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Pensioni, Elsa Fornero avverte: “La sostituzione generazionale non ha funzionato”

25 October 2026 at 15:53

L’antologia delle motivazioni della crisi previdenziale italiana si arricchisce di un nuovo capitolo. A scriverlo è Elsa Fornero, economista, docente di Economia all’Università degli Studi di Torino ed ex ministro del Lavoro del Governo Monti.

Fornero smonta uno dei pilastri ricorrenti del dibattito economico del Paese, ovvero l’idea che mandare in pensione i lavoratori più anziani liberi automaticamente il posto per le nuove generazioni.

Lavoro e pensioni, il punto di Elsa Fornero

Il mix è micidiale ed è composto da tre ingredienti principali: il calo demografico, i redditi da lavoro in termini reali che sono sempre più bassi e le prospettive della spesa previdenziale che sono sempre più alte.

Abbiamo visto che non funziona lo schema secondo cui chi esce lascia il posto a un giovane. L’idea della sostituzione generazionale non ha funzionato.

Così ha spiegato Fornero, raggiunta dal quotidiano Il NordEst. E così ha aggiunto riferendosi ai pensionati:

Molti fra questi ultimi sono usciti conservando altri redditi, continuano a lavorare e smentiscono ulteriormente le illusorie aspettative di un bilanciamento fra chi lascia e chi dovrebbe entrare. Si sono creati squilibri contabili forti, incompatibili con un nuovo allentamento della spesa previdenziale, per esempio attraverso la riduzione dell’età pensionabile.

Il paradosso delle pensioni

Pur ammettendo la piena legittimità di voler rimanere al lavoro finché se ne hanno le forze, Fornero evidenzia una criticità:

Il paradosso è che cerchiamo di anticipare il pensionamento sperando che questo favorisca il lavoro dei giovani e non succede.

Questa la spiegazione del paradosso, in termini semplici:

Gli economisti lo chiamano l’ “errore del numero fisso di posti di lavoro”. Il pensionamento fa diminuire i flussi di contribuzione e, allo stesso tempo, favorisce le condizioni perché a lavorare sia una persona sola e non due. È una logica da ribaltare perché – per l’appunto – il numero degli occupati non è fisso, ma viene determinato dalle politiche e dalle strutture produttive.

Numero di lavoratori e di pensionati, come invertire il trend

Elsa Fornero propone di spingere sulle politiche attive per il lavoro, anzitutto. Ed di favorire gli investimenti delle imprese con particolare riguardo a quelle efficienti e competitive e, dunque, che hanno maggiore capacità di assumere.

Ma le imprese, quand’anche fossero disposte ad assumere, si trovano di fronte ad una scarsità di potenziali candidati. E i motivi sono almeno tre:

  • il primo, come detto, è il calo demografico che ha ridotto il numero dei giovani;
  • il secondo motivo riguarda il fatto che molti fra i giovani decidono di andare a cercare lavoro all’estero;
  • il terzo motivo riguarda lo scarso dialogo fra scuola e mondo del lavoro.

Così si esprime Elsa Fornero, sull’ultimo punto:

Si deve orchestrare una formazione di competenze e conoscenza, per arricchire la cultura personale e permettere di pensare al futuro. Questo dialogo non c’è.

Invertire la rotta è urgente, dal momento che da qui al 2060, secondo i dati, l’Italia perderà un terzo delle persone in età da lavoro, soprattutto fra i giovani. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, nel 2025 gli occupati erano 24,1 milioni, contro circa 23,2 milioni di pensioni. Tirando le somme, si parla di quasi un assegno pensionistico per ogni lavoratore. Negli anni Ottanta il rapporto era di tre persone occupate per ogni pensionato.

Poi un pensiero per i più giovani:

Dovremmo trattarli come persone sin da bambini, indicando anche un percorso verso il lavoro, perché il lavoro è la radice dell’indipendenza.

Meloni verso le dimissioni a marzo, l’indiscrezione scuote la politica: ipotesi elezioni anticipate

25 October 2026 at 15:11

La premier Giorgia Meloni potrebbe presentare le sue dimissioni a marzo 2027, subito dopo il Consiglio europeo che si terrà a Roma.

L’idea sarebbe quella di andare poi alle urne in un election day, accorpando il voto anticipato per le elezioni politiche 2027 con quello per le amministrative.

L’ipotesi: Giorgia Meloni verso le dimissioni

Ormai da mesi si parla di ipotetiche elezioni anticipate, sempre smentite da parte di Meloni, ma l’ipotesi è divenuta più concreta dopo la pubblicazione di un articolo su Repubblica a firma di Lorenzo De Cicco.

La scadenza naturale della legislatura è fissata al 13 ottobre 2027 ma, come detto, il Governo più longevo della storia repubblicana potrebbe cessare le attività molto prima dell’autunno.

Come riporta il quotidiano, la prima data utile per il voto, che trapela sia da ambienti di FdI che di Forza Italia, sarebbe quella di domenica 16 maggio. Ma a seconda delle tempistiche della crisi, tutto potrebbe slittare ai primi di giugno.

Compromesso Governo-Colle, il retroscena

C’è poi un retroscena relativo al potenziale election day, che sarebbe il frutto di una trattativa con la Presidenza della Repubblica.

Se un governo cade, infatti, non è detto che il Capo dello Stato decida di sciogliere le camere per traghettare il Paese verso nuove elezioni. In nome di un’emergenza (“se ne trova sempre una all’occorrenza”, come sostiene il decano del giornalismo Paolo Mieli), Mattarella potrebbe infatti decidere di arrivare a fine legislatura con un governo tecnico, di scopo o di larghe intese.

