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Caparezza: “Il momento è veramente drammatico. Alcuni autotrasportatori dicono cose strazianti. E per me valgono molto di più in qualsiasi tipo di zuffa mediatica”

24 October 2026 at 15:55

Da sempre attento al sociale anche Caparezza, tra i protagonisti all’ultimo Premio Tenco a Sanremo, ha voluto inserirsi nel dibattito delle proteste che stanno percorrendo l’intera Italia da Nord a Sud.

“Mi è capitato di raccontare situazioni simili in passato: quello che stiamo vedendo in realtà lo abbiamo già vissuto. – ha detto l’artista a La Repubblica – Tra le mie canzoni ce n’è una dedicata a mio padre, un operaio, che si chiama Eroe. Sono molto colpito da quello che sta succedendo dalle mie parti, cioè il blocco degli autotrasportatori. Però quando vedo queste cose non penso automaticamente a scriverci sopra una canzone. Adesso la rabbia supera la voglia di incanalarla”.

E ancora: ““Io mi sento di dire che bisogna assolutamente ascoltare le opinioni dei diretti interessati che stanno cercando disperatamente un megafono. È giusto che siano loro direttamente a esprimersi, il battibecco non deve diventare il focus. Perché altrimenti andiamo tutti fuori pista, il momento è veramente drammatico. Ho visto interviste in cui alcuni autotrasportatori dicevano delle cose strazianti. E per me valgono molto di più in qualsiasi tipo di zuffa mediatica”.

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“Vive gratis in casa mia da 38 anni. Non fa entrare gli ispettori”: Stevie Wonder trascina l’ex fidanzata Carmen Efferson in tribunale. Lei replica: “Mi sento molestata”

24 October 2026 at 14:46

Quasi quarant’anni di affitto mai pagato, un’ispezione negata e una battaglia a colpi di avvocati. Stevie Wonder ha deciso di andare in tribunale per sfrattare Carmen Efferson, che da luglio 1988 occupa senza versare un euro una casa di sua proprietà a Studio City, quartiere di Los Angeles.

Il cantante, 76 anni, il cui vero nome è Stevland Morris, ha depositato giovedì una denuncia presso la Corte superiore della contea di Los Angeles. La donna, secondo il sito TMZ, sarebbe stata in passato la sua promessa sposa. I legali di Wonder non hanno commentato né chiarito la natura del loro rapporto. Efferson, contattata più volte dal Los Angeles Times, non ha risposto. Il musicista è sposato dal 2017 con Tomeeka Bracy.

Stando agli atti, nel 1988 i due avevano stretto un accordo verbale: Efferson avrebbe potuto vivere nell’immobile di Oak Glen Drive senza pagare alcun canone mensile. A rompere l’equilibrio sarebbe stata, la scorsa estate, la richiesta dei rappresentanti di Wonder di accedere alla casa “per aggiornare e mantenere la polizza assicurativa“.

Il 23 luglio un avvocato del cantante ha comunicato un’ispezione fissata per la settimana successiva. La risposta, via email il 25 luglio, è stata durissima: Efferson ha accusato il legale di un tono “razzista” e “a sangue freddo”, parlando di “privilegio maschile bianco”. “Mi sento molestata”, ha scritto, ribadendo di non dare alcun consenso all’ingresso nell’abitazione. Due giorni dopo è arrivata la replica dei legali di Wonder: l’avvocato in questione “non è né razzista, né a sangue freddo, né bianco, né uomo“.

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“Tre anni dopo Amici c’è stato un periodo in cui si è spento tutto. Avevo molti meno soldi e dovevo stare più attento. Gli amici si sono allontanati. Ero meno famoso, le canzoni facevano meno”: parla Biondo

24 October 2026 at 12:28

Biondo (nome d’arte di Simone Baldasseroni) ha partecipato alla diciassettesima edizione di “Amici di Maria De Filippi”. Bello, carismatico e popolare, il cantante ha attraversato l’onda lunga del successo. Poi piano piano i riflettori si sono spenti, fino a quando la prova da attore in “Fabbricante di lacrime” nel 2024 lo ha messo al vertice della classifica globale dei film più visti su Netflix e quindi a un ritorno in pista. L’attore e cantante si è cimentato ora anche nella scrittura con il romanzo “Sette vite non bastano”, scritto con la fidanzata Anna Dvalishvili. Poi sarà la volta della seconda stagione di “The Traitors Italia”, lo show Prime Original italiano, dal 6 novembre.

“Con la mia ragazza va benissimo: ci sposiamo tra un anno, l’abbiamo deciso da poco – ha detto Biondo a Vanity Fair -. Abbiamo avuto una crisi che, però, è servita perché ci ha permesso di ripartire da zero e ridarci la spinta iniziale. Evidentemente serviva affrontare il buio per ritrovare insieme la luce”.

E ancora: “Il libro che ho scritto insieme alla mia fidanzata, che è una grande scrittrice è quasi autobiografico: anche io, quando stavo al liceo e facevo il cuoco, ho avuto uno slancio musicale grazie a una canzone, Quattro Mura, che è riuscita a spaccare. All’inizio ero molto preso in giro, un po’ bullizzato, finché la canzone è esplosa ed è diventata disco d’oro. Da lì le persone cominciavano a incrociarmi per i corridoi della scuola dicendomi: bravo, ti rispetto. Quindi sì, ho dovuto rischiare”.

