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Corteo a Napoli, bruciato un carro armato di cartone per protesta contro la spesa militare

Un carro armato di cartone – con dei soldi finti e il volto di Giorgia Meloni – è stato dato alle fiamme dai manifestanti del corteo di Napoli contro il carovita e la politica del riarmo. “È un gesto simbolico“, dicono i promotori schierati proprio davanti all’ingresso dell’autostrada in via Reggia di Portici. Di fronte a loro le forze dell’ordine in assetto anti sommossa per impedire l’accesso all’autostrada. Alle spalle degli agenti anche quattro camionette blindate di polizia e carabinieri. Un gruppo di manifestanti sta continuando a percorrere via Reggia di Portici, andando in direzione dell’uscita dell’autostrada.

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Napoli, manifestanti portano cornetti e sfogliatelle alle forze dell’ordine: “Gesto per abbassare le barriere”

Durante la protesta in zona porto, in via Reggia di Portici, a Napoli alcuni manifestanti hanno deciso di portare cornetti, graffe e sfogliatelle alle forze dell’ordine in servizio. A parlare è proprio uno dei manifestanti: “Sì, abbiamo deciso di portare sfogliatelle, cornetti, graffe alle forze dell’ordine. È un gesto che serve per abbassare le barriere. Abbiamo visto tante cose brutte nelle manifestazioni, hanno usato tanta violenza per screditare le cose che portavamo in piazza e non è una cosa giusta“, spiega l’intervistato. “La maggior parte siamo tutte brave persone, lavoriamo, andiamo all’università e abbiamo i nostri problemi. E non dobbiamo prendercela con le forze dell’ordine, perché anche loro fanno benzina, fanno la spesa, hanno i figli. E come dicevo prima, sono angeli, perché comunque ci tutelano, mettono tutto in sicurezza. E quindi dobbiamo abbassare un po’ questa barriera d’odio che si è creata. Grazie mille”, ha concluso.

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Napoli, bruciate le immagini di Meloni e Bernini durante lo sciopero generale

Bruciate le immagini di Meloni e Bernini a Napoli durante lo sciopero generale. Gli studenti e le studentesse del CAU (collettivo autorganizzato universitario), durante il grande corteo regionale indetto dall’unione sindacale di base contro carovita, guerra e carobenzina hanno dato fuoco ad un’immagine rappresentante la premier Giorgia Meloni e la Ministra dell’università Annamaria Bernini mentre stringono le mani del famoso omino simbolo del gioco di società Monopoly.

Gli studenti hanno spiegato le ragioni del loro gesto: “I prezzi dei beni di prima necessità sono triplicati, la benzina è diventata un bene di lusso, i trasporti funzionano sempre peggio, lo stipendio – quando c’è – non basta più, e invece di ricevere risposte concrete dall’attuale governo vediamo solo tappeti rossi alla speculazione edilizia”.

La critica principale mossa dai giovani del CAU è proprio rivolta all’attuale piano di edilizia studentesca voluto dal governo Meloni nel PNRR: “Siamo stufi di continuare ad assistere a politiche di privatizzazione e di definanziamento del settore universitario, paghiamo affitti che raggiungono i 700€ per una camera singola nelle grandi città universitarie e l’unica risposta di questo governo è investire miliardi del PNRR per la costruzione di studentati di lusso privati in cui solo il 30% dei posti è a prezzi calmierati e che coprono meno del 5% del numero di fuorisede in Italia”.

Infine, concludono: “Noi vogliamo una vita degna, una vita bella, chiediamo che il totale degli investimenti PNRR siano destinati alla sola costruzione di studentati pubblici al 100%, un calmiere sui prezzi degli affitti delle nostre città e extra tassazione dei multiproprietari che nelle nostre città posseggono decine di case e le tengono sfitte”.

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Crisi Juventus: la squadra va in ritiro anticipato prima del Napoli. Il confronto tra Carnevali e i calciatori: cosa è successo

La Juventus va in ritiro anticipato in vista della sfida contro il Napoli. I bianconeri lo faranno da domani fino appunto alla gara di domenica sera con il Napoli in programma all’Allianz Stadium, alle 20:45. Una decisione presa dal tecnico Luciano Spalletti – che era stato pesante nel post Genoa nei confronti della squadra – di comune accordo con la società dopo una mattinata molto intensa.

Questa mattina infatti l’ad della Juventus Giovanni Carnevali ha avuto un confronto molto diretto con la squadra, richiamando tutti alle proprie responsabilità verso la proprietà, la società e i tifosi, e ribadendo la fiducia nel gruppo di lavoro, ma sottolineando con grande fermezza come il momento attuale non sia accettabile. La richiesta è stata molto chiara: serve una reazione immediata, forte e concreta. Ora tutti sono chiamati a dare una risposta sul campo, visto il periodo molto complicato, culminato con la sconfitta per 2-0 al “Ferraris” contro la squadra allenata da Daniele De Rossi. La decisione finale è stata quella di andare in ritiro al JHotel a partire da domani, con un giorno di anticipo. Periodo delicato e partita altrettanto delicata quella che i bianconeri si preparano ad affrontare domenica, contro un Napoli galvanizzato dalla vittoria per 1-4 di Monza arrivata nell’infrasettimanale, arrivata dopo il 3-3 contro la Roma dell’ultimo weekend.

La Juventus si trova al momento all’ottavo posto in classifica, con 14 punti, a 11 punti da Inter e Lazio capolista, e già a 6 punti dal quarto posto che vale la Champions League, obiettivo minimo dei bianconeri a inizio anno. La sfida di domenica è già uno spartiacque, anche perché se fino a questo momento Spalletti non è a rischio, una sconfitta (ma anche una non vittoria) contro il Napoli cambierebbe tutto. Spalletti lo sa e deve recuperare innanzitutto il rapporto con la squadra, “vittima” di un attacco proprio da parte del tecnico di Certaldo dopo il Genoa. “Dobbiamo metterci qualcosa in più, ammesso che questi calciatori ce l’abbiano”, ha dichiarato ieri Spalletti, mettendo in discussione le qualità tecniche e di personalità dei calciatori.

Uno sfogo arrivato dopo una serie di frasi già pesanti nelle precedenti conferenze stampa e dopo lo sfogo di qualche settimana fa di Gleison Bremer, che aveva puntato il dito contro i compagni. Intanto è arrivata una sola vittoria nelle ultime quattro sfide tra campionato ed Europa League. Poco per una squadra come la Juve. Serve invertire la rotta già domenica o arriveranno inevitabilmente le prime conseguenze.

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“Bisogna mettere qualcosa in più, sempre che questi calciatori ce l’abbiano”: l’accusa di Spalletti. La sua Juve non c’è più

Non è ironica per niente, la sorte. Ma definire ‘agghiacciante’, parola guarda un po’ di contiana memoria, la tremenda sconfitta subita dalla Juventus contro il Genoa è, in effetti, abbastanza ironico. Basta un rapidissimo sguardo alle statistiche per attribuire tutti i meriti di questo 2-0 alla formazione di De Rossi, che contro quella di Spalletti ha giocato una grande partita. Maggiore distanza coperta, solo tre tiri in meno degli avversari, un expected goal (fonte Sofascore) di 1.01 contro 1.26 dei bianconeri e una maggiore copertura di campo. Di fatto, è stata una partita giocata alla pari. E senza nulla togliere ai rossoblù, la classifica impone una riflessione: la Juventus è davvero questa?

È ovvio, la riposta è no. Non può essere così. Ma Spalletti a fine partita è stato chiaro: “Penso di essere ancora l’uomo giusto per risollevare questo gruppo”. Di fatto, un anno dopo il suo arrivo, la Juventus sembra aver fatto dei passi indietro paurosi. E la panchina scotta, non può essere altrimenti. Spalletti, questo, lo sa molto bene e non l’ha minimamente nascosto. I problemi sono diversi e partono da uno spogliatoio che appare scollato: prima, la rabbia di Conceiçao sostituito nella partita contro il Celta; poi, le parole di Bremer che ha criticato pubblicamente il gruppo dopo il 3-0 subìto contro la Lazio, facendo arrabbiare l’allenatore; quindi le considerazioni dello stesso Spalletti, che ha parlato di poca personalità e poca voglia di emergere. “Dobbiamo metterci qualcosa in più, ammesso che questi calciatori ce l’abbiano”, ha dichiarato ieri Spalletti.

