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Ser político é ser maior…

VTM

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O presidente conseguiu transmitir uma imagem de pessoa bondosa, amável, educada e íntegra. Mas será mesmo assim?

Assembleia Municipal (AM)

Na AM de 28/9, foi questionado sobre se assumiria o lugar de psicólogo, caso ficasse em primeiro lugar no concurso do Conservatório de Vila Real, ou se continuaria como presidente da Câmara. Respondeu de imediato, agradecendo ao deputado a “preocupação com a sua vida pessoal”. Uma resposta demagógica e descontextualizada, pois estava a ser questionado no exercício das suas funções públicas. Acrescentou que a lei não o impedia de concorrer e que, no momento certo, a sua consciência ditaria a decisão. Será que Rui Santos irá pesar na consciência ou decisão…?

De facto, não existe uma proibição que impeça um presidente de câmara, por ser psicólogo, de concorrer a uma vaga numa escola do concelho que dirige. A questão, porém, não é apenas legal, é também de ética e conduta.

No final da AM, disse à Rádio Universidade que a sua candidatura o colocava nas mesmas condições da vereadora do PSD e do chefe de gabinete do Ministério da Agricultura. Mas as situações são incomparáveis. A vereadora tem vínculo laboral ao Ministério da Educação (ME) e foi, posteriormente, nomeada diretora interina do IEFP. O chefe de gabinete terá rescindido com a sua anterior entidade patronal, concorreu ao ensino e ficou colocado numa escola da Grande Lisboa, não sei se chegou a tomar posse….

Nataniel e Alina não têm nenhuma responsabilidade no funcionamento das escolas onde foram colocados. Já Favaios, enquanto presidente da CMVR, tem responsabilidades autárquicas na área da educação, com impacto no funcionamento das escolas – DL 21/2019. A questão central mantém-se, para além da legalidade, que decisão considera mais compatível com a ética, a transparência e as responsabilidades inerentes ao cargo que exerce?

Concurso

Favaios terá afirmado que ficou em primeiro num concurso nacional do ME. É meia verdade, na prova de conhecimentos (PC), realizada por sete candidatos, teve a melhor nota, os restantes 20, por razões da lei, não fizeram PC e em substituição, tiveram a nota da sua avaliação curricular. Houve cinco candidata(o)s com avaliação superior à do edil nº1.

Na entrevista, mas com um júri local, única prova comum aos 31, onde quatro faltaram, apesar de ter havido 8 vintes, sendo um deles o de Favaios, quis o destino que nenhum dos outros cinco tivesse nota para ficar em 1º lugar. Duas avaliações quantitativas, onde a entrevista contribuiu com 30% para o resultado.

O júri que assinou a ata de 8 de outubro era composto por: Presidente e vice: duas psicólogas das escolas Diogo Cão e Morgado de Mateus. Vogais: nº dois e três da direção do Conservatório de Vila Real, sendo a última, candidata independente a vereadora nas listas do PS, liderada por Favaios, nas autárquicas de 2025.

Nos dias de hoje, poderá tudo isto ser considerado normal?

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Intelligenza artificiale, la nuova miniera d’oro sono i cavi elettrici

L’intelligenza artificiale corre, ma l’elettricità necessaria per alimentarla deve ancora trovare la propria strada. Dietro i grandi investimenti nei data center, i nuovi impianti industriali e le infrastrutture digitali si nasconde un problema molto concreto: servono cavi elettrici, connessioni e reti capaci di trasportare quantità crescenti di energia. Costruirli richiede molto più tempo di quanto ne occorra per acquistare nuovi server.

È qui che sta emergendo un cambiamento negli equilibri economici. Chi produce i collegamenti indispensabili al funzionamento delle infrastrutture acquista un potere contrattuale crescente. Chi deve utilizzarli, invece, rischia di sostenere costi maggiori, attendere più a lungo o rinviare investimenti già programmati.

Il caso della francese Nexans e la crescita dell’italiana Prysmian raccontano una trasformazione che riguarda l’intera economia: la disponibilità di elettricità non dipende soltanto da quanta energia viene prodotta, ma anche dalla possibilità di trasportarla dove serve.

Nexans lancia il segnale: produrre nuovi cavi richiede anni

In occasione della pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi dell’anno, Nexans ha confermato la forte domanda nei settori legati all’elettrificazione. Le attività del comparto hanno registrato una crescita organica del 5,3% nei primi nove mesi, accelerata al 7,1% nel terzo trimestre. Il portafoglio ordini rettificato della divisione Transmission ha raggiunto 7,8 miliardi di euro a fine settembre.

Il dato più interessante, tuttavia, riguarda la capacità produttiva. Il direttore finanziario Vincent Piquet ha spiegato, in una intervista, che realizzare una nuova linea per produrre cavi con isolamento in polietilene reticolato, indicato dalla sigla XLPE, può richiedere circa tre anni. Questo significa che la produzione non può aumentare immediatamente per rispondere a un improvviso incremento della domanda. La capacità disponibile diventa così una risorsa preziosa.

Un esempio arriva dalla Francia: secondo quanto riferito da Piquet, il gestore della rete di distribuzione Enedis è passato da accordi annuali di approvvigionamento a contratti della durata di sei o sette anni, per garantirsi le forniture. È un segnale importante. In un mercato dove ottenere i materiali può diventare difficile, assicurarsi oggi le consegne di domani assume un valore economico autonomo.

