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Líder da oposição polaca defende saída da Polónia da UE

29 October 2026 at 13:45
Antigo primeiro-ministro, Jaroslaw Kaczynski, exigiu a abolição da Comissão Europeia bem como um novo tratado entre Estados e se tal não for cumprido levanta a possibilidade de um "Polexit".

© Marcin Obara/EPA

"É um método difícil e arriscado, mas a situação é tão crítica que vale a pena recorrer a ele se outros falharem", disse Jaroslaw Kaczynski

Italia e Polonia, una cooperazione che è ossigeno per la difesa europea

29 October 2026 at 10:55

Italia e Polonia: non solo interscambio e spazio, ma la precisa volontà di costruire uno sviluppo, costante e duraturo, delle capacità di difesa, sia alla luce della guerra in Ucraina sia come “doppio uso” del concetto stesso di difesa, ovvero industria e geopolitica. Queste le intenzioni emerse dal sesto forum italo-polacco sulla difesa, da poche ore conclusosi a Varsavia. Un’occasione preziosa sia per metabolizzare i passi già compiuti dai due Paesi in questa particolare strada strategica, sia per raccontare come proseguire un rapporto che, da relazione diplomatica, si è fatto nel corso degli ultimi anni, solida partnership.

Roma e Varsavia, patto di ferro

La cooperazione industriale tra Polonia e Italia celebrata a Varsavia ha visto la presenza di rappresentanti di istituzioni, forze armate e industrie di entrambi i paesi, che hanno animato quello che fino a ieri era denominato Forum italo-polacco aerospaziale, che da semplice vetrina ha ampliato il suo raggio d’azione oltre il settore aerospaziale per includere tecnologie terrestri, marittime e subacquee, nonché soluzioni a duplice uso. Gli organizzatori sono stati l’ambasciata d’Italia a Varsavia, l’Agenzia Ice di Varsavia e la Camera di Commercio e Industria italiana in Polonia (CCIIP). Il partner strategico del Forum è stato il Gruppo Leonardo. La cooperazione italo-polacca come gancio per la sicurezza europea: è questa un’altra traccia programmatica molto interessante per il futuro dei due Paesi, elemento messo in risalto stato da Luca Franchetti Pardo, ambasciatore d’Italia in Polonia, secondo cui proprio l’ampliamento dei temi del Forum, che ora include tecnologie per la difesa e a duplice uso, oltre al settore aerospaziale, riflette la crescente interdipendenza tra sicurezza militare e resilienza civile.

“L’aggressione russa contro l’Ucraina continua a trasformare il nostro modo di pensare alla difesa, di organizzarla e di prepararci alle crisi. Ciò richiede un allineamento tra pensiero strategico e capacità industriali e operative. Italia e Polonia condividono la necessità di proteggere i confini e le infrastrutture chiave, dai porti ai cavi e agli oleodotti nel Mediterraneo e nel Mar Baltico”, ha osservato. In questo senso, dunque, le opportunità di cooperazione coprono una vasta gamma di settori, come la consapevolezza della situazione marittima e sottomarina, la sicurezza informatica e l’innovazione nei sistemi terrestri, aerei e spaziali. “Combinando le competenze di grandi gruppi e piccole e medie imprese specializzate – ha aggiunto il diplomatico – possiamo sviluppare tecnologie, produrre congiuntamente e rafforzare le filiere industriali in entrambi i Paesi. Il Forum promuove il dialogo strategico tra istituzioni, forze armate e industria per tradurre l’analisi delle minacce e le esigenze operative in progetti comuni, contribuendo a costruire una deterrenza credibile e a rafforzare la sicurezza dell’Europa”.

