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13h. Confrontos Polónia. Presidente convoca partidos

Karol Nawrocki fala em ameaça à segurança interna após operação policial ontem, no Tribunal Constitucional, em Varsóvia. Ainda, PSP recuou e vai permitir o uso de drones na manifestação desta tarde. 

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Polonia, scontro sulla Corte Costituzionale dopo la sospensione del presidente: Nawrocki forza l’ingresso

Tensione a Varsavia, crisi sulle nomine dei giudici: Nawrocki contro il governo Tusk

Si aggrava lo scontro istituzionale in Polonia tra il presidente conservatore Karol Nawrocki e il governo del premier Donald Tusk sul controllo della Corte Costituzionale. Dopo aver forzato nella notte l’ingresso nella sede della Corte a Varsavia, Nawrocki ha denunciato questa mattina che la crisi rappresenta una minaccia per la sicurezza interna del Paese, chiedendo consultazioni urgenti con tutte le forze parlamentari per “stabilizzare la situazione politica e ripristinare l’ordine costituzionale”.

Rivolgendosi ai manifestanti radunati all’esterno dell’edificio, presidiato dalle forze di sicurezza, il capo dello Stato ha chiesto “il ripristino dello Stato di diritto e il ritiro delle forze di sicurezza dispiegate dal governo nei locali della Corte”. Nawrocki aveva interrotto una visita ufficiale in Senegal per rientrare ieri sera a Varsavia, dove è stato ripreso in un video mentre forzava l’accesso alla sede dell’istituzione.

La crisi è precipitata dopo la sospensione del presidente della Corte Costituzionale, Bogdan Swieczkowski, e del suo vice. Secondo una comunicazione pubblicata sul sito della Corte, Swieczkowski, nominato durante il governo del partito nazionalista e conservatore Diritto e Giustizia (PiS), sarà sostituito temporaneamente da Anna Korwin-Piotrowska, una dei cinque giudici recentemente nominati dall’attuale Parlamento, ma non riconosciuti da Nawrocki, sostenuto dal PiS.

La vicenda rappresenta l’ultimo capitolo di un lungo scontro sulla magistratura polacca. Durante i suoi anni al governo, dal 2015 al 2023, il PiS aveva nominato alla Corte giudici politicamente vicini al partito, suscitando le critiche delle istituzioni europee. La Corte di giustizia dell’Unione europea aveva stabilito che l’organo non poteva essere considerato indipendente e imparziale a causa delle gravi irregolarità nelle procedure di nomina dei giudici e del suo presidente.Dopo la vittoria elettorale del 2023, la coalizione guidata da Tusk ha avviato un processo per smantellare le controverse riforme giudiziarie introdotte dai precedenti governi.

Agli eventi della notte sta seguendo un durissimo lo scontro tra le due parti. Swieczkowski ha denunciato un “colpo di Stato” e “un attacco a un’istituzione costituzionale”, sostenendo che la Corte sia composta da “giudici nominati legalmente, non da usurpatori entrati dalla porta sul retro accompagnati dalle forze di sicurezza del governo”.

Di segno opposto la reazione del ministro della Giustizia Waldemar Zurek, che ha condannato il comportamento di Nawrocki, giudicando inaccettabile il suo ingresso forzato nell’edificio. “È inammissibile che qualcuno protetto dall’immunità presidenziale si comporti in questo modo – ha dichiarato all’emittente Tvn24 – Per me è un comportamento scandaloso, che sfrutta la situazione per alimentare ulteriormente le tensioni nelle piazze”.

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Polonia, manifestanti davanti la sede della Corte costituzionale dopo la sospensione del presidente ordinata dal governo Tusk

Crisi istituzionale in Polonia e tensioni in piazza a Varsavia. Al centro della contesa ci sono i vertici della Corte Costituzionale. Sullo sfondo, lo scontro tra il governo europeista di Donald Tusk e il presidente della Repubblica Karol Nawrocki, considerato alleato del partito d’opposizione Legge e Giustizia (PiS), al governo dal 2015 al 2023. Dopo la destituzione di Bogdan Swieczkowski – presidente del supremo organo di garanzia costituzionale – ordinata dall’esecutivo in carica, manifestanti si sono riuniti davanti la sede del Tribunale. Swieczkowski, sospeso dal suo incarico, ha incontrato Nawrocki, insieme al primo presidente della Corte, Zbigniew Kapiski. Il leader del PiS, Jaroslaw Kaczynski, ha definito le mosse del premier Tusk come un tentativo di colpo di Stato contro il potere giudiziario.