Il vero collo di bottiglia dell’intelligenza artificiale

Quando pensiamo a un data center immaginiamo server, processori e sistemi di raffreddamento, ma ogni struttura deve anche essere collegata alla rete elettrica, distribuire energia al proprio interno e garantire continuità di alimentazione. L’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) prevede che i consumi elettrici mondiali dei data center passino da circa 485 terawattora nel 2025 a 950 nel 2030. Nello stesso periodo, quelli delle strutture specificamente dedicate all’intelligenza artificiale potrebbero triplicare.

L’aumento della domanda, tuttavia, non riguarda soltanto il settore tecnologico. Veicoli elettrici, pompe di calore, industrie e impianti rinnovabili richiedono nuove connessioni.
Secondo il rapporto Electricity 2026 dell’IEA, nel mondo rimangono bloccati nelle code di connessione progetti per oltre 2.500 gigawatt, comprendenti produzione rinnovabile, sistemi di accumulo e grandi utilizzatori di energia. Non tutti questi ritardi dipendono dalla carenza di cavi: pesano anche autorizzazioni, capacità delle reti e disponibilità di altre apparecchiature. Il risultato, però, è lo stesso: un investimento può essere completato senza poter entrare pienamente in funzione.

Chi guadagna dalla scarsità dei collegamenti elettrici

Il vantaggio economico riguarda, innanzitutto, i produttori capaci di fornire cavi complessi, certificati e disponibili nei tempi richiesti. Quando la capacità produttiva è limitata, le imprese possono selezionare con maggiore attenzione le commesse, negoziare contratti pluriennali e ottenere condizioni commerciali più favorevoli. Questo non significa che tutti i prezzi aumentino automaticamente. Il costo dei metalli, soprattutto rame e alluminio, incide sulle quotazioni, mentre la concorrenza e le clausole contrattuali limitano la libertà di determinare i prezzi.
La scarsità può, comunque, migliorare la redditività dei produttori meglio posizionati, specialmente nei segmenti tecnologicamente più complessi.

Protagonista Opportunità o rischio economico
Produttori di cavi Maggiore domanda, contratti lunghi e migliore selezione delle commesse
Gestori delle reti Investimenti necessari, ma anche maggiori costi e vincoli regolatori
Data center Rischio di ritardi, immobilizzazione dei capitali e costi aggiuntivi
Imprese industriali Possibili attese per nuovi allacciamenti o ampliamenti
Consumatori Eventuale pressione sulle tariffe, secondo le regole di finanziamento delle reti

Il vantaggio dei produttori, dunque, non è privo di rischi. Aumentare la capacità industriale comporta investimenti rilevanti, spesso effettuati anni prima di incassare i ricavi previsti. Se la domanda rallentasse, una parte delle nuove linee potrebbe risultare sottoutilizzata.

Prysmian, il ruolo dell’Italia nella nuova economia elettrica

L’Italia partecipa a questa trasformazione attraverso Prysmian, gruppo con sede a Milano e protagonista internazionale dei sistemi in cavo per energia e telecomunicazioni. I risultati del secondo trimestre 2026 mostrano la dimensione delle opportunità: ricavi pari a 6,02 miliardi di euro, crescita organica del 9,4% e margine del segmento Transmission salito al 21,2%, rispetto al 17,1% dello stesso periodo dell’anno precedente.

La domanda nordamericana dei data center ha contribuito alla crescita della divisione Industrial & Construction, mentre Power Grid e Transmission hanno beneficiato degli investimenti nelle infrastrutture elettriche. Prysmian sta, inoltre, rafforzando il proprio ruolo nei collegamenti digitali. A luglio ha annunciato un accordo fino a 5,5 miliardi di euro con Molex, della durata massima di dieci anni, per forniture di cavi ottici destinati agli interni dei data center.

Il gruppo prevede investimenti per 1,25 miliardi di euro entro il 2031, finalizzati all’espansione della capacità produttiva di fibre e cavi ottici. È importante distinguere i due mercati: i cavi elettrici trasportano energia, quelli ottici trasmettono dati. La crescita dell’AI sostiene entrambi, ma attraverso esigenze differenti. Per l’Italia il valore strategico riguarda anche competenze industriali, progettazione e stabilimenti specializzati, tra cui quello di Arco Felice, a Pozzuoli, coinvolto nella produzione di cavi sottomarini.

Un impianto fermo può costare più del cavo

Per comprendere il valore delle connessioni basta immaginare un’impresa che investe milioni di euro in un nuovo stabilimento. I macchinari arrivano, i lavoratori vengono selezionati e i contratti commerciali sono pronti, ma l’allacciamento elettrico necessario non è ancora disponibile. L’azienda continua a sostenere costi finanziari e organizzativi senza poter utilizzare pienamente il capitale investito.

Per questo il costo del cavo non coincide con il suo prezzo di acquisto. Conta anche il tempo necessario per ottenerlo e installarlo. Un ritardo può modificare la redditività complessiva di un progetto, soprattutto quando gli investimenti sono elevati e il mercato cambia rapidamente. Il fenomeno riguarda i data center, ma anche fabbriche, infrastrutture ferroviarie e nuovi impianti energetici.

Chi pagherà il potenziamento delle reti?

La questione più delicata riguarda la distribuzione dei costi. Le reti elettriche sono infrastrutture regolamentate. Una parte degli investimenti può essere recuperata attraverso le tariffe, secondo regole che variano tra Paesi e sistemi elettrici. Il punto è stabilire quanto debbano contribuire i grandi utilizzatori che richiedono nuove connessioni e quanto, invece, debba essere distribuito sulla collettività.

