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Sciopero del 30 ottobre, trasporti revocati: le comunicazioni di Trenitalia, Trenord, Italo e Atac

30 October 2026 at 06:30

Giornata di disagi su tutto il territorio nazionale per lo sciopero generale indetto per oggi, 30 ottobre 2026. La mobilitazione coinvolge diversi settori pubblici e privati ma ha lasciato fuori, infine, il settore trasporti.

Per il caro vita avrebbero incrociato volentieri le braccia i lavoratori di Trenitalia, Trenord e anche delle aziende di trasporto pubblico locale, come Atac. Ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto evitare una paralisi delle grandi città, in particolare Roma, dove per la manifestazione promossa dall’Usb sono attese più di 20.000 persone.

Perché i trasporti non hanno potuto scioperare

La revoca del blocco dei trasporti è arrivata a seguito del provvedimento di precettazione disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il fermo dei bus, della metropolitana e dei treni locali avrebbe causato un impatto sproporzionato sui diritti dei cittadini alla mobilità, in una giornata segnata dalla presenza di manifestazioni e dalla necessità per tanti altri lavoratori pendolari o fuori sede di rientrare nei propri paesi d’origine per la ricorrenza di Ognissanti.

A Roma, dove si attendeva l’impatto maggiore, il servizio di trasporto pubblico locale procede quindi regolarmente, pur con possibili isolati ritardi legati ad alcune chiusure stradali necessarie per garantire il normale svolgimento del corteo che da Piazza dei Cinquecento, davanti Stazione Termini, dovrà raggiungere i Fori Imperiali.

Quali sono le aziende coinvolte dalla revoca

Tra le principali aziende che hanno dovuto formalizzare la revoca figurano i colossi del trasporto ferroviario, ma anche quelle che si occupano della mobilità dei grandi centri urbani d’Italia:

  • Trenitalia;
  • Trenord;
  • Italo;
  • Atac;
  • Atm.

Resta fermo che, trattandosi di uno sciopero generale proclamato da sigle sindacali autonome, il singolo lavoratore conserva il diritto costituzionale e individuale di aderire alla protesta, motivo per cui non si possono escludere isolate cancellazioni o corse ridotte legate all’adesione del personale operativo.

Le dichiarazioni di Salvini

Sulla scelta di bloccare le braccia al settore della mobilità è intervenuto direttamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini:

Ho fatto il mio dovere di ministro dei Trasporti che deve garantire la mobilità a tutti gli italiani, quindi ho precettato i sindacalisti che hanno convocato uno sciopero senza rispettare i requisiti previsti dalla legge.

Le dichiarazioni del Viminale

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato il massimo livello di allerta per prevenire disordini nelle città calde come Roma e Milano, sottolineando la strategia del Viminale per isolare eventuali frange violente:

Confido nella capacità di prefetti, questori e rappresentanti di vertice delle forze di polizia a livello territoriale di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni.

Sciopero 30 ottobre, dopo la precettazione dei trasporti Trenitalia e Trenord annunciano che la circolazione sarà regolare

29 October 2026 at 17:33

Doveva essere un venerdì nero per i trasporti, ma la situazione sembra rientrata. Per quanto riguarda le mobilitazioni di domani 30 ottobre, è stata disposta la precettazione nel settore dei trasporti che ha portato al differimento dell’astensione dal lavoro nel settore. Trenitalia e Trenord confermano la regolare programmazione dell’attività ferroviaria dalle dalle ore 21 di giovedì 29, alle ore 21 di venerdì 30 ottobre, orari di inizio e fine dello sciopero indetto da Usb. I treni viaggeranno pertanto secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche previste in caso di sciopero. Anche se il sindacato ha annunciato l’intenzione di disobbedire alla precettazione, per cui non possono essere escluse adesioni individuali.

Il gruppo Fs ha annunciato regolare circolazione ferroviaria il 29 e 30 ottobre. A seguito dell’ordinanza del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (n. 204 T del 27 ottobre 2026), il Gruppo Fs conferma quindi la regolare programmazione dei collegamenti ferroviari dalle ore 21 di giovedì 29 ottobre alle ore 21 di venerdì 30 ottobre. I treni viaggeranno pertanto secondo il normale orario di servizio, senza le modifiche previste in caso di sciopero. Comunque i viaggiatori sono invitati a consultare l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità di trenitalia.com e i canali di informazione e assistenza nelle stazioni per eventuali aggiornamenti sulla circolazione.

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Armi dall’Italia a Israele, Salvini dice che il suo ministero non serve a niente: “Non può controllare”. Poi attacca il cronista del Fattoquotidiano.it

29 October 2026 at 15:09

Il ministero dei Trasporti non può controllare le armi che partono dai porti italiani? “No, punto. A posto?”. Così Matteo Salvini risponde a ilfattoquotidiano.it a margine di un incontro sulla logistica a Genova. Dopo aver eluso la domanda su quali verifiche abbia disposto sui traffici verso Israele, quando gli si chiede se sia favorevole all’invio di armi, attacca il cronista: “Se ci sono domande diverse e più intelligenti rispondo volentieri”. Inutile ricordare al leader leghista che la legge 185 del 1990 vieta anche il transito di armamenti verso Paesi in guerra in violazione delle norme internazionali e che le Autorità portuali sono sottoposte alla vigilanza del suo ministero.

Salvini replica: “Ma lei se vuole avere il monopolio della conferenza stampa, si prenoti il cartellino”. Poi chiude: “Le ho detto no. Punto. Se la risposta non le piace, no. Punto”. E se ne va senza chiarire. Poco prima aveva denunciato “queste maledette guerre” per l’aumento dei prezzi delle materie prime. Secondo le informazioni fornite dall’Agenzia delle Dogane, nel 2025 da Ravenna sono partite 225 tonnellate di armi e componenti militari verso Paesi extra-Ue. I dati, ottenuti dalla giornalista Linda Maggiori dopo un contenzioso arrivato al Consiglio di Stato, non indicano le destinazioni; è però documentato un carico di munizioni transitato da Ravenna verso Haifa nel giugno 2025.

A settembre dello scorso anno il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, aveva chiesto verifiche proprio a Salvini, il quale aveva rimandato i controlli all’Autorità portuale, che opera sotto la vigilanza del suo ministero. Per protestare “contro il carovita conseguente a guerre e corse agli armamenti” e per chiedere il rispetto della legge 185, che vieta l’invio di armi anche verso Paesi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, domani il Collettivo autonomo lavoratori portuali di Genova (Calp) e Usb Mare e Porti sciopereranno, in coordinamento con le mobilitazioni di numerosi scali internazionali.

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“Complimenti Salvini, anche oggi siamo puntuali”: lo sfogo di Stefano Sorrentino dopo l’ennesimo treno in ritardo

28 October 2026 at 14:16

I ritardi dei treni sono ormai un incubo costante nella vita dei pendolari e viaggiatori italiani. Questa volta però a denunciare una situazione esasperante è stato un ex calciatore: Stefano Sorrentino. L’ex portiere si è scagliato direttamente contro il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini: “Complimenti Salvini, anche oggi siamo puntuali…”, ha scritto in una storia Instagram, con allegate tante faccine infuriate. E ancora: “I treni ciuf ciuf”.

