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Nelle ultime 36 ore sbarcati a Lampedusa 315 migranti partiti dalla Libia

24 October 2026 at 16:49

Ammontano a 315 i migranti sbarcati nelle ultime 36 ore a Lampedusa. Gli ultimi approdi riguardano 78 persone, di cui 4 minorenni e 17 donne, giunti sull’isola in località Le Acque a bordo di un barcone. Le provenienze sono varie: Bangladesh, Egitto, Eritrea, Iran, Iraq e Siria. Tutti riferiscono di essere partiti da Garabulli (Libia). Un uomo e due donne del gruppo erano inizialmente riusciti a fuggire, ma sono subito stati ritrovati da militari della guardia di finanza e poliziotti.

Poche ore prima, un gruppo di 62 persone di nazionalità bengalese ed egiziana era sbarcato a Cala Galera; l’imbarcazione su cui si trovavano non è stata ritrovata. Una motovedetta della capitaneria di porto, poi, aveva rintracciato 44 migranti tra eritrei, etiopi, somali e sudanesi che viaggiavano su un natante salpato da Abu Kammash (Libia); una donna del gruppo è stata portata al poliambulatorio. In questo momento, all’hotspot per migranti di contrada Imbriacola ci sono 448 ospiti.

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Protesta a Castel Volturno contro la costruzione di un nuovo Cpr: “Siamo in 20mila”. L’arcivescovo di Napoli: “Chi governa si fermi”

24 October 2026 at 16:37

“Siamo in 20mila, un risultato inatteso”. A Castel Volturno, nel Casertano, la protesta contro la costruzione di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) si trasforma in una mobilitazione di massa. Migliaia di persone hanno attraversato la città per dire no alla struttura destinata a trattenere i migranti. Quando la marcia è partita dal Centro Fernandes, la Questura ha parlato di circa 10mila partecipanti, ma altri manifestanti si sono aggiunti lungo il percorso verso il Comune. In piazza associazioni, cittadini, esponenti della Chiesa e rappresentanti delle istituzioni, uniti dall’opposizione a un progetto che, denunciano, rischia di aggravare le fragilità di un territorio già segnato da degrado ambientale, sfruttamento e presenza della criminalità organizzata. “Questa struttura il territorio non la vuole, e lo sta dimostrando. I migranti sono angosciati”, ha detto Mimma D’Amico, responsabile del Centro sociale ex Canapificio.

La protesta ha raccolto anche l’adesione dell’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, e del vescovo di Caserta e Capua, Pietro Lagnese. Battaglia ha chiesto “a chi governa di fermarsi, di ascoltare questa terra, di rinunciare al progetto del Cpr di Castel Volturno e di assumersi la responsabilità di superare il sistema dei Cpr. Lo chiedo da prete, con il Vangelo aperto”. Perché “nei Cpr il trattenimento comporta una privazione della libertà legata alle procedure di rimpatrio. Non è l’esecuzione di una condanna penale”, ha ricordato. “Per questo dobbiamo domandarci: quale idea di convivenza stiamo costruendo, se affidiamo a una porta chiusa la risposta a una questione umana tanto complessa?”. Il cardinale ha richiamato anche il contributo degli stranieri alla vita quotidiana: “Ci sono persone delle quali accettiamo la fatica, le braccia, le notti di lavoro. Persone che raccolgono ciò che arriva sulle nostre tavole, assistono i nostri anziani, tengono in piedi pezzi delle nostre giornate”.

“Quella dei Cpr è una falsa sicurezza, perché la vera sicurezza si costruisce con l’integrazione e l’amicizia”, ha detto Lagnese, concludendo davanti al Comune di Castel Volturno il corteo. “Quella di oggi è una festa dell’amicizia tra i popoli, bisogna custodire questo tesoro. Abbiamo dimostrato che si può manifestare senza violenza e atteggiamenti provocatori. I Cpr ledono la dignità delle persone, e fanno vedere i migranti come un problema, ma non sono loro il problema”.

Alla manifestazione ha partecipato anche il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha annunciato battaglia contro la realizzazione del centro. “Costruire il Cpr a Castel Volturno vuol dire non conoscere il territorio, è un danno incredibile. Ricorreremo in tutti i modi, rivolgendoci al giudice civile o amministrativo, e anche facendo resistenza passiva e pacifica tutti insieme. Da qui non ci muoveremo”, ha dichiarato. La Regione, ha aggiunto, è contraria alla realizzazione di Cpr sia a Castel Volturno sia in altre località. “Qui ci vogliono investimenti nei servizi, e noi vogliamo farli”. Ma, poco prima che partisse la manifestazione, è arrivata la notizia dell’aggiudicazione da parte di Invitalia dell’appalto per la costruzione del Cpr. Il contratto è stato assegnato a una cordata di imprese, tra cui alcune campane, con un ribasso del 25%. Il costo complessivo dell’intervento supera i 31 milioni di euro e la struttura dovrebbe essere pronta entro la fine del 2028.

Per l’assessore regionale Andrea Morniroli, presente alla marcia, l’aggiudicazione conferma la volontà del governo di procedere nonostante l’opposizione del territorio. L’area individuata, in località La Piana, è stata inserita dal governo tra i siti di interesse strategico nazionale, una decisione che consente di superare i vincoli ambientali che la Regione aveva cercato di rafforzare inserendo la zona nella Rete Natura 2000. L’avvocatura regionale valuterà la possibilità di un ricorso.

Libera ha portato in corteo sagome che ricordano le vittime della strage di San Gennaro del 18 settembre 2008, quando furono uccisi sette cittadini ghanesi, accostandole a quelle delle persone morte nei Cpr. “Sono tutti vittime di un’unica matrice, quella razzista“, ha affermato Mariano Di Palma, coordinatore di Libera Campania. In un territorio “martoriato dalla camorra e dal degrado ambientale“, ha aggiunto, il centro “non serve, perché non farebbe altro che creare un altro ghetto”.

La deputata del Pd Rachele Scarpa, presente al corteo, ha denunciato le condizioni di trattenimento riscontrate durante le visite ispettive nei Cpr: “Ho visto con i miei occhi la violenza e la disfunzionalità di un sistema che il governo vuole estendere a tutte le regioni. Una quantità di sofferenza inimmaginabile, prodotta solo per propaganda, per ostentare il pugno duro su rimpatri che, in larga parte, non vengono nemmeno eseguiti attraverso quei centri. È fallimentare un’idea di sicurezza fondata sulla privazione prolungata della libertà per ragioni amministrative, su condizioni di trattenimento disumane, sulla sedazione collettiva e sull’abuso di psicofarmaci“.