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“Ho messo per anni le stesse mutande per tutte le partite dell’Inter. Bianche. Per il mio funerale vorrei registrare un messaggio audio per quelli che mi vogliono bene e rincuorarli”: così Giacomo Poretti

24 October 2026 at 11:47

L’infanzia felice, la fabbrica a 13 anni, poi il lavorio ospedale fino all’incontro con il teatro. Giacomo Poretti è il protagonista della nuova puntata di “Stories”, in onda lunedì 26 ottobre alle 21 su Sky TG24, “Giacomo Poretti – Chiedimi se sono felice“.

La storia dell’attore inizia nella provincia milanese, nei cortili in cui è cresciuto con la madre, il padre e la sorella. “Era un cortile tipico della provincia milanese. I bagni non erano in casa, ce n’era uno in comune, al piano terra. Mi ricordo che d’inverno, quando nevicava, dovevi attraversare il cortile per andare in bagno la sera, avevi freddo, ti bagnavi i piedi. E allora dicevo a mia mamma: ‘Mamma, posso farla nella neve?’”.

E ancora: “D’estate si portava il tavolo fuori e, per quanto fosse sostanzialmente un monolocale, sembrava di essere in una villa. Era bellissimo il cortile”. Di sé bambino dice: “Ero ubbidiente, un po’ malinconico e riflessivo”. L’infanzia, spiega, è stata “bellissima, uno dei momenti più belli della mia vita”, ma c’è un episodio che ancora oggi racconta con il suo tipico umorismo: “I miei, nel tentativo di farmi del bene, mi hanno mandato in colonia. Siccome ero particolarmente linfatico, mi hanno mandato a marzo e aprile, due mesi di fila. Neanche la famiglia di Elon Musk può permettersi due mesi di mare tra marzo e aprile”.

Aveva appena quattro anni: “Capisci che stare lontani dalla mamma e dal papà a quattro anni… fai il comico per forza nella vita”. Dopo la terza media, comincia a lavorare. “Dopo i tredici anni bisognava andare a lavorare. Sono andato in fabbrica, facevo il saldatore, e poi sono andato a lavorare in ospedale: mi sono fermato lì undici anni”. Il teatro arriva attraverso l’oratorio e un sacerdote, don Giancarlo, “più innamorato di Pirandello che di San Pietro e Paolo”, che cerca di trasmettere al paese la passione per la recitazione.

“Usava il teatro dell’oratorio un paio di volte all’anno, prendeva tutta la popolazione del paese e gli faceva fare delle cose. Un anno aveva bisogno di tre bambini, tre personaggi, tre alieni: uno altissimo, uno grassissimo, uno bassissimo. E io, senza fare il provino, ho vinto quella parte”. Un primo incontro con la scena, mentre la strada verso la comicità passa anche attraverso l’esperienza da animatore nei villaggi turistici. Un lavoro che non amava particolarmente: “Mi vergognavo un po’ di fare l’animatore, è un po’ umiliante. Non vedevo l’ora che finisse quel tirocinio, però dava lo stipendio, miserevole, ma lo dava”.

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“Chiesi a Tomba perché dopo gli sci non facesse altro. Disse che aveva dedicato la vita allo sport e non voleva fare lo scemo in giro con cose che non gli competevano”: così Gioele Dix

24 October 2026 at 10:30

Cosa resta quando i ricordi si fanno più labili? E come si fa a tenere stretti fatti e parole, quelli lontani come quelli di ieri? Se lo chiede Gioele Dix nel suo nuovo spettacolo, “Arrivato a questo punto”, in tournée nei teatri italiani. L’attore affronta con leggerezza un tema che leggero non è: la memoria e i suoi improvvisi vuoti.

Il suo personaggio prova a rimettere insieme chi è partendo dal suono: musiche, voci, persino rumori di fondo che appartengono alla sua storia personale. Il percorso è fatto di slanci e inciampi. Si va da una barzelletta rimasta a metà ai racconti del padre, scampato all’Olocausto. Nel mezzo, voci umane ed effetti sonori si intrecciano, con sinfonie delicate che convivono con ronzii fastidiosi.

Ne nasce un’indagine interiore intensa e ironica, in cui lo spettatore può riconoscersi e, forse, trarre anche un po’ di conforto. Lo spettacolo è inoltre un omaggio al teatro stesso, arte antica che sa far vedere senza ricorrere alle immagini, e senza abusarne.

“Vorrei essere meno inquieto. Ma soprattutto meno pigro: la mattina, per me, è come se dovessi scalare una montagna; il pomeriggio mi sento in piano; la sera scendo con gli sci sulla pista nera” così si presenta l”attore a Sette de Il Corriere della Sera.

Il ricordo va alla caricatura di Alberto Tomba per la Gialappa’s Band: “Curiosamente, pur essendo lui un personaggio all’apparenza molto spavaldo, è riservatissimo, e infatti dopo che smise di sciare non fece altro. Una volta gli chiesi il per- ché e lui rispose che aveva dedicato la vita allo sci e che non voleva fare lo scemo in giro con cose che non gli competevano”.

E ancora: “I Gialappi mi avevano contattato lo scorso anno per GialappaShow, ma poi non se ne è fatto nulla. Però ho preso parte al docufilm di Walter Veltroni che racconta la loro storia”.