Da qui il compromesso: il Colle permette elezioni anticipate e il Governo, in cambio, indice l’election day accorpando elezioni politiche e amministrative.

Meloni, viene scritto, avrebbe preferito spacchettare le due date, dal momento che le amministrative vedono spesso prevalere il centrosinistra nei grandi centri urbani. Meloni, in sintesi, teme che la chiamata alle urne per le elezioni locali possa far diminuire l’astensionismo, a danno del centrodestra.

Amministrative, Campo Largo e Futuro Nazionale

Ma perché, dunque, accelerare sul pedale delle elezioni? Per diversi motivi. Prima di tutto, per costringere gli alleati a trovare rapidamente un’intesa sui candidati da presentare alle amministrative. Una delle piazze più calde è certamente Milano, dove la Lega spinge per Silvia Sardone mentre Forza Italia, pare, punterebbe su altri nomi. Ma in ballo ci sono anche Roma, Torino, Napoli, Palermo, Bologna, Monza e molte altre grandi città.

Motivo numero due: sfruttare le divisioni interne al centrosinistra, a cui manca tutto. Oggi al Campo Largo mancano un candidato premier e un programma condiviso. È oggetto di discussione anche la data delle eventuali primarie, nonché le sue modalità (doppio turno o turno secco). I nomi principali in pista sono quelli di Elly Schlein e Giuseppe Conte, il quale avrebbe già sfiduciato l’alleata-sfidante in una riunione riservata: “Non lo dico per interesse personale. Lo dico perché con Elly Schlein non si vince”. L’indiscrezione arriva dal Corriere della sera.

Terzo motivo: Meloni le sta giocando tutte pur di non estendere la coalizione a Roberto Vannacci. E il fatto che il generale abbia smesso di correre nei sondaggi e stia al contrario iniziando a ridimensionare il suo consenso potrebbe spingere la premier ad approfittarne andando al voto al più presto.

Quarto motivo (forse il principale): ci sono attualmente 25 ricorsi contro lo Stabilicum, presentati presso 25 diversi tribunali. Meloni potrebbe puntare ad andare al voto anticipato prima di eventuali pronunzie definitive della Corte costituzionale.

Bonus edicole 2026, domande dal 24 novembre: quali spese si possono rimborsare

25 October 2026 at 14:00

Conto alla rovescia per il  Bonus edicole 2026, che mette a disposizione 10 milioni di euro per sostenere le attività che vendono quotidiani e periodici.

Il contributo punta ad alleggerire i costi di gestione delle rivendite, favorire gli investimenti per l’ammodernamento dei punti vendita e sostenere la distribuzione della stampa. I contributi sono previsti dall’articolo 1 del Dpcm 30 luglio 2026. Una boccata d’ossigeno in un periodo storico in cui la carta stampata viene letta sempre meno.

Bonus edicole 2026, a chi spetta il contributo

La domanda si presenta esclusivamente online dalle 10:00 del 24 novembre alle 17:00 del 22 dicembre 2026.

Sono previsti due distinti interventi. Il primo intervento, con una dotazione di 9 milioni di euro, riconosce un contributo fino all’80% delle spese sostenute nel 2025 (fra quelle ammissibili) e fino a un massimo di 4.500 euro.

Tra le spese che possono essere rimborsate ci sono:

  • Imu;
  • Tasi;
  • Tari;
  • Cup;
  • canoni di locazione;
  • forniture di energia elettrica;
  • servizi telefonici e web;
  • acquisto o noleggio di registratori di cassa o registratori telematici;
  • acquisto o noleggio di Pos;
  • spese per la trasformazione digitale e l’ammodernamento tecnologico;
  • oneri per contratti assicurativi relativi all’esercizio dell’impresa;
  • spese per servizi di assistenza contabile e fiscale.

Gli importi sono calcolati al netto dell’Iva e il massimale di 4.500 euro è pari al limite massimo riconoscibile per ciascuna impresa nell’ambito di ciascun intervento, anche quando sono previste maggiorazioni (del 10% o del 20%).

La maggiorazione del 10% è per gli edicolanti che nel 2025 hanno garantito l’apertura domenicale per almeno il 50% delle domeniche comprese nel periodo di attività.

La maggiorazione del 20% per i titolari che hanno aperto un nuovo punto vendita esclusivo oppure rilevato un’attività di rivendita già esistente.

Contributo fino a 500 euro per le consegne a domicilio

C’è poi il secondo intervento, destinato alle rivendite che hanno effettuato consegne a domicilio di quotidiani e periodici nel corso del 2025. Per accedere all’aiuto è necessario che le consegne effettuate siano documentabili. I 500 euro di bonus vengono erogati entro il limite di spesa di 1 milione di euro.

Come presentare la domanda

Le domande andranno presentate online tramite il portale impresainungiorno.gov.it. L’accesso è garantito ai possessori di Spid, Cns o Cie. Le istruzioni del caso verranno rese note tramite un manuale operativo.

Rivendite di giornali non in via prevalente

Sempre il Dpcm del 30 luglio 2026 prevede un’ulteriore misura a sostegno degli esercizi commerciali che vengono giornali e riviste in via non prevalente. Si attende ancora il provvedimento attuativo, per cui modalità e tempistiche non sono ancora stati resi noti.