Un sostegno a Bruxelles

Ma come sostenere la difesa europea, anche alla luce del know how italiano? Secondo Roberto Cafiero, direttore dell’ufficio di Varsavia dell’Agenzia Ice numerose sono le opportunità di cooperazione tra aziende polacche e italiane, infatti quest’anno l’Italia si presenta a Varsavia con un messaggio chiaro: la difesa europea ha bisogno di parternariati industriali più solidi, basati sull’innovazione nelle tecnologie a duplice uso. “Gli ambiziosi piani della Polonia per la modernizzazione della difesa – ha spiegato – offrono significative opportunità di cooperazione. L’Italia vanta un settore industriale solido e altamente specializzato, che unisce grandi imprese, piccole e medie imprese innovative e capacità di ricerca, nonché tecnologie con applicazioni sia nel settore civile che in quello della difesa. La partecipazione di 35 aziende e organizzazioni italiane, che rappresentano competenze in settori che spaziano dai processi produttivi avanzati e dall’elettronica ai sistemi autonomi, alle tecnologie marittime e alla protezione delle infrastrutture critiche, riflette sia la diversità delle competenze del nostro settore sia il crescente interesse per il mercato polacco. All’Ice, il nostro obiettivo è molto specifico: trasformare questo interesse in partenariati industriali duraturi. L’ampiezza del Forum crea opportunità di scambio diretto, aiutando le aziende a identificare competenze complementari ed esplorare progetti congiunti”.

Baltico e Mediterraneo

Alla manifestazione hanno partecipato 35 imprese e organizzazioni italiane. Nel 2025 l’interscambio commerciale bilaterale ha superato i 36 miliardi di euro, mentre quello aerospaziale ha raggiunto 677 milioni. Le esportazioni aerospaziali italiane verso la Polonia sono passate da 58 milioni nel 2021 a 364 milioni nel 2025. Per questa ragione, come ha osservato nel suo intervento al VI Italian-Polish Defence & Dual Use Forum di Varsavia, dal deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Loperfido, la sicurezza europea dipende sempre più dalla solidità della nostra industria, dalla capacità tecnologica e dalla cooperazione tra Paesi alleati. “Italia e Polonia hanno le condizioni per rafforzare ulteriormente questo percorso”. Loperfido ha richiamato anche la complementarità strategica dei due Paesi: “Polonia e Italia sono due porte strategiche dell’Europa, affacciate rispettivamente sul Baltico e sul Mediterraneo. Abbiamo responsabilità comuni nella sicurezza del continente e interessi condivisi nello sviluppo delle grandi infrastrutture europee, anche attraverso l’Iniziativa dei Tre Mari”.

De Ben-Gurion a Netanyahu: los dirigentes israelíes vienen de Polonia

27 October 2026 at 23:02
David Ben-Gurion (centro), durante su visita a Płońsk en 1932, junto a miembros de la Liga por Eretz Israel.

En el siglo X los judíos atravesaron tierras polacas como mercaderes. En el Museo Polin de Varsovia se narran los 1.000 años de historia de los judíos polacos. Esa historia saltó por los aires con el Holocausto cometido por los nazis. Pero ese vínculo con la Polonia actual explica por qué gran parte de los dirigentes de Israel tengan vínculos en estas tierras. El primer jefe de Gobierno de Israel, David Ben-Gurión, nació en Płońsk, a unos 70 kilómetros al norte de la capital polaca. El actual primer ministro es hijo de Benzion Netanyahu, historiador medievalista nacido en Varsovia. También tienen raíces en tierras polacas Menachem Begin, Isaac Shamir, Shimon Peres, Isaac Rabin, Ariel Sharon y Chaim Herzog.

De las calles de Płońsk al Estado de Israel

El sueño del Estado judío comenzó en las calles de Płońsk. David Grün lo haría realidad años más tarde ya como David Ben-Gurión. Nació en 1886, hijo de Avigdor Grün, quien le inculcó en el sionismo, entendido como el regreso de los judíos a la tierra de sus antepasados tras casi dos mil años de vida en la diáspora.

En sus memorias, David Ben-Gurión cuenta cómo aprendió de su abuelo, Zvi Arie Grün, sus primeras palabras en hebreo cuando apenas contaba tres años. Zvi Arie Grün, que hablaba también polaco y alemán, daba consejos legales a quienes se peleaban con la administración zarista.