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“Emilio Fede metteva alla frusta tutti. A me di più, perché ero sempre in diretta. Mi tirò la macchina da scrivere in testa, ma io riuscii a scansarla e colpì la segretaria. Mi voleva bene”: così Paolo Brosio

24 October 2026 at 10:06

Paolo Brosio ha conosciuto la popolarità nel mondo del giornalismo televisivo italiano negli anni Novanta. Entrato nell’orbita Mediaset, è diventato famoso come inviato del TG4 diretto da Emilio Fede, per cui seguì da vicino la stagione di Mani Pulite, con le lunghe dirette davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Dopo l’esperienza da cronista, Brosio ha allargato la sua presenza a programmi di intrattenimento e reality, diventando un personaggio televisivo a tutto tondo.

Il passaggio più discusso e raccontato della sua vita è però quello spirituale: la conversione al cattolicesimo dopo un periodo di forte crisi personale e il legame con Medjugorje, che lo ha portato a parlare pubblicamente della propria fede, a scrivere libri e a dedicarsi a testimonianze e pellegrinaggio.

Il giornalista ha spiegato a La Nuova Sardegna quando tutto è iniziato, era il 1991 l’anno della Guerra del Golfo: “Stava nascendo l’informazione privata. Fede mi fece un colloquio di notte. Fui preso e fui subito mandato inviato. A risentirne fu il matrimonio: mi ero sposato da poco, ma non c’ero mai e mia moglie mi fece trovare tutto fuori di casa”.

L’anno successivo scoppia Mani Pulite e iniziano i famosi collegamenti: “Fede mi aveva mandato in Austria perché avevano ritrovato la ‘mummia del Similaun’, ovvero l’uomo ghiacciato di 5300 anni fa. Mi aveva detto: “Vai, devi portare roba esclusiva: anche l’intervista della mummia”. Morale della favola, mentre sono in Austria, a Milano arrestano Mario Chiesa e inizia Tangentopoli. Mi chiama Fede: “Torna indietro, che tanto sarai lì dietro alle cameriere”.

“Non era possibile stare davanti al tribunale, allora mi mettevo nell’isola pedonale di corso Porta Vittoria. – ha spiegato – Si vedeva tutto il palazzo di giustizia, ma passava anche il tram. E io ero sempre lì, con il mio loden o il mio Barbour anche a 50 gradi. Hanno messo anche un cartello: Qui Paolo Brosio faceva le dirette“.

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“L’ho comprato con i miei soldi, che soddisfazione”: Guendalina Canessa e l’orologio di oro bianco, diamanti e zaffiri da 130mila euro. Poi lo chiude in cassetta di sicurezza

24 October 2026 at 09:36

Guendalina Canessa ha pubblicato su Instagram le immagini del suo nuovo orologio di lusso, un gioiello in oro e diamanti che, a suo dire, inseguiva da tempo. Il punto su cui l’ex concorrente del Grande Fratello ha voluto insistere è uno solo: l’ha pagato di tasca propria.

“Comprato con i miei soldi, che soddisfazione”, ha scritto sotto lo scatto, aggiungendo che il pezzo è finito subito in banca. L’imprenditrice, infatti, lo tiene in una cassetta di sicurezza: una scelta prudente, viste le dimensioni del valore e il timore di tenerlo in casa, a Milano.

Il modello, stando a quanto emerge, è in oro bianco 18 carati, con cassa e anse tempestate di diamanti e una lunetta che alterna diamanti e zaffiri blu. Sul mercato del collezionismo un esemplare simile può valere tra gli 80mila e i 130mila euro. La forbice dipende da annata, stato di conservazione, presenza della scatola originale e della garanzia ufficiale.

Il tempismo, però, è di quelli che non passano inosservati.

Il post arriva mentre in piazza si protesta contro il caro vita, e i follower si sono subito divisi. Da una parte chi legge l’immagine come una vistosa ostentazione, dall’altra chi rivendica il diritto di spendere i propri soldi come meglio crede.

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Tiramisù richiamato dal Ministero della Salute: “Possibile presenza accidentale di una piccola sfera di acciaio all’interno della vaschetta”

24 October 2026 at 09:31

Scatta l’allerta per un dolce al cucchiaio molto diffuso sulle tavole italiane. Il Ministero della Salute ha disposto il richiamo precauzionale di due lotti di tiramisù, a causa del rischio che nelle confezioni sia finito per errore un corpo estraneo.

A essere coinvolto è il prodotto della Gastronomia da Jack, venduto in vaschette da 200 grammi. I lotti oggetto del provvedimento sono due: il 23OTT26, che scade il 23 ottobre 2026, e il 26OTT26, con scadenza fissata al 26 ottobre 2026. Entrambi i dati sono stampati sulla confezione e permettono ai consumatori di verificare rapidamente se il dolce acquistato rientri tra quelli ritirati.

Il tiramisù viene preparato dalla Gastronomia da Jack di Zazzali Giovanni, nello stabilimento di località Gotra Case Palazzina, ad Albareto, nel Parmense.

Il motivo del richiamo è la possibile presenza accidentale di una piccola sfera di acciaio all’interno della vaschetta, un’eventualità che potrebbe rappresentare un pericolo per chi lo consuma.

L’invito ai consumatori è dunque quello di controllare le confezioni eventualmente già acquistate. Chi avesse in casa un tiramisù appartenente ai lotti indicati dovrebbe evitare di mangiarlo e attenersi alle indicazioni contenute nell’avviso ufficiale di richiamo pubblicato dal Ministero della Salute.