Durante le proteste di piazza, la polizia ha messo in sicurezza l’edificio della Corte, mentre decine di manifestanti si radunavano per protestare contro lo stop del mandato al presidente della Corte, deciso dall’esecutivo. La polizia ha dichiarato di aver fermato tre persone dopo che alcuni manifestanti hanno scavalcato la recinzione del Tribunale e altri hanno lanciato oggetti contro gli agenti. Nawrocki, in volo verso il Senegal, ha annunciato il ritorno in patria sulla piattaforma X:” In un momento come questo, il Presidente deve essere in Polonia. Interrompo il mio viaggio verso il Senegal. Sto tornando”. Il capo dello Stato ha annunciato consultazioni urgenti con i rappresentanti dei gruppi parlamentari, per porre rimedio al “colpo di mano” ai danni della Corte, ha riferito Interfax. Nawrocki ha evocato una “minaccia alla sicurezza interna”: “Questa notte si è verificata una violazione dell’ordine costituzionale della Repubblica di Polonia e un’occupazione forzata di un organo costituzionale dello Stato”, si legge nella dichiarazione del capo dello S, diffusa durante la manifestazione davanti alla Corte e letta dal capo della cancelleria presidenziale Pawel Szefernaker, come riporta Pap. Il presidente ha chiesto il ripristino della legalità e l’allontanamento delle forze di sicurezza dai locali della Corte costituzionale. La sospensione del presidente della Corte è stata annunciata da un’altra giudice, Anna Korwin-Piotrowska. Secondo quest’ultima, la destituzione era necessaria per “ripristinare lo stato di diritto“. La giudice – che ha assunto l’incarico di presidente della corte – si è detta pronta a incontrare Nawrocki presso il palazzo presidenziale per allentare la tensione e risolvere la crisi, secondo quanto riferito dall’agenzia polacca Pap.

Le massime istituzioni giudiziarie polacche, tra cui il Tribunale costituzionale, sono state uno dei principali motivi di contesa tra l’attuale governo filoeuropeo di Donald Tusk (ex presidente del Consiglio Ue) e il principale partito di opposizione, il partito nazional-conservatore Legge e Giustizia (PiS), considerato vicino al capo dello Stato Nawrocki. Il PiS è accusato dagli europeisti di aver imposto un controllo politico sulle principali istituzioni giudiziarie, inclusa la Corte costituzionale, duranti gli anni trascorsi al governo del Paese. Otto anni durante i quali la Polonia ha ricevuta sanzioni dalla Commissione europea. Nawrocki, ritenuto un alleato del precedente governo, all’inizio di quest’anno si è rifiutato di far prestare giuramento a tre dei sei giudici nominati dal Parlamento. Swieczkowski – già viceministro della Giustizia nel governo del PiS – si è rifiutato di consentire ai giudici eletti dalla maggioranza di Tusk di assumere le proprie funzioni.

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Presidente polonês acusa governo de violar ordem após “tentativa de golpe”

O presidente da Polônia, Karol Nawrocki, denunciou na madrugada deste sábado (31) uma violação da ordem constitucional do país após uma ação do governo no Tribunal Constitucional. A declaração ocorre em meio a uma disputa política pelo controle da corte.

Em comunicado, Nawrocki afirma que houve uma tomada à força de um órgão do Estado e convocou uma reunião de emergência com representantes das forças parlamentares para discutir a crise e buscar o restabelecimento da ordem constitucional.

“Nesta noite, houve uma violação da ordem constitucional da República da Polônia e a tomada, à força, de um órgão constitucional do Estado.”

Oświadczenie Prezydenta Rzeczypospolitej Polskiej Karola Nawrockiego Tej nocy doszło do naruszenia porządku konstytucyjnego RP i siłowego przejęcia konstytucyjnego organu państwa. Odbyłem konsultacje z Pierwszym Prezesem Sądu Najwyższego Zbigniewem Kapińskim, który również nie uznaje za legalne działań podejmowanych przez osoby uzurpujące sobie władzę w TK. Wzywam do przywrócenia porządku prawnego i opuszczenia terenu Trybunału przez siły przymusu skierowane na miejsce przez rząd. Do Trybunału Konstytucyjnego umożliwiłem wejście legalnie urzędującego wiceprezesa Trybunału Konstytucyjnego sędziego Bartłomieja Sochańskiego. W związku z zagrożeniem bezpieczeństwa wewnętrznego Rzeczypospolitej Polskiej na dziś zwołuję pilne konsultacje z udziałem przedstawicieli sił parlamentarnych w celu doprowadzenia do stabilizacji sytuacji politycznej i przywrócenia porządku konstytucyjnego. Dziękuję wszystkim, którzy są pod Trybunałem Konstytucyjnym, stając w obronie Konstytucji Rzeczypospolitej Polskiej.

— Kancelaria Prezydenta RP (@prezydentpl) October 31, 2026


“Realizei consultas com o primeiro presidente do Supremo Tribunal, Zbigniew Kapiński, que também não reconhece como legais as ações empreendidas por pessoas que usurpam o poder no Tribunal Constitucional”, afirmou Nawrocki.

Ainda no comunicado, o presidente pede que “a ordem jurídica seja restabelecida e que as forças de segurança enviadas ao local pelo governo deixem as dependências do Tribunal”.

“Diante da ameaça à segurança interna da República da Polônia, convoco para hoje consultas de emergência com a participação de representantes das forças parlamentares, a fim de estabilizar a situação política e restabelecer a ordem constitucional”, concluiu.

Como mostrou a CNN, Nawrocki interrompeu sua viagem ao Senegal e retornou ao país na sexta-feira (30), após um aliado da extrema direita ser afastado da presidência da principal corte polonesa.

Mais cedo na sexta-feira, o Tribunal Constitucional informou que sua juíza mais antiga, Anna Korwin-Piotrowska, havia suspendido Bogdan Swieczkowski, presidente da corte, que foi indicado pelo antecessor do primeiro-ministro Donald Tusk. Com a decisão, ela assumiu o comando do tribunal.

