Chissà se i pesci negli acquari sono a disagio. Sembra chiederselo spesso con il suo sguardo Kamei, adolescente di Okinawa che galleggia tra le sue giornate estive prima di scegliere il suo futuro. The Color of the Sun è l’opera prima di Xavier Tera. Ci apre lo sguardo su un litorale asiatico dove basi militari e angheriepost-coloniali Usa limitano i rintocchi della vita fin dai rombi dei caccia, che tuonano dal cielo neanche fossero campanili. Kamei si destreggia tra le prime esperienze sessuali con una ragazza, suo primo amore, e le prove di coraggio con la nuova amicizia simbiotica di un ragazzo americano legato alle basi.
Mentre sullo sfondo Okinawa manifesta, ambisce all’indipendenza e sviluppa forte diffidenza verso l’arroganza stelle e strisce. Con un rapporto di silenzi tra il protagonista e una madre in affanno, l’istantanea realista su questa piccola frazione di mondo così lontana presenta virtù e fragilità di tante opere prime veraci e giovanilistiche. Da una parte vivida e vibrante anche nei respiri lunghi, e con un finale aperto a varie letture. Ha esordito alla Mostra del Cinema Venezia, Orizzonti, mentre ad Alice nella Città era in sezione Sintonie.
Il primo film in lingua inglese di Kantemir Balagov è anche ambientato a Newark, Usa. Butterfly Jam racconta di un giovane padre, Barry Keoghan, alle prese con un figlio adolescente con un talento incredibile e un futuro probabile nella lotta libera. “Io posso fare marmellata con qualsiasi cosa”, dice il personaggio di Keoghan quando cucina a dei tipi loschi interessati al suo ristorante in difficoltà. Il titolo del film è proprio “marmellata di farfalle”.
La famiglia che andiamo a conoscere fa parte della comunità circassa, etnia russo-caucasica, e in un sol colpo, questo regista tra i promettenti in circolazione cuce intorno a quel fenomeno di Keoghan una messa in scena palpitante che si sposta tra la crescita accellerata del ragazzo, l’ottimo Talha Akdogan, e il passo rischioso del giovane padre che metterà a rischio ogni cosa.
Il rapporto padre/figlio, la lotta alla sopravvivenza, il discorso sull’identità culturale dell’immigrato e la genialità attoriale di Keoghan – uno che anche stavolta inventa nuove espressioni e movenze per il suo ragazzo padre – sono i punti di forza di questo film dal ritmo pizzicato su musiche folk caucasiche. Il film ha aperto quest’anno la Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes, è stato in concorso ad Alice nella Città e sarà nelle nostre sale dal 26 novembre. Da mettere in lista se amate registi come Arnolds e Baker.
Torniamo in Italia, anzi a Roma, dov’è ambientata questa liaison tra un ragazzo e una ragazza che negli anni ottanta si fiutano, si desiderano, ma si trovano troppo tardi. Poi diversi anni dopo, il nuovo incontro in età adulta li porterà su un terreno molto più complesso e imprudente.
Michela Cescon con Desiderio firma un’opera seconda ricca di dettagli precisi per la narrazione quanto preziosi per il transfer dello spettatore, e sceglie Enrico Borello e Romana Maggiora Vergano come protagonisti. Sfiorandosi l’anima come fossero piume, i due costruiscono piccoli momenti da Nouvelle Vague. Dal mood crepuscolare che solo certe storie d’amore incompiute regalano, per i nostalgici di Rohmer e Demy sarà un raggio di luce. Proiettato in sezione Grand Public alla Festa del Cinema di Roma, uscirà in sala nel marzo 2027 con Fandango.
Programmato invece come Special Screening, Il gioco del silenzio è tra i documentari italiani più coraggiosi degli ultimi anni. Ha sempre vissuto in un’hinterland del Nord Italia Vincenzo De Caro, circondato dalla sua numerosa famiglia siciliana che ha ricreato negli anni una micro-comunità del Sud senza mai tornare a casa. Nel suo film decide di scavare nelle sue origini, dove il fratello della sua amata nonna è Gaspare Mutolo, ex-autista di Totò Riina che testimoniò al Maxi Processo voluto da Falcone e Borsellino. Con candore e dignità il regista percorre sterrati difficilissimi da rivangare per i suoi cari, in primis per suo padre, che era un ragazzo emigrante negli anni ottanta, e per sua nonna, donna tutta d’un pezzo da giovane, poi vecchina coccolata da figli e nipoti negli anni recenti.
Documentario in prima persona che gioca a tutto campo tra migrazione interna, collaboratori di giustizia, memoria e cancellazione, verità e silenzio dei famigliari, fughe e ritorni (d)alla terra d’origine, con un suo stile pop e molta scorrevolezza anche visiva di tramonti pittorici e archivi di videocassette, tocca con delicatezza non scontata il contrasto tra la dignità e la vergogna.
Concludiamo con Brianza, opera prima di Simone Catania, in concorso Progressive Cinema. A nord di Milano e a sud della Svizzera si intreccia la vicenda sporca di un ricco negoziante d’armi prossimo al fallimento dal carattere ingenuo e serioso, Fausto Russo Alesi, e di un imprenditore in carburanti traffichino e narcisista, Paolo Pierobon. Tra loro la mogliettina viziata Marina Rocco e lo spezzapollici istrionico Giovanni Calcagno. L’incontro e il gioco per arraffare denaro farà scintille e continui capovolgimenti di fronte dall’inizio alla fine.
In questa provincia tra pistole e Caravaggio la morale ha sempre molti zeri, così il regista ci mostra con stile notturno tra western e crime una danza scomposta tra business di armi e benzina, presepi in cosmogonie quasi blasfeme e una corsa disperata alla salvezza economica da debiti contrapposta alla vergogna per la povertà, tutto condito da forze dell’ordine pure un po’ corrotte. Succulento meccanismo drammaturgico e personaggi per un bel Guy Ritchie all’italiana.
Con il suo luciferino faccendiere brianzolo Pierobon ha vinto come Migliore attore, ex aequo con Anthony Boyle per I See Buildings Fall Like Lightning. Il film però non ha ancora un distributore, speriamo arrivi presto, insieme a una data d’uscita. Lo dico per il film, ma pure per gli amanti di un cinema graffiante e pieno di ritmo. #PEACE
Chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Francis Kaufmann, presunto autore di un duplice femminicidio nel giugno 2025 a Villa Pamphilj. La Procura di Roma contesta al 47enne il duplice omicidio aggravato della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda di appena 14 mesi: secondo l’accusa, l’uomo ha soffocato la prima e strangolato la seconda. I corpi delle donne furono trovati nel parco romano a distanza di pochi metri l’uno dall’altro. Nella requisitoria il pm Antonio Verdi ha sostenuto che l’imputato è un “persona lucida, un narcisista patologico con capacità manipolatorie, un impostore”, e ha puntato il ditocontro gli agenti della polizia che non hanno agito come avrebbero dovuto: Kaufmann era stato fermato in strada dalle forze dell’ordine due giorni prima del ritrovamento dei corpi, quando la compagna era già morta, visibilmente ubriaco e in compagnia della piccola Andromeda.
“Chiedeva il numero ad altre ragazze mentre erano in fila per il bagno. Quando beve non ha autocontrollo”. È uno degli episodi raccontati da AmandaMartins, moglie separata di Wesley Franca, calciatore brasiliano della Roma, che ha deciso di rompere il silenzio sulla fine del loro matrimonio. Attraverso una serie di storie pubblicate su Instagram, la donna ha ricostruito alcuni momenti della relazione, accusando il giocatore di averla tradita ripetutamente, anche con prostitute. I due, che hanno avuto una figlia, da tempo non vivono più insieme.
La donna ha spiegato di aver scelto di raccontare pubblicamente la propria versione dei fatti dopo aver letto numerosicommenti e indiscrezioni sulla loro separazione. Una decisione maturata nonostante la riservatezza che, come ha sottolineato, ha sempre cercato di mantenere sulla propria vita privata. “Non avrei mai pensato di arrivare qui sul mio Instagram e di aprirmi su una parte moltoimportante della mia vita – esordisce Martin -. Parlo del mio matrimonio, anche perché sono sempre stata molto riservata. Ma, davanti ai pettegolezzi che leggo sui social e sui siti di gossip, sono venuta a parlarvi e a spiegarvi un po’ di quello che è successo”.
Amanda Martins ha voluto raccontare tuttociò che sarebbe accaduto durante il matrimonio, ritenendo di essere stata più volte tradita. “Io e lui oggi siamo separati e quindi può fare quello vuole, non mi interessa se si diverte oppure no. E non che questo faccia la differenza, perché quando lui mi doveva qualcosa comunque mi ha mancato di rispetto. Non mi ha tradito una, non sono state due, non sono state tre volte, sono state varie. E non è stato con una, non sono state con due, non sono state tre ragazze, sono state varie, incluse delle prostitute”.
Rivelazioni che arrivano in un momento in cui di Wesley – che intanto continua a sfrecciare sulla fascia nella Roma di Gasperini – si parla tanto anche e soprattutto per robeextra campo. Perché oltre alle rivelazioni di tradimento della moglie, il calcatore giallorosso è molto chiacchierato su TikTok per aver postato una serie di immagini in cui si vedono tantissimisoldi (banconote da 50 euro), orologi di lusso e automobili. La particolarità? Le automobili non hanno nemmeno la targaoscurata. Gli utenti sui social così si lasciando andare a commenti abbastanza espliciti: “Fossi un ladro, starei già organizzando una rapina. Veramente stupido“.
Martins ha sostenuto di nonbasare le proprie accuse su semplici indiscrezioni, ma su quanto avrebbe scoperto personalmente. Secondo la sua versione, avrebbe avuto accesso al telefono del calciatore, trovando immagini e video relativi agli incontri che ritiene dimostrino i tradimenti. “Lo so non per voci o confidenze ma perché l’ho visto coi miei occhi. Ho avuto accesso al suo telefono. In quegli incontri ha fatto foto, ha filmato, quindi ho passato tutto sul mio telefono. Persino in quei momenti mostrava la fede nunziale al dito, senza rispetto”.