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Milano, il presunto organizzatore della pagina Movimento 17 ottobre indagato per istigazione a delinquere aggravata

24 October 2026 at 15:34

Youssef Siher, ricercatore 30enne di origini marocchine e giornalista freelance, è indagato per istigazione a delinquere aggravata. È accusato di essere l’organizzatore della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre“, nata dopo le proteste della scorsa settimana. Laureato all‘università Statale di Milano e attivista Pro Pal, formalmente residente in provincia di Brescia, è stato portato nella questura del capoluogo lombardo per essere interrogato.

Il primo ad annunciare il fermo è stato lo stesso ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sostenendo che avrebbe “contatti con gli ambienti antagonisti”: “La sua individuazione riafferma un messaggio chiaro e inequivocabile: non saranno possibili zone franche e la risposta dello Stato sarà immediata”. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto sulla vicenda, complimentandosi con Piantedosi e con la Polizia di Stato: “Non un emarginato, ma una persona molto introdotta e che aveva avuto molte più occasioni di lavoro e collaborazioni di gran parte dei suoi coetanei”, ha scritto Crosetto, sostenendo che Siher è una persona che avrebbe frequentato “il gotha dell’intellighenzia italiana”. E “si sono visti i risultati”, ha detto.

Nei comunicati diffusi e pubblicata dalla pagina Instagram, nelle scorse ore il Movimento 17 ottobre rivendicava il rifiuto di ogni forma di rappresentanza politica tradizionale: “Non ci rappresenta nessuno, ci rappresentiamo da soli”, si legge nel primo manifesto. “Siamo giovani che hanno scelto di smettere di aspettare”, scrivono gli autori, dichiarando di non fidarsi “delle istituzioni e di questo governo” né “delle strutture politiche classiche”. E aggiungono: “Non vogliamo un posto al tavolo di chi ci ha tolto la sedia: vogliamo costruire un altro tavolo, tutti insieme, dal basso”. A proposito delle prossime manifestazioni si legge ancora: “I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo”. E ancora: “Non rinunciamo a scendere in strada”; “Non ci hanno fermato con le leggi, non ci fermeranno con i blindati”.

Siher ha fatto uno stage all’Ispi nel 2024 e, ha fatto sapere in una nota l’Istituto per gli studi di politica internazionale, “da allora non ha più collaborato con l’Istituto”. Nel 2022 ha fatto uno stage a ilfattoquotidiano.it e successivamente ha collaborato saltuariamente fino al 2025, anno in cui ha firmato due pezzi sulle rivolte in Tunisia. “I suoi interessi di ricerca – si legge sul suo profilo pubblicato sul sito dell’Ispi – si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano“.

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Movimento 17 ottobre, salta l’annuncio delle piazze alle 14.30: corteo spontaneo partito da Cairoli

24 October 2026 at 15:08

Ci si aspettava l’annuncio delle piazze alle 14:30 sulla pagina Instagram @movimento17ottobre e invece non è accaduto. Al momento dai profili social del Movimento 17 ottobre, il cui presunto ideatore Youssef Siher è stato fermato dalla polizia, non sono state pubblicate informazioni sui ritrovi dei cortei improvvisati che erano stati annunciati nella giornata di ieri. A Milano non solo piazza Duomo è fortemente presidiata dalle forze dell’ordine e dall’esercito, ma anche altri luoghi che sono considerati sensibili dalle forze dell’ordine e da dove potrebbero partire azioni improvvisate, dopo i disordini dello scorso fine settimana.

Si tratta della stazione di Cadorna, piazza Castello e via Dante, la stazione di Garibaldi e la zona di piazza Oberdan e corso Buenos Aires. In piazza Castello – dove la settimana scorsa è stato assaltato il negozio Dechatlon – è comunque massiccia la presenza delle forze dell’ordine, così come negli altri luoghi. La polizia sta facendo controlli random sui passanti e soprattutto su ragazzi giovanissimi. In piazza Gae Aulenti ci sono una volante e agenti in borghese. Davanti alla Stazione di Garibaldi agenti della guardia di finanza chiedono i documenti ai ragazzi. Anche i binari sono presidiati da numerosi militari e agenti di polizia. In corso Buenos Aires una delle vie dello shopping milanese tutti i negozi sono aperti, un presidio delle forze dell’ordine in piazza Lima controlla i passanti. Intanto un corteo spontaneo si è mosso dalla zona di Cairoli a Milano: sono un centinaio i manifestanti pacifici, giovanissimi e studenti, che si muovono intonando cori contro il governo o ripetendo ‘siamo tutti antifascisti’.

Ieri infatti, la pagina “Movimento 17 ottobre”, dopo avere convocato i ritrovi una serie di piazze nei luoghi simbolo di Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Bari e Genova, aveva annullato tutto. Ma non la mobilitazione. “Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro“, si leggeva nel post social. Solo alle 14.30 di sabato, sui social, sarebbero dovuti esser noti tre luoghi di ciascuna città dove si invitano i manifestanti a presentarsi in gruppo (“non andate da soli”, viene specificato), ma non è stato pubblicato nulla dopo che Youssef Siher, presunto ideatore della pagina, è stato fermato e perquisito in questura. Dopo un’ora (alle 15.30), sarebbe dovuto essere comunicato un altro luogo, una grande piazza, da raggiungere in corteo. “Quando lo diremo noi, dove lo diremo noi”, è la frase che chiudeva il comunicato con il motto “Be water” (sii come l’acqua). Fin qui, però, non è successo nulla.

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Accoltellamento al Parco Dora di Torino: ucciso un ragazzo, caccia all’aggressore

24 October 2026 at 12:17

Un ragazzo ventenne è stato accoltellato a Parco Dora, nella periferia di Torino: trasportato in ospedale in condizioni gravi, è morto poco dopo a causa delle lesioni. Secondo quanto riferito da La Stampa, la vittima è stata ritrovata venerdì intorno alle 18.30 vicino ad un monopattino elettrico e con l’addome gravemente ferito. L’allarme è stato dato da un residente della zona che ha visto un’altra persona allontanarsi di corsa. Il colpevole non è ancora stato individuato e non si conosce il movente dell’atto: sulla vicenda indaga la squadra mobile della questura di Torino.

