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Há mais empresas na zona euro a prever pedidos de maiores aumentos salariais, diz BCE

Quatro em cada 10 das maiores empresas da zona euro preveem que o aumento da inflação provocará, ou corre o risco de provocar, pedidos de maiores aumentos salariais, contra 20% na pesquisa anterior do BCE.

Esta é uma das principais conclusões da pesquisa que o BCE (Banco Central Europeu) realizou recentemente com representantes de 64 grandes empresas não financeiras da zona euro, publicados esta sexta-feira, 30 de outubro.

A pesquisa ocorreu, na sua maior parte, entre 28 de setembro e 7 de outubro de 2026.

O BCE diz que as expectativas de uma desaceleração no crescimento salarial moderaram-se ligeiramente.

O crescimento dos salários desacelerará, passando de 3,2% em 2025 para 3,0% em 2026 e para 2,9% em 2027, segundo dados fornecidos pela pesquisa.

“Trata-se de uma desaceleração mais leve do que a observada em inquéritos anteriores”, acrescenta o BCE.

No entanto, a maioria das empresas não prevê um impacto significativo no crescimento dos salários, devido à fraqueza das condições económicas e às perspetivas de emprego.

As empresas consideram que a transferência para os preços finais dos aumentos de custos derivados do conflito no Médio Oriente é “cada vez mais complexa”, segundo o BCE.

A transferência para os preços do aumento dos custos revelou-se especialmente difícil nos setores orientados para o consumidor devido à fraqueza da procura e às pressões competitivas.

Por isso, as empresas preveem que “o crescimento dos preços de venda se moderará um pouco nos próximos meses”, segundo o BCE.

Muitas empresas preveem que continuarão a sentir a pressão dos custos até 2027.

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Il video di Lagarde con cerotti sul viso mentre annuncia le dimissioni dalla Bce: “Ho fatto un intervento. Fatevi controllare la pelle”

Aveva un cerotto sulla guancia e uno sul naso, Christine Lagarde, nel video sui social con cui ha annunciato le sue dimissioni anticipate da presidente della Bce. Gli utenti si sono scatenati, facendo ipotesi sul suo stato di salute. La numero uno dell’Eurotower non ha voluto lasciare spazio a teorie fantasiose e ha chiarito tutto: “Per evitare speculazioni sui social, i cerotti sul viso sono dovuti a un piccolo intervento chirurgico a cui mi sono sottoposta all’inizio della settimana”, ha scritto su X. Nel messaggio, condiviso dal suo staff, la presidente della Bce ha colto l’occasione per invitare alla prevenzione: “Seguite le prescrizioni del medico e fate controllare regolarmente la pelle“.

La sua uscita di scena da Francoforte sarà il 7 febbraio 2027. Fino ad allora presiederà altre due riunioni del consiglio direttivo, quella di dicembre e l’ultima il 4 febbraio.

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La salida anticipada de Christine Lagarde

La presidenta del Banco Central Europeo (BCE), Christine Lagarde, confirmó este jueves lo que era un secreto a voces: su marcha anticipada de la institución el próximo mes de febrero, en vez de octubre de 2027, como estaba previsto. Lo que ha precipitado la decisión ha sido la complicada situación política que atraviesa su país, Francia, en vísperas de unas elecciones presidenciales la próxima primavera que pueden llevar por primera vez a la extrema derecha al Elíseo. Lagarde asegura “no poder permanecer neutral” en esta campaña, como le exigiría su cargo, aunque ha dado a entender que ella no es candidata. La salida de Lagarde activa una remodelación de la cúpula del BCE. Y permite que las capitales pacten los nombramientos de la principal institución financiera de la eurozona al inicio de un ciclo electoral que marcará el rumbo del continente.

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© Heiko Becker (REUTERS)

La presidenta del BCE, Christine Lagarde, participa en la rueda de prensa tras el consejo de gobierno del banco, este jueves en Fráncfort.
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Bce, nessun rialzo ai tassi d’interesse dei mutui: aumento rimandato a Dicembre

In una giornata cruciale per le sorti monetarie del continente, a seguito delle dimissioni ufficiali di Lagarde, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deliberato di mantenere i tassi d’interesse invariati.