La donna ha raccontato anche di aver chiesto più volte al marito di ammettere quanto sarebbe successo. “Quando mi accorgevo di certe cose, lui giurava su Dio e sulla figlia. Non avevo prove all’inizio, era la sua parola contro la mia. Io ho già pianto tutto quello che avevo da piangere e oggi è persino strano pensarci, io che lo amavo tanto, no? Che dormivo con una persona che che amavo tutti i giorni della mia vita. Per me è stato uno shock. Io neanche so se altre donneavrebbero lo stomaco che ho avuto io di vedere tutto e essere fredda, di parlare nel momento giusto. Io ho dato varie opportunità a lui di confessare quello che lui aveva fatto e lui non ha mai confessato”.
Nel suo sfogo, Amanda ha fatto riferimento anche al periodo della gravidanza, sostenendo di aver attraversato momenti difficili senza rendere pubblica la situazione. Ha raccontato di aver provato a salvare il matrimonio, perdonando e concedendo nuovepossibilità al marito, con l’obiettivo di costruire una famiglia stabile. “Anche durante la gravidanza sono stata tradita e abbandonata. Ma non sono mai andata su Internet a rendere pubblica nessuna di queste cose. Ho accettato tutto in silenzio, ho perdonato, ho cercato davvero di costruire una famiglia, di avere un matrimoniosolido. Ma non ha funzionato. E non è stata nemmeno colpa mia. Perché penso che quando una persona è fatta così, non ci sia nessuno che possa farla cambiare. Qualsiasi relazione avrà, sarà sempre così. La persona che starà con lui passerà quello che ho passato io, o anche peggio”.
Secondo il suo racconto, i presunti tradimenti si sarebbero verificati anche durante uscitepubbliche, nei ristoranti e nei locali, al punto da farle perdere la serenità persino nelle occasioni più comuni. “Vi sto raccontando solo una piccolissima parte di tutto quello che è successo. Perché ero arrivata al punto di non sentirmi più a mio agio nemmeno a uscire di casa. Quando andavamo al ristorante, mi è capitato di assistere a scene in cui lui chiedeva il numero di telefono alla cameriera. Oppure chiedeva il numero ad altreragazze mentre erano in fila per il bagno. Perché quando beve non ha autocontrollo“.
Le dichiarazioni arrivano mentre la separazione tra i due continua a far parlare sui social: “Ho cominciato a soffrire di crisi d’ansia, una cosa che non mi era mai successa prima. Sono arrivata persino a darmi la colpa, alcune volte. Sono arrivata a pensare che avrei dovuto prendermi più cura di me stessa, per fare in modo che lui non sentisse nemmeno il bisogno di guardare altre persone per strada. Ma quando un uomo è un poco di buono, non importa“.
Una settimana fa, qui, ho scritto che i cattivi maestri non hanno il passamontagna ma il microfono. Sabato ho fatto un video di un minuto per dire a mio figlio, sceso in piazza a Roma, che non deve chiedere permesso a nessuno per reclamare i suoi diritti. Settemilacinquecento persone l’hanno visto. Un record, per me.
Poi ho letto i commenti. “Zecche di padre in figlio”. “Se te lo riportano a pezzi non chiedere il permesso”. “Speriamo che debba chiedere il permesso per il pronto soccorso”. “Vorrei vedere la casa dietro, imbecille”. E la mia preferita: “Ve le fate le docce ogni tanto?”.
Non erano ragazzi. Dalle foto profilo, dalle date di nascita nei nickname, erano quasi tutti della mia età. Gente che ha la mia faccia, i miei capelli bianchi, probabilmente figli grandi quanto il mio. Gente che su un social ha trovato il modo di augurare la testa rotta a un ventiseienne che non ha mai visto, e di firmarsi con nome e cognome.
Ecco, io non so dire meglio di così quello che intendevo con “cattivi maestri”. La violenza che vent’anni di comizi hanno sdoganato non è rimasta sul palco: è scesa nei commenti, ed è arrivata esattamente alla generazione che ha applaudito dal palco. La mia.
Poi è arrivata la domenica.
In Brasile Lula ha vinto un ballottaggio che i sondaggi davano perso, con una rimonta fatta anche da migliaia di ventenni col telefono in mano, uno a uno, su quei social dove la destra pensava di giocare in casa. In Serbia gli studenti hanno vinto le elezioni. Non “hanno fatto bene”: hanno vinto. Hanno mandato a casa Vučić dopo quattordici anni. Erano partiti due anni fa da sedici morti sotto una pensilina crollata a Novi Sad e da un governo che li chiamava teppisti stranieri. Si sono organizzati, hanno usato la rete per contarsi, hanno tenuto le piazze pulite e piene, e alla fine le hanno svuotate per riempire le urne.
Stessa domenica, stessi strumenti. Da una parte dei ragazzi che con un telefono hanno cambiato due Paesi. Dall’altra dei sessantenni che con lo stesso telefono scrivono “zecca” sotto il video di uno sconosciuto. Non è una questione di età, lo so: ci sono sessantenni in piazza e ventenni in divisa. Ma la tendenza si vede, ed è impietosa per la mia generazione: loro i social li usano per organizzarsi, noi per sfogarci.
Per questo, invece di rispondere ai commenti, ho preferito dire grazie ai ragazzi di San Paolo e di Belgrado, che non conosco. A quelli di Roma e di Milano, che non hanno rotto niente e non li ha ripresi nessuno. A mio figlio.
ANPIT, dal 28 al 30 ottobre a Roma la rassegna “L’Europa, il sogno o il grande incubo” tra economia, politica, lavoro e competitività
Torna “Economica”, la rassegna annuale promossa da ANPIT – Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario, dedicata ai grandi temi economici, politici e sociali. Da mercoledì 28 a venerdì 30 ottobre, a Casina Valadier, in piazza Bucarest a Roma, imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, economisti ed esperti si confronteranno sul presente e sul futuro dell’Unione europea. “L’Europa, il sogno o il grande incubo” è il titolo scelto per l’edizione 2026, che prevede tre giornate di dibattiti, interviste, analisi e presentazioni di libri.
A fare gli onori di casa sarà il presidente nazionale di ANPIT, Federico Iadicicco, che sarà intervistato da Andrea Pancani. Oltre al giornalista de La7, a moderare i panel e a condurre dibattiti e interviste saranno Roberto Inciocchi, Giuseppe De Filippi, Fabrizio Frullani e Stefano Polli.
La prima giornata si aprirà con i saluti istituzionali di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, dei consiglieri regionali del Lazio Chiara Iannarelli e Luciano Nobili, di Fabrizio Spada, responsible for Institutional Relations European Parliament-Office in Italy, e di Roberto Amore, Consigliere Economico Rappresentanza Commissione Europea in Italia.
Ad inaugurare i confronti saranno Lucio Caracciolo, direttore di Limes, e il filosofo Massimo Cacciari, protagonisti del dibattito “Europa: Potenza o Illusione? Quale ruolo per l’Unione europea nel mondo”. A seguire, l’intervista all’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presentazione del libro “Economia Frugale”, alla presenza dell’autore Navi Radjou.
Spazio poi al panel “Europa: Crescita o Rigore? Politiche economiche e sostegno alle imprese e ai redditi”, con i deputati Luigi Marattin e Ylenja Lucaselli della commissione Bilancio della Camera, Angelo Peppetti, responsabile del Credito di ABI, Ottavio Ricchi, dirigente Generale Analisi e Ricerca Economico-Finanziaria del Dipartimento del Tesoro del MEF, Sergio Tringali, Head of Government Affairs, Eu Institutions & Italy di Revolut, e Fabio Masini, professore di Storia e Teorie della Governance Economica Europea all’Università Roma Tre.
La seconda giornata prenderà il via con il dibattito “Europa: autonomia strategica o dipendenza energetica? Sicurezza, sostenibilità e competitività, le sfide dell’Unione”, al quale parteciperanno Michele Vitiello, segretario generale Wec Italia, Stefano Masini, responsabile Ambiente e Territorio Coldiretti, Edoardo Antonio De Luca, responsabile Affari Centrali Italia Enel, e Cristina Sgubin, componente del Cda Eni. Seguirà la presentazione del libro “Francesi d’Italia”, con l’autrice Fiorina Capozzi e il giornalista Massimo Alberizzi.
Altro momento di approfondimento sarà il panel “Europa: Democrazia o Tecnocrazia? Come ripensare la governance europea”, con Francesco Giubilei, presidente della Fondazione Tatarella, Sergio Fabbrini, professore di Comparative Politics dell’Università Luiss, Alfonso Celotto, professore di Diritto costituzionale all’Università Roma Tre, e le parlamentari Antonella Zedda, della commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, e Marianna Madia, della commissione Politiche dell’Unione europea della Camera.
Spazio poi al panel “Europa: Coesione o Dissoluzione? Lavoro, salari, equità e crescita verso il 28° Regime”, con Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, Enzo De Fusco, CEO & Founder di De Fusco Labour & Legal, Antonio Nicita, della commissione Bilancio del Senato, Raffaele Bonanni, già segretario generale della Cisl e responsabile Lavoro di Azione, e Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal. I confronti di Economica proseguiranno con le interviste a Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Ad aprire la terza e ultima giornata sarà la presentazione del volume “Medioccidente” con l’autore Giuseppe Lupo e Andrea Monda, direttore de L’Osservatore Romano. Il dibattito “Europa: attore globale o periferia geopolitica? Riflessioni su politica estera, sicurezza e difesa” vedrà la partecipazione dei senatori Maurizio Gasparri e Pier Ferdinando Casini, entrambi componenti della commissione Affari Esteri e Difesa.