La Juve appare in crisi e molto discontinua: gli errori individuali, clamorosi, che hanno portato alle reti degli avversari (con Cambiaso e Kalulu a emergere in negativo più di tutti), sono segno di una distrazione che in Serie A, non solo in casa bianconera, non ci si può permettere. E fa specie pensare che in nove partite, la Juve abbia preso sì 10 gol, ma con 4 clean sheet: sono il segno di una mancanza di continuità che non può appartenere a chi punta come minimo al quarto posto. Che al momento, sembra proprio un’utopia.

La sensazione è che la partita persa contro il Genoa abbia aperto una voragine, che Spalletti dovrà colmare il prima possibile, onde evitare scenari peggiori. E la partita contro il Napoli di domenica prossima sembra proprio lo spartiacque peggiore che potesse capitare: la squadra di Allegri, pure molto altalenante, cerca una conferma dopo il buon 4-1 rifilato al Monza. Chi perde, resta indietro e rischia di staccarsi troppo dal vertice. Chi vince, invece, si rilancia. In casa Juve, intanto, le riflessioni continuano e una sconfitta potrebbe essere davvero esiziale per l’allenatore toscano. Che i bianconeri, l’anno scorso, li ha risollevati anche solo in parte, facendo un discreto lavoro da subentrato. Ma ora è tutto in mano a lui.

Serie A, la Juventus perde ancora: la nuova classifica

1. Inter — 25 punti
2. Lazio — 25 punti
3. Roma — 21 punti
4. Como — 20 punti
5. Milan — 18 punti
6. Napoli — 14 punti
7. Frosinone — 14 punti
8. Juventus — 14 punti
9. Torino — 13 punti
10. Cagliari — 13 punti
11. Bologna — 11 punti
12. Atalanta — 10 punti
13. Genoa — 10 punti
14. Lecce — 9 punti
15. Sassuolo — 8 punti
16. Monza — 7 punti
17. Udinese — 5 punti
18. Parma — 5 punti
19. Fiorentina — 4 punti
20. Venezia — 3 punti

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Napoli, piccola scossa e poker servito: il Monza va ko, le sconfitte di Milan e Juve aiutano Allegri

Il Napoli torna a vincere e lo fa con un netto 4-1 sul campo del Monza. Hojlund apre le marcature, Politano, Rafa Marin e De Bruyne chiudono i conti nella ripresa. Gli azzurri salgono a 14 punti, agganciano la Juventus e approfittano anche della sconfitta del Milan.

Politano rompe l’equilibrio dopo il pareggio di Varela, Rafa Marin e De Bruyne completano il poker

Quattro gol al Monza, tre punti in classifica e due rivali che perdono terreno. Al Napoli serviva una serata così, soprattutto dopo la sconfitta contro il Venezia e il pareggio con la Roma. Gli azzurri tornano alla vittoria battendo 4-1 la squadra di Ivan Juric e approfittano dei passi falsi di Milan e Juventus, sconfitte rispettivamente da Bologna e Genoa. Una piccola scossa per la squadra di Massimiliano Allegri, ancora lontana dalla vetta ma finalmente capace di portare a casa un successo convincente.

Il Napoli parte forte e sblocca subito la partita grazie a un grande Rasmus Hojlund. Al 10′ Di Lorenzo trova il corridoio giusto per il danese, che attacca la profondità e batte Törnqvist con un sinistro preciso. L’attaccante è tra i migliori in campo, lavora per la squadra, crea problemi alla difesa brianzola e nella ripresa va anche vicino alla doppietta. Una prestazione che può dare fiducia al centravanti e a un Napoli che aveva bisogno di ritrovare concretezza davanti alla porta. La partita, però, non è tutta in discesa. Al quarto d’ora gli azzurri perdono Lobotka, costretto a uscire in barella dopo uno scontro con Mangas. Al suo posto entra Gilmour. Il Monza prende coraggio e comincia a rendersi pericoloso soprattutto con Varela, che al 28′ costringe Milinkovic-Savic all’intervento. Il pareggio arriva al 43′, quando il portoghese raccoglie un cross di Robinson dalla sinistra e di testa firma l’1-1, segnando il suo ottavo gol in campionato.

Nella ripresa il Napoli impiega appena tre minuti per tornare avanti. Politano recupera un pallone sulla destra, si accentra e lascia partire un sinistro che si infila sul palo lontano. È il 2-1 che cambia la partita e restituisce sicurezza agli uomini di Allegri, guidati in panchina dal vice Marco Landucci per la squalifica dell’allenatore. Poco dopo Hojlund sfiora il terzo gol, ma Törnqvist riesce a respingere la sua conclusione in angolo. Proprio dal corner successivo arriva il 3-1, con Rafa Marin che stacca di testa sul cross di Politano e batte il portiere del Monza. Il poker porta invece la firma di Kevin De Bruyne, entrato da pochi minuti. Noa Lang premia l’inserimento del belga, che si presenta davanti a Törnqvist e non sbaglia.

Il Monza, dopo aver tenuto testa al Napoli nel primo tempo, non riesce più a reagire e incassa la seconda sconfitta consecutiva, restando fermo a 7 punti. Per gli azzurri, invece, il successo vale il ritorno a quota 14, gli stessi della Juventus, battuta 2-0 dal Genoa. Anche il Milan cade a San Siro, sconfitto 4-2 dal Bologna, e rimane a 18 punti. Il Napoli recupera terreno sulle due rivali, ma resta a undici punti dalla coppia di testa formata da Inter e Lazio. Il 4-1 di Monza dà una boccata d’ossigeno, senza cancellare le difficoltà delle ultime settimane. Allegri può sorridere per i quattro gol e per la prova di Hojlund, ma dovrà valutare anche le condizioni di Lobotka, uscito per un problema alla caviglia.

Domenica i partenopei saranno attesi proprio dalla Juventus allo Stadium, con Allegri ancora squalificato. Le due squadre ci arrivano appaiate a 14 punti, ma dopo una giornata decisamente diversa: il Napoli con quattro gol segnati, i bianconeri con una sconfitta da riscattare.

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De Bruyne marca, e Napoli goleia o Monza pelo Campeonato Italiano

Pela 9ª rodada da Série A, o Napoli goleou o Monza por 4 a 1, fora de casa, e se recuperou no Campeonato Italiano, onde não vencia há dois jogos e está tendo um início entre altos e baixos.

Os gols do Napoli foram marcados por Hojlund, Politano, Rafa Marín e Kevin de Bruyne. O craque belga saiu do banco e fechou a conta para os napolitanos. O Monza diminuiu com Gustavo Varela.

O Napoli vinha de derrota e empate na Série A, e voltou a vencer no torneio. Os napolitanos chegaram aos 14 pontos e subiram para o 6° lugar, voltando a olhar para o G4.

Já o Monza segue em situação delicada, em 16º, com apenas sete pontos, dois a mais que o Parma, que abre o Z3 da competição.

Próximos jogos

Na próxima rodada, o Napoli visita a Juventus no domingo (1°), no confronto de dois times com 14 pontos cada. Já o Monza visita o Bologna no sábado (31).

Copa Sul-Americana: conheça todos os campeões do torneio

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L’aereo EasyJet atterra a Berlino, ma in stiva non c’è neanche una valigia: “Tutti i bagagli lasciati a Napoli per carenza di carburante”. La scoperta choc dei passeggeri all’arrivo

Il volo è arrivato a destinazione senza intoppi, ma quando i passeggeri si sono radunati davanti ai nastri di riconsegna, ad attenderli c’è stata un’amara sorpresa: l’aereo era completamente vuoto. Nessun bagaglio da stiva era stato caricato a bordo del volo Easyjet EJU5054 decollato giovedì della scorsa settimana dall’aeroporto di Napoli Capodichino e diretto a Berlino. La motivazione fornita dalla compagnia aerea britannica, riportata dal quotidiano tedesco Bild, ha dell’incredibile: un limite di peso imposto da una carenza di carburante.