Il tasso sui depositi resta dunque fermo al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principale al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Una pausa attesa dagli analisti dopo il ritocco all’insù di settembre.

Inflazione in salita e l’ipotesi di un nuovo rialzo a dicembre

Durante la conferenza stampa di giovedì 29 ottobre alle 14:45, dopo aver confermato le dimissioni per il 7 febbraio, Christine Lagarde ha espresso preoccupazione per l’andamento dei prezzi nei prossimi mesi. A pesare sul costo della vita continuano a essere:

  • i rischi geopolitici legati ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina;
  • le quotazioni delle materie prime energetiche.

La decisione di frenare sui tassi e congelare il costo dei finanziamenti, lasciando quindi invariate le rate dei mutui e i costi dei prestiti senza introdurre nuovi aumenti, riflette un quadro di forte incertezza economica, segnato dalla ripresa delle tensioni sull’energia e da un’inflazione risalita al 3,8% a settembre, ancora lontana dall’obiettivo del 2%.

Sebbene il board della Bce abbia valutato la possibilità di un rialzo dei tassi già nella seduta odierna, ha infine prevalso all’unanimità la linea della cautela. Tuttavia, non si esclude la possibilità di un nuovo aumento nella riunione di dicembre, nel caso in cui i dati sul costo della vita mostrassero un peggioramento nei consumi.

Cosa cambia per chi ha già acceso un mutuo o chiesto un prestito

Il congelamento dei tassi rappresenta una tregua per le famiglie, ma l’impatto effettivo cambia in base alla tipologia di contratto stilato con la banca:

  • chi ha un contratto ancorato all’Euribor, a tasso variabile, evita un ennesimo rincaro immediato della rata mensile, che resta però su livelli significativamente più alti in media del 40% rispetto a due anni fa;
  • nessuna variazione per chi ha già sottoscritto un finanziamento a tasso fisso negli anni scorsi, con la rata che rimane bloccata per l’intera durata del piano di ammortamento;
  • per chi intende stipulare un nuovo finanziamento, i tassi viaggiano attorno al 2,60%-2,80% e, aggiungendo lo spread applicato dagli istituti di credito, collocano i nuovi mutui fissi su un Taeg medio compreso tra il 3,30% e il 3,70%;
  • sui nuovi finanziamenti per auto o liquidità i tassi medi (Tan) restano attestati tra il 7,5% e l’8,5%, mentre i contratti in corso a tasso fisso non subiscono alcuna modifica.

Tensioni sui bond francesi

Sulla decisione di Francoforte pesa l’instabilità della Francia, dove i rendimenti dei titoli di Stato sono schizzati ai massimi dal 2002 a causa delle incertezze politiche sull’approvazione del bilancio 2027, che hanno portato a lunghe e decise agitazioni di piazza.

In merito al rischio di speculazioni sui titoli di Stato dei Paesi ad alto debito pubblico (Italia, Spagna, Grecia e Francia, nds), Lagarde ha rassicurato i mercati, confermando che l’istituto possiede tutti gli strumenti per fermare scossoni finanziari ingiustificati, precisando però che non esistono corsie preferenziali o accordi riservati a sostegno di singoli Stati.

La mossa della Fed americana

La linea d’attesa della Bce trova riscontro anche al di là dell’Atlantico. La Federal Reserve americana ha infatti confermato i tassi d’interesse nella forchetta compresa tra il 3,75% e il 4,00%, congelando il costo del denaro a ridosso delle elezioni di midterm negli Stati Uniti per monitorare l’evoluzione della crescita e della dinamica salariale.

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Lagarde, el ‘búho’ que pilotó durante dos décadas las finanzas mundiales sin estar predestinada a ello

La presidenta del BCE, Christine Lagarde, junto a sus predecesores Mario Draghi (centro) y Jean-Claude Trichet, corta una tarta durante la celebración del 25 aniversario del BCE, en 2023.