Il commento

Esprime soddisfazione il Presidente Snag-Confcommercio, Renato Russo:

Le misure introdotte rappresentano un passaggio significativo e vanno nella direzione delle istanze e delle proposte che Snag ha avanzato in questi mesi a tutela della categoria. Abbiamo sostenuto con forza la necessità di interventi concreti per aiutare le edicole a sostenere i costi di gestione e favorire gli investimenti in innovazione e ammodernamento tecnologico. Particolarmente importante è anche la previsione di una maggiorazione del contributo per le nuove aperture e per chi rileva un’edicola esistente, una novità che riconosce il valore del ricambio generazionale.

La Valle del tempo tra Recco e il Niger: un viaggio interiore

25 October 2026 at 06:27

Nei pressi di Recco, in provincia di Genova, vi abita la ‘Valle del tempo’. Si tratta di tre paesini caratterizzati da campanili che esibiscono grandi e particolari orologi della nota ditta Trebino, nata in questa zona. Uscio, Terrile e Calcinara sono i nomi di questi borghi incollati alle colline che scendono, assai bruscamente, al mar Tirreno. Partecipando al Festival della Valle del tempo, tenuto appunto a Uscio un paio di settimane or sono, non potevo non tentare di riandare alle frontiere del tempo vissuto in questi ultimi anni prima di tornare dal Niger. Siccome esso ci è imprestato posso raccontarlo.

Il tempo come operaio in fabbrica per sette anni a Casarza Ligure nella Trafilerie e Laminatoi di Metalli. Vissuto coi compagni di lavoro perché compagno è quello che condivide lo stesso pane. Il tempo dell’impegno sindacale con la Federazione Lavoratori Metalmeccanici, FLM. Il tempo come volontario in Costa d’Avorio che avrebbe segnato una frontiera decisiva per il cammino che sarebbe poi seguito in casa SMA. Società Missioni Africane il tempo della preparazione e dopo l’ordinazione la ripartenza per lo stesso Paese dell’Africa Occidentale. Il tempo di Cordoba in Argentina, nella ‘villas miserias’ (baraccopoli) della bella città universitaria. Quello della guerra (in) civile in Liberia vissuta nella capitale Monrovia sotto attacco dei ribelli. Giorni in cui il tempo sembrava essersi fermato per sempre. Il tempo nel centro storico di Genova e quello dei detenuto nel carcere di Marassi, visitato per tre anni due volte la settimana. Poi il tempo che il Niger si è portato via per quattordici anni.

Il tempo di Natasha, morta di fame sulla strada quando aveva un anno, in occasione della sua prima e ultima migrazione con la mamma dalla Sierra Leone. Il tempo dell’amico Pierluigi Maccalli, rapito per due anni da gruppi armati terroristi di ispirazione ‘islamica’. Un tempo di sabbia, di vento e di tempesta. Tempi abitati e ritmati da avvenimenti come le chiese bruciate nel 2015 a Niamey e soprattutto dal transito di centinaia di migranti coi loro sogni nascosti nelle borse ingiustamente credute vuote. Il tempo dei militari che hanno preso il potre nel luglio del 2023 non è che un tempo di polvere. Sappiamo solo che non è misurabile ma che detta lui il ritmo dei giorni dalla creazione in poi. La polvere e il vento sono i due elementi nei quali si è rifugiato il tempo fino ad oggi.

L’opacità è la misura del nostro tempo. Inutile tentare di accantonarlo, farlo fruttare, conservarlo in un luogo sicuro per essere poi utilizzato a piacimento. Il tempo che ho spiato nel Niger è soprattutto un tempo di attesa. Della pioggia, del raccolto, del lavoro, del cibo di ogni giorno, della nascita di un figlio, del prossimo colpo di stato e soprattutto della pace perduta, venduta, mercanteggiata e sfinita da troppi tradimenti. Nel Niger, come altrove del resto, ognuno ha ed è il suo tempo che solo occasionalmente coincide con quello dell’ altro e non si accorda mai con gli orologi. In fondo il tempo è come la vita. Un mistero da abitare o meglio, una frontiera da attraversare su una passerella sospesa tra due sogni.

Genova, ottobre 2026

L'articolo La Valle del tempo tra Recco e il Niger: un viaggio interiore proviene da Il Fatto Quotidiano.

La Valle del tempo tra Recco e il Niger: un viaggio interiore

25 October 2026 at 06:27

Nei pressi di Recco, in provincia di Genova, vi abita la ‘Valle del tempo’. Si tratta di tre paesini caratterizzati da campanili che esibiscono grandi e particolari orologi della nota ditta Trebino, nata in questa zona. Uscio, Terrile e Calcinara sono i nomi di questi borghi incollati alle colline che scendono, assai bruscamente, al mar Tirreno. Partecipando al Festival della Valle del tempo, tenuto appunto a Uscio un paio di settimane or sono, non potevo non tentare di riandare alle frontiere del tempo vissuto in questi ultimi anni prima di tornare dal Niger. Siccome esso ci è imprestato posso raccontarlo.

Il tempo come operaio in fabbrica per sette anni a Casarza Ligure nella Trafilerie e Laminatoi di Metalli. Vissuto coi compagni di lavoro perché compagno è quello che condivide lo stesso pane. Il tempo dell’impegno sindacale con la Federazione Lavoratori Metalmeccanici, FLM. Il tempo come volontario in Costa d’Avorio che avrebbe segnato una frontiera decisiva per il cammino che sarebbe poi seguito in casa SMA. Società Missioni Africane il tempo della preparazione e dopo l’ordinazione la ripartenza per lo stesso Paese dell’Africa Occidentale. Il tempo di Cordoba in Argentina, nella ‘villas miserias’ (baraccopoli) della bella città universitaria. Quello della guerra (in) civile in Liberia vissuta nella capitale Monrovia sotto attacco dei ribelli. Giorni in cui il tempo sembrava essersi fermato per sempre. Il tempo nel centro storico di Genova e quello dei detenuto nel carcere di Marassi, visitato per tre anni due volte la settimana. Poi il tempo che il Niger si è portato via per quattordici anni.