En aquella época, vivían muchos judíos en esta zona de Polonia. Con frecuencia eran mayoría en los pueblos, como sucedía en Płońsk, donde 5.000 de sus 8.000 habitantes eran judíos. Cerca de la que fue su casa, ahora está la Plaza de David Ben-Gurion con un monumento, y un Árbol del Recuerdo. Cuando residía allí había cerca una sinagoga.

En 1900, Ben-Gurión, a quien llamaban entonces Dubcze, fundó en la localidad la organización sionista Ezra, llamada así en honor a Esdras el Escriba, con el fin de estudiar la lengua hebrea y su patrimonio. Hablaban entre ellos en hebreo. Los jóvenes de Ezra se contaron entre los fundadores del partido Poalei Tzion en Polonia. Ben-Gurión fue uno de los creadores de la sección de Płońsk.

A los 20 años, David Ben-Gurión y su amor de juventud, Rachel Nelkin, emigraron a Palestina, entonces bajo el imperio otomano. "Estaban sentados uno al lado del otro con sus amigos, que habían acudido a despedirse de ellos, en el patio de Avigdor Grün, con los brazos cruzados sobre el pecho y expresiones a la vez alegres y serias: ella con un vestido largo con cuello bordado y él con una camisa blanca, una gorra de visera y botas negras. Por encima de los amigos que se habían reunido a su alrededor, Avigdor Grün miraba a la cámara desde la ventana abierta de la casa, y junto a él ondeaba una bandera de Poalei Tzion". Así lo cuenta Michael Bar Zohar en su biografía de Ben-Gurión.

Al parecer no tenía dinero para el viaje en carruaje, pero un cochero accedió a acercarle gratis en la estación. Años más tarde, ya como primer ministro de Israel, decidió saldar simbólicamente su deuda con la ciudad. Envió una moneda que aún se conserva.

Menachem Begin, estudiante en Varsovia

Menachem Begin nació un año antes del estallido de la Primera Guerra Mundial, el 16 de agosto de 1913, en Brest-Litovsk, una ciudad situada a orillas del río Bug con una población de unos 50.000 habitantes. Tres cuartas partes de sus habitantes eran entonces judíos. Aunque está extendida la creencia de que su nombre original era Mieczysław Biegun, ninguno de sus biógrafos lo certifica. Tampoco lo dice su expediente en la Universidad de Varsovia, donde figura como Menachem Begin.

Le inculcaron el sionismo desde niño. También le influyó la educación en Polonia, donde los sentimientos nacionalistas eran muy fuertes en Polonia. "Los alumnos aprendían cómo Polonia había sufrido invasiones y ocupaciones extranjeras y cómo los polacos habían luchado valientemente por su independencia. En aquel entonces, se respiraba en el ambiente un sentimiento de nacionalismo, amor por la patria, orgullo de pertenencia y fe en la supervivencia eterna de la nación. Esto encajaba perfectamente con lo que Menachem había aprendido de su padre sobre la aspiración de construir un Estado judío en Palestina", relata Ofer Grosbard en su biografía.

En 1931 se trasladó de Brest a Varsovia. Vivió en la calle Sierakowska 7, en el barrio de Praga. En el edificio se conserva una placa en recuerdo del primer ministro israelí (1977-1982) y Nobel de la Paz en 1978 por negociar los Acuerdos de Camp David con el egipcio Anuar el Sadat. En Camp David, durante las conversaciones, Begin pasaba el tiempo jugando al ajedrez con Zbigniew Brzeziński, asesor de Carter, con quien hablaba en polaco.

En 1935, se licenció en Derecho en Varsovia. Activo en el movimiento sionista a lo largo de la década de los 30, se convirtió en 1938 en el líder de la rama polaca del movimiento juvenil Betar, dedicado al establecimiento de un Estado judío a ambos lados del río Jordán. Cuando los alemanes invadieron Varsovia en 1939, huyó a Vilna. Sus padres y un hermano murieron en campos de concentración.

