un aiuto per moltissime aziende. Per loro, infatti, quei soldi non sono disponibili automaticamente. Oltre al fatto che nel decreto non c’è neppure l’ombra di interventi strutturali sulla filiera. Gli agricoltori, infatti, denunciano da anni un problema sistemico: i costi (non solo quelli legati ai carburanti, ma in genere alle produzioni e anche ai fertilizzanti) sono esplosi, mentre i prezzi dei prodotti pagati ai campi rimangono troppo bassi, spesso inferiori ai costi stessi di raccolta. E questo, a dire il vero, è un problema precedente agli ultimi conflitti, come raccontato a più riprese da ilfattoquotidiano.it. Detto, quindi, che il decreto non affronta il divario tra i ricavi della grande distribuzione e le perdite dei produttori, è legittimo qualche dubbio sulla capacità di tamponare anche la sola emergenza del carburante. Eppure per Coldiretti il decreto “è un segnale concreto di attenzione verso un settore strategico per il Paese” e le risorse “rappresentano un sostegno fondamentale per le imprese”.

La misura varata per gli agricoltori e quei 45 centesimi (solo teorici)

“Stanziamo 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo che, nei fatti, si tradurrà in uno sconto fino a 45 centesimi al litro per oltre 120 milioni di litri” ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato al termine del Consiglio dei ministri. Ma quei 45 centesimi al litro di sconto sono ‘teorici’. Ed è qui che è servita la prima trappola: la verità è che non si sa a chi andranno quei soldi e chi saranno i beneficiari. La cifra reale emersa dal testo è di 121 milioni di litri complessivi e si tratta del tetto massimo di carburante complessivo che lo Stato può sussidiare con quei 60 milioni. Quindi il governo dichiara sì un aiuto “fino a 45 centesimi al litro”, ma può farlo su “121 milioni di litri”. Se le richieste delle aziende agricole supereranno complessivamente quella cubatura nel periodo coperto, il contributo reale per singolo litro verrà rimodulato al ribasso. Dai 45 centesimi si dovrà man mano scendere. Brutta notizia: la misura deve coprire i costi sostenuti tra il 1 giugno e il 15 ottobre 2026. Un intervallo di tempo che coincide esattamente con la stagione dei raccolti e della lavorazione intensiva del terreno (da giugno a settembre), ossia il periodo in cui i consumi di gasolio agricolo toccano i massimi annuali in Italia.

Confagricoltura Emilia-Romagna: “Distanza tra risorse e fabbisogno”

Tanto per avere un’idea, in Italia si consumano mediamente circa tra i 2,2 e i 2,5 miliardi di litri di gasolio agricolo all’anno. Solo nel periodo di quattro mesi e mezzo preso in esame, i consumi stimati del settore superano ampiamente il miliardo di litri. Lo sanno bene al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica che, insieme alle Regioni, gestisce l’anagrafe degli utenti dei carburanti agevolati tramite i registri Uma (Utenti Motori Agricoli). E lo sa bene Confagricoltura. “Il periodo interessato dalla misura coincide, per numerose produzioni agricole, con alcune delle operazioni più impegnative dal punto di vista energetico: dalla raccolta dei cereali alle lavorazioni del terreno, fino alle attività legate alle colture estive e alle semine autunnali” fa notare il Consiglio direttivo di Confagricoltura Emilia-Romagna, riunitosi sotto la presidenza di Marcello Bonvicini. Si aggiungono, poi, i consumi di carburante legati all’irrigazione “particolarmente rilevanti quest’anno a causa della siccità e delle temperature eccezionalmente elevate che hanno interessato l’Emilia-Romagna e numerose altre aree del Paese, rendendo necessari interventi irrigui più frequenti e prolungati per salvaguardare le produzioni agricole”. Numeri che evidenziano “una distanza significativa tra le risorse disponibili e il fabbisogno delle imprese. Non si tratta di mettere in discussione la necessità dell’intervento – spiega il Consiglio direttivo di Confagricoltura Emilia-Romagna – ma di essere consapevoli che un sostegno di questa entità, pur utile, può incidere soltanto in misura limitata sui costi sostenuti dalle aziende”.

La trappola del 20 per cento

Di fatto, c’è un altro problema: il contributo può arrivare al massimo al 20% della spesa ammessa, ossia di quanto è stato pagato. Perché quel 20% arrivi a valere 45 centesimi, l’agricoltore in questione dovrebbe aver pagato il gasolio 2,25 euro al litro, ma in Italia – nonostante i rincari – gli agricoltori lo hanno pagato al massimo tra 1,50 e 1,70 euro al litro. Nel primo caso, il 20% corrisponde a 30 centesimi e non ai 45 massimi. Morale: il tetto massimo del 20% impedirà comunque di raggiungere i 45 centesimi, indipendentemente dai fondi totali. A quel punto entra in gioco l’effetto scala: le grandi aziende possiedono ampie estensioni di terreno, macchinari pesanti e flotte di trattori che consumano decine di migliaia di litri di gasolio all’anno. Moltiplicando anche solo 30 centesimi per volumi enormi, il contributo finale ottenuto in termini assoluti resta comunque significativo sul bilancio aziendale. Ma per un agricoltore piccolo è un’altra storia. Se lo sconto reale scende a 30 centesimi al litro a causa del tetto del 20%, su poche centinaia o migliaia di litri il risparmio totale monetario diventa irrilevante. Il contributo, tra l’altro, spetta solo per gli acquisti effettuati dal 1 giugno al 15 ottobre, quindi le aziende agricole già in crisi di liquidità, che hanno dovuto ridurre le lavorazioni o comprare il minimo indispensabile, riceveranno solo una piccola parte di quanto annunciato.