La foto postata da Sorrentino mostra il tabellone della stazione che segnala il ritardo di oltre 40 minuti di un treno Italo diretto a Torino. “Vediamo se oggi è in orario”, aveva scritto in una precedente storia l’ex portiere, taggando sempre Salvini. Purtroppo la sua aspettativa è rimasta delusa. In tanti accusano il leader della Lega di essere troppo impegnato a occuparsi di altre tematiche, trascurando i problemi che invece sarebbero di sua competenza, in quanto ministro dei Trasporti. In primis, appunto, la situazione dei treni.

Portiere con oltre 360 presenze in Serie A, Sorrentino ha vestito tra le altre le maglie di Chievo Verona, Palermo e Torino. Dopo il ritiro nel 2020, è diventato opinionista in tv: prima a Pressing su Italia 1, oggi è tra gli ospiti fisse di Sabato al 90° e de La Domenica Sportiva Pomeriggio su Rai 2.

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Inquinamento nei cantieri edili: 5 soluzioni operative per tagliare la CO₂

28 October 2026 at 10:49

Che il settore delle costruzioni presenti un’elevata impronta ecologica lungo l’intera filiera non è certo una novità. Le metodologie d’analisi sul ciclo di vita degli immobili (Lca) e gli standard europei codificano da almeno 15 anni l’impatto ambientale di ciascun passaggio, distinguendo tra la produzione dei materiali, la fase operativa dell’edificio e le attività di costruzione vera e propria.

Dall’analisi di Deerns emerge che solo le operazioni relative al modulo A4, ossia di trasporto, generano 11,30 kg di CO₂ equivalente per metro quadrato costruito. Poi ci sono i consumi di macchinari e impianti per mesi. Ma oltre ai dati, la società di ingegneria ha anche provato a stilare 5 possibili rimedi all’inquinamento prodotto dal settore.

Le cinque leve operative per ridurre l’impatto ambientale

Al di là dei numeri, il report di Deerns riassume cinque direttrici d’intervento, ben note ai tecnici del settore, la cui applicazione sistematica consentirebbe di coniugare la riduzione delle emissioni con l’efficienza economica dei cantieri:

  • elettrificazione delle attrezzature e installazione di impianti fotovoltaici temporanei per ridurre la dipendenza dai carburanti e tutelare il budget dalla volatilità dei prezzi energetici;
  • approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate;
  • pianificazione avanzata della logistica per ottimizzare i flussi dei mezzi pesanti ed eliminare i viaggi a vuoto;
  • gestione circolare dei rifiuti da demolizione e costruzione per favorire il recupero delle materie prime secondo le direttive sui Criteri Ambientali Minimi (CAM);
  • investimento sulla formazione delle maestranze per garantire che le soluzioni ad alta efficienza previste in fase progettuale siano applicate correttamente sul campo.

L’edilizia off-site

Tra le strategie industriali richiamate dall’analisi figura l’accelerazione dell’edilizia prefabbricata off-site. Questo modello produttivo sposta il momento di costruzione di pareti, impianti e di quasi tutte le altre componenti al chiuso negli stabilimenti industriali dei fornitori, trasformando il cantiere vero e proprio in un puro luogo di assemblaggio finale.

Costruire in fabbrica non è certo una rivoluzione, ma per l’edilizia rappresenta una soluzione pragmatica: riduce le lavorazioni sul posto, abbatte i tempi d’impiego di gru e gruppi elettrogeni e, soprattutto, limita lo spreco di materiale, con un beneficio diretto sia sul fronte delle emissioni sia su quello del bilancio economico dell’opera.

La rendicontazione

Il cuore del report non è quindi la scoperta di quanto sia alta l’impronta ecologica dei cantieri né si tratta di fornire facili soluzioni. Si fa leva, però, sulla reale capacità delle imprese di raccogliere dati reali anziché affidarsi a stime teoriche.

In un quadro normativo guidato dai criteri Esg e da parametri bancari sempre più vincolati alla trasparenza ambientale, la rendicontazione accurata di ogni passaggio della filiera smette di essere un mero esercizio d’immagine e diventa un requisito concreto per tutelare il valore finanziario degli immobili. Si tratta di capire se il tessuto imprenditoriale italiano, costituito perlopiù da Pmi, è davvero pronto a farsi carico di una contabilità di questo tipo.

Rincari carburanti, taglio delle accise da 4 centesimi al litro fino al 7 novembre. Unione consumatori: “Presa in giro ridicola”

28 October 2026 at 09:52

Torna il taglio delle accise sul gasolio, fino al 7 novembre, con una riduzione di 4 centesimi circa al litro, che diventano circa 4,9, iva compresa. E’ quanto prevede il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale: “L’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio”, si legge, “è rideterminata nella misura di 632,90 euro per mille litri”. Per la copertura si provvede con “con quota parte, pari a 38,7 milioni di euro, del maggior gettito conseguito nel periodo dal 1° al 30 settembre 2026, in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto”. Le entrate dovute all’imposta sono aumentate a causa dei rincari del prezzo internazionale del petrolio, dice il decreto.

L’Unione nazionale dei consumatori stima l’impatto minimo sulle tasche degli automobilisti con un commento duro: “Taglio delle accise ridicolo. Una presa in giro, sia per l’importo dalla riduzione, appena 4 cent al litro, 4,88 con Iva al 22%, ossia meno di 5 cent, sia per la durata, appena fino al 7 novembre”, ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’associazione. Che aggiunge sferzando la presidente del Consiglio: “In pratica il Governo si tiene l’extragettito Iva incassato grazie al caro carburanti, che il 7 ottobre Giorgia Meloni aveva annunciato essere già pari a 160 milioni, e ne stanzia solo 38,7, meno del 25%. Una miseria”. Dona ricorda a palazzo Chigi anche gli incassi dell’Eni: “Se a questo si aggiunge che dovrebbe restituire alle famiglie almeno gli oltre 450 milioni di dividendi che l’Eni sta per regalargli grazie al caro bollette e ai prezzi stellari di benzina e gasolio, ecco che il quadro si completa. Il Governo considera gli automobilisti dei polli da spennare e, quindi, li spenna” conclude Dona.

Il taglio è previsto fino alla prima settimana di novembre. Ma per abbassare il costo del carburante, riportandolo ai livelli di febbraio 2026, fino alla fine dell’anno, sono “necessari quasi 180 milioni di euro”. Lo ha dichiarato Legacoop ieri in occasione della prima riunione del Tavolo tecnico presso il Ministero dei Trasporti, sul tema della logistica e del trasporto delle merci. Tagliare il costo del carburante è “una necessità particolarmente urgente con l’avvicinarsi del periodo natalizio, il momento più impegnativo dell’anno per l’autotrasporto, caratterizzato dal picco dei viaggi per la grande distribuzione”, avvisava Legacoop in una nota. Durante l’incontro, il Direttore Produzione e Servizi Andrea Laguardia ha descritto le stime: per mantenere l’effetto di contenimento dei costi del gasolio, sono necessari 60 milioni di euro al mese. Ammonendo sulla situazione critica al sud Italia: per evitare il ripetersi delle difficoltà che hanno investito l’autotrasporto negli ultimi mesi occorrono anche interventi strutturali, soprattutto nel Mezzogiorno.