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Incidenti sul lavoro, a Baveno un uomo muore schiacciato tra un muro e un camion

24 October 2026 at 11:33

Sabato mattina a Baveno, in provincia del Verbanio-Cusio-Ossola, in Piemonte, un uomo di 48 anni ha perso la vita rimanendo schiacciato tra un muro e un camion. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente mortale: secondo le prime ricostruzioni, un autospurgo si sarebbe messo in moto autonomamente. L’allarme nel piccolo comune sul Lago Maggiore è scattato questa mattina alle 8: sul posto, in via Due Riviere si sono recati immediatamente polizia e soccorritori, oltre ai vigili del fuoco che hanno impiegato oltre 20 minuti nelle operazioni di estrazione del corpo.

Appena quattro giorni fa, nel bresciano, un’altra morte sul lavoro con dinamica simile: un operaio è rimasto schiacciato in un cestello elevatore nello stabilimento di Acciaierie Venete a Sarezzo, nel Bresciano.

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Agguato mafioso in Calabria: uccisa Silvana Sibarelli, la moglie del boss Damiano Pepe. Lui è ferito gravemente

24 October 2026 at 09:55

È stata uccisa nella notte Silvia Sibarelli, 60 anni, moglie del boss ‘ndranghetista Damiano Pepe, 64 anni, ritenuto dagli inquirenti uno dei vertici della criminalità organizzata della Sibaritide. I due sono stati vittima di un agguato, avvenuto intorno alla mezzanotte, in contrada Lattughelle, a Cassano allo Jonio (Cosenza): la coppia è stata colpita alle spalle da dei proiettili esplosi quasi sicuramente da un’arma lunga. Secondo chi indaga, all’agguato hanno partecipato almeno due persone. Sui fatti indagano i carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio.

Il boss mafioso è adesso ricoverato nel reparto di chirurgia d’urgenza dell’ospedale Annunziata di Cosenza: è in gravi condizioni ma, secondo Il Corriere della Calabria, non sarebbe in pericolo di vita. Nel 2019 Damiano Pepe è uscito dal carcere dopo 26 anni di detenzione per un omicidio, mentre il fratello, Eduardo, fu ucciso nel 2002 in una guerra tra clan.

“Giù le mani dalla città”, commenta Gianpaolo Iacobini, sindaco di Cassano allo Jonio. “Davanti a una scìa di sangue che si allunga restano indispensabili e fondamentali la prevenzione, la formazione e lo sviluppo socio-economico. Tuttavia, altrettanto importante, e sicuramente urgente, diventa una risposta fatta di ancor più intenso controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, di un’azione giudiziaria sempre più rapida e incisiva, di un impegno civile maggiormente visibile ed efficace”. Il primo cittadino annuncia che, già nelle prossime ore, chiederà formalmente al prefetto “la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, per l’adozione di ogni misura utile e opportuna”, mentre “lunedì pomeriggio, insieme al vescovo, monsignor Francesco Savino, promuoveremo un’assemblea pubblica per discutere di quanto accaduto e, soprattutto, delle iniziative da assumere”.

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Operazione contro gioco illegale e scommesse clandestine a Prato: individuate sei bische e sequestrati oltre 33mila euro

24 October 2026 at 09:26

Sei bische clandestine individuate in tre settimane, oltre 33mila euro in contanti sequestrati nelle diverse operazioni insieme a tutto il materiale utilizzato per il gioco d’azzardo. È il bilancio di una serie di controlli effettuati a Prato il 2, 9, 13 e 23 ottobre per contrastare la diffusione delle attività di gioco illegale e delle scommesse clandestine. Le verifiche hanno riguardato appartamenti, associazioni ricreative e culturali, immobili adibiti a uffici e locali commerciali, compresa una struttura destinata al pronto moda. Secondo la Procura di Prato, diretta dal procuratore Luca Tescaroli, gli ambienti individuati erano nella disponibilità di cittadini cinesi e risultavano frequentati anche da italiani, alcuni dei quali con precedenti.

Il quadro emerso dagli accertamenti restituisce una realtà articolata, con locali attrezzati per il gioco tradizionale, soprattutto il mahjong, e strutture dotate di computer utilizzati per accedere a piattaforme online non autorizzate. In alcuni casi, le sale erano organizzate in modo da limitare l’accesso dall’esterno e controllare l’identità delle persone in ingresso.

Venerdì 2 ottobre, gli operatori dell’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme alla polizia locale di Prato, hanno effettuato un accesso in un locale di via Castagnoli 39/41, sede dell’associazione culturale ‘Game’. All’interno è stata individuata una bisca abusiva con 27 postazioni dotate di monitor, tastiere e cuffie, oltre a due personal computer. In un’area della struttura erano presenti tre tavoli da gioco ricoperti di panno verde, sui quali si trovavano tessere e dadi utilizzati per diversi giochi, tra cui il mahjong. Al momento del controllo, gli investigatori hanno trovato trenta persone impegnate a giocare.

Nel locale venivano inoltre distribuite bevande senza autorizzazioni. Tra il materiale sequestrato 3.344 euro in contanti, custoditi in un cassetto nella disponibilità del gestore, tre libri mastri e l’immobile. I registri contenevano annotazioni relative alle prenotazioni delle prestazioni e alle ricariche effettuate, elementi che potranno contribuire alla ricostruzione delle modalità di funzionamento dell’attività. La presenza di tante postazioni informatiche, accanto ai tavoli predisposti per i giochi tradizionali, è uno degli elementi che caratterizzano il quadro complessivo delineato dagli investigatori: le strutture individuate non erano infatti tutte organizzate nello stesso modo, ma comprendevano anche strumenti potenzialmente destinati al gioco attraverso internet.

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Napoli, tensione al corteo di Potere al Popolo contro il carovita: scontri tra manifestanti e polizia

23 October 2026 at 21:05

Momenti di tensione questa sera a Napoli, quando il presidio indetto da Potere al Popolo in piazza Dante contro il carovita si è trasformato in un corteo non annunciato. I manifestanti si sono mossi verso il Comune, e in piazza Municipio sono entrati in contatto con la Polizia che controllava l’ingresso di Palazzo San Giacomo e che li ha fermati. I militanti di Potere al Popolo e le forze dell’ordine si sono fronteggiati per qualche minuto, poi il corteo si è sciolto; nelle fasi concitate in cui i due gruppi sono entrati in contatto è stato coinvolto un cronista, di cui non si conoscono le generalità, che è rimasto contuso. Le sue condizioni, a quanto si apprende, non destano preoccupazione.