Centenas de manifestantes se reuniram em frente à corte no fim da sexta-feira, sob forte presença policial. Políticos de direita discursaram para a multidão e acusaram o governo Tusk de promover um “golpe contra o tribunal”.

Donald Tusk e Karol Nawrocki são adversários políticos e estão em rota de colisão direta. De um lado, Tusk lidera uma coalizão governista de centro-direita e pró-União Europeia.

Nawrocki assumiu o cargo em agosto de 2025, após vencer o candidato apoiado por Tusk. Historiador nacionalista e conservador, ele teve o apoio do partido de oposição Lei e Justiça (PiS), de direita.

Uma disputa política prolongada em torno do Tribunal Constitucional praticamente paralisou a instituição. O governo pró-europeu e o presidente nacionalista se recusam a reconhecer os indicados apresentados pelo lado oposto.

Em publicação no X, Tusk afirmou que seu governo busca restabelecer o Estado de Direito, que, segundo acusações da União Europeia, havia sido enfraquecido por seus antecessores do partido Lei e Justiça.

“Esse processo é difícil, às vezes até doloroso, e exige medidas decisivas. Não há outro caminho”, declarou.

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Presidente da Polônia interrompe viagem após premiê ser acusado de “golpe”

O presidente da Polônia, Karol Nawrocki, interrompeu sua viagem ao Senegal e retornou ao país na sexta-feira (30), após um aliado da extrema direita ser afastado da presidência da principal corte polonesa. A decisão intensificou o conflito com o governo do primeiro-ministro Donald Tusk pelo controle do Judiciário.

Mais cedo na sexta-feira, o Tribunal Constitucional informou que sua juíza mais antiga, Anna Korwin-Piotrowska, havia suspendido Bogdan Swieczkowski, presidente da corte e indicado pelo antecessor de Tusk, ligado à extrema direita. Com isso, ela assumiu o comando do tribunal.

Centenas de manifestantes se reuniram em frente à corte no fim da sexta-feira, sob forte presença policial. Políticos de direita discursaram para a multidão e acusaram o governo de Tusk de promover um “golpe contra o tribunal”.

W takim momencie Prezydent musi być w Polsce. Przerywam lot do Senegalu. Wracam 🇵🇱

— Karol Nawrocki (@NawrockiKn) October 30, 2026


“Em um momento como este, o presidente precisa estar na Polônia. Estou interrompendo meu voo para o Senegal. Estou voltando”, escreveu Nawrocki no X.

Novo capítulo em longo conflito sobre a corte

Uma disputa política prolongada em torno do Tribunal Constitucional praticamente paralisou a instituição. O governo pró-europeu e o presidente nacionalista se recusam a reconhecer os indicados apresentados pelo lado oposto.

Em publicação no X, Tusk afirmou que seu governo busca restabelecer o Estado de Direito, que, segundo acusações da União Europeia, havia sido enfraquecido por seus antecessores do partido Lei e Justiça.

“Esse processo é difícil, às vezes até doloroso, e exige medidas decisivas. Não há outro caminho”, declarou.

Przywracanie rządów prawa jest naszym obowiązkiem. Po latach pisowskiego bezprawia to proces trudny, czasem bolesny i wymaga zdecydowanego działania. Innej drogi nie ma.

— Donald Tusk (@donaldtusk) October 30, 2026


A disputa remonta a 2015, quando o partido nacionalista Lei e Justiça tentou nomear juízes para vagas que já haviam sido preenchidas pelo governo anterior.

Os indicados pela sigla conquistaram a maioria no Tribunal Constitucional, enquanto críticos, dentro e fora do país, afirmaram que a corte já não atendia aos padrões de independência e imparcialidade exigidos de um tribunal estabelecido por lei.

Após a coalizão de Tusk assumir o poder, em 2023, o governo prometeu restabelecer o Estado de Direito e reformar a corte. No entanto, Nawrocki, aliado do Lei e Justiça, tem atuado para impedir esses esforços desde que foi eleito presidente, em 2025.

No início deste ano, Nawrocki se recusou a dar posse a três dos seis juízes indicados pelo Parlamento. Swieczkowski, ex-vice-ministro da Justiça durante o governo do Lei e Justiça, por sua vez, se recusou a empossar juízes eleitos pela atual maioria parlamentar.

No mês passado, o Parlamento nomeou Maciej Berek, aliado de Tusk, para o tribunal. Críticos afirmaram que a medida prejudicava o objetivo declarado do governo de restabelecer o sistema de freios e contrapesos entre os poderes.

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Tribunal Constitucional de Polonia denuncia «golpe de Estado»

El Tribunal Constitucional de Polonia denunció un “golpe de Estado” después de que su página web anunciara que la jueza Anna Korwin-Piotrowska asumía la presidencia y que el titular, Bogdan Święczkowski, y el vicepresidente, Bartłomiej Sochański, quedaban suspendidos.
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Presidente do tribunal constitucional da Polónia afastado e polícia mobilizada

A polícia mobilizou-se hoje à noite em Varsóvia para junto do Tribunal Constitucional, após o anúncio da suspensão de presidente daquela instituição, no centro de um confronto entre a direita nacionalista e o atual governo centrista.

O Presidente do Tribunal Constitucional foi nomeado, quando a direita nacionalista estava no poder.

O presidente da República polaca, o nacionalista Karol Nawrocki, anunciou que iria interromper a viagem ao Senegal, onde estava em visita oficial, e voltaria urgentemente para Varsóvia.