Il tempo di Natasha, morta di fame sulla strada quando aveva un anno, in occasione della sua prima e ultima migrazione con la mamma dalla Sierra Leone. Il tempo dell’amico Pierluigi Maccalli, rapito per due anni da gruppi armati terroristi di ispirazione ‘islamica’. Un tempo di sabbia, di vento e di tempesta. Tempi abitati e ritmati da avvenimenti come le chiese bruciate nel 2015 a Niamey e soprattutto dal transito di centinaia di migranti coi loro sogni nascosti nelle borse ingiustamente credute vuote. Il tempo dei militari che hanno preso il potre nel luglio del 2023 non è che un tempo di polvere. Sappiamo solo che non è misurabile ma che detta lui il ritmo dei giorni dalla creazione in poi. La polvere e il vento sono i due elementi nei quali si è rifugiato il tempo fino ad oggi.

L’opacità è la misura del nostro tempo. Inutile tentare di accantonarlo, farlo fruttare, conservarlo in un luogo sicuro per essere poi utilizzato a piacimento. Il tempo che ho spiato nel Niger è soprattutto un tempo di attesa. Della pioggia, del raccolto, del lavoro, del cibo di ogni giorno, della nascita di un figlio, del prossimo colpo di stato e soprattutto della pace perduta, venduta, mercanteggiata e sfinita da troppi tradimenti. Nel Niger, come altrove del resto, ognuno ha ed è il suo tempo che solo occasionalmente coincide con quello dell’ altro e non si accorda mai con gli orologi. In fondo il tempo è come la vita. Un mistero da abitare o meglio, una frontiera da attraversare su una passerella sospesa tra due sogni.

Genova, ottobre 2026

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Sondaggi politici, Meloni si rafforza e Vannacci arretra: chi vincerebbe le elezioni oggi

24 October 2026 at 08:47

Secondo gli ultimi sondaggi elettorali, Fratelli d’Italia (+0,6%) si rafforza salendo al 27,9%. Bene il Partito Democratico (+0,3%) che sale al 20,3%. Male il Movimento 5 Stelle che perde molto (-0,7%) calando al 12,1%.

Sul fronte delle coalizioni, il centrodestra in versione base vince sul Campo Largo in versione base: 41,9% contro 38,9%. Numeri del tutto teorici: l’allargamento delle alleanze farà la differenza alle urne.

Ultimi sondaggi elettorali di ottobre 2026

Qui di seguito la Supermedia Youtrend per Agi dei sondaggi sulle intenzioni di voto. La rilevazione è stata effettuata il 22 ottobre (fra parentesi la variazione rispetto all’8 ottobre):

  • Fratelli d’Italia – 27,9% (+0,6%);
  • Partito Democratico – 20,3% (+0,3%);
  • Movimento 5 Stelle – 12,1% (-0,7%);
  • Forza Italia – 7,3% (=);
  • Futuro Nazionale – 6,8% (-0,8%);
  • Alleanza Verdi e Sinistra – 6,5% (-0,1%);
  • Lega – 5,6% (=);
  • Azione – 3,3% (+0,1%);
  • Italia Viva – 2,4% (+0,1%);
  • +Europa – 1,4% (-0,3%);
  • Noi Moderati – 1,1% (=).

La rilevazione non riporta i partiti inferiori all’1%.

Nota metodologica: la Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna include sondaggi realizzati dall’8 al 21 ottobre ed è stata effettuata il 22 ottobre sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Eumetra (data di pubblicazione 15 ottobre), Noto (20 ottobre), Only Numbers (10, 15 e 16 ottobre), Piepoli (19 ottobre) e Swg (12 e 19 ottobre). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale sondaggipoliticoelettorali.it.

Che succede in politica oggi

I numeri evidenziano alcuni trend. Uno riguarda il balzo in avanti di FdI, che incassando il +0,6% sale al 27,9%. Un consenso importante considerando che il partito di Giorgia Meloni è già al quarto anno di legislatura. L’effetto logoramento, tirando le somme, non c’è stato.

A sinistra si consuma l’eterno derby fra PD e M5S e gli altri partiti progressisti: se sale uno ne cala un altro. Oggi il PD cresce del +0,3% andando al 20,3% mentre il M5S inciampa forte del -0,7% calando al 12,1%.

Il titolo di quarto partito d’Italia lo mantiene FI (7,3%) mentre FN, che sognava la doppia cifra, precipita del -0,8% andando al 6,8%. Parte del consenso che Vannacci aveva rosicchiato a destra sta ritornando ai “proprietari” originali. Questa settimana FdI si riprende il suo.

Per il resto, solo scosse d’assestamento.

Sondaggi, chi è in vantaggio nelle coalizioni

In vista delle elezioni politiche 2027 i fari sono puntati sulle possibili coalizioni.

Qui lo stato della coalizione conservatrice:

  • centrodestra (FdI, FI, Lega, NM) senza Vannacci – 41,9%;
  • centrodestra (FdI, FI, Lega, NM) con Vannacci – 48,7%.

Qui lo stato della coalizione progressista:

  • campo largo (PD, M5S, AVS) – 38,9%;
  • campo largo (PD, M5S, AVS) con Renzi e Magi – 42,7%.