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Sciopero generale 30 ottobre, USB sfida la precettazione sui trasporti: “Illegittima”

28 October 2026 at 08:03

Stanno per arrivare due venerdì neri per i trasporti e non solo. A ridosso del fine settimana si terranno due scioperi generali. Grande adesione tra trasporti, scuole e uffici pubblici con conseguente riduzione dei servizi per cittadini, studenti e pendolari. Il primo venerdì di sciopero sarà il 30 ottobre 2026. L’USB intende organizzare una manifestazione a Roma, a partire da Piazza dei Cinquecento, proclamata “contro i prezzi in continua crescita, a partire da quello dei carburanti che stanno mettendo in ginocchio la popolazione”.

Sempre venerdì 30, anche i Cobas hanno proclamato uno sciopero generale insieme ad Adl, Clap e Sial che vale per i settori pubblici, ma anche privati, in questo caso però con l’eccezione dei trasporti. Il tema è lo stesso: “Contro il carovita che impedisce di far fronte alle spese per i beni essenziali”. E poi venerdì si terrà anche un’altra protesta, ma di sole quattro ore, proclamata da Uiltrasporti per il personale di ENAV e Techno Sky su tutto il territorio nazionale. In questo caso si tratta di una mobilitazione per chiedere risposte sulle vertenze aperte e l’assenza di progressi nel confronto con l’azienda.

Sciopero 30 ottobre: dove, orario e cosa aspettarsi

Lo sciopero del 30 ottobre 2026 si prospetta una giornata di grandi disagi. La mobilitazione, indetta dall’Unione Sindacale di Base, chiama infatti alla protesta un’ampia platea di lavoratori, dal settore pubblico a quello privato. Partecipano infatti grandi sindacati, ma si attendono anche autonomi e studenti dopo le manifestazioni degli ultimi weekend.

Tra i settori coinvolti, con conseguenze sullo svolgimento regolare di prestazioni scolastiche e sanitarie, ma anche sulla mobilità troviamo:

  • istruzione
  • assistenza sanitaria
  • collegamenti ferroviari.

Ma sono diverse le singole proclamazioni sindacali. Da una parte significa che non tutti i servizi resteranno chiusi o assenti, dall’altra che dipenderà dalle adesioni registrate quanto sarà complesso organizzare la giornata.

Sciopero dei trasporti

Uno dei settori che maggiormente impatta sulle attività della giornata è lo sciopero dei trasporti. La protesta del 30 ottobre interessa diverse modalità di trasporto, dal trasporto aereo a quello ferroviario, dal comparto autostrade fino al trasporto pubblico locale.

Nel dettaglio:

  • trasporto aereo di 24 ore, da mezzanotte alle 23:59;
  • settore ferroviario dalle 21 del 29 ottobre alle 22:59 di venerdì 30 ottobre;
  • il trasporto pubblico locale vede la propria adesione stabilita su base territoriale;
  • comparto autostrade inizia alle 22 del 29 ottobre e si conclude alle 00:01 del 30 ottobre.

Cosa è stato precettato

Dal ministero dei Trasporti arriverà l’ordinanza che chiede ai settori trasporto aereo, taxi, trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario e marittimo, appalti ferroviari, circolazione e sicurezza stradale, il differimento ad altra data della mobilitazione.

La motivazione per i settori interessati è la “regola della franchigia legata alla commemorazione dei defunti”.

Il riferimento è al comparto trasporti che mette a rischio il diritto di andare nei cimiteri nei giorni di massimo afflusso dell’anno (31 ottobre e 1° novembre).

La Commissione di garanzia sugli scioperi, in base alla legge sullo sciopero, ha parlato di “gravissimo nocumento” e fondato pericolo di “pregiudizio grave ed imminente del diritto alla libertà di circolazione” nei confronti di chi decide di visitare i cimiteri nei giorni immediatamente precedenti il 2 novembre.

La risposta di USB

USB replica che è “un ordine illegittimo” e “sbagliato” al quale si dichiara disobbediente. Conferma quindi lo sciopero per l’intera giornata nei settori indicati “accollandoci le sanzioni che sono pesantissime ma nella consapevolezza che queste siano illegittime”.

Dichiara infine che provvederà a informare tutti i lavoratori e le lavoratrici del comparto delle sanzioni individuali previste in questo caso, “coscienti delle difficoltà che questo comporterebbe alle categorie e permettendo a ogni lavoratore e ogni lavoratrice di scegliere con piena consapevolezza e trasparenza”.

Sciopero 20 novembre

Altro venerdì nero sarà quello del 20 novembre, giornata nella quale è stato indetto un altro sciopero generale dalla Cgil. Il weekend tra venerdì 20 e sabato 21 sarà attraversato anche dallo sciopero nazionale di CUB Trasporti e SGB Ferrovie.

Maurizio Landini, in merito alle motivazioni dello sciopero generale, ha dichiarato: “al momento del cambiamento, il lavoro deve tornare a essere un diritto”.

La Cisl, invece, attraverso Daniela Fumarola ha preso le distanze per tre ragioni: la legge di bilancio viene bocciata prima ancora che esista il testo, si contesta la spesa per la difesa e si sceglie la massima forma di conflitto contro imprese estranee alla Manovra.

Sciopero 30 ottobre, trasporti precettati da Salvini: “In quei giorni si va al cimitero per commemorare i defunti”. Usb: “Disobbediremo”

27 October 2026 at 16:33

Può esserci un’agitazione sindacale nel comparto dei trasporti due giorni prima della Commemorazione dei defunti, oppure si rischia di comprimere il diritto di andare nei cimiteri nei giorni di massimo afflusso nel corso dell’anno? È vietato, dice la Commissione Garanzia Sciopero sulla base della legge sullo sciopero. Per questo, il 22 ottobre il garante ha sostanzialmente invitato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini a precettare i lavoratori del trasporto, impedendo che si astengano il venerdì 30 ottobre, giorno dello sciopero generale indetto dall’Usb. Detto, fatto: martedì sera, il vicepremier ha firmato l’ordinanza che impone a chi è impiegato nel comparto di lavorare. Il sindacato fa sapere che intende “disobbedire” a quello che ritiene “un ordine sbagliato e illegittimo”.

Lunedì mattina, il capo di gabinetto del Mit aveva incontrato – come previsto dalla procedura – i rappresentanti del sindacato ribadendo sostanzialmente il rischio di un “gravissimo nocumento” nei confronti di chi decide di visitare i cimiteri nei giorni immediatamente precedenti il 2 novembre. “Fondato pericolo di pregiudizio grave ed imminente del diritto alla libertà di circolazione”, aveva sostenuto la Commissione, poiché il settore è interessato dalla “regola della franchigia” legata alla commemorazione dei defunti.

In sostanza, secondo regole che si sono stratificate nel corso degli anni, tra il 30 ottobre e il 5 novembre non è possibile proclamare astensioni dal lavoro nei servizi essenziali per la festività di Ognissanti e la vicinanza con il 2 novembre: si tratta infatti di giorni nei quali molte persone, anche usando i mezzi pubblici, fanno visita ai propri cari defunti. Quest’anno, tra l’altro, non c’è alcun ponte poiché l’1 novembre cade di domenica. Quello a cavallo tra ottobre e novembre è solo uno periodi tutelati per evitare disagi estremi nei cittadini in grandi periodi di mobilità. Tra gli altri ci sono le festività natalizie (18 dicembre-7 gennaio), la Pasqua, il periodo estivo (solitamente tra il 27 luglio e il 5 settembre) e gli appuntamenti elettorali.