Dezenas de polícias antimotim impediram o acesso ao edifício da mais alta instância judicial polaca aos numerosos apoiantes do partido nacional conservador Lei e Justiça (PiS, oposição).

Estes apoiantes do PIS manifestam-se há várias semanas em apoio aos juízes da Suprema Corte, que o governo centrista de Donald Tusk quer ver fora do cargo, constatou um jornalista da agência de notícias francesa AFP.

Considerado pela UE como excessivamente dependente do poder político, o Tribunal Constitucional tem sido uma das pedras no sapato entre Bruxelas e os nacionalistas, destacando repetidamente a primazia da legislação polaca sobre a da UE.

Desde o seu regresso ao poder, em 2023, que Donald Tusk, ex-chefe do Conselho Europeu, promete resolver a crise.

Mas, sem sucesso até agora, já que as nomeações de seu governo para o Tribunal não foram aprovadas pelo chefe de Estado, que as bloqueia.

“Restaurar o estado de direito é nosso dever”, declarou Donald Tusk na rede social X.

“Após anos de ilegalidade sob o PiS, é um processo difícil, às vezes doloroso, que exige ação decisiva. Não há outro caminho”, afirmou.

Uma dessas juízas, Anna Korwin-Piotrowska, foi quem anunciou a suspensão das funções do presidente controverso do tribunal, Bogdan Swieczkowski. E o ministro da Justiça, que também é procurador-geral, anunciou durante uma conferência de imprensa que pediu a suspensão da imunidade de Swieczkowski, assim como a do seu adjunto, Bartlomiej Sochanski. No entanto, reinava a confusão.

O tribunal negou, denunciando “um golpe de Estado” na sua conta oficial na X.

O site do tribunal não estava acessível na noite de hoje. Na sua conta no X, o Tribunal afirma que o presidente Swieczkowski continua em funções e que Korwin-Piotrowska não pode assumir interinamente, porque não prestou juramento perante do Presidente da República.

“Tusk traidor”, gritavam os apoiadores do PiS em frente ao tribunal, segundo o constatou o jornalista da AFP no local. Alguns destes manifestantes recitavam orações contando um rosário ou mostrando imagens religiosas.

Embora a polícia tenha invadido o recinto do tribunal, afirma não ter entrado nos edifícios.

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La suspensión del presidente del Tribunal Constitucional de Polonia desata una crisis institucional

El Tribunal Constitucional de Polonia lleva siendo en la última década un campo de batalla político entre el bando liberal, ahora en el poder, y ultraconservador, en la oposición. El último combate se ha desatado este viernes por la noche, y ha requerido de la presencia de la policía. Los agentes han acudido para proteger a los jueces que se encontraban en el edificio de una protesta por la suspensión del presidente del Tribunal, Bogdan Swieczkowski, y el vicepresidente Bartlomiej Sochanski.

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© REUTERS

La policía protege el recinto de la sede del Tribunal Constitucional, este viernes en Varsovia.
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La derecha populista polaca agita el Polexit con vistas a la campaña de 2027

El líder del PiS, Jaroslaw Kaczynski (C), en una protesta ante el Constitucional.

La cuenta atrás para las elecciones legislativas en Polonia ya está en marcha. Aún queda algo menos de un año, pero el ambiente político está muy caldeado. La derecha nacionalista, más fragmentada que nunca, aspira a recuperar el poder. Y Donald Tusk, el primer ministro liberal a mantenerlo. El líder del partido Ley y Justicia (PiS), Jarosław Kaczyński, ha propuesto abolir la Comisión Europea, a su juicio la "fuente del mal", dar más importancia al Consejo Europeo, y elaborar un nuevo Tratado. Los posibles cambios en los gobiernos de varios países europeos, entre ellos España, facilitarían el proceso.

En su intervención el miércoles en la conferencia del Foro de Krynica, Kaczyński afirmó que la UE necesitaba cambiar. Ha sugerido recopilar casos de presuntas infracciones de las normas de la UE y utilizar una minoría de bloqueo en votaciones que requieren una mayoría cualificada. Su tesis es la que secundan Reagrupación Nacional en Francia o Vox en España, lo que defendía Viktor Orban, ex primer ministro de Hungría.

En caso de fracaso, Polonia se plantearía la salida de la UE si el PiS estuviera en el poder "Es un método duro y arriesgado, pero las cosas están realmente tan mal, tan rematadamente mal, que vale la pena usar este método si los demás no funcionan", añadió el líder del PiS.

Donald Tusk recoge el guante

El primer ministro, Donald Tusk, no ha desaprovechado la ocasión de contestar este jueves a su eterno rival. "Jarosław Kaczyński acaba de anunciar que Polonia debería iniciar negociaciones sobre los términos de su salida de la Unión Europea. Este es uno de los temas clave en la lucha política que se libra actualmente en Polonia. Una lucha ardua. No pienso perderla, aunque no todos me apoyen", declaró Tusk en X. 

Para Tusk, en las próximas elecciones los polacos decidirán si quieren seguir como hasta ahora en la UE o emprender ese camino de incertidumbre que propone Kaczyński. "No dejaré que la derecha nos saque de la Unión Europea. De eso se trata el juego hoy", afirma Tusk en un video difundido en sus redes sociales.