Credit video: Instagram @exopgjesopazzo

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Caldo record in Europa, 50mila morti nell’estate 2026: due su tre per colpa del cambiamento climatico. Napoli è la città più colpita

23 October 2026 at 15:58

Il caldo della scorsa estate ha causato un numero di decessi record: 50mila persone nelle città europee sono morte e per gli scienziati la responsabilità di due terzi di questi decessi – pari a 32mila – è attribuibile al cambiamento climatico. A rivelarlo è un nuovo studio del Grantham Institute sui cambiamenti climatici e l’ambiente, secondo cui da giugno ad agosto i decessi sono avvenuti a causa del caldo torrido provocato dall’inquinamento che sta surriscaldando il pianeta. La città più colpita del continente europeo è Napoli, dove 815 persone su un milione sono morte a causa del caldo. Mario Guarino, medico del pronto soccorso dell’Ospedale Cto nella zona nord della città, ha affermato di aver assistito a un aumento del 15% degli accessi al pronto soccorso durante le settimane più calde.

I problemi di salute già esistenti sono stati aggravati dal caldo, ma anche dalla solitudine e dalla povertà, ha aggiunto Guarino. Lo studio ha rilevato che le persone di età superiore agli 85 anni rappresentano quasi la metà delle vittime, sebbene anche i più giovani non ne siano immuni: si stima infatti che 833 persone di età compresa tra i 20 e i 44 anni siano morte a causa del caldo. Le giornate con temperature costantemente alte hanno spinto gli organismi più vulnerabili a uno stato di iperattività, mentre le notti calde ne hanno impedito il recupero. Il bilancio delle vittime “sconvolgente” è stato il peggiore mai registrato e ha coinvolto 854 città. Per Malcolm Mistry, scienziato del clima e della salute della London School of Hygiene & Tropical Medicine, il numero di decessi è impressionante, “ma forse ciò che è ancora più allarmante è la percentuale di questi decessi che attribuiamo ai cambiamenti climatici di origine antropica”.

Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito hanno registrato il numero assoluto di decessi, ma dato che sui certificati di morte raramente vengono inseriti anche i fattori che hanno contribuito al decesso – come le temperature pericolose che spingono oltre i limiti una persona colpita da ictus o un malato di cancro ai polmoni – le famiglie raramente sanno che il caldo, causato dalle attività inquinanti dell’uomo, ha accelerato la morte dei loro cari.

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Da Milano a Roma, sabato città blindate | La mappa. E nelle chat si organizzano le piazze: “Mezz’ora prima vi diremo dove andare. Be water”

23 October 2026 at 14:54

Un mix di attesa, tensione e preoccupazione accompagna la vigilia dell’annunciata mobilitazione nelle piazze italiane. E con una sorpresa. Il profilo social del “Movimento 17 ottobre” annuncia un cambio di strategia. Dopo avere annunciato una serie di piazze nei luoghi simbolo di Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Bari e Genova, annulla tutto. Ma non la mobilitazione.

“Le piazze annunciate sono annullate“. “Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro“, si legge nel comunicato. In pratica sabato alle 14.30, sui social, verranno comunicati tre luoghi di ciascuna città dove si invitano i manifestanti a presentarsi in gruppo (“non andate da soli”, viene specificato). Dopo un’ora (alle 15.30), verrà comunicato un altro luogo, una grande piazza, da raggiungere in corteo. “Quando lo diremo noi, dove lo diremo noi”, è la frase che chiude il comunicato con il motto “Be water” (sii come l’acqua).

Un cambio di strategia che rischia di complicare – e non poco – la gestione dell’ordine pubblico nelle città coinvolte. Una “mobilitazione permanente contro il governo dei padroni”, viene definita. Da Nord a Sud sono tante le città coinvolte tra manifestazioni e cortei autorizzati o iniziative solamente convocate sui social. Le scene di guerriglia urbana dello scorso weekend a Milano, con protagonisti giovanissimi e minori incappucciati, hanno alzato in livello di allerta. E mentre la Digos ha effettuato perquisizioni in 18 città italiane e a Bari la procura dei minori ha interrogato un gruppo di minori che “preparava saccheggi a negozi”, ecco quali sono le città coinvolte tra manifestazioni ufficiali e le piazze inizialmente annunciate sui social.

Milano

Sabato il capoluogo lombardo sarà blindato e presidiato dalla stazione fino al centro, anche dai 500 militari in più inviati dal governo. Il sindaco Giuseppe Sala da inizio settimana va ripetendo che “c’è preoccupazione“, anche se al momento non sono stati annunciati cortei e manifestazioni, che in ogni caso difficilmente sarebbero stati autorizzati in centro città, dopo le scene di guerriglia del weekend scorso. L’appuntamento noto, quello degli anarchici in Conciliazione, è stato annullato. Ciò però non significa che i gruppi, provenienti da Milano, ma anche da altre città del Nord Italia, non saranno in piazza. La scelta di annullare il corteo, infatti, “non è un passo indietro”, ma è stata al contrario motivata con l’obiettivo di “non frammentare le piazze“, data la concomitanza con il probabile raduno di giovani e giovanissimi a partire dalle 15. Sono invece due i presidi autorizzati dalla Questura. In piazza Cavour, la mattina ci sarà un sit-in dei sindacati di base contro il carovita. Un altro presidio autorizzato è quello Pro-Palestina che siterrà in piazza Leonardo Da Vinci, nei pressi del Politecnico, dove è prevista la partecipazione di circa 300 persone. In mattinata, in piazza XXV aprile, sarà monitorato un presidio di esponenti di studenti di estrema destra, questo non preannunciato alla Questura. La preoccupazione principale, però, riguarda quanto potrà accadere nel pomeriggio dopo l’appello lanciato dal “Movimento 17 ottobre”: inizialmente il luogo di raduno comunicato era stato piazza Duomo e dintorni, teatro di devastazioni lo scorso fine settimane. Adesso, però, i nuovi luoghi di raduno si conosceranno sabato. Intanto i controlli saranno tanti: un primo filtraggio ci sarà nelle stazioni ferroviarie di tutta la Lombardia. Sarà controllato dalle forze dell’ordine chi non ha un biglietto e sarà verificato se ha precedenti, oppure che non abbia oggetti impropri come petardi o coltellini. Chi sarà in queste condizioni non sarà fatto partire.