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“Basta con questi rumori”: elicotteri sull’Alpe di Siusi e scatta la protesta di San Valentino. Oltre 3mila firme contro i voli turistici

24 October 2026 at 09:27

Pochi minuti di volo per chi vuole ammirare le Dolomiti dall’alto, giornate scandite dal rumore per chi vive ai piedi dell’Alpe di Siusi. A San Valentino, frazione di Castelrotto, i voli panoramici in elicottero sono diventati un caso: sono più di tremila le firme raccolte per chiederne lo stop. Il Comune, però, non ha il potere di vietarli in modo diretto. Lo riporta Il Corriere della Sera.

A spiegare la situazione è Christoph Senoner, consigliere della Lista Civica. Alla base del problema c’è un prato privato: un agricoltore lo mette a disposizione per decolli e atterraggi, sfruttando una possibilità prevista dalle norme dell’Enac. “In estate il rumore era continuo“, racconta Senoner, “e quando passava un elicottero non si capiva se fosse un volo privato o un intervento di soccorso“.

La strada della tutela ambientale

Il traffico aereo è competenza dello Stato, e questo restringe lo spazio di manovra dell’amministrazione comunale. Secondo la Lista Civica, però, non lo annulla. Per questo la mozione, in discussione martedì 27 ottobre in consiglio, punta su un’altra via: usare gli strumenti di protezione della natura e del paesaggio per escludere l’area come base di partenza e arrivo dei voli turistici o privati, senza toccare la disciplina del traffico aereo.

Il primo passo sarebbe una perizia ornitologica, da commissionare entro 30 giorni, per accertare la presenza di specie protette. Nella mozione si segnalano avvistamenti di ibis eremita e upupa, che potrebbero giustificare il vincolo. Se lo studio lo confermasse, scatterebbe il procedimento di tutela paesaggistica, che dovrà comunque essere approvato dalla giunta provinciale.

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Luna di miele in Perù disastrosa: sposi milanesi viaggiano separati in volo e finiscono al gelo in hotel. Il Tirbunale condanna l’agenzia al risarcimento di 16mila euro

24 October 2026 at 09:15

Doveva essere il viaggio più bello della vita, si è trasformato in una sequenza di disguidi, disagi e telefonate rimaste senza risposta. Ora, a quattro anni dalle nozze, una coppia di Milano ottiene giustizia: il Tribunale del capoluogo lombardo ha condannato l’agenzia di viaggi che aveva organizzato la luna di miele a restituire i circa 11mila euro del pacchetto e a versare ulteriori 16mila euro, tra danni e spese legali, per la cosiddetta “vacanza rovinata”. Lo riporta Il Corriere della Sera.

Nelle motivazioni, depositate nei giorni scorsi, il giudice insiste su un punto: il viaggio di nozze non è una vacanza come le altre. La gravità del pregiudizio, si legge in sostanza nella sentenza, nasce proprio dalla natura dell’occasione, carica di aspettative altissime e destinata a diventare un ricordo duraturo per gli sposi.

Un itinerario su misura, ma con problemi fin dal check-in

Il pacchetto, concordato nei dettagli con l’agenzia, prevedeva un tour tra Perù e Colombia dal 12 al 28 agosto 2022, con voli intercontinentali, soggiorni in diverse strutture e vari spostamenti interni per le escursioni. Le difficoltà sono cominciate prima ancora del decollo. Arrivati in aeroporto, i due sposi hanno scoperto che la compagnia Klm li aveva assegnati a voli diversi sulla tratta transoceanica: lei con volo diretto da Amsterdam a Lima, lui con scalo a Panama e arrivo nella capitale peruviana alcune ore dopo.

All’andata il problema è stato risolto grazie alla disponibilità del personale della compagnia, che è riuscito a farli sedere sullo stesso aereo, forse anche per la particolarità del viaggio. Al ritorno, invece, nessun miracolo: la partenza “da separati” è stata confermata.

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“Gli chef di alta cucina vorrebbero proporre piatti a 10 euro ma è impossibile, i prezzi delle materie prime sono esplosi. Nessuno però sottolinea quanto costa un concerto”: lo sfogo di Ferran Adrià

24 October 2026 at 09:00

“Tutti gli chef di alta cucina vorrebbero proporre piatti a 10 euro, ma è impossibile, se si escludono i progetti solidali di Massimo Bottura o di José Andrés. Però non si sottolinea mai quanto costa una partita di Champions League o un concerto pop”. Chi parla è Ferran Adrià, celebre cuoco spagnolo spesso definito il padre della cucina d’avanguardia e molecolare. Intervistato da “Il Venerdì di Repubblica”, Adrià riflette sui prezzi spesso considerati proibitivi dei ristoranti più prestigiosi: “In un ristorante lavorano magari 70 o 100 persone, come una troupe teatrale. Ora immagini se quello show fosse per un pubblico di 50 spettatori a sera quando costerebbe il biglietto. Il personale costa tantissimo”.

“Dopo il Covid, i prezzi delle materie prime sono esplosi”

Dunque l’alta cucina è davvero insostenibile come qualcuno lamenta? “Il business della ristorazione è davvero complesso” fa sapere lo chef, la cui rivoluzione gastronomica è al centro di una serie Netflix, “Gènesi”, disponibile dal 20 novembre. “Lavori con prodotti freschissimi e se hai il ristorante vuoto, dopo tre giorni li butti. E dopo il Covid, i prezzi delle materie prime sono esplosi: quanto puoi chiedere a un cliente quando il costo di una vongola galiziana è circa 7 euro e un chilo di asparagi arriva a costare 155 euro? Se ci aggiungi tasse e costo del personale, è difficile fare margini” spiega.