L’IEA stima che gli investimenti mondiali annui nelle reti debbano aumentare di circa il 50% entro il 2030 rispetto agli attuali 400 miliardi di dollari per sostenere la domanda prevista. È una spesa necessaria, ma richiede attenzione: costruire infrastrutture insufficienti rallenta l’economia; realizzarne troppe o nei luoghi sbagliati rischia di generare costi difficili da recuperare. Per famiglie e imprese, quindi, la partita non riguarda soltanto la produzione di elettricità a prezzi competitivi.
Riguarda anche chi finanzia la rete, chi ottiene priorità nelle connessioni e come vengono ripartiti i benefici degli investimenti.

La nuova corsa all’elettricità sta cambiando il significato stesso della scarsità. Non manca necessariamente l’energia: può mancare la possibilità di farla arrivare al momento giusto. Ed è proprio in questo spazio, tra domanda crescente e infrastrutture lente da realizzare, che i produttori di cavi stanno acquisendo un ruolo economico sempre più importante.

La domanda decisiva non è soltanto chi produrrà l’elettricità del futuro, ma chi sarà in grado di collegarla al mondo che vuole utilizzarla.

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O asteroide que exterminou os dinossauros pode ter ajudado as formigas a conquistar o mundo

Há cerca de 66 milhões de anos, um asteroide colidiu com a Terra e pôs fim à era dos dinossauros. A extinção em massa que se seguiu criou oportunidades para que inúmeros outros animais evoluíssem e se espalhassem. As formigas estavam entre os grupos que acabaram por se tornar notavelmente bem-sucedidos, e os cientistas identificaram um fator genético que pode ter ajudado a impulsionar a sua ascensão. Atualmente, as formigas constituem a maior família de insetos sociais, com mais de 15 mil espécies encontradas em todo o mundo. Um novo estudo, publicado o mês passado na Science Advances, sugere que

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“Indosso la sciarpa perché sono pieno di lividi, sono ancora un po’ gonfio. Ho fatto il laser per levare la pappagorgia ma solo per asciugare, non avevo un gozzo da pellicano”: parla Pino Insegno

Non una scelta stilistica e nemmeno un nuovo look. Pino Insegno, 67 anni, si è presentato a “La Volta Buona“, il programma pomeridiano condotto da Caterina Balivo, con il collo ben coperto e una sciarpa per coprire i lividi. “Indosso la sciarpa perché sono pieno di lividi, sono ancora un po’ gonfio”, ha spiegato il conduttore di “Reazione a Catena“.

Insegno si è sottoposto a un piccolo intervento di medicina estetica per eliminare la pappagorgia: “Non volevo andare sotto i ferri e fare l’operazione, ma ho fatto quello che ti dicevo già l’anno scorso”, ha detto rivolgendosi alla padrona di casa che aveva immaginato che l’utilizzo della sciarpa fosse legato al freddo. “Il laser per levare la pappagorgia, l’ho fatto tre giorni fa. Non mi piaceva, ma non mi sono rifatto. È solo per asciugare un po’, mica avevo il gozzo come il pellicano”, ha aggiunto il presentatore romano.

L’intervento medico a cui si è sottoposto Insegno viene chiamato Endofit. Un trattamento ambulatoriale che si svolge con l’utilizzo di un laser di ultima generazione, procedura utile per bruciare il grasso nella zona della mandibola e del collo per migliorare l’elasticità della pelle e rimodellare i volumi. Produce nuovo collagene e riduce gli accumuli di grasso localizzato, senza cicatrici e con vantaggi estetici. Un lifting non invasivo che tonifica la zona e che richiede tempi di recupero molto brevi ma può favorire nella prima fase gonfiori ed ecchimosi, come accaduto proprio a Insegno.

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Il conto della guerra: per il commissario Ue all’energia oltre 50 milioni di europei non saranno in grado di scaldare casa. “L’inverno sarà duro”

Il prossimo inverno sarà “duro” per i cittadini europei. Oltre 50 milioni di persone potrebbero non essere in grado di “riscaldare adeguatamente” le proprie abitazioni, a causa degli elevati prezzi dell’energia causati dalla guerra in Medio Oriente. È l’allarme lanciato dal commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, a Lussemburgo, a margine del Consiglio Ue Energia che discuterà una proposta di regolamento per adeguare alle esigenze future la componente delle bollette destinata a remunerare i costi delle reti. Ieri il prezzo del gas sul Ttf di Amsterdam, piazza di riferimento per l’Europa, ha sfondato la soglia dei 100 euro a megawattora tornando sui livelli del 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. “In un anno qualunque, purtroppo, quasi cinquanta milioni di europei non riescono a riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni a causa degli elevati prezzi dell’energia in Europa”. Secondo Eurostat, nel 2025 la quota di popolazione Ue che non riusciva a mantenere la propria abitazione adeguatamente calda è scesa all’8,8%, a circa 40 milioni di persone. “Quest’anno, probabilmente, il numero sarà ancora più alto. Dobbiamo quindi fare tutto il possibile per alleviare queste difficoltà”, ha dichiarato.

“L’Ue è in una posizione migliore per affrontare questa crisi” rispetto al 2022, quando la guerra in Ucraina e il taglio delle forniture russe avevano provocato una crisi dei prezzi, ha spiegato Jorgensen, “perché abbiamo ridotto il nostro consumo di gas ma questa crisi è anche più grave, perché riguarda anche il petrolio e i prodotti petroliferi”. Per il momento, ha precisato il commissario, l’Unione non prevede una crisi di approvvigionamento dei carburanti. Ma la distinzione vale poco per chi non riesce a sostenere i costi. “Per i cittadini che non possono permettersi di acquistare la benzina per la propria auto o per riscaldare le case” la situazione non è diversa da una crisi di approvvigionamento, ha sottolineato Jorgensen, chiedendo di “discutere ulteriori misure su ciò che si può effettivamente fare per alleviare questa grave situazione”.