La macchina è atterrata all’aeroporto di Berlino-Brandeburgo (BER) alle 23:19, rispettando sostanzialmente il ruolino di marcia. I problemi sono iniziati al terminal arrivi. Benjamin Hammerschmidt, un passeggero di Eichwalde intervistato dal quotidiano locale Märkische Oderzeitung (MOZ), ha raccontato che sul tabellone del nastro trasportatore è apparsa quasi subito la scritta “completed” (operazione conclusa), sebbene nessuna valigia fosse stata scaricata. Solo dopo un quarto d’ora di smarrimento collettivo, i viaggiatori hanno appreso la doccia fredda: le stive dell’aereo erano vuote.

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L’albergo che insegnò a Sorrento a guardare il mare

C’è stato un tempo in cui a Sorrento si arrivava, si guardava il golfo e si ripartiva. I viaggiatori europei erano attratti dalla costa, dalla luce, dai luoghi legati a Torquato Tasso, ma la città restava una tappa, non una meta. Poi tutto è cambiato. Lo racconta la docente di Storia del turismo all’Università Federico II di Napoli Annunziata Berrino in Alle origini del turismo. Il Grand Hôtel Vittoria a Sorrento dei Rispoli Fiorentino, in libreria dal 6 novembre per il Mulino.

Tutto comincia con Aniello Rispoli, tra i primi a capire che Sorrento poteva essere un luogo in cui fermarsi, e non soltanto da visitare. La sua intuizione fu quella di dare al panorama un ruolo nuovo. L’albergo venne pensato per i viaggiatori e costruito in rapporto con il mare: posizione, luce, affacci e giardino facevano parte del progetto fin dall’inizio. Oggi scegliere una camera per la vista sembra scontato; mentre allora era una scelta lungimirante, che secondo Berrino anticipava persino la vicina Napoli, già ben inserita negli itinerari del viaggio europeo.

La stessa cura si estendeva a tutto ciò che accadeva fuori dalla camera. Gli ospiti potevano affidarsi all’albergo per organizzare carrozze, barche ed escursioni, accompagnati da persone conosciute e fidate. Cucina, servizio e cura degli spazi completavano un soggiorno pensato per vivere il territorio con agio e sicurezza. Era, in sostanza, un’ospitalità che andava già oltre il semplice pernottamento.

Attingendo a documenti d’archivio e pubblicazioni dell’epoca, Berrino segue poi il passaggio di quella visione alla famiglia Fiorentino, che ne raccolse l’eredità e ha guidato l’albergo attraverso le generazioni. Oggi, alla sesta, la famiglia continua a gestirlo, e l’Excelsior Vittoria resta uno dei rari grandi alberghi storici italiani rimasti nelle mani della stessa famiglia dal 1834.

Chi ci entra oggi trova un cinque stelle lusso, membro di The Leading Hotels of the World, arroccato sulla scogliera davanti al Golfo di Napoli e al Vesuvio. La tradizione vuole che sotto la proprietà si trovino i resti di una villa dell’imperatore Augusto, e il passato si mostra ovunque: nelle colonne settecentesche, nei soffitti affrescati, negli arredi d’epoca. Le ottanta camere, di cui quarantanove suite, si dividono tra tre edifici, La Vittoria, La Favorita e La Rivale, immersi in un parco di due ettari tra agrumi e ulivi. Un ascensore porta gli ospiti direttamente dal porto all’albergo, comodità che i viaggiatori dell’Ottocento non avrebbero potuto immaginare.

Courtesy of Grand Hotel Excelsior Vittoria

Eppure molti di loro sono passati di qui. Tra gli ospiti illustri ci sono stati Richard Wagner e Oscar Wilde, ma la storia più celebre è quella di Enrico Caruso, che vi soggiornò nel 1921, pochi mesi prima di morire. La sua suite è rimasta com’era, con il pianoforte, la lavagna, le lettere e le fotografie del tenore. Nel 1986 proprio in quella stanza dormì Lucio Dalla, che lì compose Caruso, una delle canzoni italiane più conosciute al mondo. Oggi anche il cantautore ha una suite a lui intitolata, e la Terrazza Vittoria, con il tramonto davanti al Vesuvio, è diventata il luogo simbolo di quella canzone.

L’attenzione all’accoglienza descritta nel libro si ritrova anche nel presente. La cucina è affidata all’Executive Chef Antonino Montefusco, che guida il ristorante stellato Terrazza Bosquet, l’Orangerie nell’aranceto accanto alla piscina e la Terrazza Vittoria, con ingredienti della Penisola Sorrentina e dell’orto dell’albergo. Nella serra ottocentesca è nata la spa La Serra, mentre lo champagne bar La Pergola si apre sulla piazza e sul mare sotto un glicine secolare.

E il legame con la storia del turismo non è soltanto un racconto: l’hotel ospita infatti una sala del Museo del Turismo e sostiene il FAI come Corporate Golden Donor. Il libro di Berrino restituisce la sua profondità, mostrando come l’attenzione al panorama, al servizio e al territorio fosse già scritta nel progetto originario, quando Sorrento stava ancora imparando a diventare una destinazione turistica.

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“Stamattina ho deciso di rinunciare al ricorso. Non si sa mai, magari invece di 2 ne prendo 4”: così Allegri

“C’è poco da dire, tanto ormai è successa. Stamattina ho deciso di rinunciare al ricorso, non si sa mai, magari invece di 2 ne prendo 4″. A parlare è Massimiliano Allegri, allenatore del Napoli, alla vigilia della sfida contro il Monza in programma domani, mercoledì 28 ottobre, alle 20:45. Il riferimento è all’espulsione ricevuta nella partita di domenica contro il Napoli, pareggiata per 3-3. Allegri aveva contestato il cartellino rosso ricevuto, arrivato per le proteste dopo il gol 3 a 3 della Roma: Beukema era rimasto a terra, anche se le immagini hanno successivamente mostrato che il difensore del Napoli ha simulato. “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace”, aveva spiegato Allegri a Dazn nell’immediato post gara. “Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“.

Allegri non sarà presente né domani, 28 ottobre, per la trasferta in casa del Monza e soprattutto domenica 1 novembre quando gli azzurri affronteranno la Juventus all’Allianz Stadium. “Il dispiacere più grosso non è la squalifica ma che non abbiamo portato a casa i tre punti dopo una buona partita, il resto sono tutte chiacchiere“, ha spiegato Allegri che ha poi voluto mettere un punto alla questione. “Gasperini? Non ho sentito quello che ha detto, poi le frasi riportate possono essere sbagliate. Voglio che questa cosa sia chiusa. Non si cambiano squalifiche e risultato. C’è un dato di fatto, siamo indietro in classifica. Dobbiamo migliorare in alcune fasi della partita dove pecchiamo“, ha concluso Allegri.

Allegri si è poi concentrato sull’analisi della partita: “I giocatori stanno migliorando la condizione, diversi sono stati fermi per due mesi, McTominay, Anguissa, Alisson fra dentro e fuori, Neres s’è fermato, ora anche Badiashile. Dobbiamo recuperare chi è fuori e migliorare la condizione di chi ha giocato meno“, ha aggiunto. E ancora: “De Bruyne è straordinariamente bravo a giocare a 50 metri, ma non può giocare tutte le partite, come le altre, poi i cambi diventano fondamentali“.

Parlando del prossimo avversario. “Il Monza ha fatto 15 gol, noi dobbiamo migliorare dei dati, nei primi tempi abbiamo subito solo due reti e nel secondo tempo otto. Quindi quelli sono dati su cui migliorare e capire che in certi momenti bisogna essere più bravi, ci sono i momenti in cui le cose ti vanno meno bene e devi alzare l’asticella“, ha detto Allegri. “Con la Roma abbiamo fatto una buona gara, bisogna fare meglio nella distribuzione del gioco, soprattutto in certi momenti“, ha aggiunto. Nelle ultime due gare Allegri ha cambiato tatticamente la squadra. “Se davanti alla difesa gioca Lobotka ha delle caratteristiche da sfruttare, è un ottimo giocatore, se ci gioca Gilmour è già diverso, con De Bruyne è più verticale, cambia il campo in un attimo, ma è questione di caratteristiche“, ha concluso Allegri.

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I vannacciani si ritrovano in un convento napoletano. I religiosi si dissociano: “Il Vangelo si fonda sull’accoglienza dello straniero”

A Napoli le porte del convento si aprono alla politica, ma non per questo i padroni di casa ne condividono le idee. Tutt’altro. Nel Rione Sanità, il Complesso Monumentale Vincenziano ospita l’iniziativa di Futuro nazionale, eppure i missionari hanno voluto mettere nero su bianco, preventivamente, che concedere una sala non significa sottoscrivere le posizioni degli ospiti. A riportare la notizia è Repubblica Napoli.