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Torna l’ora solare: lancette indietro di un’ora nella notte tra sabato e domenica. Il pediatra: “Disturbi del sonno per qualche giorno, anticipare cena e nanna di 10 minuti”

24 October 2026 at 08:12

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre si torna all’ora solare: alle 3 le lancette vanno portate indietro di sessanta minuti. In cambio di un’ora di sonno in più e di mattine più luminose, il buio arriverà prima nel pomeriggio. Il passaggio, avverte all’AdnKronos il pediatra Italo Farnetani (professore ordinario di Pediatria alla Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche United Campus of Malta), può disturbare il riposo di grandi e piccoli e richiede alcuni giorni per essere assorbito. Farnetani, da tempo favorevole all’ora legale per tutto l’anno, parla di un’ora di luce “scambiata” con un’ora di buio, trascorsa magari tra le mura di casa. A chi obietta che d’inverno svegliarsi al buio sarebbe un problema, risponde che la luce in più al pomeriggio fa bene all’organismo. Ciò che conta, per lui, è mettere fine al cambio dell’ora.

Sulla stessa linea c’è Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che insieme a Consumerismo No Profit promuove una petizione con oltre 360.000 firme verificate. L’obiettivo è una sperimentazione italiana rigorosa dell’ora legale permanente, per misurarne vantaggi e criticità nella vita quotidiana. Dopo il via libera della Camera al documento conclusivo dell’indagine conoscitiva e la recente presentazione di una risoluzione, Miani chiede al Governo di portare la questione in sede europea per rendere possibile il test in Italia.

Perché il cambio ci scombussola? Secondo Farnetani, l’alternarsi di luce e buio regola sonno, umore, appetito ed energia, e l’organismo, in particolare quello dei bambini, si è ormai abituato a sette mesi di ora legale. Da attendersi, dunque, notti agitate e risvegli anticipati, soprattutto tra i più piccoli.

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“Se avessi potuto scegliere sarei stato un poliziotto, oppure un disc jockey”: ma William è nato principe e sarà re. Se tutto va bene

24 October 2026 at 08:00

L’operazione simpatia ingaggiata dalla corona grazie alla presenza dell’erede al trono William nel salotto tra i più ironici e divertenti della tv, segna un nuovo inedito. Da ieri, The Graham Norton Show si fregia di aver fatto accomodare sul suo divano rosso anche un membro della famiglia reale.

D’altro canto, ci sono troppe sfide in corso in Inghilterra, troppe falle nel sistema della monarchia, per questo è giunto il momento che la corona si giochi il tutto per tutto, includendo il rischio di mandare un esponente di punta in tv. Anche se, per stare sul sicuro, la puntata del programma satirico che ha ospitato William è stata pre registrata, perchè poi, non si sa mai.

Così nel disperato tentativo di fare dimenticare la faccia del fratello Harry che, con le sue richieste di pace, negli ultimi giorni ha monopolizzato i media britannici e sperando di darsi un tono con le sue attività caritatevoli, William si è seduto sul divano rosso della Bbc e ha mostrato tutto lo charme di cui può essere dotato.

In effetti, il premio che ha organizzato nel 2020, l’Earth shot Prize, non fa parlare molto di sé, almeno non tanto quanto il principe vorrebbe, per giustificare i soldi che la sua posizione costa al Paese e quelli che investe per una attività nella quale dovrebbe davvero mostrare di credere: ovvero il bene ed il futuro della terra. Lo scorso anno, l’evento era stato portato in Brasile, là dove si teneva Cop30 e l’allora Primo Ministro britannico, Keir Starmer si era prestato a fare capolino nel panel creato dall’erede al trono per darsi un ruolo sulla scena mondiale.

Questa edizione lo porterà in India insieme a dei testimonial d’eccezione che, guarda caso, erano seduti accanto a lui su quel divano. Cate Blanchett, Robert Irwin e Hannah Waddingham, tutti schierati a ridere delle battute del futuro re. Così, gli spettatori della rete britannica, hanno scoperto che il lavoro dei sogni del principe era un altro e che sarebbe stato “un buon poliziotto”, a suo dire, mentre ripensando alla fase in cui sognava di fare il Dj, oggi ammette che non sarebbe stato “un granché”, in quello.

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Manuel Agnelli a Scanzi: “Il governo Meloni in 4 anni non ha combinato un ca**o e ha fatto disastri nella cultura”

23 October 2026 at 18:35

“Questo governo, nel mondo della cultura, del cinema, del teatro e della musica, ha fatto un disastro. In quattro anni non ha combinato un cazzo, ma ci ha rovinato dei piani che erano praticamente fatti”. Manuel Agnelli non risparmia critiche all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni durante il confronto con Andrea Scanzi, lo scorso 15 ottobre alla Casa del Cinema, nell’ambito della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma. L’incontro, intitolato I cattivi maestri e promosso dalla Siae, ha ripercorso la carriera del musicista, fondatore e frontman degli Afterhours, soffermandosi sul suo rapporto con la televisione e soprattutto sul ruolo degli artisti nel dibattito pubblico.