A Christine Lagarde (París, 70 años, de soltera Christine Madeleine Odette Lallouette) le gusta enviar mensajes con su atuendo. Elige cuidadosamente sus pañuelos (hay quien cree adivinar en ellos sus intenciones) y, en momentos especialmente delicados, comparece en la rueda de prensa del BCE con un broche característico: un búho. En un mundo, el de la política monetaria, habitualmente dividido entre halcones, banqueros con poca tolerancia por la inflación y gatillo fácil a la hora de subir tipos, y palomas, más sensibles al efecto del dinero caro sobre la economía, Lagarde se desmarcaba con esta otra ave.

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Los analistas alertan de volatilidad a corto plazo en el euro y la deuda pero prevén continuidad en el BCE

Christine Lagarde ha elegido un momento especialmente complejo para abandonar el Banco Central Europeo. La presidenta de la institución pone fin a meses de especulaciones sobre sus planes políticos y abre la carrera para sucederla al frente de una de las instituciones más poderosas de Europa. Su decisión llega en una coyuntura especialmente delicada para la eurozona, con la inflación impactada por la guerra en Oriente Próximo, los mercados de deuda bajo presión por el deterioro de las cuentas públicas de algunas grandes economías europeas, con Francia en el centro de las preocupaciones, y el creciente desafío de financiar el aumento del gasto en defensa e infraestructuras.

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© picture alliance (dpa/picture alliance via Getty Images)

Tres banderas de la Unión Europea ondean frente a la sede del Banco Central Europeo (BCE) en Fráncfort. Getty Images
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De analizar estadísticas y supervisar a los grandes bancos a aliviar el bolsillo de los ciudadanos: ¿para qué sirve el BCE?

La sede del Banco Central Europeo está en Fráncfort, a orillas del río Meno. Un emplazamiento nada casual. El Tratado de Maastricht sentó las bases de la creación de la Unión Europea, la moneda única y el Sistema Europeo de Bancos Centrales y, con la instalación del BCE en la ciudad alemana, este heredó la credibilidad monetaria del Bundesbank (a apenas cuatro kilómetros de distancia), uno de los bancos centrales más influyentes del mundo gracias a su independencia política y a una férrea orientación hacia la estabilidad de precios. Una herencia que sirvió como aval para que muchos países se sumaran al proyecto europeo y que, a día de hoy, sigue siendo el principal objetivo del BCE.

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© olrat (iStock Editorial)

Sede del Banco Central Europeo (BCE) en Fráncfort del Meno, Alemania.
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BCE trava novas subidas e mantém a taxa de depósitos nos 2,5%

Juro diretor fica nos 2,5% apesar da inflação alta, para já. A subida de preços na zona euro está no nível mais alto em três anos. O BCE prescinde, para já, de voltar a subir os juros. Mas esse passo pode vir a seguir em breve. Depois do banco central dos Estados Unidos, também o Banco Central Europeu (BCE) prescinde, para já, de uma nova subida dos juros. O BCE decidiu na quinta-feira manter nos 2,5% a taxa de depósito dos bancos, que é a referência para os juros da poupança e do crédito. A nova subida dos preços da

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Christine Lagarde renuncia à presidência do Banco Central Europeu

Logo Agência Brasil

A presidente do Banco Central Europeu (BCE), Christine Lagarde, renunciou nesta quinta-feira (29), pondo fim a meses de especulações sobre seu futuro. A decisão ocorre no momento em que a Europa entra em período de crescente volatilidade econômica e de política eleitoral polêmica, especialmente em sua terra natal, a França.

Lagarde deixará o cargo em 7 de fevereiro, dando aos atuais líderes da União Europeia (UE) tempo para escolherem seu sucessor antes da eleição presidencial francesa, na qual as pesquisas indicam que a candidata de extrema direita Marine Le Pen é a favorita.

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O BCE enfrenta riscos de inflação decorrentes de um choque nos preços do petróleo, causado pela guerra no Irã, enquanto um aumento acentuado nos rendimentos dos títulos, especialmente na França, ameaça frear o crescimento.

“Deixo esta instituição com a sensação de um bom trabalho realizado e de um BCE preparado para o futuro”, disse Lagarde, de 70 anos, em breve vídeo compartilhado nas redes sociais.