A chiudere i lavori sarà l’intervista a Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione. La manifestazione ospiterà anche la terza edizione della mostra “La Grande Italia”, dedicata agli imprenditori, agli economisti e ai manager che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo del Paese, con un omaggio quest’anno alla figura di Franco Modigliani, premio Nobel per l’Economia nel 1985.
A chiusura delle tre giornate, ANPIT lancerà il “Manifesto per la crescita europea”, con l’obiettivo di rilanciare la competitività delle imprese, sostenere lo sviluppo economico e promuovere un modello di Europa più vicino alle esigenze del sistema produttivo. ANPIT presenterà inoltre Eurorisparmio, il Fondo Pensione Aperto di riferimento dei Ccnl ANPIT–Cisal in materia di previdenza complementare, con il coinvolgimento di Sella Sgr Spa, società di gestione del risparmio del gruppo bancario Sella.
Nel corso della manifestazione sarà infine illustrata l’adesione di ANPIT come partner all’OREP – Osservatorio Recovery Plan, Europa e Programmazione, progetto promosso dal Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università di Roma Tor Vergata per il monitoraggio delle attività e dei progetti del Pnrr.
Costa caro a Max Allegril’espulsione rimediata nel finale di Napoli-Roma, il big match di sabato scorso al Maradona: il tecnico infatti ha ricevuto dal giudice sportivo di Serie A due giornate di squalifica, oltre a una ammenda di 10milaeuro. Allegri non potrà sedere in panchina mercoledì 28 per la trasferta in casa del Monza e soprattutto domenica 1 novembre quando gli azzurri affronteranno la Juventus all’Allianz Stadium. Tornerà regolarmente al suo posto per l’altro big match dell’8 novembre, che vedrà il Napoli ospitare la Lazio di Gattuso allo stadio Maradona alle 12.30. Il Napoli però ha annunciato ricorso.
Allegri aveva fortemente contestato il cartellinorosso, arrivato per le proteste dopo il 3 a 3 della Roma: Beukema era rimasto a terra, anche se le immagini hanno successivamente chiarito che il difensore del Napoli ha simulato. “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace”, aveva spiegato Allegri a Dazn. “Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“: il conto ora va aggiornato con la nuova ammenda.
Le motivazioni della squalifica
Nel comunicato del giudice sportivo viene fornita una ricostruzione diversa. La squalifica del tecnico è arrivata “per avere, al 45° del secondo tempo, rivolto un’espressioneingiuriosa nei confronti degli Ufficiali di gara, per avere, inoltre, negli spogliatoi, rivolto ai medesimi un’espressione gravementeirrispettosa e assunto un atteggiamentoaggressivo nei confronti di un dirigente della squadra avversaria; infrazioni rilevate dal Quarto Ufficiale e dal Direttore di gara e l’ultima dai collaboratori della Procurafederale“, scrive il giudice sportivo.
Non si fa quindi riferimento alla famosa frase che Allegri – stando a quanto riportato da molti testimoni – avrebbe pronunciato nei corridoi del Maradona: “Vi hanno messo la Champions in tasca ed ho pagato io con il Milan”. Su questo punto potrebbero esserci ulteriori indagini da parte della Procura federale. Nel frattempo Gian Piero Gasperini in conferenza stampa oggi ha commentato: “Ci sono i numeri, le testimonianze, i dati, nostri e delle altre squadre. Non ho letto un commento a favore di questa constatazione che mi sembra veramenteinfelice. Non c’è bisogno che io aggiunga altro“, ha chiuso il tecnico della Roma.
Inter e Lazio comandano con 22 punti dopo otto giornate. I nerazzurri ribaltano la Fiorentina nel recupero, la squadra di Gattuso batte il Parma. Il Milan raggiunge la Roma al terzo posto, il Como sale a 17. Spettacolo a Napoli e Bergamo, con 14 gol complessivi nelle due partite.
Inter e Lazio a quota 22, rimonta folle a San Siro: sei gol tra Napoli e Roma, otto a Bergamo
La Serie A continua a regalare gol e spettacolo, con 34 reti nell’ottava giornata e due squadre che provano a scappare. Inter e Lazio hanno conquistato 22 punti sui 24 disponibili, sette vittorie e un pareggio a testa, restando ancora imbattute. La squadra di Chivu completa una rimonta incredibile contro la Fiorentina, segnando due volte nel recupero, mentre i biancocelesti di Gattuso superano il Parma e confermano il miglior avvio della propria storia. Alle loro spalle la Roma si fa raggiungere dal Milan a quota 18. I giallorossi pareggiano 3-3 a Napoli con una doppietta di Balerdi, i rossoneri vincono 2-0 a Udine grazie a Pulisic e Hutchinson. Il Como di Fabregas continua la sua scalata e si prende il quinto posto, a una sola lunghezza dalle due inseguitrici.
La partita più folle arriva però da Bergamo, dove Atalanta e Frosinone danno vita a un incredibile 4-4. Doppiette di Krstovic e Schmid, tre assist di Ghedjemis e continui ribaltamenti di risultato. La Juventus si rialza dopo la batosta contro la Lazio, il Torino continua a vincere, mentre Cagliari, Fiorentina e Udinese confermano le difficoltà delle ultime settimane.
Serie A, tutti i risultati dell’ottava giornata
Torino-Monza 3-2
Cagliari-Bologna 0-2
Como-Sassuolo 2-0
Napoli-Roma 3-3
Lazio-Parma 2-1
Inter-Fiorentina 2-1
Atalanta-Frosinone 4-4
Genoa-Venezia 1-0
Lecce-Juventus 0-2
Udinese-Milan 0-2
Torino-Monza 3-2, Belghali e Vlasic trascinano Abate: terza vittoria consecutiva per i granata
Il Torino di Abate continua a correre e conquista la terza vittoria consecutiva, superando un Monza mai domo. Fitz-Jim sblocca la partita al 39′ con il suo primo gol in Serie A, ma a inizio ripresa un errore di Comuzzo regala a Varela il pallone del pareggio. L’attaccante brianzolo raggiunge quota 7 gol in campionato, gli stessi del capocannoniere Raimondo. A riportare avanti i granata ci pensa Belghali con uno splendido tiro a giro, prima del tris firmato da Vlasic. Nel recupero l’autorete di Patterson rende meno amaro il risultato per il Monza. Il Torino sale a 13 punti, agganciando il Cagliari, mentre la squadra di Juric resta a quota 7.
Cagliari-Bologna 0-2, Casale e Bernardeschi affondano Pisacane: i sardi non sanno più vincere
Il Cagliari dei miracoli sembra aver smarrito la magia delle prime giornate. Dopo i quattro gol incassati a Monza, arriva un’altra sconfitta, questa volta in casa contro il Bologna. A decidere la partita sono Casale, che sblocca il risultato nella ripresa con un colpo di testa su calcio d’angolo, e Bernardeschi, freddo dal dischetto per il definitivo 2-0. La squadra di Palladino conquista così la seconda vittoria esterna consecutiva e sale a 8 punti, allontanandosi dalla zona retrocessione. Per Pisacane è invece il secondo ko di fila, con sei gol subiti e nessuno segnato nelle ultime due partite. I sardi restano a quota 13, ma scivolano al nono posto.
Como-Sassuolo 2-0, Douvikas fa doppietta: Fabregas si prende il quinto posto
Il Como continua a fare sul serio e questa volta a trascinarlo è Anastasios Douvikas, autore di una doppietta nella ripresa contro il Sassuolo. Fabregas lascia Nico Paz in panchina per tutti i novanta minuti, ma i lariani riescono comunque a dominare la gara. Nel primo tempo arrivano due gol annullati per fuorigioco e un palo dello stesso attaccante greco, oltre alle parate di Turati. Poi Douvikas si scatena, prima sfruttando un traversone di Caqueret e successivamente un cross di Kaiki. Il Como vince 2-0, sale a 17 punti e conquista il quinto posto, a una sola lunghezza da Roma e Milan. Per il Sassuolo di Aquilani arriva invece la seconda sconfitta consecutiva.
Napoli-Roma 3-3, McTominay e Balerdi fanno doppietta: sei gol e spettacolo al Maradona
Una partita da applausi, con Napoli e Roma che si dividono la posta dopo sei gol e continui colpi di scena. Gli azzurri passano nel primo tempo grazie a una splendida rovesciata di Anguissa, tornato in campo dopo un lungo infortunio, e trovano il raddoppio a inizio ripresa con McTominay. Gasperini cambia la partita dalla panchina: Soulé accorcia con un tiro dalla distanza, poi Balerdi firma il 2-2. Il Napoli torna avanti ancora con McTominay, ma all’89’ è nuovamente Balerdi, questa volta di testa, a fissare il definitivo 3-3. In mezzo anche un palo di Cristante e diversi interventi decisivi di Gollini. La Roma resta imbattuta e sale a 18 punti, mentre il Napoli raggiunge quota 11. Per Allegri il rimpianto di aver sprecato due gol di vantaggio.
Lazio-Parma 2-1, Taylor e un’autorete lanciano Gattuso: sette vittorie nelle prime otto
La Lazio di Gattuso non vuole proprio fermarsi e conquista la settima vittoria nelle prime otto giornate, confermando il miglior avvio di sempre della storia biancoceleste. Il Parma prova a rendere la vita difficile ai padroni di casa, soprattutto con Touré e Romero, ma trova un Mandas attento. Dall’altra parte Isaksen colpisce una traversa e si vede annullare un gol per fuorigioco. A sbloccare la gara ci pensa Taylor al 50′, poi otto minuti più tardi Diego Carlos devia nella propria porta un cross di Nuno Tavares. Nel recupero Lontani accorcia le distanze, troppo tardi per completare la rimonta. La Lazio sale a 22 punti insieme all’Inter, mentre il Parma resta penultimo a quota 4.