La linea di Bruxelles è duplice: da un lato, aiutare nell’immediato le famiglie più esposte ai rincari. Dall’altro, accelerare la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. Gli Stati membri, ha ribadito il commissario, dovrebbero adottare misure “mirate e temporanee” per sostenere gli utenti più vulnerabili. Ma il messaggio politico rivolto ai governi guarda soprattutto alla transizione energetica. “Fate tutto ciò che è in vostro potere per abbandonare i combustibili fossili il più rapidamente possibile”, ha detto Jorgensen. Questo significa, ha aggiunto, puntare maggiormente sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica, favorire l’elettrificazione, sostituire le caldaie a gas o a olio combustibile con pompe di calore elettriche e passare dai veicoli con motore a combustione a quelli elettrici. “Sono tutte misure che possono essere sostenute e che, già nel breve periodo, sono in grado di fare una differenza concreta”, ha concluso.

La presidenza irlandese: “Né l’Ue né gli Stati hanno la bacchetta magica per far sparire gli aumenti”

Il problema è come affrontare la fase di transizione mentre famiglie e imprese continuano a fare i conti con bollette e carburanti costosi. A riconoscerlo è anche il ministro dell’Energia irlandese Darragh O’Brien, il cui Paese ha la presidenza di turno dell’Unione. “È bene essere chiari: né l’Ue né gli Stati membri hanno la bacchetta magica per far sparire gli aumenti dei prezzi”, ha affermato a margine del Consiglio. I governi sono già intervenuti sul fronte fiscale e con misure di sostegno di breve periodo, ha ricordato O’Brien, citando la riduzione delle accise su diesel e benzina e gli aiuti a settori come quello dell’autotrasporto. Ma vanno individuate soluzioni più strutturali. “L’obiettivo di oggi è capire come superare queste misure, puntando a soluzioni più sostenibili. È per questo che le reti e i relativi oneri di rete rivestono un’importanza cruciale, ed è per questo che vogliamo promuoverne lo sviluppo durante la nostra presidenza”.

Il nodo è anche quello dei costi delle infrastrutture elettriche, indispensabili per sostenere l’aumento della domanda legato alla diffusione delle auto elettriche, delle pompe di calore e delle altre tecnologie alimentate dall’elettricità. “Non c’è tempo da perdere: stiamo attraversando una crisi energetica molto grave che minaccia la competitività dell’Unione e richiede un intervento adeguato”, ha detto il ministro irlandese. “Dobbiamo fare tutto il possibile per intervenire sugli oneri di rete, sulle infrastrutture e sull’accelerazione dell’elettrificazione, per garantire il nostro futuro”.

In salita la discussione sulla proposta per ridurre le bollette

Sul tavolo del Consiglio ci sono i principi per definire le tariffe e la tassazione dell’elettricità riducendo gli oneri di rete e il costo delle bollette, ma anche gli obiettivi di efficienza energetica, resilienza, interconnessioni ed elettrificazione da integrare nel quadro successivo al 2030, in vista dell’obiettivo climatico europeo per il 2040 e della neutralità climatica entro il 2050. Le discussioni, finora mantenute a livello tecnico, iniziano in salita, con quasi una decina di Paesi che hanno sollevato preoccupazioni sull’intervento per garantire all’elettricità un regime fiscale più favorevole rispetto al gas. La misura era stata proposta dalla Commissione lo scorso luglio nel quadro del pacchetto di revisione delle tariffe di rete per ridurre i costi dell’energia. Diverse capitali – tra cui Svezia, Finlandia, Polonia, Lettonia e Repubblica Ceca – spingono per eliminare l’intervento, contestando la base giuridica scelta da Bruxelles, che consentirebbe di adottare la disposizione a maggioranza qualificata in quanto misura accessoria alla revisione delle tariffe di rete, evitando l’unanimità normalmente richiesta per le decisioni in materia fiscale.
I servizi giuridici del Consiglio Ue hanno definito la proposta di Bruxelles ‘legale’ dal punto di vista procedurale. Ma resta il nodo politico, che potrebbe spingere Palazzo Berlaymont a ritirare la misura nel caso in cui l’opposizione tra i Paesi dovesse allargarsi ancora.

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Vendono casa per vivere in crociera “per sempre”: dopo 8 ore di preavviso li sbarcano tutti in Cambogia. I passeggeri hanno speso fino a 440mila dollari per una cabina a vita

Doveva essere la vita dei sogni: niente affitto, niente bollette, solo il mare e il giro del mondo in crociera. Per i residenti della Villa Vie Odyssey, invece, la sveglia di martedì 27 ottobre è stata brutale. Alle 6 del mattino è arrivata la comunicazione dell’amministratore delegato: tutti giù dalla nave entro le 14. Lo riporta Business Insider.

La società che gestisce la “crociera infinita”, la Villa Vie Residences, ha sospeso le operazioni in Cambogia. Il motivo è il carburante. Il costo mensile per cabina, che di solito si aggirava sui 1.800 dollari, in alcune zone dell’Asia è salito fino al 344%, arrivando a una stima di 6.000-8.000 dollari. A far impennare i prezzi dell’energia è stata la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata a febbraio, seguita dalla chiusura iraniana dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il petrolio mondiale.