Roma

Anche nella Capitale l’allerta è alta. Sui social era stata annunciata una manifestazione al Circo Massimo. Nello stesso luogo, tra l’altro, è presente il Villaggio della Difesa per la festa dell’Esercito che inizierà il 30 ottobre. L’attenzione delle forze dell’ordine è concentrata in particolare su piazza Venezia, piazza del Popolo e, appunto, il Circo Massimo. Sempre domani si svolgerà la manifestazione nazionale per la pace “Fuori l’Italia dalla guerra“, a cui sono attesi circa 10mila partecipanti, con appuntamento alle 14 in piazza della Repubblica. Alle 15 il corteo dell’Asse Imperialista si dirigerà ai Fori Imperiali. Le associazioni di destra, Azione Universitaria e Gioventù Nazionale, ha organizzato invece il corteo “Sblocchiamo tutto”, che partirà alle ore 10.30 da piazza della Libertà con arrivo in piazza Risorgimento. Manifestazioni ufficiale che si sommano a quelle annunciate sui social, ma non preavvisate, con appuntamento che verranno comunicati sui social domani.

Torino

A Torino diverse realtà – studenti, collettivi e movimento per il diritto alla casa – parteciperanno alla manifestazione organizzata dal coordinamento ‘Torino è contro il riarmo“, che vede gli autonomi del centro sociale Askatasuna, sgomberato il 18 dicembre scorso, tra i principali promotori. L’appuntamento è alle 15 in piazza Castello. Stesso luogo e orario inizialmente annunciato dal “Movimento 17 ottobre”. Gli studenti delle scuole superiori si ritroveranno alle 14 in piazza Arbarello per raggiungere successivamente piazza Castello. Da Palazzo Nuovo partiranno invece gli universitari e i collettivi. A quanto si apprende, l’intenzione è quella di far convergere tutti i gruppi nella piazza, da dove dovrebbe partire il corteo, per poi tornare nello stesso luogo al termine della manifestazione.

Bologna

A Bologna l’appuntamento del “Movimento 17 ottobre” era in piazza Nettuno. “Insieme alla Questura e il prefetto stiamo lavorando affinché sabato il centro storico sia protetto e stiamo dialogando anche con i commercianti per organizzarci al meglio. Però occorre fare anche la parte che ritengo sia più importante: dialogare con i ragazzi, ascoltare le loro istanze”, ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore.

Genova

Nel capoluogo ligure c’è massima attenzione, ma nessun allarme in vista della manifestazione annunciata per sabato. È quanto emerso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in prefettura. All’incontro ha partecipato anche il presidente di Confcommercio Genova, Alessandro Cavo. “Ci è stato detto di stare aperti e vigili nel caso succedesse qualcosa. Ovviamente saremo pronti a chiudere nel caso la situazione dovesse degenerare, ma ci è stato assicurato che il dispositivo messo in piedi sarà adeguato a quello che potrebbe accadere”, ha riferito. Il primo appuntamento a Genova era stato dato in piazza De Ferrari.

Firenze

Cresce l’attenzione anche a Firenze dove erano state annunciate sui social due manifestazioni in piazza della Signoria e piazza Santa Maria Novella. Gli appelli, diffusi su Telegram e Instagram da gruppi “Movimento 17 ottobre” e “Noi il popolo”, anche in questo caso, non risultano preannunciati alla Questura.

Padova

Sono due le manifestazioni studentesche preavvisate a Padova sabato, una al mattino e una al pomeriggio, organizzata dalla sigla “Federazione Italiani Liberi”. Mentre sui social l’appuntamento era stato dato in piazza Mazzini. Perquisizioni della Digos e Daspo urbani sono stati effettuati e notificati dalla Questura nei confronti di 11 giovani, otto dei quali minorenni, che avrebbero pianificato via chat saccheggi in vista dei cortei. La Procura dei Minorenni di Venezia procede per istigazione alla disobbedienza alle leggi di ordine pubblico e all’odio tra le classi sociali. In particolare, gli agenti hanno intercettato su Instagram una chat in cui si programmavano danneggiamenti e razzie contro pubblici esercizi del centro storico.

Bari

Anche in Puglia ci sono state perquisizioni e interrogatori di giovanissimi. Secondo l’ipotesi investigativa “un folto gruppo di giovani e giovanissimi era pronto a colpire e saccheggiare, sull’onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi” del centro di Bari. Qui sono due le mobilitazioni lanciate sui social: quella convocata dal “Movimento 17 ottobre”, in un primo momento in piazza Umberto alle ore 15, e l’appuntamento lanciato su Tik Tok da “Noi siamo il popolo”, allo stesso orario ma in piazza del Ferrarese. “Cosa vogliamo? – scrivono gli organizzatori della mobilitazione nazionale -. Presente e un futuro migliore”.

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Uccide la fidanzata a coltellate nel Varesotto e scappa in Abruzzo: si costituisce ai carabinieri

23 October 2026 at 13:07

Un uomo di 53 anni si è costituito per aver aver ucciso la compagna giovedì mattina a Vergiate, in provincia di Varese. Le numerose coltellate con cui Marco Panichi ha confessato di aver colpito la donna di 36 anni originaria della Colombia, ne hanno causato il decesso.

I due erano in viaggio nel Varesotto e, dopo l’omicidio, Panichi è rientrato in Abruzzo e si è costituito spontaneamente alla caserma dei carabinieri di via Genserico Fontana. Secondo il difensore, l’avvocato Leonardo Casciere, l’uomo sarebbe inizialmente fuggito per paura e avrebbe raggiunto il padre prima di consegnarsi.

Dopo aver aperto la porta dell’abitazione con l’intervento dei Vigili del Fuoco, i carabinieri di Gallarate sono entrati nell’appartamento che i due avevano preso in affitto e hanno trovato il corpo della donna sul pavimento della camera da letto, con diversi fendenti al corpo e al collo.

Accanto alla donna è stato trovato un coltello da cucina, indicato dagli investigatori come l’arma utilizzata. Il fermo del 53enne, originario di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila, è stato disposto dall’autorità giudiziaria di Avezzano, in accordo con la magistratura lombarda. La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale di Pavia, dove sarà eseguita l’autopsia. La Procura di Busto Arsizio ha avviato ulteriori accertamenti per ricostruire la dinamica dell’omicidio.