Inter-Fiorentina 2-1, Thuram e Zielinski la ribaltano nel recupero: Chivu vince una partita folle
La pazza Inter colpisce ancora e questa volta lo fa nel modo più incredibile, ribaltando la Fiorentina con due gol nel recupero. Per buona parte della partita i nerazzurri sbattono contro un grande De Gea, mentre Carlos Augusto colpisce addirittura due traverse. Al 65′ arriva la beffa, con Jimenez che porta avanti la Viola con uno splendido destro dalla distanza. La squadra di Chivu continua però a spingere e al 91′ trova il pareggio con Thuram. Quando il risultato sembra ormai scritto, è ancora il francese a conquistare il calcio di rigore che Zielinski trasforma al 98′, facendo esplodere San Siro. L’Inter sale a 22 punti e resta in vetta insieme alla Lazio, mentre la Fiorentina incassa la terza sconfitta consecutiva e rimane terzultima con appena 4 punti. Una vittoria da pazza Inter, una sconfitta che fa malissimo alla squadra di Vanoli.
Atalanta-Frosinone 4-4, Krstovic e Schmid fanno doppietta: otto gol, tre assist di Ghedjemis. Che spettacolo!
Otto gol, due doppiette e una partita assolutamente folle a Bergamo. Atalanta e Frosinone danno vita al match più spettacolare dell’ottava giornata, con continui ribaltamenti di risultato e difese decisamente rivedibili. I ciociari passano dopo appena 26 secondi grazie a Schmid, che approfitta di un clamoroso errore di Ederson. Krstovic pareggia, ma è ancora Schmid a riportare avanti la squadra di Alvini. Il brasiliano dell’Atalanta si riscatta dal dischetto e Krstovic firma il 3-2 prima dell’intervallo. Nella ripresa Calò trova subito il pareggio, Elmas riporta avanti la Dea e all’82’ Terzic firma il definitivo 4-4. Da applausi anche Ghedjemis, autore di tre assist. Il Frosinone sale a 14 punti, gli stessi della Juventus, mentre l’Atalanta resta undicesima a quota 10. Sarri si gode il solito Krstovic, ma deve fare i conti con una difesa che ha già subito 15 gol in otto partite.
Genoa-Venezia 1-0, Ellertsson punisce la sua ex squadra: Bijlow salva De Rossi
Il Genoa conquista tre punti preziosi per allontanarsi dalla zona retrocessione e lo fa grazie a un ex. A decidere la partita è Ellertsson, che al 25′ trova uno splendido sinistro dalla distanza e batte il Venezia, squadra nella quale aveva giocato per tre stagioni. I lagunari provano a reagire e sfiorano più volte il pareggio, ma devono fare i conti con un Bijlow decisivo, prima su Yeboah e poi nel recupero su Adams. La squadra di De Rossi conquista così la seconda vittoria casalinga consecutiva e sale a 7 punti, raggiungendo il Monza. Per il Venezia, dopo l’impresa contro il Napoli, arriva invece la settima sconfitta in otto giornate. Nicola resta ultimo con appena 3 punti.
Lecce-Juventus 0-2, Douglas Luiz fa gol e assist: Spalletti si rialza dopo la batosta con la Lazio
La Juventus reagisce alla pesante sconfitta contro la Lazio e torna a vincere, superando 2-0 il Lecce al Via del Mare. A trascinare i bianconeri è Douglas Luiz, protagonista con un assist e un gol. Il brasiliano serve McKennie su calcio di punizione per il vantaggio alla mezz’ora, poi al 41′ trova personalmente il raddoppio con una conclusione precisa nell’angolo basso. Spalletti schiera per la prima volta dall’inizio la coppia Woltemade-Kolo Muani, ma a decidere sono ancora i centrocampisti. Nella ripresa il Lecce prova a reagire senza però creare grandi problemi a Vicario, che conquista il quarto clean sheet stagionale. La Juventus sale a 14 punti, agganciando il Frosinone al sesto posto, mentre i salentini restano fermi a quota 9.
Udinese-Milan 0-2, Pulisic e Hutchinson regalano il terzo posto ad Amorim: friulani sempre più in crisi
Il Milan risponde alle vittorie di Inter e Lazio e passa 2-0 a Udine, raggiungendo la Roma al terzo posto. A sbloccare subito la gara è Pulisic, che dopo pochi minuti sfrutta una punizione battuta rapidamente da Modric e supera Okoye. I rossoneri controllano la partita senza concedere quasi nulla, poi nella ripresa arriva il raddoppio di Hutchinson, alla sua prima rete in Serie A, dopo una corta respinta del portiere friulano. Ramos sfiora anche il tris, ma Okoye devia il suo tiro sulla traversa, mentre Maignan evita il gol di Davis nel finale. La squadra di Amorim resta imbattuta in campionato, sale a 18 punti e si porta a quattro lunghezze dalle capolista. Situazione sempre più nera per l’Udinese di Runjaic, che incassa la sesta sconfitta consecutiva e resta a quota 4.
La Classifica Serie A dopo l’8ª giornata
Inter – 22 punti | GF 23 | GS 10 | DR +13
Lazio – 22 punti | GF 16 | GS 5 | DR +11
Roma – 18 punti | GF 19 | GS 6 | DR +13
Milan – 18 punti | GF 16 | GS 7 | DR +9
Como – 17 punti | GF 14 | GS 7 | DR +7
Frosinone – 14 punti | GF 17 | GS 13 | DR +4
Juventus – 14 punti | GF 11 | GS 8 | DR +3
Torino – 13 punti | GF 13 | GS 11 | DR +2
Cagliari – 13 punti | GF 6 | GS 9 | DR -3
Napoli – 11 punti | GF 13 | GS 10 | DR +3
Atalanta – 10 punti | GF 14 | GS 15 | DR -1
Lecce – 9 punti | GF 9 | GS 14 | DR -5
Bologna – 8 punti | GF 8 | GS 10 | DR -2
Sassuolo – 8 punti | GF 12 | GS 16 | DR -4
Monza – 7 punti | GF 15 | GS 18 | DR -3
Genoa – 7 punti | GF 6 | GS 13 | DR -7
Udinese – 4 punti | GF 9 | GS 18 | DR -9
Fiorentina – 4 punti | GF 9 | GS 19 | DR -10
Parma – 4 punti | GF 5 | GS 15 | DR -10
Venezia – 3 punti | GF 6 | GS 17 | DR -11
Inter e Lazio provano la fuga, il Como sogna in grande: Napoli e Atalanta lontane dalla vetta
Dopo otto giornate, Inter e Lazio comandano con 22 punti, quattro in più di Roma e Milan e cinque sul Como. La squadra di Chivu può vantare il miglior attacco della Serie A con 23 gol segnati, mentre quella di Gattuso ha la miglior difesa con appena 5 reti subite. Numeri che spiegano perché le due capolista, ancora imbattute, stiano iniziando a prendere il largo. L’Inter continua a vincere anche soffrendo, la Lazio ha ormai trasformato quella che sembrava una partenza sorprendente in una vera e propria candidatura per le prime posizioni.
Il Milan di Amorim resta una delle quattro squadre ancora imbattute insieme a Inter, Lazio e Roma, ma con cinque vittorie e tre pareggi ha già lasciato sei punti per strada. La Roma di Gasperini, dopo il pareggio spettacolare di Napoli, mantiene il terzo posto per la miglior differenza reti. Alle loro spalle continua la favola del Como di Fabregas, quinto con 17 punti e appena una sconfitta stagionale. Il Frosinone resta la grande sorpresa tra le neopromosse, sesto a quota 14 insieme alla Juventus e capace di segnare 17 gol nelle prime otto giornate. A preoccupare sono soprattutto Napoli e Atalanta, rispettivamente decima e undicesima. Gli azzurri di Allegri hanno appena 11 punti, già undici in meno delle capolista, mentre la squadra di Sarri resta a quota 10 con quattro sconfitte e una difesa che concede troppo. La Juventus prova a risalire dopo il successo a Lecce, mentre il Torino di Abate, con tre vittorie consecutive, ha raggiunto quota 13 e scavalcato il Cagliari, reduce da due pesanti sconfitte.
Nella parte bassa, il Bologna sale a 8 punti e il Genoa raggiunge il Monza a quota 7. Restano invece in grande difficoltà Udinese, Fiorentina e Parma, tutte ferme a 4 punti. I friulani hanno perso sei partite consecutive, i viola hanno conquistato una sola vittoria nelle prime otto giornate e i ducali hanno già incassato sei sconfitte. Ultimo il Venezia con 3 punti, che dopo aver battuto clamorosamente il Napoli è tornato a perdere contro il Genoa.
Il campionato riparte subito con il turno infrasettimanale della nona giornata, in programma da martedì 27 a giovedì 29 ottobre. La Lazio sarà impegnata a Sassuolo, l’Inter farà visita al Venezia, mentre Roma e Milan affronteranno rispettivamente Cagliari e Bologna. Per le due capolista un’altra occasione per provare ad allungare sulle inseguitrici.
Nessuna casa d’aste internazionale o fiera dell’antiquariato di lusso. Per portarsi a casa un frammento autentico della dinastia Gucci, oggi è sufficiente varcare la soglia del Mercatino dell’usato di via Somalia, in un quartiere non centrale di Roma. La storica villa di famiglia sulla Camilluccia, fatta edificare da Aldo Gucci tra la fine degli anni Quaranta e il 1951, è in fase di completo svuotamento. Dalle forme per scarpe logate ai comodini laccati, fino a un esclusivo portapistola, gli arredi, gli abiti e i complementi della quotidianità di una delle dimore più sfarzose della Capitale sono finiti tra gli scaffali di un negozio dell’usato, scatenando una caccia all’affare tra collezionisti e semplici curiosi.
A innescare questa insolita svendita è stato Alessandro Gucci, discendente della casata di moda, che ha contattato direttamente i gestori del punto vendita romano per affidare loro i beni in conto vendita. “Siamo molto soddisfatti di essere stati scelti”, ha spiegato Roberto, titolare del franchising. “La nostra attività si basa sul concetto di riuso e sostenibilità ambientale, quindi l’idea che oggetti così preziosi vengano non gettati ma riutilizzati è una buona notizia”.