Francesco Staccioli, componente del direttivo nazionale dell’Usb e responsabile Trasporti, spiega a Ilfattoquotidiano.it che il sindacato ha sostanzialmente fatto una mossa politica, dopo la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali presso il Consiglio d’Europa: “Lo scorso marzo, fornendo una sorta di interpretazione autentica della Carta dei diritti sociali europei, ha risposto a sei quesiti che avevamo posto e ci ha dato ragione in tre casi, compresa proprio l’estensione eccessiva dei periodi di franchigia”. Tuttavia, le decisioni del Comitato sono vincolanti ma non immediatamente esecutive. Proprio sul punto del 2 novembre, però, sottolinea Staccioli, la questione è spinosa: “Il periodo di franchigia non era previsto statutariamente, ma è stato definito successivamente con delibere e interventi della varie commissioni che si sono succedute nel tempo e che hanno finito per comprimere il diritto allo sciopero. Per questo, lunedì, abbiamo chiesto al ministero di non mettersi a giocare con le ordinanze ma di fare una valutazione politica, affinché non vengano esacerbati gli animi”. Ma a differenza delle precettazioni dello scorso anno, stroncate dai giudici amministrativi, la procedura seguita dal Mit è stata corretta. Quindi non c’è spazio per un intervento del Tar che potrà solo esprimersi nel merito, con lo sciopero ormai alle spalle.

L’ordinanza dimostra per l’Usb che “è rimasto inascoltato l’invito di tenere in considerazione la situazione di forte crisi generale e di forte tensione popolare rispetto invece il rispetto di una franchigia, uno degli elementi ritenuti illegittimi dall’ultima decisione dal Consiglio d’Europa. Un’altra scelta repressiva che impedisce lo strumento del conflitto previsto dalla costituzione a disposizione dei lavoratori e che rischia solo di esacerbare gli animi e gettare altra benzina sul fuoco”. Davanti a “salari divorati dal carovita, condizioni di lavoro sempre più pesanti e servizi pubblici sempre più inaccessibili e privatizzati, questo governo risponde imponendo a Lavoratori e Lavoratrici di mettere a tacere la propria esasperazione. Lo fa proprio nel giorno in cui i portuali di più di 100 porti in 4 continenti lottano insieme, per respingere la militarizzazione delle banchine e porre un freno all’economia di guerra”. Per questo “Usb comunicherà al ministro Salvini e a tutto il governo che non obbedirà all’ordinanza e conferma lo sciopero per l’intera giornata nei settori indicati nell’atto ministeriale, accollandosi le sanzioni che sono pesantissime ma nella consapevolezza che queste siano illegittime. Indiciamo una Conferenza Stampa alle ore 12.00, a Roma in Piazza dei Cinquecento presso il presidio del movimento per l’abitare”.

Il sindacato sta “provvedendo a informare tutti i lavoratori e lavoratrici del comparto delle sanzioni individuali previste in questo caso, che sono pesantissime, coscienti delle difficoltà che questo comporterebbe alle categorie e permettendo che ogni Lavoratrice e ogni Lavoratore deve poter scegliere con piena consapevolezza e trasparenza”.

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La protesta di tir e trattori continua: cori contro Meloni a Montecitorio. Traffico bloccato anche in Toscana. Ma per Salvini l’emergenza “è superata”

27 October 2026 at 14:43

Per il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, l’emergenza “è superata”. Eppure sotto Montecitorio, a Roma, è in atto l’ennesima protesta di autotrasportatori e agricoltori. “Siamo arrivati qui per i nostri diritti e per i vostri diritti”, dicono, scendendo dal pullman. Provengono da diverse zone del Sud Italia. Chiedono prezzi più bassi e condizioni lavorative migliori, intonando cori contro Giorgia Meloni e contro il governo. “La cosa grave è che fanno finta che tutto vada bene. È da metà agosto che protestiamo e a lungo siamo stati oscurati”, denuncia un manifestante. E la mobilitazione prosegue anche fuori dalla Capitale, in altre aree del Paese. In Toscana lunedì tir e trattori hanno rallentato il traffico all’esterno del casello Valdichiana dell’autostrada del Sole A1, al confine fra Arezzo e Siena, contro l’aumento dei carburanti e dei costi di produzione. Il presidio, hanno annunciato gli organizzatori, potrà durare tutta la settimana, in attesa dello sciopero generale di venerdì 30 ottobre.

“Vedremo gli autotrasportatori, con il viceministro Edoardo Rixi, e conto che anche i fondi stanziati, un miliardo sbloccato, contribuiscano a far tornare alla normalità la situazione. Incontreremo nuovamente anche i piccoli e i piccolissimi e conto che l’emergenza sia superata“, ha detto il leader della Lega a Radio24. Appuntamento confermato anche da Fedralog Calabria in una nota: “Mercoledì 28 ottobre, alle ore 14:30, si terrà a Roma presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un tavolo istituzionale con le rappresentanze degli autotrasportatori delle regioni del Sud Italia. Lo stato di agitazione”, conclude la nota.

Autotrasportatori e agricoltori denunciano, oltre al costo elevato del gasolio, l’aumento dei costi di manutenzione e gestione dei mezzi, e la svalutazione dei prodotti agricoli. I manifestanti chiedono interventi concreti per garantire la sostenibilità economica delle aziende e di lavorare senza dipendere da sussidi né da contributi pubblici. “Rispetto all’anno scorso il costo del carburante è raddoppiato, passando da una media di 60 centesimi a 1,30 euro al litro” spiega il portavoce della protesta toscana Andrea Faralli, sottolineando come l’aumento incida pesantemente sui bilanci considerati gli elevati consumi delle macchine agricole.

“L’incremento del gasolio agricolo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sono ormai tre anni che protestiamo perché i nostri prodotti vengono pagati troppo poco. Se oggi i costi di produzione sono pari a 100, il ricavato è appena 102 – aggiunge Faralli -. Chiediamo che i nostri prodotti vengano pagati il giusto. Non è ammissibile lavorare sottocosto o con margini irrisori ed essere poi costretti a dipendere da sussidi e contributi europei”. “I nostri nonni e zii riuscivano, lavorando la terra, a mettere da parte ogni anno il denaro necessario per acquistare un nuovo trattore. Oggi non c’è più margine di guadagno e per comprare un mezzo bisogna fare affidamento sui contributi statali – conclude -. Nel frattempo, anche i prezzi dei macchinari sono raddoppiati”.