Secondo quanto riferito dall’avvocato Casciere all’Ansa, l’aggressione non sarebbe partita da lui ma dalla donna, per motivi di gelosia. A sostegno della sua tesi, il legale ha menzionato anche le lesioni sul braccio di Panichi, ma sarà la documentazione sanitaria ad accertare il numero esatto delle lesioni, la loro gravità ed eventualmente la compatibilità delle ferite con un tentativo di autodifesa da parte della vittima. A breve prevista la convalida del provvedimento da parte del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Avezzano.

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Bimba di tre anni uccisa a coltellate in casa a Tortona, fermata la madre

23 October 2026 at 12:52

Una bambina di poco più di tre anni è stata trovata morta nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre in un’abitazione di via Baluardo, a Tortona, in provincia di Alessandria. A fare la scoperta sono stati i carabinieri, intervenuti nell’alloggio di social housing gestito dalla cooperativa Agape, vicino alla chiesa di Santa Maria Canale.

In casa, al momento del ritrovamento, c’era soltanto la madre, una donna straniera di circa trent’anni. La donna è stata immediatamente ascoltata dal magistrato di turno e successivamente fermata. Le circostanze della morte e la dinamica dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento, ma la piccola sarebbe stata uccisa con un grosso coltello da cucina.

Secondo quanto riportato da La Stampa, la vicenda si inserirebbe in una situazione familiare complessa, segnata da contrasti tra la donna e il padre della bambina, di origini italiane. La madre avrebbe avuto l’affidamento esclusivo della piccola.

Stando alle ricostruzioni del quotidiano, nel corso di una recente udienza in tribunale sarebbe stato avviato un percorso per favorire il riavvicinamento tra padre e figlia. L’uomo sarebbe stato descritto come violento nei confronti dell’ex compagna, ma non della bambina. Sulla scena del crimine è al lavoro la sezione investigativa della Scientifica del comando provinciale dell’Arma.

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Dodici scosse di terremoto al largo di Palermo: la più forte di magnitudo 5.5. Evacuati edifici pubblici e scuole

23 October 2026 at 12:09

Dodici scosse in due ore, la più forte di magnitudo 5.5. Palermo trema per una serie di terremoti localizzati nel mar Tirreno meridionale. Il più forte è stata avvertito alle 12.19 in Sicilia, dal capoluogo a Catania. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la scossa ha fatto registrare una magnitudo di 5.5 con epicentro nel Tirreno meridionale a nod-ovest delle Eolie, non distante da Alicudi. La potenza del terremoto delle 12.19 ha spinto a diramare un’allerta maremoto di livello arancione, come da protocollo internazionale, ma è stata poi revocata dopo un’ora poiché non sono state rilevate variazioni nel livello del mare.

Al momento non sono pervenute segnalazioni di danni a cose o persone. In via precauzionale sono state evacuate le scuole a Messina, mentre a Palermo è stato ordinato l’abbandono di tutti gli edifici pubblici. A Trapani invece è stato sgomberato il palazzo di giustizia. Molti cittadini sono scesi in strada in diverse località della Sicilia. Nei comuni delle Eolie, in particolare ad Alicudi e Filicudi, gli isolani sono scesi in strada e gli studenti di ogni ordine e grado sono stati fatti uscire dalle classi e mandati a casa. Sono in corso le verifiche, anche attraverso i carabinieri, da parte della Protezione civile comunale di Lipari e dei tre Comuni di Salina. Soltanto da Filicudi viene segnalato il crollo di un costone roccioso alle spalle del centro abitato.

I precedenti sismi avevano avuto una magnitudo di 4.3, alle 11.51 a una profondità di 24 km, e di 3.3 alle 11.04. Nel mezzo si era registrato un terzo terremoto di 3.6. Tutti sono stati avvertiti nell’arcipelago delle Eolie, mentre già quello delle 11.51 aveva già fatto tremare la popolazione palermitana. La sequenza sismica è proseguita anche nei minuti successivi all’evento principale, con un’altra serie di sette scosse comprese tra magnitudo 3 e 4. Già giovedì, nella stessa area, si erano registrati sette terremoti con una magnitudo massima di 3.7. In totale, nell’ultima settimana, i sismi sono stati più di una trentina.

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È morto lo scrittore Ryu Murakami. Ha raccontato il lato oscuro del Giappone, tra trasgressione e disagio giovanile

23 October 2026 at 12:06

Lo scrittore giapponese Ryu Murakami è morto il 17 ottobre nella sua abitazione all’età di 74 anni. Autore di Blu quasi trasparente – spesso erroneamente confuso con Haruki Murakami, i cui best seller hanno venduto milioni di copie in Italia – Ryu ha raccontato nei suoi romanzi il lato oscuro della società nipponica, tra trasgressione, violenza e disagio giovanile. La casa editrice Gentosha, ha comunicato la notizia su X e ha espresso il suo cordoglio: “Il funerale si è tenuto in forma privata, riservato alla famiglia”.

Le sue opere, anche con il passare degli anni, si sono sempre rivolte alle nuove generazioni, permettendo a Murakami di entrare tra le voci più provocatorie della letteratura contemporanea del suo Paese. La sua scrittura, caratterizzata da atmosfere dure e da una rappresentazione esplicita delle contraddizioni sociali, gli valse la definizione di “enfant terrible” della letteratura nipponica. Ryu Murakami si è dedicato anche alla musica e al cinema, suonando la batteria in un gruppo rock, scrivendo diverse sceneggiature e firmando la regia di alcuni film tratti dai suoi romanzi.

Il suo primo romanzo ha suscitato critiche entusiastiche nel panorama letterario, per i temi promiscui trattati. Proprio per questo nel 1976 ha ricevuto il premio letterario Gunzo per esordienti e il premio Akutagawa. Nel 1980, con Coin Locker Babies, Ryu Murakami ha raccolto il consenso di critica e pubblico, vincendo il Noma Literary New Face Prize l’anno successivo. L’autore giapponese ha continuato a toccare temi delicati come la solitudine tecnologica, la paranoia, il disagio giovanile e la violenza sotterranea della metropoli di Tokyo in Parassiti, romanzo del 2000 con cui si aggiudica la 36ª edizione del Premio Tanizaki.