Secondo quanto si legge sulle cronache locali, i camion fanno la spola da giorni tra la tenuta e il negozio, riversando sul mercato oggetti unici: una sedia tripolina in pelle, un tris di calici a forma di cervo, borse vintage, vasi e felpe dai colori iconici. Mentre i pezzi più prestigiosi mantengono quotazioni elevate, alcuni lotti minori hanno già trovato un acquirente in tempi record: due paia di forme per scarpe in legno con il marchio inciso sul fondo sono state cedute rispettivamente a 34 e 45 euro. Sono passati di mano anche un collare decorato per cani (45 euro), una cornice priva di vetro (67 euro), un’agenda (40 euro) e un comodino in legno dipinto di verde (112 euro). “Noi abbiamo fatto una valutazione e poi agiamo in conto vendita quindi i ricavi torneranno ai Gucci”, ha precisato il titolare. “C’è tanta richiesta, ci chiamano per sapere se sono davvero prodotti griffati, si è scatenata grande curiosità attorno a questo trasloco”. Un tam tam che ha spinto anche noi di FqMagazine a fare qualche ricerca. Verificando il sito internet del Mercatino in questione, abbiamo notato che, accanto agli annunci più “standard”, appaiono in effetti diversi pezzi di assoluto pregio che potrebbero essere già parte dell’arredo di villa Gucci, come un servizio completo di piatti firmato Richard Ginori in vendita a oltre 1.000 euro o uno svuotatasche in vetro di Murano da 708 euro. Insomma, tutto al mercatino sì, ma non tutti i prezzi sono proprio abbordabili per chiunque.
Lo sgombero degli arredi coincide con un indizio immobiliare inequivocabile: l’annuncio della vendita della villa è improvvisamente sparito dal sito dell’agenzia incaricata, la Barnes International. Un dettaglio che, unito all’arrivo dei camion dei traslochi, lascia ipotizzare la conclusione a buon fine della compravendita.
Costruita dopo il trasferimento di Aldo Gucci da Firenze a Roma per espandere l’impero aziendale, la dimora fonde elementi della tradizione toscana con influenze anglosassoni, legate alle origini della moglie del fondatore. Si tratta di un complesso monumentale di 1.200 metri quadrati coperti disposti su quattro livelli (suddivisi in due edifici principali), comprendente dodici camere, dodici bagni, saloni di rappresentanza, una sala biliardo e uno scalone che conduce a un ampio terrazzo con vista sull’Altare della Patria, il tutto immerso in un parco di due ettari e mezzo dotato di piscina. Sul mercato dal 2023, la proprietà aveva visto recentemente scendere il prezzo di richiesta dai 15 milioni iniziali a 11,5 milioni di euro. Ora, in attesa di conferme sui nuovi proprietari, la storia domestica della famiglia si disperde tra gli annunci online e le vetrine di via Somalia.
A volte le grandi svolte cominciano con qualcosa di molto poco solenne. Nel caso di Leone XIV, non una visione mistica né un segnale dal cielo: un mal di stomaco. Quel genere di contrattempo che normalmente si liquida con una dieta in bianco e qualche giorno di prudenza. Per il Pontefice, invece, potrebbe aver rappresentato la coincidenza più preziosa della sua vita.
Il malessere in Francia e gli esami inattesi
A ricostruire il retroscena è Stefano Iannaccone su Domani. Durante un viaggio in Francia, Robert Francis Prevost avrebbe accusato disturbi gastrointestinali piuttosto intensi, affrontando gli appuntamenti previsti non senza difficoltà. Dopo un paio di giorni tutto sarebbe rientrato, lasciando aperto un dubbio: semplice indigestione oppure infezione virale?
I medici, poco inclini ad affidarsi al proverbiale «passerà da sé» quando il paziente abita in Vaticano, avrebbero consigliato ulteriori verifiche. Prima un’ecografia, poi accertamenti più approfonditi. Dallo stomaco nessuna cattiva notizia. Ma le indagini avrebbero portato alla luce una piccola lesione polmonare, fino a quel momento insospettata.
Una precisazione è necessaria: la Santa Sede aveva parlato di controlli di routine. Il collegamento con il malessere francese emerge dalla ricostruzione di Domani, non da una conferma ufficiale.
L’operazione al Gemelli e il responso dei medici
L’11 ottobre, all’Angelus, il Papa ha scelto di raccontare personalmente la diagnosi: un nodulo individuato precocemente, ben delimitato, da rimuovere chirurgicamente. Due giorni dopo, al Policlinico Gemelli di Roma, l’intervento ha confermato un adenocarcinoma polmonare. I chirurghi hanno asportato il lobo inferiore del polmone destro con una procedura videoassistita, senza complicanze. Il 17 ottobre Leone XIV è tornato in Vaticano. Gli esami istologici definitivi hanno confermato che il tumore era localizzato e, secondo la valutazione oncologica comunicata il 21 ottobre, non sono necessarie ulteriori terapie.
Resta la convalescenza, con qualche appuntamento da rinviare e un’agenda pontificia da riorganizzare. Se il racconto dei controlli scaturiti dall’indigestione troverà conferma, la vicenda avrà un paradosso perfetto: uno stomaco ribelle avrebbe permesso di scoprire una malattia silenziosa. Chiamarlo miracolo sarebbe naturalmente eccessivo. Ma anche il più rigoroso degli scettici potrebbe riconoscere che, stavolta, la Provvidenza sembra aver scelto una strada decisamente insolita.
Una storia nata dal dolore che, attraverso il cinema, è diventata memoria collettiva e che ora trova una nuova forma sul palcoscenico. Il ragazzo dai pantaloni rosa arriva al Teatro Sistina dal 29 ottobre al 1° novembre, prima di intraprendere un tour che porterà il musical in diverse città italiane. A trasformare il racconto cinematografico in spettacolo teatrale è Massimo Romeo Piparo, che firma l’adattamento insieme a Roberto Proia, sceneggiatore del film. Al centro resta la vicenda di Andrea Spezzacatena, quindicenne vittima di bullismo e cyberbullismo, la cui storia ha aperto una discussione profonda sulle conseguenze della violenza psicologica, sull’isolamento e sul peso che le parole possono avere soprattutto durante l’adolescenza.
Dal cinema al teatro, Samuele Canino veste, ancora una volta, i panni di Andrea ne Il ragazzo dai pantaloni rosa, portando sul palcoscenico la storia che ha commosso l’Italia
Una storia che cambia linguaggio
Il passaggio dal grande schermo al teatro non è però una semplice trasposizione. Piparo sceglie infatti la strada del jukebox musical, costruendo il racconto attraverso alcune delle canzoni più conosciute del pop-rock italiano. La musica diventa così parte integrante della narrazione e accompagna emozioni, ricordi e passaggi della storia. Nella selezione trovano spazio, tra gli altri, Canta ancora di Arisa, brano simbolo del film e vincitore del Nastro d’Argento come miglior canzone originale, insieme a 100 messaggi, A modo tuo, Gigante, Il filo rosso, La fine, Sogna ragazzo sogna di Roberto Vecchioni, Una musica può fare e Volevo essere un duro. Gli arrangiamenti sono affidati al maestro Emanuele Friello.
Il teatro come specchio della società
La scelta teatrale nasce dalla volontà di non fermarsi alla rappresentazione della tragedia, ma di utilizzare il palcoscenico come luogo di confronto. Il bullismo diventa così il punto di partenza per parlare di adolescenti, famiglie, scuola e responsabilità collettiva. Non soltanto una denuncia, dunque, ma un invito a interrogarsi su quanto sia necessario imparare a riconoscere e rispettare l’unicità degli altri.
Uno sguardo sul futuro
È questa, per Piparo, la sfida più significativa del progetto: trasformare una vicenda drammatica in un racconto capace di lasciare spazio anche alla speranza. Una prospettiva che lo ha portato a immaginare Andrea non soltanto come il protagonista della sua storia, ma come una presenza narrativa capace di accompagnare il pubblico. Il personaggio torna idealmente sulla scena nella versione adulta, attraverso la figura di un Andrea ventisettenne che guarda al passato e racconta ciò che avrebbe potuto essere il suo futuro.
Samuel Canino in una foto di scena del fatidico errore della lavatrice: tutti i panni si tingono di rosa
A interpretare Andrea adolescente sarà ancora Samuele Carrino, già protagonista del film e tra i giovani interpreti più interessanti della nuova generazione. Con lui torna anche Sara Ciocca. Nel ruolo della madre di Andrea ci sarà Rossella Brescia, chiamata a confrontarsi con un personaggio di forte impatto emotivo. Christian Roberto interpreterà invece Andrea a 27 anni, assumendo anche la funzione di narratore e voce del “domani”. Il cast comprende inoltre Donato Altomare, nei panni del padre Tommaso; Matteo Volpotti, che interpreta il professor Gioli, insegnante di musica eccentrico e trascinante; Tommaso Pieropan, nel ruolo di Christian, il ragazzo che incarna la dimensione del bullo; e il giovanissimo Michele Mula, che interpreta Daniele, il fratellino di Andrea. La squadra creativa completa il progetto con la direzione musicale di Emanuele Friello, le coreografie di Dalila Frassanito, le scenografie di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, le luci di Umile Vainieri e il suono di Stefano Gorini. Il musical raccoglie l’eredità di un film prodotto da Eagle Pictures e Weekend Films, nato dal libro scritto da Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena.