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Sciopero generale il 30 ottobre, l’Usb mobilita il Paese contro carovita e riarmo: dai trasporti alla sanità, oltre 50 manifestazioni. La mappa in aggiornamento

28 October 2026 at 14:30

“Contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per i loro diritti”. Venerdì 30 ottobre sarà una grande giornata di protesta in tutto il Paese: lo sciopero generale, proclamato dall’Unione sindacale di base, coinvolgerà tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. Dalla sanità alla scuola, passando per i trasporti (nonostante la precettazione) e i servizi portuali. Cortei e presìdi sono stati indetti in decine di città, per dare continuità allo sciame di manifestazioni che ha attraversato l’Italia, e non solo, nelle ultime settimane. I sindacati chiamano a raccolta tutti. Gli autotrasportatori e gli agricoltori che hanno bloccato il Paese contro il carogasolio. I lavoratori che chiedono salari più alti e condizioni di vita migliori. Le centinaia di migliaia di studenti che il 16 ottobre sono scesi in piazza per il No Meloni Day. I movimenti per la casa, per l’ambiente e i centri sociali. Più in generale, tutti i cittadini che, di fronte alla crescita dell’inflazione e all’erosione dei loro diritti sociali, osservano la politica rispondere alle crisi investendo miliardi in armi. “In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo – ha dichiarato l’Usb, lanciando lo sciopero -. C’è bisogno di unire le proteste e costruire una mobilitazione generale di tutte le categorie sociali e del lavoro, per rivendicare la messa sotto controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, una spesa pubblica indirizzata verso i servizi sociali e non alle armi”.

Usb: “Saldiamo tutte le lotte”

Lo sciopero generale avverrà nella stessa giornata in cui, a livello internazionale, incroceranno le braccia i lavoratori portuali contro la guerra e il traffico di armi. Secondo Usb, saranno oltre 100 i porti coinvolti nella mobilitazione, distribuiti su quattro continenti. Anche per questo il sindacato di base ha scelto il 30 ottobre come data. La volontà è di unire le istanze di tutte le proteste, per saldare le lotte contro la guerra, il riarmo e i loro effetti, come il carovita. Numerose le richieste portate in piazza: salari più alti, il ripristino della scala mobile, lo stop alla crescita dei prezzi, la riduzione dell’Iva sui beni di prima necessità, il no alle politiche di riarmo, la difesa del lavoro e dell’industria, l’opposizione alla speculazione immobiliare e finanziaria.

“Il 30 ottobre scioperiamo e blocchiamo tutto, ancora una volta, per dire chiaramente che i soldi vanno investiti nell’istruzione, nella sanità, nei salari, nelle pensioni e non nella guerra – si legge in una nota di Usb -. Per garantire alle future generazioni un futuro di diritti e di pace e non di guerra e di morte come carne da cannone. Contro l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche“. Nel mirino anche le politiche industriali dell’esecutivo, accusato di smantellare ciò che resta dell’industria italiana, “dall’Ilva all’automotive“. Ma l’Usb critica anche le altre grandi organizzazioni sindacali, accusate di “restare a guardare”, mentre in diversi Paesi europei si moltiplicano le proteste.

Fermi scuola, trasporti e sanità

Lo sciopero generale coinvolgerà anche il settore dei trasporti (come confermato da Usb, nonostante la precettazione del ministro Matteo Salvini), con possibili cancellazioni e modifiche ai servizi ferroviari, aerei, marittimi e del trasporto pubblico locale. Per le ferrovie, lo stop inizierà alle 21 di giovedì 29 ottobre e durerà 24 ore. Trenitalia garantirà i servizi essenziali previsti nei giorni feriali, mentre non sono previste fasce di garanzia per i collegamenti FrecciaLink. Possibili variazioni anche prima e dopo gli orari dello sciopero. Anche nel trasporto aereo, la mobilitazione durerà dalle 24 ore, a partire dalla mezzanotte del 30 ottobre. Negli aeroporti di Firenze e Pisa si fermerà anche il personale delle società Consulta, GH Toscana e Toscana Aeroporti. Lo sciopero interesserà inoltre i lavoratori portuali e il trasporto marittimo, mentre per autobus, tram e metropolitane gli orari e le fasce di garanzia saranno definiti a livello locale. Nel comparto autostradale, la protesta inizierà alle 22 del 29 ottobre. Anche il servizio taxi sarà coinvolto per tutta la giornata del 30 ottobre.

Possibili ripercussioni anche sui servizi di scuola e sanità. Alla mobilitazione proclamata dall’Usb, si aggiunge lo sciopero generale indetto da Usi-Cit, con l’adesione di Cub Scuola Università Ricerca, Cub Sanità, Fisi e Flmuniti-Cub. Per quanto riguarda il mondo dell’istruzione, la protesta potrò coinvolgere tutto il personale scolastico, con possibili interruzioni delle attività didattiche. Ripercussioni sono attese anche nel sistema sanitario, sia pubblico che privato, dove lo sciopero potrebbe rallentare alcune prestazioni ambulatoriali, visite già programmate e attività non urgenti. Rimane comunque garantita la tutela dei servizi essenziali, comprese le prestazioni di pronto soccorso. La partecipazione non è automatica per tutti gli addetti e l’indizione dello sciopero non comporta necessariamente la chiusura totale dei servizi. L’entità delle ripercussioni dipenderà dalle adesioni registrate

La mappa delle proteste (in aggiornamento)

Sono previste manifestazioni in almeno 50 città, distribuite in 18 regioni, con un calendario ancora in aggiornamento. In Friuli Venezia Giulia, appuntamento a Trieste, alle 9 al Varco 4 del Punto Franco Nuovo. In Veneto si manifesta a Padova, alle 8 alla stazione, Vicenza, alle 8 in piazza Castello, a Verona alle 7.30 in piazzale 25 Aprile, Venezia alle 9, Campo Santa Margherita. Gli appuntamenti in Piemonte: a Torino, alle 9.30 in piazza Palazzo di Città, a Novara, alle 9.30 in piazza Cavour, a Verbania, alle 17 in piazza Ranzoni, ad Alba, alle 8.30, piazza Garibaldi, Cuneo alle 9, piazza Europa. In Lombardia mobilitazioni a Milano, alle 10 in piazza Duca d’Aosta, a Brescia, alle 9 alla stazione della metropolitana San Faustino, e a Bergamo, alle 17 in piazza Gaza, a Porta Nuova.

In Emilia-Romagna appuntamenti a Piacenza, alle 8 al parcheggio Cheope (Facsal), a Bologna, alle 9.30 in piazza Maggiore, e a Rimini, alle 9 all’Arco d’Augusto. A Ravenna la mobilitazione prevede diverse tappe: preconcentramento alle 9 in piazza del Popolo, concentramento alle 10 in Darsena e partenza del corteo alle 11 verso Marina di Porto. Alle 12.30 è previsto un pranzo sociale in piazzale della Marina, da dove partirà un secondo corteo alle 14. In Liguria si manifesta a Imperia, alle 9.30 in piazza Ulisse Calvi, e a La Spezia, alle 9.30 davanti alla Prefettura. A Genova sono previsti due appuntamenti: alle 9.30 al Varco Albertazzi e alle 10 alla stazione Principe.