L’appuntamento, intitolato “Destra Sociale per Futuro Nazionale”, ha come ospite Gianni Alemanno, già sindaco di Roma, che lo scorso maggio ha accompagnato l’ingresso di Indipendenza nella formazione di Vannacci. Ad accoglierlo ci sono i referenti campani del partito: Enzo Perez, Mimmo De Mattia, il coordinatore provinciale Ciro Borriello e quello regionale Lello Di Capua.

Alla vigilia della riunione, i missionari vincenziani hanno diffuso una nota per spiegare che la disponibilità degli ambienti rientra nella consueta apertura a iniziative culturali, civiche e associative. Tuttavia non c’è alcun sostegno politico né un avallo alle idee dei partecipanti, dal momento che i missionari escludono di poter essere associati a messaggi o proposte incompatibili con il Vangelo e con la dottrina sociale della Chiesa. Richiamano quindi l’eredità di San Vincenzo de’ Paoli: “Il nostro impegno sociale nasce dal Vangelo, non da un’appartenenza ideologica”, scrivono, indicando nell’accoglienza di migranti e stranieri, nella tutela della dignità di ogni persona e nell’aiuto ai più vulnerabili i principi della propria attività. Il passaggio finale è altrettanto esplicito: ogni impostazione che divida le persone o stabilisca chi meriti di essere accolto, sostengono, è incompatibile con la loro idea di carità.

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Serie A, l’Inter la ribalta al 98′, Lazio da record: Napoli-Roma e Atalanta-Frosinone da applausi. Il punto sull’ottava giornata

Inter e Lazio comandano con 22 punti dopo otto giornate. I nerazzurri ribaltano la Fiorentina nel recupero, la squadra di Gattuso batte il Parma. Il Milan raggiunge la Roma al terzo posto, il Como sale a 17. Spettacolo a Napoli e Bergamo, con 14 gol complessivi nelle due partite.

Inter e Lazio a quota 22, rimonta folle a San Siro: sei gol tra Napoli e Roma, otto a Bergamo

La Serie A continua a regalare gol e spettacolo, con 34 reti nell’ottava giornata e due squadre che provano a scappare. Inter e Lazio hanno conquistato 22 punti sui 24 disponibili, sette vittorie e un pareggio a testa, restando ancora imbattute. La squadra di Chivu completa una rimonta incredibile contro la Fiorentina, segnando due volte nel recupero, mentre i biancocelesti di Gattuso superano il Parma e confermano il miglior avvio della propria storia. Alle loro spalle la Roma si fa raggiungere dal Milan a quota 18. I giallorossi pareggiano 3-3 a Napoli con una doppietta di Balerdi, i rossoneri vincono 2-0 a Udine grazie a Pulisic e Hutchinson. Il Como di Fabregas continua la sua scalata e si prende il quinto posto, a una sola lunghezza dalle due inseguitrici.

La partita più folle arriva però da Bergamo, dove Atalanta e Frosinone danno vita a un incredibile 4-4. Doppiette di Krstovic e Schmid, tre assist di Ghedjemis e continui ribaltamenti di risultato. La Juventus si rialza dopo la batosta contro la Lazio, il Torino continua a vincere, mentre Cagliari, Fiorentina e Udinese confermano le difficoltà delle ultime settimane.

Serie A, tutti i risultati dell’ottava giornata

Torino-Monza 3-2

Cagliari-Bologna 0-2

Como-Sassuolo 2-0

Napoli-Roma 3-3

Lazio-Parma 2-1

Inter-Fiorentina 2-1

Atalanta-Frosinone 4-4

Genoa-Venezia 1-0

Lecce-Juventus 0-2

Udinese-Milan 0-2

Torino-Monza 3-2, Belghali e Vlasic trascinano Abate: terza vittoria consecutiva per i granata

Il Torino di Abate continua a correre e conquista la terza vittoria consecutiva, superando un Monza mai domo. Fitz-Jim sblocca la partita al 39′ con il suo primo gol in Serie A, ma a inizio ripresa un errore di Comuzzo regala a Varela il pallone del pareggio. L’attaccante brianzolo raggiunge quota 7 gol in campionato, gli stessi del capocannoniere Raimondo. A riportare avanti i granata ci pensa Belghali con uno splendido tiro a giro, prima del tris firmato da Vlasic. Nel recupero l’autorete di Patterson rende meno amaro il risultato per il Monza. Il Torino sale a 13 punti, agganciando il Cagliari, mentre la squadra di Juric resta a quota 7.

Cagliari-Bologna 0-2, Casale e Bernardeschi affondano Pisacane: i sardi non sanno più vincere

Il Cagliari dei miracoli sembra aver smarrito la magia delle prime giornate. Dopo i quattro gol incassati a Monza, arriva un’altra sconfitta, questa volta in casa contro il Bologna. A decidere la partita sono Casale, che sblocca il risultato nella ripresa con un colpo di testa su calcio d’angolo, e Bernardeschi, freddo dal dischetto per il definitivo 2-0. La squadra di Palladino conquista così la seconda vittoria esterna consecutiva e sale a 8 punti, allontanandosi dalla zona retrocessione. Per Pisacane è invece il secondo ko di fila, con sei gol subiti e nessuno segnato nelle ultime due partite. I sardi restano a quota 13, ma scivolano al nono posto.

Como-Sassuolo 2-0, Douvikas fa doppietta: Fabregas si prende il quinto posto

Il Como continua a fare sul serio e questa volta a trascinarlo è Anastasios Douvikas, autore di una doppietta nella ripresa contro il Sassuolo. Fabregas lascia Nico Paz in panchina per tutti i novanta minuti, ma i lariani riescono comunque a dominare la gara. Nel primo tempo arrivano due gol annullati per fuorigioco e un palo dello stesso attaccante greco, oltre alle parate di Turati. Poi Douvikas si scatena, prima sfruttando un traversone di Caqueret e successivamente un cross di Kaiki. Il Como vince 2-0, sale a 17 punti e conquista il quinto posto, a una sola lunghezza da Roma e Milan. Per il Sassuolo di Aquilani arriva invece la seconda sconfitta consecutiva.

Napoli-Roma 3-3, McTominay e Balerdi fanno doppietta: sei gol e spettacolo al Maradona

Una partita da applausi, con Napoli e Roma che si dividono la posta dopo sei gol e continui colpi di scena. Gli azzurri passano nel primo tempo grazie a una splendida rovesciata di Anguissa, tornato in campo dopo un lungo infortunio, e trovano il raddoppio a inizio ripresa con McTominay. Gasperini cambia la partita dalla panchina: Soulé accorcia con un tiro dalla distanza, poi Balerdi firma il 2-2. Il Napoli torna avanti ancora con McTominay, ma all’89’ è nuovamente Balerdi, questa volta di testa, a fissare il definitivo 3-3. In mezzo anche un palo di Cristante e diversi interventi decisivi di Gollini. La Roma resta imbattuta e sale a 18 punti, mentre il Napoli raggiunge quota 11. Per Allegri il rimpianto di aver sprecato due gol di vantaggio.

Lazio-Parma 2-1, Taylor e un’autorete lanciano Gattuso: sette vittorie nelle prime otto

La Lazio di Gattuso non vuole proprio fermarsi e conquista la settima vittoria nelle prime otto giornate, confermando il miglior avvio di sempre della storia biancoceleste. Il Parma prova a rendere la vita difficile ai padroni di casa, soprattutto con Touré e Romero, ma trova un Mandas attento. Dall’altra parte Isaksen colpisce una traversa e si vede annullare un gol per fuorigioco. A sbloccare la gara ci pensa Taylor al 50′, poi otto minuti più tardi Diego Carlos devia nella propria porta un cross di Nuno Tavares. Nel recupero Lontani accorcia le distanze, troppo tardi per completare la rimonta. La Lazio sale a 22 punti insieme all’Inter, mentre il Parma resta penultimo a quota 4.