“Ditelo voi se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, io stasera non sono nelle condizioni per la prima volta di elargire delucidazioni sulla partita”. Quando MaxAllegri si presenta ai microfoni di Dazn per analizzare lo spettacolare 3 a 3 tra il suo Napoli e la Roma, la rabbia e la tensione sono tutt’altro che smaltiti. Il tecnico è furioso, tenta quasi di abbandonare l’intervista e dice: “Non sarò molto lucido nell’analisi della gara per questo. In 25 anni posso fare un errore anch’io“. Il suo nervosismo è dovuto certamente all’ennesima vittoria mancata: il Napoli era avanti 2 a 0, si è fatto rimontare, poi ha segnato con McTominay il gol del 3 a 2 e ha subito da Balerdi la rete del definitivo pareggio. Ma dietro la furia di Allegri c’è anche altro: il rosso ricevuto proprio a fine gara, ma anche un dente avvelenato nei confronti della Roma, stando ai retroscena sulle sue parole lontano dai microfoni.
Davanti alle telecamere, Allegri si è sfogato soprattutto per l’espulsione: “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace. La prossima volta mi siedo in panchina e non mi muovo più. Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“. Il rosso è arrivato subito dopo il gol del pareggio giallorosso, ma Allegri nega di aver detto qualcosa contro l’arbitro: “Gli altri fanno di tutto. Ringrazio Saccani (ma era Sacchi il quarto uomo, ndr). Per il resto, tanti complimenti ai ragazzi per questa partita, giocando con questo spirito sicuramente risaliremo la classifica“.
La classifica dice però che oggi il Napoli è fermo a quota 11 punti, esattamente la metà rispetto alla testa della Serie A. La rabbia di Allegri però sedimenta sopra al risentimento per come è finita la passata stagione: “L’anno scorso vi hanno messo la Championsin tasca ed ho pagatoio con il Milan“. Sarebbe questa la frase urlata dal tecnico nei corridoi del Maradona, stando a quanto riportato da diversi quotidiani sportivi. Le sue parole infatti si sarebbero sentite anche in salastampa.
Allegri fa ovviamente riferimento all’epilogo del precedente campionato, quando era sulla panchina del Milan e si fece recuperare 8 punti in 5 giornate dalla Roma di Gasperini, fallendo l’accesso alla Champions. Ci fu qualche polemicaarbitrale – in primis per la rimonta dei giallorossi contro il Parma, viziata da un rigore alquanto generoso – ma nulla che lasciasse presagire a distanza di mesi uno sfogo così importante. Anche a Trigoria sono rimasti stupiti e irritati. Secondo quanto fatto trapelare, sia Gasperini sia i Friedkin ritengono inaccettabili le accuse di Allegri su presunti favori arbitrali. Per questo, il club ora si attende dei provvedimenti da parte della giustizia federale.
E’ già corsa al costume più originale da settimane per partecipare alla notte più lunga, dopo l’ultimo dell’anno. A pochi giorni dalla festa di Halloween – una ricorrenza divenuta nel tempo particolarmente sentita anche in Italia – in città è già iniziata la lunga maratona di eventi, per tutte le età e le tasche. Non solo appannaggio dei più piccoli, Halloween seduce, anche, gli adulti. La conferma è l’offerta di quest’anno, la più ricca di sempre: party in costume horror o total black in discoteca con dj set, parate nei parchi giochi, cene a tema e serata spettacolo con performance dal vivo. Proposte anche in musei e teatri. Il “dolcetto o scherzetto business” non sembra sentire la crisi. I dati pubblicati lo scorso anno da Confesercenti e SWG hanno confermato che caro-bollette e carburante non scoraggi l’investimento per la notte delle streghe.
Il Clown dress per Halloween conquista il podio tra i costumi più scelto per il party horror theme
Divertimento per tutta la famiglia
Rispetto agli anni passati, aumentano le offerte nei parchi a tema con proposte già ad inizio mese. ALuneur Park, il parco divertimenti per famiglie di Roma, è fitto il programma di appuntamenti dedicati ai più piccoli con di incontri fino al 1° novembre e pacchetti famiglia di 25 euro a persona, con i bambini che non pagano se sotto agli 80 centimetri, così come i minori con disabilità. Il 24 ottobre arrivano Ninna e Matti, famosi youtuber beniamini dei giovanissimi (il solo show costa 20 euro, 38 euro con giostre illimitate) ed il 31 ottobre il Parco prolungherà l’apertura fino alle 23, con parate, spettacoli e fuochi d’artificio. Il 1° novembre, il parco divertimenti per famiglie a Roma si trasforma nella Luna Monsters School, una sorta di scuola con studenti/mostri nell’itinerario di giostrecon specchi deformanti, e il labirinto, show dal vivo, baby dance, laboratori e performance di artisti del fuoco e trampolieri.
Come usciti da un film dell’orrore, zombi e streghe invadono il parco a tema
Cinecittà World, il parco alle porte della Capitale, ha dedicato tutto il mese di ottobre ad Halloween con un programma di eventi, live show ed attrazioni a tema horror, non solo per i più piccoli. A ruota, i parchi di MagicLand a Valmontone – che fino al primo di novembre invita nei suoi percorsi dell’orrore e spettacoli – e il Castello di Lunghezza, con i suoi eventi speciali per famiglie, spettacoli dedicati alle storie horror più amate da Frankenstein alla Famiglia Addams, il 1° e il 2 novembre 2026.
La caccia al horror party inizia sui social
Social network come catalogo da consultare per la festa più glamour ed originale. Basta fare un giro su Instagram digitando “Halloween party Roma” se si aprono un’infinta gamma di possibilità di feste a tema con dress code obbligatorio, pagine per il noleggio di costumi da Fantasma dell’Opera o Morticia Addams Dinner, dj set in musei e pub con obbligo prenotazione. Difficile scegliere tra l’after dinner Eyes Wide Shut alla Rinascente di Piazza Fiume e il drag show e DJ set alComing Out accanto al Colosseo o la performance live e ballo alla Casina Valadier sulla Terrazza del Pincio. Il mercato degli eventi di Halloween, a dispetto del periodo difficile, non sembra avere défaillance. Una serata costa, in media, 30 euro – ballo e consumazione – a cui vanno aggiunti il costo di noleggio del costume, non meno di 60/70 euro, e il make up ad hoc se si vuole far colpo che parte dai 30/40 euro per superare anche i 200 euro, dalle mandi di un make up artist professionista. I club romani si preparano alla lunga notte di Halloween con serate dance e apericene con musica dal vivo. L’offerta sui social prevede, per lo più, un contatto per ricevere informazioni e dettagli sui prezzi. Hip hop e afrobeat al party Evolution all’Alibi Club, dance elettronica e spettacoli dal vivo alQube in via di Portonaccio per il Muccassassina Halloween Fest. Non lontano, la festa Redrum – Halloween NightalLanificio di Via Pietralata, con performance dal vivo e visual immersivi. Tanti i party con musica fino a tardi: dalla serata dance al Satyrusa Villa Borghese, al viaggio nelle sonorità latine del Fiesta a via delle Tre Fontane, dal live rock and roll di Slick Steve And The Gangster e DJ set organizzata al Vinile in sia Libetta, all’evento con cartomanti ed illusionisti proposto daCraft Gardennel quartiere Primavalle. Feste in ogni municipio e tanti party con dress code horror theme obbligatorio anche in ville private e hotel, cene con delitto stando comodamente attovagliati al ristorante, che partono da 40 euro.
Si balla per tutta la notte dei fantasmi nei locali capitolini
Convertiti al brivido anche musei, cinema e teatri
Se i musei romani si rifanno il look per la notte di Halloween, anche teatri e cinema sfoderano le loro proposte. Proiezioni a tema al Cinema Farnese e la scelta perfetta nel cartellone del Teatro Eliseo con Dylan Dog Horror Show, il celebre fumetto di Tiziano Sclavi, con atmosfere di mistero, vampiri e fantasmi. Il museoMacro di via Nizza si trasforma in dancefloor con la serata Culto di arte immersa, musica e visioni in wear black dress. Nel Salone Bernini a Palazzo Ripetta torna Candlelight, il concerto d’atmosfera illuminato dalla luce di centinaia di candele, stavolta con i grandi classici a tema Halloween per la serata del 30, mentre il palco del Teatro Mongiovino si anima per lo spettacolo pomeridiano – 31 ottobre e 1° novembre – con marionette antiche e invito per i piccoli a partecipare tutti in maschera a cura della Compagnia degli Accettella. Il fine settimana di Halloween si entra con con biglietto d’ingresso a tariffa normale a Explora – Il Museo dei Bambini di Roma: laboratori didattici e attività a tema dedicati a famiglie e bambini dai 3 agli 11 anni, tra giochi, scienza e creatività. Tirando una linea, il conti finale procapite per divertirsi la notte delle streghe va da un minimo di 30/40 euro, fino a oltre 400 per la festa glamour dove il dress code è d’obbligo.
La proposta al Teatro Eliseo nel fine settimana di Halloween è Dylan Dog Horror Show
Volenti o nolenti, come evitare lo “scherzetto”?
Anche per chi rimane a casa la lunga notte di Halloween, un piccolo investimento è d’obbligo se se si vuole evitare le scampanellate e lo “scherzetto” dei condomini più piccoli che vivono stabile. Meglio premunirsi di una discreta scorta di caramelle a forma di denti da vampiro e zucche – in vendita nei supermercati tra i 2 e 3 euro, per le confezioni piccole – e di buste preconfezionate di cioccolatini, che partono da un minimo di 3/4 euro, nelle buste di 250 grammi al supermercato, fino agli 80 euro al chilo per i cioccolatini di produzione artigianale di pasticcerie e cioccolaterie, sempre più cari per via dell’aumento delle materie prime.
Pasticcerie e cioccolaterie invase da zucca cake, fantasmini bavarese e cioccolatini a forma di ragno
Kim Kardashian ha stregato i fotografi sul tappeto rosso della Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato in anteprima mondiale la seconda stagione di “All’s Fair”, disponibile dal 4 novembre su Disney+. Accolta dall’entusiasmo dei fan, l’attrice e imprenditrice ha catalizzato l’attenzione alla Festa del Cinema di Roma 2026 sfoggiando un audace abito animalier, in perfetto stile Kardashian. A non passare inosservato anche un membro del suo staff che l’ha seguita per tutto il tappeto rosso con un faretto puntato addosso, trasformando ogni passo in una perfetta scena da set.