Attenzione: il sondaggio sopra riportato non tiene conto dei partiti considerati inferiori all’1%. Vengono meno, così, forze politiche che potrebbero portare un vantaggio a una parte o all’altra:

  • Partito Liberaldemocratico > centrodestra;
  • Sud chiama Nord > centrodestra;
  • Avanti Psi > centrosinistra.

Non si tratta di un dettaglio banale: con l’attuale legge elettorale (lo Stabilicum) un solo decimale in più che permetta di raggiungere la fatidica soglia del 42% può far scattare il premio di maggioranza che garantisce la governabilità.

Per il resto, a destra si ragiona se aprire a Vannacci. Al momento, pare che la strada sia in salita data l’incompatibilità del generale con Tajani, Salvini e Lupi. E date le sue posizioni sulla Russia, del tutto antitetiche con quelle della premier.

E a sinistra si cercano programma condiviso e candidato premier, anche tramite eventuali primarie. L’ultimissimo retroscena lo svela il Corriere della Sera: in una riunione riservata, Giuseppe Conte avrebbe espresso disistima per la leader del PD: “Non lo dico per interesse personale. Lo dico perché con Elly Schlein non si vince”.

Manovra, taglio Irpef in due tempi con aliquota al 33% fino a 55mila euro: l’ipotesi di Tajani

22 October 2026 at 10:14

Spunta una nuova ipotesi per la Manovra 2027: l’estensione del secondo scaglione Irpef potrebbe arrivare gradualmente per contenere i costi della misura. Il primo intervento riguarderebbe i redditi fino a 55mila euro, con un risparmio massimo di 500 euro annui. Per raggiungere la soglia dei 60mila euro bisognerebbe attendere il prossimo anno.

Il progetto, illustrato dal vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani durante una riunione interna del partito.

Manovra, taglio Irpef in due tempi

La misura potrebbe riguardare circa 3 milioni di contribuenti. La possibilità di procedere dipenderà anche dall’esito del confronto con Bruxelles sulla flessibilità di bilancio.

L’eventuale estensione del 33% fino a 55mila euro avrebbe effetti diversi a seconda del reddito dichiarato. Il beneficio deriverebbe dalla riduzione di dieci punti percentuali applicata alla parte di reddito che, con le regole attuali, ricade nell’aliquota del 43%.

Oggi, infatti, il 33% si applica alla fascia di reddito compresa tra 28mila e 50mila euro, mentre oltre i 50mila euro scatta l’aliquota del 43%.

Portare la soglia superiore a 55mila euro significherebbe applicare il 33% anche ai successivi 5mila euro di reddito imponibile. Il risparmio massimo sarebbe quindi, come detto, di 500 euro all’anno per chi ha un reddito pari o superiore a 55mila euro, considerando esclusivamente la differenza tra le due aliquote. Con l’estensione fino a 60mila euro, invece, il beneficio massimo salirebbe a 1.000 euro annui.

Qui sotto una sintesi degli effetti progressivi sul reddito:

  • con un reddito imponibile annuo di 50.000 euro > non si si avrebbe alcun beneficio;
  • reddito di 52.000 euro > 200 euro;
  • reddito di 55.000 euro > 500 euro;
  • reddito di 60.000 euro > 500 euro con la prima fase (2027) e 1.000 euro con l’estensione completa (2028).

Irpef del settore agricolo

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha inoltre dichiarato che il governo intende confermare l’esenzione dal pagamento dell’Irpef per il settore agricolo per due anni.

Sanità, giovani e caro energia

Gli interventi sull’Irpef sono soltanto alcune delle questioni sul tavolo del Governo Meloni. Ci sono poi le ipotesi che riguardano la sanità e la possibilità di un cashback.

E per quanto riguarda la flat tax, sono queste le ipotesi allo studio:

  • una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per i lavoratori dipendenti fino a 35 anni;
  • una flat tax sui rinnovi contrattuali, sul lavoro notturno e festivo e sui premi di produttività;
  • una flat tax per le partite Iva con soglia da portare a 100mila euro.

C’è poi l’ampio capitolo dei bonus casa. Trovando le coperture, il Governo punta a confermare le aliquote di

  • Ecobonus;
  • Sismabonus;
  • Bonus ristrutturazioni ordinario.

Senza un nuovo intervento normativo, dal 2027 le aliquote calerebbero dal 50% al 36% per la prima casa e dal 36% al 30% per gli altri immobili.

Fra i desiderata del Governo ci sarebbe poi la possibilità di spingere l’Ecobonus al 65%.

Per quanto riguarda il taglio del bollo auto per le vetture di cilindrata più bassa per tutto il 2027, l’intenzione manifesta è quella di rendere la misura strutturale.

Manovra 2027, le incognite

Sulla Manovra pesa l’incognita delle coperture. Il Governo ha intavolato una discussione con la Commissione Ue per chiedere maggiore flessibilità sui conti.

C’è poi la ricerca di fondi da banche e assicurazioni, con l’esecutivo che chiede 5 miliardi e il settore che resiste rievocando il preesistente accordo.

Decreto legge sull’autotrasporto per sbloccare lo sciopero, le misure approvate

22 October 2026 at 09:05

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Il Governo risponde così alle proteste contro il caro carburanti e ai blocchi stradali che hanno causato penuria di merci nei supermercati, con scaffali vuoti e intere corsie chiuse in diverse zone del Sud Italia. Il decreto prevede 105 milioni di euro per i rimborsi sul gasolio ma ci sono interventi anche per agricoltura e pesca. In un video pubblicato sui social, Giorgia Meloni ha dichiarato: “Accordo con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei Ministri. Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete”.