Inter-Fiorentina 2-1, Thuram e Zielinski la ribaltano nel recupero: Chivu vince una partita folle

La pazza Inter colpisce ancora e questa volta lo fa nel modo più incredibile, ribaltando la Fiorentina con due gol nel recupero. Per buona parte della partita i nerazzurri sbattono contro un grande De Gea, mentre Carlos Augusto colpisce addirittura due traverse. Al 65′ arriva la beffa, con Jimenez che porta avanti la Viola con uno splendido destro dalla distanza. La squadra di Chivu continua però a spingere e al 91′ trova il pareggio con Thuram. Quando il risultato sembra ormai scritto, è ancora il francese a conquistare il calcio di rigore che Zielinski trasforma al 98′, facendo esplodere San Siro. L’Inter sale a 22 punti e resta in vetta insieme alla Lazio, mentre la Fiorentina incassa la terza sconfitta consecutiva e rimane terzultima con appena 4 punti. Una vittoria da pazza Inter, una sconfitta che fa malissimo alla squadra di Vanoli.

Atalanta-Frosinone 4-4, Krstovic e Schmid fanno doppietta: otto gol, tre assist di Ghedjemis. Che spettacolo!

Otto gol, due doppiette e una partita assolutamente folle a Bergamo. Atalanta e Frosinone danno vita al match più spettacolare dell’ottava giornata, con continui ribaltamenti di risultato e difese decisamente rivedibili. I ciociari passano dopo appena 26 secondi grazie a Schmid, che approfitta di un clamoroso errore di Ederson. Krstovic pareggia, ma è ancora Schmid a riportare avanti la squadra di Alvini. Il brasiliano dell’Atalanta si riscatta dal dischetto e Krstovic firma il 3-2 prima dell’intervallo. Nella ripresa Calò trova subito il pareggio, Elmas riporta avanti la Dea e all’82’ Terzic firma il definitivo 4-4. Da applausi anche Ghedjemis, autore di tre assist. Il Frosinone sale a 14 punti, gli stessi della Juventus, mentre l’Atalanta resta undicesima a quota 10. Sarri si gode il solito Krstovic, ma deve fare i conti con una difesa che ha già subito 15 gol in otto partite.

Genoa-Venezia 1-0, Ellertsson punisce la sua ex squadra: Bijlow salva De Rossi

Il Genoa conquista tre punti preziosi per allontanarsi dalla zona retrocessione e lo fa grazie a un ex. A decidere la partita è Ellertsson, che al 25′ trova uno splendido sinistro dalla distanza e batte il Venezia, squadra nella quale aveva giocato per tre stagioni. I lagunari provano a reagire e sfiorano più volte il pareggio, ma devono fare i conti con un Bijlow decisivo, prima su Yeboah e poi nel recupero su Adams. La squadra di De Rossi conquista così la seconda vittoria casalinga consecutiva e sale a 7 punti, raggiungendo il Monza. Per il Venezia, dopo l’impresa contro il Napoli, arriva invece la settima sconfitta in otto giornate. Nicola resta ultimo con appena 3 punti.

Lecce-Juventus 0-2, Douglas Luiz fa gol e assist: Spalletti si rialza dopo la batosta con la Lazio

La Juventus reagisce alla pesante sconfitta contro la Lazio e torna a vincere, superando 2-0 il Lecce al Via del Mare. A trascinare i bianconeri è Douglas Luiz, protagonista con un assist e un gol. Il brasiliano serve McKennie su calcio di punizione per il vantaggio alla mezz’ora, poi al 41′ trova personalmente il raddoppio con una conclusione precisa nell’angolo basso. Spalletti schiera per la prima volta dall’inizio la coppia Woltemade-Kolo Muani, ma a decidere sono ancora i centrocampisti. Nella ripresa il Lecce prova a reagire senza però creare grandi problemi a Vicario, che conquista il quarto clean sheet stagionale. La Juventus sale a 14 punti, agganciando il Frosinone al sesto posto, mentre i salentini restano fermi a quota 9.

Udinese-Milan 0-2, Pulisic e Hutchinson regalano il terzo posto ad Amorim: friulani sempre più in crisi

Il Milan risponde alle vittorie di Inter e Lazio e passa 2-0 a Udine, raggiungendo la Roma al terzo posto. A sbloccare subito la gara è Pulisic, che dopo pochi minuti sfrutta una punizione battuta rapidamente da Modric e supera Okoye. I rossoneri controllano la partita senza concedere quasi nulla, poi nella ripresa arriva il raddoppio di Hutchinson, alla sua prima rete in Serie A, dopo una corta respinta del portiere friulano. Ramos sfiora anche il tris, ma Okoye devia il suo tiro sulla traversa, mentre Maignan evita il gol di Davis nel finale. La squadra di Amorim resta imbattuta in campionato, sale a 18 punti e si porta a quattro lunghezze dalle capolista. Situazione sempre più nera per l’Udinese di Runjaic, che incassa la sesta sconfitta consecutiva e resta a quota 4.

La Classifica Serie A dopo l’8ª giornata

  1. Inter – 22 punti | GF 23 | GS 10 | DR +13
  2. Lazio – 22 punti | GF 16 | GS 5 | DR +11
  3. Roma – 18 punti | GF 19 | GS 6 | DR +13
  4. Milan – 18 punti | GF 16 | GS 7 | DR +9
  5. Como – 17 punti | GF 14 | GS 7 | DR +7
  6. Frosinone – 14 punti | GF 17 | GS 13 | DR +4
  7. Juventus – 14 punti | GF 11 | GS 8 | DR +3
  8. Torino – 13 punti | GF 13 | GS 11 | DR +2
  9. Cagliari – 13 punti | GF 6 | GS 9 | DR -3
  10. Napoli – 11 punti | GF 13 | GS 10 | DR +3
  11. Atalanta – 10 punti | GF 14 | GS 15 | DR -1
  12. Lecce – 9 punti | GF 9 | GS 14 | DR -5
  13. Bologna – 8 punti | GF 8 | GS 10 | DR -2
  14. Sassuolo – 8 punti | GF 12 | GS 16 | DR -4
  15. Monza – 7 punti | GF 15 | GS 18 | DR -3
  16. Genoa – 7 punti | GF 6 | GS 13 | DR -7
  17. Udinese – 4 punti | GF 9 | GS 18 | DR -9
  18. Fiorentina – 4 punti | GF 9 | GS 19 | DR -10
  19. Parma – 4 punti | GF 5 | GS 15 | DR -10
  20. Venezia – 3 punti | GF 6 | GS 17 | DR -11

Inter e Lazio provano la fuga, il Como sogna in grande: Napoli e Atalanta lontane dalla vetta

Dopo otto giornate, Inter e Lazio comandano con 22 punti, quattro in più di Roma e Milan e cinque sul Como. La squadra di Chivu può vantare il miglior attacco della Serie A con 23 gol segnati, mentre quella di Gattuso ha la miglior difesa con appena 5 reti subite. Numeri che spiegano perché le due capolista, ancora imbattute, stiano iniziando a prendere il largo. L’Inter continua a vincere anche soffrendo, la Lazio ha ormai trasformato quella che sembrava una partenza sorprendente in una vera e propria candidatura per le prime posizioni.

Il Milan di Amorim resta una delle quattro squadre ancora imbattute insieme a Inter, Lazio e Roma, ma con cinque vittorie e tre pareggi ha già lasciato sei punti per strada. La Roma di Gasperini, dopo il pareggio spettacolare di Napoli, mantiene il terzo posto per la miglior differenza reti. Alle loro spalle continua la favola del Como di Fabregas, quinto con 17 punti e appena una sconfitta stagionale. Il Frosinone resta la grande sorpresa tra le neopromosse, sesto a quota 14 insieme alla Juventus e capace di segnare 17 gol nelle prime otto giornate. A preoccupare sono soprattutto Napoli e Atalanta, rispettivamente decima e undicesima. Gli azzurri di Allegri hanno appena 11 punti, già undici in meno delle capolista, mentre la squadra di Sarri resta a quota 10 con quattro sconfitte e una difesa che concede troppo. La Juventus prova a risalire dopo il successo a Lecce, mentre il Torino di Abate, con tre vittorie consecutive, ha raggiunto quota 13 e scavalcato il Cagliari, reduce da due pesanti sconfitte.