L’azienda sostiene di aver provato a correre ai ripari, rallentando l’itinerario e trascorrendo più tempo in porto, ma non è bastato a compensare le perdite. Scaricare l’aumento sui residenti, ha spiegato, “non è una soluzione realistica”. Ora è in corso un tentativo di ristrutturazione e ricapitalizzazione da completare nei prossimi 60 giorni, senza alcuna garanzia di successo: nessun finanziamento o accordo è stato ancora definito. Intanto la società dice di lavorare con i residenti per organizzare lo sbarco e trovare sistemazioni temporanee.

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Repsol multiplica por cuatro su beneficio neto, hasta 5.006 millones, por los precios del crudo

Repsol ha obtenido un beneficio neto de 5.006 millones de euros en los primeros nueve meses del año, lo que supone un 325% más que en igual periodo de 2025, en que registró 1.177 millones. Ello ha sido posible gracias a la revalorización de los stocks (en 943 millones de euros), derivada del aumento de los precios del crudo sobre el valor contable de las existencias almacenadas, según ha comunicado la compañía a la Comisión Nacional del Mercado de Valores (CNMV). El resultado bruto de explotación (ebitda) ajustado de Repsol se situó en 10.834 millones de euros, con un incremento del 175%. El resultado neto ajustado del grupo hasta septiembre, que mide específicamente la marcha de los negocios, ha alcanzado los 5.419 millones de euros, un 184% más.

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© Kevin Lamarque (REUTERS)

Josu Jon Imaz, consejero delegado de Repsol.
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O que andam as células da nossa mãe a fazer ao nosso cérebro?

Costumamos pensar que temos um cérebro só nosso, feito do nosso próprio ADN. Não é bem assim. Escondidas lá dentro há células de outras pessoas: da nossa mãe e, para quem já esteve grávida, dos nossos filhos. Durante a gravidez, células maternas atravessam a placenta e células fetais fazem o caminho inverso. Algumas ficam muito depois do parto. Chama-se a isto microquimerismo, e sabemos agora que algumas dessas células se fixam no cérebro. É uma herança celular que corre nos dois sentidos. A colunista Helen Thomson, que teve filhos a partir de óvulos doados, resume o seu próprio caso: os

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Alto Tâmega e Barroso investe 116,5 mil euros em melhoria das paragens

VTM

A Comunidade Intermunicipal (CIM) do Alto Tâmega e Barroso está a investir cerca de 116.500 euros na melhoria das condições de acesso e utilização do transporte público de passageiros, através da instalação de painéis digitais de informação e do reforço da sinalética nos seis municípios da região.

Do investimento previsto, cerca de 45 mil euros destinam-se à instalação de painéis digitais de informação ao público, enquanto os restantes 71.500 euros serão aplicados em sinalética. A intervenção pretende tornar a informação sobre os transportes mais clara e acessível, facilitando a utilização do serviço por parte da população.

O investimento surge numa altura em que a procura pelo transporte público está a aumentar, de acordo com os dados da CIM. Em 2025, a rede do Alto Tâmega e Barroso transportou 711.298 passageiros, mais 15% do que em 2024.

A iniciativa complementa a instalação de 251 sinais de identificação de paragens de autocarro em vias nacionais e municipais da região, bem como a substituição de infraestruturas existentes que já não apresentam condições adequadas.

As duas intervenções são financiadas pelo Programa de Incentivo ao Transporte Público Coletivo de Passageiros, Incentiva+TP, que apoia medidas de promoção do transporte coletivo. Entre as áreas abrangidas pelo programa estão a modernização dos sistemas de informação ao público, a gestão e monitorização da oferta e a qualificação das paragens e interfaces.

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Foi sob Roma que a população ibérica mais se transformou

Os romanos alteraram mais a genética da Península Ibérica do que as invasões que se seguiram, conclui novo estudo. Pelo caminho, investigadores descobriram dois irmãos sepultados a 725 quilómetros de distância. A análise do ADN de centenas de habitantes da Península Ibérica revelou que o domínio romano provocou alterações genéticas mais profundas do que as migrações dos povos germânicos que se seguiram. O novo estudo, publicado na revista Cell, concluiu que a presença romana na Península Ibérica teve um impacto genético muito superior ao das migrações que acompanharam a queda do Império Romano, vários séculos mais tarde. Os investigadores analisaram

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Gas a 97 euro, l’Ue paga già +12 miliardi per il Gnl USA: verso taglio dei consumi

Il prezzo del gas ha toccato un nuovo picco. L’indice TTF di Amsterdam ha raggiunto quota 97,29 euro al megawattora, una quota che non si registrava dal 2022. Il Brent invece ha registrato un calo dell’1,2%, chiudendo a 115 dollari al barile, mentre il WTI ha fatto segnare una discesa del -1,85% attestandosi a 101,36 dollari al barile.

Il dato in crescita, quello del gas, si scontra quindi con diverse realtà: l’incertezza geopolitica, la ricomposizione delle scorte e la vicinanza con l’inverno. Non aiuta la situazione dei trasporti attraverso Hormuz, dove ora passa verso l’Europa e l’Asia un terzo del metano esportato a Occidente e Oriente rispetto ai volumi precedenti all’inizio del conflitto.

Gas come nel 2022: 97,29 euro al megawattora

Lunedì 26 ottobre, il prezzo del gas all’indice TTF di Amsterdam ha raggiunto quota 97,29 euro al megawattora. Non succedeva dal 2022, dallo scoppio della crisi tra Russia e Ucraina. In serata il prezzo è poi sceso a 95,81 euro al megawattora, comunque un aumento del 2,13% rispetto al giorno precedente e quindi ancora un valore piuttosto elevato. Il superamento dei 100 dollari al megawattora potrebbe essere solo una questione di ore o giorni.