Las autoridades soviéticas deportaron a Begin a Siberia en 1940, pero en 1941 fue puesto en libertad y se alistó en el ejército polaco en el exilio, con el que se trasladó a Palestina en 1942. Ahí empezó su vida, primero como líder de Irgún, organización paramilitar sionista, autora del atentado del Hotel Rey David y la matanza de Deir Yassin. Tras crearse el Estado de Israel, Irgún (o Etzel) se disolvió. Begin creó el partido Herut, más tarde el más importante del Likud.

Benzion Netanyahu, el referente de Bibi

Benzion Netanyahu, padre de Benjamin Netanyahu, fue un sionista intransigente conocido sobre todo por la profunda influencia que ejerció sobre su hijo, el actual primer ministro. Benzion insistía en la necesidad de una vigilancia eterna en defensa de los derechos judíos. Muchos vieron en el enfoque del hijo respecto a Irán un reflejo de la sombría visión del mundo de su padre.

Nacido en Varsovia en 1910, cuando Polonia formaba parte del Imperio ruso, Benzion Mileikowsky tenía 10 años cuando su familia se marchó a la Palestina bajo dominio británico. El padre de Benzion, el rabino Nathan Mileikowsky, de origen lituano, cambió pronto el apellido familiar por el hebreo Netanyahu, que significa "Dios ha dado". Recorrió Europa y América exhortando a los judíos a "regresar a Sión".

Benzion estudió historia medieval en la Universidad Hebrea de Jerusalén, donde se licenció en 1933. Desde la década de 1950 hasta la de 1970, los Netanyahu se alternaron entre Israel y Estados Unidos, y Benzion impartió clases en el Dropsie College de Filadelfia, en la Universidad de Denver y en la Universidad de Cornell.

Con el paso del tiempo, trabajó en una tesis novedosa sobre los judíos de la España medieval tardía. La opinión predominante sostenía que los "conversos" seguían siendo judíos en secreto y que, por ello, eran perseguidos por la Inquisición. En Los orígenes de la Inquisición en la España del siglo XV (1995), Benzion argumentó que se trataba de una ilusión romántica: la mayoría aceptaba genuinamente el catolicismo y deseaba asimilarse, pero eran perseguidos por tener sangre judía y por despertar la envidia de los cristianos con su éxito. Los críticos afirmaron que se dejaba llevar por su percepción del Holocausto. Su conclusión era que solo un Estado de Israel podía salvar a los judíos de la diáspora.

BCP: lucro do Bank Millennium sobe 30% nos primeiros nove meses

27 October 2026 at 08:07

O Banco Comercial Português (BCP) informou esta terça-feira 27 de outubro que o Bank Millennium, unidade polaca em que detém 50,1% do capital e que consolida integralmente, registou um lucro líquido de 1.109 milhões de zlótis (259,7 milhões de euros) nos primeiros nove meses de 2026, um aumento de 30% face aos 855 milhões de zlótis (cerca de 200 milhões de euros) do período homólogo.

O BCP atribuiu a evolução positiva à resiliência da margem financeira após a redução significativa das taxas de mercado, ao crescimento das comissões, à manutenção de disciplina de custos e à redução dos encargos com créditos hipotecários denominados em moeda estrangeira, apesar do aumento significativo da taxa efetiva de imposto.

Os custos antes de impostos associados aos créditos hipotecários em moeda estrangeira (francos suíços) caíram 63% nos primeiros nove meses de 2026 face ao período homólogo, mas continuaram a condicionar os resultados do Bank Millennium.

A margem financeira caiu 1% em termos homólogos, embora tenha subido 7% face ao segundo trimestre de 2026. A margem financeira líquida (NIM) fixou-se em 3,54%, contra 4,10% nos primeiros nove meses de 2025. As comissões líquidas aumentaram 9%, os custos operacionais subiram 7%, os proveitos core mantiveram-se estáveis e o resultado operacional recuou 3%.

O rácio de crédito com imparidade (Stage 3) situou-se em 3,6%, contra 4,2% no período homólogo, enquanto o custo do risco foi de 37 pontos base. O rácio de loans-to-deposits estava em 58% em setembro de 2026.