Le città coinvolte in Toscana: a Massa appuntamento alle 17 in piazza Garibaldi, a Carrara alle 6 al porto, a Pisa alle 9 in piazza Gaza (piazza XX Settembre), a Firenze alle 10 in piazza Bambine e Bambini di Beslan, alla Fortezza da Basso, a Siena alle 9 al terminal bus di Pescaia, a Piombino alle 16 in piazzale Premuda, al porto, a Grosseto 9.30, piazza Rosselli. A Livorno due appuntamenti: alle 6 alla rotatoria Ponte Penova e alle 9 in piazza Cavour. Nelle Marche si manifesta ad Ancona, alle 10.30 in corso Carlo Alberto, sul lato di piazza Ugo Bassi. In Umbria appuntamento a Perugia, alle 8.30 in piazza Partigiani. Le mobilitazioni nel Lazio: a Civitavecchia, alle 9 in corso Centocelle, davanti al Teatro Traiano, a Roma, alle 10.30 in piazza dei Cinquecento, a Latina 9, piazza del Popolo.

In Abruzzo appuntamento a Pescara, alle 10 in piazza Italia, mentre in Molise si manifesta a Campobasso, alle 9 in piazza San Francesco, a Termoli 8.30, piazza Donatori di Sangue. Due le mobilitazioni in Campania: a Napoli, alle 9.30 in piazza Mancini, e a Benevento, alla stessa ora in piazza Vittoria Colonna. In Basilicata appuntamento a Potenza, alle 9 in piazza Cagliari. In Puglia si scende in piazza a Bari, alle 9.30 in piazza Prefettura, e a Lecce, alle 9 a Porta Napoli. Due le manifestazioni anche in Calabria: a Cosenza, alle 9 in piazza Loreto, e a Reggio Calabria, alle 9 in piazza De Nava.

In Sicilia sono previsti tre appuntamenti: a Palermo, alle 9 in piazza Politeama, a Catania, alle 9.30 al porto, ad Alcamo 8.30, quartiere Maria Ausiliatrice, e a Pozzallo (Ragusa), alle 17 in piazza dei Marinai. Infine, in Sardegna, si manifesta a Sassari, alle 9.30 in piazza San Vincenzo, a Nuoro, alle 9 in via Dante, e a Cagliari, alle 9.30 in piazza Garibaldi, da dove partirà un corteo diretto al porto.

L'articolo Sciopero generale il 30 ottobre, l’Usb mobilita il Paese contro carovita e riarmo: dai trasporti alla sanità, oltre 50 manifestazioni. La mappa in aggiornamento proviene da Il Fatto Quotidiano.

Sciopero generale del 30 ottobre: orari e fasce di garanzia per treni, bus e metro. La mappa delle 41 città

26 October 2026 at 09:11

L’ultimo weekend di ottobre sarà all’insegna di forti disagi sulla rete della mobilità e nei servizi pubblici su tutto il territorio nazionale. Il sindacato Usb ha confermato lo sciopero generale nazionale di 24 ore per la giornata di venerdì 30 ottobre 2026, con l’adesione del personale dei settori pubblici e privati.

L’agitazione toccherà il comparto dei trasporti a livello statale e locale, con orari e modalità differenziate a seconda dei settori.

Quando inizia lo sciopero nazionale dei treni

Per quanto riguarda la rete ferroviaria nazionale, che include le vetture di Trenitalia, Freccia Rossa, Italo e Trenord, il fermo inizierà alle ore 21:00 di giovedì 29 ottobre e si concluderà alle 20:59 di venerdì 30 ottobre.

Saranno operative le modalità di garanzia sul settore ferroviario:

  • nella serata di giovedì circoleranno i treni con partenza prevista entro le ore 21:00 e arrivo a destinazione finale entro le 22:00;
  • nella giornata di venerdì saranno operativi esclusivamente i treni a mezza percorrenza e a lunga percorrenza inseriti nell’elenco ufficiale dei servizi minimi garantiti;
  • sulle linee di collegamento aeroportuale cancellate (come il Malpensa Express) saranno previsti autobus sostitutivi diretti senza fermate intermedie.

Quando inizia lo sciopero di metro e bus a Roma e Milano

L’impatto sul Trasporto Pubblico Locale varierà a seconda delle singole città e delle adesioni territoriali delle sigle sindacali. L’esercizio di bus, tram e metropolitane sarà comunque tutelato nelle consuete fasce di garanzia aziendali previste dalla legge sulle astensioni dal lavoro, di norma da inizio servizio fino alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00.

A Roma la protesta fermerà per 24 ore la rete Atac e i bus extraurbani Cotral, salvaguardando il servizio solo da inizio giornata fino alle 8:29 e dalle 17:00 alle 19:59.

A Milano il personale dell’azienda cittadina Atm non parteciperà allo sciopero del 30 ottobre, concentrando i disagi lombardi esclusivamente sulla rete ferroviaria di Trenord.

Nelle altre principali città italiane le corse dei bus urbani ed extraurbani saranno a rischio per l’intera giornata al di fuori delle finestre di garanzia pendolari.

La mappa delle manifestazioni del 30 ottobre

Oltre allo stop dei servizi, lo sciopero generale porterà in piazza lavoratori, studenti e attivisti in 41 città di 18 regioni. Il calendario dei cortei e dei presìdi è ancora in aggiornamento, ma la maggior parte degli appuntamenti è fissata in mattinata. In alcune città, però, la mobilitazione si sposterà nel pomeriggio.

Nord

  • Friuli Venezia Giulia: Trieste alle 9 al Varco 4 del Punto Franco Nuovo;
  • Veneto: Padova alle 8 alla stazione;
  • Piemonte: Torino alle 9.30 in piazza Palazzo di Città, Novara alle 9.30 in piazza Cavour e Verbania alle 17 in piazza Ranzoni;
  • Lombardia: Milano alle 10 in piazza Duca d’Aosta, Brescia alle 9 alla stazione della metropolitana San Faustino e Bergamo alle 17 in piazza Gaza, a Porta Nuova;
  • Emilia-Romagna: Piacenza alle 8 al parcheggio Cheope (Facsal), Bologna alle 9.30 in piazza Maggiore, Rimini alle 9 all’Arco d’Augusto e Ravenna;
  • Liguria: Imperia alle 9.30 in piazza Ulisse Calvi, La Spezia alle 9.30 davanti alla Prefettura e Genova con due appuntamenti, alle 9.30 al Varco Albertazzi e alle 10 alla stazione Principe.

A Ravenna la giornata è articolata in più tappe. Preconcentramento alle 9 in piazza del Popolo, concentramento alle 10 in Darsena e corteo alle 11 verso Marina di Porto. Alle 12.30 è previsto un pranzo sociale in piazzale della Marina, da dove alle 14 partirà un secondo corteo.

Centro

  • Toscana: Massa alle 17 in piazza Garibaldi, Carrara alle 6 al porto, Pisa alle 9 in piazza XX Settembre, Firenze alle 10 in piazza Bambine e Bambini di Beslan, alla Fortezza da Basso, Siena alle 9 al terminal bus di Pescaia, Piombino alle 16 in piazzale Premuda e Livorno con due appuntamenti, alle 6 alla rotatoria Ponte Penova e alle 9 in piazza Cavour;
  • Marche: Ancona alle 10.30 in corso Carlo Alberto, sul lato di piazza Ugo Bassi;
  • Umbria: Perugia alle 8.30 in piazza Partigiani;
  • Lazio: Civitavecchia alle 9 in corso Centocelle, davanti al Teatro Traiano, e Roma alle 10.30 in piazza dei Cinquecento.