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Allerta a Milano, Roma e Torino per le proteste. Perquisizioni della Digos in 18 città: “A Bari folto gruppo di minori preparava saccheggi a negozi”

23 October 2026 at 09:07

È una vigilia di tensione in Italia in vista delle manifestazioni annunciate per sabato. Allerta altissima a Milano, Torino e Roma dopo la guerriglia urbana nel capoluogo lombardo della scorsa settimana che ha visto protagonisti bande di giovani (tanti minori) incappucciati. La Digos ha effettuato perquisizioni in 18 città italiane a seguito delle manifestazioni del 17 e del 18 ottobre. Su delega dell’autorità giudiziaria e di iniziativa, la polizia ha eseguito una serie di perquisizioni domiciliari e personali a carico di circa 100 persone, di cui 51 minorenni, identificati nei gravi disordini. Le perquisizioni sono state eseguite ad Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese, Verona.

Anche al Sud l’attenzione è molto alta. Perquisizioni e interrogatori sono in corso dalle prime ore dell’alba in tutta la provincia barese nell’ambito di una vasta operazione della Polizia, con il coordinamento della Dda e della Procura per i minori di Bari. Secondo l’ipotesi investigativa “un folto gruppo di giovani e giovanissimi era pronto a colpire e saccheggiare, sull’onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi” del centro di Bari.

Gli inquirenti ipotizzano reati di istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo e la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. La Digos di Bari – fa sapere la Questura in una nota – ha “costantemente monitorato i principali social attraverso i quali i giovanissimi stavano organizzandosi per colpire, a partire dal pomeriggio di oggi, i negozi dell’alta moda italiana ed internazionale, oltre a negozi sportivi e di elettronica ubicati nel centro città”, in particolare in via Sparano, via Melo, via Argiro e Corso Vittorio Emanuele, che sono le principali strade dello shopping barese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, inoltre, i giovanissimi erano in procinto di procurarsi armi, materiale esplodente e arnesi da scasso, da utilizzare anche nei confronti delle forze dell’ordine.

Livello di vigilanza molto alto, pertanto, in tutta la penisola. A Milano i negozi del lusso di via Monte Napoleone si preparano al weekend, con il timore di nuovi scontri e atti di danneggiamento. In alcuni esercizi commerciali ci si sta preparando a installare pannelli di compensato sulle vetrine, con l’obiettivo di attutire eventuali colpi e limitare il rischio di rottura dei vetri.

Gli scontri di sabato e domenica scorsi hanno colto di sorpresa anche i veterani dei disordini di piazza, cioè le ali più dure di antagonisti, centri sociali e anarchici. E negli ultimi giorni si sta assistendo – rilevano fonti di sicurezza – ad iniziali tentativi di salire sul carro dei nuovi contestatori da parte degli storici protagonisti degli scontri urbani. E le manifestazioni annunciate per domani costituiranno un banco di prova per verificare eventuali saldature tra le diversi componenti della protesta violenta. Un’analisi di quello che si muove in questo ambito e dei possibili sviluppi è stata fatta dal direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, ascoltato per oltre tre ore dal Copasir.

La saldatura dei diversi fronti viene considerata come possibile, anche se gran parte dei giovanissimi di sabato scorso si sono mossi non per ragioni ideologiche. Per questo è importante ciò che accadrà nelle prossime ore, quando sono convocate manifestazioni in tante città. Anche il Movimento 17 ottobre ha dato appuntamento per le 15 in luoghi simbolo di Bologna (piazza Nettuno), Milano (piazza Duomo), Torino (piazza Castello), Roma (Circo Massimo), Firenze (piaza Santa Maria Novella), Padova (piazza Mazzini), Bari (piazza Umberto I) e Genova (piazza De Ferrari), per una “mobilitazione permanente contro il governo dei padroni”. Allerta alta a Milano come anche nella Capitale, dove si svolgerà la manifestazione nazionale per la pace “Fuori l’Italia dalla guerra“, a cui sono attesi circa 10mila partecipanti, con appuntamento alle 14 in piazza della Repubblica. La mattina a Roma sfileranno anche gli studenti di destra con lo slogan ‘Sblocchiamo tutto’. Tra le mobilitazioni in programma, a Torino movimenti e studenti scenderanno in piazza al grido “Noi la guerra non la paghiamo” e sempre per la pace si manifesterà anche a Padova e Bari.

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Proteste tir, rimossi nella notte tutti i blocchi in Campania: lunghe file ai distributori di carburante riaperti

23 October 2026 at 08:20

Ci vorranno anche diversi giorni per il ritorno alla normalità. Nella notte sono stati rimossi, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il blocco a Napoli, nella zona del varco Bausan e in via Argine, dove ha sede una delle due raffinerie della città. Le forze dell’ordine hanno infatti scortato il rifornimento dei distributori con una serie di volanti.

Ancora molti distributori di carburante mostrano il tutto esaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe file di automobili. In Campania si registra anche il lento il ritorno alla normalità per i supemercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincia l’approvvigionamento.

Ieri la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha chiesto la precettazione degli autotrasportatori. La Commissione, si legge infatti in una nota, “prende atto del senso di responsabilità e della collaborazione dimostrati da alcune sigle dell’autotrasporto” ma, rilevando che permangono “diffusi e persistenti blocchi stradali” “prolungando una criticità ormai insostenibile negli approvvigionamenti dei beni di prima necessità ha formalmente segnalato la situazione alle Autorità competenti affinché adottino le misure e i provvedimenti necessari a garantire l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese, ai sensi ” ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. f, della legge n. 146 del 1990″, al fine di garantire “a garantire l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese”.

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A Ferrara nasce il “Nucleo anti maranza”: la proposta del sindaco leghista per rispondere ai disordini delle proteste

22 October 2026 at 19:20

Il sindaco leghista di Ferrara, Alan Fabbri, questa volta non si è limitato al solito messaggio di condanna sui disordini che hanno colpito Milano e Bologna durante le manifestazioni, ma è andato oltre. A Ferrara nasce “il Nam, il Nucleo Anti Maranza, una task force voluta dal Comune della città emiliana per contrastare il fenomeno, che sarà al contempo anche un primo esperimento a livello nazionale”, ha annunciato il primo cittadino. Le funzioni del Nam saranno di “prevenzione, controllo e repressione” e per questo il Comune di Ferrara coinvolgerà avvocati, psicologi, assistenti sociali, polizia locale ed esperti di sicurezza.

Il nucleo sarà attivo già dalle prossime settimane e il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato con entusiasmo l’iniziativa del sindaco ferrarese. “Ferrara risponde, con i fatti, alle richieste di aiuto e sostegno di tanti genitori, famiglie e commercianti, impauriti dalla situazione di insicurezza crescente”, ha spiegato Fabbri. Fabio Anselmo, lo sfidante di centrosinistra alle scorse elezioni, ha parlato di “mera propaganda” e di “spreco di denaro pubblico”.