Nella parte bassa, il Bologna sale a 8 punti e il Genoa raggiunge il Monza a quota 7. Restano invece in grande difficoltà Udinese, Fiorentina e Parma, tutte ferme a 4 punti. I friulani hanno perso sei partite consecutive, i viola hanno conquistato una sola vittoria nelle prime otto giornate e i ducali hanno già incassato sei sconfitte. Ultimo il Venezia con 3 punti, che dopo aver battuto clamorosamente il Napoli è tornato a perdere contro il Genoa.

Il campionato riparte subito con il turno infrasettimanale della nona giornata, in programma da martedì 27 a giovedì 29 ottobre. La Lazio sarà impegnata a Sassuolo, l’Inter farà visita al Venezia, mentre Roma e Milan affronteranno rispettivamente Cagliari e Bologna. Per le due capolista un’altra occasione per provare ad allungare sulle inseguitrici.

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Open Fiber connette lo Stadio Maradona con YouCall: la fibra per le dirette di Radio Kiss Kiss Napoli

Open Fiber, rete ultraveloce e collegamento dedicato per supportare le trasmissioni dalla tribuna stampa dello Stadio Diego Armando Maradona

Open Fiber porta la propria rete ultraveloce all’interno dello Stadio “Diego Armando Maradona” di Napoli, dove, grazie alla collaborazione con YouCall, la postazione di Radio Kiss Kiss Napoli in tribuna stampa può contare su una connessione ad alte prestazioni per raccontare in diretta gli appuntamenti ospitati nell’impianto.

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto di digitalizzazione di Napoli realizzato da Open Fiber. La rete a banda ultralarga abilita servizi innovativi per cittadini, imprese e professionisti e rappresenta un’infrastruttura strategica anche per il mondo della comunicazione, dell’informazione e dell’intrattenimento. Per chi racconta in diretta ciò che accade allo stadio, velocità e affidabilità della connessione diventano strumenti di lavoro essenziali, soprattutto nei momenti di maggiore intensità, quando cronache, voci e contenuti devono raggiungere gli ascoltatori in tempo reale.

Sulla rete Open Fiber, YouCall ha realizzato un collegamento dedicato alle esigenze di Radio Kiss Kiss Napoli, progettato per garantire continuità e prestazioni adeguate alle trasmissioni dalla tribuna stampa. L’attivazione ha richiesto un’attenta pianificazione, dai sopralluoghi alla progettazione del tracciato, fino al coordinamento tecnico e alle verifiche necessarie, nel rispetto delle caratteristiche della struttura e delle attività che quotidianamente si svolgono al suo interno.

La collaborazione tra Open Fiber e YouCall mostra così come un’infrastruttura digitale possa tradursi in un servizio concreto, rispondendo a esigenze specifiche e accompagnando l’evoluzione del mondo dell’informazione e dei grandi eventi. Un esempio di tecnologia al servizio del territorio e delle sue realtà, capace di contribuire a rendere ancora più immediata la diffusione delle passioni e dei contenuti legati alla città di Napoli.

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Peppe Di Napoli aggredito per il costo delle vongole a 30 euro al chilo: il pescivendolo “social” ferito al collo con una chiave

Una lite sul prezzo delle vongole, vendute a 30 euro al chilo, è degenerata in un’aggressione fisica ai danni di Peppe Di Napoli, pescivendolo e ristoratore diventato popolare sui social. Lo riporta Il Mattino.

Secondo le prime versioni dei fatti, una cliente avrebbe contestato con toni accesi il prezzo delle vongole, vicino alla cassa, e la discussione sarebbe degenerata in pochi istanti. A quel punto, riportano diverse testate, un uomo è intervenuto, si è scagliato contro il commerciante e lo ha colpito tenendo in mano una chiave. La ferita ha subito iniziato a sanguinare, provocando panico tra i presenti.

Di Napoli è stato portato all’ospedale San Paolo, dove i medici gli hanno assegnato una prognosi di cinque giorni. Il referto parla di un trauma cranico minore con escoriazioni nella regione laterocervicale destra e sottoclaveare.

Al vaglio degli inquirenti ci sono anche delle immagini. Infatti la scena è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza vicino alla cassa, e un fotogramma è stato diffuso dall’avvocato del commerciante, Angelo Pisani.

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Napoli, paura per Alisson Santos: si sveglia di notte e vede i ladri fuggire con la sua auto

Notte di paura per Alisson Santos. L’esterno brasiliano del Napoli è stato vittima di un furto nella sua abitazione di Giugliano in Campania, dove alcuni malviventi si sono introdotti mentre lui e la moglie dormivano. Svegliato da alcuni rumori sospetti, il calciatore si è accorto della presenza dei ladri, che si sono allontanati rapidamente portando via la sua automobile, parcheggiata all’interno della proprietà.

Il giocatore ha subito contattato le forze dell’ordine per segnalare quanto accaduto. Sul caso sono al lavoro gli agenti del Commissariato di Giugliano in Campania, secondo i quali il colpo sarebbe stato messo a segno da un gruppo composto da più persone. Oltre alla vettura, i responsabili sono riusciti a impossessarsi di un Rolex di valore e di una collana preziosa appartenente alla moglie del calciatore. Il risveglio di Santos avrebbe però interrotto il raid, impedendo ai malviventi di sottrarre altri oggetti presenti nell’abitazione.

L’automobile è stata successivamente recuperata dai carabinieri a Villaricca, comune situato a breve distanza da Giugliano. Parallelamente, sono stati rafforzati i controlli lungo le principali strade della zona, con l’obiettivo di individuare i responsabili del furto e ricostruire la dinamica dell’accaduto. Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che ha disposto un potenziamento delle attività di controllo nell’area nord della provincia. L’iniziativa mira a contrastare nuovi episodi criminali e a rafforzare il senso di sicurezza tra i residenti. Il caso sarà inoltre affrontato nel corso della prossima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

L’esterno offensivo brasiliano è approdato al Napoli dallo Sporting Lisbona durante il mercato invernale, inizialmente con la formula del prestito, per poi essere riscattato a titolo definitivo in estate. L’operazione prevedeva un investimento iniziale di 3,5 milioni di euro, seguito da ulteriori 16,5 milioni per l’acquisto definitivo. Nella giornata di ieri, Santos ha seguito dalla tribuna il pareggio del Napoli contro la Roma, assistendo alla partita insieme al connazionale David Neres. Per il calciatore, attualmente fermo ai box, si tratta di un periodo particolarmente complicato anche dal punto di vista sportivo. Dopo essere rientrato da un precedente problema fisico, nella gara contro il Venezia ha riportato una lesione distrattiva di medio grado al bicipite femorale sinistro. I tempi di recupero prevedono almeno un altro mese di stop.

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“Per la prima volta in 25 anni non sono lucido”: la furia di Allegri e quella frase contro la Roma. A Trigoria ora si aspettano provvedimenti

“Ditelo voi se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, io stasera non sono nelle condizioni per la prima volta di elargire delucidazioni sulla partita”. Quando Max Allegri si presenta ai microfoni di Dazn per analizzare lo spettacolare 3 a 3 tra il suo Napoli e la Roma, la rabbia e la tensione sono tutt’altro che smaltiti. Il tecnico è furioso, tenta quasi di abbandonare l’intervista e dice: “Non sarò molto lucido nell’analisi della gara per questo. In 25 anni posso fare un errore anch’io“. Il suo nervosismo è dovuto certamente all’ennesima vittoria mancata: il Napoli era avanti 2 a 0, si è fatto rimontare, poi ha segnato con McTominay il gol del 3 a 2 e ha subito da Balerdi la rete del definitivo pareggio. Ma dietro la furia di Allegri c’è anche altro: il rosso ricevuto proprio a fine gara, ma anche un dente avvelenato nei confronti della Roma, stando ai retroscena sulle sue parole lontano dai microfoni.

Davanti alle telecamere, Allegri si è sfogato soprattutto per l’espulsione: “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace. La prossima volta mi siedo in panchina e non mi muovo più. Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“. Il rosso è arrivato subito dopo il gol del pareggio giallorosso, ma Allegri nega di aver detto qualcosa contro l’arbitro: “Gli altri fanno di tutto. Ringrazio Saccani (ma era Sacchi il quarto uomo, ndr). Per il resto, tanti complimenti ai ragazzi per questa partita, giocando con questo spirito sicuramente risaliremo la classifica“.