Sud e isole

  • Abruzzo: Pescara alle 10 in piazza Italia;
  • Molise: Campobasso alle 9 in piazza San Francesco;
  • Campania: Napoli alle 9.30 in piazza Mancini e Benevento alle 9.30 in piazza Vittoria Colonna;
  • Basilicata: Potenza alle 9 in piazza Cagliari;
  • Puglia: Bari alle 9.30 in piazza Prefettura e Lecce alle 9 a Porta Napoli;
  • Calabria: Cosenza alle 9 in piazza Loreto e Reggio Calabria alle 9 in piazza De Nava;
  • Sicilia: Palermo alle 9 in piazza Politeama, Catania alle 9.30 al porto e Ragusa alle 17 in piazza dei Marinai;
  • Sardegna: Sassari alle 9.30 in piazza San Vincenzo, Nuoro alle 9 in via Dante e Cagliari alle 9.30 in piazza Garibaldi, da dove partirà un corteo diretto al porto.

Orari e luoghi possono ancora cambiare. Prima di raggiungere i punti di ritrovo, dunque, conviene controllare gli aggiornamenti diffusi dagli organizzatori e tenere conto dei possibili rallentamenti del traffico nelle zone interessate dai cortei.

Le motivazioni dello sciopero generale

Lo sciopero è stato indetto da Usb e intende portare l’attenzione della classe politica sulle condizioni economiche del Paese. Tra le principali rivendicazioni del sindacato figurano la richiesta di aumenti salariali e l’adeguamento delle pensioni all’inflazione, il blocco delle politiche di riarmo e dei finanziamenti alle spese militari, oltre alla contestazione dei recenti provvedimenti in materia di ordine pubblico e sicurezza.

In arrivo un secondo sciopero il 20 novembre

Quello del 30 ottobre rappresenta solo il primo di due appuntamenti di astensione dal lavoro concentrati nell’arco di poche settimane. Per venerdì 20 novembre 2026 è stato infatti proclamato un secondo sciopero generale nazionale indetto dalla Cgil, con motivazioni simili a quelle di Usb.

La nuova mobilitazione vede tuttavia una spaccatura sul fronte sindacale:

  • la Cgil promuove lo sciopero di 24 ore nel settore pubblico e privato chiedendo maggiori risorse per i salari, la sanità e i servizi essenziali;
  • la Cisl prende le distanze dalla protesta, giudicando inopportuno il ricorso allo sciopero generale, difendendo la necessità di garantire gli investimenti nel settore della difesa e della sicurezza nazionale.

Scioperi della settimana dal 26 ottobre al 1° novembre, Italia bloccata dalle proteste

By: matrun
25 October 2026 at 12:47

L’ultima settimana di ottobre, quella che andrà dal 26 al 1° novembre, sarà caratterizzata da un grande sciopero, quello generale nazionale del 30 ottobre. Una mobilitazione dei sindacati di base che, in teoria, non potrebbe toccare i trasporti, ma che rischia di bloccare comunque treni, autobus, metro e tram.

Nei giorni precedenti ci saranno comunque altri scioperi più piccioli, che si svolgeranno a livello locale ma che potrebbero comunque causare problemi e disagi.

Gli scioperi tra il 27 e il 29 ottobre

Prima del grande sciopero del 30 ottobre ci saranno alcune mobilitazioni locali, come:

  • lo sciopero dei lavoratori della società Gsa addetti al pronto intervento antincendio e primo soccorso impiegato nella tratta Incisa/Sasso Marconi (autostrada A1), il 27 ottobre;
  • lo sciopero dei dipendenti della Ecoce di Ottaviano il 28 ottobre;
  • lo sciopero dei dipendenti di Air Campania azienda che collega tramite autobus l’aeroporto di Napoli con le principali stazioni della Campania, tra le 8 e le 16 del 28 ottobre;
  • lo sciopero dei dipendenti Trenitalia in Emilia Romagna, per la Divisione Costumer Operations di Bologna, Reggio Emilia e Rimini.

Tutti gli scioperi del 30 ottobre

La giornata più complessa dal punto di vista degli scioperi sarà però quella del 30 ottobre, venerdì. Si terrà un grande sciopero generale dei sindacati di base, unito ad altre mobilitazioni locali, che sarà però articolato in diverse proteste.

Lo sciopero generale dei Cobas

Ci sono due mobilitazioni organizzate da diverse sigle legate ai Cobas, sindacati autonomi di base, che saranno generali e nazionali, ma escluderanno il settore dei trasporti. Questo è quello che hanno in comune, ma ogni sciopero ha caratteristiche leggermente diverse.

Il primo, organizzato da Adl Cobas, Clap, Conferedazione Cobas e Sial Cobas, esclude oltre ai trasporti anche la polizia locale, i servizi funerari e alcune aziende specifiche. Polizia locale e servizi funerari sono esclusi dallo sciopero per la stessa ragione per cui sono esclusi i trasporti: la legge non permette a queste categorie di scioperare nei giorni attorno alla festività di Ognissanti.

Il secondo, organizzato da Cib Unicobas, specifica soltanto che, oltre ai trasporti, soltanto i vigili del fuoco sciopereranno in maniera differente: dalle 9 alle 13 invece che per tutta la giornata.

Lo sciopero generale di Usb, che include i trasporti

Poi c’è lo sciopero generale organizzato da Usb, altro sindacato di base, a cui aderiscono Cobas Pt Usb, Sindacato Sociale Di Base, Sudd Cobas, Fi-si. Questo sciopero include anche il settore dei trasporti, con specifici orari:

  • per le ferrovie dalle 21 del 29 ottobre alle 20:59 del 30 ottobre;
  • per le autostrade dalle 22 del 29 ottobre per 24 ore.

Questo nonostante la Commissione Garanzia Sciopero abbia diffuso una circolare in cui sottolineava che, dal 30 ottobre al 5 novembre, i trasporti non possono scioperare per via della festività di Ognissanti.

Lo sciopero dei portuali, della scuola e della sanità

Il 30 ottobre ci saranno altri due scioperi, nazionali ma non generali. Il primo lo organizza Usb Lavoro Privato e coinvolgerà i lavoratori portuali per tutta la giornata.

L’altro invece è stato proclamato da Usi Cit e vi hanno aderito Cub Scuola Università e Ricerca, Cub Sanità, Fisi e Flm Uniti Cub. Come si può intuire dai nomi dei sindacati, si tratta di una mobilitazione della scuola e della sanità, pubblica e privata. Durerà tutta la giornata.

Gli altri scioperi del 30 ottobre

Infine, il 30 ottobre ci saranno anche alcuni scioperi locali:

  • Usb Lavoro Privato organizza uno sciopero dei dipendenti delle società che gestiscono gli aeroporti di Firenze e Pisa per tutta la giornata;
  • Cobas Scuola organizza uno sciopero della scuola in Sardegna e in Emilia-Romagna per tutta la giornata;
  • scioperano i dipendenti della società Italy Ecology System.

Quanto costa andare a Lucca Comics: alloggi, biglietti e dove dormire per risparmiare

24 October 2026 at 16:17

Sta per cominciare il Lucca Comics & Games 2026, momento nel quale la città di Lucca viene invasa dai fan dell’animazione, dei videogiochi e del fumetto. La fiera si terrà da mercoledì 28 ottobre a domenica 1° novembre e come ogni anno accedervi è piuttosto difficile. La biglietteria è stata aperta lo scorso 1° settembre, ma gli abbonamenti a prezzo ridotto erano disponibili già dal 23 giugno al 24 luglio 2026. Tutto questo per arrivare poi a cercare dove alloggiare o come arrivare attraverso il trasporto pubblico o privato in città in occasione dell’evento.