Uma fonte com conhecimento direto do assunto afirmou que Christine Lagarde, ex-ministra das Finanças da França e ex-diretora-geral do Fundo Monetário Internacional (FMI) renunciou para poder se posicionar sobre questões políticas na França e no mundo. Como presidente do BCE, esperava-se que ela permanecesse neutra para salvaguardar a independência da instituição.

"Sinais errados"

Markus Ferber, deputado alemão do Parlamento Europeu pelo Partido Popular Europeu (centro-direita), afirmou que a renúncia antecipada de Lagarde enviou “o sinal errado”, considerando a inflação elevada, o nervosismo nos mercados de títulos e as eleições iminentes.

“Se surgir a impressão de que essa saída foi programada para coincidir com as eleições nacionais, isso prejudica a confiança em uma instituição que deve estar acima de qualquer cálculo político interno”, disse Ferber, que integra a comissão parlamentar responsável por confirmar o sucessor de Lagarde.

Em contrapartida, Marcel Fratzscher, presidente do centro de estudos alemão DIW, disse que Lagarde estava demonstrando “um forte senso de responsabilidade para com a Europa”.

“Ao deixar o cargo antecipadamente, Christine Lagarde dá aos governos e instituições europeias a oportunidade de nomear um sucessor que salvaguardará os valores europeus e protegerá a independência do BCE”, disse ele à Reuters.

Lagarde não abordou diretamente essas questões. Ela afirmou que não será candidata à Presidência da França, mas que defenderá os valores pró-europeus em seu país natal “na função que considerasse mais eficaz”.

O presidente do Conselho Europeu, António Costa, disse que o processo para encontrar o sucessor de Lagarde começará imediatamente.

É provável que a nomeação faça parte de um pacote mais amplo de cargos de alta direção do BCE, envolvendo a vaga na diretoria executiva de Isabel Schnabel, que deixará o cargo no início de janeiro, e a do economista-chefe Philip Lane, cuja saída está prevista para maio.

Candidatos competentes

Os ex-presidentes dos bancos centrais da Holanda e da Espanha, Klaas Knot e Pablo Hernández de Cos, são considerados os principais candidatos à sucessão de Lagarde.

“Os sucessores cogitados são ambos banqueiros centrais muito competentes e bem estabelecidos; portanto, para os mercados, isso não fará muita diferença”, afirmou Piet Haines Christiansen, economista do Danske Bank.

Os mercados financeiros reagiram pouco ao anúncio, com alguns analistas observando que o BCE já construiu uma reputação que perdura além de qualquer um de seus líderes.

“O BCE está agora bastante consolidado, e o mercado está familiarizado com sua forma de operar”, disse Simon Dangoor, chefe de Investimentos Macro de Renda Fixa do Goldman Sachs. “Nossa opinião é que o comportamento institucional provavelmente perdurará além de Lagarde e será bastante semelhante, independentemente de quem assumir o cargo.”

O mandato de Lagarde estava previsto para se estender até o final de outubro de 2027, mas as especulações sobre uma saída antecipada vinham se intensificando há meses, com o Fórum Econômico Mundial sendo visto como provável destino. O Fórum Econômico Mundial se recusou a comentar.

Aumento dos juros

A renúncia de Lagarde ocorre justamente quando o BCE está no meio de um ciclo de aumento das taxas de juros, com o objetivo de impedir que um choque nos preços do petróleo, ligado à guerra no Irã, se reflita em outros preços e salários.

O BCE também precisa lidar com um aumento nos rendimentos dos títulos públicos — especialmente na França, que está sobrecarregada com dívidas —, o que elevou os custos de financiamento para famílias e empresas e, segundo Lagarde, irá conter o crescimento e a inflação.

Preso entre a inflação persistente, alimentada por um novo aumento nos custos de energia, e a deterioração das condições de financiamento, espera-se amplamente que o BCE mantenha sua taxa de depósito em 2,5% nesta quinta-feira, ao mesmo tempo em que sinalize que outro aumento, possivelmente já em dezembro, continua provável.

“É provável que haja poucas barreiras para outro aumento em dezembro, dada a probabilidade de uma nova revisão para cima da previsão de inflação do BCE devido aos preços mais altos da energia”, disse Oliver Rakau, da Oxford Economics.