Nie pozwolę, by prawica wyprowadziła nas z Unii Europejskiej. O to dziś toczy się gra. pic.twitter.com/jLHXvRscYm

— Donald Tusk (@donaldtusk) October 29, 2026

El ministro de Asuntos Exteriores, Radosław Sikorski, también ha intervenido: "Así que, después de todo, sí quieren el Polexit. Fronteras aduaneras con Alemania, la República Checa, Eslovaquia y Lituania. Controles de pasaportes en los aeropuertos. Fin de las subvenciones a los agricultores y a la inversión. Fin del Plan Nacional de Recuperación y del SAFE. Y, sin embargo, insistían en que nunca lo harían".

Kaczyński ha acusado a Tusk de mentir. Ha subrayado que cree que "la UE es necesaria, pero requiere una reforma profunda" para que "no beneficie a las élites, sino a los ciudadanos de a pie". El vicepresidente del PiS, Przemysław Czarnek, quien sería primer ministro si ganara el PiS, ha dicho que su partido estaba "barajando todos los escenarios, incluida la posibilidad de que la UE se autodestruya".

Cambios en Polonia imposibles sin la UE

Según expone Michał Szułdrzyński en el diario polaco Rzeczpospolita, "lo más asombroso es la convicción del líder del PiS de que la UE actual es un desastre. Hoy, dice, 'las cosas están realmente tan mal' que si los Estados miembros de la UE no aceptan el plan de Polonia de desmantelar de facto la UE y reemplazarla por una organización intergubernamental mucho más flexible centrada en el libre comercio, tendrán que amenazar con abandonarla".

Y enumera Szułdrzyński todos los cambios de los últimos 35 años en Polonia, imposibles sin el ingreso en la UE. "Polonia ha alcanzado el mayor crecimiento económico de su historia, situándose entre las 20 economías más grandes del mundo, y nuestra región disfruta de un desarrollo significativamente más rápido que la llamada Vieja Europa. Esto se debe en gran medida a la Unión Europea. Pero no se trata solo de los fondos de la UE que han llegado a Polonia. Se trata del acceso al mercado europeo, gracias al cual miles de empresas polacas han podido expandirse. Se trata de las regulaciones y normas que han garantizado la aplicación de las mismas reglas en todo el continente. Finalmente, se trata de los fundamentos del Estado de derecho y la lucha contra la corrupción que se nos han impuesto".

Cuando el PiS estuvo en el poder, entre 2015 y 2023, se enfrentó regularmente con Bruselas por diversas cuestiones, entre ellas la reforma judicial, el comercio, la política climática y la migración. Desde que Tusk, expresidente del Consejo Europeo, asumió el poder en 2023, su Gobierno ha mejorado considerablemente las relaciones con Bruselas.

Polonia ha sido el mayor receptor neto de fondos de la UE desde que se incorporó al bloque en 2004. Un estudio publicado a principios de este año reveló que la economía del país es un 42 % mayor de lo que habría sido si Polonia no formara parte de la UE. Después de 2034 dejará de ser receptor neto.

Las encuestas de opinión muestran sistemáticamente que una amplia mayoría de los polacos está a favor de seguir formando parte de la UE. La oposición a la pertenencia a la UE cayó a un mínimo histórico del 5 % en 2022, posteriormente ha vuelto a subir y se sitúa en el 14 % en la encuesta más reciente de la agencia estatal de investigación CBOS.

A lo que no quieren renunciar los polacos es a su propia moneda, el esloti. Sin embargo, en los últimos años se ha registrado un repunte del apoyo al Polexit, así como a los partidos de extrema derecha contrarios a la UE, como es el caso de la Confederación de la Corona Polaca del antisemita Grzegorz Braun.

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Italia e Polonia, una cooperazione che è ossigeno per la difesa europea

Italia e Polonia: non solo interscambio e spazio, ma la precisa volontà di costruire uno sviluppo, costante e duraturo, delle capacità di difesa, sia alla luce della guerra in Ucraina sia come “doppio uso” del concetto stesso di difesa, ovvero industria e geopolitica. Queste le intenzioni emerse dal sesto forum italo-polacco sulla difesa, da poche ore conclusosi a Varsavia. Un’occasione preziosa sia per metabolizzare i passi già compiuti dai due Paesi in questa particolare strada strategica, sia per raccontare come proseguire un rapporto che, da relazione diplomatica, si è fatto nel corso degli ultimi anni, solida partnership.

Roma e Varsavia, patto di ferro

La cooperazione industriale tra Polonia e Italia celebrata a Varsavia ha visto la presenza di rappresentanti di istituzioni, forze armate e industrie di entrambi i paesi, che hanno animato quello che fino a ieri era denominato Forum italo-polacco aerospaziale, che da semplice vetrina ha ampliato il suo raggio d’azione oltre il settore aerospaziale per includere tecnologie terrestri, marittime e subacquee, nonché soluzioni a duplice uso. Gli organizzatori sono stati l’ambasciata d’Italia a Varsavia, l’Agenzia Ice di Varsavia e la Camera di Commercio e Industria italiana in Polonia (CCIIP). Il partner strategico del Forum è stato il Gruppo Leonardo. La cooperazione italo-polacca come gancio per la sicurezza europea: è questa un’altra traccia programmatica molto interessante per il futuro dei due Paesi, elemento messo in risalto stato da Luca Franchetti Pardo, ambasciatore d’Italia in Polonia, secondo cui proprio l’ampliamento dei temi del Forum, che ora include tecnologie per la difesa e a duplice uso, oltre al settore aerospaziale, riflette la crescente interdipendenza tra sicurezza militare e resilienza civile.