Agnelli contesta in particolare le scelte del governo nel settore musicale: “C‘era una legge sulla musica già approvata, che doveva diventare decreto attuativo e che è stata smantellata. Ma gliela metteremo nel culo”.
La critica si estende anche alla situazione generale del Paese: “La sicurezza nelle strade, l’inflazione, è tutto peggiorato. Milano è la città più pericolosa d’Italia in questo momento. Va bene, parlate male di chi volete, degli immigrati, dei maranza, ma fate qualcosa”.
Nonostante la disillusione verso la politica, il musicista continua a considerare il voto uno strumento indispensabile. “Non mi piacciono i proclami politici, quelli partitici ancora meno, quindi non ho mai detto votate Tizio o votate Caio, però ai concerti ho cominciato a dire: andate a votare”. Anche quando manca una piena convinzione, sostiene, partecipare alle elezioni serve a mantenere un equilibrio tra le diverse forze politiche, impedendo che la società si sposti eccessivamente in una sola direzione.

Il dialogo con il giornalista de Il Fatto Quotidiano affronta anche una questione che divide il mondo dello spettacolo: gli artisti devono esporsi politicamente? Scanzi cita Francesco De Gregori, il quale ha dichiarato di provare imbarazzo quando un uomo di spettacolo prende posizioni nette su questioni internazionali complesse.
“Siamo in democrazia, è giusto che sia così, lui ha tutto il diritto di pensarla diversamente – risponde il musicista –. Ma io sono convinto che sia più opportuno, in questo momento storico, dare un esempio di partecipazione e comunicare a tutti che si può partecipare, che è legittimo farlo”.
E aggiunge: “De Gregori secondo me avrebbe fatto meglio a dire: io non credo in questa cosa e non voglio partecipare, ma è legittimo se qualcuno invece lo fa”.

A preoccuparlo è soprattutto la crescente insofferenza verso chi sceglie di prendere posizione pubblicamente. “La gente si è abituata a non partecipare e a considerare una rottura di balle quando qualcuno partecipa”, osserva, riferendosi alle critiche rivolte agli studenti che manifestano o agli artisti che esprimono opinioni sui media. Un atteggiamento che considera tanto più contraddittorio nell’epoca dei social: “I social sono un monnezzaio mostruoso, pieno di gente che si collega e vomita di tutto. Perché quello non è un problema e poi uno pubblicamente non può dire qualcosa della quale si prende la responsabilità mettendoci la faccia?”.

L’ex giudice di X Factor rivendica quindi il diritto di intervenire anche nei programmi di approfondimento politico, come Otto e mezzo, al quale ha partecipato insieme a Scanzi: “Sono un cittadino che paga le tasse, va a votare e lavora, quindi ho tutto il diritto di avere un’opinione e di esprimerla. Il megafono che ho me lo sono costruito io e ho il diritto di utilizzarlo con responsabilità, ma come voglio”.
Una convinzione che non si traduce, tuttavia, nell’ambizione di intraprendere una carriera politica. Alla domanda se qualcuno gli abbia mai proposto di candidarsi, risponde con ironia: “Sono impresentabile. L’unica cosa buona che ho è che so coniugare i congiuntivi, che è una cosa molto rara in Parlamento”. Poi chiarisce: “Dobbiamo sapere dove siamo più efficaci e dove siamo più forti. Io penso che lì in mezzo mi maciullerebbero in 30 secondi. Ci sono delle dinamiche pazzesche, non è che vai lì con la visione del sole nascente. È proprio una corte di serpenti e quella roba non mi interessa”. Ricorda invece l’esperienza del padre, impegnato prima nella politica nazionale e successivamente in quella territoriale, dove aveva trovato la possibilità di misurare i risultati concreti del proprio lavoro.

C’è spazio anche per un bilancio della lunga esperienza a X Factor, che Agnelli ha deciso di interrompere quando ha capito di non poter più utilizzare il programma per raccontare la musica come avrebbe voluto: “Quando la produzione è cambiata, paradossalmente proprio nell’anno in cui ho vinto, ho deciso di smettere perché non riuscivo più a raccontare. Il mio personaggio diventava macchiettistico, il giudice cattivo che deve sempre rompere il cazzo. E quando diventi una macchietta perdi totalmente l’efficacia”. Una scelta che ha comportato anche una rinuncia economica considerevole: “Mi hanno offerto 870mila euro per fare la stagione dopo e ho detto di no”.

Agnelli riconosce di potersi permettere una simile decisione, ma respinge le accuse di chi lo considera ‘un venduto’ per aver partecipato a un talent televisivo. “Molti di quelli che mi danno del venduto perché sono andato in televisione avvelenerebbero tutta la famiglia per 870mila euro”. E ricorda che compromessi e interessi economici non sono estranei neppure all’ambiente della musica alternativa, citando le riviste musicali che, a suo dire, subordinavano la concessione delle copertine all’acquisto di spazi pubblicitari. Una denuncia alla quale accompagna, però, il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto da quelle stesse testate nella crescita della scena rock italiana degli anni Novanta.
Dalla televisione alla musica, fino alla politica, emerge una concezione dell’impegno pubblico che Agnelli rivendica come esercizio di libertà e responsabilità individuale, indipendentemente dal mestiere che si svolge o dalla notorietà di cui si gode. “Partecipare alla vita pubblica è un dovere ed è anche un diritto. E forse ce lo siamo dimenticati”.