O BCE deve anunciar sua decisão sobre as taxas de juros às 10h15 (horário de Brasília) desta quinta-feira, seguida pela coletiva de imprensa regular de Lagarde.

Atualmente, os mercados monetários precificam mais três aumentos da taxa de juros pelo BCE até o final do próximo ano, o que elevaria a taxa de depósito para 3,25%, um nível amplamente considerado restritivo ao crescimento econômico.

*É proibida a reprodução deste conteúdo.

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El BCE deja sin cambios los tipos, dividido entre la amenaza de la energía y la tensión en los bonos

La sorpresa del Consejo de Gobierno que ha celebrado este jueves el BCE no ha venido por su decisión sobre política monetaria, sino por el anuncio de Christine Lagarde de dejar la presidencia de la institución el próximo 7 de febrero. El BCE ha decidido mantener sin cambios los tipos de interés en el 2,5%, hacer una pausa después de la subida adoptada en septiembre, un impasse sin anuncios de calado que la presidenta ha aprovechado para comunicar su salida anticipada. Pero la calma es solo aparente en la autoridad monetaria de la zona euro. No solo por el intenso proceso que comienza para la renovación de su cúpula, sino por las tareas urgentes que siguen ahí: la amenaza inflacionista, que no cesa e incluso va a más con las guerras en Irán y Ucrania encareciendo la energía, y la tensión sobre la deuda soberana francesa, que ha llevado a su prima de riesgo a niveles no vistos desde 2011 y que es un nuevo elemento de preocupación para el BCE. Sobre su salida anticipada de la presidencia, Lagarde ha explicado que siente necesidad de expresar opiniones más allá de la política monetaria y que no puede permanecer neutral en un momento en que “la verdad se ve dañada”.

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© Heiko Becker (REUTERS)

European Central Bank (ECB) President Christine Lagarde attends a press conference following the ECB Governing Council meeting at the bank's headquarters in Frankfurt, Germany, October 29, 2026. The ECB said in a statement that Lagarde had resigned and will step down on February 7, 2027. REUTERS/Heiko Becker
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Christine Lagarde anuncia que deixa presidência do BCE em fevereiro de 2027

A presidente do Banco Central Europeu (BCE), Christine Lagarde, vai deixar o cargo a 7 de fevereiro de 2027, anunciou esta quinta-feira a instituição, antecipando em vários meses o fim do mandato que estava previsto terminar apenas no final de outubro do próximo ano.

Num comunicado citado pela Reuters, o BCE revelou que “Christine Lagarde informou hoje o Conselho do BCE e o presidente do Conselho Europeu, António Costa, de que deixará o seu cargo em 7 de fevereiro de 2027”.

A saída de Lagarde põe fim a meses de especulação sobre uma possível partida antecipada da responsável francesa, que lidera o banco central da zona euro desde novembro de 2019. O seu mandato terminaria oficialmente em outubro de 2027.

Segundo a Reuters, os rumores sobre uma saída antes do final do mandato intensificaram-se nos últimos meses, numa altura em que Lagarde era apontada como uma forte candidata a assumir funções no Fórum Económico Mundial.

O anúncio surge poucas horas antes de o BCE divulgar a sua mais recente decisão de política monetária. A instituição deverá anunciar a decisão sobre as taxas de juro às 13h15 GMT desta quinta-feira, seguindo-se a habitual conferência de imprensa de Christine Lagarde às 13h45 GMT.

As taxas de juro diretoras deverão permanecer inalteradas, segundo as expectativas, com a taxa de depósito a permanecer em 2,5%, depois de dois aumentos efetuados neste ano.

A saída antecipada de Lagarde abre agora a questão sobre quem irá suceder-lhe na liderança do BCE, uma das instituições mais influentes da economia europeia, numa fase em que a política monetária continua a ser determinante para o controlo da inflação e para o crescimento económico da zona euro.

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Lagarde si dimette dalla BCE, lascia in anticipo la presidenza dal 7 febbraio 2027

Christine Lagarde lascia la presidenza della Banca Centrale Europea. Lo ha comunicato in una nota diffusa giovedì 29 ottobre nella quale informa il Consiglio direttivo e il presidente del Consiglio europeo António Costa che lascerà l’incarico nel 2027, precisamente il 7 febbraio.