A presentare la serie anche Kris Jenner – tra i produttori esecutivi della serie – per tutti “Momager”: la mamma e manager di Kim e delle sue sorelle Kourtney, Kim, Khloé, Kylie e Kendall: “Amo lavorare con i miei figli, è la mia gioia. La parte migliore della mia giornata è stare con loro. Giriamo un programma (‘The Kardashians’ disponibile su Disney+, ndr) insieme ogni giorno, quindi è davvero divertente”, ha detto Kris Jenner sul tappeto rosso, dove ha raccontato di aver visitato il Colosseo questa mattina.
A portare l’alta moda e l’allure da star nella Capitale anche le co-protagoniste Naomi Watts (“qui a Roma ho mangiato un risotto al tartufo fantastico”), Sarah Paulson (“il superpotere di ‘All’s Fair’? Le avvocate protagoniste e Kim Kardashian”) e Niecy Nash-Betts.
Tra diritti civili, disuguaglianze di genere e responsabilità pubblica delle celebrità, le attrici hanno riflettuto sulle ingiustizie che ancora oggi colpiscono le donne. Interpellata sul ruolo pubblico delle celebrità nell’impegno civile, Kim Kardashian ha respinto l’idea che si tratti di un obbligo: “Non credo che nessuno abbia il dovere di fare qualcosa. Personalmente, però, penso sia importante usare la propria voce e aiutare dove si può”, ha detto.
Dall’età imperiale, tutto ruota tutto attorno all’acqua e alla sua distribuzione. Dello stretto rapporto di Roma con l’elemento acqua vi sono testimonianze di ogni epoche diffuse: dai resti delle terme e degli acquedotti, alle grandi fontane rinascimentali e barocche. Ma l’icona assoluta in ambito di erogazione dell’acqua è il Nasone, fontanella dal design inconfondibile in attività da più di 150 anni. Non una semplice fontanella dispensatrice di acqua potabile. Inizialmente realizzati in ghisa, poi in ottone, i nasoni capitolini nascono nel XIX secolo. Fu il sindaco di Roma, Luigi Pianciani, a predisporre il sistema di distribuzione dell’acqua pubblica, non solo per il semplice distarsi, ma anche per l’igiene e la salute dei cittadini romani. Dal 1874, i nasoni sono stati installati lungo le strade e le piazze di Roma. l’originale nome deriva dalla struttura della cannella ricurva da cui fuoriesce l’acqua, con un piccolo foro da cui far zampillare un getto d’acqua più sottile verso l’altro, quando si ostruisce la cannella. Se ne contano oltre 3.000 esemplari, distribuiti in tutta la città, rappresentando una garanzia costantemente di acqua potabile e fresca.
Nasone con vista sul Colosseo, dispensatore costante d’acqua fresca e potabile (photo dal sito ufficiale Acea)
Trova il nasone più vicino a te
La mappatura dei nasoni è semplice. Basta collegarrsi alla pagina ufficiale di Acea dedicata alle fontanelle di Roma e in pochi secondi si ottiene l’indicazione dei nasoni più vicini, anche quelli temporaneamente guasti. Ognuno ha la sua scheda in cui è specificato l’indirizzo esatto con numero civico più prossimo. “Cerca per indirizzo e attiva la posizione sul tuo smartphone per essere localizzato”, il suggerimento sul sito. Nel centro storico i nasoni sono più di 200 e convivono con le 90 fontane e fontanelle artistiche. Nel 2024, in occasione dei 150 anni dalla loro presenza in città, sono stati installati altri tre nasoni nell’area attorno al Colosseo. Nel centro storico – in via della Cordonata a pochi passi dal Palazzo del Quirinale – vi sono ancora in funzione nasoni antichi decorati con le tre cannelle a forma di drago da cui l’acqua esce contemporaneamente. Ai nasoni di ultima generazione sono stati installati rubinetti a tempo, un modo per ridurre gli sprechi.
Dal sito di Acea, la mappa dei nasoni. Basta cliccare una e appare il nasone più vicino
Obiettivo recupero sprechi
Una politica di riduzione dei consumi delle risorse idriche è messa in piedi già da alcuni anni. L’impegno istituzionale ha come punto di partenza l’utilizzo delle acque che provengono dai depuratori, dal recupero e dal riciclo con l’obiettivo di lavare le strade, affrontare gli incendi, alimentare le attività produttive ed agricole o per innaffiare parchi, giardini e alberi. Già nel 2024 aRoma sono stati consumati 261 milioni di metri cubi di acqua – come ricorda il sito di Acea – tra gli usi residenziali, industriali e artigianali, agricoli e per le altre attività cittadine. In linea con la politica della riduzione di perdite e sprechi, non solo l’impegno su grandi progetti che riguardano i depuratori, ma anche ammodernamenti della rete idrica, il riciclo dell’acqua dei nasoni e la ricerca di soluzioni per forestazione, biodiversità, irrigazione di giardini ed orti urbani.
Uno degli ultimi nasoni funzionanti in centro città con le tre cannelle a forma di testa di drago, sostituite in seguito la versione più diffusa ad unica cannella liscia (photo dal sito ufficiale Acea)
Riflessioni sull’acqua dai banchi di scuola
Riflettere sulla salvaguardia e l’uso consapevole dell’acqua passa anche su banchi scuola con il progetto Acea Scuola Educazione Idrica, realizzato nell’ambito del protocollo d’intesa triennale con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, destinato agli studenti e le studentesse delle scuole primarie e secondarie di primo grado che ha già coinvolto oltre 30.000 nelle annualità 2024/25 e 2025/26 e offre la possibilità di partecipare ad un contest a premi realizzando un cortometraggio sul tema idrico e visitare gli impianti Acea.
Una delle casette dell’acqua nella Capitale, con erogazione di acqua fresca – naturale o frizzante – e prese per carica di mobile e tablet
Fontanelle hi-tech, i nasoni del futuro?
Una sorta di nasoni moderni, le casette dell’acqua distribuite in varie zone delle città da cui viene erogata gratuitamente – 24 ore su 24 – acqua potabile e fresca, sia naturaleche frizzante, sottoposta a numerosi controlli, affinché rispetti alti standard di qualità. Oltre alla distribuzione dell’acqua – 52 milioni di litri erogati e 2700 tonnellate di CO2 non emessa nell’atmosfera, questi i dati indicati nel sito ufficiale Acea relativi allo scorso anno – ognuna delle 187 casedell’acqua diventa hi-tech permette di ricaricare cellulari o tablet tramite porte USB, e di consultare informazioni di pubblica utilità su schermi digitali. L’obiettivo è di poter spingere più persone ad usufruire del servizio. E un’opportunità a tutela dell’ambiente: ridurre dell’uso della plastica invogliando a recarsi con proprie borracce termiche da riempire direttamente con l’acqua fresca erogata. Un messaggio di rispetto e benessere che non è stato colto da tutti: alcune case dell’acqua capitoline non sono state esenti da atti vandalici e furti di cavi elettrici nei mesi scorsi.
A Roma al termine del percorso previsto ed autorizzato da Piazza della Repubblica fino ai Fori imperiali, un nutrito gruppo di manifestanti ha chiesto di poter proseguire il corteo. Circa 7 mila persone, con l’ok delle autorità hanno continuato a manifestare per le vie della Capitale. Prima su via Labiana e poi superando via Merulana. Davanti a Santa Maria Maggiore la Digos ha deciso, in accordo con la questura e la prefettura, di far proseguire ulteriormente il corteo. La protesta è quindi arrivata fino a Largo di Santa Susanna. Qui uno nuovo stop del corteo e una lunga trattativa, con la richiesta dei manifestanti di proseguire verso i palazzi istituzionali.
Col trascorrere dei minuti però gli animi si sono scaldati e si è arrivati al corpo a corpo tra manifestanti e polizia. Le forze dell’ordine hanno reagito prima con cariche di alleggerimento e poi con gli idranti. Terminate le tensioni, che hanno portato ad un arresto, il corteo è proseguito in direzione opposta rispetto al centro della città fino al quartiere di San Lorenzo.
È stato presentato fuori concorso alla Festa del cinema di Roma “Un tranquillo funerale di famiglia”, dal 29 ottobre in sala. È l’adattamento firmato da Massimiliano Bruno della black comedy britannica di Dean Craig. Nel cast Stefania Sandrelli, Diego Abatantuono, Pietro Sermonti, Claudia Pandolfi, Stefano Fresi e Beatrice Arnera.
Al centro la famiglia Mancuso, in Ciociaria, nel giorno del funerale del patriarca: i figli Daria e Riccardo (Pandolfi e Sermonti) fanno i conti con rancori e segreti, e la cerimonia si trasforma in una catena di rivelazioni ed equivoci grotteschi. “Raccontiamo due fratelli coltelli e una famiglia incasinata, come lo sono le nostre”, spiega il regista.
“È il film più spinto che abbia mai fatto. Perché ha una comicità esplicita, a tratti volgare, politicamente scorretta. – ha detto Pandolfi a Io Donna – Ho adorato girarlo e non solo per amore dell’originale inglese ma per quel tipo di humor e di irriverenza. Si gioca con la morte e con Dio, cosa molto inusuale per noi italiani. E mi piace moltissimo passare dalla fiction rassicurante di prima serata a qualcosa di trasgressivo, spero di poter continuare a divertirmi così nel mio lavoro. Del resto, divertimento e impegno sono stati le mie linee guida, negli anni”.
Mamma di due figli maschi il 19enne Gabriele, avuto dal cantautore Roberto Angelini, e Tito nato dalla relazione con il produttore Marco De Angelis, che ha 10 anni. “Ho creduto nell’educazione sessuale e affettiva, li ho fatti crescere soprattutto con l’esempio. – ha detto – I miei figli hanno papà, zii e nonni che hanno molta cura del lato femminile della famiglia e delle vite degli altri in generale. È importante dare ai ragazzi strumenti per affrontare il “mondaccio”, come dico io, di oggi. Insegnargli a ragionare, anche a sbagliare, perché una società che ci vuole sempre performanti e vincenti può diventare paralizzante”.