Gli analisti si domandano cosa c’è dietro l’attuale crescita delle quotazioni del gas e le motivazioni sono ormai sempre le stesse, anche se con alcune nuove incertezze. Da una parte i ritardi nella ricomposizione delle scorte, il fatto che si sta avvicinando effettivamente l’inverno e poi ci sono le motivazioni di natura geopolitica, come le incertezze rispetto a nuovi possibili attacchi sull’Iran da parte degli Stati Uniti.

Lo Stretto di Hormuz infatti continua a rappresentare una strettoia fisica e artificiale al passaggio di gas e petrolio verso l’Europa e l’Asia. Ma anche il Qatar, uno dei massimi venditori al mondo di Gnl, con la riduzione della produzione, sta aumentando le importazioni di gas naturale liquido statunitense.

Quanto costa il Gnl Usa: +12 miliardi

Dalla guerra tra Russia e Ucraina, l’Europa ha iniziato a importare Gnl americano. Un prodotto più costoso rispetto al gas russo e che già gravava sul bilancio. Ora con la crisi in Medio Oriente, la pressione per stoccare il gas è ancora più alta.

Considerando solo gli acquisti di gas naturale liquefatto, soprattutto americano, il rincaro nelle bollette europee è di circa 12 miliardi di euro. Miliardi in più, nonostante una domanda inferiore di ben 24 milioni di tonnellate acquistate.

Perché paghiamo così tanto? Il motivo è legato alla forte esposizione al mercato spot, dove i prezzi fluttuano ogni giorno. Come spiega l’analisi del Messaggero, per comprare più Gnl dagli Stati Uniti l’Europa paga da otto mesi i prezzi del giorno segnati dal TTF europeo, quello che ha raggiunto quota 97 euro al megawattora, mentre negli Stati Uniti si paga l’equivalente di 8 euro al megawattora. Dall’inizio della guerra il gas europeo è più che triplicato (+200% nell’ultimo anno).

L’Europa è tra i continenti più esposti: compra circa il 65% del suo Gnl sul mercato spot, mentre un quarto dei suoi contratti a lungo termine sono legati agli indici dei prezzi del gas. Questo perché incompatibile con la politica green che punta alla riduzione dell’utilizzo del gas.

Il livello degli stoccaggi

La situazione però è sotto controllo. Anche se i prezzi del gas naturale sono elevati, l’inverno europeo potrebbe risultare più caldo della media degli scorsi anni e questo potrebbe ridurre la necessità di acquistare ulteriore gas.

Il riempimento a livello comunitario è sotto il 75%, il minimo dal 2009, ma gli stoccaggi italiani sono quasi pieni, al 90%.

Il 29 ottobre si potrebbe parlare di misure di riduzione forzata dei consumi di gas, qualora però la situazione dovesse peggiorare. Per “peggiorare” si intendono temperature più basse rispetto alla media e che necessiterebbero di maggior riscaldamento. In quel caso l’Unione Europea potrebbe ritrovarsi ad affrontare una carenza di gas del 12-15% rispetto alla domanda. È lo scenario peggiore.

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Bloqueo de EE.UU. hunde la sobrevida de niños cubanos con leucemia

Históricamente, la medicina cubana garantizaba índices de supervivencia cercanos al 90% en pacientes pediátricos con leucemia; hoy, debido a la falta de medicamentos provocada por el cerco financiero, esta cifra se sitúa por debajo del 50%.
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Múmias egípcias retiradas de museu por “falta de consentimento” do falecido

Os restos de um sacerdote, de uma mão, de uma cabeça e de um pé direito foram retirados da exposição por falta de “consentimento documentado e informado” do cadáver. Múmias egípcias foram retiradas da exposição de um museu de Glasgow por falta de “consentimento do falecido”, disseram os curadores. Os visitantes do Kelvingrove Art Gallery and Museum encontraram avisos num caixão no History Discovery Centre a explicar que restos humanos mumificados tinham sido retirados da exposição. Além dos restos do sacerdote Nekht, foram também retiradas uma mão direita mumificada recuperada do Vale dos Reis, em Luxor, no Egito, e a

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Os restos de um sacerdote, de uma mão, de uma cabeça e de um pé direito foram retirados da exposição por falta de "consentimento documentado e informado" do cadáver. Múmias egípcias foram retiradas da exposição de um museu de Glasgow por falta de "consentimento do falecido", disseram os curadores. O
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Uma startup quer criar “cães de guerra” geneticamente melhorados

Palmer Luckey junta-se ao bilionário dos lobos gigantes Ben Lamm e lança a Warhound, com 200 milhões de dólares, para soltar cães de guerra clonados por engenharia genética. A Warhound saiu da sombra na quarta-feira com 200 milhões de dólares de financiamento e a missão de criar “cães de trabalho de elite” equipados com “blindagem corporal avançada”. A missão nada assusradora da nova startup é criar cães geneticamente melhorados para as forças armadas, a polícia e os socorristas dos Estados Unidos. A Warhound saiu da cabeça de Palmer Luckey, da Anduril, e de Ben Lamm, cofundador da Colossal Biosciences. Em

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Palmer Luckey junta-se ao bilionário dos lobos gigantes Ben Lamm e lança a Warhound, com 200 milhões de dólares, para soltar cães de guerra clonados por engenharia genética. A Warhound saiu da sombra na quarta-feira com 200 milhões de dólares de financiamento e a missão de criar "cães de trabalho de

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IPDJ Faro | Webinar «Bandeira da Ética – apoio e esclarecimentos» 