“Approcciare così il tema, oltretutto con questa terminologia ghettizzante, stigmatizzante, e anche direi razzista, è indice di questi tempi bui. I giovani sono altra cosa, i problemi dei giovani sono altri”, ha affermato il consigliere d’opposizione. “Gli psicologi, certo, servono: servono occasioni di lavoro, di realizzazione, spazi per fare comunità”, ma “la task force anti maranza, con a capo Nicola Lodi (l’arcinoto Naomo, ex vicesindaco e assessore), si commenta da sé”, prosegue Anselmo, riferendosi all’ipotesi, al momento non confermata ufficialmente dal Comune, che alla guida della struttura venga chiamato l’ex vicesindaco leghista, in precedenza sospeso per la legge Severino. Il richiamo alle parole del Presidente della Repubblica è inevitabile, e per questo Anselmo sottolinea che per i giovani di Ferrara sia necessario investire in qualcosa di più che una task force, che altro non fa che “generare odio“.

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Scontro tra Sommi e Friedman su La7. “Attento a dare del filoputiniano, poi le querele si pagano”. “Mi minacci, signor avvocatino cafone?”

22 October 2026 at 19:11

Scintille in diretta a Omnibus, su La7, tra Luca Sommi, giornalista del Fatto Quotidiano e conduttore di Accordi & Disaccordi, e il giornalista economico Alan Friedman. Casus belli: le proteste giovanili di Milano e il ruolo delle presunte interferenze russe nell’alimentare le tensioni sociali in Europa.
Tutto comincia dall’analisi di Sommi sugli scontri di Milano. Il giornalista del Fatto respinge l’idea che dietro la rabbia dei ragazzi ci sia la regia di Mosca e richiama invece le disuguaglianze economiche, l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto delle famiglie. Sommi insiste soprattutto su un punto: attribuire il disagio giovanile alle infiltrazioni russe significa distogliere lo sguardo dalle condizioni materiali in cui vivono milioni di persone.
“Mi viene da sorridere al pensiero che il disagio giovanile in Italia e in Europa sia colpa delle infiltrazioni di Putin – osserva – Non riesco a rimanere serio su questa cosa, perché in realtà parliamo di un problema strutturale”.
Poi richiama la condizione sociale di tanti manifestanti, spesso figli di immigrati di seconda generazione o delle fasce più povere della popolazione italiana: “Qui ci sono dei ragazzi che non ce la fanno più. A 11 anni vai in piazza a manifestare. Questo è un termometro di una sperequazione sociale esasperata. Se tu togli 300 euro di reddito di cittadinanza magari al papà, che temporaneamente era in difficoltà, e non hai il coraggio di tassare le multinazionali e i super ricchi, allora accadono queste cose”.

A intervenire successivamente è Antonio Di Bella, ex direttore del Tg3, che introduce una distinzione tra le origini delle proteste e il loro sfruttamento politico da parte del Cremlino: “È chiaro che il fuoco degli scontri non viene acceso dalla Russia o da qualche misterioso manovratore. Ma apertamente gli esponenti del governo Putin usano le tensioni europee come prova della crisi dell’Occidente“.
Di Bella cita anche Aleksandr Dugin, ideologo nazionalista russo e rbadisce che non c’è nessuna “manina misteriosa” ma una strumentalizzazione alla luce del sole: “È evidente che chi manifesta e gli scontri non sono creati da fuori, ma sono alimentati e sfruttati da fuori”.
Dal collegamento Friedman applaude e mostra il gesto dell’ok con la mano. E commenta: “Antonio Di Bella ha detto perfettamente. Poi che qualche filoputiniano difenda Putin non è una sorpresa, che sia un giornalista per un giornale di propaganda del Cremlino, che sia un politico di destra…”.
Sommi interviene: “Friedman, attenzione a dare dei filoputiniani perché si beccano le querele e poi le si pagano”.
Il giornalista americano ribatte immediatamente: “Mi stai minacciando?”..
“No – replica Sommi – Ti invito alla cautela a usare certi termini perché li hanno già usati a lungo anche sul Corriere della Sera e poi hanno pagato copiosamente per aver dato dei filoputiniani a chi si interroga sulle questioni invece di chi liscia da una parte. Te lo dico così, per rinfrescarti le idee”.

Il riferimento è alla vicenda giudiziaria di Alessandro Orsini, sociologo e professore associato alla Luiss Guido Carli di Roma. Il 5 giugno 2022 il Corriere della Sera pubblicò un articolo firmato da Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini, intitolato “Influencer e opinionisti. Ecco i putiniani d’Italia” e dedicato a una presunta rete di opinionisti e influencer che rilanciavano la propaganda del Cremlino, con riferimenti alle attività del Copasir e dei servizi di intelligence. Tra i nomi compariva quello di Orsini, accompagnato dalla sua fotografia. Il professore ha promosso una causa civile contro Rcs, il direttore Luciano Fontana e le due giornaliste. Il Tribunale di Milano, in primo grado, ha condannato i convenuti a risarcirlo con 27.500 euro per danni e circa 5mila euro per spese processuali.

Friedman sbotta: “Questo è talmente da cafone che neanche ti rispondo. Io non sono qui per litigare e non credo di aver nominato nessun giornale. Attenzione, signor avvocatino“.
Sommi non arretra e gli fa notare la sequenza degli interventi: “Hai parlato di “giornalisti filoputiniani” subito dopo che ho detto che un conto è esultare perché l’Europa va male, visto che c’è una guerra, un conto è avere l’intromissione di Putin nei social»”.
Friedman rivendica di non aver indicato alcuna testata né alcuna persona specifica: “Ho fatto il nome di qualche giornale? Mi querela per non aver fatto nessun nome e aver parlato genericamente? Ma va’! Io volo alto e non scendo a questi livelli bassi, ok?”.
Sommi ride e ribadisce: “Hai appena detto dei giornalisti filoputiniani”.
“Ho parlato genericamente dei putiniani in Italia senza nominare nessuno, signorino“, rilancia Friedman.
Greco, visibilmente spazientito, cerca di chiudere il battibecco: “No, no, non ha nominato nessuno, benissimo”.
Ma Friedman continua a interrompere, ripetendo “Signorino!” e poi “Piccolo signore!“, mentre Sommi reagisce divertito e il conduttore è costretto ad arrendersi con una battuta: “Siamo alla frutta, come dicono in Calabria“.

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