Em termos de capital, o rácio CET1 fixou-se em 13,7% em setembro, o Tier 1 em 16,1% e o rácio de capital total em 20,6%, apoiados pela emissão de AT1 de 1,5 mil milhões de zlótis (cerca de 351 milhões de euros) realizada em janeiro de 2026, por uma emissão subordinada Tier 2 de 500 milhões de euros em maio e pela continuação da geração orgânica de capital.

A carteira de crédito aumentou 11% face ao período homólogo e os depósitos totais de clientes também cresceram 11%, com os recursos fora de balanço a subirem 21%. A nova produção de crédito registou aumentos de 26% no crédito pessoal, 224% no crédito hipotecário, 25% no crédito a empresas e 22% tanto no leasing como no factoring.

No retalho, o número de clientes particulares ativos ultrapassou 3,39 milhões, mais 160 mil do que no período homólogo, com mais de 3,2 milhões de clientes digitais ativos e 95% dos clientes ativos a utilizarem canais digitais. Os depósitos de particulares aumentaram 14% e o crédito a particulares 5%. Nos clientes empresariais, os depósitos de empresas e setor público subiram 3%, o crédito aumentou 25%, os outros créditos e factoring cresceram 33% e o negócio de leasing avançou 11%.

Jovens na Polónia são mais resistentes a anúncios com IA

22 October 2026 at 14:24
73% dos jovens polacos dizem que a presença de avisos a dar conta de que um anúncio foi criado com recurso a IA fazem reduzir a confiança na marca. Ainda, editora reconhece uso de IA em romance.

Rússia ameaça usar todos os meios para defender Kaliningrado

16 October 2026 at 18:04
Moscovo acusa a Polónia de ter planos para atacar o enclave báltico com HIMARS e F-16. A NATO nega bloqueio, mas Zakharova diz ser "difícil de acreditar".

© MAXIM SHIPENKOV/EPA

A representante da diplomacia russa não apresentou elementos que permitam confirmar a existência dos alegados planos militares polacos

Homem procurado na Polónia detido no Algarve fica preso

15 October 2026 at 22:26
O homem, sem domicílio em território nacional, foi identificado na sequência de uma tentativa de agressão a uma mulher e após a confirmação da sua identidade, foi identificado um pedido de extradição.

© JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR

O Tribunal da Relação de Évora indicou que o homem, também tem de cumprir pena de prisão por ofensas à integridade física graves

Polónia investiga plano de atentado a membros do Governo

11 October 2026 at 12:16
Os alvos seriam o primeiro-ministro, o vice-primeiro-ministro e ministro da Defesa, segundo investigações da polícia polaca. Ameaças ocorrem na sequência de ataques com facas em escolas daquele país.

© RADEK PIETRUSZKA/EPA

Donald Tusk disse que a Polónia regista um "aumento do fascínio pela violência"

Polónia regista 3.º ataque com faca numa escola em 4 dias

10 October 2026 at 16:55
A polícia local diz que agressora não conhecia as três vítimas que atacou, tendo uma delas sido levada para hospital com ferimentos nos braços. Este é o terceiro ataque em quatro dias em Varsóvia.

© Polícia de Varsóvia

Mulher de 21 anos foi detida pela polícia da capital polaca

Una tribu de la Edad del Bronce en Polonia ya comía un cereal traído de China cuando Roma ni siquiera se había fundado

Hacia el año 1590 a.C., más de ochocientos años antes de que Roma existiera siquiera como aldea y con Tutankamón todavía sin nacer, un puñado de personas en el sureste de Polonia empezó a comer un cereal que no era suyo. No procedía de los campos que sus vecinos llevaban generaciones cultivando ni de ninguna […]

Descubren en Polonia la tumba de una mujer del siglo XVII con prácticas «antivampíricas» nunca antes vistas juntas

Un equipo multidisciplinar de arqueólogos, genetistas, antropólogos y geólogos ha desenterrado en el cementerio de Pień, en el centro-norte de Polonia, una tumba del siglo XVII que desafía todas las normas funerarias de la época. Se trata de la sepultura de una mujer de entre 17 y 19 años, enterrada con dos objetos de hierro […]

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