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Pensionato tira fuori dalla soffitta dopo 15 anni le carte Pokémon e diventa milionario: “Erano di mio figlio, non sapevo di avere un tesoro in casa”

23 October 2026 at 16:38

Milionario grazie alle carte Pokémon. È successo a un decoratore in pensione che mai avrebbe pensato di vedere la propria vita cambiare in maniera così importante. La sua storia viene raccontata dalla BBC. L’uomo, originario di Woking, in Inghilterra, e che ha chiesto di rimanere anonimo, non immaginava che quelle carte un tempo appartenute al figlio potessero avere un simile valore, fino a quando su un giornale locale ha letto che una singola carta era stata venduta per più di 6mila sterline. È a quel punto che ha pensato bene di rispolverare la collezione di carte rimasta in soffitta per 15 anni, battuta all’asta presso la casa d’aste Ewbank’s per 1,56 milioni di sterline lo scorso mercoledì 22 ottobre. Una cifra record che ha superato il precedente primato da 872mila sterline registrato il 9 ottobre a Londra con una vendita presso Stanley Gibbons.

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L’account X di Bruno Vespa è stato hackerato? Ecco gli elementi che lo lasciano supporre. E Fiorello commenta ironico: “Signor Musk vattela a prendere…”

23 October 2026 at 15:56

No, il profilo di Bruno Vespa su X non sarebbe stato sospeso, bensì hackerato. Questo è quello che sostiene Fanpage, dopo aver osservato che il profilo che contiene tutti i post attribuiti in passato al conduttore di “Porta a Porta” ora ha un nuovo nome utente e una nuova immagine di profilo, non riconducibile al giornalista.

A tradire l’identità del profilo è l’immagina di copertina, rimasta in questo caso identica. Ora il profilo si chiama USRO, acronimo utilizzato per indicare “United States Oil Reserve”, che dovrebbe proporre transizioni basate sul mercato petrolifero. Quello che avrebbe subito Vespa, quindi, non sarebbe altro che un hackeraggio del proprio profilo su X.

Il profilo mantiene, al momento, comunque la descrizione che era utilizzata dal conduttore di “Porta a Porta”, così come tutti i suoi post pubblicati in passato. “Giornalista, scrive libri, ama l’arte, la musica, il vino e l’Italia” sono le parole con cui Vespa si descriveva nel suo profilo X e che ancora oggi si possono leggere associate al profilo chiamato ora USRO, con il nome utente @USROEroject.

A Fanpage, il perito informatico forense Paolo Dal Checco ha spiegato come sarebbe possibile il fatto che cercando la handle @BrunoVespa venga fuori la scritta “account sospeso”: “È molto probabile che gli hacker abbiano operato una sostituzione o una triangolazione. Di norma, quando si modifica il nome di un profilo su X, la vecchia handle torna immediatamente libera. In questo caso, gli attaccanti potrebbero aver spostato il profilo originale di Bruno Vespa sul nuovo username e, contestualmente, occupato il vecchio indirizzo @brunovespa con un altro profilo, magari già sospeso o destinato a esserlo“.

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“Mi hanno fermato marito, moglie e suocera. Mi hanno detto: ‘Ti amiamo, ci facciamo un selfie?’. Li ho menati. Non ho nemmeno le guardie del corpo ho dovuto fare tutto da solo!”: Fiorello ironizza sul “caso Fedez”

23 October 2026 at 15:36

Fiorello a “La Pennicanza“, oggi 23 ottobre, ha commenta con ironia la vicenda di Fedez, accusato da quattro giovani padovani di essere stati picchiati da lui e dai suoi bodyguard.

Lo showman scherzando sulle difficoltà della vita da personaggio famoso ha detto: “Lo hanno denunciato, ma i suoi avvocati dicono che non è vero! Volete sapere cosa ne penso? Io sono d’accordo con Fedez – ironizza – lo capisco: anche io sono famoso! Una persona importante come me, con tutte le cose che ho da fare, se poi la gente mi ferma…”.

E racconta una scena surreale: “Stamattina mi hanno fermato marito, moglie e suocera. Mi hanno detto: ‘Fiorello, ti amiamo, ci facciamo un selfie?’. Li ho menati (ride, ndr!)! E io non ho nemmeno le guardie del corpo ho dovuto fare tutto da solo! Alla fine, è arrivato Cremonesi, che mi ha aiutato attaccando la nonna! Noi meniamo chi ci chiede i selfie, basta con la dittatura dei selfie!”.

Infine il “corto circuito” Cesare Cremonini. Fiorello decide di chiamarlo in diretta, salvo scoprire che il cantautore è già ospite di un’altra emittente, Radio 101. In pochi secondi nasce un collegamento improvvisato tra le due radio, tra lo stupore generale. “Radio2 e 101 unite da Cesare Cremonini!”, esclama Fiorello, celebrando quello che definisce un vero e proprio “Erasmus radiofonico”. Tra le battute sul nuovo album “Amateur” e i saluti incrociati, lo showman rivendica l’eccezionalità del momento: “Abbiamo intervistato Cremonini mentre veniva intervistato da Radio 101! Chi la fa una cosa così?”.

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“Il mio profilo WhatsApp è bloccato. Con tantissimi clienti lo utilizzo per comunicare, non poterlo più fare sarebbe un grande problema”: ecco cosa è successo a un imprenditore modenese

23 October 2026 at 15:24

Essere bloccato da WhatsApp può avere oggigiorno importanti ripercussioni anche sul fronte lavorativo. È questo quello che denuncia Gian Paolo Crasta, manager modenese da anni ai vertici del settore dei macchinari per imballaggio e gestione attrezzature, che al rientro da una trasferta negli Stati Uniti ha scoperto che il suo profilo Whatsapp era stato bloccato.