Tempistica e burocrazia

Il decreto affida la gestione e l’erogazione dei flussi ad Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che ha cinque giorni dall’entrata in vigore del provvedimento per definire modalità e termini di trasmissione della documentazione e pagamenti diretti nei trenta giorni successivi. Storicamente, i portali telematici agricoli subiscono forti rallentamenti in queste occasioni, rischiando di creare un collo di bottiglia per i Centri di Assistenza Agricola (CAA) che devono caricare le fatture e i piccoli produttori che non hanno canali di acquisto tracciabili massivi o che faticano a produrre tempestivamente la documentazione rischiano di rimanere esclusi o di subire i ritardi peggiori. Il Consiglio direttivo di Confagricoltura Emilia-Romagna richiama l’attenzione sull’importanza delle modalità di attuazione degli interventi: “L’esperienza degli anni passati, in particolare per alcuni crediti d’imposta, ha evidenziato come finestre temporali eccessivamente ristrette e vincoli nell’utilizzo delle agevolazioni possano limitarne sensibilmente l’efficacia, impedendo alle imprese di sfruttare pienamente i benefici previsti”. Anche per il credito d’imposta sul carburante agricolo riconosciuto nel 2026, la normativa stabilisce il termine del 31 dicembre per l’utilizzo in compensazione. Una scadenza che “rischia di penalizzare le imprese che non dispongono, nel periodo previsto, di sufficienti debiti fiscali e contributivi da compensare. Non basta stanziare risorse: occorre creare le condizioni perché arrivino realmente alle imprese”.

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Sciopero dei tir, in Sicilia il Comitato revoca la protesta: sbloccati 480 milioni per il gasolio

20 October 2026 at 17:52

La paralisi dei trasporti nell’isola è stata sventata in extremis. In Sicilia le associazioni di categoria hanno disposto la revoca del fermo dei tir, mettendo in salvo la catena della distribuzione alimentare e l’approvvigionamento dei carburanti.

La svolta è arrivata al termine di un serrato confronto con le istituzioni, culminato con lo sblocco di risorse finanziarie decisive per il comparto logistico della regione.

Perché i tir ricominciano a circolare in Sicilia

A disinnescare la protesta è stato il via libera definitivo ai fondi di compensazione. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha confermato l’immediata disponibilità di 480 milioni di euro destinati ad abbattere i costi di insularità e a mitigare l’impatto dei rincari sulla movimentazione delle merci.

Preso atto dell’accoglimento di quasi tutte le istanze presentate nella piattaforma rivendicativa, il Comitato trasportatori siciliani ha sospeso il blocco dei camion per dare un segnale di apertura al ministro Matteo Salvini, pur mantenendo lo stato di agitazione fino all’attuazione completa delle misure.

A stretto giro è arrivata anche la fermata del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha promesso di affiancare alle risorse nazionali ulteriori interventi regionali a tutela della continuità territoriale e della competitività delle imprese locali.

La protesta del caro carburante continua nel resto del Sud

Se in Sicilia si evita il peggio, nel resto del Mezzogiorno la morsa della protesta non accenna a flettere. La combinazione tra l’esplosione dei costi del gasolio e i ritardi negli interventi statali sta spingendo autotrasportatori e agricoltori a bloccare i principali snodi viari del Sud:

  • in Campania la mobilitazione ha congelato la viabilità con presidi a oltranza e blocchi notturni ai caselli di Nola sulla A30, Avellino Est e lungo gli svincoli della A2 nel Vallo di Diano;
  • in Puglia i cortei di tir e trattori hanno invaso la viabilità ordinaria tra Bari e Bitonto, paralizzando il traffico per denunciare margini di profitto ormai azzerati;
  • in Molise i presidi dei camionisti stanno già provocando i primi ritardi nelle consegne dei prodotti freschi e rallentamenti nelle catene di produzione industriale.

Dopo i fornai anche i pescherecci pronti al blocco nazionale

A rendere il quadro ancora più critico è l’effetto contagio che sta travolgendo gli altri settori energivori. Dopo i fornai, anche le marinerie italiane sono pronte a spegnere i motori e a incrociare le braccia contro i rincari energetici innescati dalle tensioni geopolitiche internazionali.

In prima fila c’è la flotta del Molise: gli armatori della marineria di Termoli hanno confermato che i motopesca resteranno ormeggiati nei porti. Tra le richieste urgenti indirizzate al Governo spiccano la proroga del credito d’imposta sul carburante fino al 31 dicembre, il saldo dei ristori arretrati e un’immediata sburocratizzazione per il comparto della blue economy.

Gasolio, il prezzo della geopolitica

14 October 2026 at 09:21

Il costo del gasolio in Italia dipende oggi da vicende geograficamente lontane e da un decreto annunciato e non ancora arrivato. Finché l’Europa resta dipendente dalle importazioni, ogni crisi internazionale si traduce prima o poi in un rincaro alla pompa.

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Gasolio: meglio un cap europeo*

27 August 2026 at 13:36

Il governo ha prorogato fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio, spendendo altri 105,6 milioni. Ma il taglio fiscale non si trasferisce automaticamente alla pompa. Un’imposta sugli extraprofitti può finanziare gli aiuti, non correggere il prezzo: più coerente studiare in sede europea un tetto dinamico agli spread eccezionali, con salvaguardie per le importazioni.

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