“L’aggressione russa contro l’Ucraina continua a trasformare il nostro modo di pensare alla difesa, di organizzarla e di prepararci alle crisi. Ciò richiede un allineamento tra pensiero strategico e capacità industriali e operative. Italia e Polonia condividono la necessità di proteggere i confini e le infrastrutture chiave, dai porti ai cavi e agli oleodotti nel Mediterraneo e nel Mar Baltico”, ha osservato. In questo senso, dunque, le opportunità di cooperazione coprono una vasta gamma di settori, come la consapevolezza della situazione marittima e sottomarina, la sicurezza informatica e l’innovazione nei sistemi terrestri, aerei e spaziali. “Combinando le competenze di grandi gruppi e piccole e medie imprese specializzate – ha aggiunto il diplomatico – possiamo sviluppare tecnologie, produrre congiuntamente e rafforzare le filiere industriali in entrambi i Paesi. Il Forum promuove il dialogo strategico tra istituzioni, forze armate e industria per tradurre l’analisi delle minacce e le esigenze operative in progetti comuni, contribuendo a costruire una deterrenza credibile e a rafforzare la sicurezza dell’Europa”.

Un sostegno a Bruxelles

Ma come sostenere la difesa europea, anche alla luce del know how italiano? Secondo Roberto Cafiero, direttore dell’ufficio di Varsavia dell’Agenzia Ice numerose sono le opportunità di cooperazione tra aziende polacche e italiane, infatti quest’anno l’Italia si presenta a Varsavia con un messaggio chiaro: la difesa europea ha bisogno di parternariati industriali più solidi, basati sull’innovazione nelle tecnologie a duplice uso. “Gli ambiziosi piani della Polonia per la modernizzazione della difesa – ha spiegato – offrono significative opportunità di cooperazione. L’Italia vanta un settore industriale solido e altamente specializzato, che unisce grandi imprese, piccole e medie imprese innovative e capacità di ricerca, nonché tecnologie con applicazioni sia nel settore civile che in quello della difesa. La partecipazione di 35 aziende e organizzazioni italiane, che rappresentano competenze in settori che spaziano dai processi produttivi avanzati e dall’elettronica ai sistemi autonomi, alle tecnologie marittime e alla protezione delle infrastrutture critiche, riflette sia la diversità delle competenze del nostro settore sia il crescente interesse per il mercato polacco. All’Ice, il nostro obiettivo è molto specifico: trasformare questo interesse in partenariati industriali duraturi. L’ampiezza del Forum crea opportunità di scambio diretto, aiutando le aziende a identificare competenze complementari ed esplorare progetti congiunti”.

Baltico e Mediterraneo

Alla manifestazione hanno partecipato 35 imprese e organizzazioni italiane. Nel 2025 l’interscambio commerciale bilaterale ha superato i 36 miliardi di euro, mentre quello aerospaziale ha raggiunto 677 milioni. Le esportazioni aerospaziali italiane verso la Polonia sono passate da 58 milioni nel 2021 a 364 milioni nel 2025. Per questa ragione, come ha osservato nel suo intervento al VI Italian-Polish Defence & Dual Use Forum di Varsavia, dal deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Loperfido, la sicurezza europea dipende sempre più dalla solidità della nostra industria, dalla capacità tecnologica e dalla cooperazione tra Paesi alleati. “Italia e Polonia hanno le condizioni per rafforzare ulteriormente questo percorso”. Loperfido ha richiamato anche la complementarità strategica dei due Paesi: “Polonia e Italia sono due porte strategiche dell’Europa, affacciate rispettivamente sul Baltico e sul Mediterraneo. Abbiamo responsabilità comuni nella sicurezza del continente e interessi condivisi nello sviluppo delle grandi infrastrutture europee, anche attraverso l’Iniziativa dei Tre Mari”.

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De Ben-Gurion a Netanyahu: los dirigentes israelíes vienen de Polonia

David Ben-Gurion (centro), durante su visita a Płońsk en 1932, junto a miembros de la Liga por Eretz Israel.

En el siglo X los judíos atravesaron tierras polacas como mercaderes. En el Museo Polin de Varsovia se narran los 1.000 años de historia de los judíos polacos. Esa historia saltó por los aires con el Holocausto cometido por los nazis. Pero ese vínculo con la Polonia actual explica por qué gran parte de los dirigentes de Israel tengan vínculos en estas tierras. El primer jefe de Gobierno de Israel, David Ben-Gurión, nació en Płońsk, a unos 70 kilómetros al norte de la capital polaca. El actual primer ministro es hijo de Benzion Netanyahu, historiador medievalista nacido en Varsovia. También tienen raíces en tierras polacas Menachem Begin, Isaac Shamir, Shimon Peres, Isaac Rabin, Ariel Sharon y Chaim Herzog.

De las calles de Płońsk al Estado de Israel

El sueño del Estado judío comenzó en las calles de Płońsk. David Grün lo haría realidad años más tarde ya como David Ben-Gurión. Nació en 1886, hijo de Avigdor Grün, quien le inculcó en el sionismo, entendido como el regreso de los judíos a la tierra de sus antepasados tras casi dos mil años de vida en la diáspora.