Per chi già conosce la fiera, i prezzi degli alloggi sono una nota dolente. La spesa media per partecipare a Lucca Comics & Games 2026, considerando due notti di pernottamento, viaggio e abbonamento per due persone, è di 696 euro. Altroconsumo ha confrontato i prezzi e trovato la soluzione più conveniente per chi vuole vivere l’esperienza della fiera.

Quanto costa un weekend a Lucca Comics & Games 2026

Altroconsumo ha messo a confronto i prezzi di pernottamento, viaggio e abbonamento per un weekend a Lucca Comics & Games 2026. La spesa media per due persone è di 696 euro.

Durante la ricerca delle città dove soggiornare, è stata stilata una classifica delle più convenienti. Il costo varia sensibilmente in base alla città di partenza e la soluzione più conveniente è Firenze con 596 euro complessivi. A seguire:

  • Genova 620 euro;
  • Bologna 665 euro.

E sale per chi parte da città più lontane, con spese di viaggio che fanno aumentare il prezzo complessivo. Per chi parte da Bari la spesa è di 784 euro, per chi parte da Torino è di 749 euro e per chi parte da Milano è di 739 euro.

La spesa più alta del weekend resta comunque il pernottamento, che prevede una media di circa 400 euro, mentre il costo del viaggio è determinato dalla città di partenza. La partecipazione al festival in sé è quello che costa meno, con biglietti che variano dai 26,50 euro di mercoledì 28 ottobre ai 34,50 euro di sabato 31 ottobre.

Gli alloggi segnano +138% durante l’evento

Il Lucca Comics & Games smuove masse di fan e la città viene invasa. L’impatto è di forte pressione sugli alloggi, con un aumento dei prezzi nell’area di Lucca, Pisa e Viareggio che nel weekend raggiunge fino a 404 euro, contro i 170 euro di un weekend tradizionale.

Il rincaro medio nel 2026 è del +138%, molto superiore rispetto al +70% rilevato nel 2024. Un aumento che impatta su tutte le tipologie di struttura, con le dovute differenze:

  • appartamenti e case fino a +325% su Booking e +196% su Airbnb;
  • alberghi e ostelli arrivano a costare il doppio;
  • B&B e campeggi registrano rincari fino al 50%.

A Lucca, secondo l’indagine, si trovano meno alloggi disponibili rispetto alle altre città prese in considerazione ed è anche la città dove le spese medie per un alloggio crescono di più. Per un weekend possono raggiungere cifre anche di 1.600 euro, contro i 208 euro in un weekend di confronto. L’aumento è del 414%.

Per risparmiare, chi vuole partecipare all’evento può guardare nell’area intorno a Lucca, per esempio a Pisa, dove i rincari sono più bassi ed è possibile trovare un appartamento per un weekend al costo di 292 euro.

Meno prenotazioni rispetto allo scorso anno

Federalberghi-APAM ha confermato che l’evento “è un momento strategico” per la città di Lucca, ma secondo i dati provvisori l’andamento delle prenotazioni per il 2026 è più cauto e lento rispetto agli standard storici. Dati che però risultano in linea con la vendita in calo dei biglietti per l’evento.

Il presidente Carlo Bartolini parla del Lucca Comics come di un’importante occasione di lavoro per le strutture della città, ma sottolinea che bisogna garantire flussi anche nei mesi successivi attraverso altri eventi, come per esempio quelli natalizi.

Secondo il presidente di Assohotel-Confesercenti, Giovanni Biondi, la manifestazione del 2026 ha portato volumi di lavoro normali e non ci sarebbe stato “il boom degli scorsi anni”.

Sciopero dei tir, in Sicilia il Comitato revoca la protesta: sbloccati 480 milioni per il gasolio

20 October 2026 at 17:52

La paralisi dei trasporti nell’isola è stata sventata in extremis. In Sicilia le associazioni di categoria hanno disposto la revoca del fermo dei tir, mettendo in salvo la catena della distribuzione alimentare e l’approvvigionamento dei carburanti.

La svolta è arrivata al termine di un serrato confronto con le istituzioni, culminato con lo sblocco di risorse finanziarie decisive per il comparto logistico della regione.

Perché i tir ricominciano a circolare in Sicilia

A disinnescare la protesta è stato il via libera definitivo ai fondi di compensazione. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha confermato l’immediata disponibilità di 480 milioni di euro destinati ad abbattere i costi di insularità e a mitigare l’impatto dei rincari sulla movimentazione delle merci.

Preso atto dell’accoglimento di quasi tutte le istanze presentate nella piattaforma rivendicativa, il Comitato trasportatori siciliani ha sospeso il blocco dei camion per dare un segnale di apertura al ministro Matteo Salvini, pur mantenendo lo stato di agitazione fino all’attuazione completa delle misure.

A stretto giro è arrivata anche la fermata del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha promesso di affiancare alle risorse nazionali ulteriori interventi regionali a tutela della continuità territoriale e della competitività delle imprese locali.

La protesta del caro carburante continua nel resto del Sud

Se in Sicilia si evita il peggio, nel resto del Mezzogiorno la morsa della protesta non accenna a flettere. La combinazione tra l’esplosione dei costi del gasolio e i ritardi negli interventi statali sta spingendo autotrasportatori e agricoltori a bloccare i principali snodi viari del Sud:

  • in Campania la mobilitazione ha congelato la viabilità con presidi a oltranza e blocchi notturni ai caselli di Nola sulla A30, Avellino Est e lungo gli svincoli della A2 nel Vallo di Diano;
  • in Puglia i cortei di tir e trattori hanno invaso la viabilità ordinaria tra Bari e Bitonto, paralizzando il traffico per denunciare margini di profitto ormai azzerati;
  • in Molise i presidi dei camionisti stanno già provocando i primi ritardi nelle consegne dei prodotti freschi e rallentamenti nelle catene di produzione industriale.

Dopo i fornai anche i pescherecci pronti al blocco nazionale

A rendere il quadro ancora più critico è l’effetto contagio che sta travolgendo gli altri settori energivori. Dopo i fornai, anche le marinerie italiane sono pronte a spegnere i motori e a incrociare le braccia contro i rincari energetici innescati dalle tensioni geopolitiche internazionali.

In prima fila c’è la flotta del Molise: gli armatori della marineria di Termoli hanno confermato che i motopesca resteranno ormeggiati nei porti. Tra le richieste urgenti indirizzate al Governo spiccano la proroga del credito d’imposta sul carburante fino al 31 dicembre, il saldo dei ristori arretrati e un’immediata sburocratizzazione per il comparto della blue economy.

L’accisa del nostro scontento

30 July 2026 at 09:16

Le accise non sono solo una fonte di gettito, sono strumenti per orientare i comportamenti dei cittadini. Vale per il tabacco come per i carburanti. Serve dunque coerenza tra le misure introdotte e gli obiettivi che la politica pubblica dichiara di perseguire.

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