La classifica dice però che oggi il Napoli è fermo a quota 11 punti, esattamente la metà rispetto alla testa della Serie A. La rabbia di Allegri però sedimenta sopra al risentimento per come è finita la passata stagione: “L’anno scorso vi hanno messo la Champions in tasca ed ho pagato io con il Milan“. Sarebbe questa la frase urlata dal tecnico nei corridoi del Maradona, stando a quanto riportato da diversi quotidiani sportivi. Le sue parole infatti si sarebbero sentite anche in sala stampa.

Allegri fa ovviamente riferimento all’epilogo del precedente campionato, quando era sulla panchina del Milan e si fece recuperare 8 punti in 5 giornate dalla Roma di Gasperini, fallendo l’accesso alla Champions. Ci fu qualche polemica arbitrale – in primis per la rimonta dei giallorossi contro il Parma, viziata da un rigore alquanto generoso – ma nulla che lasciasse presagire a distanza di mesi uno sfogo così importante. Anche a Trigoria sono rimasti stupiti e irritati. Secondo quanto fatto trapelare, sia Gasperini sia i Friedkin ritengono inaccettabili le accuse di Allegri su presunti favori arbitrali. Per questo, il club ora si attende dei provvedimenti da parte della giustizia federale.

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Carovita, poche centinaia in corteo a Napoli. “Ci stanno togliendo il futuro, rivendichiamo il diritto di vivere”

Circa 500 persone hanno partecipato al corteo spontaneo organizzato a Napoli contro il carovita. “Dovremmo essere molti di più – dice con rammarico una manifestante – stanno manifestando per lo più i ragazzi e invece dovremmo essere soprattutto noi adulti a scendere in piazza e protestare”. Il corteo promosso sui social è partito da piazza Garibaldi e si è diretto verso corso Umberto senza particolari tensioni. In strada studenti, giovani e cittadini con cartelli e slogan dedicati all’aumento dei prezzi e alla perdita di potere d’acquisto. “È un popolo in ginocchio – ci dice una manifestante – si lavora e non si arriva alla fine del mese, noi rivendichiamo il diritto a vivere e non di sopravvivere”. La manifestazione si è svolta in modo pacifico ed è terminata in Piazza Municipio davanti la sede del comune partenopeo. Qui i manifestanti hanno chiesto alle forze dell’ordine di rimuovere i caschi di ordinanza in segno di vicinanza al popolo. Gli agenti hanno risposto allentando il cordone di sicurezza vista la natura assolutamente pacifica della protesta.

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“Sono grasso e cecato”, ma musicalmente eccezionale: “Je so’ pazzo” è il ritratto verace di Pino Daniele

“Sono grasso e cecato” e pure un po’ fetente. Anche in Italia sappiamo fare i biopic musicali. Je so’ pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore sulla prima epica manciata di anni di vita musicale di Pino Daniele, è una delle più gustose versioni del genere prodotte a casa nostra o, ancor meglio, tra i bassi napoletani.

Coraggiosa, matura, verace e pure un tantinello sfrontata, l’opera di Prosatore non solo è prima al box office italiano da una settimana, ma dà incredibilmente dei chilometri anche solo a filmetti modesti dell’area bio anglosassone come Bohemian Rhapsody. Non che ci sia nulla di stilisticamente pompato, di idealisticamente fuori dall’ordinario.

Lo srotolamento della vita di Daniele da quando, bambino, nei primi anni Sessanta, è seduto sulla banchina del porto (Otis sì, è per te) a smerciare i “dollars” col padre farabutto (luciferino l’ottimo Giovanni Ludeno), poi ancora tra vicoli, prostitute, gioco d’azzardo e l’epifania del blues dei soldati statunitensi afroamericani spizzicato alla chitarra, fino al live monumentale con oltre 200mila persone (a gratis) in Piazza del Plebiscito appena vent’anni dopo, all’apice del successo, non ha né i tratti marcati della foga né quelli sbrodolosi dell’agiografia.

Je so’ pazzo è vita creativa musicalmente eccezionale che prende forma per microeventi e strappi, è scrittura di pregio, tagli precisi, poderosi e sintetici (Prosatore, Edoardo Puma e Carlo Salsa) che disegnano reiterati conflitti (col padre, con l’industria della musica), enfasi pittorico-umana (con Napoli), catarsi possibile del singolo (il successo e la fama oltre i limiti fisici e la condizione familiare).

Il Daniele di Massimiliano Caiazzo poi è qualcosa di genuinamente sofferto, un corpo ancorato simbolicamente al terreno che riesce a vibrare oltre i tavoli in formica, le tv in bianco e nero con l’antenna e le purpette in frigo, che si eleva spiritualmente mentre si riproduce la “vocina”, che si ricompone etereo nella storia ibrida della musica napoletana ed italiana tra Settanta e Ottanta.

Attenzione però, il Pino Daniele di Prosatore non è un santo e nemmeno un amicone. È una figura contraddittoria, un filino stronza, autoritaria e traditrice, che in quel crogiolo musicale impressionante del Neapolitan Power trova uno spazio deflagrante, irriverente e maleducato, singolarmente pop. In una summa pressoché inappuntabile di scenografie e trovarobe (arredamento e vestiario quasi odorano degli anni Settanta), Je so’ pazzo si mostra in tutta la sua proteiforme bellezza anche come angolazione dello sguardo. Tra una panoramica circolare in studio di registrazione che ricorda Godard con gli Stones e la capacità di dare volume e profondità agli sfondi massa sbirciando rapido attraverso piani ravvicinati, Prosatore lascia contemporaneamente un segno di qualità e uno di intrattenimento tra le pagine di un cinema italiano spesso anemico e semplificatore di fronte ai giganti della storia. Tratto dal libro di Alessandro Daniele, primogenito di Pino, sulla vita del padre.

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Assemblee, picchetti e barricate: da Milano a Palermo, la mappa delle occupazioni nelle scuole di tutta Italia

Da Palermo a Milano passando per Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova, decine di scuole sono occupate. Gli studenti protestano contro il carovita, la destra di governo, le scuole fatiscenti, il decreto Scuola e tanto altro. E a Roma c’è persino chi scende in piazza contro chi manifesta a difesa delle lezioni. Gli studenti si preparano al prossimo sciopero proclamato da Usb, l’Unione sindacale di base, per il 30 ottobre e allo sciopero internazionale del 20 novembre. Ad alimentare la rabbia anche le parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni nelle scuole non ha un fondamento razionale. Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”.

La mappa delle occupazioni ha bandierine su ogni regione. A Palermo i ragazzi del liceo “Meli“, del “Rutelli“, del “Catalano“, del “Cannizzaro” e del “Duca degli Abruzzi” hanno manifestato davanti alla scuola con un sit-in, mentre al “Regina Margherita” è stata organizzata un’assemblea permanente. Al “Cascino” è stato bloccato un ingresso con cassonetti rovesciati, petardi e lanci di uova. Così all’”Umberto I” e al “Vittorio Emanuele II“, dove da giorni non si fanno più lezioni ma assemblee e momenti di confronto, cercando di coinvolgere anche i docenti.

A Napoli sono occupate 25 scuole. All’Istituto Orientale è stato organizzato anche un collegamento con gli autotrasportatori parlando di caro affitti, di guerra in Palestina, riarmo e Cpr. Anche al “Mazzini” al Vomero, al “Vico”, al “Canova”, al “Fonseca” e all’istituto “Elena di Savoia” le lezioni sono sospese. Al “Mazzini” si sono registrate anche devastazioni, armadietti svuotati, libri stracciati e palloni scaraventati contro i soffitti. Una vicenda sulla quale stanno facendo luce gli investigatori, dal momento che i danni ammontano a trentamila euro. La protesta è arrivata anche fuori dal centro e in provincia: a Fuorigrotta sono occupato il professionale “Rossini”, lo scientifico “Labriola” e l’artistico “Boccioni”; a Torre del Greco il “De Bottis”e il “Nobel”; il “Flacco” a Portici; il “Pitagora” e il “Majorana” a Pozzuoli e il “Segre” a Marano.