En sus memorias, David Ben-Gurión cuenta cómo aprendió de su abuelo, Zvi Arie Grün, sus primeras palabras en hebreo cuando apenas contaba tres años. Zvi Arie Grün, que hablaba también polaco y alemán, daba consejos legales a quienes se peleaban con la administración zarista.

En aquella época, vivían muchos judíos en esta zona de Polonia. Con frecuencia eran mayoría en los pueblos, como sucedía en Płońsk, donde 5.000 de sus 8.000 habitantes eran judíos. Cerca de la que fue su casa, ahora está la Plaza de David Ben-Gurion con un monumento, y un Árbol del Recuerdo. Cuando residía allí había cerca una sinagoga.

En 1900, Ben-Gurión, a quien llamaban entonces Dubcze, fundó en la localidad la organización sionista Ezra, llamada así en honor a Esdras el Escriba, con el fin de estudiar la lengua hebrea y su patrimonio. Hablaban entre ellos en hebreo. Los jóvenes de Ezra se contaron entre los fundadores del partido Poalei Tzion en Polonia. Ben-Gurión fue uno de los creadores de la sección de Płońsk.

A los 20 años, David Ben-Gurión y su amor de juventud, Rachel Nelkin, emigraron a Palestina, entonces bajo el imperio otomano. "Estaban sentados uno al lado del otro con sus amigos, que habían acudido a despedirse de ellos, en el patio de Avigdor Grün, con los brazos cruzados sobre el pecho y expresiones a la vez alegres y serias: ella con un vestido largo con cuello bordado y él con una camisa blanca, una gorra de visera y botas negras. Por encima de los amigos que se habían reunido a su alrededor, Avigdor Grün miraba a la cámara desde la ventana abierta de la casa, y junto a él ondeaba una bandera de Poalei Tzion". Así lo cuenta Michael Bar Zohar en su biografía de Ben-Gurión.

Al parecer no tenía dinero para el viaje en carruaje, pero un cochero accedió a acercarle gratis en la estación. Años más tarde, ya como primer ministro de Israel, decidió saldar simbólicamente su deuda con la ciudad. Envió una moneda que aún se conserva.

Menachem Begin, estudiante en Varsovia

Menachem Begin nació un año antes del estallido de la Primera Guerra Mundial, el 16 de agosto de 1913, en Brest-Litovsk, una ciudad situada a orillas del río Bug con una población de unos 50.000 habitantes. Tres cuartas partes de sus habitantes eran entonces judíos. Aunque está extendida la creencia de que su nombre original era Mieczysław Biegun, ninguno de sus biógrafos lo certifica. Tampoco lo dice su expediente en la Universidad de Varsovia, donde figura como Menachem Begin.

Le inculcaron el sionismo desde niño. También le influyó la educación en Polonia, donde los sentimientos nacionalistas eran muy fuertes en Polonia. "Los alumnos aprendían cómo Polonia había sufrido invasiones y ocupaciones extranjeras y cómo los polacos habían luchado valientemente por su independencia. En aquel entonces, se respiraba en el ambiente un sentimiento de nacionalismo, amor por la patria, orgullo de pertenencia y fe en la supervivencia eterna de la nación. Esto encajaba perfectamente con lo que Menachem había aprendido de su padre sobre la aspiración de construir un Estado judío en Palestina", relata Ofer Grosbard en su biografía.

En 1931 se trasladó de Brest a Varsovia. Vivió en la calle Sierakowska 7, en el barrio de Praga. En el edificio se conserva una placa en recuerdo del primer ministro israelí (1977-1982) y Nobel de la Paz en 1978 por negociar los Acuerdos de Camp David con el egipcio Anuar el Sadat. En Camp David, durante las conversaciones, Begin pasaba el tiempo jugando al ajedrez con Zbigniew Brzeziński, asesor de Carter, con quien hablaba en polaco.

En 1935, se licenció en Derecho en Varsovia. Activo en el movimiento sionista a lo largo de la década de los 30, se convirtió en 1938 en el líder de la rama polaca del movimiento juvenil Betar, dedicado al establecimiento de un Estado judío a ambos lados del río Jordán. Cuando los alemanes invadieron Varsovia en 1939, huyó a Vilna. Sus padres y un hermano murieron en campos de concentración.

Las autoridades soviéticas deportaron a Begin a Siberia en 1940, pero en 1941 fue puesto en libertad y se alistó en el ejército polaco en el exilio, con el que se trasladó a Palestina en 1942. Ahí empezó su vida, primero como líder de Irgún, organización paramilitar sionista, autora del atentado del Hotel Rey David y la matanza de Deir Yassin. Tras crearse el Estado de Israel, Irgún (o Etzel) se disolvió. Begin creó el partido Herut, más tarde el más importante del Likud.

Benzion Netanyahu, el referente de Bibi

Benzion Netanyahu, padre de Benjamin Netanyahu, fue un sionista intransigente conocido sobre todo por la profunda influencia que ejerció sobre su hijo, el actual primer ministro. Benzion insistía en la necesidad de una vigilancia eterna en defensa de los derechos judíos. Muchos vieron en el enfoque del hijo respecto a Irán un reflejo de la sombría visión del mundo de su padre.