O evento, promovido pelo Instituto Português do Desporto e Juventude I.P. (IPDJ), no âmbito do Plano Nacional de Ética no Desporto (PNED), tem como destinatários: clubes, escolas, federações, associações, universidades, municípios e associações de jovens, entre outros. Dia 28 de Outubro, quarta-feira às 15h00. A Bandeira da Ética destina-se a todas as entidades que pretendam ver […]

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Roma cambió la genética de Hispania mucho más que los suevos, alanos y visigodos, según 243 genomas antiguos

A comienzos del siglo V, una mujer de alto rango fue enterrada junto a una antigua posta de la Vía Augusta, en la actual provincia de Castellón, con un vaso de vidrio y dos alfileres de oro de tradición danubiana. Su hermano acabó sus días en Mérida, la romana Augusta Emerita, a unos 725 kilómetros […]

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Manovra 2027 fra Bonus casa e cedolare secca al 5%, Governo a caccia di coperture

La Manovra 2027 potrebbe riservare importanti novità per chi deve fare la ristrutturazione della casa, affittare un immobile, gestire un negozio o acquistare la prima abitazione. A patto, naturalmente, che si trovino le coperture.

Tra le ipotesi allo studio del Governo figurano la proroga dei bonus edilizi, il rafforzamento degli incentivi per l’efficienza energetica, la riduzione della cedolare secca sugli affitti a canone concordato dal 10% al 5% e il ritorno di alcune agevolazioni per i giovani under 36.

Bonus casa 2027, servono 500 milioni per evitare i tagli

Il pacchetto dedicato alla casa potrebbe costare almeno 1 miliardo di euro, una cifra destinata a crescere se venissero confermate tutte le proposte attualmente in discussione. Le risorse disponibili sono limitate e il Governo deve reperire circa 5 miliardi di euro di coperture per la prossima Legge di Bilancio.

Non tutte le misure, quindi, avranno necessariamente il via libera. Ci sono al momento due confronti in corso: il primo fra Governo e Commissione Ue al fine di avere maggiore flessibilità, il secondo fra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega per capire quali misure inserire concretamente in Manovra. Un terreno di confronto, ad esempio, riguarda il contributo di banche e assicurazioni, con Salvini che spinge forte e Tajani che frena.

Senza un nuovo intervento normativo, dal 2027 le aliquote dell’Ecobonus, del Sismabonus e del Bonus ristrutturazioni ordinario scenderebbero dal 50% al 36% per le abitazioni principali e dal 36% al 30% per gli altri immobili.

Anche il Bonus mobili rischia una sforbiciata. L’agevolazione permette di detrarre le spese per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici collegati a determinati lavori edilizi.

Per mantenere l’attuale sistema di incentivi servirebbero circa 500 milioni di euro. La maggioranza valuta inoltre il possibile ripristino dell’Ecobonus al 65% per interventi di efficientamento energetico, come l’installazione di pompe di calore, sistemi ibridi e cappotti termici. Il costo aggiuntivo è stimato in circa 50 milioni di euro all’anno. Il conto totale: 550 milioni di euro.

Conto termico, fino a 800 milioni per l’efficienza energetica

Un altro capitolo riguarda il Conto termico, lo strumento destinato a sostenere interventi di riqualificazione energetica realizzati dalla pubblica amministrazione e dai privati. L’obiettivo è favorire la sostituzione degli impianti meno efficienti e ridurre i consumi energetici degli edifici.

L’ipotesi allo studio prevede una dotazione compresa tra 700 e 800 milioni di euro. Le risorse potrebbero beneficiare della flessibilità europea riconosciuta agli interventi energetici, attraverso il ricorso all’extradeficit.

Nella Manovra potrebbero inoltre trovare spazio fondi aggiuntivi per gli interventi previsti dal Piano casa.

Cedolare secca al 5% sugli affitti concordati

C’è poi il capitolo locazioni, con l’ipotesi di cedolare secca sugli affitti a canone concordato da portare dall’attuale 10% al 5%. L’ipotesi, sostenuta da Noi Moderati, punta a rendere più conveniente la locazione residenziale di lungo periodo e ad aumentare la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili, soprattutto nelle grandi città.

Il canone concordato viene determinato sulla base di accordi territoriali tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. E la cedolare secca consente di sostituire l’Irpef e le relative addizionali con l’imposta sostitutiva. Il regime evita inoltre il pagamento delle imposte di registro e di bollo sul contratto.

La nuova aliquota potrebbe riguardare circa 257mila nuovi contratti stipulati nel 2027, con un costo per le casse pubbliche di circa 100 milioni di euro.

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Edifício municipal vai ser renovado para melhorar eficiência energética

VTM

O edifício dos Paços do Concelho de Santa Marta de Penaguião vai ser alvo de obras de requalificação energética. A intervenção tem como principal objetivo tornar o edifício mais eficiente, sustentável e confortável para todos os que nele trabalham e recorrem aos serviços municipais.

Os trabalhos incluem a substituição da iluminação existente por tecnologia LED, a melhoria das janelas e portas exteriores, o reforço do isolamento térmico, a modernização dos sistemas de climatização e a instalação de painéis fotovoltaicos para produção de energia elétrica.

Segundo a autarquia, esta intervenção vai permitir “reduzir os consumos energéticos, diminuir os custos de funcionamento e melhorar as condições de utilização do edifício, contribuindo para uma gestão mais eficiente e sustentável dos recursos públicos”.

Durante as obras, os serviços municipais continuarão a funcionar, contudo pode-se verificar alguns constrangimentos temporários na circulação, no acesso a determinadas áreas do edifício e no atendimento ao público.