Peccato, però, che l’app di Meta sia un canale di lavoro fondamentale per Crasta, che ha così dovuto fronteggiare una situazione non affatto semplice. “Io ho lo stesso numero da decenni e con tantissimi clienti utilizzo WhatsApp per comunicare con loro. Non poterlo più fare sarebbe un grande problema, per l’attività in Italia come all’estero” ha spiegato al Corriere della Sera.

Il blocco del suo profilo è avvenuto senza nessun particolare preavviso. “Il sistema funzionava normalmente, sono spesso all’estero e uso molte connessioni. Mi ero collegato al wi-fi pubblico, ho ricevuto dei messaggi di spam da numeri americani che ho rimosso. Non ho fatto nulla di diverso” ha spiegato Crasta.

Il manger, dunque, non riesce a spiegarsi perchè è stato bloccato: “Non so per quale motivo io possa essere stato bloccato, non riesco a capire se ho fatto qualcosa di sbagliato, tutte le richieste non danno esito e io non so dove sia il problema, né come poterlo risolvere“.

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“Non ci saranno bambini né in aereo né in crociera”: l’iniziativa di JetBlue Vacations e Virgin Voyages

23 October 2026 at 13:32

Per decenni è stato il sogno inconfessabile di molti viaggiatori: salire su un aereo e sapere con certezza che nessun bambino griderà, scalcerà il sedile o pretenderà il tablet a volume massimo. Ora due colossi del turismo hanno deciso di trasformare quel desiderio in un prodotto da vendere. JetBlue Vacations e Virgin Voyages hanno annunciato “Do Not Disturb”, una vacanza che abbina un volo JetBlue dedicato e senza bambini a una crociera solo per adulti.

Il viaggio parte da New York: i passeggeri decollano dall’aeroporto JFK in direzione Fort Lauderdale, in Florida, su un volo che, garantiscono le compagnie, “non avrà nessun minore a bordo“. Da lì si raggiunge Miami, dove si imbarca la Brilliant Lady, la nave più recente di Virgin Voyages, per quattro notti di navigazione. Le tappe sono Key West e il Beach Club esclusivo della compagnia a Bimini, nelle Bahamas.

Il tono della comunicazione è inequivocabile: “Acque turchesi, palme ondeggianti e atmosfere da costa chic non saranno interrotte da gare di tuffi a bomba o da richiami di ‘Marco Polo’”, si legge nel comunicato diffuso dalle aziende e riportato da People.

Una proposta che ha riacceso il dibattito su questo tipo di proposte, volte ad escludere una larga fetta di mercato composta dalle famiglie con bambini. Ma l’iniziativa è volta ad un altro tipo di target, che mal tollerano gli schiamazzi evidentemente. E proprio quest’ultima clientela sembra aver apprezzato lo sforzo delle due compagnie.

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“Il denaro diventerà irrilevante e la moneta convenzionale non avrà importanza”: la profezia di Elon Musk

23 October 2026 at 12:12

Dimenticate risparmi, stipendi e fondi pensione: secondo Elon Musk, un giorno potremmo vivere in un mondo talmente ricco da rendere il denaro quasi inutile. Fantascienza? Forse. Ma il miliardario ha una teoria piuttosto precisa: quando robot e intelligenza artificiale sapranno fare praticamente tutto meglio di noi, la nostra vita potrebbe cambiare radicalmente.

Durante una conversazione con il suo biografo Walter Isaacson nel podcast “The Builders”, Musk ha immaginato un futuro in cui l’IA e i robot supereranno le capacità umane in ogni attività. Dalla produzione industriale ai servizi, le macchine potrebbero occuparsi di quasi tutto, creando un’economia di abbondanza nella quale beni e prestazioni diventerebbero molto più accessibili.

“Il denaro diventerà irrilevante e la moneta convenzionale non avrà importanza” ha profetizzato Mask. Cosa li sostituirà? Nella sua visione “il valore sarà misurato in massa e potenza, o energia”, parametri legati alle risorse fisiche che alimenteranno un’economia sempre più automatizzata.

Alla base di tutto c’è una convinzione piuttosto radicale: “Non ci sarà nulla che gli esseri umani possano fare che l’intelligenza artificiale e i robot non possano fare meglio”. Se davvero le macchine riuscissero a occuparsi praticamente di tutto, il lavoro potrebbe perdere buona parte della sua funzione economica.

Musk immagina un futuro in cui le persone potranno coltivare frutta e verdura, realizzare opere artistiche e dedicarsi ai propri hobby. L’imprenditore ha anche sostenuto che, tra dieci o vent’anni, potrebbe non essere più necessario risparmiare per la pensione, grazie a un’era di abbondanza nella quale tutti potranno avere “qualunque cosa vogliano”.

Può sembrare però paradossale il fatto che a pensare a un mondo in cui i soldi non conteranno più nulla sia uno degli uomini attualmente più ricchi del pianeta, come Elon Musk. Il fondatore di SpaceX ha spiegato che il suo patrimonio dipende soprattutto dalle partecipazioni nelle sue aziende e ha ipotizzato che, con il passare delle generazioni, la ricchezza dei suoi discendenti potrà ridursi notevolmente.

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