L’addio arriva in anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, fissata al 31 ottobre 2027. La notizia arriva a poche ore dalla decisione sui tassi di politica monetaria e in un momento nel quale l’UE deve fare i conti con un’inflazione che viaggia su percentuali elevate.

Lagarde si dimette in anticipo dalla BCE

In un comunicato arrivato a Francoforte nella mattinata di giovedì 29 ottobre 2026, Christine Lagarde ha annunciato le dimissioni dalla presidenza della Banca Centrale Europea.

Lascerà l’incarico il 7 febbraio 2027, con circa nove mesi di anticipo sulla scadenza del mandato. Infatti Lagarde si era insediata il 1° novembre 2019 e avrebbe dovuto chiudere i suoi otto anni di mandato, non rinnovabile, il 31 ottobre 2027.

Come e quando si sceglierà il successore di Lagarde

Per la nomina del successore di Christine Lagarde bisognerà attendere gli svariati passaggi burocratici della macchina europea. La nomina finale, come indicato dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, spetta comunque al Consiglio europeo.

Il percorso però ha diversi passaggi. In breve:

  • il Consiglio dell’Unione europea formula una raccomandazione;
  • vengono consultati il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo della Bce;
  • vengono consultati i leader dei Paesi che hanno l’euro.

Il parere dell’Eurocamera non è vincolante e alla fine la scelta avviene a “maggioranza qualificata”.

La Bce ha già spiegato in una nota che “il successore della presidente Lagarde sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura di nomina prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”.

Cosa cambia per tassi, mutui e risparmi dopo le dimissioni di Lagarde

Fino a febbraio 2027, non dovrebbero esserci cambiamenti nella linea della BCE dettata dalla presidente dimissionaria. In genere un cambio al vertice potrebbe portare una temporanea volatilità sui mercati, soprattutto per comprendere al meglio quale potrebbe essere la linea futura del successore di Christine Lagarde.

Per mutui e risparmi, non ci sono effetti dovuti alle dimissioni della presidente della BCE. Si tratta di fattori che vengono stabiliti in base all’andamento Euribor per i tassi variabili e IRS per i tassi fissi e ovviamente anche a seconda delle decisioni prese dal Consiglio direttivo.

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Christine Lagarde dejará la presidencia del BCE el 7 de febrero y abre la carrera por su sucesión

La silla económica más importante de Europa está vacante. La presidenta del Banco Central Europeo, Christine Lagarde, dejará su cargo el 7 de febrero, casi nueve meses antes de que venza su mandato, el 31 de octubre de 2027. El movimiento, anunciado por el banco este jueves, ya estaba en los corrillos políticos y financieros de Europa desde hace meses y obliga a los miembros de la eurozona a pactar en pocas semanas la renovación casi al completo de la cúpula de la institución económica más poderosa del continente. El 3 de enero abandona su puesto la alemana Isabel Schnabel, consejera del banco dedicada a mercados financieros, y el 1 de junio lo hará Philip Lane, irlandés que ejerce como economista jefe.

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© BCE

Christine Lagarde, este jueves en Fráncfort.
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BCE: Mercado focado nas decisões após outubro e turbilhão dos juros franceses

O mercado dá como quase certo que o Banco Central Europeu (BCE) manterá os juros diretores inalterados na reunião que conclui esta quinta-feira, mas mantêm a porta aberta a mais subidas até final do ano e no início de 2027. A atenção estará assim virada para possíveis sinais quanto ao rumo da política monetária a partir daqui, bem como quanto aos riscos de fragmentação dado o disparo nos juros soberanos franceses e ao futuro de Christine Lagarde enquanto presidente da instituição.

As taxas de referência para a zona euro devem assim permanecer entre 2,5% e 2,65% dada a ausência de surpresas negativas do lado da inflação, onde a autoridade monetária europeia continua sem detetar sinais de efeitos de segunda ordem. O indicador de preços tem-se comportado geralmente em linha com as previsões do BCE, pelo que a expectativa dos mercados é de uma reunião sem novidades.