Le misure approvate dal Cdm del 22 ottobre

Nella conferenza stampa del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre, Edoardo Rixi, viceministro del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha dichiarato: “Da marzo fino ad agosto abbiamo messo 480 milioni e altri 60 milioni per il mese di settembre fino ai primi di ottobre, consentendo anche l’utilizzo dei crediti d’imposta per i primi mesi del 2027 per evitare che alcune aziende vadano in extra credito e non possano utilizzare i crediti. I crediti saranno già disponibili alle prime aziende dalla settimana prossima”.

Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, ha dichiarato che attraverso l’Agea “arriveranno 60 milioni per il costo del carburante agricolo” utili a “garantire l’acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo fino a 45 centesimi. Dopo un primo intervento che copriva la prima parte dell’anno, questo copre fio al 15 ottobre, ristorando le aziende che hanno acquistato carburante agricolo”.

Le parole di Matteo Salvini

Prima di collegarsi al Cdm, Matteo Salvini ha dichiarato: “Sono al telefono giorno e notte, non da ieri, da settimane. Oggi c’è un ulteriore intervento anche per i piccoli autotrasportatori. Noi abbiamo sbloccato un miliardo che in gran parte va agli autotrasportatori con più mezzi, con mezzi più nuovi. Ci sono anche tanti che hanno due o tre mezzi, soprattutto al Sud, che hanno ancora l’Euro 4, l’Euro 3, perchè non hanno i soldi per prenderne di nuovi”. ”

Ha poi aggiunto: “Quindi oggi interveniamo per ridurre il costo del gasolio anche per i piccolini in tutta Italia, e soprattutto dove hanno i mezzi più vecchi, per allungare i tempi di pagamento dei leasing, per dare fiato e liquidità a tante imprese. Detto questo, noi stiamo cominciando a pagare migliaia e migliaia di imprese. Abbiamo ascoltato tutti. Rincontrerò tutti, i grandi e anche quelli che hanno un solo camion, a Milano come a Foggia o come a Caserta”.

Il vertice del Governo

Nella serata di mercoledì 21 ottobre, la premier Giorgia Meloni ha presieduto una riunione con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

L’agenzia, raccogliendo fonti dell’esecutivo, riferisce che nel corso dell’incontro “è stato fatto il punto sulle misure da portare in Cdm”. Per l’autotrasporto, “si è discusso degli esiti del confronto avvenuto ieri con i rappresentanti di categoria e sull’immediata operatività dei provvedimenti”. Il Governo lavora inoltre a “un pacchetto di norme e iniziative concrete a sostegno del comparto agricolo”.

Viminale contro i blocchi dell’autotrasporto

Piantedosi ha fornito aggiornamenti sui contatti con i prefetti dei territori interessati dai blocchi. Il nodo per il Viminale è sbloccare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare per quanto riguarda beni di prima necessità, alimenti e farmaci. Le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Il servizio sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta.

Il ministero dell’Interno ha inoltre avviato un’azione a tappeto per identificare chi sta attuando “in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania”. I numeri:

  • 1.339 soggetti identificati;
  • 71 denunciati;
  • 242 sanzionati sul piano amministrativo.

La testata Open, citando fonti delle Forze dell’Ordine, riferisce di situazioni avvenute in Campania dove ruote di tir sono state tagliate per impedire la partenza agli autisti che non volevano aderire alle proteste.

Credito d’imposta sul carburante

Salvini e Rixi, dopo l’incontro dell’altro ieri con i rappresentanti degli autotrasportatori, hanno confermato lo sblocco di 430 milioni già stanziati per credito d’imposta sul carburante per il periodo marzo-agosto. I soldi non sono ancora stati erogati a causa dei tempi della burocrazia, dopo 32mila domande ricevute.

Il decreto legge che dovrebbe emergere dal Cdm delle 12:00 di giovedì 22 ottobre dovrebbe aggiungere altri 45,2 milioni a quanto già previsto, più e altri 60 milioni per coprire i rimborsi sul gasolio acquistato dal 1° settembre al 5 ottobre.

Estesa poi la compensazione fino al 31 dicembre 2027 per le fatture dal 1° settembre al 5 ottobre.

Manovra 2027 fra Bonus casa e cedolare secca al 5%, Governo a caccia di coperture

22 October 2026 at 08:24

La Manovra 2027 potrebbe riservare importanti novità per chi deve fare la ristrutturazione della casa, affittare un immobile, gestire un negozio o acquistare la prima abitazione. A patto, naturalmente, che si trovino le coperture.

Tra le ipotesi allo studio del Governo figurano la proroga dei bonus edilizi, il rafforzamento degli incentivi per l’efficienza energetica, la riduzione della cedolare secca sugli affitti a canone concordato dal 10% al 5% e il ritorno di alcune agevolazioni per i giovani under 36.

Bonus casa 2027, servono 500 milioni per evitare i tagli

Il pacchetto dedicato alla casa potrebbe costare almeno 1 miliardo di euro, una cifra destinata a crescere se venissero confermate tutte le proposte attualmente in discussione. Le risorse disponibili sono limitate e il Governo deve reperire circa 5 miliardi di euro di coperture per la prossima Legge di Bilancio.

Non tutte le misure, quindi, avranno necessariamente il via libera. Ci sono al momento due confronti in corso: il primo fra Governo e Commissione Ue al fine di avere maggiore flessibilità, il secondo fra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega per capire quali misure inserire concretamente in Manovra. Un terreno di confronto, ad esempio, riguarda il contributo di banche e assicurazioni, con Salvini che spinge forte e Tajani che frena.