Para a presidente da Câmara Municipal de Santa Marta de Penaguião, Sílvia Silva, esta intervenção pretende melhorar um edifício que é de todos e que diariamente recebe a população. “Sabemos que uma obra desta natureza poderá provocar alguns incómodos, mas faremos tudo para que os serviços continuem a funcionar com a maior normalidade possível. Pedimos a compreensão de todos durante este período, certos de que esta intervenção permitirá ter uns Paços do Concelho mais eficientes, confortáveis e preparados para o futuro.”

A operação “Requalificação do Edifício dos Paços do Concelho” é cofinanciada pelo Programa Regional NORTE 2030, através do Fundo Europeu de Desenvolvimento Regional (FEDER).

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Guida ai riscaldamenti 2026-2027: quando si accendono e come evitare sprechi in casa

L’autunno è ormai arrivato e, con il graduale calo delle temperature esterne, si avvicina il momento di riaccendere i riscaldamenti. Per le abitazioni e gli uffici dotati di impianti centralizzati l’accensione dei termosifoni è regolata da norme precise legate dislocazione geografica.

Con i prezzi dell’energia sempre al centro dell’attenzione, efficientare l’impianto domestico rappresenta la prima vera scelta green ed economica per affrontare i mesi freddi.

Come funzionano le zone climatiche in Italia

L’Italia presenta climi diversi, dalle zone costiere del Sud alle cime alpine. Per questo motivo, la normativa nazionale suddivide i quasi 8.000 comuni italiani in sei zone climatiche, identificate dalle lettere dalla A alla F.

L’assegnazione di un comune a una determinata zona si basa sui Gradi Giorno (GG), l’unità di misura del fabbisogno termico locale: più il clima è rigido, maggiore è il numero di Gradi Giorno e, di conseguenza, più esteso è il periodo d’accensione consentito.

  • Zona A: clima molto mite (fino a 600 GG)
  • Zona B: clima mite (da 601 a 1.000 GG)
  • Zona C: clima temperato (da 1.001 a 1.400 GG)
  • Zona D: clima temperato freddo (da 1.401 a 2.100 GG)
  • Zona E: clima freddo (da 2.101 a 3.000 GG)
  • Zona F: clima molto rigido (oltre 3.000 GG)

Calendario accensione riscaldamenti 2026: le date per zona

Ogni zona climatica prevede una data di inizio e fine esercizio, oltre a un tetto massimo di ore giornaliere di funzionamento:

Zona A
Periodo: dal 1° dicembre al 15 marzo
Ore massime giornaliere: 6 ore

Zona B
Periodo: dal 1° dicembre al 31 marzo
Ore massime giornaliere: 8 ore

Zona C
Periodo: dal 15 novembre al 31 marzo
Ore massime giornaliere: 10 ore

Zona D
Periodo: dal 1° novembre al 15 aprile
Ore massime giornaliere: 12 ore

Zona E
Periodo: dal 15 ottobre al 15 aprile
Ore massime giornaliere: 14 ore

Zona F
Periodo: nessuna limitazione di data
Ore massime giornaliere: nessuna limitazione di ore

I Sindaci hanno la facoltà di modificare (ampliando o riducendo) le date e i tempi di accensione tramite apposita ordinanza comunale in caso di condizioni meteo straordinarie.

Consigli green per risparmiare in bolletta

Oltre al rispetto del calendario, adottare comportamenti virtuosi permette di tagliare i consumi in bolletta.

  • Attenzione alla temperatura del termostato
    Alzare troppo la temperatura non scalda la casa più velocemente ma alza i consumi in bolletta. Secondo le stime dell’ENEA, abbassare il termostato di solo 1 °C permette di ridurre i consumi dal 7% al 10%. La temperatura ottimale negli ambienti interni è compresa tra i 19°C e i 20°C.
  • Sfrutta le valvole termostatiche
    Obbligatorie nei condomini con impianto centralizzato, le valvole termostatiche consentono di regolare il calore stanza per stanza (solitamente su una scala da 1 a 5). Impostale su valori più alti nei locali frequentati, come la zona giorno, e riducile nelle stanze meno usate per evitare sprechi.

Checklist pratica prima dell’accensione

Prima dell’arrivo del freddo intenso, una corretta manutenzione dell’impianto garantisce efficienza e sicurezza. Cosa fare?

  1. Effettuare lo sfiato dell’aria: l’aria accumulata nei tubi durante i mesi estivi impedisce la corretta circolazione dell’acqua calda. Aprire la valvola di sfiato di ogni radiatore lasciando uscire le bolle d’aria fino al deflusso regolare d’acqua può essere molto utile.
  2. Controllare la pressione della caldaia: dopo lo sfiato, è necessario verificare il manometro. A impianto freddo, la pressione ideale deve attestarsi tra 1,2 e 1,5 bar. Se necessario, si può ripristinare il livello agendo sul rubinetto di carico.
  3. Pulire i radiatori: polvere e residui sui termosifoni creano una barriera e peggiorano la qualità dell’aria respirata. Pulirli accuratamente prima di accendere l’impianto è una buona idea.

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Oleg Gordievski, el espía que escapó de la URSS gracias al pañal sucio de un bebé

En noviembre de 1983 el mundo estuvo al borde de una guerra nuclear. La OTAN estaba llevando a cabo un ejercicio de simulación bélica, bautizado con el nombre de Able Archer 83 y que incluía el uso teórico de armas atómicas tras una escalada de tensión internacional, cuando el programa soviético de detección de ataques […]

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