Perante este cenário, o foco da conferência de imprensa que se seguirá ao anúncio deverá ser colocado em três tópicos: quais serão os próximos passos da política monetária europeia, qual o risco associado à subida dos juros franceses e do spread para as bunds alemãs, e se a presidente Lagarde abre o jogo quanto ao seu futuro.

Quanto a forward guidance, Lagarde deverá manter o tom do discurso dos últimos meses, falando em “dependência dos dados” e argumentando que a resposta “moderada” do banco até agora tem sido adequada, sobretudo depois da resposta do mercado à subida de juros em setembro. Ao mesmo tempo, os preços da energia continuam a subir e em níveis compatíveis com o cenário adverso traçado pelo BCE nas projeções mais recentes, o que “deixa uma margem reduzida para uma viragem de ‘pomba’”, argumenta Fabio Balboni, estratega macro da Wellington Management.

Desde a decisão de setembro e a atualização hawkish das projeções do banco, que apontam para uma inflação core de 2,3% em 2028 (ou seja, cada vez mais persistentemente acima do objetivo de 2%), “os decisores do BCE têm tentado retornar ao enquadramento de junho, apontando a uma resposta ‘moderada’ (uma subida por trimestre), sinais limitados de efeitos de segunda ordem, uma necessidade de manter as taxas ‘moderadamente restritivas’ e uma taxa neutra entre 2% e 2,5%”, acrescenta.

No que respeita a França, o atual disparo nos juros soberanos até tem ajudado o BCE, ao tornar as condições mais apertadas, o que reduz a necessidade de mais subidas das taxas diretoras. Por outro lado, o risco de fragmentação da transmissão da política monetária é real e crescente, apontam os analistas, mas não forte o suficiente para despoletar uma intervenção do banco central.

“Por enquanto, há pouca evidência que as tensões no mercado de obrigações, seja em França, seja na zona euro como um todo, se tenham tornado num problema sistémico”, escrevem os economistas da Gavekal, lembrando que, apesar de um spread elevado no caso italiano ao longo de 2023, a transmissão da política monetária foi assegurada.

Mas “se as tensões escalarem a um ponto em que ameaçam a transmissão, o BCE irá sem dúvida intervir para abordar esta questão, seja através do TPI [Ferramenta de Proteção de Transmissão], seja através de outro instrumento recém-criado”, acrescentam.

Finalmente, e depois de oscilar entre o silêncio, as garantias de que fica e as sugestões de que pode mesmo terminar o mandato antes do prazo estabelecido, Lagarde deverá ser novamente questionada quanto ao seu futuro – sobretudo dada a situação em França, de onde é e cujo regresso à vida política ativa tem sido sugerido pela comunicação social. A “capitã” pode mesmo “abandonar o barco” antes do tempo, como ilustrou em julho.

Apesar de não serem esperadas novidades quanto ao futuro da presidente, Fabio Balboni lembra que, após o anúncio da saída de Isabel Schnabel, uma das vice-presidentes do banco e das vozes mais ouvidas pelo mercado, há uma pequena possibilidade de Lagarde se junte e anuncie também já o fim do seu mandato.

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Nell’Eurozona l’autobus è uno solo, le cinture fiscali no

Se la banca centrale è come l’autista di un autobus, allora lo spazio fiscale si può interpretare come una cintura di sicurezza. Nell’Eurozona il volante è unico, affidato alla Bce, ma le cinture sono tante quante i paesi membri. Quali sono le conseguenze?

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La moneta dal Chicago Plan all’euro digitale

La Bce lavora all’introduzione dell’euro digitale. Seppure molto diversa, l’iniziativa richiama il Chicago Plan nato come risposta alla Grande Depressione. Non un progetto contro le banche, ma un nuovo equilibrio tra iniziativa privata e moneta pubblica.

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Manca un piano B per l’infrastruttura che regge l’euro

T2 è il sistema attraverso cui le banche dell’Eurozona regolano i pagamenti tra loro in tempo reale. Non ha sostituti: se si ferma, si fermano tutte le operazioni. Una situazione che diventa preoccupante di fronte alla possibilità di attacchi informatici.

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