Nel Lazio l’onda della mobilitazione è arrivata in decine di scuole oltre a quelle della Capitale. A Firenze è scattato l’allarme per la presenza in città, lunedì, del ministro Valditara. Allo stato attuale, nel capoluogo toscano sono occupati il “Gramsci”, il “Michelangelo”, il “Galileo”, l’”Alberti Dante”, il “Castelnuovo”, il “Peano”, il “Rodolico”, il “Pascoli”, il “Duca d’Aosta” e il “Macchiavelli”, dove la preside ha presentato denuncia. Occupazioni anche all’“Enriques” di Castel Fiorentino e al “Pacinotti” di Pisa. A Novoli, al “Sassetti”, il dirigente ha dovuto fare i conti con corridoi allagati, lavagne rotte e barricate. A Bologna il collettivo del “Minghetti” ha bloccato l’entrata. Proteste anche a Genova al professionale “Odero” di Borzoli, al liceo “Klee Barabino”, al “Filippo Buonaroti”, al “Gastaldi”, al “Majorana” e all’”Einaudi”.

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“Gli autotrasportatori hanno la mia solidarietà. I disordini a Milano? Noi giovani abbiamo paura del futuro. Credo nella mia generazione che è più ribelle, però la violenza non è la risposta”: così Settembre

“Vertebre” lo ha incornato vincitore al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte nel 2025. Poi nei mesi a seguire sono cambiate tante cose nella vita di Settembre: nuovo team, nuovo tour, brani inediti come “Due settimane” e l’ultima “Lentiggini”. Napoletano, 25 anni, il cantautore ha una penna piena di sensibilità, sfumature ed è mosso da tanta voglia di fare. Il percorso è ripreso grazie al management La Tarma di Marta Donà. I feedback sono tutti positivi, non resta che aspettare e vedere se un altro tassello si aggiungerà al percorso professionale dell’artista: il Festival di Sanremo 2027.

Quando nasce “Lentiggini” e cosa ti ha ispirato a tirare fuori sentimenti così forti?
Il brano è nato, se non ricordo male, tra fine gennaio e inizio febbraio di quest’anno. Era un periodo difficile per me, non solo per i temi di cui parla la canzone: era un periodo di vita strano, non proprio dei più felici. Paradossalmente in quei mesi scrivevo poca musica, avevo scritto solo due o tre cose, e una era ‘Lentiggini’. Tra vari problemi personali mi interrogavo, ancora una volta, sui sentimenti, sulle relazioni, sulle mancanze. Non necessariamente per un fatto accaduto pochi giorni o poche settimane prima: era qualcosa che mi frullava in testa.

Cosa c’era nella tua mente in quel periodo?
Tante domande come il non sentirsi abbastanza, magari perché si viene rimpiazzati o perché da uno dei due lati il sentimento si spegne. Allora ti ritrovi da solo a chiederti se non sei stato abbastanza, se c’era già qualcuno meglio di te. C’è poi il tema di provare ad andare avanti, come nella seconda strofa, dove cerco di dirmi, e di dire, che ci sto provando e che ho imparato a non farmi più male. Però chissà se un giorno tornerai da me… È già un passo successivo, un progredire della storia.

Dal video sembra che tu abbia anche un talento per la recitazione. È un pallino che hai sempre avuto?
Non penso! Però mi piace molto: amo l’arte in generale, la musica, la scrittura, il canto, la danza, il teatro, la recitazione. Con l’arte mi metto a nudo: è un modo per entrare in contatto con parti di me che, come esseri umani, spesso tendiamo a nascondere perché ci sentiamo deboli o non abbastanza forti. Sto imparando, e non ti nascondo che è difficile, ad accettare sempre di più la mia vulnerabilità. Quando canto, anche canzoni di altri, mi sento vulnerabile. È un posto difficile in cui stare, ma cerco di abbracciarlo e di accoglierlo.

Dalla vittoria a Sanremo sono passate tante cose: il nuovo management, un nuovo percorso artistico, un nuovo messaggio. Che cosa hai imparato?
Credo molto nel percorso del destino: le cose vanno come devono andare, le accogliamo e ci insegnano. Ho imparato tanto dal Sanremo dell’anno scorso a oggi, e ho ancora molto da imparare. È stato un anno impegnativo a livello personale, perché ho cercato di capire tante cose e di dare le giuste priorità. A livello professionale sono contento di essermi preso del tempo per scrivere nuove canzoni e tornare nel momento in cui ero davvero pronto.

Hai già in testa il disco, la traccia fondamentale?
No, il disco lo sto mettendo in sesto adesso. È un periodo in cui comincio a farmi domande più serie su questo progetto, che mi piace chiamare “diario”: ogni pagina è una canzone, e Lentiggini è una di queste pagine. Questo diario ha tante bozze, tante cose scarabocchiate, ma anche molte pagine già più ordinate che faranno sicuramente parte del pacchetto finale.

Tu sei di Napoli, una regione di cui si parla molto in questi giorni per la protesta degli autotrasportatori. Che cosa percepisci intorno a te?
È un tema che mi sta molto a cuore: essendo napoletano, sento vicine queste problematiche che riguardano il Sud. Andare al supermercato e non trovare gli alimenti fa strano, ma non è questo il punto centrale. Il punto è il timore, la paura che noi giovani abbiamo di non riuscire a immaginare un futuro stabile e di non avere certezze. Come Clementino e come Gigi D’Alessio, mostro la massima solidarietà agli autotrasportatori e a tutto il settore, che sta vivendo un periodo non semplice. Io mi lamento, tra virgolette, della mancanza di alimenti, ma la questione è molto più seria.

In che senso?
Sono contento che se ne parli, perché nei notiziari si parla di tante cose e di questa ancora poco. Non riguarda solo la benzina e le altre ragioni per cui si sta manifestando, pacificamente, qui al Sud: va più a fondo e riguarda ancora di più noi giovani, perché c’è sempre più paura del futuro. Io però ho molta fiducia nelle nuove generazioni. Non posso parlare per tutti, ma nella mia generazione e in quelle che stanno arrivando vedo uno spirito ribelle e impaziente di cambiare le cose, e di farlo al meglio. È fantastico.

E sui disordini di Milano invece cosa ti ha colpito?
Ciò che è successo dovrebbe spingerci a riflettere. La violenza non è mai la strada giusta e non porta alla vittoria di queste manifestazioni, anzi finisce per mettere in ombra le ragioni di chi scende in piazza pacificamente per far valere le proprie idee. Non è mai condivisibile. Detto questo, ripeto: non voglio generalizzare, ma nella mia generazione e in quelle subito dopo la mia vedo uno spirito ribelle, la voglia di correggere ciò che prima è stato fatto. È bello, e me ne accorgo anche con i miei amici. Finché è pacifico, lo sottolineo, è sempre bello provare a cambiare le cose: finché non c’è violenza, finché non ci sono saccheggi.

Forse non tutti lo sanno che sei appassionato di numerologia, ma qual è il tuo numero ricorrente in questa fase della vita, e cosa rappresenta?
Mi hai fatto questa domanda poco prima delle 15:15! Ultimamente è tornato il 2, vicino al 4, che mi è stato molto vicino, ma il 9 è sempre stato il numero che mi accompagna. E, manco a farlo apposta, il 9 marzo 2027 parte il mio tour nei club. Quando mi hanno comunicato che la prima data sarebbe stata il 9 marzo ho detto: “Mi state prendendo in giro?”. Inizierò da Pozzuoli, al Duel Club, poi sarò a Roma il 15 marzo al Largo Venue e a Milano il 20 marzo ai Magazzini Generali, dove ti aspetto. Spero di vedere questo nove da tutte le parti: per me i numeri sono messaggi angelici, poi ognuno li interpreta come vuole.

Cosa proporrai in tour?
Ci stiamo pensando proprio in questi mesi. C’è tanto lavoro da fare, anche con il pezzo appena uscito, ma stiamo iniziando a pensare le prime cose e io a scriverle. Sarò onesto: il mio concerto dei sogni lo farò, se Dio vorrà, quando avrò strutture più grandi. Ma le cose si fanno step by step, e iniziamo adesso dai club. Non vedo l’ora, sono famelico, entusiasta a mille.

Parlavi del due e il nove… Meglio un secondo posto o un nono posto a Sanremo 2027?
Lì va bene tutto!

L'articolo “Gli autotrasportatori hanno la mia solidarietà. I disordini a Milano? Noi giovani abbiamo paura del futuro. Credo nella mia generazione che è più ribelle, però la violenza non è la risposta”: così Settembre proviene da Il Fatto Quotidiano.

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