Una macchina del tempo dentro Villa Borghese. Claudio Baglioni è tornato a Piazza di Siena esattamente 44 anni dopo il famoso raduno “Alé-Oó” del 24 ottobre 1982, e lo ha fatto spiazzando il pubblico: niente classico d’apertura, ma un brano mai ascoltato prima, “Che notte è questa!”, che dà il titolo all’intero progetto live. Il pezzo sarà disponibile in digitale dal 13 novembre. È una dichiarazione d’amore alla Capitale: nel testo, la notte romana è descritta come irripetibile, mai vista prima e destinata a non ripetersi.
Nell’impianto scenico firmato da Giuliano Peparini, i maxischermi hanno mandato le immagini d’epoca del concerto del 1982. A seguire l’esibizione strumentale del figlio Giovanni Baglioni con “Get up!” e “Roots”. L’ingresso dell’artista è stato annunciato dalle note di “Notte di note, note di notte”, suonate dalla super band di 18 elementi tra musicisti, fiati, quartetto d’archi e coristi, e accolto da un boato.
Sull’evento pesa un’emozione diversa dal solito. Il rinvio a giugno del tour per motivi di salute, una polmonite interstiziale acuta, ha lasciato il segno e sul palco si è percepito il sollievo di un artista che ha temuto di non poter decidere in autonomia come e quando chiudere la carriera. Davanti a 6.400 spettatori a sera, Baglioni ha detto: “Dopo 44 anni siamo ancora una volta qui”.
Il Lazio si conferma tra le regioni più dinamiche dell’economia italiana, conquistando il secondo posto nazionale per tasso di crescita delle imprese. Secondo l’ultima rilevazione Movimprese, realizzata da Unioncamere e InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle imprese, la regione registra un incremento dello 0,51%, contro una media nazionale dello 0,32%.
Il risultato rafforza il profilo competitivo del sistema produttivo laziale e segnala una capacità di espansione superiore a quella registrata nel complesso del Paese. Un andamento che mette in evidenza il peso delle attività economiche regionali e il loro contributo allo sviluppo nazionale.
Saldo positivo di oltre 3mila imprese nel terzo trimestre
Nel terzo trimestre del 2026, il Lazio ha registrato un saldo positivo di 3.035 imprese. Il bilancio dall’inizio dell’anno sale invece a 9.805 attività in più, confermando la vitalità del tessuto imprenditoriale.
Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nella regione ammontano a circa 600mila, pari a oltre il 10% del totale nazionale. Numeri che confermano la rilevanza del Lazio nel panorama produttivo italiano e la presenza di un sistema economico capace di sostenere nuove iniziative. La crescita rappresenta un indicatore importante per valutare l’andamento del territorio, anche in relazione alle opportunità offerte dagli investimenti, dall’innovazione e dal rafforzamento delle filiere strategiche.
Angelilli: «Vogliamo sostenere investimenti e startup»
La vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli ha commentato positivamente i dati, sottolineando la necessità di consolidare i risultati attraverso politiche mirate. «Il Lazio è la seconda regione italiana per tasso di crescita delle imprese, con un incremento dello 0,51%, superiore alla media nazionale dello 0,32%. Un risultato che conferma la solidità e la dinamicità del nostro sistema imprenditoriale, un patrimonio economico strategico che vogliamo continuare a rafforzare e valorizzare», ha dichiarato.
Angelilli ha indicato tra le priorità regionali il sostegno ai nuovi investimenti, la nascita di startup e l’accompagnamento delle imprese nei percorsi di crescita e innovazione. L’obiettivo comprende anche il miglioramento delle competenze professionali e l’apertura di nuove opportunità sui mercati internazionali. La strategia punta quindi a consolidare la competitività del sistema produttivo, favorendo condizioni più favorevoli allo sviluppo delle attività economiche e alla crescita delle professionalità richieste dalle imprese.
Fondi europei e competitività, la strategia della Regione
La Regione Lazio guarda anche alla prossima programmazione europea, considerata un passaggio strategico per sostenere il sistema imprenditoriale e attrarre nuove risorse. «Stiamo lavorando a una strategia condivisa con tutti gli attori dello sviluppo, anche in vista della prossima programmazione europea, che riserva oltre 400 miliardi di euro per la competitività delle imprese», ha spiegato Angelilli.
La vicepresidente ha ribadito la volontà di mantenere il Lazio al centro delle future politiche di investimento dell’Unione europea, valorizzando il ruolo del territorio e rafforzando le opportunità per le imprese.I dati Movimprese offrono dunque un segnale positivo per l’economia regionale. La sfida, adesso, consiste nel trasformare la crescita del numero di attività in investimenti, innovazione, occupazione qualificata e maggiore presenza sui mercati internazionali.
A Roma la nuova frontiera della prova costume non passa più necessariamente dalla palestra o dalla dieta mediterranea. Adesso c’è una scorciatoia, almeno nelle aspettative di molti: una puntura
Si chiama Ozempic, contiene semaglutide ed è un medicinale destinato al trattamento del diabete di tipo 2. Ma la sua capacità di favorire la perdita di peso lo ha trasformato in un oggetto del desiderio per chi sogna di dimagrire senza troppi sacrifici. Dai quartieri più eleganti della Capitale alle conversazioni sui social, il nome del farmaco circola sempre più spesso. Il problema è che tra necessità terapeutiche, richieste inappropriate e acquisti clandestini il confine rischia di diventare pericolosamente sottile.
Medici assediati e farmacie sotto pressione
Il fenomeno investe anche Roma, dove l’interesse per i medicinali a base di semaglutide alimenta richieste che non sempre rispondono a effettive esigenze cliniche.
Ozempic non è un prodotto cosmetico, né una soluzione universale contro i chili di troppo. Per il trattamento dell’obesità esistono medicinali specificamente autorizzati, come Wegovy, che contiene lo stesso principio attivo ma presenta indicazioni e modalità di impiego proprie.
La crescente popolarità di questi farmaci rischia inoltre di creare pressioni sul sistema sanitario e di compromettere la disponibilità delle terapie per chi ne ha realmente bisogno. Mentre la medicina dispone di strumenti importanti per affrontare patologie complesse, una parte del pubblico sembra considerarli l’equivalente farmacologico di un filtro dimagrante.
Il mercato nero delle iniezioni e i pericoli per la salute
Dove cresce la domanda, inevitabilmente si affacciano gli affari. E il mercato clandestino dei medicinali dimagranti trova terreno fertile soprattutto online, tra annunci, canali non autorizzati e offerte che promettono risultati miracolosi. Il rischio riguarda prodotti contraffatti, conservati in maniera inadeguata o venduti senza alcuna garanzia sulla composizione. Una roulette sanitaria nella quale, oltre al portafoglio, può rimetterci seriamente la salute. Nausea, vomito e disturbi gastrointestinali figurano tra gli effetti indesiderati conosciuti della semaglutide. Esistono inoltre complicazioni più serie che richiedono un’attenta valutazione medica.
Il fenomeno racconta qualcosa anche della Capitale e delle sue contraddizioni. Una città nella quale convivono eccellenze sanitarie e nuove ossessioni estetiche, mentre la ricerca della forma perfetta rischia di trasformare una terapia in una moda. Perché perdere peso può essere un obiettivo di salute. Ma trasformare un farmaco in un accessorio di bellezza è tutta un’altra storia. E quando entra in scena il mercato nero, il conto rischia di diventare molto più salato dei chili che si vorrebbero eliminare.
Dopo il premio del pubblico alla Quinzaine des Cinéastes a Cannes, il bellissimo film corale “I See Buildings Fall Like Lightning” della britannica Clio Barnard trionfa anche alla 21esima Festa del cinema di Roma, vincendo come Miglior Film. Così ha infatti decretato la giuria guidata dallo sceneggiatore e regista polacco Jan Komasa che, comunque, non ha dimenticato l’Italia. A portare in alto il tricolore è stata la notevole interpretazione di Paolo Pierobon, premiato ex aequo come miglior attore per Brianza di Simone Catania, nel quale affianca Fausto Russo Alesi. Con lui premiato anche l’inglese Anthony Boyle, tra i protagonisti del film di Barnard.
Il riconoscimento alla miglior attrice è andato con merito alla giovane spagnola Victoria Luengo per Sants di Mikel Gurrea, che ricordiamo protagonista femminile anche de L’essere amato di Rodrigo Sorogoyen, presto nelle sale italiane.
Al solido dramma statunitense The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson è andato il Gran Premio della Giuria, mentre quello “speciale” la Giuria ha voluto attribuirlo alla famiglia Al Mawla, protagonista del film Yesterday the Eye Didn’t Sleep (in Italia uscirà prossimamente col titolo Ieri notte non ho dormito). È invece quella del centrafricano Rafiki Fariala per il suo vibrante Congo Boy (co-prodotto da Rai Cinema) la Miglior Regia della Festa. La miglior sceneggiatura è stata giudicata quella scritta da Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna per Ceniza en la boca dello stesso Luna.
Da segnalare che il Premio del Pubblico Terna è andato ex aequo al buon documentario di Kasia Smutniak Mustang – quindi un altro premio per l’Italia – e all’acclamato Congo Boy.
A trionfare in Alice nella Città è stato il magnifico Everytime dell’austriaca Sandra Wollner, film scelto dalla Germania come proprio rappresentante ai prossimi Oscar.
Complessivamente il livello del concorso Progressive Cinema dell’edizione 2026 della Festa del cinema di Roma è stato medio-alto in linea con lo scorso anno, sintomo di un’attenzione al miglior prodotto disponibile nell’ambito dei festival internazionali che l’hanno preceduto.