Senza un nuovo intervento normativo, dal 2027 le aliquote dell’Ecobonus, del Sismabonus e del Bonus ristrutturazioni ordinario scenderebbero dal 50% al 36% per le abitazioni principali e dal 36% al 30% per gli altri immobili.

Anche il Bonus mobili rischia una sforbiciata. L’agevolazione permette di detrarre le spese per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici collegati a determinati lavori edilizi.

Per mantenere l’attuale sistema di incentivi servirebbero circa 500 milioni di euro. La maggioranza valuta inoltre il possibile ripristino dell’Ecobonus al 65% per interventi di efficientamento energetico, come l’installazione di pompe di calore, sistemi ibridi e cappotti termici. Il costo aggiuntivo è stimato in circa 50 milioni di euro all’anno. Il conto totale: 550 milioni di euro.

Conto termico, fino a 800 milioni per l’efficienza energetica

Un altro capitolo riguarda il Conto termico, lo strumento destinato a sostenere interventi di riqualificazione energetica realizzati dalla pubblica amministrazione e dai privati. L’obiettivo è favorire la sostituzione degli impianti meno efficienti e ridurre i consumi energetici degli edifici.

L’ipotesi allo studio prevede una dotazione compresa tra 700 e 800 milioni di euro. Le risorse potrebbero beneficiare della flessibilità europea riconosciuta agli interventi energetici, attraverso il ricorso all’extradeficit.

Nella Manovra potrebbero inoltre trovare spazio fondi aggiuntivi per gli interventi previsti dal Piano casa.

Cedolare secca al 5% sugli affitti concordati

C’è poi il capitolo locazioni, con l’ipotesi di cedolare secca sugli affitti a canone concordato da portare dall’attuale 10% al 5%. L’ipotesi, sostenuta da Noi Moderati, punta a rendere più conveniente la locazione residenziale di lungo periodo e ad aumentare la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili, soprattutto nelle grandi città.

Il canone concordato viene determinato sulla base di accordi territoriali tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. E la cedolare secca consente di sostituire l’Irpef e le relative addizionali con l’imposta sostitutiva. Il regime evita inoltre il pagamento delle imposte di registro e di bollo sul contratto.

La nuova aliquota potrebbe riguardare circa 257mila nuovi contratti stipulati nel 2027, con un costo per le casse pubbliche di circa 100 milioni di euro.

Tassa sui mini pacchi extra Ue, nuovo rinvio al 2027: quanto costerà in più una spedizione

22 October 2026 at 06:51

La tassa sui mini pacchi provenienti da Paesi extra Ue subisce un rinvio al 2027. Il Governo ha infatti presentato un emendamento al decreto Carburanti, attualmente all’esame della Camera, per spostare la data di entrata in vigore, dopo una serie di precedenti rinvii.

Il contributo italiano da 2 euro sulle spedizioni di valore non superiore a 150 euro, introdotto con la Manovra 2026 per contrastare la concorrenza dell’e-commerce asiatico e aumentare le entrate dello Stato, dovrebbe così entrare in vigore dal 1 gennaio del prossimo anno.

Tassa sui mini pacchi rinviata

La tassa era stata pensata soprattutto per disincentivare gli acquisti dalle piattaforme asiatiche (in primis Shein e Temu) per privilegiare la manifattura locale.

Ma poi è emersa una criticità: quando le merci possono essere sdoganate in altri Paesi Ue, i flussi possono cambiare percorso senza che i pacchi smettano di arrivare ai consumatori italiani. Traduzione: un pacco destinato a un consumatore italiano non deve necessariamente entrare nell’Unione europea attraverso una dogana italiana perché gli operatori possono scegliere altri punti di ingresso, per esempio in Belgio, nei Paesi Bassi o in Ungheria, per poi trasferire le merci in Italia via camion. A questo punto la tassa sui mini pacchi andrebbe applicata o no? Ma c’è anche un altro problema: una tassa di questo tipo, anziché aumentare le entrate e mantenere i flussi in Italia, può spingere una parte delle attività di trasporto e sdoganamento verso altri hub europei.

E ancora: la misura ha poi incontrato le resistenze degli operatori della logistica, che hanno denunciato gli effetti di un prelievo applicato in anticipo rispetto al quadro europeo.

Rinvio della tassa, minore gettito previsto

Il nuovo rinvio riapre così il problema delle entrate attese dalla misura e del futuro del contributo nazionale, proprio mentre l’Unione europea ha già introdotto un dazio sui piccoli acquisti extra Ue e si prepara ad applicare un’ulteriore commissione per la gestione delle spedizioni.

Il rinvio comporta anche un aggiornamento delle previsioni di gettito: le minori entrate attese per il 2026 salgono da 40,8 a 61,25 milioni di euro. La differenza è pari a 20,45 milioni, che dovranno essere coperti. Le stime iniziali prevedevano entrate pari a 122,5 milioni di euro nel primo anno e a 245 milioni a regime.

Il provvedimento riguarda anche altre misure: tra queste, l’aumento di 126,4 milioni di euro delle risorse destinate al credito d’imposta sul gasolio per gli autotrasportatori.

Il quadro europeo

Il quadro si è complicato da quando sono stati introdotti i prelievi europei: dal 1° luglio è in vigore il dazio Ue da 3 euro sui piccoli acquisti provenienti da Paesi extra Ue. E dal 1° novembre si aggiungerà una handling fee da 2 euro, fissata dalla Commissione europea per coprire i costi dei controlli doganali. Il dazio europeo riguarda i piccoli acquisti extra Ue, mentre la commissione di gestione è collegata ai costi delle attività doganali.