Nacido en Varsovia en 1910, cuando Polonia formaba parte del Imperio ruso, Benzion Mileikowsky tenía 10 años cuando su familia se marchó a la Palestina bajo dominio británico. El padre de Benzion, el rabino Nathan Mileikowsky, de origen lituano, cambió pronto el apellido familiar por el hebreo Netanyahu, que significa "Dios ha dado". Recorrió Europa y América exhortando a los judíos a "regresar a Sión".

Benzion estudió historia medieval en la Universidad Hebrea de Jerusalén, donde se licenció en 1933. Desde la década de 1950 hasta la de 1970, los Netanyahu se alternaron entre Israel y Estados Unidos, y Benzion impartió clases en el Dropsie College de Filadelfia, en la Universidad de Denver y en la Universidad de Cornell.

Con el paso del tiempo, trabajó en una tesis novedosa sobre los judíos de la España medieval tardía. La opinión predominante sostenía que los "conversos" seguían siendo judíos en secreto y que, por ello, eran perseguidos por la Inquisición. En Los orígenes de la Inquisición en la España del siglo XV (1995), Benzion argumentó que se trataba de una ilusión romántica: la mayoría aceptaba genuinamente el catolicismo y deseaba asimilarse, pero eran perseguidos por tener sangre judía y por despertar la envidia de los cristianos con su éxito. Los críticos afirmaron que se dejaba llevar por su percepción del Holocausto. Su conclusión era que solo un Estado de Israel podía salvar a los judíos de la diáspora.

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BCP: lucro do Bank Millennium sobe 30% nos primeiros nove meses

O Banco Comercial Português (BCP) informou esta terça-feira 27 de outubro que o Bank Millennium, unidade polaca em que detém 50,1% do capital e que consolida integralmente, registou um lucro líquido de 1.109 milhões de zlótis (259,7 milhões de euros) nos primeiros nove meses de 2026, um aumento de 30% face aos 855 milhões de zlótis (cerca de 200 milhões de euros) do período homólogo.

O BCP atribuiu a evolução positiva à resiliência da margem financeira após a redução significativa das taxas de mercado, ao crescimento das comissões, à manutenção de disciplina de custos e à redução dos encargos com créditos hipotecários denominados em moeda estrangeira, apesar do aumento significativo da taxa efetiva de imposto.

Os custos antes de impostos associados aos créditos hipotecários em moeda estrangeira (francos suíços) caíram 63% nos primeiros nove meses de 2026 face ao período homólogo, mas continuaram a condicionar os resultados do Bank Millennium.

A margem financeira caiu 1% em termos homólogos, embora tenha subido 7% face ao segundo trimestre de 2026. A margem financeira líquida (NIM) fixou-se em 3,54%, contra 4,10% nos primeiros nove meses de 2025. As comissões líquidas aumentaram 9%, os custos operacionais subiram 7%, os proveitos core mantiveram-se estáveis e o resultado operacional recuou 3%.

O rácio de crédito com imparidade (Stage 3) situou-se em 3,6%, contra 4,2% no período homólogo, enquanto o custo do risco foi de 37 pontos base. O rácio de loans-to-deposits estava em 58% em setembro de 2026.

Em termos de capital, o rácio CET1 fixou-se em 13,7% em setembro, o Tier 1 em 16,1% e o rácio de capital total em 20,6%, apoiados pela emissão de AT1 de 1,5 mil milhões de zlótis (cerca de 351 milhões de euros) realizada em janeiro de 2026, por uma emissão subordinada Tier 2 de 500 milhões de euros em maio e pela continuação da geração orgânica de capital.

A carteira de crédito aumentou 11% face ao período homólogo e os depósitos totais de clientes também cresceram 11%, com os recursos fora de balanço a subirem 21%. A nova produção de crédito registou aumentos de 26% no crédito pessoal, 224% no crédito hipotecário, 25% no crédito a empresas e 22% tanto no leasing como no factoring.

No retalho, o número de clientes particulares ativos ultrapassou 3,39 milhões, mais 160 mil do que no período homólogo, com mais de 3,2 milhões de clientes digitais ativos e 95% dos clientes ativos a utilizarem canais digitais. Os depósitos de particulares aumentaram 14% e o crédito a particulares 5%. Nos clientes empresariais, os depósitos de empresas e setor público subiram 3%, o crédito aumentou 25%, os outros créditos e factoring cresceram 33% e o negócio de leasing avançou 11%.

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Una tribu de la Edad del Bronce en Polonia ya comía un cereal traído de China cuando Roma ni siquiera se había fundado

Hacia el año 1590 a.C., más de ochocientos años antes de que Roma existiera siquiera como aldea y con Tutankamón todavía sin nacer, un puñado de personas en el sureste de Polonia empezó a comer un cereal que no era suyo. No procedía de los campos que sus vecinos llevaban generaciones cultivando ni de ninguna […]

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Descubren en Polonia la tumba de una mujer del siglo XVII con prácticas «antivampíricas» nunca antes vistas juntas

Un equipo multidisciplinar de arqueólogos, genetistas, antropólogos y geólogos ha desenterrado en el cementerio de Pień, en el centro-norte de Polonia, una tumba del siglo XVII que desafía todas las normas funerarias de la época. Se trata de la sepultura de una mujer de entre 17 y 19 años, enterrada con dos objetos de hierro […]

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