A questi importi dovrebbe così aggiungersi, dal 1° gennaio 2027, anche la tassa italiana da 2 euro, portando il totale dei tre prelievi a 7 euro. Il rischio è che con tre prelievi sullo stesso pacco, l’Italia rischi di diventare meno conveniente come punto di ingresso delle merci, incentivando il ricorso alle dogane di altri Paesi europei.

Sondaggi politici, Meloni si rafforza ma non basta: Campo Largo in testa fra le coalizioni

21 October 2026 at 08:59

Secondo gli ultimi sondaggi politici, Fratelli d’Italia si rafforza raggiungendo quasi il 30%. Ma è sul fronte delle coalizioni che si gioca la partita per le elezioni politiche del 2027.

Gli scenari sulle coalizioni: il centrosinistra guidato da Elly Schlein (PD) batte il centrodestra 44,6% a 44%. Mentre il centrosinistra guidato da Giuseppe Conte (M5S) vince sul centrodestra 44,5% a 44,1%. In entrambi i casi, per i progressisti, scatterebbe il premio di maggioranza.

Gli ultimi sondaggi elettorali

Qui sotto si riporta l’ultimo sondaggio effettuato da Swg per il Tg La7 del direttore Enrico Mentana. La data di pubblicazione è 19 ottobre.

La domanda è una (“Se alle prossime elezioni politiche i partiti si presentassero nelle seguenti coalizioni, quale partito voterebbe più probabilmente?”) ma gli scenari possibili sono due.

Scenario 1 – Elly Schlein alla guida del Campo Largo

Centrosinistra guidato da Elly Schlein – 44,6%:

  • Partito Democratico – 21,2%;
  • Movimento 5 Stelle – 11,8%;
  • Alleanza Verdi e Sinistra – 6,4%;
  • Italia Viva – 2,4%;
  • +Europa – 1,3%;
  • altri (Psi, Pr.Civ., Più Uno) – 1,5%.

Centrodestra guidato da Giorgia Meloni – 44%:

  • Fratelli D’Italia – 29,7%;
  • Forza Italia – 7,2%;
  • Lega – 5,1%;
  • Noi Moderati – 1%;
  • Sud chiama Nord 1%;
  • Futuro Nazionale – 5,6%.

Altri partiti non schierati:

  • Azione – 3,1%;
  • altri partiti centristi (Libdem, Ora!) – 1,3%;
  • altre liste – 1,4%.

Non si esprime 28%.

Scenario 2 – Giuseppe Conte alla guida del Campo Largo

Centrosinistra guidato da Giuseppe Conte – 44,5%:

  • Partito Democratico – 20,5%;
  • Movimento 5 Stelle – 13,1%;
  • Alleanza Verdi e Sinistra – 6,5%;
  • Italia Viva – 1,9%;
  • +Europa – 1,1%;
  • altri (Psi, Pr.Civ., Più Uno) – 1,4%.

Centrodestra guidato da Giorgia Meloni – 44,1%;

  • Fratelli D’Italia – 29,8%;
  • Forza Italia – 7,1%;
  • Lega – 5,1%;
  • Noi Moderati – 1,1%;
  • Sud chiama Nord – 1%.

Altri partiti non schierati:

  • Futuro Nazionale – 5,4%.
  • Azione – 3,2%.
  • altri partiti centristi (Libdem, Ora!) – 1,5%.
  • altre liste – 1,3%.

Non si esprime 28%.

Nota metodologica

Una premessa: come si nota, il sondaggio Swg non tiene conto dell’apertura di Luigi Marattin (Partito Liberaldemocratico) al centrodestra. Probabilmente perché ci si trova ancora nella fase di avvicinamento e non di endorsement vero e proprio.

E ancora: Enzo Maraio, segretario dell’Avanti Psi, è in area Campo Largo mentre Swg lo colloca fra i centristi indipendenti.

Per il resto, si riporta la nota metodologica dell’ultimo sondaggio Swg per La7: metodo di campionamento stratificato per zona di residenza e quote per età e genere e ponderato successivamente per le variabili di età, genere, zona di residenza, studio e voto alle ultime elezioni europee; consistenza numerica campione intervistati 1.200 intervistati, 4.329 non rispondenti; campione rappresentativo dell’universo di riferimento per genere, età, zona, partito votato alle ultime elezioni europee con margine di errore +/- 2,8%; sondaggio realizzato con tecnica di rilevazione online CAWI, telefonica CATI e CAMI. Nota metodologica completa su sondaggipoliticoelettorali.it.

Che succede in politica oggi

Dello stato delle coalizioni si è già detto. Di seguito altri elementi degni di attenzione.

FdI dal 27,7% della settimana scorsa scatta al 29,7%/29,8%, a seconda dello scenario.

Il M5S dal 12,7% della settimana scorsa si muove oggi in una forbice fra l’11,8% (scenario Schlein) al 13,1% (scenario Conte).

FN crolla dal 7,6% della settimana scorsa, che lo collocava come quarto partito, alla forbice compresa fra il 5,6% e il 5,4%. Il dettaglio non è banale e influenza scenari che riguardano tutto il centrodestra. Per tenere testa al Campo Largo, Meloni dovrà ragionare se spostarsi verso la destra di Vannacci rischiando di far scappare Tajani (FI) e Lupi (NM) oppure se orientarsi verso il centro invitando Marattin (PLD) ed eventualmente Calenda (Azione).

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